Unione Provinciale Agricoltori di Caserta
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Giovedì 4 Febbraio 2010
Il Presidente di Confagricoltura Caserta - Antonio Marulli - esprime piena solidarietà sua e dell’Organizzazione tutta all’imprenditore agricolo casertano Roberto Battaglia di cui si intendono vendere all’asta, il 9 febbraio, l’azienda agricola e le abitazioni sue e dei familiari. L’agricoltore – che ha un’azienda zootecnica dove produce latte e carne – denunciò nel 2008 usurai ed estorsori facendo arrestare alcuni affiliati a clan camorristici.
Il 2 febbraio il giudice dell’esecuzione del Tribunale di S.Maria Capua Vetere ha rigettato l’ istanza dei legali dell’ imprenditore che avevano chiesto una dilazione di 3-4 mesi della vendita dei beni, in attesa dell’ erogazione di un mutuo di 600 mila euro deliberato in favore dell’agricoltore dal Commissariato nazionale anti-racket.
“La lotta alla Camorra – sottolinea Confagricoltura – si combatte non ostacolando e mettendo in difficoltà, ma aiutando e sostenendo concretamente chi, come Roberto Battaglia, ha avuto il coraggio di reagire e di opporsi alle intimidazioni ed al racket”.
Confagricoltura, che è in prima linea nella lotta alla illegalità diffusa, ricorda come le aziende agricole, per loro natura e ubicazione siano, più di altre, esposte alle azioni della delinquenza, senza poter apporre adeguate difese. Per Roberto Battaglia, oltre alla scontata solidarietà, l’Organizzazione degli imprenditori agricoli sollecita un impegno fattivo di tutti gli Organismi e le Autorità.
“Se il mutuo c’è lo si eroghi subito, se l’imprenditore ha una chance per continuare a produrre, tutti – prefettura, Commissione anti-racket, magistratura, istituti di credito – si impegnino perché possa concretizzarsi. Ci auguriamo che intervenga anche il ministero delle Politiche Agricole per dare supporto e sostegno morale e politico all’allevatore che non può vedersi defraudato dei propri beni e diritti. C’è una palese ingiustizia da evitare”.
“Ci auguriamo che lo sconcertante episodio venga risolto presto e bene” – conclude il Presidente Marulli -
Bruxelles, 4 febbraio ’10 (Fuoritutto) La mozzarella di bufala campana per un giorno nel Parlamento Europeo di Bruxelles: ben trecento chili, oltre duemila pepite bianche, sono state distribuite e fatte degustare nel corso di una serata all’insegna dei sapori italiani.
Ad organizzare l’iniziativa è stato il deputato europeo Enzo Rivellini, il quale insieme a Raffaele Abrosca, presidente della Lega allevatori bufalini, ha chiesto l’immediata applicazione di una norma sulla tracciabilità alimentare fin dalla stalla, unico rimedio per evitare frodi derivate dall’utilizzo di latte proveniente dall’estero e non sicuro. Presente anche il Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro, il quale ha spiegato che esiste già una norma sulla tracciabilità e che bisogna renderla più restrittiva, aggiungendo che è stato registrato un primo importante successo in Commissione: “prodotti quali la passata di pomodoro, le confetture a base di frutta, i prodotti alimentari trasformati a base di carne e latte, oltre a quelli non trasformati – ha chiarito De Castro -, indicheranno in etichetta la loro origine territoriale”. Per Enzo Rivellini, Presidente della Commissione Europa-Cina, solo con la tracciabilità dalla stalla sarà possibile garantire la qualità e la tutela di “un prodotto che costituisce un marchio di grande identità alimentare nazionale oltre ad essere una fonte di ricchezza territoriale”. Alla degustazione della mozzarella di bufala Campana dop, nell’Espace “Mezzanine” dell’Europarlamento, insieme ai tanti europarlamentari stranieri appassionati di mozzarella, si sono visti, tra gli altri, David Sassoli, Barbara Matera, Andrea Cozzolino, Erminia Mazzoni, Mario Mauro, Francesco Speroni e Mario Borghezio. Chiara la posizione di quest’ultimo: “Quando andiamo all’estero e ci fanno mangiare la pizza o la mozzarella ed è una schifezza – ha detto Borghezio -, non ci rendiamo conto che si sta consumando un crimine nei confronti della nostra identità”.
(Parlamento Euopeo a Bruxelles)
Petronilla Carillo (inviato)
BRUXELLES – Sono partiti all’alba del 27 gennio u.s. dall’Italia per portare trecento chili di mozzarella di bufala in omaggio ai parlamentari europei in segno di protesta e chiedere così maggiore tutela all’Unione sulle loro produzioni dop.
Gli allevatori di bufale hanno deciso di promuovere così il proprio prodotto, regalando un chilo di mozzarella a tutti i parlamentari italiani presenti a Bruxelles. “Nonostante i 50mila abbattimenti di capi di bestiame – dice Raffaele Ambrosca, presidente della Lega Allevamenti Bufalini – le nostre produzioni hanno avuto un incremento del 30 per cento. Chiediamo all’Unione Europea di aiutarci a vietare le importazioni di latte estero e soprattutto di inasprire i controlli, senza dimenticare che la tracciabilità del prodotto parte dalla tracciabilità delle stalle, luogo di produzione”.
Ad accoglierli a Bruxelles, l’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini. “Tranquilli, prenderemo l’Europa per la gola”, assicura Rivellini. Poi, rivolgendosi ai membri della commissione europea Agricoltura, presenti all’incontro, aggiunge: “Non sono venuti a protestare portando i trattori, come hanno fatto altri, ma mostrando a tutti la qualità di un prodotto che rappresenta la nostra regione la Campania”. E nella sala Politowskaya, ad accogliere gli allevatori c’erano diversi parlamentari europei e anche il presidente della commissione Agricoltura, De Castro. E’ stato lui ad annunciare l’approvazione di una importante direttiva che consentirà nuove regole per quanto riguarda l’etichettatura che “con un marchio europeo garantirà finalmente la tracciabilità del prodotto”.
Insieme al presidente della commissione Agricoltura della Camera, l’onorevole Paolo Russo: “E’ importante che sia proprio il comparto a chiedere questi controlli perchè la mozzarella non deve essere una produzione di massa ma un prodotto di nicchia. Del resto è un’eccellenza della Campania che fattura 600milioni di euro e dà lavoro a 20mila famiglie”.
Presente all’incontro anche l’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino che lancia un duro attacco contro il ministro Luca Zaia. “Ha sbagliato a far emergere il problema in questo modo – commenta – con una denuncia così dura. Avrebbe dovuto lavorare in silenzio e non gettare fango su una produzione che è un’eccellenza”. Sull’argomento scuote la testa anche Enzo Rivellini.
Subito dopo l’incontro è stato allestito anche un bouffet a base di mozzarella di bufala. Uno dei primi ad assaggiare il prodoto è stato il leghista Mario Borghezio: “Ottima, davvero ottima – ha commentato – il sapore di questa mozzarella non è come quello della nostra….”
Dal sito dell’Europarlamentare Enzo Rivellini
DOPO LO SCANDALO SCATTA L’INIZIATIVA PER PROMUOVERE LA TRACCIABILITA’
Petronilla Carillo
L’iniziativa era in programma da settimane: promuovere un prodotto di eccellenza della Campania, quale la mozzarella di bufala, presso il Parlamento europeo così da chiedere, e ottenere, leggi appropriate per la tracciabilità del prodotto che tutelino la salute dei consumatori ma anche le aziende dei produttori.
“Alla luce degli ultimi accadimenti – sottolinea l’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini (nella foto) – la nostra missione a Bruxelles diventa ancora più significativa. L’ho detto in questi giorni lo ripero ancora: non possiamo condannare tutti i produttori per l’azione sbagliata di un unico sciagurato”.
Un commento secco e diretto, quello dell’uroparlamentare, a margine di una conferenza tenutasi a Napoli per presentare la missione a Bruxelles dei produttori di mozzarella di bufala, programmata ed effettuata il 27 gennio u.s. Presenti all’incontro anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Paolo Russo; il senatore Gennaro Coronella e il presidente della Lega Allevatori Bufalini, Raffaele Ambrosca.
E la conferenza stampa è diventata anche l’occasione, per Rivellini, per annunciare una interessante iniziativa: “il prossimo 13 Febbraio alla Camera di Commercio di Napoli ci sarà un incontro con il funzionario dell commissione europea Agricoltura, Michele Ottati, che illustrerà ai nostri produttori un’interessante possibilità di finanziamento (l’80 per ceno fondo perduto) per mettere in campo azioni di promozione dei prodotti agroalimentari all’estero, come l’apertura di punti vendita. Occorrono sinergie e iniziative concrete per promuovere l’immagine della Campania: io mi sento un leghista del Sud, non mi stancherò mai di lavorare per le nostre eccellenze e per la promozione del territorio”.
Quindi ricorda: “L’idea di parlare in dialetto durante una seduta del Parlamento me la diede propio un agricoltore di Matera nel corso di un incontro: mi parlò delle sue difficoltà e di come i suoi prodotti venivano declassati rispetto ad altri. Guardandolo e parlando con lui ho capito che bisogna fare qualcosa per garantire le eccellenze della nostra terra e del nostro grande Sud. Non dimentichiamo che il settore della mozzarella di bufala conta un fatturato di 600 milioni di euro e dà lavoro a 20mila famiglie”
In primo piano, dunque, la tracciabilità del prodotto garantito da norme comunitarie, come ricorda anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo. “E’ necessario – dichiara – garantire una tracciabilità assoluta e pertanto mettere in campo ogni iniziativa che consenta dalla mammella della bufala e fino al consumatore di sapere esattamente che cosa accade nei vari passaggi, trasporto, incluso”. “Una norma – aggiunge Russo – in questo senso c’è già e va rafforzata introducendo l’elemento della tracciabilità utilizzando tecnologie d’avanguardia”.
A febbraio andrà in aula alla Camera il provvedimento sull’etichettatura già approvato in Senato e in commissione agricoltura della Camera. Un provvedimento con cui, ha spiegato Russo, “si vuole offrire al cittadino la possibilità di acquistare consapevolmente un prodotto portando, dunque, la competizione sul piano della qualità”. Un provvedimento che, inoltre, segue le legge approvata lo scorso anno, che andrà in vigore il 1 gennaio 2013, che impone per la preparazione della mozzarella Dop l’utilizzo di opifici separati. Una legge, ha aggiunto il presidente Russo, “che è stata vivacemente osteggiata dal consozio”. Un settore, quello legato alla produzione della mozzarella, che, secondo l’esponente del Pdl, “non è stato dovutamente sostenuto dalla Regione Campania durante le numerose avversità che, nel corso degli anni, ha dovuto affrontare”.
Dal sito dell’Eurodeputato Enzo Rivellini
Le emergenze della filiera bufalina e del settore lattiero-caseario nella provincia di Caserta, e le relative conseguenze che potrebbero causare in termini di ricaduta occupazionale, sono state oggetto della audizione svoltasi a Roma il giorno 02 Febbraio 2010 presso il Senato della Repubblica. Una indagine conoscitiva quella deliberata dalla commissione lavoro e previdenza sociale che ha lavorato congiuntamente alla Commissione agricoltura e produzione alimentare, che è stata arricchita dalle analisi e dalle proposte sviluppate dal Segretario Provinciale della Ugl Caserta Sergio D’Angelo e dal Segretario Regionale del Settore Agroalimentare della Ugl Campania Ferdinando Palumbo (che le ha argomentate a palazzo Madama).
“La Ugl Caserta pone al centro delle priorità della sua azione di politica sindacale la difesa e la promozione delle produzioni frutto delle vocazioni tipiche dei territori” si legge nel rapporto elaborato dal sindacato di Via Roma “In quest’ottica la nostra organizzazione ha considerato e considera la Mozzarella di bufala campana Dop il biglietto da visita della provincia. Siamo persuasi che l’intero comparto della filiera bufalina possa assicurare una ricaduta occupazionale ancor più ampia di quella attuale; le statistiche diffuse il mese scorso da federalimentare riguardo all’agroindustria nella Regione Campania lo dimostrano. Il settore può fungere da traino anche in funzione post-crisi e considerando le difficoltà di questa zona la mozzarella offre una opportunità che non può essere minimamente trascurata. L’emergenza rifiuti e le contraffazioni hanno purtroppo caratterizzato la storia degli ultimi anni del prodotto, favorendo immensi danni di immagine rispetto ai la Ugl Caserta ha provato ad organizzare sinergie al fine di tamponare le problematiche. Ci siamo fatti più volte carico di richiedere incontri sul tema a Confindustria Caserta, Ansab e Provincia; nessuno ha accettato la nostra gratuita collaborazione. Nel Dicembre 2007 chiedemmo un incontro al Ministero dell’ambiente per evitare che venisse impiantata una discarica nel comune di Pignataro Maggiore, sede di circa quindici tra allevamenti e caseifici. Siamo certi che sia necessario tracciare la produzione della mozzarella sin dalla stalla per essere certi della bontà, della qualità e della provenienza del latte, in buona sostanza richiediamo controlli stringenti. Riteniamo altresì e questo sin dal 2007 che il consorzio di tutela debba vedere la partecipazione di sindacati ed associazioni di consumatori”.
Vivo apprezzamento per il lavoro svolto è arrivato dal Segretario Regionale Vincenzo Femiano il quale ha ribadito l’importanza del settore per l‘economia della Campania, ed il grado di attenzione che assume in sede di segreteria confederale regionale.
Google News Alert per: LEGA ALLEVAMENTI BUFALINI
DALL’AVV. RAFFAELE AMBROSCA ha inoltre ragguagliato la platea sui due decisivi eventi fra i quali andava ad … |
Ven, 29 Gen 2010
CANCELLO ED ARNONE (Di Raffaele Raimondo) – La serata di martedì 26 gennaio ha avuto i tratti, l’entusiasmo ed il sapore di un’epopea sociale e politica per l’ex sindaco Raffaele Ambrosca e per il suo “popolo rosa”. Infatti, l’autorevole esponente del Pdl, aprendo una sequenza di appuntamenti in vista delle prossime elezioni provinciali e regionali, ha voluto riservare il primato alle donne, chiamandole a raccolta in un noto locale cittadino, e la risposta è stata massiccia, vibrante. Oltre 200 donne hanno presenziato all’incontro e, proponendosi all’attenzione di tutti, nella medesima circostanza, una folta rappresentanza dei 70 giovani aderenti alla nascente compagine chiamata Generazione Azzurra, le intercomunicanti sale del ristorante sono state gremite in misura incredibile. Donne e giovani, dunque, i primi interlocutori scelti dall’avvocato Ambrosca, ma non mancavano, qui e là, uomini di mezza età resi molto docili dalla debordante partecipazione femminile. Articolato ed appassionante il discorso tenuto dall’ospite ospitante. In sostanza, egli ha ricamato un teorema studiato per questi passaggi fondamentali: alta valorizzazione delle imminenti consultazioni elettorali; inossidabile convincimento della vittoria del centrodestra in Terra di Lavoro e in Campania; lealtà nella interlocuzione fra candidati e votanti; pragmatismo e lungimiranza delle scelte; rivendicazione dello sviluppo economico ed occupazionale possibile a Cancello ed Arnone e nell’intero comprensorio del Basso Volturno; necessità della concentrazione dei consensi a favore del Pdl e segnatamente del consigliere regionale uscente Angelo Polverino. Ed i ripetuti applausi susseguitisi nei momenti cruciali del caloroso appello hanno inteso testimoniare un’adesione di fondo che lascia pronosticare una forte risposta delle urne, così come avvenne, nella stessa realtà, a favore dell’attuale eurodeputato Rivellini. L’avv. Ambrosca, in qualità di presidente della Lega allevatori bufalini (Lab), ha inoltre ragguagliato la platea sui due decisivi eventi fra i quali andava ad incardinarsi l’incontro: la proposta di una “santa alleanza” fra produttori e trasformatori esternata al mattino presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e la partecipazione, l’indomani, al grande raduno a Strasburgo per rilanciare, in sede europea, l’immagine della mozzarella di bufala campana dop. Ha annunciato, infine, una serie di altri appuntamenti elettorali dedicati a diverse fasce sociali e categorie professionali (anziani, operatori di specifici settori lavorativi, disoccupati). Prendendo il microfono la giovane Lia, portavoce di Generazione Azzurra, ha letto un conciso ma accattivante “manifesto” di presentazione del gruppo ben determinato ad impegnarsi per il “bene comune”. Annunciando l’attivazione di una vera e propria “scuola di formazione”, la portavoce ha affermato “la necessità intima di sviluppare una coscienza sociale e politica intesa nel senso più alto e puro del termine, che insegni ad aderire agli ideali ancor prima che ai partiti”.
COMUNICATO STAMPA
Mozzarella di bufala; Iovine (IdV): “Tracciabilità per garantire il consumatore”
“Garantire la denominazione DOP della mozzarella di bufala campana attraverso una completa tracciabilità del prodotto è un dovere nei confronti del consumatore”. Queste le parole dell’On. Vincenzo Iovine, eurodeputato dell’Italia dei Valori eletto nella circoscrizione Italia meridionale, che è intervenuto ieri ad una conferenza stampa al Parlamento europeo per chiedere l’emanazione di una norma europea più dettagliata sulla tracciabilità del prodotto. Questa richiesta, formulata al fine di combattere qualsiasi contraffazione, sembra già trovare un primo supporto dal Parlamento europeo dove, proprio qualche giorno fa, la Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, di cui l’On. Iovine è membro sostituto, ha espresso un primo parere favorevole per l’etichettatura delle materie prime alla base di un prodotto finito.
“L’etichetta DOP – ha affermato l’On. Iovine – non sembra sufficiente per garantire la qualità, l’identità, la sicurezza e la salute di un prodotto che solo la tracciabilità delle materie prime può assicurare. La sigla DOP – spiega infatti l’eurodeputato – stabilisce solo un vincolo inscindibile tra l’autenticità di un prodotto, nelle fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione, e il territorio cui fattori naturali lo contraddistinguono.
“Una norma maggiormente dettagliata sulla tracciabilità – ha proseguito l’On. Iovine – è necessaria anche al fine di adeguare sempre di più la legislazione comunitaria all’evoluzione dei mercati e alle legittime aspettative dei consumatori. Questi devono avere accesso ad informazioni chiare e sostenute da elementi concreti. E’ necessario che il consumatore finale possa essere sicuro che, non solo la mozzarella di bufala, ma tutti i prodotti originari dell’UE soddisfino le legittime esigenze della società civile in materia di autenticità del prodotto, di igiene e sicurezza.
Per quanto concerne la mozzarella di bufala – ha concluso l’eurodeputato – , esse rappresenta un’importante fonte di reddito e di stabilità per l’intera filiera, bisogna quindi tutelarla fortemente. Essa è un vanto non solo per il produttore, ma per l’intero territorio in cui si concentra la sua produzione. Il latte di bufala della zona casertana non ha eguali. Un patrimonio che l’Ue deve proteggere e sostenere attraverso norme specifiche”.
Bruxelles, 27 gennaio 2010
Ufficio stampa
On. Vincenzo IOVINE
Google News Alert per: LEGA ALLEVAMENTI BUFALINI
| ALLEVATORI E MOZZARELLA,
AUDIZIONE IN COMMISSIONE AGRICOLTURA DEPUTATI ha esordito così il presidente della Lab (Lega allevatori bufalini), avv. …
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| SERVIZI NEL MERCATO INTERNO:
ESAME DI SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO Associazione regionale allevatori della Campania (Arac), Lega allevatori bufalini (Lab) e … |
(L’Avv. Raffaele Ambrosca durante un’intervista televisiva)
CANCELLO ED ARNONE (CASERTA)
PRESIDENTE: AVV RAFFAELE AMBROSCA –
TEL 0823-85.61.50 – MOBILE 333-44.70.923
E-MAIL: STUDIOAMBROSCA@VIRGILIO.IT
PUNTO DI CONTATTO STAMPA: PROF. RAFFAELE RAIMONDO
TELEFAX 0823-96.42.12 -MOBILE 340-500.67.64
E-MAIL: RAFFAELERAIMONDO1@VIRGILIO.IT
COMUNICATO-STAMPA n. 22 del 26 gennaio 2010
Oggi audizione informale alla XIII Commissione Agricoltura della Camera
LE PROPOSTE DELLA LAB PER IL RILANCIO DEL COMPARTO DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP
ROMA – “E’ buona norma, per tentare la soluzione di un problema, conoscerne le radici e la provenienza, affinché la riflessione aiuti a ponderare la migliore soluzione”: ha esordito così il presidente della Lab (Lega allevatori bufalini), avv. Raffaele Ambrosca, prendendo la parola, alle ore 13 di oggi 26 gennaio, in sede di audizione informale presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera. “Ebbene -ha proseguito il leader della Lab- quella che da tempo immemore è la contrapposizione tra caseifici/trasformatori e allevatori/produttori (per spuntare, gli uni il miglior prezzo di acquisto possibile, gli altri quello migliore di vendita, spesso a detrimento di questi ultimi), appare paradossale quando, invece, entrambi i soggetti protagonisti della filiera bufalina, sono parimenti vessati da indomiti “mostri sacri” del mercato che giganteggiano con ostentata protervia: la grande distribuzione e i signori della intermediazione di mercato. D’altra parte, tutto ciò è evidente nei fatti, ove si consideri che sia gli allevatori che i caseificatori lamentano guadagni esigui a fronte del prezzo di vendita “allo scaffale” della mozzarella di bufala campana dop. In realtà, i caseifici, oltre che “stritolare” gli allevatori (al momento dell’acquisto del latte, lottano strenuamente tra loro, a colpi di ribassi, per accaparrarsi quella fetta di mercato, falsamente gratificante, rappresentata dalla grande distribuzione e da quegli intermediari che detengono le sorti di gran parte della distribuzione. Dunque il vero “vulnus” dell’intero sistema è individuato e ormai fin troppo evidente: a fare le spese di questa incomprensibile “guerra” è la ‘qualità’ del prodotto finale. Per avere contezza di ciò -ha spiegato il presidente Ambrosca- basta semplicemente recarsi presso qualsivoglia punto-vendita che espone un prezzo per chilogrammo talvolta inferiore, addirittura, ai 7 euro. Di qui la domanda: un prodotto che espone un prezzo al pubblico di circa 7 euro, come può essere venduto per un importo inferiore al suo stesso costo di produzione? L’ unica risposta credibile è che si produce mozzarella adulterata, spacciandola per quella di bufala campana dop, allo scopo di allentare la “stretta mortale” dei prezzi imposti dai “potentati” innanzi menzionati. Crediamo che sia giunto il momento -ha concluso l’avv. Ambrosca- di stringere una “santa alleanza” fra allevatori e caseificatori per combattere una giusta, onorevole e nobile battaglia di sopravvivenza, oltre che di necessaria tutela della mozzarella di bufala campana dop, onde restituire ruolo e dignità al prodotto, ai produttori e agli stessi trasformatori. Tutto ciò comporta, evidentemente, una necessaria scelta di campo per l’intera filiera: trasparenza, lealtà e rintracciabilità della stalla; solidarietà, cooperazione e prossimità da parte dei trasformatori. Il tutto in uno sforzo coordinato dalle Istituzioni preposte e dagli Organi sanitari, per sanzionare, severamente, adulterazioni, mistificazioni ed ogni altra forma di frode perpetrata in tutti i segmenti del comparto lattiero-caseario bufalino. In definitiva, i controlli, intensificati ed inaspriti, renderanno automaticamente giustizia alla qualità della mozzarella di bufala campana dop, cosicché la grande distribuzione avrà una sola opzione: scegliere di adeguarsi al nuovo sistema e ai nuovi prezzi che ne conseguono. Diversamente, vendere altro, non certo la mozzarella di bufala campana dop. Dunque, un rinnovato vigore nella tutela del prodotto (mediante un’indefettibile severità nei controlli ordinari e straordinari) rappresenta la migliore forma di promozione per la mozzarella di bufala campana dop”
L’addetto-stampa Raffaele Raimondo