Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Aversa’ Category

venerdì
Feb 12,2010

Il responsabile regionale dell’Ufficio H della Ugl Campania, Luciano Gentile, da sempre in prima linea per il suo impegno nelle attività sociali e per la difesa dei diritti dei diversamente abili della provincia, sarebbe il candidato prescelto dal Pdl nel collegio Aversa 1. L’indiscrezione, raccolta in ambienti vicino al centrodestra avesrano, sta circolando in maniera insistente in ogni angolo della città  e troverebbe la sua conferma nei “No comment” degli addetti ai lavoro. Non sarebbe la prima volta che il nome del Medico aversano sarebbe accostato alla probabilità di una candidatura, che oggi più che mai sembra diventata probabile.

mercoledì
Dic 2,2009

wwf

Cari Amici,
il 6 dicembre si svolgerà a Caserta la Giornata Intenazionale del Volontariato. Ha aderito sia il WWF Caserta che il WWF Aversa, ma i fratelli del WWF Aversa hanno aderito e saranno presenti con un stand a Corso Trieste nel pomeriggio di domenica dalle ore 15.00. Sarà una occasione soprattuto per invitare tutti a Votare la Terra.
Per questo motivo invito tutti coloro che sono liberi ad andare a passeggio a Corso Trieste e visitare lo stand. Ovviamente sarà gradita ogni collaborazione.
A presto

Renato Perillo
WWF Caserta

sabato
Ott 24,2009

cefalonia_ufficiali_uccisi

di Nunzio De Pinto

AVERSA – Prende il via quest’oggi il convegno dedicato alla vicenda di Cefalonia che si terrà ad Aversa se si concluderà il prossimo 31 ottobre. Sulla verità storica dei fatti di Cefalonia, che presero il via all’indomani della firma dell’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943 (per la verità l’armistizio venne sottoscritto qualche giorno prima ma venne rese noto solo l’8) e che videro il Re d’Italia fuggire a gambe levate a bordo di una nave militare per salvare la pelle, il figlio del Maggiore dell’Esercito Italiano Filippini, ucciso dalle forze tedesche insieme a centinaia di altri militari italiani, sta conducendo da diverse decine di anni una lotta acerrima affinché venga stabilita una verità storica incontrovertibile: i militari che furono fucilati dai tedeschi non sono stati 10.000, come subito dopo è stato accreditato dai comunisti per perpetuare nei secoli il tema della “resistenza”, ma solo 1.650. Infatti, il computo delle dolorose perdite ufficialmente riportato nei documenti delle FF.AA. ne stabilisce esattamente il numero in circa 1.300 Caduti nei combattimenti e 350/400 fucilati dopo la resa e quasi tutti ufficiali, fra cui il Padre di Filippini.  Quello che l’avvocato Massimo Filippini, ricercatore storico dei drammatici fatti di Cefalonia, ha scritto in tre suoi libri ((La vera storia dell’eccidio di Cefalonia 1998 e 2001; La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda 2004; I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito 2006), non è, come ha scritto al sindaco di Aversa Ciaramella “…frutto di fantasia più o meno malata come quella di chi mi avversa ma di inoppugnabile documentazione che chiunque può controllare nei miei libri o direttamente negli archivi militari ed ha trovato ulteriore conferma ultimamente proprio negli atti del mancato – per morte dell’imputato – processo Muhlhauser di cui si è tenuta solo la prima udienza (cui ho partecipato) che, attraverso la CTU del Perito d’Ufficio C. Gentile, ha chiaramente specificato sia il minor numero delle Vittime che l’attuazione di una vile rappresaglia tedesca -dopo la resa- esclusivamente nei confronti degli Ufficiali specificando – nella Richiesta di Rinvio a Giudizio del Muhlhauser – che egli concorse negli omicidi ordinati direttamente da Hitler contro tutti i militari della Acqui che furono però limitati dopo la resa,  esclusivamente agli ufficiali in quanto ritenuti responsabili della resistenza e pertanto traditori dell’alleanza con la Germania”. La settimana scorsa l’avvocato Filippini ha scritto al Sindaco Ciaramella perché prendesse coscienza delle menzogne che sarebbero state dette nel corso del convegno, ma, a tutt’oggi, non ha avuto alcuna risposta. Anzi. “Ieri” – ci ha scritto l’avvocato Filippini – “avevo inviato il messaggio che riporto sotto alla prof.ssa Luciana Baldassarri – una delle organizzatrici del Convegno di Aversa – e stamattina ho avuto la bella sorpresa di vedere ‘scomparso’ dal web l’articolo che Ella aveva scritto su caserta24ore.it (il figlio di un ufficiale ecc. ecc.). E’ evidente” – tiene a sottolineare l’avvocato – “che la predetta signora ha fatto in modo che il Suo articolo venisse censurato cioè eliminato completamente e ciò dimostra quanto siano democratici ed aperti a tutte le idee gli organizzatori della manifestazione. Non credo sia un’idea tanto peregrina ripubblicare su un altro sito quanto Ella aveva scritto sul precedente magari facendo Sue le mie critiche e sottolineando l’inerzia completa del Sindaco che NON SOLO non mi ha degnato di risposta ma ADDIRITTURA ha assistito impassibile alla cancellazione del Suo intervento e facendogli anche presente -A SUA VERGOGNA – che io sono Figlio di una Vittima e vengo trattato a pesci in faccia da gente che pretende di celebrare …le Vittime (magari moltiplicandole per 5)”. Filippini, per aver riportato tali verità storiche è stato accusato dai sostenitori delle vecchie tesi di essere un “revisionista” se non peggio e praticamente è stato messo al bando – malgrado fosse l’orfano  di un Martire della vicenda – solo perché non è “comunista” e accusa certa sinistra – solo per scopi ideologici – di portare avanti tesi non aventi riscontri storici accertati.

lunedì
Ott 19,2009

monumento20caduti20cefalonia

di Nunzio De Pinto

AVERSA – I fatti accaduti a Cefalonia all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943 con la “regale” fuga del Re d’Italia, di Badoglio e numerosi altri ufficiali, sono oggetto da 66 anni di una mistificazione dei fatti, almeno stando a sentire quanto ha scritto l’avvocato Filippini, figlio di un ufficiale ammazzato dai tedeschi, al sindaco Ciaramella. “Gentile Sig. Sindaco Ciaramella, sono l’avv. Massimo Filippini e Le scrivo con riferimento al Convegno dedicato alla vicenda di Cefalonia che si terrà ad Aversa dal 26 al 31 cm.. Premetto” – è scritto nella missiva – “anzitutto che essendo rimasto – a soli sette anni – orfano di mio Padre (Maggiore Federico Filippini fucilato dai tedeschi il 25/9/1943 a Cefalonia), ho dedicato gran parte della mia esistenza a ricostruire i fatti colà avvenuti sui quali ho redatto tre libri (La vera storia dell’eccidio di Cefalonia 1998 e 2001; La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda 2004; I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito 2006) ed ho partecipato in qualità di Relatore a diversi Convegni indetti dalle FFAA e da altre Autorità. A ciò aggiungo il sito www.cefalonia.it da me ed a mie spese gestito oltre al Forum su Cefalonia di cui sono moderatore nel sito www.storialibera.it del benemerito don Beniamino Di Martino e il gruppo Facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=41647786913&ref=mf di cui sono stato nominato amministratore. Questa elencazione – egregio sig. Sindaco – le avrà reso spero sufficientemente quale sia il mio interesse ed il mio conseguente apporto in termini di ricerca e di risultati storicamente validi da me scoperti e portati a conoscenza del pubblico come i due punti fondamentali della vicenda su cui ancora si cerca di sorvolare che sono i seguenti: 1- Ordine di Resistere inviato dal Comando Supremo al comandante della div. Acqui  dal Comando Supremo che fa venir meno la leggenda di una scelta dei militari autonoma e soprattutto presa in un fantomatico referendum; 2- Numero dei Caduti infinitamente minore di quello “canonico” che ha sempre portato a rappresentare i fatti come “eccidio” o “massacro” o “sterminio” di oltre 10.000 soldati, mentre il computo delle dolorose perdite ufficialmente riportato nei documenti delle FF.AA. ne stabilisce esattamente il numero in circa 1.300 Caduti nei combattimenti e 350/400 fucilati dopo la resa e quasi tutti ufficiali (tra cui mio Padre). Alla luce di ciò appare assolutamente pretestuoso e consapevolmente mendace il definire “strage” o “indimenticabile massacro” una vile e infame rappresaglia contro gli ufficiali che grazie a dio non vide coinvolti anche i nostri soldati, come si evince invece leggendo l’annuncio del convegno in http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=10330&Itemid=66. Quanto ho testé scritto non è frutto di fantasia più o meno malata come quella di chi mi avversa ma di inoppugnabile documentazione che chiunque può controllare nei miei libri o direttamente negli archivi militari ed ha trovato ulteriore conferma ultimamente proprio negli atti del mancato – per morte dell’imputato – processo Muhlhauser di cui si è tenuta solo la prima udienza (cui ho partecipato) che, attraverso la CTU del Perito d’Ufficio C. Gentile, ha chiaramente specificato sia il minor numero delle Vittime che l’attuazione di una vile rappresaglia tedesca -dopo la resa- esclusivamente nei confronti degli Ufficiali specificando – nella Richiesta di Rinvio a Giudizio del Muhlhauser – che egli concorse negli omicidi ordinati direttamente da Hitler contro tutti i militari della Acqui che furono però limitati dopo la resa  esclusivamente agli ufficiali in quanto ritenuti responsabili della resistenza e pertanto traditori dell’alleanza con la Germania. Ebbene signor Sindaco” – prosegue la lettera – “per aver io riportato tali verità storiche sono stato accusato dai sostenitori delle vecchie tesi di essere un “revisionista” se non peggio e praticamente messo al bando -malgrado la mia qualità di ORFANO di un Martire della vicenda- dalle due Associazioni partecipanti al Convegno -MEDITERRANEO di Argostoli e ACQUI di Verona – ai cui vertici si trovano persone e personaggi tutte inequivocabilmente di sinistra che sostengono -a scopi ideologici- tesi non aventi riscontri storici plausibili e guardano come il fumo agli occhi il sottoscritto perché non è comunista. Mi fermo qui signor Sindaco, ma poiché ho riscontrato che Ella è dell’area opposta a quella gente, La prego di tener presente quanto ho detto per evitare di essere coinvolto in un’operazione propagandistica a favore di tesi ormai spazzate via dalle risultanze storiche più recenti di cui mi onoro di essere stato l’antesignano. È superfluo che io aggiunga come non abbia alcun problema a confrontarmi e smentire quei signori : ma questo non dipende da me. Distinti ossequi, avv. Massimo Filippini”.

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