ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE REGINA ELENA ONLUS

Nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, l’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus ha conferito all’Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo di Castellammare (NA) il quadro commemorativo creato per l’evento. Alla consegna del dono, il Presidente Nazionale della delegazione italiana, Gen. Ennio Reggiani, era rappresentato dall’Uff. Rodolfo Armenio. accomapagnato dal M.llo Antonio Cimmino.  Il quadro è stato consegnato al Coordinatore Osvaldo Conte

Incastonata al centro del Golfo di Napoli, Castellammare di Stabia è una delle mete turistiche più caratteristiche della Campania. Ai tempi degli antichi Romani, il territorio stabiano fu frequentato da ricchi patrizi e da esponenti della cerchia imperiale. L’antica Stabiae era una delle località prescelte dall’aristocrazia romana per i soggiorni sul Golfo di Napoli al seguito degli Imperatori che scelsero Capri ed i Campi Flegrei come dimore abituali. Le sue splendide ville di lusso, ancora oggi visitabili, furono sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. assieme alle cittadine di Pompei e di Ercolano. I Romani apprezzarono le virtù terapeutiche delle acque minerali stabiane. Nei secoli successivi uno dei più grandi medici dell’antichità, Claudio Galeno, raccomandò il soggiorno terapeutico a Stabiae.La città fu una delle più antiche sedi vescovili dell’Italia Meridionale, già attiva almeno alla metà del V secolo d.C. Fortificata dal Ducato di Sorrento con la costruzione di un castrum a difesa del versante sud del golfo napoletano, la città conobbe in età angioina (sec. XIII) una vera e propria crescita edilizia e demografica. Da questo momento iniziò ad assumere stabilmente la denominazione di Castrum ad mare, Castellammare. La corte dei d’Angiò vi installò una residenza, indicata nei documenti come Domus de loco sano: sarà quello il nucleo più antico del Palazzo reale di Quisisana che ancora in età borbonica fu una delle dimore estive preferite dai regnanti. Castellammare soprattutto per la sua vocazione portuale visse nel Medioevo e nel Rinascimento un periodo di crescita demografica ed edilizia, sempre in diretta dipendenza con quanto avveniva nella Napoli capitale.

Sotto il regno dei Borbone (1734-1860) Castellammare di Stabia conobbe il periodo più consistente e significativo della sua espansione. Il Re non solo avviò le ricerche archeologiche (1749) che portarono alla luce i resti dell’antica Stabiae, ma vi impiantò il più antico e importante cantiere navale del Mediterraneo ancora oggi attivo. Il Palazzo Reale di Quisisana fu ingrandito ed abbellito, attorno ad esso sorsero casine di delizie e di ville abitate d’estate da esponenti dell’aristocrazia di corte. È questa l’epoca del Grand Tour, quando anche Castellammare divenne tappa dei viaggiatori stranieri che si spingevano fino a Napoli e alla costiera sorrentina ed amalfitana. Con i primi sviluppi industriali furono impiantati numerosi opifici, mentre la città fu raggiunta nel 1850 dalla prima linea ferroviaria d’Italia, la Napoli-Portici-Castellammare. Nello stesso periodo fu aperta la strada che conduce a Sorrento. In quegli anni, per la sua vicinanza a Napoli, la città è sede di numerosi consolati stranieri, tra cui quello di Francia, Russia e Stati Uniti d’America. Alla fine dell’Ottocento Castellammare conobbe un’intensa attività turistica e culturale: fu il periodo migliore del turismo termale, con la presenza di grandi artisti quali lo stabiese Luigi Denza che proprio in un albergo di Castellammare, il Grand Hotel Quisisana, compose nel 1880 la celeberrima canzone Funiculì, Funiculà. In Villa comunale, i Giardini pubblici, accanto allo storico Gran Caffè Napoli, fu costruita la Cassa Armonica (1900), uno dei migliori esempi di padiglione musicale in stile moresco.

Create nel 1833 come centro climatico e termale, meta dei soggiorni della nobiltà italiana ed europea che veniva a Castellammare a “passare le acque”, le Terme si sono arricchite anche di altri servizi che ne hanno allargato sensibilmente il bacino di utenza. Nel secondo dopoguerra Castellammare ha conosciuto un’incremento delle attività termali, grazie anche alla costruzione del moderno complesso delle Nuove Terme al Solaro. Negli stessi anni venne realizzata la Funivia del Faito, che consente ancora oggi di passare in otto minuti dal mare ai monti, dando notevole impulso al turismo naturalistico ed ambientale. La realizzazione di nuovi alberghi e il miglioramento dell’offerta ricettiva, unitamente all’avvio di importanti infrastrutture nel campo della portualità turistica e della crocieristiea, fanno di Castellammare di Stabia la meta ideale per una vacanza intelligente alla scoperta del Golfo di Napoli e della Campania. Accogliendo pienamente il concetto di “salute globale” le Terme, oltre al Centro per la Sordità Rinogena, si sono dotate anche di un Centro di Pneumologia e di un Centro di Fisioterapia in grado, sotto la guida di un’ equipe sanitaria, di fornire le risposte mediche più appropriate a molte patologie respiratorie, bronchiali e riabilitative.

C.Mare di Stabia 22 marzo 2012

Il Delegato Armenio Rodolfo