di Nunzio De Pinto
CASERTA – Si è tenuta nel primo pomeriggio di venerdì, 5 marzo, presso l’Eremo di San Vitaliano a Casola, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa del “Sacrario della Memoria”. L’iniziativa, nata dalla richiesta fatta nel 2006 all’allora Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo DI PAOLA (dal novembre 2007 ricopre l’incarico, prestigioso, di presidente del Comitato militare della Nato, il massimo organo militare collegiale dell’Alleanza) dalla undicenne Daniela PAGLIA (sorella della Medaglia d’Oro al Valor Militare, Gianfranco PAGLIA) di voler ricordare in un luogo simbolico tutti i militari italiani caduti, dal dopoguerra ad oggi, in missioni umanitarie e di peacekeeping. Dopo quasi cinque anni, quella richiesta diventa, grazie all’impegno di un gruppo di civili, sebbene supportati dallo Stato Maggiore. Il Sacrario della Memoria diventerà presto una bellissima realtà proprio in un luogo simbolo per eccellenza l’Eremo di San Vitaliano. Nel corso della cerimonia, la produzione della fiction “Le Ali”, tramite l’attore napoletano, Ciro ESPOSITO, che nella fiction ha interpretato Gianfranco Paglia, ha donato a don Valentino Picazio un assegno di 3.000 euro per contribuire alla realizzazione del Sacrario. Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto di Caserta, dr. Ezio Monaco, l’On. Zinzi, il consigliere regionale Angelo Polverino, figlio di Renzo, M.O.V.M. ad El Alamein nel 1942, il commissario straordinario dell’amministrazione provinciale di Caserta, Prefetto Biagio Giliberti, un delegato del sindaco Nicodemo Petteruti, il Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone, comandante del II^ Comando delle Forza di Difesa (FOD), le più alte cariche provinciali delle FF.OO., fra cui il Colonnello Carabinieri Crescenzio Nardone, il Vice Questore Salvatore Torre, il presidente della CRI, Giovanni Piccirillo, i consiglieri comunali Del Gaudio e Cerreto, Pascarella, il Colonnello della G.d.F. Francesco Saverio Manozzi, il Vice Comandante della Scuola specialistica dell’Aeronautica, il Comandante del Corpo Forestale dello Stato Nicola Costantino, il Colonnello della Polizia Provinciale, Maggiore Mongiello, il Colonnello Giampaolo Mirra, Comandante del 2° Reggimento Genio Guastatori di Caserta, il Colonnello Fernando Greco, comandante della Scuola di Amministrazione e Commissariato di Maddaloni, il Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca” di Grazzanise, Colonnello Fabio Rinaldi. Al termine della presentazione, ai presenti è stato offerto un “vin d’honoure” da parte di Agostino Giaquinto, titolare dell’Agriturismo “L’Eremo”. L’ordine pubblico è stato assicurato dai Carabinieri e dalla Polizia Provinciale.
FONTEGRECA. Il Prof. Marco Fusco (nella foto), ex Presidente del Consiglio Generale della Comunità Montana del Matese, spara a zero contro l’attuale presidente Fabrizio Pepe accusandolo di ipocrisia e di aver dato durante un servizio di Linea Verde trasmissione di RAI UNO, notizie distolte sull’unicità del sito della Cipresseta di Fontegreca, improvvisandosi conoscitore del Bosco degli Zappini quando poi in realtà il Comune di Fontegreca e la Comunità Montana del Matese non hanno investito alcuna risorsa fino a questo momento per il sito in questione. Le telecamere di “Linea Verde”, racconta il Prof. Fusco, la nota trasmissione di Rai Uno che va in onda tutte le domeniche, erano una ghiotta occasione per occupare, a tutti i costi, la scena. Questa occasione, naturalmente, non se la poteva far sfuggire il presidente della Comunità Montana del Matese Fabrizio Pepe che si è improvvisato acuto conoscitore della Cipresseta di Fontegreca, coadiuvato, in questo, dall’ingegnere Annunziata(!) del Corpo Forestale dello Stato. Il dietro le quinte era assicurato dal sindaco di Fontegreca Antonio Montoro. Per l’occasione sono giunti anche i cavalli sulla cipresseta a fare da corona a un evento che molti hanno considerato di grande interesse. Ma mi chiedo: cosa c’entrano i cavalli con la cipresseta? Il buffet non manca mai in circostanze simili, costi ammortizzati dagli Enti promotori, Comunità Montana e Comune. Peccato che gli stessi enti non hanno trovato i soldi per pagare il biglietto e un pernottamento per far venire qualcuno del gruppo del dottor Paolo Raddi del CNR Ipp di Firenze. Ma si spiega il perché: se fosse venuto Raddi non avrebbero avuto visibilità… La settimana scorsa, in virtù della mancata venuta di Raddi o di un suo collaboratore, ero stato contattato per provvedere a descrivere le caratteristiche della cipresseta. “Non vogliono che parlino amministratori e politici locali.”, questo mi era stato comunicato dal sindaco di Fontegreca. Giunto sul posto mi sono accorto che quanto comunicatomi in precedenza non era vero, tanto è vero che, alla fine, hanno fatto parlare Pepe, politico in carica per capirci. Vorrei ricordare a qualche smemorato che, penso, dopo Raddi e gli amici di Firenze, di essere, in loco, l’unico abilitato a parlare della cipresseta, avendo i titoli per farlo. Le mie pubblicazioni stanno lì a dimostrarlo. Non si può a una trasmissione a tiratura nazionale ripetere i luoghi comuni sul bosco degli Zappini. Visto l’andazzo, per non tradire la mia intelligenza, ho preferito abbandonare il campo anzitempo. Certo, qualcuno dirà.:- ma cosa vuoi, abbiamo portato Linea Verde…D’accordo ma non possiamo fare pubblicità distolta alla cipresseta, atteso che la trasmissione sar&agra ve; guardata non solo da agricoltori o contadini come qualcuno ha ricordato, ma anche da addetti ai lavori che, certamente, rideranno a crepa pelle nel sentire delle cose ovvie e poco pertinenti…Voglio ricordare, sempre ai più smemorati, che grazie al Cnr e in modo particolare al gruppo di lavoro che fa capo a Paolo Raddi del quale mi onoro di far parte, è stato possibile inserire il Bosco degli Zappini in un circuito di ricerca internazionale. Tutto questo grazie agli oltre 200 mila euro sborsati dal CNR e ai 145 mila euro circa dei due progetti comunitari europei Cypmed e Medcypre. Volete sapere gli investimenti garantiti dal Comune di Fontegreca e dalla Comunità Montana del Matese? Zero. Sì, avete capito bene! Se poi qualcuno vuol far passare l’ordinario come qualcosa di straordinario, beh, a quel punto significa che si vuole tradire anche l’intelligenza altrui. Ripeto, tutto quello che è stato fatto lo si deve agli amici d i Firenze del CNR che nel lontano 1999 furono caldamente invitati con una nota a firma del sottoscritto( e non di altri!)a studiare e a occuparsi della cipresseta. La regione Campania, solo dopo tante insistenze, ha provveduto a riconoscere il valore del bosco degli Zappini, inserendolo nel libro regionale da bosco da seme. Anche in questo caso si tratta di fondi ordinari, e per lo più di appena 58 mila euro per sei anni. Il vivaio per un erborato da seme è stato pensato e suggerito da Raddi. Su tutto questo e sull’impegno degli enti locali, qualcuno farebbe bene a chiedere lumi al dottor Di Fusco, fino all’anno scorso responsabile dell’ufficio di biodiversità di Caserta. Mi rivolgo, infine, ai matesini, continua Marco Fusco, domenica 21 marzo va in onda la trasmissione registrata in questi giorni sul nostro territorio. Quando sentirete parlare della cipresseta dai due illustri relatori testè ricordati, tenete in mente quanto vi sto per dire, perché quello che sentirete è lontano anni luce dalla vera grandezza e originalità della cipresseta autoctona di Fontegreca. Per poter inserire la cipresseta di Fontegreca in un circuito internazionale di protezione e sviluppo è necessario- questa l’urgenza- caratterizzare geneticamente questa popolazione in riferimento ad alcune popolazioni proprie degli areali naturali del cipresso esistente in Grecia ed in Turchia. Nello studio effettuato dal Cnr Istituto per la protezione delle piante, sono stati analizzati anche 11 popolamenti naturalizzati in Italia, compreso quello di Fontegreca. Questo studio rappresenta la prima analisi genetica su larga scala(utilizzando come marcatori microsatelliti nucleari) finalizzata a valutare la diversità genetica e la distribuzione del C. Sempervirens nelle regioni mediterranee. Il popolamento di Fontegreca (ed è questa la straordinarietà del bosco degli Zappini e non certamente le “balbettate” considerazioni di Pepe e Annunziata…che brutta cosa l’improvvisazione!) rappresenta un estremo caso di devianza genetica seguito poi da un forte isolamento geografico. Infatti il popolamento dei cipressi di Fontegreca risulta diverso geneticamente dalle popolazioni naturalizzate italiane ma anche da quelle naturali greche e turche. Questo fatto indica che la cipresseta di Fontegreca ha un valore genetico “unico” tra le popolazioni di cipresso esaminate. E’ questo un dato di grande rilevanza scientifica che caratterizza e distingue questo popolamento a tal punto da meritarsi l’iscrizione nel Libro Regionale dei materiali di Base della Campania e da richiedere una serie di studi per meglio caratterizzarlo rispetto agli altri popolamenti. Tutto questo per far sì che non venga tradita l’intelligenza di chi seguirà “LineaVerde” su Rai uno il prossimo 21 marzo.
Pietro Rossi
Spett. Redazione di Cancello ed Arnone News
Fuga romantica o weekend con le amiche per festeggiare la Festa della Donna?
Manca meno di una settimana al B&B Day, l’evento giunto alla quarta edizione e organizzato dal portale www.bed-and-breakfast.it, che permetterà ai viaggiatori di inventare un ponte a marzo pernottando gratis una notte in uno delle migliaia di Bed and Breakfast aderenti al circuito www.bbday.it.
Il pretesto per una breve vacanza è facile da trovare e quale migliore occasione del B&B Day per conoscere l’Italia, le sue città, i suoi borghi e per trovarsi a contatto con la sua straordinaria gente?
Il B&B piace, il B&B punta su una dimensione dell’ospitalità meno formale e più genuina nella quale il valore aggiunto rispetto alla ricettività tradizionale è dato dalla possibilità di confronto, dall’opportunità di allacciare legami di stima e di amicizia che vanno al di là dello standardizzato rapporto gestore-cliente. Una formula vincente in grado di interpretare un bisogno diverso e certamente più personale di viaggiare e risiedere in Italia.
Dopo il lusinghiero riscontro dello scorso anno l’evento continua ad avere successo ed è diventato un appuntamento fisso nel calendario delle vacanze degli italiani. Un appuntamento che ha permesso a moltissimi viaggiatori di approfondire o sperimentare per la prima volta il soggiorno in B&B divenuto, in pochi anni, uno dei capisaldi del turista consapevole e informato.
I NUMERI DEL QUARTO B&B DAY
Per il quarto anno i numeri sono eccezionali: più di 15.000 richieste di prenotazione; il 70% delle strutture aderenti all’evento hanno già esaurito la disponibilità; oltre 100.000 i visitatori sul sito www.bbday.it; oltre 7000 fan su Facebook (http://www.facebook.com/pages/BB-Day/241299297807).
Le regioni più richieste sono, nell’ordine: Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Piemonte e Sicilia. Le città più richieste: Firenze, Roma, Venezia, Verona, Bologna, Siena, Genova, Torino, San Gimignano, Perugia, Napoli.
Partecipare al B&B Day è semplicissimo: nel weekend del 6 e 7 marzo, turisti e vacanzieri potranno pernottare gratis una notte se ne prenoteranno almeno un’altra nelle strutture affiliate al circuito www.bbday.it.
Coloro i quali prenoteranno il 6 e il 7 marzo pagheranno solamente il 7 marzo. Se le prenotazioni riguardano il 5, 6, 7 marzo si pagherà solo il 5 e il 7 marzo.
Si potrà scegliere tra diverse tipologie di alloggio in B&B: dalle residenze storiche a quelle di design, dalle country house ai B&B metropolitani, in tutte si troverà la cordialità e la premura dei gestori, cuore pulsante della microricettività italiana e internazionale.
INFORMAZIONI
Sito Web: http://www.bbday.it
Dati statistici: http://www.bbday.it/datibbday2010.pdf
Giambattista Scivoletto
info@bed-and-breakfast.it
Tel. 0932 456623
Colti in flagranza di reato i docenti assenteisti del liceo scientifico Aeclanum di un Piccolo centro Irpino: Mirabella Eclano.
A darne notizia la locale stazione dei Carabinieri che ha fatto irruzione nelle deserte aule del mauseleo irpino, assurto alla cronaca per i pregressi episodi di “scuola-escort”, bullismo ed esortazione alla violenza da parte delle “giubbe rosse” (ndr *corpo* insegnante) a seguito delle “Tartagliate” di Milano.
E’ da tempo che nella terra del grande pedagogo “De Sanctis” si consuma, tra coerti discenti ed attoniti genitori impari , una realtà docentiana da Sindrome di Bunout in stile corleonese: “niende sacciu!, niende vidiu, niende sindiu!
Un susseguirsi di provati ed ignobili episodi di malascuola di quel liceo, raccolti in fascicoli, sono stati rimessi nelle mani della giovane Gelmini alla quale sono stati chiesti -seppur nella consapevolezza dell’apparato legislativo e corporativo fin troppo protettivo e coeso-, i dovuti allontanamenti per quei “numerati docenti” che si sono resi interpreti di diseducativi esempi e si crogiolano nella staliniana “autonomia”.
PT Agency News
La Redazione
PIEDIMONTE MATESE. La sessantesima edizione del Festival della Canzone Italiana di San Remo di quest’anno avrà anche una presenza del nostro territorio nello staff organizzativo. Si tratta del coiffeur piedimontese Domenico Zulla che grazie alla PV Eventi è stato selezionato dall’Accademia di Milano per fare parte dello staff dei 17 parrucchieri dello backstage dell’Ariston di San Remo 2010 che si svolgerà nella omonima città della costiera ligure dal 16 al 21 febbraio prossimo.
Lo sta ff dei parrucchieri coordinati dal famoso Rolando Elisei, noto parrucchiere di Milano, avrà cura degli artisti e dei partecipanti alla sessantesima edizione del Festival della Canzone Italiana. Domenico Zulla nasce come parrucchiere nel 1987, lavorando con grandi firme del settore.
Affascinato dell’ hairstyling, ha seguito con profitto corsi di formazione nelle migliori accademie londinesi per la ricerca di nuove tecniche e nuove tendenze che gli hanno procurato nuovi stimoli. La cura dei dettagli, l’attenzione per le tecniche più recenti e l’abilità nel cre are stili versatili e attenti alle nuove tendenze moda hanno arricchito il curriculum di questo professionista emergente. E’ titolare di un salone di successo con ambienti moderni ed accoglienti, situati nel centro storico di Piedimonte Matese dove esercita la sua attività a tempo pieno.
Pietro Rossi
E’ UN PREMIO CHE GRATIFICA IL MIO LAVORO E LA MIA PASSIONE PER L’INFORMAZIONE E, OLTRE A RINGRAZIARVI NUOVAMENTE, POSSO SOLO PROMETTERVI CHE CERCHERO’ DI FARE SEMPRE MEGLIO.
GRAZIE A TUTTI, SEMPLICEMENTE, VI VOGLIO BENE!
TILDE
Caserta - Venerdì 29 gennaio alle ore 17.30, presso l’Aula Magna M. Carfagna del Polo Scientifico della SUN in via Vivaldi (Caserta), appuntamento con la manifestazione Tra palco e realtà, nata per volontà del gruppo di studenti Altrostudio e volta a denunciare le problematiche che le realtà artistiche esistenti sul territorio casertano si trovano ad affrontare quotidianamente. L’iniziativa è sostenuta da un folto gruppo di artisti di Terra di Lavoro, esponenti delle svariate esperienze artistiche nate e cresciute sul territorio, che parteciperanno al dibatti insieme a operatori del settore. Fra gli altri siederanno al tavolo del confronto il Mo Giovanni Borrelli, primo violino e direttore d’orchestra; Serena Chiaraviglio, presidente dell’associazione muma – music machine; Angelo Cretella, giovane regista della provincia di Caserta; Antimo Merolillo, musicista e attore protagonista del film Lascia perdere Jhonny; Roberto Solofria, direttore artistico del Teatro Civico 14; Luca Terrazzano, autore comico e cabarettista; e quanti altri ancora vorranno intervenire. Attraverso i racconti delle loro esperienze lavorative e di come i recenti tagli alle risorse destinate al mondo dell’arte si stanno ripercuotendo sul loro mondo, si svilupperà una profonda analisi della situazione culturale e aggregativa, che non si fermerà alla semplice denuncia, ma avrà anche lo scopo di avviare la costruzione di una rete che favorisca l’incontro tra le diverse realtà artistiche che interverranno in quella sede o che si aggregheranno in seguito. In conclusione alle attività, sul palco dell’Aula Magna, si svolgerà una manifestazione artistica che, oltre a vedere la partecipazione di alcuni degli intervenuti al convegno, darà spazio alle giovani promesse, che più degli artisti già affermati, stanno pagando dazio per questa congiuntura economica sfavorevole. Anche il concerto, come i lavori di apertura, è aperto agli interventi di chiunque voglia partecipare. Il mondo istituzionale è stato invitato a partecipare ai lavori che si terranno in via Vivaldi per essere messo a conoscenza delle esigenze del territorio che verranno fuori durante il dibattito.
Commissariamento o comitato di garanzia: poco cambia, la figuraccia di Chianese è servita su un piatto d’argento al ministro leghista che, a due mesi dalle regionali in Veneto, tenta l’ennesima aggresione al marchio Dop
21/01/2010 – 08:28
Vincenzo Altieri in Cronaca

Le Fattorie del Massico, l’azienda incriminata di Luigi Chianese (foto interno18.it)
Caserta - Il 27 gennaio tutti a Bruxelles. Gli allevatori bufalini, insieme ai massimi esponenti della Lab manifesteranno tutte le proprie preoccuazioni in merito alla filiera lattiero-bufalina. Come già anticipato diverse settimane fa con un’intervista realizzata in esclusiva al presidente della Lab Raffaele Ambrosca, gli allevatori bufalini saranno a Bruxelles per chiedere maggiori garanzie in merito all’oro bianco della Campania.
Innanzitutto si farà pressione per difendere l’esclusività del marchio Dop riconosciuto alla mozzarella di bufala campana. In secondo luogo si avanzeranno proposte valide inerenti la nuova disciplina per la tracciabilità del latte e quindi non più limitata solo al prodotto finito. In pratica sarà necessario risalire alle singole stalle che producono latte di bufala.
CONTROLLI MISTIFICATI - Infine, anche prima che si verificasse il commissariamento (o comitato di garnazia come dir si voglia) del Consorzio di Tutela, la Lab (Lega allevatori bufalini) era già pronta a presentare esplicite richieste affinchè le operazioni di controllo fossero demandate esclusivamente ai Nas ed alle Asl. “I controlli vengono mistificati”. Con queste parole il presidente della lab Ambrosca sferrò l’attacco ai vertici del Consorzio. Qualche tempo prima invece, nel solco di una replica a mezzo stampa all’allora presidente del CdT, Consalvo, Ambrosca perentoriamente affermava: “Gli allevatori, che rappresentano la parte debole, ancorché più numerosa, dell’intera filiera bufalina si sono stancati, a questo punto, di richiedere agli Organi preposti, e segnatamente al CdT per tutti, controlli serrati, incisivi, mirati, intelligenti e, soprattutto, “disinteressati”, sui componenti che contribuiscono alla fabbricazione della mozzarella di bufala campana dop”. Le vicende di questi giorni, dunque, confermano, purtroppo, a chiare lettere il coraggio che la Lab ha sfoderato tempestivamente quando altre organizzazioni, che ora si affettano a prendere comode distanze, preferivano la via del silenzio.
CHIANESE INCASTRATO DA UN AMICO - Le analisi da cui risulta che per fare le mozzarelle di bufala campana Dop il caseificio del presidente del Consorzio (Le Fattorie del Massico di Piedimonte di Sessa – in foto -) che ha sede a Caserta, Luigi Chianese, sia stato usato latte di mucca, sono state effettuate in un laboratorio di Perugia del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. È quanto emerge dalle lettere anonime inviate al presidente della commissione agricoltura della Camera dei deputati Paolo Russo, da un anonimo che si firma “un amico”. Le analisi recano come data di accettazione il 10 settembre 2009. Il campione è “mozzarella di bufala campana”. Il prelievo è stato effettuato il 4 settembre 209 da un ufficio di Palermo. Il campione è stato analizzato dal 15 ottobre al 23 ottobre 2009. Nelle conclusioni, i responsabili tecnici e il direttore del laboratorio affermano che: “Il campione analizzato si deve considerare irregolare in quanto prodotto con latte di bufala e una quantità di latte di vacca superiore all’1%. Il campione risulta preparato a partire da una miscela di latte di bufala con latte di vacca nella proporzione 70:30″. “La politica – scrive ‘l’amico’ nella lettera anomima rivolto alla commissione agricoltura della Camera – dovrebbe intervenire per allontanare l’attuale presidente del Consorzio”.
ZAIA, IL LEGHISTA CHE NON HA MAI MANGIATO LA DOP - Che Chianese abbia le sue responsabilità è vero. Che Chianese vada rimosso dall’incarico è giustissimo. Che il Consorzio di Tutela effettui controlli ’strumentalizzati’ è un dato di fatto. Che le aziende di Chianese risultino irregolari ai controlli di Nas ed Asl è documentato. Ma è altrettanto vero che il Ministro Zaia si sveglia da un giorno all’altro, guarda caso ad appena due mesi dalle elezioni regionali in Veneto, per ordinare il commissariamento dell’Ente. Il nesso in tutta questa vicenda pare fin troppo chiaro ed evidente. Solo poche settimane fa la nostra redazione ha riportato il ‘caso’ della mozzarella padana. Produttori salernitani emigrati a Varese che decantano la migliore qualità della mozzarella. Del resto si sa, sulla grande distribuzione il riconoscimento del marchio Dop (un’esclusiva per la Regione Campania) rappresenta un ostacolo immenso per i produttori del Nord. Così la mozzarella di bufala campana, da anni, subisce plurime aggressioni. Autentiche strumentalizzazioni politiche e mediatiche nel tentativo, da parte delle regioni settentrionali (di cui Zaia è un valido esponente), di appropriarsi del marchio Dop. Di seguito le nostre recenti inchieste sulla vicenda della mozzarella:
http://interno18.it/attualita/11900/caserta-si-fa-soffiare-la-mozzarella…
http://interno18.it/attualita/11919/mozzarella-padana-tuona-la-lab-ennes…
ISTITUZIONI UNITE CONTRO CHIANESE - L’europarlamentare del Pdl Enzo Rivellini ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La notizia che il Ministro Zaia ha commissariato il Consorzio di tutela di mozzarella di bufala offre, ove mai ci fosse ancora bisogno, un ulteriore importante impulso alla manifestazione che ho promosso il prossimo 27 gennaio al Parlamento Europeo a Bruxelles. Difatti i produttori del latte di bufala, circa 250 operatori, che chiedono controlli più rigorosi e la tracciabilità dei prodotti (dal latte alla mozzarella di bufala) per evitare truffe alimentari, mi hanno chiesto di sostenere presso le istituzioni europee la legge comunitaria su tracciabilità ed etichettatura dei prodotti. Non deve accadere che oggi qualcuno produca mozzarella campana con una percentuale di latte cinese o marocchino senza che il consumatore
Con il Patrocinio di:
COMPAGNIA DELLE OPERE CAMPANIA
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ROTARY CLUB CASERTA – TERRA DI LAVORO
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Ai fini della “Formazione Professionale Continua”,
è stata avanzata richiesta di concessione di crediti formativi
in favore dei Partecipanti al Convegno
presso il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti
nonché presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati
Segreteria:A.D.C. – Sezione di Caserta
via Giotto n. 43 – Parco Gabriella – 81100 Caserta
Tel. 0823/355198 – fax 0823/1870700
e-mail:info@adccaserta.it
ADC
Associazione dei
Dottori Commercialisti
e degli Esperti Contabili
Sindacato Nazionale Unitario – Sezione di Caserta
1° CONVEGNO
ETICA
Banche, Imprese e Professionisti
Da Lehman Brothers ad Oggi.
Considerazioni e Prospettive Future
Venerdì 22 Gennaio 2010 – ore 15,30
Camera di Commercio Industria ed Artigianato
di Caserta
Caserta -Via Roma n. 57
PROGRAMMA DEI LAVORI
Ore 15,30
Registrazione Partecipanti
Ore 16:00
Saluti Istituzionali ai Partecipanti
Tommaso DE SIMONE
Presidente CCIAA – Caserta
Vilma IARIA
Presidente Associazione Dottori Commercialisti
Giovanni PARENTE
Componente del Consiglio Nazionale dei Dottori
Commercialisti ed Esperti Contabili
Giuseppe PUTTINI
Componente del Consiglio della CNPADC
Presidente Fondazione Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
Giuseppe VECCHIONE
Presidente Rotary Club Caserta – Terra di Lavoro
Salvatore DEL MONACO
Presidente Compagnia delle Opere – Campania
Fulvio CAMPAGNUOLO
Presidente PMI Campania
Ore 16.30
Apertura Lavori
Conduce e Modera:
Francesca NARDI –
Giornalista – Direttore Editoriale Gruppo Lunaset
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Relazione Introduttiva
Giuseppe BALBI
Presidente Associazione Dottori Commercialisti
Provincia di Caserta
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INTERVENTI
S.E. Rev.ma. Pietro FARINA
Vescovo della Diocesi di Caserta
Amministratore Apostolico della Diocesi di Alife-Caiazzo
Presidente del Comitato per la Promozione
del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica
Componente del Consiglio per gli Affari Economici della
CEI – Conferenza Episcopale Italiana
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S.E. Raffaele NUMEROSO
Presidente dell’Ufficio del Garante del Contribuente per la Campania
già Presidente della Corte d’Appello di Napoli
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S.E. Andrea DELLA SELVA
Presidente del Tribunale Di Santa Maria Capua Vetere
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Luigi GORGA
Presidente Commissione Regionale ABI
per la Campania
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Luigi TRAETTINO
Responsabile Etica d’Impresa e Sviluppo del Mezzogiorno
Giovani Imprenditori di Confindustria
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Luigi COBIANCHI
Consigliere d’Amministrazione Immobiliare Vallelonga
Gruppo Bancario Banca di Credito Popolare_
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Fabrizio FIORDILISO
Docente di Economia degli Intermediari Finanziari
Seconda Università degli Studi di Napoli
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mons. Antonio PALMESE
Docente di Teologia Pastorale
Università Pontificia Salesiana – Roma
Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
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Piedimonte Matese. Ha conseguito brillantemente, con la votazione di 110 e lode, presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma, la Laurea Specialistica in Scienze della Moda e del Costume, la Dott.ssa Roberta Rossi (nella foto) di Piedimonte Matese. L’oreficeria Romana dalle tradizioni Medioevali al XX Secolo è stato il tema trattato dalla neo dottoressa Rossi che ha avuto come relatore la Prof.ssa Cinzia Capalbo e come correlatore la Prof.ssa Paola Morelli. La Storia e le tradizioni dell’artigianato orafo e argentiero a Roma è stato il tema portante della tesi discussa dalla Dott.ssa Rossi che partendo dalla lavorazione dei metalli preziosi legata alla presenza nella capitale della Corte Pontificia è arrivata fino al XX secolo. La tradizione orafa e argentiera romana si è evoluta nei secoli grazie alla maestria degli artigiani del settore che furono impegnati oltre che nella produzione degli oggetti sacri, anche nella produzione di suppellettili e ornamenti personali. Un viaggio nella storia della produzione di gioielli nella città eterna che ha avuto i punti cardini nelle corporazioni di arti e mestieri con la nascita del Nobel Collegio degli Orafi ed Argentieri di Roma. La Dott.ssa Rossi,grazie ad una approfondita ricerca, facendo riferimento ad un’indagine sugli “Stati delle Anime” condotta nel maggio del 1625. ha evidenziato come Roma già a quei tempi era particolarmente affollata di attività artigiane. E’ sta to svolto un ricco lavoro di screening che ha portato ad illustrare gli stili, le tendenze e le tecniche di produzione di famosi orafi che hanno caratterizzato le varie epoche da Luigi Valadier nel settecento, a Fortunato, Alessandro e Augusto Castellani nell’ottocento fino a Sotirio Bulgari e suo figlio nel novecento.
Mattia Branco