libro-web4-300x218CASAGIOVE – “E lo chiamavano amore” è il romanzo di Angelo Antonucci, regista e sceneggiatore di Casagiove. Il libro del regista Angelo Antonucci è stato presentato su Rai 1 nella corso della trasmissione “L’appuntamento”. Il libro è pubblicato per conto del Gruppo Editoriale l’Espresso SpA ed acquistabile in Libreria ed on line. “Ho voluto scrivere questo libro” – ha affermato il regista – “partendo da esperienze personali ed anche dall’osservazione della realtà intorno a me, quando ho visto coppie litigare mi sono sempre chiesto “Una volta si amavano e si dicevano -Amore-” , e quello che chiamavano amore ora è odio. Il libro non vuole essere un atto d’accusa verso le donne o a favore degli uomini, ma un romanzo sull’amore inteso come comprensione, sincerità, sacrificio, valori , spesso, oggi dimenticati a favore di una società dove l’apparire ha preso il posto dell’essere”. L’introduzione al romanzo è firmata dalla nota attrice Sandra Milo che è stata voluta dal regista oltre che per un rapporto di amicizia con l’attrice Felliniana che ha diretto in ben due film, ma anche perchè con il metodo del “Dubbio cartesiano” ha voluto “sospendere il giudizio” verso la sfera femminile ed ha voluto che fosse una donna, dall’esperienza umana e professionale della Milo a giudicare le stesse donne. “Gli uomini” – ha aggiunto Antonucci – “non sono vittima della violenza fisica delle donne (che spesso si conclude con fini tragici) ma vittime di una forma di violenza diversa, sottile, morale, psicologica. Il giudizio finale è un invito a recuperare i valori dell’amore puro e vero che vada oltre al cinismo, arrivismo ed egoismo che porta a distruggere purtroppo molte coppie…”. Angelo Antonucci, classe 1970, è un poliedrico e completo regista italiano. Distintosi sia nel cinema che nella televisione, si è messo alla prova anche con la sceneggiatura e la produzione, alle prese col corto e il lungometraggio, è da sempre stato interessato al rapporto con le giovani generazioni. Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia con una tesi in Psicologia della Comunicazione Cinetelevisiva presso l’Università Federico II di Napoli, ha approfondito l’interesse per il cinema frequentando il centro “Ipotesi Cinema” diretto da Ermanno Olmi, oltre a vari corsi di tecniche cinematografiche. Dopo diversi tentativi, il 1994 può essere considerato il vero anno del suo esordio con il lungometraggio Strade – Le scelte della vita, distintosi in diversi festival, tanto da essere acquisito da Rai International. L’anno successivo il suo esordio come produttore per il film Io, tu e tua sorella di Salvatore Porzio, che annovera tra i protagonisti Leo Gullotta e Paola Onofri. Ritrova Gullotta per la fiction targata Mediaset Dio ci ha creato gratis di cui firma anche la sceneggiatura. Nel 1999 ci prova col documentario: dirige prima Masaniello 1647-1997 e successivamente Città di Casagiove, fotografia-ricordo del paese in cui è nato e cresciuto. Questi primi lavori gli valgono diversi riconoscimenti tra cui il “Premio Ente de Curtis” per il miglior regista esordiente, il “Premio Artisti del Mediterraneo” e il “Premio Totò” della città di Valmontone. Il 2001 è l’anno di Sotto il cielo, una pellicola che descrive l’amicizia tra sei aspiranti attrici messa a dura prova dalla competizione sul palcoscenico, di cui cura regia e sceneggiatura e per la quale vince il premio “Riflessioni” al Festival Internazionale del Cinema di Salerno. La sua voglia di sperimentare è forte e nel 2002 prova anche a cimentarsi nella regia teatrale con lo spettacolo “Miles Gloriosus”, dirigendo Lando Buzzanca. Nel 2004 torna dietro la macchina da presa per Masaniello – Amore e libertà, una pellicola in costume che racconta la storia di Tommaso Aniello di Amalfi, giovane pescivendolo napoletano che guidò una rivolta popolare contro il Duca D’Arcos nel 1647, con un cast di tutto rispetto (Franco Nero, Anna Galiena, Sergio Assisi). L’ultima fatica cinematografica è Nient’altro che noi, un film che tocca un tema urgente come quello del bullismo nelle scuole con un cast di giovanissimi esordienti, affiancati da Philippe Leroy, Francesca Rettondini, Antonella Ponziani, Claudio Botosso.

Nunzio De Pinto