Cancello ed Arnone,li 29/8/2010
Dopo l’Assemblea del 20 Agosto presso il Lido Cristall conferma di consensi per l’annessione di Pescopagano a Cancello ed Arnone.
Abbiamo avuto modo dopo l’Assemblea del 20 agosto 2010 presso il lido Cristall, messo a disposizione dal titolare Marcello Giocondo presidente provinciale del SIB(Sindacato Italiano Balenari), di fare una sintesi del risultato della riunione con il Rag. Fragagnano, promotore dell’iniziativa ed Amministratore della località. Rag. Fragagnano come ha valutato questo primo incontro ufficiale con tutti i condomini dei Pescopagano? “Sapevo che ci sarebbe stata una buona affluenza, ma non pensavo di arrivare a circa 500 presenze. Questo penso che sia un segno concreto della volontà dei “pesco paganesi” di essere fortemente interessati all’iniziativa di annessione a Cancello ed Arnone”. Ha parlato con alcuni di loro in questi giorni? “Non solo ho parlato con loro, ma molti nel venirmi a salutare per il rientro a casa dopo le ferie hanno approfittato per congratularsi per l’iniziativa, per inviare saluti al sindaco Emerito e mi hanno sollecitato di andare avanti e non mollare, coscienti che anche se sarà un percorso difficile è l’unica strada per riacquistare una dignitosa vivibilità e perché sono legati a questo luogo e non vogliono andar via anche se nel pieno degrado”. Sono stati soddisfatti dell’intervento del Sindaco Emerito? “Hanno visto in lui un sindaco giovane, posato e con i piedi per terra, ma determinato nel raggiungere l’obiettivo seguendo il percorso della legalità e della pace, convinto, malgrado che altri cercano di smorzare questo entusiasmo, che ci possono essere fondi da vari enti per la riqualificazione di un territorio che può essere in un non lontano futuro, fonte di ricchezza per un comune come Cancello ed Arnone”.Pensa che ci possano essere difficoltà con il comune di Mondragone? “Ci arrivano notizie che il Sindaco Cennami non cederà assolutamente Pescopagano a Cancello ed Arnone anche perché ritiene che si tratta di una iniziativa impossibile, ma noi,come ha detto anche il Sindaco Emerito, seguiremo tutte le vie che la legge italiana ci permette, ritengo che l’Avvocato Caianiello a cui il comune di Cancello ed Arnone ha affidato il compito di seguire questo caso sia all’altezza e poi in merito ci son altri esempi che hanno avuto un risultato positivo”. Perché vuole che finisca l’amministrazione giudiziaria di Pescopagano:”Sono tanti anni che sono stato incaricato dal giudice di assumere questo compito e posso garantire che veramente è un arduo compito,conosco anche la situazione economica dei condomini e molti trovano difficoltà a pagare anche piccole quote condominali oltre ad altre tasse che vanno inutilmente al Consorzio di Bonifica e al comune di Modragone”. Un’ultima domanda. Abbiamo visto anche la presenza del presidente del Sib Marcello Giocondo, del Parroco Don Guido e Don Franco che hanno dato il loro consenso, crede che anche questo possa aiutare a raggiungere l’obiettivo?”Penso che sono voci di persone importanti e certamente avranno un peso nel prosieguo del nostro cammino”. Approfittiamo di questo articolo per suggerire all’Amministrazione Comunale di Cancello ed Arnone di chiedere al Presidente della Provincia Zinzi di progettare la definitiva sistemazione della strada P.Pagliuca,futura “Cancello Arnone Mare”, allargandola,illuminadola e arredandola come si sta già facendo per via delle Dune che da Villa Literno porta sulla domitiana, potrebbe essere già un segno tangibile per il raggiungimento della missione “PESCOPAGANO”.
A cura di Mattia Branco
il Coodinamento Monarchico Italiano saluta Francesco Cossiga
Il CMI saluta la memoria di Francesco Cossiga che ricoprì gli incarichi
istituzionali più prestigiosi e fece eseguire l’Inno nazionale sardo due
volte al Palazzo del Quirinale: nel 1991 durante il tradizionale ricevimento
degli ambasciatori stranieri; nel 1992 in occasione delle sue dimissioni da
Capo dello Stato.
Sardo attaccato alla sue radici, Francesco Cossiga ha sempre avuto nel suo
studio la Bandiera che, nel 1848, Re Carlo Alberto diede al Regno di
Sardegna nel 1848 per la prima guerra d’indipendenza: il Tricolore con lo
stemma sabaudo.
Napoli, 17 agosto 2010 i responsabili Cav. Armenio Rodolfo, Cav. Orazio
Mamone
Testo dell’Inno nazionale sardo: S’hymnu Sardu Nationale
Traduzione in italiano dal testo ufficiale in sardo
Iddio conservi il Re
Salvi il Regno Sardo
E gloria allo stendardo
Conceda del suo Re!
Che in noi languisca l’animo
E infermesi il valore,
Per forza e per terrore
Non mai temere o Re.
Iddio conservi il Re…
Uno contro cento intrepidi
A spalle e a mitraglie,
Su valli e su muraglie
Noi correremo, o Re.
Iddio conservi il Re…
Solo in sua morte cedere
Soleva il Sardo antico,
Né vivi all’inimico
Noi cederemo, o Re.
Iddio conservi il Re…
Da fidi valent’uomini
Se nati ci vantiamo,
Ben proverem che siamo
Noi loro figli, o Re.
Iddio conservi il Re…
Di mostrarti cupidi
La fede e il loro amore,
Le vene in grande ardore
Sentono i Sardi, o Re.
Iddio conservi il Re…
Indica un avversario,
E orrendo dal lor cuore
Tonar s’udrà il furore
Ad un tuo cenno, o Re.
Iddio conservi il Re…
Comanda ciò che piacciati
Foss’anche troppo duro,
Ad esser sicuro
Che sarà fatto, o Re.
Iddio conservi il Re…
La forza che mirabile
Sentirono i Romani,
E prima gli africani
Potrai vedere, o Re.
Iddio conservi il Re…
La forza che altri barbari
Poteva già domare
Saprà far operare
Solo un tuo cenno, o Re.
Iddio conservi il Re…
I fidi e valent’uomini
O vedi tu contento
Che a te in qualunque evento
Quali fu, saranno, o Re
Iddio conservi il Re
Salvi il Regno Sardo
E gloria allo stendardo
Conceda del suo Re!
di Nunzio De Pinto
SAN NICOLA LA STRADA – Un terremoto di magnitudo 2.2 è stato registrato ieri notte alle 3.33 tra le provincie dell’Aquila e Rieti. Secondo i rilievi effettuati con le apparecchiature in dotazione dalla Stazione Metoambientale della Protezione civile di San Nicola La Strada, l’epicentro della scossa è stato in prossimità dei comuni di Borbona (Rieti); Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale (L’Aquila). Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose. Successivamente, un’altra scossa sismica – che secondo i rilievi è stata registrata alle ore 7.00 con una magnitudo 3.4 – è stata avvertita dalla popolazione nella provincia di Palermo. L’evento è stato localizzato in mare a 14 chilometri dalla costa dell’isola di Ustica. Comunque, la Protezione civile sannicolese, con il delegato al settore, il consigliere comunale Domenico RUSSO e il coordinatore Ciro DE MAIO, è sempre pronta per qualsiasi sfortunata evenienza. L’addestramento dei volontari è continuo al fine di mantenere alti gli standard di pronto intervento in caso di emergenza. L’Osservatorio Meteoambientale, realizzato dai Volontari del Nucleo Comunale di Protezione Civile presso la villa comunale “Santa Maria delle Grazie”, è nato con lo scopo di contribuire per quanto possibile a “Favorire la conoscenza dell’ambiente al fine di migliorare la qualità della vita”, svolge una duplice funzione: rilevare in maniera costante e puntuale i principali parametri meteorologici che caratterizzano il territorio della città, ciò sia per il monitoraggio ambientale ed informazione della popolazione, sia per applicazioni pratiche in interventi di Protezione Civile in ambito Comunale; infondere nelle giovani generazioni, attraverso una intensa attività didattica – basata sull’osservazione dei fenomeni naturali e sull’uso degli strumenti per rilevarli – una cultura ambientale. Essa comprende, oltre alla Sezione Metereologica – presso la quale da poco è entrata in esercizio la Stazione Davis Vantage Pro – anche una Sezione Sismografica che consente di rilevare e registrare in tempo reale i terremoti nonché contatore Geiger per il rilevamento delle Radioattività più altri strumenti di varia tipologia.
GRANDE SUCCESSO, A PIETRAMELARA, PER LA SFILIATA DI MODA DELLA STILISTA ELISA BUONDESTINO. PIAZZA SAN ROCCO. STRACOLMA DI SPETTATORI FESTANTI E DI CRITICI IN VENA DI COMPLIMENTAZIONI E POSITIVI COMMENTI, ACCLAMA AL TRIONFO DELLA PROTAGONISTA IN ASSOLUTO DELL’EVENTO
di Daniele Palazzo
Piazza San Rocco stracolma di spettatori in occasione della manifestazione “Pietramelara Sotto le Stelle”, che ha potuto vedere la luce grazie anche ai patrocinii offerti dal Comune e dalla Pro Loco di Petramelara, Piatto forte dell’evento il defilè di moda della bella e capace stilista Elisa Buondestino, che ha preentato al numeroso ed esigente pubblico accorso in piazzia per l’occasione alcune delle sue più belle ed apprezzate creazioni. Per la Buondestino, insomma, la kermesse è stata un vero successo. Man mano che sfilavano le modelle, infatti, applausi e consensi a non finire per una creatrice di moda che, ci si assicura, appare destinata fare molta strada nel campo professionale che la vede eccellere. Rese ancora iù belle e splendenti dalla freschezza creativa e propositiva propria della protagonista della serata,dunque, le stelle del cielo sopra Pietramelara hanno brillato ancora più forte, riverando sulla splendida cittadina dell’Alto Casertano un’apparente e bene augurante cascata d’oro. Come dalla serie “Incantate Sono Anche le Stelle”, per molti, questo è un ulteriore segno di futuro successo e gloria per Elisa Buondestino, che, dal canto suo, ha inteso ringraziare vivamemte tutti coloro che la hanno omaggiata della loro presenza e dei loro più che posiivi commeti, applaudendola fragorosamente ad ogni occasione
di Nunzio De Pinto
SAN MARCO EVANGELISTA – Le spoglie del caporal maggiore capo scelto (promosso per meriti speciali) Pierdavide De Cillis, ucciso in Afghanistan, insieme col maresciallo Mauro Gigli, mentre tentava di disinnescare un ordigno esplosivo, riposano da domenica sera nel cimitero di San Marco Evangelista. Qui il militare, originario di Bisceglie, viveva con la moglie Katia De Lucia, in attesa di un bimbo che si chiamerà come il padre caduto, per volere della giovane moglie,, e con la figlioletta Asia di tre anni. La Chiesa della Parrocchia di Santo Spirito, la stessa nella quale quattro anni fa il caporal maggiore capo scelto si era sposato, non è stata in grado di accogliere le migliaia di persone che hanno voluto portare il loro saluto e la loro vicinanza alla vedova ed agli altri familiari “Pierdavide è tornato nella comunità di fede di San marco Evangelista, dove trascorreva i suoi giorni di vita cristiana, sentendo la solidarietà dei fratelli”, ha detto nell’omelia il vescovo della Diocesi di Caserta, Monsignor Pietro Farina. Ai lati del feretro, commilitoni del 21° Reggimento Genio Guastatori di Via Ruggiero dove il caporal maggiore capo scelto ucciso lavorava da anni. Le note del silenzio, eseguite da un militare della Fanfara della Brigata bersaglieri ” Garibaldi” di Caserta, il breve ricordo di un compagno d’armi ed il saluto da parte del sindaco di San Marco Evangelista, Gabriele Zitiello, hanno concluso la cerimonia in chiesa. Un corteo si è poi snodato fino al cimitero per la sepoltura nella tomba della famiglia della moglie. Qui le spoglie di Pierdavide sono vicine a quelle dei tanti sammarchesi morti durante la prima e seconda guerra mondiale ed a quelle di Tommaso Carozza il giovane ventenne militare di Cavalleria di San Marco Evangelista, caduto il 30 dicembre del 1993, in Somalia, durante la missione di pace Ibis Onu. A distanza di diciassette anni dalla sua tragica scomparsa, San Marco, lo scorso 2 giugno, Festa della Repubblica, ha voluto ricordare il giovane concittadino caduto con una solenne cerimonia durante la quale è stata “scoperta” una targa commemorativa che è stata posizionata accanto al già esistente monumento ai caduti in Piazza Gramsci. Alla cerimonia presero parte i genitori del giovane militare che ha donato la vita per la Patria per inseguire un sogno di pace e centinaia di cittadini. Ora i due riposano vicini sapendo che un’intera Comunità li ama e non dimenticherà mai il loro sacrificio speso per un’ideale di Pace, uguaglianza e fratellanza.
CACCIATORE DI FRODO NAPOLETANO DENUNCIATO A PIEDE LIBERO DAI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI VENAFRO. TRASPORTAVA UNA VENTINA DI CARDELLINI DI SPECIE PROTETTA APPENA CATTURATI
di Daniele Palazzo
“Beccato” dai Carabinieri della Compagnia di Venafro cacciatore di frodo napoletano. Poco prima, aveva fatto incetta di cardellini di specie protetta, peraltro catturati con l’ausilio di attrezzi assoltamente vietati alla legge. L’uomo,G.E.,di 50 anni, viaggiava a bordo della sua utilitaria lungo la Statale 85, che collega la Regione Molise alla Regione Campania, quando, alla peiferia nord della splendida cittadina pentra, si è visto intimare l’alt dai militari venafrani, in accurato servizo di vigilsnza sul territorio. Palesi segnali di incuietudine e nervosismo del fermato hanno fatto subito comprendere alla pattuglia di uomini in divisa intreventi che qualcosa non andava. Inevitabile, a questo punto, la perquisizone della vettura, dalla quale sono saltate fuori ben sei gabbie piene di cardellini e reti ed altro materiale vietato dalla legge per la cattura di volatili. Di quì, il sequestrfo delle attrezzature illegali, delle gabbie contenenti i graziosi melodiosi uccelletti(in tutto, erano una ventina), che sono stati subito rimessi in libertà,e il deferimento alla competente autorità giudiziaria del cittadino partenopeo, che,a ora in poi, ci penserà su abbastanza prima di accingersi a commettere altri reati. In merito all’accaduto, gli investigatori ritengono che la ctura ei cardellini, poi fortunatamente liberati, sia avvenuta su commissione e che gli animaletti stessi fossero destinati a finire sul mercato candestino.
MUORE, A 101 ANNI, LA SIGNORA ANGELINA MARCELLO, UNA DELLE DUE “NONNINE” DI FRANCOLISE. ORA, A DIFENDERE LA “CATEGORIA” RIMANE SOLO LA SIGNORA MARIANNA BOCCAGNA, CHE LEI E’ CENTOUNENNE
di Daniele Palazzo
Le dolci, care e simpatiche ‘Nonnine’ di Francolise. Ne è rimasta solo una. Dall’altro giorno, non sono più due le ultracentenarie che, meraviglia e orgoglio delle comunità delle frazioni Sant’Andrea del Pizzone e Ciamprisco, vivono nel Comune di Francolise. All’età di 101 anni, infatti, è deceduta la Signora Agnelina Marcello, che, con la “collega” Marianna Boccagna, rappresentava la coppia di donne più amate e considerate dell’intera estensione di Terra di Lavoro. Donna d’altri tempi, Angelina Marcello ha costituito e tutt’ora costituisce un fulgido ed ammirevole esempio di vita per tutti coloro che hanno avuto l’occasione di sperimentare di persona la carica valoriale e la dirittura morale e comportamentale della sua bella persona, cioè di una grande andreolana, di una delle ultime rappresentanti di un mondo andato, nel quale, out le storture e le devianze di oggigiorno, tutto era incanto e magia, sempicità e grandezza d’amore per il micromondo in cui si viveva e per la propria gente, bisogno di sentirsi membri attivi e propsitivi nella propria comunità di appartenenza. Ai funerali della Signora Marcello, celebrati nella chiesa parrocchiale della frazione Ciamprisco, a cura di Don Vincenzo Di Martino, hanno partecipato una folla davvero strabocchevole di suoi parenti, amici ed estimtori. Tutti lì per testimoniare, una volta di più, del grande affetto e dell’immenso trasporto sentimentale che li univano ad una donna alla quale tutti dovremmo e sicuramente saremo grati in eterno.
(De Cillis Pierdavide)
(Generale Attilio Claudio Borreca, comandante del RUA di Capua)
(Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone)
(Colonnello Gianpaolo Mirra)
di Nunzio De Pinto
SAN MARCO EVANGELISTA – Si terranno oggi pomeriggio, con inizio alle ore 17.30, presso la Chiesa dello Spirito Santo di don Pasquale Scalera, le esequie private, dopo quelle di Stato di giovedì a Roma, del Caporal maggiore capo Pierdavide DE CILLIS, deceduto ad Herat mentre era intento in un’operazione di bonifica da ordigni cosiddetti ied. Quella ad Herat era la settima missione all’estero di De Cillis, il quale si occupava di bonifiche e disinneschi e proprio facendo questo è morto. Si è sacrificato per la pace, questo non mitiga il dolore ma ci riempie di grande dignità qui a San Marco Evangelista dove la città sta vivendo la seconda perdita di un giovane militare. Il sindaco Gabriele Zitiello, intanto, ha proclamato due giorni di lutto cittadino: la prima, ieri, quando la salma è stata portata in paese di ritorno dai funerali che si sono svolti a Bisceglie; la seconda, oggi, poi, in occasione dei funerali. Il Comune ha anche disposto la sospensione delle manifestazioni estive e la chiusura degli esercizi commerciali fin da domani pomeriggio “al fine di manifestare – si legge nel provvedimento sindacale – in modo tangibile e solenne il dolore dell’intero paese”. Ad officiare il rito funebre nella Chiesa dello Spirito Santo sarà il Vescovo di Caserta, Monsignor Pietro FARINA. Insieme a lui concelebrerà la cerimonia religiosa don Pasquale Scalera che conosce molto bene la famiglia di Pierdavide e quella della moglie Catia De Lucia. Molto folta la rappresentanza militare con in testa il Comandante del 2° Comando Forze di Difesa, Generale di Corpo d’Armata Francesco TARRICONE, il Generale di Brigata Antonio VITTIGLIO, vice Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, in quanto il comandante Giuseppenicola TOTA è attualmente impegnato in Libano nella missione “Leonte 8”; il Generale di Brigata Attilio Claudio BORRECA, comandante del Raggruppamento Unità Addestrative di Capua, il Colonnello Gianpaolo Mirra, comandante del 21° Reggimento Genio di Caserta, diretto superiore di Pierdavide. Saranno presenti anche moltissimi colleghi di Pierdavide che svolgevano il proprio lavoro presso la Caserma Amica di Via Ruggiero. Certa anche la presenza di numerose autorità civili della provincia di Caserta. Nel frattempo, ieri mattina alle ore 10.30 nella cattedrale di Bisceglie, si è tenuta la cerimonia religiosa per commemorare il caporalmaggiore capo Pierdavide De Cillis. La cerimonia è celebrata dal vescovo, monsignor Giovanni Battista Pichierri alla presenza di oltre un migliaio di persone. Vi hanno partecipato anche il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano, e il Generale di Brigata Emanuele Sblendorio, comandante regionale dell’esercito in Puglia. Tra gli altri, c’era anche il sindaco del comune di San Marco Evangelista, Gabriele Zitiello, dove De Cillis viveva con sua moglie. Ha voluto partecipare anche alla cerimonia nella città natale del militare, così come il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, questo pomeriggio parteciperà alla cerimonia che si svolgerà a San Marco nella chiesa nuova dello Spirito Santo. In cattedrale ieri era presente anche Giovanni De Trizio, fratello di Carlo, il carabiniere biscegliese morto nel 2004 anche lui in una missione all’estero. Nel pomeriggio, dopo la cerimonia religiosa, il feretro ha raggiunto San Marco Evangelista. “Pierdavide aveva lo spirito di Francesco già da ragazzo, con la sua presenza umile ma forte, sempre al servizio della giustizia e della pace”. Così il vescovo di Bisceglie ha ricordato ieri nel funerale Pierdavide De Cillis. La vedova del caporal maggiore che era nato a Bisceglie ma che viveva nel casertano con la moglie, Catia De Lucia, non ha partecipato ieri ai funerali nella città natale del militare, ma ha inviato un messaggio in ricordo del marito
Santa Maria La Fossa – La Giunta comunale riunitasi il 16 luglio scorso ha preso atto della domanda di pensione inoltrata dal maresciallo maggiore Francesco Mazzotta. Il comandante della polizia municipale sarà posto in pensione dal 1o gennaio 2011. “Sono in servizio al Comune di Santa Maria La Fossa – ha detto il maresciallo Mazzotta – dal 1988. Fui assunto quale responsabile del nucleo di protezione civile ed ero pure addetto all’ufficio contravvenzioni. Nel 1998, a seguito di concorso interno, la Commissione straordinaria mi nominò comandante della locale polizia municipale. Posso solo affermare – ha dichiarato Mazzotta – di aver dato tutto il mio personale impegno per la comunità di Santa Maria La Fossa. In modo particolare – ha sottolineato il maresciallo Mazzotta – mi sono impegnato per la repressione dei reati ambientali”.
C’è collera e disincanto. Avvilimento e indignazione. Nelle ottocento email spedite dai giovani, in poco meno di quarantotto ore, a Repubblica.it, si sovrappongono parole rabbiose e spietate analisi. I ragazzi che sono stati mandati a casa con la crisi, sono mortificati per il lavoro che non c’è. Pentiti del tempo e della dedizione riservata agli studi. Arrabbiati per l’assenza di meritocrazia che li tiene ancora fuori da tutto.
Nelle testimonianze arrivate da ogni parte d’Italia ci sono le peripezie quotidiane di quelli ingabbiati nella “trappola dello stage” e il disappunto degli eterni precari appesi alle promesse di un datore di lavoro. Ci sono i docenti e i ricercatori senza alcuna certezza. Ma anche i giovani avvocati e gli architetti che lavorano a “euro zero”. I piccoli imprenditori alle prese con affari che vanno in malora. Ci sono quelli che il lavoro non lo hanno mai trovato. C’è chi è partito. E chi non sa più cosa fare.
Il lavoro perduto. Da Ascoli Piceno un ventottenne, che fino a poco tempo fa aveva un contratto a tempo indeterminato, ha spedito quello che sembra un epitaffio o una poesia bruciante di Toti Scialoja: “L’azienda ha chiuso. Sono rimasto a casa.” Ogni altra parola sarebbe di troppo. Una ragazza della provincia di Venezia invece il posto c’e l’ha ancora. Ma sa che non durerà. “Sono assistente sociale – racconta la ventisettenne con un contratto a tempo -, lavoro con una cooperativa che mi paga molto meno delle mie colleghe di pari grado. Ora l’amministrazione comunale sta ‘ridisegnando l’organico’: cioè sta per eliminare il mio posto. A volte non dormo di notte. Tra poco sarò di nuovo a spasso”.
In questo labirinto senza via d’uscita, ci sono molti che accettano di ridursi le mansioni. Si fa anche questo per cominciare a vivere e non rimanere senza niente in mano a fine mese. Da Roma arriva una storia esemplare: “Laureato in giurisprudenza – scrive il nostro lettore – dopo tante collaborazioni a progetto, nel 2007 ho deciso di dequalificarmi spinto dal desiderio di creare qualcosa con la mia compagna. Ho accettato un posto da operaio messo a disposizione da un’agenzia per il lavoro presso una multinazionale”. Ma purtroppo non è bastato neppure questo. “A giugno scorso l’azienda ha deciso che insieme ad altri novanta colleghi non era più necessaria la mia collaborazione lasciandomi a casa”.
Il posto mai trovato. Ma molti un lavoro non l’hanno mai. Da Torino una ragazza scrive: “Sono diplomata in lingue da un anno. Dicevano che era un buon settore per l’impiego. Girando per le varie agenzie della mia città ho scoperto che non era così. Tutti mi chiedono se ho esperienze lavorative e, sentendo la mia risposta negativa, mi guardano con aria scocciata come se in realtà stessi chiedendo l’elemosina”. Da Varese una ragazza di venticinque anni confessa la delusione per l’inutilità della laurea. Ha trovato solo qualche lavoretto pagato “250 euro al mese per fare la pendolare da Varese a Milano. Dopo sette mesi speri in qualcosa di meglio. E lo chiedi. Come risposta ti ritrovi senza niente. Niente di niente. La banca mi ha comunicato che il mio conto è a secco. Vivo di ‘paghette’”.
Troppi stage. Chi riesce a fare il primo passo è costretto ad accettare gli effimeri “surrogati” dell’assunzione. I tirocini soprattutto. Percorsi che difficilmente conducono al lavoro “stabile”. Un ventisettenne di Padova racconta: “Dopo una laurea e un master sono caduto nel vortice degli stage. Prima in un’agenzia a Roma ed ora in un ufficio a Milano. Non ci sono prospettive di assunzione di alcun tipo. Non vi è un rimborso spese, non ci sono neppure i buoni pasto”. Ma non basta. Il problema, dice il lettore, è che “molto spesso arrivo in ufficio e non mi viene assegnato neppure un compito in tutto il giorno. Non imparo. Perdo tempo.”
Professionisti e imprenditori. In questo grande arcipelago della generazione a cui vengono concesse poche chance e nessuna prospettiva non ci sono solo le figure (addetti di call center o precari della scuola) che abbiamo imparato a conoscere. Una trentaduenne pugliese scrive: “Sono laureata in giurisprudenza, non vorrei fare l’avvocato ma non ho altra scelta. Sono sette anni che lavoro presso avvocati. Gratis o quasi perché la condizione dei praticanti e neo avvocati è di dipendenti a tempo pieno senza diritti. Se ti ammali o sei in maternità, sei finita.”
A scrivere sono anche quelli che tentano la via della piccola imprenditoria. Da Milano arriva la lettera di un 34enne. “Avevo una mia piccola attività d’erboristeria. Ho deciso di fidarmi di un caro amico. Abbiamo costituito una nuova società. Avevamo un nuovo negozio più grande, c’era l’entusiasmo, la gioia per qualcosa che cresceva e che poteva dare di più. E’ trascorso un anno da quell’inizio ed oggi mi ritrovo senza più nulla.” Anche a Napoli succede qualcosa di simile: “Disperato, dopo ennesimi mesi di ricerca di lavoro completamente vana, ho tentato l’ultima carta: mettere su un’attività, un piccolo negozio. Con un prestito familiare, ovviamente. Però l’attività non produce altro che debiti. Fra pochi mesi dovrò chiudere”.
Lontani da casa. Più della metà di chi ci ha scritto, ha lasciato il posto dove è nato. Il 15 per cento è partito dalla città d’origine. Il 23 per cento ha cambiato regione. A partire sono quasi sempre loro. Quelli che dal Sud vanno al Nord. Qualcuno ha fatto più di 400 chilometri. Altri anche il doppio. Spesso senza ottenere nulla in cambio. Una laureata in ingegneria si è trasferita da Agrigento a Novara, in quello che lei definisce “il ricco Nord. Mi sono ben inserita come precaria. Fino al giugno 2009. Poi la catastrofe. Da un giorno all’altro senza lavoro, a inseguire il titolare per farmi dare quello che mi spetta per progetti fatti ma che non vuole pagare”. Un trentunenne racconta, con rabbia, di avere lasciato la Calabria per Milano: “Mi sono laureato in ingegneria credendo di potere trovare un lavoro in modo più semplice. Non è stato così. Lavoro in una società dello Stato che mi sfrutta come un cane”. Un ragazzo sardo di ventinove anni scrive: “Sono un giovane che, dopo la laurea, ha deciso di lasciare il Sud per salire a Milano, in cerca di fortuna. Non è che ne abbia trovata molta: contratti a tempo determinato (ho avuto anche un contratto di 1 settimana!!!), zero gratifiche lavorative, zero possibilità di carriera. A fine anno mi scade il contratto. Penso proprio che lascerò l’Italia.” Ciascuna parola, scritta da questi ragazzi, chiama in causa un’intera classe politica e un sistema economico che sembra averli dimenticati, prima ancora di averli traditi.
Belpaese addio. Il 17 per cento delle testimonianze è di chi è andato via dall’Italia per riuscire ad avere un’occasione. Molti sono soddisfatti di averlo fatto. Come risulta evidente dal telegrafico messaggio che arriva dall’Austria. “Trasferito a Vienna. Felicissimo, occupato e per nulla nostalgico”. Da Siracusa è partita anche una ragazza con laurea e master in nuove tecnologie perché “l’impiegata di un’agenzia interinale del nord mi offrì un posto come commessa in un negozio di alimentari. Così decisi che all’Italia avevo dato l’ultima possibilità e me ne andai all’estero”. Dice di parlare correntemente quattro lingue e di avere vinto, “un concorso pubblico non italiano, per il quale ha davvero contato solo il merito” e di avere “un salario più che decente. Oggi guardavo il mio profilo su Linkedin e mi sono accorta che ho scritto il mio cv in inglese, francese e spagnolo e non in italiano…”.
Ma c’è anche chi, pure al di là dei confini nazionali, non ha trovato alcun Eldorado. Dal Regno Unito un ragazzo napoletano racconta che all’estero le cose non vanno affatto bene. “Vivo in Inghilterra da più di cinque anni e ho sempre lavorato in ruoli da impiegato per grosse aziende. In cinque anni ho registrato tre redundacies, ovvero licenziamenti per motivi di trasferimento del business. L’ultima a marzo 2009. Adesso ho cominciato a lavorare con un rimborso di appena 100 sterline a settimana. Loro la chiamano probation (prova), io sfruttamento”.
La fatica e il sogno. Infine a chi è ancora convinto, in buona o cattiva fede, che alle nuove generazioni manchi la forza per rimboccarsi davvero le mani, sembra rispondere Angelo, 32 anni da Brindisi: “Ho cominciato a lavorare da bambino nella piccola officina meccanica di mio padre. Mi sono diplomato come tecnico delle industrie e ho assolto la leva militare. Studiavo ancora quando ho preso un patentino come conduttore di caldaie a vapore che mi ha permesso di cominciare a lavorare. Ho iniziato con un lavoro stagionale. Dopo una stagione ero nuovamente disoccupato. Da allora è cominciata la mia storia di precario. Da quel momento ho fatto, in nero e non, il caldaista civile, l’operatore macchine utensili, il falegname, il carpentiere, il muratore, il pescivendolo, lo chef, il rappresentante, il letturista di contatori, l’agricoltore, il tubista…” e proprio alla fine, quando l’elenco sembra non finire mai, sintetizza in poche parole tutta l’essenza problematica di una generazione a cui la società non sembra offrire alcuna vera opportunità: “Ormai ho imparato a vivere della giornata e quel sogno del posto fisso, beh… mi sono reso conto che è davvero un sogno”.