Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Arte’ Category

VAN GOGH. Lʼuomo e la terra

  • Filed under: Arte
venerdì
Set 26,2014

http://www.cancelloedarnonenews.it/van-gogh-l%CA%BCuomo-e-la-terra/

Mostra Maria Pia Daidone

sabato
Set 20,2014

1

Ù Arte opening

mercoledì 24 settembre

ore 19.00

 

Maria Pia Daidone

“ORO NERO”

24 settembre – 7 ottobre 2014

 

A cura di Tiziana De Tora

Artstudio’93

 

2

 

 

Mercoledì 24 settembre, alle ore 19.00, le sale di Casa di Ù, in Via Carelli 19,

ospiteranno la prima mostra del progetto “U Arte”, dedicato all’arte contemporanea,

dal titolo “Oro Nero”, dell’artista Maria Pia Daidone.

 

3

 

 

La mostra della scultrice napoletana segna l’inizio di un nuovo ciclo e celebra l’apertura di Ù Arte, un inedito spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni.

Oro Nero” è il titolo di un percorso attraverso le suggestive opere di Maria Pia Daidone, artista dall’impronta fortemente materica, dedita da anni alla manipolazione e trasformazione creativa dei materiali.

“Scultrice” è solo un’etichetta, perché la Daidone attraversa l’arte mediante l’uso di cartone, rame, legno, creando elementi scultorei, ma anche pittorico/segnici e immergendoli spesso in teche di plexiglas, per preservarne la memoria, componente sempre presente nelle sue creazioni, dai libri d’artista, alle valigie della memoria appunto, in cui ognuno può preservare/conservare le proprie esperienze, i sogni, gli incubi e le presenze dell’immaginario. Di volta in volta, un semplice brandello di cartone ci appare come “ordito” o corteccia d’albero, oppure tra le sue trame dorate scorgiamo un “uccello in volo” o dei “fiori dorati”.

“La ricerca della natura è fondamentale; è importante studiarla con l’occhio del cuore e della mente per scoprire ciò che nasconde. (…) La mia indagine attuale s’incentra sullo studio dei materiali. Ho privilegiato il rame, il cartone, il plexiglass. Il primo perché è duttile nella lavorazione, ricorda la sacralità, dà energia e ha la luminosità accesa dell’oro. Il secondo, con un’adeguata lavorazione, perde totalmente la propria identità e diventa altro. Il plexiglas usato come rivestimento esalta i materiali e li cristallizza in un’atmosfera senza tempo”.

Vedere le creazioni di Maria Pia Daidone è intraprendere un viaggio, con la mente e con il cuore, in mondi sospesi nel tempo, quasi mistici, in cui ogni elemento è impregnato di una sacralità inaspettata, che ci resta dentro lasciando un segno indelebile nella nostra memoria di osservatori.

 

La mostra resterà aperta fino al 7 ottobre 2014.


Scheda biografica di Maria Pia Daidone

a cura di Maurizio Vitiello

 

 

Maria Pia Daidone è nata a Napoli ed opera nello studio di Piazza IV Giornate, 64 (081.05.02.188). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Filippo Palizzi”. Conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia, ritorna negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi “L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee” per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall’ ’89 all’inizio del ’95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un’allegorica linea pittorica. Dalla prima metà del ’95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando una molteplicità di emozioni. Lieviti ed orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un’attendibile ricerca. Nel ’96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di “Cerchi Graffiti”. Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest’indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, ed ha evidenziato una raggiunta “cifra” pittorica, resa con asciutta misura dall’artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un ventaglio di emozioni approdando ad una selezione di lavori, intitolata “Nonsolocerchi”, sviluppata tra il ’97 e il ’98. Negli ultimissimi mesi del ’98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti “pop” e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate e ispirandosi alle figure degli “accertatori”, che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata “Accertamenti Metropolitani”. Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta. Dal 1995 ha intensificato quest’attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. Dopo la fortunata ed apprezzata serie “Accertamenti Metropolitani” e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato “Dame a Palazzo”, che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell’Associazione Culturale “Passaggio Bianco”, allocata nel Cortile d’Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei. I raffinati risultati, tra il pop e l’aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano ed il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie”  e “Zoophantasy”. Da ricordare, infine, che partecipa, dall’agosto 2005, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Di prestigio le seguenti esposizioni al “Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo”, di Vico Equense (Na), nel 2003, con la personale “Sagome per un Trittico”; al Museo Archeologico “Silio Italico”, sempre a Vico Equense (Na), nel 2004-5, con la personale “Sagome Mediterranee”; al “Museo dei Tarocchi”, di Riola di Vergato (Bo), nel 2007, con la partecipazione alla rassegna “22 Artisti per 22 Arcani”; all’illustre sede universitaria del “Museo Zoologico”, di Napoli, nel 2008-9, con la personale “Zoophantasy”; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) con la personale “Oronerorame”, a febbraio 2011; alla Biblioteca Comunale di Cameri (NO) con la collettiva “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile”, a settembre-ottobre 2011; al Palazzo degli Alessandri, a Viterbo, per il Padiglione Italia della 54^ edizione de “La Biennale” di Venezia, che per volontà di Vittorio Sgarbi è intitolato “L’Arte non è Cosa Nostra”, a novembre-dicembre 2011; allo Studio Arte Fuori Centro, con “Rossorame”, curata da Loredana Rea, dal 21 febbraio a 9 marzo 2012; alla “Casetta della Musica”, a Latina, con “33 donne amorose”, curata da Emanuela Bianchi e Massimo Pompeo, dal 25 febbraio al 13 aprile 2012; al “Lavatoio “Contumaciale”, a Roma, con “Eduardo Palumbo e Gli Amici”, curata da Leonardo Faccioli, Bianca Menna, Massimo Pompeo, dal 23 al 28 giugno 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dal 22 al 28 luglio 2012; a “Studio Arte Fuori Centro”, a Roma, con “Livres de poche”, curata da Loredana Rea, dal 26 giugno al 17 luglio 2012; al “Fortino di Sant’Antonio Abate”, a Bari, con “Contropiani Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dall’11 al 21 novembre 2012; a “Castel dell’Ovo”, a Napoli, con la “Biennale del libro d’artista”, II edizione, curata da Giovanni Donnarumma e Gennaro Ippolito, dal 1° al 16 dicembre 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei 2”, curata da Maurizio Vitiello, dal 3 all’11 agosto 2013; a “Open Space”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Radici e Novità”, curata da Marisa Rizzato e Maurizio Vitiello, dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014; a “Il Ramo d’Oro”, a Napoli, con “Fuori dalla Crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dall’8 al 23 febbraio 2014; al Centro Culturale “L’Approdo”, ad Avellino, con “Cavalcando la coda della crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dal 12 aprile al 12 maggio 2014; ad “Arte/Studio Gallery”, a Benevento, con “Ororossorame”, curata da Maurizio Vitiello, dal 24 aprile al 13 maggio2014; al PAN, a Napoli, con “Incendium”, a giugno 2013; al PAN, a Napoli, con “Napoli per Gabo”, dal 17 al 28 settembre 2014.

 

 

venerdì
Set 19,2014

1

 

Personale di pittura di un’artista napoletana alla Reggia di Caserta, salone di rappresentanza della Pro Loco

 

Leonilde Fappiano e la sua realtà ingenua

 

Sabato 20 settembre, alle ore 17:00, nella Reggia di Caserta – salone di Rappresentanza della Pro Loco – avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale di pittura dell’artista Leonilde Fappiano dal titolo “La realtà ingenua”; alla cerimonia di inaugurazione, presenziata dal Presidente della Pro Loco ing. Carlo Roberto Sciascia, parteciperà l’arch. Vega de Martini della Soprintndenza di Caserta.

Questa personale dell’artista Leonilde Fappiano – ha affermato il Presidente della Pro Loco di Caserta – apre, dopo la pausa estiva, le attività culturali della Pro Loco di Caserta, che con il suo contributo propositivo ed organizzativo prosegue in un’azione a tutto campo in grado di stimolare le potenzialità artistiche di Terra di Lavoro e di proporre eventi ed iniziative culturali a livello nazionale ed internazionale. La mostra in questione offre la possibilità di conoscere un’artista del territorio che riesce a coniugare la fresca delizatezza cromatica con un’espressività incisiva e coinvolgente”.

 

2

 

L’artista napoletana, dopo una lunga pausa durante la quale a proseguito nella sua accezione della realtà in continua evoluzione, si “rimette” in gioco con questa mostra, che ha quale prologo una citazione di Marcel Proust: «Questo fenomeno che voi chiamate pittura naive, non è altro che il sogno di un sogno, ricordatevelo. E allora perché non sognare».

E, a tal riguardo, l’arch. Vega De Martini, nella sua prosentazione della mostra, ha affermato: “Questa è l’opinione di Proust, quello di <La Recherche du temps perdu>, intellettuale dei più raffinati degli inizi del Novecento, in contatto con la migliore <intelighentia> parigina, amante della musica e dell’arte. Ed è proprio a Parigi, tra la fine del secolo XIX e gli inizi del secolo successivo, che nasce, con Henri Rousseau il Doganiere (1844-1910), il fenomeno dell’arte <naive> che si caratterizza per una primigenia spontaneità, ponendosi al di fuori di ogni movimento figurativo allora in auge, e per una visone della realtà, talora ingenua, talora disincantata, talora sognante, appunto. Data al 1884 – appena due anni prima di quel fatidico 1886 che vide in contemporanea l’ultima mostra degli impressionisti e la pubblicazione del manifesto simbolista – l’ingresso ufficiale nel mondo dell’arte di Rousseau che fino ad allora era stato impiegato, e per molti anni, presso l’Amministrazione Doganale. Il suo successo, sponsorizzato da intellettuali e critici del calibro di Alfred Jarry e soprattutto di Guillaume Apollinaire, fu immediato. Convergeranno nell’ammirazione per il pittore neofita, praticamente autodidatta, sia i neoimpressionisti (meglio definibili come postimpressionisti) ed i simbolisti come Gauguin, Signac, Redon, sia i rappresentanti delle avanguardie artistiche contemporanee come Kandinskij, Delaunay e Picasso. Di fatto l’opera naive (ingenua) del Doganiere conquistava i primi per la sua valenza postimpressionista, per la monumentalità, l’esotismo e la suggestione delle sue creazioni; interessava i secondi per la sua ingenuità, la sua goffaggine da arte popolare, il suo antiaccademismo. Tutti elementi proposti da Apollinaire quale manifesto della ribellione nei confronti dell’arte fatta ancora secondo canoni tradizionali. Dopo l’esordio di Rousseau il termine <naif> sviene attribuito comunemente dalla critica a quei pittori autodidatti, definiti di volta in volta neoprimitivi, pittori popolari della realtà, artigiani del sogno. Una definizione quest’ultima che si attaglia perfettamente alla personalità di Leonilde Fappiano”.

 

3

 

Ed infine Vega Martini conclude: “Ma non c’è dubbio che, anche per Leonilde, come per tutti i <naifs>, è il mondo interiore il soggetto dell’arte che è realtà più concreta del mondo reale: quasi tutto è fuori posto, fuori prospettiva ed in libertà nel suo coloratissimo, sognante ed ingenuo – ma nello stesso tempo emozionalmente intensissimo – cosmo da fiaba”.

Carlo Roberto Sciascia ha precisato: “Leonilde Fappiano rappresenta il mondo filtrato dalla sua visione della vita, si libera dai condizionamenti imposti dalla razionalità e interpreta la realtà mediante il linguaggio figurativo dei bambini, privo di ogni influenza sociale e/o ambientale; questa intima condizione atipica, sorretta dal sentimento e dalla sensibilità ingenua e sognante, le permette di accedere da un’espressività dal tocco delicato e fine, vista con un luminoso colorismo che impone alla chiarezza spaziale una soffusa e sottile bellezza. Sa conservare l’espressività integrale e l’originale dell’immagine e percepire l’essenza ed il carattere del mondo circostante, trasferito in un paesaggio spirituale dalla semplicità e dalla schiettezza rassicurante. Nelle sue opere fiori sgargianti ed animali, alberi dai rami rigogliosi o contorti ma volti verso l’alto, calmi corsi d’acqua si affiancano all’uomo ed al suo lavoro, mentre i residui dell’anima infantile fanno risaltare tutti gli elementi migliori, quelli più veri e schietti, seguendo il segreto “spiritus rector” delle azioni essenziali ed accogliendo nella memoria solo “cose” dai contorni ben precisi. Nella sua visuale psicologia del mondo la spontaneità e la grazia ingenua dell’istinto vitale offre la possibilità di far emergere il profondo supportato da una fantasia immaginosa, anche se viene proposta una realtà oggettiva. Solo così la visione dell’artista diventa un “pensiero astratto ma vero”, che va alla ricerca dei significati semplici ma esistenziali ai quali riferirsi … e tutto si ammanta di un sognante velo che non riesce a celare la bellezza della vita”.

La mostra proseguirà fino al 4 ottobre c.a., con il seguente orario: ogni giorno 9:30 – 12:30, martedì escluso o su appuntamento (Novelli A. 0834/27 74 28 – C. R. Sciascia 338/79 22 753)

 

 

giovedì
Set 18,2014

 5

Stampa

 

 

Gaeta Comunicato stampa nr. 34

 

OPEN GALLERY INDIPENDENZA 2014

 

L’Associazione Artistica Culturale e di Promozione Sociale I Graffialisti, con il patrocinio della Regione Lazio, dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, della Provincia di Latina e del Comune di Gaeta presenta la Quarta Edizione del Meeting Artistico Open Gallery Indipendenza.

 

Il progetto, ormai consolidato e riconosciuto per la sua vocazione sociale e di valorizzazione del territorio, oltreché per il contributo fornito nell’ambito della ricerca e sperimentazione artistica, ha riscosso negli anni un lusinghiero successo, anche in considerazione della totale gratuità della partecipazione e del carattere innovativo consistente nel portare l’Arte direttamente a contatto con il pubblico.

 

Questi i nomi degli artisti espositori che prenderanno parte al Meeting ospitato all’interno della çirò Gallery Atelier – La prima casa dei Graffialisti, situata nel cuore del centro storico di Porto Salvo di Gaeta, nella caratteristica via della Indipendenza: Antonella Botticelli, Alessandra Carloni, Elena Catalano, Sabrina Cibelli (Sabry), Franco Corvo, Erasmo Di Florio, Milena Ferruzzi, Valeria Lilith Finazzi, Mario Liberace, Antonella Magliozzi, Kristina Milakovic, Augusto Orestini, Elisa Jane Pedagna, Michele Riefolo, Danilo Sacco, Danilo Salvucci, Roberta Tafuri (BorkiArt).

 

In occasione dell’inaugurazione è previsto l’intervento di poeti e musicisti che contribuiranno a rendere ancor più magica l’atmosfera, il tutto all’insegna dell’arte, della cultura e del sociale.

 

Ideazione, organizzazione e realizzazione del Meeting artistico Open Gallery Indipendenza a cura dell’Associazione di Promozione Sociale de I Graffialisti, presieduta dall’artista Antonella Magliozzi che ringrazia le Istituzioni, i sostenitori, gli artisti e il pubblico che segue gli eventi con ammirevole fedeltà.

 

La vernice è prevista per sabato 27 settembre, dalle ore 18:30. I giornalisti della carta stampata e delle emittenti radiotelevisive sono invitati a partecipare anche per poter incontrare, con l’occasione, artisti e organizzatori.

La mostra sarà visitabile, su invito o appuntamento, tutti i giorni dal 27 settembre al 10 ottobre, con i seguenti orari: lunedì/venerdì ore 18-20.30; sabato e domenica ore 11-13 e 18-20.30.

 

L’Ufficio Stampa de I Graffialisti

 

I Graffialisti” Associazione Artistica Culturale e di Promozione Sociale – Via della Indipendenza n. 289, 04024 Gaeta LT

Tel. (+39) 0771.1830029 – Mobile (+39) 340.7259725 – www.graffialisti.come.mail: info@graffialisti.com – Codice Fiscale: “90052490597”

giovedì
Set 18,2014

1

 

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2014

 

APERTURA STRAORDINARIA

Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone

Sabato 20 settembre 2014

Ore 20.00 / 24.00

 

Sabato 20 settembre 2014, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio con l’apertura straordinaria della Galleria Nazionale di Cosenza dalle ore 20.00 alle ore 24.00. Sarà possibile ammirare la prestigiosa raccolta di dipinti costituita da opere di Mattia Preti, artista tra i più illustri e significativi del Seicento e di Luca Giordano, il più rinomato e importante pittore barocco napoletano. Accanto ad esse figurano, nella collezione cosentina, altre testimonianze di grandi maestri, fra i quali Pacecco de Rosa, Massimo Stanzione, Jusepe de Ribera, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto e  Francesco Cozza. Potranno essere apprezzati, inoltre, i 38 capolavori della Collezione Banca Carime e lo spazio espositivo dedicato al consistente  nucleo di opere di Umberto Boccioni.

 

2

3

4

5

6

 

——————————————————————————————————

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2014

 

APERTURA STRAORDINARIA

Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone

Sabato 20 settembre 2014

Ore 20.00 / 24.00

 

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria

Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria: Francesco Prosperetti

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta

Tel.: 0984 795639 fax  0984 71246

E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

 

 

 

XXII FESTIVAL SETE SÓIS SETE LUAS

mercoledì
Set 17,2014

1

 

 

“Au delà du Regard”: la poesia pittorica di Georges D’Acunto al Centrum SSSL di Pontedera

Riprende a Pontedera il consueto appuntamento con le esposizioni di arte contemporanea presso il Centrum Sete Sete Sóis Sete Luas. Grazie alla collaborazione con il Comune, il Festival SSSL ospita dal 20 Settembre al 14 Novembre la mostra “Au delà du Regard”, dell’artista francese Georges D’Acunto. L’esposizione inaugura il 20 Settembre alle 21:30 e sarà seguita dal concerto del duo siciliano Fratelli Mancuso, vincitori del Premio Sound Track Stars alla 70° Mostra del Cinema di Venezia.

 

2

 

Georges D’Acunto – “Au delà du Regard”

Georges D’Acunto vive e lavora nel Sud della Francia, ma è nato nel 1956 a Philippeville, in Algeria. La sua incursione nel mondo dell’arte avviene da autodidatta, continuando parallelamente il suo lavoro di tecnico in vari teatri. Per molti anni si è dedicato alla realizzazione di laboratori musicali nell’ambito dell’antica Maison des Jeunes et de la Culture di Frontignan (Francia) e della Scuola di Jazz “Réssonance” a Sète, consacrandosi completamente all’arte soltanto a partire dagli anni ’90.

“Au delà du Regard” (al di là dello sguardo) non è soltanto il titolo della sua esposizione, ma anche il manifesto di un artista le cui opere rivelano un universo audace, volontariamente perso in un’atmosfera sognante. Da accidentali ad aleatorie, le forme si impongono sulla tela, aprendo lo spirito dell’osservatore alle più diverse interpretazioni: Georges D’Acunto rende palpabile l’essenza di un’arte che si afferma attraverso l’estrema sobrietà di una pittura che prende vita a partire da un immaginario aperto al mondo e che si alimenta di poesia.

Nei giorni precedenti all’inaugurazione, Georges D’acunto terrà dei laboratori di creatività con gli studenti dei licei di Pontedera.

 

3

I Fratelli Mancuso – Come Albero Scosso da Interna Bufera

Eclettico duo siciliano, i Fratelli Mancuso, dopo 8 anni di lavoro in fabbrica a Londra, debuttano nel mondo della musica nel 1986 collaborando con J. Diaz e pubblicando il loro primo album in Spagna intitolato Nesci Maria. La voglia di sperimentazione li porta a pubblicare molti altri CD, e a partecipare in qualità di musicisti e attori al celebre film “Il Talento di Mister Ripley” del regista inglese Anthony Minghella. Il più grande riconoscimento arriva in occasione della 70° Mostra del Cinema di Venezia, in cui è stato assegnato loro il Premio Sound Track Stars per la composizione della colonna sonora nel film “Via Castellana Bandiera”, della regista Emma Dante.

Al Centrum Sete Sóis Sete Luas, subito dopo l’inaugurazione della mostra di Georges D’Acunto “Au delà du Regard”, i Fratelli Mancuso propongono il concerto “Come Albero Scosso da Interna Bufera”, il cui titolo si ispira a un verso del poeta Eugenio De Signoribus, cercando “con il canto di placare la bufera che talvolta scuote ogni singola foglia, ogni esile radice della nostra anima” (Fratelli Mancuso).

Programma:

20 Settembre, ore 21:30 | Ingresso Libero

Inaugurazione Esposizione “Au delà du Regrad” di Georges D’Acunto (Francia)

Visitabile fino al 14 Novembre

 

Concerto dei Fratelli Mancuso

“Come Albero Scosso da Interna Bufera”

 

Centrum Sete Sóis Sete Luas

Viale Rinaldo Piaggio 82

(Uscita FS lato Piaggio)

 

 

Informazioni al pubblico

info@7sois.org

www.7sois.eu

tel. 0587.731532

 

 

 

 

Festival Sete Sóis Sete Luas

Ufficio Stampa

Elisa Tarzia

elisa@7sois.org

skype: elisa7sois

cell: 388.3483415

 

 

 

 

 

 

 

martedì
Set 16,2014

!cid_part1_02080603_00050004@arthemisia

martedì
Set 16,2014

1

Ad Ospedaletto d’Alpinolo ( AV), con la partecipazione di migliaia di fedeli provenienti da tutta ‘Italia, si è conclusa l’appuntamento religioso-folcloristico della “ Juta a Montevergine “, giunta alla sua sedicesima edizione rievocando l’antico rito del pellegrinaggio al Santuario di Mamma Schiavona.

La Juta è una grande manifestazione che vanta circa otto secoli di storia.

Si saliva e si sale a piedi per espiare  i propri peccati e per donare la propria fatica alla Madonna nel giorno della festa.

Nel corso degli anni,però, la “Juta” si sta evolvendo proponendo novità ed iniziative che aiutano a promuovere ed a valorizzare il territorio, ma si sono persi alcuni elementi tipici dell’evento, come “ l’ arretanata” ovvero la sfida tra i carri più veloci sulla via del ritorno dal Santuario di Montevergine, o della “ Cantata ‘a figliola “, una gara tra cantautori improvvisati che si sfidavano a suon di rime e note musicali sulla narrazione delle glorie e dei miracoli della Vergine..

Ma la devozione verso la Madonna è rimasta immutata.

Il programma è stato fitto di appuntamenti che si sono divisi tra festa religiosa e tradizione popolare.

Tra l’altro, l’associazione culturale Anthemis ,presso la struttura Anthemis B&B, ha ospitato la prima mostra fotografica “ paesaggi irpini-Fotografare con gli occhi” in collaborazione con Paesaggi Irpini, Forum Giovani Fontanarosa, Terre del Lupo e Fontanarosa Pietra.

Tanti i visitatori che hanno ammirato le foto.

Lo scatto “ Monte Terminio , visto da Serino “ di Giuseppe Petrucciani ( nella foto con Lara Barletta, Presidente dell’Associazione Anthemis ) ha ricevuto un attestato di merito.

 

martedì
Set 16,2014

2

Il 14 settembre si è svolta nella sala Conciliare del Comune di Fiuggi (FR), la consegna del premio “Menorah di Anticoli 2014” che è stato consegnato alla pittrice Eva Fischer.

In un videomessaggio, l’artista marguttiana ha ringraziato l’Associazione Biblioteca della Shoah per il conferimento dell’ambito riconoscimento, scusandosi per la “mente giovane ma con un corpo che non riesce più a correrle dietro” che non le ha permesso – la Fischer ha quasi 94 anni – di recarsi personalmente all’avvenimento.

La cerimonia ha anche concluso le varie manifestazioni organizzate nell’importante città termale di Anticoli (nome sino al 1911 dell’attuale Fiuggi), in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.

Grazie all’impegno dello scrittore e giornalista Pino Pelloni, si sono svolti convegni, presentazione di libri e altre attività che hanno ruotato attorno al patrimonio storico e culturale che si è esteso dal secolo XII nel cuore dell’antica cittadina. Hanno consegnato il premio, oltre al Pelloni, lo psicanalista Daniele Benjamin Morello, che ha anche introdotto l’artista, e la signora Giovanna Napolitano.

Il trofeo consiste in una copia della Menorah di Anticoli, realizzata dallo scultore Luigi Severa su una pietra quattrocentesca proveniente dalle mura di Palazzo Cajetani di Trevi.

                  Per maggiori info sull’artista: info@evafischer.com       www.evafischer.com   http://it.wikipedia.org/wiki/Eva_Fischer   https://www.facebook.com/evafischerpittore   Ufficio stampa di Eva Fischer: Artmann di Alan David Baumann Tel. +39 0645434627 – Cell. +39 3473581003 – Fax. +39 06233209783 www.artmann.it – info@artmann.it Brevi note biografiche di Eva Fischer Nata a Daruvar, nella ex-Jugoslavia, il 19 novembre 1920, Eva Fischer si diplomò all’Accademia di Belle Arti di Lione e durante il periodo bellico, costretta a fuggire da Belgrado, fu internata con la madre ed il fratello nel campo di Vallegrande, nell’isola di Curzola. Da qui riparò a Bologna, dove sotto falso nome fu esponente attiva della lotta partigiana (Anpi l‘annovera fra i suoi soci onorari). La guerra l’ha privata di più di trenta fra i suoi familiari, tra cui il padre Leopoldo, rabbino capo ed eccellente talmudista deportato dai nazisti. Eva fu talmente segnata da questa tragedia che per anni la relegò nell’oblio e nel silenzio più assoluto; affidò invece la voce del suo dolore ad una copiosa produzione di opere – mantenute segrete sino al 1989 perfino ai suoi familiari – che rappresentano un toccante e personale diario sulla Shoah. A guerra finita Eva scelse Roma come città d’adozione ma la sua fu una vita di brevi migrazioni, ovunque il suo estro l’abbia chiamata: Parigi, Madrid, Gerusalemme, Londra. Entrata a far parte del gruppo di Via Margutta divenne amica di Amerigo Tot, Mafai, Guttuso e Capogrossi. Di quel periodo ancora ricorda le lunghe passeggiate con Cagli e De Chirico, di quando Dalì si innamorò dei suoi mercati ed Ehrenburg scrisse sulle sue “umili e orgogliose biciclette”. Con Picasso s’intrattenne a casa Visconti parlando d’arte e creatività e dove il maestro la esortò a progredire e continuare nel suo lavoro. Durante il soggiorno a Parigi divenne amica di Chagall e a Madrid fu assidua frequentatrice dell’atelier di Juana Mordò. Nominata Artista della Comunità Europea nei primi anni ’80, è stata la prima donna ed il primo pittore ad esporre al Museo di Belle Arti di Osaka. Ha tenuto personali allo Yad Vashem di Gerusalemme e in prestigiose sedi espositive ad Atene, Londra e  Amsterdam. La carriera artistica di Eva Fischer è stata costellata da scambi ed amicizie con artisti e letterati del suo tempo, fra i quali va ricordato anche il lungo sodalizio con Ennio Morricone, che tradusse l’emozione dei suoi cromatismi pittorici nelle magiche note di brani indimenticabili scritti per lei. Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano le ha conferito nel 2008 l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica

Forme. Il tempo dei gioielli

lunedì
Set 15,2014

1

Mostra del gioiello con narrazione fotografica

AVVISO IMPORTANTE: La mostra FORME. Il tempo dei gioielli è visitabile il mese di settembre 2014 nei seguenti giorni: giovedì 11, venerdi 12, giovedì 18, giovedì 25 e venerdi 26 dalle ore 10.00 alle ore 14.00. (per prenotare una visita guidata gratuita chiamare il numero: 3472374210). Il programma di visite è in aggiornamento, nuove date disponibili saranno aggiunte a breve.

Il mondo narrativo della fotografia e quello voluttuoso e simbolico del gioiello si confrontano nel racconto dell’incontro con i luoghi dell’antica Cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa in procinto di divenire “Patrimonio dell’Umanità” certificato dall’Unesco “come paesaggio e patrimonio culturale che conserva un ruolo sociale attivo nella società contemporanea”.

È questa la suggestiva miscela artistica che anima la Mostra “FORME. Il tempo del gioielli” che è stata inaugurata Lunedì 23 Giugno alle ore 17 al Piano Mostre dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Il taglio del nastro sarà affidato a Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucilla Gatt, presidente di ALSOB, l’Associazione Laureati al Suor Orsola, e Mario Grimaldi, presidente di ALSOLET, la sezione Laureati in Lettere di ALSOB.

Fino al 26 settembre (con ingresso gratuito) i designer di gioielli Rosalba Balsamo, Rosita Caiazzo, Livio Pontieri, Leopoldo Repola e gli allievi del Laboratorio di restauro dei metalli diretto da Daria Catello esporranno le loro creazioni impegnate in un dialogo di rimandi visivi con le architetture e le suggestioni, le formae, ad un tempo figura e stampo, foggia e modello, della Cittadella monastica che dalla fine del XVI secolo ospitò l’eremo e poi il convento di Suor Orsola Benincasa, ed è oggi sede di una prestigiosa Università. Un dialogo ancor più suggestivo perché riannodato attraverso gli scatti fotografici di Mario Carotenuto e Mattia Valerio.

La mostra a cura di Désirée Risolo, Pamela Palomba e Annamaria Cuomo, soci di ALSOLET, l’Associazione laureati in Lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa, vuole, come anticipano i curatori, “intrecciare attraverso il medium fotografico i diversi mondi creativi accomunati da quella gioia da cui etimologicamente il gioiello deriva, significante di una sensazione impegnativa ed elevata”.

 

 

Presentazione degli artisti

 

Livio Pontieri ha creato i suoi gioielli per la mostra “FORME. I tempo dei gioielli”cercando un contatto intimo con i meandri della Cittadella universitaria, con i suoi materiali costitutivi come il tufo, e con particolari accessori sopraggiunti nel tempo che hanno fatto la storia del luogo, come le lucertole in terracotta che decorano il camminamento interno al muro di clausura o la meridiana ottocentesca che scandisce il tempo dell’educazione femminile del vecchio Magistero. Il bronzo sintetizza le principali tracce dei cavapietre e dei picconi da cava che si incrociano passaggio dopo passaggio, l’argento traduce gli aspetti formali del marmo.

 

Con Leopoldo Repola, architetto, l’attenzione scivola, invece, dalla forma ai processi che sviluppano l’esperienza della formazione. Dopo la scansione 3d è il virtuale labase di partenza per ricreare nuove forme artistiche grazie all’impiego della modulazione software che approda alla realizzazione di un modello in cera e poi del pezzo finito con la fusione di Livio Pontieri. In tale metodologia il progetto e la verifica si alimentano a vicenda, come nei tradizionali cicli di produzione artigianale, ma con un completo controllo dei processi e dell’efficacia dei materiali in funzione della forma.

 

Rosita Caiazzo adopera per i suoi monili vetri di Murano, coralli, turchesi, quarzo rosa, fumé e citrino, onice, corniola, madreperla, agata, occhio di tigre, ambra, elementi metallici come l’ottone; elementi preziosi come oro e argento che creano forme fitomorfe e simboliche. Un tripudio di colore che traduce l’esuberanza espressiva in ornamento puro e sempre elegante.

 

Rosalba Balsamo espone gioielli prodotti con la tecnica del 3d Printing per la sua ultima collezione, mediante la quale vengono creati oggetti tridimensionali da strati di materiali sovrapposti. Una tecnica che rende possibile a creazione di pezzi unici e quasi impossibili da realizzare con le tecniche orafe tradizionali. Il senso è nel passaggio dall’immateriale mondo della tecnologia digitale al mondo reale attraverso forme pure, dai tagli netti e puliti, la sfida è rendere tali oggetti dei gioielli.

 

iL Laboratorio di restauro dei metalli diretto da Daria Catello si serve degli intrecci dell’argento e del rame per generare suggestive trame visive, rivelando dettagli della superficie decorativa e scandendo diaframmi verso canti di mondi diversi.

 

 24/25/26 settembre: Antonio Petacca – SCALE DI NAPOLI, GIOIELLI DELLA CITTA’

 

5

 

 

In occasione dell’iniziativa promossa da Legambiente neapolis 2000 per la valorizzazione della scale di Napoli il designer Antonio Petacca espone all’interno della mostra FORME la sua nuova collezione ispirata alle Scale di Napoli il giorno 25 SETTEMBRE DALLE ORE 10 ALLE 17.

“Le creazioni di Petacca hanno un profumo di storia e di identità.
Nella sue forme ricercate Antonio Petacca ci fa percorrere “Le Scale di Napoli” dando vita a gioielli unici dal sapore partenopeo, riscrivendo e rielaborando gli antichi percorsi pedonali della città. Itinerari affascinanti con pendenti e orecchini dal nome delle più belle scale di Napoli: La Pedamentina, Il Moiariello, Montesanto, La Principessa Jolanda.”
Per ogni gioiello venduto, Antonio Petacca darà un piccolo contributo a Legambiente/Neapolis 2000 per la realizzazione di iniziative volte alla valorizzazione delle Scale di Napoli
http://www.econapolis.org/

Le fotografie di Mario Carotenuto e Mattia Valerio

Il filo rosso della narrazione visiva dei diversi capitoli creativi è intessuto dagli obiettivi fotografici di Mario Carotenuto e Mattia Valerio. La ricerca di assonanze visive tarate sull’ascolto degli stili e la sintonizzazione sul genius loci della cittadella di Suor Orsola restituisce così la storia di “FORME. Il tempo dei gioielli”.

www.mariocarotenuto.com

www.mattiavalerio.com

 

 

 

Info Associazione Laureati ALSOB e Associazione Culturale Locus Iste

http://www.unisob.na.it/alsob

http://www.locusisteblog.wordpress.com

 

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Ufficio Stampa e Comunicazione
Dott. Roberto Conte
Tel. 081-2522347
Cell. 380-7123104
ufficiostampa@unisob.na.it

 

 

 info: 3472374210
locusisteinfo@gmail.com

 

Associazione Culturale Locus Iste

Categories