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In questi giorni la protesta dei sindacati delle Forze di Polizia ha avuto, come mai prima d’ora, l’onore delle prime pagine di giornali e telegiornali. “La notizia del blocco stipendiale anche per tutto l’anno 2015 per gli operatori delle Forze dell’Ordine, ha scatenato giustamente il malcontento di quella categoria di lavoratori che da ben 4 anni  si vede imposto un tetto salariale che mortifica e svilisce l’attività di chi rischia ogni giorno sempre di più la propria pelle. I fatti di cronaca lo confermano. Solo che purtroppo non sempre fa notizia il carabiniere o il poliziotto ucciso o ferito o ridotto in fin di vita.” A parlare è Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale di Napoli del Sindacato Indipendente di Polizia COISP.

Fa notizia quel che fa comodo – continua Catuogno – Fino alla strumentalizzazione. Così si strumentalizza una protesta sacrosanta, facendo passare una rivendicazione del riconoscimento di quanto dovuto, per una richiesta di aumento.”

 Il tetto salariale imposto anche per il 2015 prevede che un operatore delle Forze di Polizia non può e non deve percepire più di quanto abbia percepito per l’anno 2010.  Questo vuol dire che chi ha maturato dei diritti, chi ha avuto un avanzamento di grado, chi è stato costretto a lavorare di più rispetto all’anno 2010 non può vedersi riconosciute le giuste remunerazioni. Anzi, se supera quel tetto del 2010, deve restituire a fine anno quel “di più” che ha giustamente guadagnato.  Quindi “non è affatto una richiesta di aumento o di incremento stipendiale! E’ solo una legittima richiesta di ricevere quanto effettivamente dovuto!”  incalza il Segretario Generale Provinciale del COISP.

E aggiunge:  “ Anche i rappresentanti del Governo sembrano non aver capito proprio nulla. Anzi, di fronte ad una protesta più che legittima, parlano di intimidazioni e ricatti. E’ proprio vero che, come si dice a Napoli,  ‘o sazio nun crere ‘o riuno”  (il sazio non ascolta chi ha fame). Perché evidentemente pensano che quando per loro “il grasso cola”, cola per tutti. Ebbene non è così! I poliziotti saranno obbligati anche per il prossimo anno a non guadagnare più di quanto hanno percepito nel 2010. “Eppure – concludeCatuogno – il costo della vita è rincarato enormemente. Il tasso d’inflazione si è impennato. I figli crescono. Gli studi vanno pagati. Le tasse vanno regolarizzate. I mutui vanno saldati. E in tutto questo c’è da sottolineare che i poliziotti non possono neanche permettersi il <lusso> di contrarre debiti … nemmeno quelli di poca rilevanza. E spesso sono costretti a spaccare il capello per far quadrare i conti. Qualcuno è arrivato anche ad adoperarsi facendo l’imbianchino o il muratore per tirare a campare. E i <signori>  del Governo, quelli che i poliziotti scortano con tutta la famiglia, si permettono di parlare di ricatti. Ieri il premier, presente ad una kermesse di partito, ha insistito sull’adoperarsi tutti <per andare da qualche parte>. Ebbene noi un’idea di dove indirizzarlo ce l’avremmo. Ed è  anche molto ben definita! Se vuole glielo possiamo indicare. Assolutamente senza ricatti …”