Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Allevamento’ Category

sabato
Set 6,2014

3

CASERTA – “Immagini terribili soprattutto per chi, come noi, vive costantemente a contatto con questi splendidi animali. Il Consorzio interverrà con tutti i mezzi a sua disposizione e si mette sin da subito a disposizione delle istituzioni e della Lega Anti Vivisezione per porre fine a questa barbarie”.

E’ decisa e ferma la presa di posizione di Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, in relazione alle immagini diffuse sul web che testimoniano dei maltrattamenti ai quali vengono sottoposti gli annutoli, i cuccioli maschi bufalini.

“In realtà – specifica Antonio Lucisano, Direttore del Consorzio – la materia inerente i maltrattamenti degli animali non è regolata dal disciplinare della Dop. Ma noi del Consorzio intendiamo ugualmente intervenire con forza, partendo già dall’utilizzo del nostro Codice Etico qualora dovesse emergere che questa pratica crudele sia stata messa in atto anche da allevatori facenti parte del Consorzio. Nel qual caso provvederemo a proporre al Ministero l’espulsione con effetto immediato dei responsabili”.

I vertici del Consorzio hanno già avviato una serie di contatti e di iniziative, proprio allo scopo di impedire che si ripetano tali episodi.
“Abbiamo chiesto al Generale Sergio Costa, Comandante della Guardia Forestale della Regione Campania, istituzione con la quale già in passato abbiamo avuto modo di cooperare con risultati assai positivi – ha annunciato Lucisano – di avviare un’operazione “Allevamenti Aperti” proprio con l’obiettivo di effettuare dei controlli sulle pratiche adottate all’interno degli allevamenti che fanno parte del Consorzio. Da parte della Forestale c’è stata una prontissima adesione: i nostri ispettori avranno quindi accesso nelle strutture e stiamo provvedendo a invitare anche i responsabili della Lav, che ha avuto il merito di portare alla luce questi orribili episodi”.
Nel frattempo sono già moltissimi gli allevatori che si dissociano da una pratica definita crudele, che getta discredito sull’intera categoria.
“Le caratteristiche degli allevatori che forniscono latte alla Dop – conclude il Presidente Raimondo – sono quelle di persone che vivono in simbiosi con le bufale e che hanno con questi animali un rapporto bellissimo. Non permetteremo che l’assurdo comportamento di pochi vada a colpire un’intera categoria, un territorio e un prodotto nobile come la Mozzarella di Bufala Campana Dop”. (PRIMAPRESS)

mercoledì
Nov 21,2012

Puoti

 

Unione Provinciale Agricoltori di Caserta
Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181
Email. caserta@confagricoltura.it  Sito www.upacaserta.it
Direttore Tommaso Picone
Tel 337 242054 Email picone@upacaserta.it

Mercoledì 21 novembre 2012

La Confagricoltura ha sempre sostenuto che la risoluzione dei problemi commerciali del comparto bufalino passa anche e soprattutto attraverso un processo di tracciabilità della produzione del latte di bufala e della conseguente mozzarella prodotta, afferma l’ing. Raffaele Puoti, Presidente di Confagricoltura Caserta.
Per avviare un buon processo di tracciabilità, devono essere definiti a priori:
–    caratteristiche del prodotto che si intende realizzare;
–    caratteristiche delle materie prime che entrano nella realizzazione;
–    processi che entrano nel ciclo produttivo.
La tracciabilità riguarda, quindi:
–    le materie prime che devono essere controllate nel rispetto delle caratteristiche attese e, se conformi, entrano nel ciclo produttivo;
–    il processo di trasformazione delle materie prime;
–    il controllo dei semilavorati in uscita.
È possibile, così, identificare tutti i punti nodali del sistema di tracciabilità, al fine di garantire il percorso a ritroso (rintracciabilità) e la possibilità di individuare la causa di una non conformità
Duale, quindi, è il processo di rintracciabilità per cui si risale indietro nella catena costituente per ricercare l’evento che ha determinato una deviazione da ciò che era atteso.
Ben vengano, quindi, sistemi operativi per rilevare i punti nodali del sistema tracciabilità presso le aziende come l’iniziativa del portale “Primm’ e dop” presentato presso il Russo Center dal Dott. Antonio Limone, Commissario dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico di Portici, alla presenza dell’On. Paolo Russo e dell’ On. Daniela Nugnes.
Purtroppo il processo di certificazione previsto per la DOP Mozzarella di Bufala Campana, a cui è destinata almeno un terzo del latte prodotto, continua Puoti, ha stentato a raggiungere livelli di efficienza manifestando anzi palesi limiti, oggi inaccettabili. Gli allevatori di Terra di Lavoro hanno effettuato investimenti rilevanti, modificando l’impiantistica aziendale, risanando la mandria e migliorando la qualità del prodotto. Tutto il latte di bufala prodotto in area DOP deve essere utilizzato per la produzione della mozzarella DOP.
È necessario ed indispensabile riconoscere agli allevatori bufalini il giusto valore aggiunto nella filiera di produzione della mozzarella di bufala. Non è possibile che il mercato della mozzarella di bufala è in continua crescita mentre il valore del latte – latte fresco di bufala DOP – soffre continuamente di stagionalità dei prezzi, prezzi rivolti sempre al ribasso.
Già nel 2008, le ragioni dei produttori di latte portarono prima alla approvazione da parte della Camera dei Deputati, all’unanimità, della Risoluzione 7-00101 del 3 febbraio 2009, poi al “commissariamento” del Consorzio di Tutela e quindi alla approvazione di due norme con la precisa finalità di regolamentare il mercato del latte e la produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP che palesavano alcune incongruenze.
Le norme sono:
–    l’art. 4-quinquiesdecies della Legge 205 del 30 dicembre 2008 che prevede che dal 1 gennaio 2013 la produzione di mozzarella DOP sia realizzata in stabilimenti dedicati in via esclusiva;
–    e l’art 7 della Legge 4 del 19 febbraio 2011 che introduce l’obbligo per tutti gli allevamenti bufalini di tracciare la produzione giornaliera del latte onde evitare che nel mercato nazionale, sia della produzione DOP che della non DOP, venga introdotto in modo illegale latte proveniente dall’estero di dubbia provenienza e salubrità.
A queste norme si è poi aggiunta nel corso del 2012 l’art.62 del DL 1/2012 che prevede l’obbligo di forma scritta di tutti i contratti di vendita dei prodotti agricoli, soprattutto se deperibili.
Il riassetto del quadro normativo complessivo permette di affrontare in modo serio le difficoltà incontrate in questi anni dal comparto, sgombrando il campo da falsi postulati e basando i rapporti interprofessionali sulla trasparenza e la correttezza.

E’ nostra convinzione – afferma l’Avv. Ernesto Buondonno responsabile della Sezione Bufalina di Confagricoltura Caserta – che per garantire una efficace tutela e vigilanza sul prodotto DOP si debba tracciare e monitorare l’intera produzione nazionale di latte di bufala che in effetti e per circa l’95% concentrata nell’areale DOP essendo presenti fuori della detta area al momento solo 15.000 capi produttivi a fronte di una mandria complessiva nazionale di circa 320.000 capi produttivi.
Il monitoraggio delle produzioni andrà regolamentato da un Decreto Ministeriale di concerto con le Regioni interessate dalla produzione e a nostro avviso dovrà tener conto della diversità di dimensione delle aziende e del conseguente livello organizzativo che nell’immediato non permetterà di rispondere a tutto quanto la normativa impone.
Ritenendo indispensabile partire quanto prime nella rilevazione delle produzione si ritiene che gran parte delle informazioni sono già disponibili grazie alla registrazione delle aziende e dei relativi capi nella BDN del Ministero della Salute curato dallo IZS di Teramo.
Pertanto l’ipotesi di un portale internet gestito da un Ente o Ufficio pubblico come dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico di Portici per raccogliere le informazioni necessarie ad una corretta tracciabilità  ci vede d’accordo e se ben gestito informazioni si ridurrebbero a pochi numeri che, se precedentemente codificati, potrebbero essere trasmessi anche con un  semplice Sms giornaliero.
Avere una tracciabilità del latte senza un controllo delle fasi di trasformazione – sottolinea Buondonno – sarebbe vessatorio per gli allevatori e non risolverebbe i problemi del comparto è pertanto necessario prevedere la partenza senza proroghe della normativa sulla separazione dei luoghi di produzione della mozzarella DOP e della non DOP.
La norma nasce dalla difficoltà rappresentata dai vari Organismi di vigilanza nel garantire che in un caseificio dove è ammessa la presenza di Latte di provenienza nazionale ed estera di varia natura allo stato fresco e congelato ma anche dei prelavorati allo stato fresco e congelato, venga lavorata correttamente, in un momento della giornata, poche ore, Mozzarella di Bufala Campana DOP che richiede: al 100% latte di bufala fresco intero nelle 60 ore dalla prima mungitura.
I caseifici avranno certamente difficoltà ad applicare dal 1 gennaio 2013 la nuova norma, ma è indispensabile che parta per assicurare trasparenza e serietà al comparto.
E’ nostra convinzione che la prima prescrizione imprescindibile che dovrà essere introdotta dal 1 gennaio 2013 per quei caseifici che chiederanno la conferma della certificazione a CSQA, sarà la provenienza esclusiva del latte acquistato da allevamenti certificati, e l’assenza di latte di altra specie animale.
Non possiamo permetterci di perdere la tradizione, la tipicità e la genuinità della Mozzarella di Bufala, come del latte che serve per produrla – conclude l’Ing. Raffaele Puoti, Presidente di Confagricoltura Caserta –, anzi dobbiamo puntare tutto sulle sue peculiarità e sul suo costante successo commerciale, nazionale ed internazionale, di modo che anche le altre nostre ulteriori eccellenti e tipiche produzioni agricole ed alimentari possano sulla scia della mozzarella essere conosciute e apprezzate.

mercoledì
Ott 31,2012

 

Con gli Ultimi due itinerari termina Caccia ai Tesori di Terra di Lavoro.

 

Sabato 3 Novembre  alla scoperta della Cultura Normanna e dell’Asprinio di Aversa DOC, Domenica 4 Novembre un viaggio tra Mozzarella di Bufala Campana Dop e i Siti Unesco di Caserta.

 

 

Si avvia alla conclusione l’iniziativa Caccia ai Tesori di Terra di Lavoro, promossa da S.IN.T.E.S.I., Azienda Speciale della Camera di Commercio di Caserta, che ha offerto ai turisti e cittadini prenotati, un viaggio attraverso piccoli e grandi giacimenti culturali del casertano, con largo spazio dedicato alla visita delle attività produttive del comparto agricolo ed enogastronomico della provincia. Circa 600 le persone che hanno preso parte alle scorse 6 tappe e alla “caccia al tesoro”, attraverso la risoluzione di enigmi su testi di carattere storico-culturale. L’iniziativa, infatti, è anche un‘attività di marketing esperienziale, volta a concepire il visitatore non come elemento passivo ma attore che interagisce con il genius loci del territorio.

 

Il gran finale propone per  Sabato 3 Novembre l’ “Itinerario Normanno e dell’Asprinio”, con visita del centro storico e del ricco patrimonio artistico di Aversa, per poi proseguire con una degustazione di prodotti tipici e un percorso di conoscenza, in una rinomata azienda vitivinicola di Lusciano, del celebre Asprinio di Aversa Doc.

 

La giornata terminerà presso il Museo Archeologico dell’Agro Atellano di Succivo, custode della cultura millenaria della zona.

 

Domenica 4 Novembre sarà la volta dell’“ Itinerario Reale del ‘ 700 e dell’Oro Bianco”.

La giornata inizierà con una visita ad un Allevamento Bufalino di Marcianise, con degustazione di Mozzarella di Bufala Campana Dop, seguirà la visita guidata al Complesso Museale del Belvedere di San Leucio, approfondendo la conoscenza dell’ arte della seta, per poi degustare i piatti della tradizione leuciana.

 

Nel pomeriggio si terrà la visita guidata agli appartamenti storici della Reggia di Caserta, omaggio al grande attrattore culturale della città capoluogo.

 

Gli Itinerari sono gratuiti, con Bus in partenza da Napoli ( 9.00 Piazza Garibaldi) e Caserta  (9.30 Stazione FS) con prenotazione obbligatoria attraverso :

il sito web  www.cacciaitesoricasertani.com  o telefonando fino a venerdì alle 20 al

numero 3338219424

venerdì
Ago 24,2012

 

Unione Provinciale Agricoltori di Caserta

Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181

Email. caserta@confagricoltura.it  Sito www.upacaserta.it

Direttore Tommaso Picone

Tel 337 242054 Email picone@upacaserta.it

Venerdì 24 agosto 2012

 

Per la Mozzarella DOP serve una tracciabilità perfetta del latte e del prodotto finito

Confagricoltura Caserta:

E’ palesemente inopportuno modificare il Disciplinare esistente; è invece necessario continuare a qualificare il prodotto DOP e scongiurare ogni sofisticazioni

 

Le notizie di stampa non fanno che confermare le nostre preoccupazioni e quanto diciamo da anni, afferma  Antonio Marulli, Presidente di Confagricoltura Caserta. Come noto siamo stati e continuiamo ad essere contrari alle  paventate modifiche al Disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana, così come promosse dal Consorzio di Tutela, in quanto non riteniamo opportuno allentare le norme poste a tutela della salute dei consumatori e della qualità del prodotto.

 

Pur non volendo entrare nel merito delle indagini in corso ed auspicando che la Magistratura possa svolgere serenamente e velocemente il proprio lavoro, queste indagini per il loro stesso essere confermano le nostre tesi: il sistema di controllo e tracciabilità della Mozzarella DOP è palesemente insufficiente o del tutto assente.

 

Sono del tutto  inutili le promozioni commerciali, i bellissimi slogan, le iniziative più originali e innovative, le degustazioni e così via, quando non si è in grado di garantire una tracciabilità di filiera al di sopra di ogni sospetto.

 

L’indagine in corso, riferite a fatti precedenti il 2010, ci inducono a ribadire che gli organi di controllo, sia della fase di certificazione del prodotto che della successiva vigilanza nella fase di vendita, non hanno svolto adeguatamente il loro compito permettendo gli abusi. In questo contesto ogni modifica delle norme esistenti del Disciplinare ed in modo poi così smaccatamente permissivo, non farebbe che perpetuare ed aggravare “ la nebbia” che invece si vuole debellare.

 

I danni commerciali e d’immagine che ricadranno sul comparto da questi episodi, così tristemente frequenti, sono veramente incalcolabili. Ad essere danneggiati ancora più severamente sono le aziende serie, quelle oneste, quelle che credono nel loro lavoro, vivono di esso e ci fanno onore sui mercati nazionali ed internazionali.

 

Per queste aziende , conclude Marulli, e per tutti coloro che direttamente o indirettamente vi operano è ora di voltare pagina, d’iniziare un nuovo capitolo. E’ ora di avere e di dare certezza ad un sistema di tracciabilità della Mozzarella di Bufala Campana DOP in modo da non lasciare spazio a nessun tentativo di truffa e sofisticazione

 

 

 

giovedì
Lug 26,2012

                                         

                                                  Michele Pannullo

COMUNICATO STAMPA
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    Napoli, 26 LUGLIO 2012    

Confagricoltura: “Plauso alle parole dell’On.le Paolo Russo e del Consigliere delegato all’agricoltura Vito Amendolara sulla necessità di avviare un serio percorso di tracciabilità del latte di bufala.”

“Le dichiarazioni dell’On.le Paolo Russo e del Consigliere Amendolara sulla necessità di avviare un nuovo e corretto percorso di tracciabilità del latte di bufala sono pienamente condivise da tutta la mia organizzazione – così afferma Michele Pannullo, Presidente di Confagricoltura Campania. “L’incontro di martedì sera a Capaccio, organizzato dal gruppo dei Giovani veterinari coordinati brillantemente dal Dr. Cerino, ha visto finalmente condivise le posizioni degli allevatori di Confagricoltura in tema di tracciabilità del latte di bufala per garantire sempre più qualità alla Mozzarella DOP.”

“Le ultime e tristemente note vicende che hanno colpito il comportato dimostrano quanto esso sia vulnerabile e che è necessario metterlo in sicurezza con una tracciabilità sia del latte dell’area DOP che della Mozzarella commercializzata che sia Dop o non Dop  a maggior garanzia dei consumatori.
Ecco perché siamo oggi contenti – afferma Michele Pannullo – che anche le Istituzioni condividano il nostro appello alla tracciabilità del latte di bufala e vediamo premiati i nostri sforzi sindacali che ci hanno visto nelle ultime settimane intraprendere una dura battaglia contro le modifiche al Disciplinare produttivo della Mozzarella di bufala campana DOP proposte dal Consorzio di tutela.”

“Amendolara e Russo, conclude Michele Pannullo – con i loro interventi all’incontro di Capaccio, hanno saputo cogliere appieno il senso della nostra contrarietà alle modifiche del disciplinare che fortemente penalizzano la tracciabilità del prodotto.” “ E’ importante  che ora si dia seguito alle volontà manifestate, dando in primo luogo parere contrario alle modifiche e mettendo in campo le necessarie azioni per la piena e corretta tracciabilità del latte di bufala idoneo alla produzione della Mozzarella DOP.“

venerdì
Lug 6,2012

   

 

COMUNICATO STAMPA
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Napoli, 06 LUGLIO 2012

Il presidente Pannullo: “Le nostre denunce hanno sollevato un polverone.
No all’utilizzo di cagliata di bufala congelata”

“Le modifiche proposte dal Consorzio sono una iattura per la Mozzarella di Bufala Campana DOP e siamo lieti che altre organizzazioni stiano raccogliendo il nostro grido di allarme. Le nostre denunce hanno sollevato un polverone e, finalmente, anche alcuni esperti del settore stanno aprendo gli occhi su quanto da noi denunciato per primi.” Ecco quanto dichiara Michele Pannullo, Presidente di Confagricoltura Campania. “Quanto deciso mercoledì 27 giugno dall’assemblea del Consorzio di tutela si sta rivelando un vero e proprio boomerang: con le modifiche al disciplinare che prevedono l’utilizzo di cagliata di bufala congelata, altri prodotti meno qualificati, tipo il “fior di latte”, risulterebbero avere un disciplinare più rigido ed una garanzia di freschezza e qualità maggiore. Ora speriamo che si uniscano alla nostra battaglia le Istituzioni, in primis la Regione Campania ed il Ministero. E’ bene far notare che le modifiche proposte non puntano a favorire la generalità ma una piccola schiera di trasformatori che produce prodotto di bassa qualità ed è interessata alla dequalificazione complessiva del marchio DOP per ottenere nuovi sbocchi sulla grande distribuzione organizzata, con gravissimi danni per la qualità del prodotto a scapito dei consumatori.”

“E’, invece, necessario effettuare delle proposte – continua Pannullo – per migliorare la qualità del prodotto e sostenerlo come merita. In particolare, bisogna affrontare in sede di contrattazione interprofessionale i supposti esuberi di latte anche alla luce della recente normativa che introduce l’obbligo dal prossimo autunno della forma scritta dei contratti di fornitura dei prodotti agricoli; è certamente possibile l’adozione del Regolamento sull’uso del Marchio anche in assenza di modifiche del disciplinare. Soprattutto, è però necessaria la definizione di un programma di tracciabilità della produzione del latte e della mozzarella al fine di porre in sicurezza il comparto e il prodotto DOP dagli abusi e dalle sofisticazioni, che determinano un grave danno sia agli allevatori che ai trasformatori, anche e soprattutto alla luce di quanto disposto dalla Legge 4 del 03.02.2011, art.7 che obbliga gli allevatori alla registrazione delle produzioni di latte bufalino. Infine proponiamo di definire, con gli organi preposti, un piano di controlli e vigilanza adeguato all’importanza e alla diffusione del prodotto con l’obbiettivo di tutelare e favorire la qualità del prodotto e accertare la presenza sul mercato di mozzarella che viene spacciata per DOP non avendone i requisiti o anche non DOP ma prodotta con latte non legale o derivati di latte estero non conformi.”

 

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Confagricoltura Campania, unitamente alle sue Unioni territoriali di Benevento, Caserta Napoli e Salerno, ha attentamente valutato le modifiche che il Consorzio di Tutela ha predisposto al  Disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana e anche confortata dal generale consenso degli allevatori raccolto in diverse riunioni sul territorio Campano, conferma la valutazione contraria già espressa in più occasioni, non ultima la conferenza stampa tenutasi in Napoli il 29 giugno 2012.
Le proposte avanzate dal Consorzio partono da un presupposto errato e  giungono ad un risultato che alla fine ha del paradossale.
Il presupposto errato è che un disciplinare di un prodotto DOP debba adattarsi ai mercati, alle esigenze contingenti, anche a rischio di snaturare del tutto il prodotto da tutelare. Il risultato paradossale è che, applicando le modifiche proposte, altri prodotti meno qualificati, tipo la Mozzarella STG (o “fior di latte” per intendersi), risulterebbero avere un disciplinare più rigido ed una garanzia di freschezza e qualità maggiore.
Il metodo adottato nel predisporre le modifiche nasconde secondi fini e precisamente la volontà di non rispettare la normativa che dal 2013 impone stabilimenti esclusivi per la produzione del DOP (Legge 30 dicembre 2008, n.205 art. 4-quinquiesdecies) vietando espressamente la presenza negli stabilimenti di prelavorati congelati o condizionati e di latte diverso da quello di bufala degli allevamenti presenti nell’areale DOP.
Alla luce di tali considerazioni la Confagricoltura Campana ritiene:
    Non necessarie le modifiche proposte dal Consorzio di Tutela anzi dannose sia per la qualità sostanziale del prodotto che per gli allevatori dell’area DOP a causa delle possibili turbative sul prezzo del latte, vista la possibilità di dilazionare i tempi di filatura della mozzarella;
    Da affrontare in sede di contrattazione interprofessionale i paventati esuberi di latte anche alla luce della recente normativa che introduce l’obbligo dal prossimo autunno della forma scritta dei contratti di fornitura dei prodotti agricoli;
    Possibile l’adozione del Regolamento sull’uso del Marchio, adeguato al Disciplinare attuale,  anche in assenza di modifiche del Disciplinare stesso;
    Necessaria la definizione di un programma di tracciabilità della produzione del latte e della mozzarella al fine di porre in sicurezza il comparto e il prodotto DOP dagli abusi e dalle sofisticazioni, che determinano un grave danno sia alla parte allevatoriale che ai trasformatori, anche e soprattutto alla luce di quanto disposto dalla Legge 4 del 03.02.2011, art.7 che obbliga gli allevatori alla registrazione delle produzioni di latte bufalino;
    Definire con gli Organi preposti, un piano di controlli e vigilanza adeguato all’importanza e alla diffusione del prodotto con l’obbiettivo di tutelare e favorire la qualità del prodotto e accertare la presenza sul mercato di mozzarella che viene spacciata per DOP non avendone i requisiti o anche non DOP ma prodotta con latte non legale o derivati di latte estero non conformi;
Confagricoltura si batterà per evitare che, come paventato, possano esistere sotto la stessa denominazione un prodotto fresco e uno surgelato, ma soprattutto rifiuta che nel proporre modifiche si continui a scaricare gli oneri sugli allevatori e gli ipotetici vantaggi sui trasformatori.
E’ bene infatti sottolineare che le modifiche proposte non puntano a favorire la generalità dei trasformatori, ma bensì una piccola schiera di trasformatori, che produce prodotto di bassa qualità, alla quale interessata la dequalificazione complessiva del marchio DOP e gli sbocchi sulla grande distribuzione organizzata.
Confagricoltura intende difendere l’attuale Disciplinare e chiede di ritirare quanto definito nel rispetto della tipicità del prodotto e della tradizione, ma anche più semplicemente della logica e si impegnerà a fare presente a tutti i livelli le proprie valutazioni  e le proprie proposte per evitare che venga distrutto un prodotto diventato identificativo della Campania e dell’Italia.

Michele Pannullo

venerdì
Apr 27,2012

 

Unione Provinciale Agricoltori di Caserta

Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181

Email. caserta@confagricoltura.it  Sito www.upacaserta.it

Direttore Tommaso Picone

Tel 337 242054 Email picone@upacaserta.it

 

 

Venerdì 27 aprile 2012

 

La Mozzarella di bufala Campana cresce all’estero e sul mercato nazionale grazie alla sua tipicità e tradizione.

Confagricoltura Campania:

Non bisogna cambiare il Disciplinare la strada giusta è valorizzare il prodotto così com’è.

 

Abbiamo in più occasioni espresso la contarietà di Confagricoltura Campania ad apportare modifiche al Disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana che possano stravolgere il prodotto ed interrompere il feeling con i consumatori, afferma  Michele Pannullo, Presidente di Confagricoltura Campania.

 

Come noto il Consorzio di Tutela sta valutando alcune modifiche al disciplinare che potrebbero permettere nuovi formati e non quelli tradizionali e la possibilità di surgelare il prodotto. Queste soluzioni non sono accettabili e rischiano di minare alla base il prodotto che tanto è amato dai consumatori, tanto che in periodi cosi complessi di crisi economica le vendite crescono sia all’estero che sul mercato nazionale.

 

Bene ha fatto la Confagricoltura di Caserta che insieme alle  associazioni dei consumatori, Unione Consumatori e Feder Consumatori e alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, ha già scritto al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali dott. Mario Catania per rappresentare tutta la preoccupazione degli operatori del settore e dei consumatori.

 

Conquistare la fiducia dei mercati e recuperare lo spazio perduto dopo le emergenze sanitarie e legate alla diossina, non è stato un impegno da poco e gli allevatori dell’area del Dop hanno in questi anni investito tanto per migliorare il livello organizzativo e qualitativo degli allevamenti, per assicurare al mondo della trasformazione latte ad alta qualità, continua Michele Pannullo, ricevendo solo parzialmente riconoscimento degli sforzi effettuati.

 

Mettere in discussione il Disciplinare del prodotto che assorbe quasi la totalità della produzione di latte  è una operazione rischiosa che può portare solo conseguenze negative non assicurando la crescita che le regole attuali hanno garantito in anni così difficili.

 

La Confagricoltura Campana,  conclude Michele Pannullo, metterà in campo tutte le azioni necessarie per scongiurare che venga messo in discussione il nostro prodotto DOP di punta che ha favorito il successo dell’agroalimentate della nostra regione nel Mondo trainando anche altri prodotti meno noti ma altrettanto eccellenti.

giovedì
Apr 26,2012

 

Coldiretti Caserta, dopo le numerose assemblee di produttori di latte che ha tenuto nei territori a vocazione zootecnica della provincia di Caserta, ha inviato una nota alla Parmalat di Collecchio e Piana di Monte Verna e per conoscenza al Prefetto di Caserta, in cui si evidenzia la drammaticità della situazione relativa alla definizione del prezzo del latte proposto da Parmalat che, sicuramente, risulta penalizzante per l’economia in genere ma andrà ad ingenerare una serie di problematiche anche sul piano sociale e politico.

Infatti, è prevedibile l’immediato calo della redditività dei produttori casertani, con perdite non soltanto rilevanti sul piano delle entrate, ma con un’effettiva e crescente difficoltà a coprire i costi di produzione.
Non va neanche trascurata l’inevitabile perdita di competitività dell’intero settore e dei territori dove si produce il latte casertano, a fronte di un quadro nazionale ed europeo in assoluta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in provincia di Caserta

Codiretti Caserta, a nome di propri associati, chiede un incontro urgente con i vertici di Parmalat al fine di ridiscutere e rimodulare le condizioni proposte e quindi evitare l’aggravarsi di una situazione già di per sé difficoltosa e complessa.
L’incontro potrà opportunamente essere anche l’occasione per verificare l’atteggiamento tenuto dalla proprietà in merito al rinnovo dei contratti di conferimento, per i quali Coldiretti aveva fatto già richiesta

Richiesta completamente disattesa sia nell’adozione di decisioni unilaterali, assunte e comunicate, sia nelle condizioni imposte che, è opportuno sottolineare, non hanno uguali nel “sistema Italia”.
Va da sé che una mancata corrispondenza alla discussione costringerà Coldiretti ad assumere iniziative ancora più forti sia sul piano fattuale che su quello mediatico, sicura del mandato avuto dai soci produttori sull’intero territorio casertano e, fin da adesso comunica l’apertura dello stato di agitazione del comparto.

sabato
Apr 21,2012

COMUNICATO STAMPA

del 20 aprile 2012

                                                                                                                                                                               

 

Coldiretti Caserta, dopo le numerose assemblee di produttori di latte che ha tenuto nei territori a vocazione zootecnica della provincia di Caserta, ha inviato una nota alla Parmalat di Collecchio e Piana di Monte Verna e per conoscenza al Prefetto di Caserta, in cui si evidenzia la drammaticità della  situazione relativa alla definizione del prezzo del latte proposto da Parmalat che, sicuramente, risulta penalizzante per l’economia in genere ma andrà ad ingenerare una serie di problematiche anche sul piano sociale e politico.

Infatti, è prevedibile l’immediato calo della redditività dei produttori casertani, con perdite non soltanto rilevanti sul piano delle entrate, ma con un’effettiva e crescente difficoltà a coprire i costi di produzione.

Non va neanche trascurata l’inevitabile perdita di competitività dell’intero settore e dei territori dove si produce il latte casertano, a fronte di un quadro nazionale ed europeo in assoluta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in provincia di Caserta.   Codiretti Caserta, a nome di propri associati, chiede un incontro urgente con i vertici di Parmalat al fine di ridiscutere e rimodulare le condizioni proposte e quindi evitare l’aggravarsi di una situazione già di per sé difficoltosa e complessa.

L’incontro potrà opportunamente essere anche l’occasione per verificare l’atteggiamento tenuto dalla proprietà in merito al rinnovo dei contratti di conferimento, per i quali Coldiretti aveva fatto già richiesta

Richiesta completamente disattesa sia nell’adozione di decisioni unilaterali, assunte e comunicate, sia nelle condizioni imposte che, è opportuno sottolineare, non hanno uguali nel “sistema Italia”.

Va da sé che una mancata corrispondenza alla discussione costringerà Coldiretti ad assumere iniziative ancora più forti sia sul piano fattuale che su quello mediatico, sicura del mandato avuto dai soci produttori sull’intero territorio casertano e, fin da adesso comunica l’apertura dello stato di agitazione del comparto.

 

Felice Fabozzi

 

venerdì
Nov 25,2011

Unione Provinciale Agricoltori di Caserta

Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181

Email. caserta@confagricoltura.it

Sito www.upacaserta.it

Direttore Tommaso Picone

Tel 337 242054

Email picone@upacaserta.it

Venerdi, 25 Novembre 2011

In questi giorni un lettore attento di giornali e siti web è certamente disorientato e se ha la fortuna di abitare in Campania a dir poco allibito.

La colpa di tale stato d’animo è tutta del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana che in contemporanea esce sui giornali chiedendo a Fiorello di non usare il termine bufala per indicare una cosa non vera e inserisce lo stesso e i Coldplay nel lungo elenco dei beneficiari di una fornitura a vita del mitico prodotto, mentre grandi manifesti invitano tutti a frequentare i caseifici campani il 10 e l’11 dicembre per degustare la mozzarella all’origine, riportando il motto “o è così o non è”, purtroppo negli stessi giorni ha convocato gli allevatori, produttori della materia prima senza la quale la mozzarella non si può fare, il latte, per informarli di aver immaginato alcune modifiche al Disciplinare che in sostanza porterebbero il prodotto da uno essere trino, nel senso che esisterebbero nello stesso disciplinare un prodotto “tradizionale” mozzata a mano con regole più rigide e maggiori controlli, uno “normale” e una linea non meglio definibile per la ristorazione surgelata!!

E’ evidente che l’ipotesi è surreale e che difficilmente troverà accoglimento presso il Ministero e la Comunità Europea, non trovando neanche esempi nei pur numerosi prodotti tutelati in Italia, ma soprattutto aumenterebbe la confusione del consumatore che già oggi si trova sullo stesso scaffale la DOP, la STG e la mista.

La vera “bufala”, nel senso peggiore del termine, la vuole mettere in piedi proprio il Consorzio di Tutela smentendo il proprio motto “o è così o non è”:

Di grazia così come? La uno, la due o la tre? Allegria!!

La scelta, maturata purtroppo all’interno dei nuovi Organi Statutari recentemente rinnovati, non trova alcuna giustificazione commerciale e per alcuni versi non è un messaggio rassicurante per i consumatori: quale necessità c’è di distinguere in modo così drastico chi vuole produrre, rispettando l’attuale Disciplinare, adeguato recentemente nel 2008, un prodotto mozzato a mano? Sembra quasi un avvertimento punitivo.

Ciò che preoccupa veramente è la paventata linea per la ristorazione che, per come viene descritta, snatura il prodotto tutelato lasciando per strada sia la tipicità che la tradizione, prevedendo, addirittura, un “pane” di 10 Kg surgelato. Addio prodotto fresco e caratteristiche organolettiche descritte nel Disciplinare. Riflettendo non si è neanche convinti che un tale prodotto possa avere un mercato e questa perplessità apre la mente ad altre preoccupazioni.

Riteniamo che per l’ennesima volta si cerca di intervenire in modo maldestro su un Disciplinare che non andrebbe modificato per niente, mentre le soluzioni dei problemi della filiera, che certamente esistono, andrebbero ritrovate nelle relazioni interprofessionali che volutamente si sono evitate in questi anni da parte del mondo della trasformazione.

Gli allevatori che hanno sorretto il comparto con evidenti e noti sacrifici negli ultimi anni, inviano un accorato appello: non distruggiamo la Mozzarella di Bufala Campana per il gusto di inseguire false chimere o interessi di parte.

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