(PASTIERA)
Diamo forza alle nostre realtà produttive.
La grave crisi economica in Italia, oltre che sui cittadini, si ripercuote soprattutto sulle precarie realtà economiche meridionali.
Le imprese del Sud, già penalizzate per l’arretratezza strutturale e fortemente svantaggiate nella competizione con quelle delle regioni settentrionali ed europee, di fronte al disinteresse dei vari governi che si sono succeduti, hanno bisogno del sostegno incondizionato di tutti i cittadini meridionali per continuare a sopravvivere e produrre ricchezza e sviluppo nel territorio
Le prossime festività natalizie devono essere l’occasione (ci auguriamo che diventi la regola!) per privilegiare negli acquisti i prodotti made in Sud e dare un concreto sostegno alle nostre realtà imprenditoriali.
Non si tratta naturalmente di discriminare i prodotti di altre realtà regionali e internazionali che, in un’economia globalizzata, sarebbe improponibile. Si tratta invece di riattivare il circuito economico interno al territorio, investendo le proprie risorse su quelle realtà contigue che possono, se sono in grado di sopravvivere, offrire un futuro a tutti i cittadini di una comunità.
I prodotti del Sud, spesso si caratterizzano per qualità e prestigio internazionale: bisogna solo provarli.
Dal vino all’olio di uliva, dalle produzioni dolciarie ai prodotti conservieri, dalla pasta di grano duro alle centinaia di altri prodotti, il Mezzogiorno può offrire a tutti i suoi cittadini uno straordinario repertorio di gusti e di elaborazioni tradizionali.
Così come va riattivato il circuito delle strutture recettive interne alle regioni meridionali.
Quale occasione migliore del Natale e delle altre festività per scoprire le mille bellezze e la straordinaria storia di un Sud che è stato autorevole protagonista della vicenda europea.
Spesso si conoscono anche i dettagli minimi di altre realtà territoriali, magari lontane anche più di mille chilometri, eppure si sa poco del proprio patrimonio storico e naturalistico.
Le prossime festività, dunque, possono essere un’occasione importante per riscoprire queste ricchezze di casa nostra e dare un contributo sostanziale alle strutture alberghiere e, più in generale turistiche, presenti sul territorio, che vanno sostenute e tutelate dall’intera comunità.
Noi de L’Altro Sud questa scelta l’abbiamo già fatta da tempo: per la nostra gente, per i nostri imprenditori, per il nostro futuro.
Se raccogli il nostro invito e, per queste feste, compri, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o decidi di fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni, mandaci il tuo nome e quello dei tuoi amici. Pubblicheremo con orgoglio il tutto e costruiremo insieme un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l’occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno.
Antonio Gentile
Presidente L’ALTRO SUD
CAIAZZO – Quello che ha sempre animato il dibattito politico-culturale sulle tematiche urbanistiche è stato, per la maggiore, una crescita urbana incernierata su aspetti dell’iniquità tra i cittadini. Queste tematiche, dopo oltre un secolo, nel nostro paese, hanno portato a definire nuovi campi d’azione e d’indagine per considerare nuove ipotesi attuative come la perequazione e la negoziazione urbanistica, gli ambiti territoriali di trasformazione urbanistica, i comparti eccetera. Attraverso queste nuove interpretazioni, oggi, ogni Comune è chiamato ad attuare adeguate politiche sociali legate al fabbisogno abitativo e dei servizi con assoluta centralità e priorità nei processi decisionali di pianificazione territoriale. Il Comune assume, in tal modo, il ruolo di controllo sociale nei processi edificatori, degli interventi di edilizia sociale e pubblica, della qualità edilizia e urbana, di controllo pubblico e consolidamento del mercato immobiliare. Per quanto riguarda la Regione Campania è significativo l’applicazione del comma 2 dell’articolo 34 della legge regionale n.°16/2004 nella parte in cui è previsto che “nel caso di attuazione di un comparto da parte di un soggetto privato devono essere preventivamente ceduti, a titolo gratuito, al comune o ad altri soggetti pubblici, gli immobili necessari per la realizzazione nel comparto di infrastrutture, attrezzature, aree verdi, edilizia residenziale pubblica ed altre opere pubbliche o di interesse pubblico così come localizzato dal comune attraverso il PUC, il PUA e gli atti di programmazione degli interventi”. Dalla lettura del su indicato comma si deduce che la cessione gratuita, nell’ambito del comparto, è estesa anche agli immobili da cedere e finalizzati a realizzare edilizia residenziale pubblica. In sostanza, si tratta di individuare, in sede di norme di attuazione del PUC, gli immobili e le percentuali di superfici che devono essere cedute. Il criterio ” equitativo” introdotto attraverso l’ analisi dello studio colloca l’ Ente Comune in un nuovo importante ruolo di riequilibrio delle posizioni di privilegio nell’ ambito dei rapporti di proprietà fondiarie inserite nei comparti attraverso le attività negoziali e di trasparenza pubblica e
l’ applicazione degli artt. 33 e 34 della L. R. n. 16 / 04 .
Tali scelte equitative sono propedeutiche all’affermazione di opportune manifestazioni solidali ( edilizia sociale, pubblica ecc.) che le attuali condizioni economiche richiedono per consentire alle fasce sociali deboli di accedere alla prima casa .
Quale conclusione, a questa breve riflessione meritevole di ulteriori riflessioni ed approfondimenti, mi auguro, attraverso l’associazione Citta Viva, di promuovere, entro breve, un pubblico dibattito intorno a questi temi con particolare riferimento alle questioni urbanistiche locali non escludendo, tra l’altro, il vivo coinvolgimento e la partecipazione sia dell’attuale assessore all’urbanistica presso il comune di Caiazzo, sia dell’Amministrazione Comunale, sia delle associazioni culturali presenti nel nostro territorio e infine di tutti i professionisti caiatini operanti nell’ambito edilizio.
Arch. Antonio Almaviva.