Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Allevamento’ Category

martedì
gen 19,2010

CANCELLO ED ARNONE (CASERTA)
Presidente: Avv Raffaele Ambrosca – Tel 0823-85.61.50 – Mobile 333-44.70.923
E-mail: studioambrosca@virgilio.it
Punto di contatto Stampa: Prof. Raffaele Raimondo
Telefax 0823-96.42.12 –Mobile 340-500.67.64 E-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it

COMUNICATO STAMPA n. 21 del 19 gennaio 2010

In margine al commissariamento del Consorzio di Tutela della mozzarella dop…
IL PRESIDENTE DELLA LAB, AVV. AMBROSCA: “ERA ORA! SI E’ ACCESO UN FARO”

Già dal 2008 la Lega degli allevatori chiedeva un decisivo intervento

CANCELLO ED ARNONE – La notizia del commissariamento del Consorzio di Tutela (CdT), rivelata oggi a Radio Montecarlo dal ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, non ha sorpreso affatto i dirigenti della Lega allevatori bufalini (Lab) che anzi hanno subito espresso un positivo giudizio su una decisione a lungo invocata con argomentazioni più volte segnalate nelle competenti sedi. Insomma, per loro, è soltanto cronaca di un inevitabile “sbocco annunciato”. Questo il commento a caldo del presidente della Lab, avv. Raffaele Ambrosca “Era ora! Si è finalmente acceso un faro che irradierà luce e servirà ad un riassetto profondo quanto atteso, nella direzione del rispetto delle norme e dell’indispensabile rilancio qualitativo della mozzarella che è il nostro prodotto per eccellenza. Il Ministero ha formalmente adottato un provvedimento che da tempo la Lab ha richiesto ed auspicato: era troppo evidente la deriva in cui precipitava sempre di più un Organo di controllo che proprio nei controlli si era ripetutamente esposto a critiche”. Il presidente Ambrosca, rinviando di qualche giorno una valutazione più organica ed esaustiva sulla determinazione che ha suscitato un così vasta scalpore, ha voluto intanto ricordare la lettera che ebbe a scrivere proprio al ministro Zaia, già a metà ottobre del 2008, per chiedergli udienza e nella quale, fra l’altro, evidenziava come  “palesemente ostentata la tracotanza di quei trasformatori che adottano…pratiche che rasentano lo sciacallaggio”. Qualche settimana più tardi, nel solco di una replica a mezzo stampa all’allora presidente del CdT, Consalvo, l’avv. Ambrosca perentoriamente affermava: “Gli allevatori, che rappresentano la parte debole, ancorché più numerosa, dell’intera filiera bufalina si sono stancati,  a questo punto, di richiedere agli Organi preposti, e segnatamente al CdT per tutti, controlli serrati, incisivi, mirati, intelligenti e, soprattutto, “disinteressati”,  sui componenti che contribuiscono alla fabbricazione della mozzarella di bufala campana dop”. Le vicende di questi giorni, dunque, confermano, purtroppo, a chiare lettere il coraggio che la Lab ha sfoderato tempestivamente quando altre organizzazioni, che ora si affrettano a prendere comode distanze, preferivano la via del silenzio.

L’addetto-stampa Raffaele Raimondo


FOTOGRAFIA: Il presidente della Lab, avv. Raffaele Ambrosca

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mercoledì
gen 13,2010

CANCELLO ED ARNONE. Mentre una delegazione guidata dall’avvocato Raffaele Ambrosca, presidente della Lab (Lega allevatori bufalini), si prepara a partire per Bruxelles , dove sarà a fine gennaio per chiedere ed ottenere, in sede europea, ulteriori garanzie, il Commissario di Governo per l’emergenza-brucellosi, nella persona dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianfranco Nappi, ha già assunto alcuni precisi impegni a favore di un settore prostrato da un travaglio finanziario e normativo-interistituzionale che si è fortemente intensificato negli ultimi due anni.

Una salutare boccata d’ossigeno dovrebbe dunque venir presto dall’immediato indennizzo per gli abbattimenti dei capi bufalini subìti dagli allevatori; inoltre, Nappi avrebbe promesso un articolato intervento socio-economico del Commissariato utile a fronteggiare la traumatica flessione registratasi nel settore (moratoria delle esposizioni bancarie; dei versamenti dei contributi Inps; Legge Sabatini…) ed un formale impegno a rappresentare alla Veterinaria nazionale (cioè allo specifico Dipartimento del Ministero della Salute) ed agli altri Organi istituzionali cointeressati l’esigenza di prendere in seria considerazione il mutamento del sistema di analisi dei prelievi di sangue bufalino, introducendo il metodo batteriologico in sostituzione del sierologico finora largamente praticato.

A fornire tali incoraggianti notizie è appunto il presidente della Lab su impulso del quale è avvenuto, nei giorni scorsi, l’incontro di una rappresentanza di allevatori con Nappi. “Il colloquio ufficiale, alla presenza del consigliere giuridico del commissario, dottor Carotenuto, si è sviluppato cordiale e sereno, – ha detto l’avvocato Ambrosca – affrontando le particolari problematiche che da lungo tempo vedono la Lab tenacemente impegnata in tutte le sedi competenti. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla posizione di contrasto che le aziende aderenti alla Lab hanno assunto rispetto alla ‘politica degli abbattimenti’ privilegiata dal Commissariato. Noi abbiamo sostenuto, con buona cognizione di causa, che i circa 50mila avvenuti abbattimenti di bufali/e della razza mediterranea si sono esposti non solo all’obiezione di non aver risolto la problematica-brucellosi, ma potrebbero aver coperto ingiustizie, errori ed omissioni di enorme gravità. Se la comunità scientifica più accreditata e lo stesso quadro normativo richiamato dal Commissariato di Governo per decretare gli abbattimenti considerano il metodo batteriologico di analisi notevolmente più adeguato e attendibile del sierologico (in cui gli stessi abbattimenti hanno trovato giustificazione), è evidente che qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare”.

Di conseguenza, l’ipotesi inquietante prospettata dal presidente della Lab sta nella fondata supposizione che “due su tre, dei 50mila capi bufalini abbattuti, erano sani”. L’auspicio, dunque, è che lo sterminio diventi capitolo definitivamente chiuso, aprendosi una nuova e giusta stagione in cui la lezione che viene dal mondo scientifico e dalla legalità condivisa sia finalmente impegnativa per tutti.

(Inviato da Raffaele Raimondo)

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sabato
gen 9,2010

Google News Alert per: LEGA ALLEVAMENTI BUFALINI

Interno18

Mozzarella padana, tuona la Lab: “Ennesima aggresione”
Interno18
L’INTERVENTO – Sulla vicenda interviene anche il presidente

della Lab (Lega allevatori bufalini) Raffaele Ambrosca:

“Mi sembra una forma di opportunismo fin


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sabato
gen 9,2010

Vincenzo Altieri

ambrosca_0
Il presidente della LAB Ambrosca


Caserta
- Ennesima aggressione quella ricevuta dal comparto lattiero-caseario casertano. Da diverso tempo, oramai, l’intero settore è sottoposto a reiterati attacchi provenienti soprattutto dalle regioni settentrionali che intendono appropriarsi (con una produzione e distribuzione propria della mozzarella: ultimo è il caso degli imprenditori salernitani che hanno avviato un caseificio in provincia di Varese arrogandosi una qualità superiore del proprio prodotto) di un prodotto che risulta fin troppo scomodo alla grande distribuzione. Contestualmente, denigrando anche attraverso i media l’eccellenza campana cercano di sopperire all’assenza del marchio Dop riconosciuto solo alla mozzarella di bufala campana. Il marchio Dop, unico ed esclusivo per la regione Campania, farà sempre e comunque la differenza.

L’INTERVENTO
– Sulla vicenda interviene anche il presidente della Lab (Lega allevatori bufalini) Raffaele Ambrosca: “Mi sembra una forma di opportunismo fin troppo evidente di questi produttori che vanno ad impiantare un caseificio al Nord ma devono comunque fare i conti con una situazione oggetiva. Non avranno mai la Dop. Questo inoltre vuol dire che se continuano a produrre senza il marchio è testimonianza che si vergognano del marchio stesso. Si tratta solo di intenditori di mozzarella che non hanno affatto a cuore le sorti del territorio, del marchio e dell’economia locale. C’è un’aggressione in atto da diverso tempo, ora enfatizzata dal ruolo negativo che hanno giocato la diossina, la brucellosi e l’emergenza rifiuti”. Si tratta in pratica di una speculazione di carattere economico e sociale che è in atto da diverso tempo ma che, contestualmente, le uniche mura difensive vengono erte solo dalla Lab. “La mozzarella Dop è un prodotto sano che deriva da un prodotto, il latte, altrettanto sano” continua il dottor Raffaele Ambrosca. Per replicare ai reiterati tentativi di usurpazione di un’eccellenza, quale quella della mozzarella Dop, occore mettere in campo un valido piano di strategie indirizzato alla tutela del prodotto. “Il 27 gennaio – spiega Ambrosca – saremo presso la sede del parlamento europeo di Bruxelles per uno stage/conferenza stampa a cui parteciperanno oltre 200 parlamentari europei. In quella circostanza rivendicheremo alcune situazioni per fornire al consumatore le massime garanzie in termii di qualità, origine e sanificazione del prodotto. Si tratta di un obiettivo che potrà essere raggiunto non solo attraverso controlli serrati sul prodotto finito ma anche sulle singole stalle che producono il latte. Se non siamo in grado di fornire questa garanzia lasceremo sempre spazio ai tentativi di aggressione. In pratica le proposte che andremo a presentare sia al presidente della commissione De Castro che al commissario europeo dell’agricoltura saranno due. La prima riguarda la tracciabilità della singola stalla e non più solo del prodotto finito”. L’appuntamento del 27 sarà seguito con particolare interesse anche dall’onorevole Rivellini. In quella circostanza però si andrà anche oltre: “Chiederemo – conclude Ambrosca – di escludere il Consorzio di tutela della mozzarella dalle operazioni di controllo. Dovranno essere affidate solo ai Nas ed alle Asl perchè si tratta di una competenza spesso strumentalizzata dallo stesso Consorzio. In questo modo si potranno evitare mistificazioni dei controlli”. A dare maggiore risalto alle richieste della Lab soccorre anche il recente intervento dei Nas nel caseificio di Falciano del Massico di proprietà, nemmeno a dirlo, del presidente del Consorzio di tutela.

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mercoledì
dic 23,2009

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CANCELLO ED ARNONE (CASERTA)
Presidente: Avv Raffaele Ambrosca – Tel 0823-85.61.50 – Mobile 333-44.70.923
E-mail: studioambrosca@virgilio.it
Punto di contatto Stampa: Prof. Raffaele Raimondo
Telefax 0823-96.42.12 –Mobile 340-500.67.64

E-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it


COMUNICATO-STAMPA n. 19 del 23 dicembre 2009

Ancora tormentata e contraddittoria la profilassi della brucellosi bufalina
ASL CASERTA: DUE PESI E DUE MISURE ?
Con una nota ai vertici istituzionali, il presidente della Lab, avv. Raffaele Ambrosca, chiede chiarimenti  e, soprattutto, iniziative uniformi sul territorio casertano

CANCELLO ED ARNONE – Neppure a Natale trova pace il comparto dell’allevamento bufalino in provincia di Caserta e segnatamente nel Basso Volturno ove è concentrato il maggior numero delle aziende produttive. Fra le cause dell’interminabile tormento resta la profilassi della brucellosi. Di qui un ennesimo intervento dell’avv. Raffaele Ambrosca, presidente della Lab (Lega allevatori bufalini) che, in una nota indirizzata ai vertici istituzionali competenti (Commissario di Governo per l’emergenza-brucellosi presso l’Istituto zooprofilattico (Izs) del Mezzogiorno e ASL di Caserta), espone quanto si sta verificando in attuazione di apposite ordinanze del Tar-Lazio emesse a seguito di vari ricorsi proposti da aziende operanti nel settore e cioè una strana e incredibile disparità decisionale da parte degli Organi chiamati a provvedere. Più precisamente, il predetto Tar, disponendo, sulla base dei ricorsi presentati, la sospensione degli abbattimenti dei capi giudicati sieropositivi, aveva ordinato l’applicazione di innovative modalità di accertamento peraltro dettate, nel luglio scorso, anche dalla Giunta regionale campana. Modalità  consistenti “nel procedere ad effettuare nuovi prelievi” sugli animali che alle prove eseguite presso l’Izs di Portici erano risultati affetti da brucellosi, ma “da analizzarsi questa volta presso il Centro di referenza di Teramo e presso un Izs della Campania, diverso da quello di Caserta”. Tali nuovi prelievi -fa notare il presidente della Lab- sono stati finora eseguiti non su tutte le sei aziende ricorrenti, ma soltanto su una di esse attiva nel territorio che fa capo all’ex Distretto sanitario di Teano. Per le altre silenzio, incertezza, estenuante attesa. Allora -osserva sconcertato l’avvocato Ambrosca- “non è dato comprendere come, a fronte di identici provvedimenti, tutti di promanazione del Tar-Lazio, Codesta Asl (di Caserta-ndr) abbia potuto porre in essere comportamenti diversificati”. Insomma, per dirla con una formula popolare, i classici due pesi e due misure, sicché Ambrosca, registrando una “condotta omissiva” da parte dell’Asl a svantaggio delle stalle “ignorate” con conseguente penalizzazione economica, chiede, “ad horas”, esaustivi chiarimenti e soprattutto “comportamenti concludenti”. Vedremo quali saranno gli ulteriori sviluppi di un paradosso che non può essere giustificato solo dalle difficoltà derivanti dall’attuale fase di transizione e di riorganizzazione territoriale dei servizi sanitari locali.

FOTOGRAFIA: Il presidente della Lab, avv. Raffaele Ambrosca

L’addetto-stampa
Raffaele Raimondo

giovedì
dic 17,2009

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(Piazza Municipio di Cancello ed Arnone)

CANCELLO ED ARNONE – Nell’ambito degli accordi di programma anche il Comune di Cancello ed Arnone fa la sua parte.

L’Amministrazione sta, infatti, preparando il progetto per la costituzione di una centrale del latte sul territorio.

Il piano è allo studio del Comune di Cancello ed Arnone e degli altri Enti consorziati, in particolare quelli di Santa Maria La Fossa e Grazzanise.

Fonte: Corriere di Caserta

martedì
nov 17,2009

comune-di-caserta-stemma2

Città di Caserta
Ufficio Stampa

nicodemo-petteruti-sindaco-di-caserta(Nicodemo Petteruti)

Il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti ha partecipato all’audizione presso il Senato, indetta dalla Commissione lavoro e previdenza sociale presieduta dal Sen. Pasquale Giuliano congiuntamente alla Commissione agricoltura e produzione alimentare, nell’ambito di una indagine conoscitiva sulla situazione occupazionale nel settore lattiero-caseario, con riferimento alla filiera bufalina. Con Petteruti erano presenti il rettore della Seconda Università di Napoli Francesco Rossi, il sub commissario dell’Asl di Caserta Mario Forlenza, il responsabile del Settore Emergenze agro-zootecniche-alimentari dell’Asl di Caserta Enzo D’Amore, il direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Asl Pasquale Campanile. I rappresentanti delle istituzioni casertane, firmatari di un protocollo d’intesa per la tutela delle produzioni agricole casertane, hanno illustrato le problematiche del settore, con particolare riferimento ai temi dell’occupazione ed hanno sollecitato il Governo ad adottare interventi mirati per la difesa del comparto.
“La filiera bufalina – ha ricordato il sindaco Petteruti – rappresenta un settore strategico, e certo non assistito, non solo per il territorio provinciale ma per l’intera regione Campania. Oltre il 70% delle produzioni zootecniche  e lattiero-casearie sono ubicate in provincia di Caserta, con decine di migliaia di occupati in modo diretto e grazie all’indotto. Pertanto l’azione promossa dai Comuni casertani per la tutela del patrimonio zootecnico-bufalino e della mozzarella di bufala D.O.P. – ha concluso il sindaco – ha il fine di scongiurare la chiusura di attività e di numerose imprese con la inevitabile perdita di centinaia di posti di lavoro”.

Caserta, 17 Novembre 2009
L’Ufficio Stampa

martedì
nov 17,2009

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Confagricoltura Caserta
Unione Provinciale Agricoltori di Caserta
Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181
Email. caserta@confagricoltura.it
Sito www.upacaserta.it
Direttore Tommaso Picone
Tel 337 242054
Email picone@upacaserta.it

martedì 17 novembre 2009
Confagricoltura : “Soddisfazione per la riunione tenutasi presso il Ministero dell’Agricoltura del Tavolo per le regole della filiera della Mozzarella di bufala Campana DOP. Antonio Ma rulli “Abbiamo chiesto tempi rapidi e regole certe”.

La riuniune presso il Ministero dell’Agricoltura del Tavolo per ridefinire le regole di funzionamento della filiera bufalina è andata bene – dichiara Antonio Marulli, Presidente di Confagricoltura Caserta – abbiamo ottenuto che in tempi rapidi si debbono riscrivere tutte le regole interne della vita del Consorzio di Tutela al fine di garantire rappresentanza a tutti gli attori della filiera e contemporaneamente si dovrà redigere un nuovo Piano dei controlli sia della fase di produzione del latte che della sua trasformazione.
I nostri Dirigenti presenti alla riunione hanno anche ottenuto il riconoscimento sia da parte del Ministero che della Regione Campania che il Disciplinare non è in discussione e che il prodotto da tutelare è quello attualmente definito fatto essenzialmente con latte fresco, intero prodotto nell’area DOP. Riunioni tecniche in tempi strettissimi indicheranno i percorsi da seguire e sicuramente giungeranno a soluzioni che permetteranno di dare tranquillità e robustezza al comparto bufalino.
Mi sembra doveroso – continua Marulli –  ricordare che sia i Funzionari del Ministerro che l’Assessore Nappi e i Suoi funzionari,  hanno ben compreso la gravità della situazione e la necessità di intervenire in modo sinergico e rapido in tutela dell’interesse economico di una vasta area del paese. Quanto definito è peraltro in linea con le indicazioni della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati che grazie all’impegno del Presidente On. Paolo Russo e dell’ On. Stefano Graziano, aveva già da febbraio indicato la strada da seguire.
Ci auguriamo – conclude Antonio Marulli  – che l’occasione venga colta da tutti come una opportunità anche per utilizzare le risorse disponibili dei PIF approvati dalla Regione Campania in una ottica di rilancio complessivo del comparto su basi solide e per dare stabilità e adeguamento al prezzo del latte di bufala dell’areale DOP che tanti problemi ci ha procurato in questi ultimi anni.

martedì
nov 17,2009

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Confagricoltura Caserta
Unione Provinciale Agricoltori di Caserta
Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181
Email. caserta@confagricoltura.it
Sito www.upacaserta.it

Direttore Tommaso Picone
Tel 337 242054

Email picone@upacaserta.it

Confagricoltura : “Oggi al Ministero dell’Agricoltura il Tavolo per le regole della filiera della Mozzarella di bufala Campana DOP per evitare le frodi e favorire il rilancio del Comparto Bufalino”.

Domani presso il Ministero dell’agricoltura si terrà una nuova riunione del Tavolo per ridefinire le regole di funzionamento della filiera bufalina alla luce delle vibrate proteste del mondo agricolo e della successiva Risoluzione della Commissione Agricoltura della Camera che ha analizzato e correttamente definito le cose urgenti da fare.
La nostra speranza che vengano poste da parte inutili discussioni sulla modifica del disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana DOP. Abbiamo già sancito per iscritto a luglio che di ciò non se ne deve più parlare in quanto le Organizzazioni agricole e in testa la Confagricoltura sono contrarie ad una banalizzazione del prodotto DOP per garantire pratiche di trasformazione che non sono ammissibili per un prodotto di alta qualità come deve essere la Mozzarella di Bufala – dichiara Nicola Cecere, Dirigente della Confagricoltura Campana – Noi ci aspettiamo di affrontare i temi più importanti che posso rimettere in sesto la filiera ed in primo luogo chiediamo al Ministro di modificare i Decreti Ministeriali che definiscono i metodi di rappresentanza e rappresentatività all’interno del Consorzio di Tutela, che dovrebbe essere il vero motore della valorizzazione della Mozzarella.
Gli allevatori hanno in questi mesi dato prova di grande fermezza e hanno accettato i sacrifici del risanamento sanitario in alcune delle realtà territoriali oltre che subito prezzi più bassi degli anni passati per il latte. – continua Cecere –  Bisogna anche dire che ora, in pieno inverno, continua ad esserci richiesta di latte perché la Mozzarella è riuscita in questi mesi a risalire la china e a riprendere la sua crescita sui mercati nazionali ed esteri, ma tutto ciò può essere effimero se non si dovesse mettere  mano in modo serio ad un nuovo Piano dei Controlli sia del latte prodotto che delle fasi di trasformazione e vendita della Mozzarella di Bufala DOP.
Ci auguriamo quindi – conclude Nicola Cecere  – che i rappresentanti del Consorzio si siederanno al tavolo con la volontà di abbiano interrogato la base per sapere come affrontare queste tematiche di grande rilievo, anche se dobbiamo dire che non ci risulta abbiano consultato, come peraltro dovuto, i soci allevatori del Consorzio stesso.

Non vorremmo che una malaugurata chiusura degli Organi del Consorzio ad una ristrutturazione vera e duratura del comparto costringa il Ministero a prendere direttamente l’ iniziativa aprendo un periodo transitorio di riforma di tutta la filiera garantendo, naturalmente,  tutti gli interessi in campo nonchè il rispetto delle leggi vigenti e del Disciplinare DOP della Mozzarella di Bufala Campana.
In tal caso è chiaro che l’attuale dirigenza del Consorzio si renderebbe colpevole di aver bistrattato, oltre che il prodotto che è chiamato a tutelare, una intera categoria composta per la maggior parte da trasformatori seri e ragionevoli. E’ chiaro inoltre che ognuno sarà chiamato a rispondere delle proprie azioni o non azioni davanti agli operatori del settore e soprattutto davanti all’opinione pubblica. Ricordiamo infatti che il marchio dop è un patrimonio non dei consiglieri pro tempore del consorzio, ma di tutti i cittadini e del territorio campano.

mercoledì
nov 11,2009

Santa Maria La Fossa – Si terrà sabato prossimo nella sala consiliare del comune un nuovo incontro tra l’amministrazione comunale e gli allevatori bufalini, le cui aziende insistono sul territorio fossataro. Sono state invitate per l’occasione tutte le associazioni di categoria: Confagricoltura, CIA e Coldiretti. L’argomento è quello urgente della tutela della filiera agroalimentare e zootecnica. Un precedente incontro, svoltosi su impulso del sindaco dott. Antonio Papa, già si svolse nel mese di luglio scorso. A questo intervenne un gran numero di allevatori che affollarono la sala consiliare preoccupati della situazione delle loro aziende, ormai sull’orlo della bancarotta. A quell’incontro ha fatto seguito anche un’audizione davanti le commissioni congiunte del Senato della Repubblica Agricoltura e Lavoro, alla quale hanno partecipato i sindaci della zona del Basso Volturno, che andarono a rappresentare la situazione drammatica in cui versa il settore dell’allevamento bufalino, ma anche di tutta la filiera di produzione della mozzarella di bufala, anche e soprattutto a seguito della presenza nella zona delle molte discariche sorte per far fronte alla grave crisi dei rifiuti. “Stiamo proseguendo nell’opera – ha dichiarato il dott. Antonio Papa – già intrapresa e che si è estrinsecata in  un primo incontro tenutosi nel mese di luglio con gli allevatori, con un atto deliberativo e con l’aud izione davanti alla Commissione congiunta s! enatoria le tesa alla tutela della filiera agroalimentare e zootecnica. Vogliamo – ha concluso Papa – far sentire agli allevatori tutta la nostra vicinanza e tutta la solidarietà dell’amministrazione”.

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