Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Allevamento’ Category

domenica
set 27,2009

Google News Alert per: LEGA ALLEVAMENTI BUFALINI

Brucellosi, il Tar del Lazio sconfessa l’istituto zooprofilattico
www.lunaset.it – caserta,caserta,Italy


Due “sentenze” destinate a far discutere, e che per inducono Raffaele Ambrosca,

presidente della Lega allevatori bufalini, a bocciare sonoramente il piano

MOBILITAZIONE DELLA LAB

Brucellosi e abbattimenti, il Tar Lazio boccia l’istituto
Caserta c’è – caserta,caserta,Italy
Ma la battaglia della Lega allevatori bufalini (Lab) e le incisive

azioni legali non si fermano certamente qui.

Questioni assai importanti attendono di

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sabato
set 26,2009

una-mobilitazione-di-allevatori-promossa-dalla-lab

CANCELLO ED ARNONE (CASERTA)
Presidente: Avv Raffaele Ambrosca – Tel 0823-85.61.50 – Mobile 333-44.70.923  E-mail: studioambrosca@virgilio.it
Punto di contatto Stampa: Prof. Raffaele Raimondo
Telefax 0823-96.42.12 –Mobile 340-500.67.64 E-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it

COMUNICATO-STAMPA n. 18 del 26 settembre 2009

IN ORDINE ALLA MAXIOPERAZIONE ABBATTIMENTI BUFALINI…
…SCONFESSATO L’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO DI CASERTA
Intanto su altre grosse questioni la Lab si preparara a dissotterrare l’ascia


CANCELLO ED ARNONE
– Ancora due importanti provvedimenti in favore degli allevatori. E, a questo punto, vengono inevitabilmente dal versante giudiziario. Infatti, con sette diverse ordinanze il Tar-Campania ha disposto la sospensione di altrettante attestazioni dell’Asl (che avevano dichiarato “sconosciute” le stalle degli allevatori ricorrenti), riaprendo, così, per gli stessi la possibilità di tornare a conferire regolarmente il loro latte ai trasformatori di fiducia. Inoltre, attraverso due distinte ordinanze -datate 24 settembre 2009- il Tar-Lazio, accanto alla sospensione degli abbattimenti ordinati dal Commissario per l’emergenza-brucellosi, ha stabilito pure che gli animali siano ritestati, con analisi  da effettuarsi, contestualmente, presso il Centro di referenza di Teramo ed in un altro Istituto zooprofilattico sperimentale della Campania, escluso però quello di Caserta. Sono risultate, in tal modo, accolte esattamente le richieste istruttorie formulate dall’avv. Raffaele Ambrosca. Del resto, la LAB ha costantemente ritenuto che la “maxioperazione imposta” negli ultimi anni alle aziende bufaline corrispondesse ad un macroscopico polverone e, appunto per evitarlo, ha chiesto ripetutamente la coerente applicazione dell’art.1, comma 1073, della Finanziaria 2006 che sancì l’opportunità di ben tre prelievi ematici.
E’ del tutto evidente che siamo di fronte ad una vera e propria inversione di tendenza che fa leva su due rideterminazioni di fondo: la prima accredita l’introduzione del “doppio binario” per ciò che riguarda le analisi (da ritenersi ormai doverose in due differenti Istituti, proprio al fine di fugare ogni dubbio sull’attendibilità): la qual cosa presuppone naturalmente due diverse aliquote del prelievo ematico dal medesimo animale); la seconda giunge finalmente ad inquadrare la scarsa affidabilità dell’Istituto zooprofilattico di Caserta che, nel recente passato, s’è visto clamorosamente sconfessato -in ordine ai risultati delle sue indagini laboratoriali- dal richiesto e poi disposto sequestro probatorio che l’avv. Carlo Taormina ottenne per oltre cinquemila capi bufalini. Una rideterminazione, questa seconda, che ora costituisce una pietra miliare assolutamente alternativa nell’ambito di un sistema di analisi adottato appunto dall’Istituto casertano e ritenuto oramai, a dir poco, discutibile.
Ma la battaglia della Lega allevatori bufalini (Lab) e le incisive azioni legali non si fermano certamente qui. Questioni assai importanti attendono di essere affrontate nell’immediato futuro, sulla scorta di una tempistica che l’agenda della Lab ha ben temporizzato. Basti pensare, ad esempio, alla profilassi nelle stalle che, inspiegabilmente, gran parte dei veterinari si rifiuta di indicare e controllare. Ma sembra definitivamente svuotato e superato anche un sistema di analisi purtroppo tuttora previsto per l’individuazione degli animali infetti e che, secondo la Lab, è da considerarsi inadeguato ed approssimativo, alla luce dell’esistenza del Metodo P.C.R. che, insieme col Metodo Elisa, fornisce garanzie enormemente superiori per non mandare “animali non infetti” al macello. Nel contempo, rimane terreno di forte rivendicazione il pagamento degli indennizzi ed il “mancato reddito” per la maggioranza delle aziende che hanno subìto gli abbattimenti: a distanza di circa due anni non s’è provveduto a corrisponderli, alla faccia dei 90 giorni previsti dal Piano. V’è infine, apertissima, la querelle sulla pastorizzazione di tutto il latte proveniente da stalle non indenni, così come previsto dal D.M. 84/91 e dal vigente Regolamento di Polizia veterinaria.
CON VIVA PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE. GRAZIE!                 L’addetto-stampa
prof. Raffaele Raimondo

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sabato
ago 22,2009

Google News Alert per:

LEGA ALLEVAMENTI BUFALINI


A settembre “Stati Generali” degli allevatori bufalini
Caserta News – Caserta,Italy

Raffaele Ambrosca -presidente della Lab

(Lega allevatori bufalini)- sarebbe imminente una seconda

importante convocazione. “Sì -ha affermato l’avvocato-

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venerdì
ago 21,2009

Confagricoltura Caserta
Unione Provinciale Agricoltori di Caserta
Via N.Sauro 22 Caserta tel 0823 327181
Email. caserta@confagricoltura.it
Sito www.upacaserta.it

Direttore Tommaso Picone
Tel 337 242054
Email picone@upacaserta.it

Venerdì 21 agosto 2009

Confagricoltura : “Le sinergie proposte dal Presidente Chianese per la Mozzarella di Bufala, possono essere utili quando è chiaro quale prodotto si vuole promuovere.
Gli allevatori di bufale, soci del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala ela Confagricoltura, sono ancora in attesa delle risposte alle domande avanzate in occasione dell’ultima assemblea.”

In occasione dell’ultima Assemblea del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala gli allevatori associati e la Confagricoltura nella persona del Direttore Tommaso Picone, hanno insistentemente posto tre quesiti alla attuale dirigenza del Consorzio non ottenedo di fatto alcuna risposta tanto che alla votazione della realazione del presidente si è assistito, forse per la prioma volta ad un palese voto contrario di tutti gli allevatori e di alcuni Caseifici.
Oggi il Presidente Chianese guarda a sinergie per migliorare la collocazione del prodotto – afferma Tommaso Picone Direttore di Confagricoltura di Caserta – ma dimentica che è ancora da chiarire la linea del Consorzio che non è condivisa dagli allevatori ma neanche da diversi trasformatori.
Noi abbiamo posto tre quesiti al presidente Chianese in occasione dell’Assemlea e precisamente:
1) Quale prodotto ritiene di dover tutelare, o meglio ritiene che la mozzarella DOP possa essere realizzata senza latte fresco intero di provenienza da area DOP?
2) Come intende cambiare il Piano dei controlli, essendo palese il fallimento di quello attuale?
3) Quando si procederà alla modifica dello Statuto e dei regolamenti per le votazioni interne per assicurare un minimo di democrazia? Si tenga conto che in qualsiasi altro organismo né la Relazione del Presidente e né il Bilancio, in occasione dell’ultima Assemblea sarebbero stati approvati se non fossero in vigore norme chiaramente discriminatorie.
Quando riceveremo risposte tranquillizzanti su questi temi la Confagricoltura ma credo – continua Tommaso Picone – tutti gli allevatori e i Caseifici dissidenti potranno prendere in considerazione strategie di ampio respiro come l’associazione di tutte le DOP o onerosi progetti come la utilizzazione della Reggia di Carditello a sede di tutti i consorzi e vero polo della qualità.
A settembre credo ci attenda un confronto serrato come richiesto dalla Risoluzione della Camera dei Deputati e dallo stesso Ministero che non potrà prescindere – conclude Picone – dai tre quesiti che da tempo abbiamo posto alla attenzione del Presidente Chianese e dei trasformatori tutti.

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mercoledì
ago 19,2009

Prof. Raffaele Raimondo
cronista free lance
Via A.Diaz, 33
81046 GRAZZANISE (Caserta)
tel 0823-96.42.12 – 340-500.67.64
e-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it

COMUNICATO-STAMPA del 19 agosto 2009

Abbattimenti, indennizzi, “stalla sconosciuta” e nuovi sistemi di analisi: le quattro piste di lotta

La prevede per settembre il presidente Raffaele Ambrosca

CANCELLO ED ARNONE (Raffaele Raimondo) – Nel settembre 2008, esattamente il giorno 27, vi fu il grande raduno al Borgo Appio degli allevatori bufalini. Targa dell’incontro? “Stati Generali” a convegno con illustri relatori fra i quali il celebre avv. Carlo Taormina. Ne derivarono analisi, annunci, decisioni di lotta senza quartiere, notevoli bersagli raggiunti. Ad un anno di distanza, si profilano nuovi lampi che dovrebbero far luce su un quadrinomio di piste sulle quali la lotta, molto probabilmente, non potrà essere più rinviata, a breve e medio periodo. Altrimenti detto e recependo un parere espresso, qualche giorno fa, dall’avv. Raffaele Ambrosca –presidente della Lab (Lega allevatori bufalini)– sarebbe imminente una seconda importante convocazione. “Sì -ha affermato l’avvocato- Ritengo che in settembre dovremmo riconvocare gli Stati Generali al Borgo Appio”. Non aggiunge di più il presidente della Lab, ma sembra palese che, in considerazione di quest’afosa fase, egli stenda un provvisorio velo sul “quadrinomio” che si regge sugli abbattimenti di bufale (discutibile e discussa ecatombe), gli indennizzi (tardivi) agli allevatori del comparto, la configurazione di “stalla sconosciuta” (su cui il contenzioso rimane più che aperto) ed i nuovi sistemi di analisi del sangue bufalino e del latte. Altro leitmotiv d’elezione e sempre attuale, per Ambrosca, è la denuncia circostanziata e documentata sulle varie problematiche che intendevano e intendono smascherare intrecci e truffe, eludendo le restrizioni e le garanzie del nostro prodotto dop per eccellenza, consentendo così di “fare mozzarella” con “latte non di origine protetta” o, addirittura, derivati e contravvenendo ad un preciso protocollo. In merito, però, è lo stesso avv. Ambrosca ad evidenziare che, grazie all’impegno serio e competente dei Nas, questo deleterio fenomeno viene costantemente e gradatamente arginato. Allora, la Cina è vicina? Anzi, è già qua? Ok! Ma anche settembre bussa alle porte.

ambrosca-pres-lab-con-madaro-e-garofalo

FOTOGRAFIA: Il presidente Ambrosca con il funzionario regionale Madaro e
con l’avv. Garofalo (Coldiretti)

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domenica
ago 2,2009

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“CON L’ONOREVOLE RIVELLINI L’EUROPA E’ PIU’ VICINA!”

A seguito dei risultati ottenuti nella scorsa tornata delle Europee, l’Onorevole Rivellini ha ottenuto due prestigiosi incarichi, ovvero:

- PRESIDENTE  COMMISSIONE EUROPEA COMMERCIO ITALIA-CINA

- PRESIDENTE COMMISSIONE PESCA

Per l’occasione l’avvocato Raffaele Ambrosca scrive all’onorevole, inviandogli la lettera qui di seguito riportata.

St.mo on.le Rivellini Enzo

BATIMANT ALTIERO SPINELLI

08  E  259

60, RUEDE WIERTZ

B-1047 BRUXELLES

file0569

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domenica
ago 2,2009

emerito-pasquale

(Pasqualino Emerito)

Cancello Arnone. La proposta il sindaco di Cancello ed Arnone Pasqualino Emerito (nella foto) l’ha lanciata nella conferenza stampa tenutasi a Roma mercoledì scorso nella sede della Res Tipica in Via Dei Condotti. Anche l’origine del latte di Bufala deve avere un suo marchio che ne determini la tipicità e la tracciabilità. Una proposta di sicuro ambiziosa, rispetto alla quale il Comune vuole solo affiancare il Consorzio di Tutela e non sostituirsi a questo. “ Nel periodo trascorso – ha dichiarato il sindaco Pasqualino Emerito – la mozzarella di bufala ha subito una campagna denigratoria mediatica che ha mortificato notevolmente le quote di mercato. Ma questo è stato soltanto il problema di facciata. In effetti vi sono dei problemi sottesi che hanno, in qualche modo, amplificato, hanno fatto da cassa di detonazione, di quelle che sono state le problematiche della brucellosi, della somatropina, della diossina, problematiche che potevano essere scongiurate se a monte vi fosse stato un meccanismo di certificazione della provenienza del latte e di definizione degli standards qualitativi. Il comune di Cancello ed Arnone – ha ribadito Emerito – vuole svolgere un ruolo propositivo nei confronti delle istituzioni che hanno il fine di tutelare il prodotto ed il consumatore, per giungere ad una certificazione della qualità del latte di bufala e di affiancare non in antitesi con il ruolo del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala un marchio che certifichi la tipicità del latte e che determini la tracciabilità in maniera chiara e netta. Abbiamo bisogno – ha continuato Emerito – di far rilevare che il latte delle bufale che vivono in determinate aree della provincia di Caserta, che nello specifico è l’area dei Mazzoni, ha delle caratteristiche particolari sia dal punto di vista organolettico sia dal punto di vista della consistenza stessa: cioè dell’apporto lipidico, dei grassi e della qualità, che amplificano la resa della mozzarella di bufala, e che sono caratteristiche del sapore della mozzarella stessa”. Questa 32a Edizione della Sagra della mozzarella di Bufala di Cancello ed Arnone sta imponendosi sempre più come l’occasione per un dibattito ‘serio’ intorno alle problematiche sottese alla filiera di produzione e trasformazione: ad iniziare dalla difesa della bufala ( e, dunque, degli allevamenti), alla produzione del latte, alla sua trasformazione ed infine alla ricerca di nuovi segmenti di mercato anche internazionale sui quali collocare il prodotto. Un discorso ‘serio’ per giungere ad un ‘tavolo tecnico’ intorno al quale possano sedersi tutte le associazioni ed organi ‘coinvolti’ direttamente od indirettamente nel discorso mozzarella, al fine di concertare un’azione comune di difesa e di rilancio del prodotto, senza fughe in avanti o primogeniture. E la conferenza stampa che si terrà mercoledì 5 agosto presso la Camera di Commercio di Caserta, potra’ porsi senz’altro come un ulteriore valido contributo verso questo scopo comune.

Antonio Gaudiano

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venerdì
lug 31,2009

Formaggi e carne di bufala per i ristoranti dell’Austria
La filiera è completa nell’Azienda agricola Romano di Gioia Sannitica: costituitasi agli esordi come semplice allevamento bovino dal 1999, con l’ingresso di Luca Romano, l’azienda si è arricchita di un allevamento bovino e di un laboratorio per la trasformazione casearia e per la produzione di salumi.

Emilia Filocamo

La scommessa, vinta, per Luca Romano, titolare dell’omonima azienda zootecnica e casearia in provincia di Caserta, è stata il territorio: pur potendo scegliere fra diverse alternative, ha preferito puntare sull’azienda di famiglia e sfruttare al meglio la quasi centennale esperienza accumulata da genitori e nonni, un’esperienza fatta non solo di segreti di lavorazione, ma anche di passione e dedizione. “Tutto è iniziato nel 1999″, racconta Romano. “Quando ho deciso di lasciarmi coinvolgere dal lavoro che ha accompagnato la mia famiglia da sempre, ho infatti pensato di arricchire l’azienda, all’inizio specializzata solo nel settore zootecnico con l’allevamento bovino, di un allevamento bufalino e soprattutto di un laboratorio per la trasformazione”.
La trasformazione, infatti, non va solo nella direzione del settore caseario, e dunque nella notevole produzione di formaggi, soprattutto aromatizzati, ma anche in quella della produzione di salumi, con grande attenzione per quelli a base di bufala.
“Mi piace dire che tutto nasce e muore in questa azienda in un certo senso”, chiarisce. “Curiamo personalmente tutta la filiera passo dopo passo servendoci di ingredienti genuini e supportando il tutto con una conduzione spiccatamente familiare, e quindi maggiormente coinvolta nel lavoro”.
Genuinità e apporto della tradizione sono state sicuramente due delle carte che hanno giocato a favore del titolare nel suo rapporto con i mercati esteri, oltre alla vivacità e all’entusiasmo con cui Luca Romano conduce l’attività. “Sono stati gli imprenditori della zona emigrati all’estero a farci da trait d’union con alcuni mercati europei, dalla Spagna alla Svizzera, passando per l’Austria, fino agli Stati Uniti”, aggiunge il titolare. E proprio in Austria è una tavola calda ad utilizzare i salumi prodotti dall’azienda di Gioia Sannitica. “L’apporto di questi contatti è stato determinante vista la nostra scarsa partecipazione alle maggiori fiere di settore”, spiega Luca Romano, “anche se per l’anno prossimo prevediamo la nostra presenza alla fiera di Pinerolo”.
Profilo aziendale
Ragione sociale Azienda Agricola Romano
Anno di costituzione 2001
Sede Via Campagni, 17 – Gioia Sannitica
Amministratore unico Luca Romano
Settore/ Settori caseario, zootecnico
Addetti 5
Mercati di sbocco Italia, Svizzera, Austria, Spagna, Usa
Telefono 0823/789784 ?- 340/8276768

Da: il denaro.it

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mercoledì
lug 29,2009

Marmellata e liquori al latte di bufala, protetti dal marchio doc “Letizie di bufala”. E’ il progetto avviato da alcuni imprenditori con l’ appoggio del Comune di Castel Volturno, che contano di presentare i nuovi prodotti entro qualche settimana.”I primi assaggi dei nuovi prodotti saranno distribuiti”, annuncia il sindaco di Castel Volturno Francesco Nuzzo, “ai cittadini del centro del litorale domizio prima della distribuzione per testare il livello di gradimento”.La marmellata a base di latte di bufala è di colore rosso acceso. Due le versioni del liquore, di colore bianco e marrone. “La ricetta dei prodotti resta rigorosamente segreta”, annuncia il Comune, “liquori e marmellata saranno difesi da brevetto e solo dopo una attenta ricerca di mercato entreranno nella distribuzione”.”Considero questa iniziativa un segnale importante per contribuire ad uscire dalla pesante crisi che anche il settore bufalino sta attraversando”, afferma Nuzzo, “la creazione di nuovi prodotti da collocare nella già ampia filiera derivata dal latte bufalino non è solo una trovata pubblicitaria, ma una opportunità che può avvalersi della capacità di penetrazione del prodotto capofila e segnare un importante successo per l’economia locale”.

M.B.C.d

da: il denaro.it

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mercoledì
lug 22,2009

Il settore agroalimentare: rintracciabilità, sicurezza e responsabilità sociale delle imprese per uno sviluppo sostenibile. E’ il titolo del convegno che si svolgerà oggi, dalle ore 9.30, presso la Sala Parlamentino della Camera di commercio di Napoli. Nell’occasione sarà presentato il volume “Sicurezza alimentare e tracciabilità: norme e regolamenti”, realizzato da Agripromos, azienda speciale dell’ente camerale partenopeo, in collaborazione con il Consorzio Promos Ricerche.
Dopo i saluti di Gaetano Cola, commissario della Camera di commercio di Napoli, aprirà i lavori l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianfranco Nappi. Seguirà la presentazione del volume curata da Pietro Micillo (Agripromos) e da Attilio Montefusco (Consorzio Promos Ricerche). Interverranno Mariella Passari, dirigente responsabile del settore SeSirca, Maurizio Maddaloni, presidente di Confcommercio Campania, Antimo Caputo, vice presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Stefano Marotta, vice presidente Unionalimentari del Consorzio Api Campania, Vito Amendolara, direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Ciardiello, presidente della Cia Interprovinciale Napoli-Caserta, e Michele Pannullo, leader di Confagricoltura Campania.
Il volume oggetto della presentazione contiene le normative comunitarie e nazionali, gli elenchi dei manuali di corretta prassi igienica e delle principali norme tecniche aggiornate al 30 dicembre 2008 e incluse all’interno del Cd che sarà distribuito nel corso del convegno. All’interno del volume, inoltre, un intero capitolo è dedicato a frutta e ortaggi con riferimento a tutte le tematiche relative alla loro conservazione e trasformazione; mentre in un altro capitolo l’attenzione si concentra sul decreto Bersani, che ne regolamenta l’attività commerciale.
Nel corso del convegno saranno poi affrontate le problematiche relative alla sicurezza alimentare, che rappresentano senza dubbio un punto centrale nella tutela della salute pubblica. Il settore agroalimentare, d’altro canto, è un punto di eccellenza dell’intero sistema economico regionale e provinciale, in cui Napoli gioca un ruolo baricentrico sia in termini di rappresentatività, sia in termini di immagine.
Sicurezza alimentare e responsabilità sociale, dunque, come punti dai partenza per garantire al consumatore salubrità e integrità alimentare. In particolare, saranno affrontati concetti di grande attualità, tra l’altro ampiamente descritti nel volume, relativi alla “tracciabilità” e “rintracciabilità”, in grado di contribuire all’incremento della competitività e della razionalizzazione dei sistemi produttivi. Un adeguato sistema di tracciabilità rappresenta, tra l’altro, anche un primo elemento di controllo della “qualità”, nonché un potente strumento di marketing che può consentire di valorizzare l’immagine dell’azienda e l’identità legata al territorio in cui opera.

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