Piedimonte Matese (CE) – La sindrome da apnea ostruttiva del sonno (Osas) e’ una malattia che puo’ condizionare la vita. “Russare in modo intenso e risvegliarsi improvvisamente con una sensazione di soffocamento sono sintomi tipici della sindrome da apnea ostruttiva nel sonno”, ha spiegato Luigi Ferritto, medico del Dipartimento di Medicina Interna della Clinica Athena-Villa dei Pini di Piedimonte Matese (CE)  e referente dell’ Ambulatorio di Malattie dell’Apparato Respiratorio
“Il russamento – ha aggiunto – e’ sempre stato considerato un fenomeno fastidioso, oggetto piu’ di ironia che degno di attenzione dal punto di vista medico. Oggi e’ chiaro come possa essere la spia di importanti disturbi respiratori e cardiocircolatori durante il sonno, che possono avere conseguenze sulla vita di relazione causando sonnolenza diurna, e costituire fattori di rischio per la comparsa di malattie cardiovascolari, come l’ipertensione arteriosa, l’ictus e l’infarto del miocardio”. L’Osas e’ dovuta a un’alterazione della meccanica delle vie aeree superiori (faringe) nella fase di inspirazione: l’aria non entra a sufficienza nei polmoni e cio’ comporta una riduzione dell’ossigenazione e improvvisi risvegli alla ricerca di aria. “Alle apnee fa seguito un breve periodo di iperventilazione, contrassegnato da forte russamento, e che si associa a un disturbo della struttura del sonno”, ha detto il medico.
La sindrome, non sempre riconosciuta tempestivamente, colpisce circa il 4 per cento della popolazione italiana ed e’ piu’ frequente fra gli uomini, si manifesta piu’ spesso in soggetti in soprapeso e di eta’ compresa tra i 30 e i 70 anni. Ma non e’ rara nei bambini con ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille. Studi recenti hanno permesso di mettere a punto idonee terapie. Quella piu’ utilizzata e’ la ventilazione notturna con pressione positiva continua per via nasale (Cpap). “Si somministra solitamente attraverso una maschera nasale, erogando un flusso di aria a pressione costante generato da un apparecchio che preleva l’aria dall’ambiente circostante”, ha spiegato Ferritto. “Se la pressione dell’aria raggiunge un livello sufficiente, mantiene le vie aeree aperte, prevenendo l’insorgenza delle apnee e del russamento, correggendo cosi’ quasi sempre i sintomi e annullando l’aumentato rischio cardiovascolare”. Particolari tipi di Cpap sono rappresentati dalle cosiddette ‘auto-Cpap’, con cui la pressione dell’aria erogata non viene regolata manualmente, ma dagli apparecchi stessi.
Un nuovo metodo e’ in grado di evidenziare e misurare la collassabilita’ delle vie aeree superiori durante la veglia che attraverso la applicazione per pochi secondi di una pressione sub atmosferica attraverso la bocca consentirebbe l’identificazione di soggetti a rischio di apnee ostruttive.


Luigi Ferritto

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