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La propaggine appenninica compresa fra Positano e Salerno, la Costiera Amalfitana, genera un tratto di costa molto frastagliato che non offre possibilità per i grandi insediamenti. Soltanto allo sbocco di alcuni valloni le balze si addolciscono a formare delle spiagge per l’accumulo detritico dei torrenti che sfociano a mare.

Il lungo isolamento della Costiera Amalfitana (raggiungibile fino al secolo scorso prevalentemente attraverso il mare) ha favorito il perdurare di numerose tradizioni. Tale persistenza è+ evidente anche in campo architettonico dove l’elemento più caratterizzante è rappresentato dalla copertura a volta di numerose abitazioni.

La prima parte della costa, venendo da Salerno, inaccessibile dal mare, è la zona di Capo d’Orso.

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A Capo d’Orso rupi dolomitiche e macchia a lecci, corbezzoli, lentischi, eriche, mirti; sino a Baia Verde non si può raggiungere il mare da terra. E’ chiaro che detti luoghi si possono avvicinare da mare con gozzi e barche di qualsiasi dimensione; è però importante  informarsi prima sulle possibilità di attracco.

Passiamo a Vettica, arco naturale, caverne per gozzi ma anche abitazioni incassate da secoli nella roccia e monasteri. I fondali di Vettica, in passato ricchi di corallo, furono trent’anni fa la palestra dei corallari napoletani.

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anche a Conca dei Marini, una collana di casette, una spiaggetta, scalette ripidissime per chi non vuole usare la barca.

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E siamo alla Grotta più famosa, dello Smeraldo che, oltre all’ordinario accesso da terra, apre a quota da 7 a 11 il passaggio subacqueo che le conferisce la straordinaria colorazione. Mello Smeraldoformazioni di stalattiti subacquee sono dovute all’innalzamento successivo del livello del mare.

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Ma il punto più affascinante della costiera, da mare a terra, è il fiordo di Furore, forse perché v’immaginiamo bene l’angolo privilegiato di Greta Garbo e di Stokowski. Il suo minuscolo borgo, un’invenzione di Pollicino sulla mano di un gigante, può servire a risanare ogni animo inquieto, lasciandogli comunque la voluttà di essere tenebroso.

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Ancora case o anfratti che s’incassano nella roccia e che ne fanno parte indissolubile: Praiano, faraglioni e terrazze di limoni, pareti da scalata e pini che sfiorano il mare

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Da Fornillo a Punta Campanella è la costiera sorrentina più libera da case. Due curiosità la piccolissima isola di Isca è stata per anni proprietà di Eduardo De Filippo con coste inaccessibili se non all’imbarcadero; i tre isolotti dei Galli, ricoperti di macchia mediterranea furono per secoli luogo di punizione per i dogi amalfitani passibili di condanna.

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(Punta Campanella)

Dal mare sino alle colline il primo impatto morfologico è con i precipizi di natura calcareo-dolomitica incombenti sul mare e scanditi da numerose faglie cui corrispondono i profondi canaloni modellati dall’erosione. Per la vegetazione dai lussureggianti cespugli di Thapsia graganica, che con le sue fioriture giallo-verdi decora in primavera la fascia più prossima al mare, si passa ad una macchia cui non mancano origano e pungitopo, rosmarino e corbezzolo, mirto, caprifoglio, con strati arborei di leccio e pino marittimo, fino a trovare più in alto il querceto e nelle zone più interne belle foreste di castagni.

Ma, naturalmente, la Costiera Amalfitana è formata anche da:

PRAIANO

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Praiano è un piccolo comune di circa 2000 abitanti della Costiera Amalfitana, situato fra Positano e Furore. Bellissimo centro turistico meno noto della adiacente Positano, ma non per questo meno affascinante, offre un’accoglienza turistica che, sebbene non si possa assolutamente definire di massa, è sensibilmente meno costoso delle più blasonate località della costiera, e può offrire quella tranquillità ed il relax che cittadine più trafficate non riescono a regalare ai turisti che le visitano.

POSITANO

 

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Dopo Praiano la strada si allarga, i muri diventano più alti e i paesi finiscono. Ti sembra di perderti, ti chiedi se non hai sbagliato direzione. Così ti fermi, attraversi la strada e ti affacci oltre il muro, dalla parte del mare. Se il punto è di quelli giusti, avrai di Positano una visione abbagliante, misteriosa e fantastica: sarà la tua stella polare. Ti rimetti in cammino e dopo qualche chilometro ci arrivi. Percorri un lungo nastro che avvolge le case, al termine del quale la strada comincia a scendere in una specie di vortice fino alla Piazza dei Mulini. Pochi metri a piedi e sei sulla Spiaggia Grande. Ti giri e capisci che ti trovi come su un palcoscenico, circondato da grappoli di case che fanno da scenografia al grande spettacolo della vita. Devi solo scegliere se sei spettatore, protagonista o comparsa. Dipende solo da te: il mito non impone nulla.

AMALFI

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Le origini di Amalfi sono ammantate di leggenda, fondata del divino Ercole forse, che la sua spiaggia scelse per seppellirvi l’amata Amalfi, la ninfa dagli occhi color di mare… ma è certamente una favola, alla maniera classica, e furono piuttosto i pratici abitanti di Scala a fondarla nel VI sec…

Amalfi bisogna viverla per conoscerla ma viverla nei suoi anfratti, lungo i vicoli, su per le scalinate che portano alla parte alta della città, tra quelle case tinte ad acquerello che pare stiano sospese, incastonate nella roccia.
Ma bisogna soprattutto scoprirla, perché ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare e svelare al turista in cerca di novità, sia che si attardi ad ammirare le bellezze monumentali delle chiese, sia che vada a scoprire le pregiate cartiere nascoste nella Valle dei Mulini e gli Antichi Arsenali della Repubblica Amalfitana, o ad ammirare l’arcobaleno di colori della Grotta dello Smeraldo, o ricercare le lapidi che ricordano la sosta amorosa di personaggi illustri che fanno parte della storia.

 

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Cenni Storici: La cattedrale di Sant’Andrea è il principale luogo di culto cattolico di Amalfi, sede vescovile dell’omonima arcidiocesi. Dedicato a sant’Andrea apostolo, patrono della città, si trova in Piazza Duomo, nel centro della città. In origine le basiliche ad Amalfi erano due, ed entrambe a tre navate: la prima corrisponde al Duomo vecchio eretto dal duca Mansone II attorno all’anno 1000: la seconda eretta a metà del IX secolo. La basilica venne trasformata nei primi decenni del XIII secolo in un solo edificio a cinque navate. Ulteriori ampliamenti e ricostruzioni avvennero tra il XVI secolo e il XVIII secolo che gli ha conferito la veste attuale. All’architetto Errico Alvino dobbiamo la facciata neogotica preceduta da un corridoio che collega il campanile, il chiostro del Paradiso e la chiesa-cappella del Crocifisso.

ATRANI

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Stretta tra il monte Civita ad est ed il monte Aureo ad ovest, Atrani si estende lungo la valle del fiume Dragone, cosiddetto perché la leggenda vuole che ivi si nascondesse un terribile drago che sputava fuoco.

Per la bellezza dei vicoletti, degli archi, dei cortili, delle piazzette, delle caratteristiche “scalinatelle”, delle abitazioni, poste l’una sull’altra, per l’atmosfera suggestiva della sera, quando le luci sono accese, Atrani è stato più volte adoperato come set cinematografico per film e spot pubblicitari entrando a far parte dei borghi più belli d’Italia. Atrani, a soli 700 metri dalla più nota Amalfi, è l’unico paese della Costiera a conservare intatto il suo antico carattere di piccolo borgo di pescatori.

Le prime case si affacciano direttamente sulla spiaggia, per poi raccogliersi intorno alla piazzetta con la chiesa del San Salvatore e la fontana di pietra, salgono, infine, verso la valle e si arrampicano lungo le pendici rocciose della collina, attraversate dai giardini e dalle coltivazioni di limoni. Isolata dal traffico automobilistico, protetta dalle sue antiche case dai balconi fioriti, la piazzetta di Atrani accede direttamente alla spiaggia ed al mare, attraverso l’antico passaggio creato per mettere in salvo le barche dalle mareggiate. Il rispetto e l’attenzione alla semplice vocazione originaria fanno, dunque, di Atrani un raro esempio di sviluppo turistico equilibrato.

 

RAVELLO

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Sia che il nome derivi da “res bella” (cosa bella) o da “rebellum” (ribelle) con riferimento all’indole fiera ed indipendente, soprattutto nei confronti della vicina Amalfi, è incontestabile che Ravello rappresenti qualcosa di unico nel panorama turistico mondiale.

Si va a Ravello per un turismo squisitamente culturale grazie ai suoi tanti monumenti, alle splendide ville e al celebre Festival che ogni anno porta in Costiera Amalfitana eventi unici e di grande interesse.

Si va a Ravello per una vacanza rilassante e se poi il mare oltre che ammirarlo dall’alto vuoi anche raggiungerlo è proprio lì a pochi minuti.

S iva a Ravello semplicemente perché, anche solo passeggiare per le stradine del paese che all’improvviso si aprono su scenari mozzafiato, è un’esperienza che ritempra corpo e spirito.

 

SCALA

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Il Comune di Scala, nel cuore della splendida cornice della Costiera Amafitana, è Patrimonio dell’Unesco. Le sue origini si fanno risalire ai primi secoli dell’età cristiana, intorno al 330 a.C., aspetto questo che conferisce a Scala il primato di Comune più antico della Costiera. Con circa 1.500 abitanti, si estende per quasi 14 chilometri quadrati e si compone di 6 borghi: Centro di scala, San Pietro, Santa Caterina, Campidoglio, Minuta e Pontone.

MINORI

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Minori è un comune di quasi 3.000 abitanti della provincia di Salerno in Campania, nella Costiera Amalfitana. Minori, in epoca romana, aveva il nome di Reghinna minoris, allo scopo di essere differenziata dalla più grande e contigua Reginna Maiori. Nel 1932 è stata ritrovata una villa romana, a testimonianza che Minori era una località di soggiorno e vacanza di facoltosi romani. Per secoli l’economia di Minori si è basata sulla pesca e sulla produzione di pasta a mano. Nel centro del paese erano presenti numerosi mulini, alimentati dall’acqua del fiume che attraversa la valle in cui è situata Minori. Tale produzione si è progressivamente spostata a Gragnano, centro oggi tra i più famosi in Italia per la produzione della pasta. Negli ultimi decenni a Minori c’è stata una notevole urbanizzazione ed attualmente è una delle piccole gemme della Costiera. Dal 1997 è stata dichiarata dall’Unesco, insieme a tutta la costiera amalfitana, Patrimonio dell’umanità. Il principale monumento di Minori è la Basilica di Santa Trofimena, al cui interno sono conservate le spoglie della Santa Trofimena. Da visitare anche la Villa Marittima Archeologica Romana del 1° sec. d.C., che contiene preziosi reperti, mosaici e decorazioni tuttora ben conservati. Segnaliamo, inoltre, l’Arciconfraternita medioevale del SS. Sacramento del XVI secolo, il Campanile dell’Annunziata del XII secolo di architettura arabo-normanna, il Convento medioevale di San Nicola in località Forcella. Tra le diverse manifestazioni che si tengono a Minori, ricordiamo il “Gusta Minori” un’interessante evento enogastronomico che si tiene ogni anno ad inizio settembre abbinato al premio per la letteratura enogastronomica. Le frazioni di Minori sono: Montecita, Torre Paradiso, Via Monte, Via Pioppi, Via Torre, Villa Amena.

MAIORI

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Un luogo tra Amalfi e Salerno, che si stende lungo il golfo, un caratteristico paesino un tempo chiamato “Reghinna Maior” che possiede, come la vicina Minori, un’ampia offerta di bed and breakfast dislocati in uno sfondo naturale fatto da delicate coltivazioni di agrumeti e giardini colorati che fanno da cornice alla lunga spiaggia sabbiosa, attrezzata ma con delle aree libere e arricchita da chioschi e ristoranti caratteristici.

Possiamo concludere dicendo che la Costiera Amalfitana, immersa in un paesaggio unico e meraviglioso… è il tratto più bello dell’intera costa tirrenica italiana per i suoi valori paesaggistici e artistici e quando si capita da quelle parti si finisce per percorrere ad occhi spalancati il classico tratto da Positano ad Amalfi”.
Non sono tutte rose e fiori, durante il periodo estivo il traffico è tremendo,specialmente a causa dei numerosissimi autobus turistici.

A cura di Matilde Maisto