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Per chi non se ne fosse ancora accorto, il regime di spending review adottato già da qualche anno  per far fronte alla crisi, nella stragrande maggioranza dei casi ha fatto solo danni! Ma non dei danni semplici… Anzi! Qui si parla di danni di enorme e ragguardevole portata. Perché se lo scopo era quello di centralizzare alcuni enti, al fine di eliminare tutte le delocalizzazioni e tagliare considerevolmente i costi di gestione in modo da rientrare con le spese, di certo così non è stato! “Le immaginifiche menti che hanno elaborato la famigerata risoluzione non hanno fatto i conti con la realtà, trovandosi quindi a dover far fronte, anche economicamente, a tutti quei casini che si sono venuti a creare laddove la manovra non ha sortito un decremento nelle spese di gestione, ma in alcuni casi ha aggravato la situazione, richiedendo l’intervento e l’approvvigionamento di ulteriori fondi per applicare una toppa a quel che, nonostante tutto, ci si ostina a non voler riconoscere come uno dei più azzardati, insulsi, stolti  e infruttuosi piani di contenimento della spesa” afferma Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale di Napoli del Sindacato Indipendente di Polizia COISP. “Eppure – continua Catuognole immaginifiche menti avrebbero potuto prendere spunto dalla conoscenza pregressa che aveva dimostrato già in diversi casi che il taglio orizzontale della spesa era un’esperienza fallimentare”. Ma si sa, gli errori spesso si ripetono… e chi ne fa le spese è sempre e solo il cittadino.

 In quest’ottica di spending review la Polizia di Stato ne ha subìte di cotte e di crude. Tant’è che spesso gli uffici sono rimasti senza carta, senza toner, senza computer, senza stampanti, senza divise, senza auto…e addirittura senza benzina. Ma, come sottolinea Catuogno : “i poliziotti il più delle volte hanno messo mano alla tasca e si sono accollati personalmente tutte quelle spese che gli potessero permettere quantomeno di svolgere dignitosamente il loro lavoro. Per non lasciare totalmente campo libero alla criminalità. Perché in effetti questo è il succo di ciò che ha sortito la spending review:  impedire alle Forze dell’Ordine anche i normali servizi di istituto, lasciando campo libero sia alla micro che alla macrocriminalità!”

E se ciò non è accaduto è solo perché i poliziotti non si sono lasciati andare… Pur sentendosi abbandonati e traditi , hanno comunque tenuto desto il loro senso del dovere. E in periodi di abnormi difficoltà come quelli degli ultimi anni, non hanno mai abbandonato il campo! Tant’è che molti sono rimasti feriti in scontri con la criminalità organizzata o con la delinquenza disorganizzata, con le tifoserie criminali o con i comitati delinquenziali che trovano anche nella sagra della rucola selvatica, motivo e presupposto per assaltare gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine. “Uomini e donne che spesso sono costretti a prolungati periodi di assenza dal lavoro e a costose cure e terapie, nonché a controlli di idoneità presso le Commissioni Mediche Ospedaliere (CMO), anch’esse obiettivo tutt’altro che chirurgico della spending review” sbotta il Segretario Generale Provinciale del COISP partenopeo.

Oltre un anno fa – spiega Catuognole varie Commissioni Mediche presenti sul territorio nazionale erano state “razionalizzate”. Quella di Caserta, che trattava il personale delle FF.AA della Campania e delle regioni limitrofe, fu cancellata. Sicchè oggi  i colleghi napoletani, invitati a recarsi presso la CMO, si devono spostare fino a Roma. Una cosa che comunque crea un disagio ad un ammalato in genere…figuriamoci ad un infartuato o ad un collega impossibilitato a deambulare!”  Ci sono stati dei casi in cui dei poliziotti hanno dovuto fare ricorso ad ambulanze private (pagate a proprie spese…) per lo spostamento fino a Roma. Centinaia di km, indeterminabili disagi e … incalcolabili spese. Alla faccia della razionalizzazione!

Già da qualche mese, però – continua il Segretario Generale Provinciale del COISP –  sembra che, almeno per quanto concerne la centralizzazione delle CMO, qualcuno si sia reso conto del turpe errore, tanto che era stata annunciata diversi mesi fa l’emanazione di un impellente Decreto di istituzione di una CMO con sede a Napoli.” Un annuncio che però sembra si sia perso nella notte dei tempi… Nonostante ripetuti solleciti e pressanti richieste, sembra che al momento questo Decreto sia fermo al dicastero per la mancanza di una firma…

Queste firme che spesso mancano sono motivo di paralisi nonché vera rovina del nostro Paese!” afferma Catuogno. E continua: “ Ci offriamo volontari: diteci chi è il soggetto che deve apporre la firma e ci mettiamo d’impegno nel rincorrerlo… Ovunque esso sia… Porteremo anche la penna, nel caso ve ne fosse bisogno! Ma entro 48 ore siamo certi di riuscire ad ottenere questa famigerata firma! Quarantotto ore. Gratis. Perché se l’obiettivo è la razionalizzazione della spesa e le cose, così come stanno, producono invece un aggravio, il ritardo dell’emanazione di quel Decreto è un vero delitto! E’ uno spreco inutile! A discapito di tutti. Uno spreco che può essere evitato. Semplicemente con una firma. E che ci vuole?!

 30 luglio 2014