Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Cancello ed Arnone’ Category

lunedì
feb 8,2010

di Mirko Russo

”Noi Sud-Liberta’ e Autonomia”: questo il nome del movimento politico meridionalista che hanno presentato il 22 gennaio 2010 in una conferenza stampa nella sala del Mappamondo alla Camera dei deputati Arturo Iannaccone, Luciano Sardelli, Elio Belcastro, Antonio Milo e del sottosegretario agli Esteri Enzo Scotti. L’organigramma del neo movimento vede segretario nazionale Arturo Iannaccone, presidente nazionale Enzo Scotti, vice segretario nazionale Elio Belcastro, tesoriere Antonio Milo, capogruppo della componente parlamentare Luciano Sardelli. ”Diamo vita al partito del Sud -ha detto Iannaccone- autonomista e federalista. Lanciamo tre proposte: il piano Marshall sul Sud, la fiscalita’ di vantaggio e il Mistero per il Sud. Il centrosinistra nelle regioni meridionali ha fallito aggravando i problemi del sud. ‘Noi Sud’ alle regionali di marzo presentera’ proprie liste e fara’ apparentamenti con il Pdl in tutte le regioni meridionali dove si vota’, a cominciare dalla Campania e compresa la Basilicata”. Questo perche’, ha aggiunto, ”il nostro partito del Sud non si nasconde dietro il dito delle alleanze variabili: solo con una forte alleanza con il Pdl e con il sostegno al governo Berlusconi si puo’ risolvere l’annosa questione Meridionale. La saldatura economica fra Nord e Sud si ottiene solo rafforzando l’alleanza con il Pdl”.  Dopo questa decisione presa dai vertici regionali oramai considerati “ex M.P.A.” , hanno approvato e seguito la stessa linea tutti i vertici con i relativi coordinamenti provinciali a Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, stessa cosa per il gruppo di Cancello ed Arnone che  condivide a pieno quanto sostenuto dal Segretario Nazionale Iannaccone e dal Presidente Scotti.

lunedì
feb 8,2010

di Mirko Russo

Pieno sostegno alla candidatura di Stefano Caldoro. No alla ‘politica dei due forni’, un sì deciso a una solida alleanza con il centrodestra campano: è quanto è emerso dalla conferenza stampa tenuta qualche settimana fa a Napoli da Arturo Iannaccone, segretario nazionale di ‘Noi Sud’, insieme al sottosegretario agli esteri, Enzo Scotti, e ai parlamentari aderenti al movimento politico meridionalista, Antonio Milo e Luciano  Sardelli. All’Hotel Santa Lucia presenti anche lo stesso candidato alla Presidenza della Regione Campania del centrodestra, Caldoro, il coordinatore regionale del PDL campano, Nicola Cosentino, e il coordinatore vicario, Mario  Landolfi.
“La candidatura di Stefano Caldoro – ha dichiarato Iannaccone – costituisce la risposta più adeguata che la coalizione di centrodestra potesse dare all’ansia di cambiamento e di rinnovamento che emerge quotidianamente dalla società civile campana. Anche grazie al contributo di Noi Sud, la nostra regione si  avvia a porre fine all’esperienza del centrosinistra di Bassolino che ha letteralmente mortificato la Campania da ogni punto di vista, economico, sociale e morale. Siamo in un sistema bipolare – ha aggiunto il leader di Noi Sud – ,  e non vogliamo più che in Campania e nel  Mezzogiorno si consumino quei trasformismi che  ne hanno provocato il declino. Essendoci un  forte partito del Nord come la Lega, occorre che  ci sia un forte e radicato partito del sud,  capace di interpretarne i bisogni e di elaborare  un nuovo progetto di rilancio dell’economia meridionale. Abbiamo tre proposte concrete per le quali nei prossimi mesi ci spenderemo in Parlamento: la creazione di un ministero per il Sud e le aree svantaggiate, l’avvio di un piano      Marshall per le regioni meridionali e – ha concluso Iannaccone – l’applicazione di una  fiscalità di vantaggio per le aree del Mezzogiorno.”

domenica
feb 7,2010

Il Carnevale!

Per grandi e piccini, ecco la festa più allegra, più colorata, più mascherata e…più “coriandolata” dell’anno!!!

Carnevale è da sempre la festa dei bambini, ma coinvolge anche gli adulti. Anzi, si potrebbe dire che è un modo per i grandi di ritornare bambini, allegri e spensierati, approfittando di questi giorni per giustificare l’allegria e le stramberie che raggiungono i livelli massimi nella settimana di chiusura del Carnevale.

Carnevale: Origini e storia

Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana (ed in modo particolare in quelli di tradizione cattolica) nel periodo di tempo immediatamente precedente alla Quaresima; i principali eventi si concentrano comunque tra febbraio e marzo.

I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare l’elemento più distintivo del carnevale è la tradizione del mascheramento.

Benché facente parte della tradizione cristiana, i caratteri della celebrazione carnevalesca hanno origini in festività ben più antiche che, ad esempio nelle dionisiache greche e nei saturnali romani, erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.

La parola carnevale deriva dal latino “carnem levare” (“eliminare la carne”), poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. In quanto immediatamente precedente alla Quaresima, il periodo della celebrazione varia di anno in anno, mentre la durata della festa può variare (a seconda della tradizione) da una settimana a qualche mese.

La Chiesa cattolica considera il Carnevale come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore (o carnevale sacro), che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell’ultima domenica di carnevale.

Il Carnevale ha termine il Martedì grasso, giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, quando ha inizio la Quaresima. Un’eccezione è data dal carnevale di Borgosesia che prevede un’appendice nei giorni di inizio della Quaresima con la festa detta del Mercu Scurot.

IL CARNEVALE A CANCELLO ED ARNONE

Quest’anno, qui a Cancello ed Arnone, si respira un’aria di gran fermento per la preparazione di due carri allegorici. Infatti il club Napoli San Paolo, ormai alla 4^ edizione, sta preparando il carro che rappresenterà i personaggi della Walt Disney

Nel contempo in via Settembrini si sta lavorando per l’allestimeno di un 2° carro, che rappresenterà il “Circo”

Gli organizzatori di entrambi i carri stanno lavorando con impegno ed entusiasmo per portare allegria e spensieratezza nella nostra cittadina e Cancello ed Arnone News è lieta di augurare ad entrambi un buon lavoro per il raggiungimeno di un meritato successo.

Tilde Maisto

venerdì
feb 5,2010

giovedì
feb 4,2010

(Mario Borghezio)

Bruxelles, 4 febbraio ’10 (Fuoritutto) La mozzarella di bufala campana per un giorno nel Parlamento Europeo di Bruxelles: ben trecento chili, oltre duemila pepite bianche, sono state distribuite e fatte degustare nel corso di una serata all’insegna dei sapori italiani.
Ad organizzare l’iniziativa è stato il deputato europeo Enzo Rivellini, il quale insieme a Raffaele Abrosca, presidente della Lega allevatori bufalini, ha chiesto l’immediata applicazione di una norma sulla tracciabilità alimentare fin dalla stalla, unico rimedio per evitare frodi derivate dall’utilizzo di latte proveniente dall’estero e non sicuro.  Presente anche il Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro, il quale ha spiegato che esiste già una norma sulla tracciabilità e che bisogna renderla più restrittiva, aggiungendo che è stato registrato un primo importante successo in Commissione: “prodotti quali la passata di pomodoro, le confetture a base di frutta, i prodotti alimentari trasformati a base di carne e latte, oltre a quelli non trasformati – ha chiarito De Castro -, indicheranno in etichetta la loro origine territoriale”.  Per Enzo Rivellini, Presidente della Commissione Europa-Cina, solo con la tracciabilità dalla stalla sarà possibile garantire la qualità e la tutela di “un prodotto che costituisce un marchio di grande identità alimentare nazionale oltre ad essere una fonte di ricchezza territoriale”. Alla degustazione della mozzarella di bufala Campana dop, nell’Espace “Mezzanine” dell’Europarlamento, insieme ai tanti europarlamentari stranieri appassionati di mozzarella, si sono visti, tra gli altri, David Sassoli, Barbara Matera, Andrea Cozzolino, Erminia Mazzoni, Mario Mauro, Francesco Speroni e Mario Borghezio. Chiara la posizione di quest’ultimo: “Quando andiamo all’estero e ci fanno mangiare la pizza o la mozzarella ed è una schifezza – ha detto Borghezio -, non ci rendiamo conto che si sta consumando un crimine nei confronti della nostra identità”.

mercoledì
feb 3,2010

(Parlamento Euopeo a  Bruxelles)

Petronilla Carillo (inviato)

BRUXELLES – Sono partiti all’alba del 27 gennio u.s. dall’Italia per portare trecento chili di mozzarella di bufala in omaggio ai parlamentari europei in segno di protesta e chiedere così maggiore tutela all’Unione sulle loro produzioni dop.

Gli allevatori di bufale hanno deciso di promuovere così il proprio prodotto, regalando un chilo di mozzarella a tutti i parlamentari italiani presenti  a Bruxelles. “Nonostante i 50mila abbattimenti di capi di bestiame – dice Raffaele Ambrosca, presidente della Lega Allevamenti Bufalini – le nostre produzioni hanno avuto un incremento del 30  per cento. Chiediamo all’Unione Europea di aiutarci a vietare le importazioni di latte estero e soprattutto di inasprire i controlli, senza dimenticare che la tracciabilità del prodotto parte dalla tracciabilità delle stalle, luogo di produzione”.

Ad accoglierli a Bruxelles, l’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini. “Tranquilli, prenderemo l’Europa per la gola”, assicura Rivellini. Poi, rivolgendosi ai membri della commissione europea Agricoltura, presenti all’incontro, aggiunge: “Non sono venuti a protestare portando i trattori, come hanno fatto altri, ma mostrando a tutti la qualità di un prodotto che rappresenta la nostra regione la Campania”. E nella sala Politowskaya, ad accogliere gli allevatori c’erano diversi parlamentari europei e anche il presidente della commissione Agricoltura, De Castro. E’ stato lui ad annunciare l’approvazione di una importante direttiva che consentirà nuove regole per quanto riguarda l’etichettatura che “con un marchio europeo garantirà finalmente la tracciabilità del prodotto”.

Insieme al presidente della commissione Agricoltura della Camera, l’onorevole Paolo Russo: “E’ importante che sia proprio il comparto a chiedere questi controlli perchè la mozzarella non deve essere una produzione di massa ma un prodotto di nicchia. Del resto è un’eccellenza della Campania che fattura 600milioni di euro e dà lavoro a 20mila famiglie”.

Presente all’incontro anche l’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino che lancia un duro attacco contro il ministro Luca Zaia. “Ha sbagliato a far emergere il problema in questo modo – commenta – con una denuncia così dura. Avrebbe dovuto lavorare in silenzio e non gettare fango su una produzione che è un’eccellenza”. Sull’argomento scuote la testa anche Enzo Rivellini.

Subito dopo l’incontro è stato allestito anche un bouffet a base di mozzarella di bufala. Uno dei primi ad assaggiare il prodoto è stato il leghista Mario Borghezio: “Ottima, davvero ottima – ha commentato – il sapore di questa mozzarella non è come quello della nostra….”

Dal sito dell’Europarlamentare Enzo Rivellini

mercoledì
feb 3,2010

DOPO LO SCANDALO SCATTA L’INIZIATIVA PER PROMUOVERE LA TRACCIABILITA’

Petronilla Carillo

L’iniziativa era in programma da settimane: promuovere un prodotto di eccellenza della Campania, quale la mozzarella di bufala, presso il Parlamento europeo così da chiedere, e ottenere, leggi appropriate per la tracciabilità del prodotto che tutelino la salute dei consumatori ma anche le aziende dei produttori.

“Alla luce degli ultimi accadimenti – sottolinea l’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini (nella foto) – la nostra missione a Bruxelles diventa ancora più significativa. L’ho detto in questi giorni  lo ripero ancora: non possiamo condannare tutti i produttori per l’azione sbagliata di un unico sciagurato”.

Un commento secco e diretto,  quello dell’uroparlamentare, a margine di una conferenza tenutasi a Napoli per presentare la missione a Bruxelles dei produttori di mozzarella di bufala, programmata ed effettuata il 27 gennio u.s. Presenti all’incontro anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Paolo Russo; il senatore Gennaro Coronella e il presidente della Lega Allevatori Bufalini, Raffaele Ambrosca.

E la conferenza stampa è diventata anche l’occasione, per Rivellini, per annunciare una interessante iniziativa: “il prossimo 13 Febbraio alla Camera di Commercio di Napoli ci sarà un incontro con il funzionario dell commissione europea Agricoltura, Michele Ottati, che illustrerà ai nostri produttori un’interessante  possibilità di finanziamento (l’80 per ceno  fondo perduto) per mettere in campo azioni di promozione dei prodotti agroalimentari all’estero, come l’apertura di punti vendita. Occorrono sinergie e iniziative concrete per promuovere l’immagine della Campania: io mi sento un leghista del Sud, non mi stancherò mai di lavorare per le nostre eccellenze e per la promozione del territorio”.

Quindi ricorda: “L’idea di parlare in dialetto durante una seduta del Parlamento me la diede propio un agricoltore di Matera nel corso di un incontro: mi parlò delle sue difficoltà e di come i suoi prodotti venivano declassati rispetto ad altri. Guardandolo e parlando con lui ho capito che bisogna fare qualcosa per garantire le eccellenze della nostra terra e del nostro grande Sud. Non dimentichiamo che il settore della mozzarella di bufala conta un fatturato di 600 milioni di euro e dà lavoro a 20mila famiglie”

In primo piano, dunque, la tracciabilità del prodotto garantito da norme comunitarie, come ricorda anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo. “E’ necessario – dichiara – garantire una tracciabilità assoluta e pertanto mettere in campo ogni iniziativa che consenta dalla mammella della bufala e fino al consumatore di sapere esattamente che cosa accade nei vari passaggi, trasporto, incluso”. “Una norma – aggiunge Russo – in questo senso c’è già e va rafforzata introducendo l’elemento della tracciabilità utilizzando tecnologie d’avanguardia”.

A febbraio andrà in aula alla Camera il provvedimento sull’etichettatura già approvato in Senato e in commissione agricoltura della Camera. Un provvedimento con cui, ha spiegato Russo, “si vuole offrire al cittadino la possibilità di acquistare consapevolmente un prodotto portando, dunque, la competizione sul piano della qualità”. Un provvedimento che, inoltre, segue le legge approvata lo scorso anno, che andrà in vigore il 1 gennaio 2013, che impone per la preparazione della mozzarella Dop l’utilizzo di opifici separati. Una legge, ha aggiunto il presidente Russo, “che è stata vivacemente osteggiata dal consozio”. Un settore, quello legato alla produzione della mozzarella, che, secondo l’esponente del Pdl, “non è stato dovutamente sostenuto dalla Regione Campania durante le numerose avversità che, nel corso degli anni, ha dovuto affrontare”.

Dal sito dell’Eurodeputato Enzo Rivellini

mercoledì
feb 3,2010

CONTINUA LA QUERELLE DOPO LE ESTERNAZIONI ESPRESSE TRAMITE AFFISSIONE DI MANIFESTI IN CITTA’. L’EX SINDACO CONFERMA IL TOTALE APPOGGIO AL CANDIDATO POLVERINO.


CANCELLO ED ARNONE – Continua la querelle tra maggioranza ed opposizione. Il botta e risposta innescato tramite manifesti affissi in città trova nuove valvole di sfogo. Attacchi veementi da una parte e dall’altra e, secondo la deontologia professionale e l’etica che contraddistingue ogni organo di informazione degno di questo nome, lasciamo spazio alla replica dell’ex sindaco di Cancello ed Arnone, Raffaele Ambrosca, dopo l’ampio spazio dedicato all’attuale primo cittadino Pasqualino Emerito. “Ho appreso alcune esternzioni – esordisce Ambrosca – che devo necessariamente smentire. Posso confermare solo l’appoggio totale all’onorevole Polverino e sono convinto che in città verrà acclamato. Una candidatura forte la sua, mentre non siamo per nulla convinti che Landolfi e Coronella siano messi in discussione nell’ambito del partito, anzi riteniamo che la leadership in quota AN è saldamente ancorata nelle mani del coordinatore vicario del Pdl Landolfi.

Quindi riteniamo che se ci sono delle speculazioni di qualche candidato che scalpita (ed ha ragione a farlo perchè non prenderà molti voti in città!) Noi siamo costretti a dissociarci da queste leghe di stagione. Poi saranno i numeri a certificare tutto quanto.

L’attuale amministrazione è frammentata.In queste elezioni provinciali, divisa in mille rivoli. Quel piccolissimo feudo di voti che ancora gli rimane è una piccola ricchezza che divisa diventa una grande povertà (se divisa). Nell’ipotesi in cui non fosse divisa questa amminitrazione avrebbe molti problemi, oltre a quelli che già palesa in termini di equilibrio politico all’interno della maggioranza.

Da parte nostra il Pdl viaggia a gonfie vele. Abbiamo avuto un incontro nei giorni scorsi straordinariamente affollato di giovani che hanno costituito un sodalizio a cui nei prossimi giorni daremo conto. Abbiamo incontrato le donne di Cancello ed Arnone in un’affolatissima riunione presso il ristorante “La Campagnola” dove abbiamo fotografato l’attuale situazione politica in vista delle elezioni provinciali e regionali, invitando tutti  a votare l’onorevole Polverino. Diceva qualcuno, “tutto il resto sono chiacchiere e distintivi”.

Per quanto riguarda la querelle dei manifesti, non capisco – continua Ambrosca – per quale motivo, il sindaco entra in questa vicenda se i manifesti non recano la firma dell’amministrazione comunale. Se è vero, come è vero che i manifesti vengono firmati da noi come opposizione consiliare, oppure come Pdl, dall’altra parte quelli di parte avversa vengono sottoscritti da un sedicente “comitato partigiani”. Ora a  ben riflettere o si tratta di vigliacchi che non hanno il coraggio delle loro azioni e dietro l’anonimato tentano di infangare persone e fatti, oppure dovremmo pensare ad un trasformismo dell’amministrazione che cercando di giocare su più tavoli, cerca di avere più voci. Quella ufficiale e quella ufficiosa.

Ci piace pensare che non si tratti dell’amminitrazione perchè la maggioranza non ha necessità di scrivere dietro l’anonimato, ma in questo caso ci aspettiamo una solenne presa di distanza da quei manifesti e dal loro contenuto. In ultimo lasciateci dire che noi da opposizione riteniamo ancora di avere il diritto di poter esprimere idee, concetti e dissenso, purchè si tratti di manifestazioni politiche e tali erano quelle contenute nell’ultimo manifesto che abbiamo sottoscritto. Se per questi motivi dobbiamo attenderci come è avvenuto, insulti, diffamazioni, calunnie e ingiurie, allora diventa quasi una strada obbligata quella giudiziaria. “Il dissenso verso l’opposizione – conclude Ambrosca – viene da gente che non esprime consenso per la maggioranza, ma soltanto portatori di odio e con l’odio si sa non si arriva lontano. Il partito non può essere zittito da nessuno, primi cittadini non si diventa solo indossando una fascia”

Vincenzo Altieri (La Gazzetta di Caserta)

mercoledì
feb 3,2010

I CRISTIANI E LA PERSECUZIONE
“Ricordate la parola che io vi dissi: «Non c’è servo più grande del suo padrone». Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (vangelo di Giovanni 15,20). Dopo la morte violenta di Gesù in croce ad opera delle autorità romane, i cristiani hanno conosciuto molto presto la persecuzione. Stefano e poi gli apostoli sono morti martiri. Molti sono i cristiani che nel primo e secondo secolo hanno subito il martirio. Più esattamente possiamo dire che la persecuzione e il martirio accompagnano la Chiesa in tutta la sua storia. Anche nel secolo appena finito numerosi sono stati gli uomini e le donne morti per la fede. Non si tratta solo di casi marginali, di episodi eroici: è una realtà di massa che ha segnato la storia del cristianesimo. Nel Novecento si parla di oltre 10.000 cristiani uccisi per la loro fede. I martiri sono testimoni coraggiosi della fede, hanno donato la loro vita per il Vangelo e per la promozione umana dei più poveri. Durante le varie persecuzioni sotto gli imperatori romani, quando il Cristianesimo comincia a diffondersi, innumerevoli sono quelli che hanno testimoniato la fede fino a dare la vita. Con l’imperatore Diocleziano, all’inizio del quarto secolo, i cristiani vivono anni drammatici. Solo con Costantino il Cristianesimo diventerà una religione legale, privilegiata e ben presto una religione di Stato. Sotto Diocleziano e fino a poco prima dell’affermazione della nuova religione, l’impero pagano tenta per l’ultima volta e con una violenza fino allora mai raggiunta, di annientare la religione cristiana. Dopo le persecuzioni fra il 250 e il 260, sotto Decio e Valeriano, la Chiesa cristiana non è praticamente più molestata dal potere civile. La Chiesa vive tranquilla, in una situazione di riconoscimento di fatto: le comunità cristiane possono ormai mostrarsi alla luce del giorno, godere tranquillamente delle loro proprietà, celebrare il loro culto. I fedeli che aderiscono al Cristianesimo aumentano notevolmente di numero in questo periodo. In meno di un anno, fra il 303 e il 304, quattro editti dell’imperatore si succedono a breve distanza. Viene proibito il culto cristiano, con la confisca di libri e vasi sacri e la distruzione delle chiese. Successivamente vengono arrestati i “capi delle chiese”, vescovi e clero; essi vengono liberati solo se acconsentono a compiere i riti pagani agli dei e all’imperatore. Di fronte alle resistenze incontrate, l’imperatore ordina per alcuni deportazioni nelle miniere e per altri, dopo crudeli supplizi, anche la morte. In Oriente la persecuzione è molto più severa che non nelle regioni occidentali dell’impero. Molte testimonianze dell’epoca ci descrivono la barbarie dei carnefici e il coraggio delle vittime. In questo periodo viene a collocarsi la vita e il martirio di San Biagio.

VITA DI SAN BIAGIO
San Biagio
visse tra il III e il IV secolo d.C. in Turchia. Nato da una famiglia nobile e allevato come cristiano divenne vescovo di Sebaste, l’odierna città di Sivas nella Turchia orientale, che al tempo di San Biagio era una provincia romana chiamata Armenia Minor. Sebaste (o Megalopolis) era la capitale della Armenia bizantina. Si racconta che era esperto nella medicina, uomo retto e probo, e per questo viene eletto vescovo della sua città. Quando comincia la persecuzione di Licinio, prima larvata, poi sempre più violenta, egli fugge dalla città, rifugiandosi in una grotta sui monti. Licinio, uno dei “colleghi” dell’imperatore Costantino, aveva autorità sulle regioni orientali dell’Impero. Geloso della potenza del grande Imperatore, gli si mette contro, e per prima cosa diventa persecutore dei Cristiani, contravvenendo così all’Editto di Milano (anno 312) da lui sottoscritto insieme con Costantino. La sua persecuzione è quindi un mezzo di lotte politiche, anzi una espressione della rivalità tra i due colleghi. Ma le sofferenze dei cristiani non sono per questo meno crudeli, finché Costantino non riporterà sul rivale una completa vittoria. San Biagio, recluso volontario nella caverna, seguita a svolgere in segreto la sua opera di vescovo. Non dimentica, cioè, neanche sui monti e in momenti particolarmente difficili, il popolo di Sebaste, lontano e minacciato, che gli era stato affidato. Si racconta che stando sui monti, animali selvatici venivano a visitarlo procurandogli il cibo necessario. San Biagio li tratta con rispetto e li cura quando sono malati o feriti. E il significato di questi racconti è molto chiaro: Biagio è accogliente verso tutti e a tutti manifesta affetto e dona aiuto. Viene scoperto da cacciatori in ricognizione sui monti venuti per catturare fiere da far combattere contro i cristiani nel circo; essi vengono attirati presso la grotta del santo proprio per la gran quantità di animali selvatici che stazionano nei suoi pressi, e lo arrestano. Lungo la strada del ritorno, che si immagina piuttosto lunga, il santo converte molti pagani e compie due celebri miracoli. Il primo è il risanamento di un bambino che aveva una lisca di pesce in gola; è il santo stesso a dirci di avere dei poteri taumaturgici in questo senso, e di poter intercedere presso Dio a favore di chi, uomini o animali, avesse malanni dello stesso genere. Questo episodio delicato e affettuoso nei confronti del bambino, compiuto sulla via del martirio, ha valso a san Biagio la sua qualifica di protettore da tutti i mali della gola, che la tradizione ha confermato con un culto secolare, e che la Chiesa accoglie nella liturgia di questo giorno. San Biagio professò la sua fede in Cristo davanti all’imperatore e perciò fu picchiato con le verghe. Poi appeso, stirato e gettato in prigione. Mentre lo portavano in prigione lo seguirono sette donne che professavano Gesù Cristo come vero Dio e per questo furono decapitate. Fu torturato con pettini che strappavano la carne, come quelli usati per cardare la lana: ‘Dilacerato corpore, infractus animo resistit’ secondo il racconto del suo martirio. Si racconta anche che convinse con la sua parola un lupo a restituire un maiale che apparteneva ad una povera donna. Essa poi ricambiò il santo infiltrandosi nella prigione e portandogli cibo e candele. Fu gettato in fondo al lago, ma due angeli lo riportarono sano e salvo a riva, quindi fu decapitato. Furono decapitati anche due ragazzi che erano in prigione con lui e che egli aveva istruito alla religione cristiana. San Biagio fu l’esecutore del testamento scritto di Sant’Eustrazio, quando questi fu martirizzato, e ciò è raccontato nella vita dei ‘cinque martiri’ venerati il 13 Dicembre dalla chiesa ortodossa. Compare in una antica tela, rappresentato tra i cinque martiri, vicino ad Eustrazio nell’atto di accettare dalle sue mani il testamento scritto. Il martirio del Vescovo di Sebaste avvenne nel 315 o 316 d.C. durante l’impero di Licinio. Nel martirologio di San Gerolamo (347-419) non è nominato, ma in quelli europei del IX secolo San Biagio è nominato al 15 Febbraio, mentre in quelli greci è ricordato l’11 Febbraio. I pochi fatti certi sulla vita di San Biagio sono riportati nei documenti antichi frammisti alla leggenda che si diffuse a partire dall’ottavo secolo. La venerazione del santo orientale è arrivata in Europa in tempi molto antichi e fu molto popolare nel Medio Evo. La ragione vera della devozione a San Biagio non è ancora stata chiarita. Innumerevoli chiese sono dedicate a lui e molte località ritengono di avere sue reliquie (Taranto, Ragusa, l’Abbazia di San Biagio nella Foresta Nera, e anche San Biagio di Callalta). San Biagio si festeggia il 3 Febbraio nella chiesa cattolica e l’11 Febbraio nella chiesa orientale. E’ rappresentato spesso con in mano due candele incrociate o in una grotta attorniato dagli animali. San Biagio è il patrono degli animali selvatici, dei cardatori e di tutte le persone che soffrono di malattie alla gola. In Germania, Svezia ed Ungheria San Biagio è venerato tra i 14 santi ausiliatori cui si rivolgono i devoti che chiedono aiuto in caso di malattia.


PREGHIERA A SAN BIAGIO
O glorioso San Biagio che con una breve preghiera, restituiste la perfetta sanità ad un bambino che per una spina di pesce attraversata nella gola stava per mandare l’ultimo anelito, ottenete a noi tutti la grazia di esperimentare l’efficacia del vostro patrocinio in tutti i mali di gola, ma più di tutto, di mortificare con la fedele pratica dei precetti di Santa Chiesa, questo senso tanto pericoloso, e di impiegare sempre la nostra lingua a difendere le verità della fede tanto combattute e denigrate ai giorni nostri. Così sia.

La festività di San Biagio è molto sentita in Cancello ed Arnone e, più precisamente nella parrocchia “Maria SS. Assunta in Cielo” sita in località Arnone.

Dal 31 gennaio al 3 febbraio la chiesa ospita la festa di San Biagio Vescovo e Martire, partecipatissime.
L’intera giornata del 3 febbraio è scandita dalle partecipate celebrazioni eucaristiche, e la Santa Messa delle ore 11,00 viene celebrata, come di consueto, dall’Arcivescoo della diocesi di Capua, Sua Eccellenza Monsignor Bruno Schettino.
Al termine di ogni messa vengono distribuiti i  piccoli pani benedetti che ricordano la forma della gola umana (cannarozzo) su cui si è soliti incidere le iniziali del Santo (SB).
Essi vengono distribuiti gratuitamente alla gente in un locale nella piazzetta adiacente alla chiesa; la tradizione vuole che questi pani “non debbano essere consumati senza essere spezzati in comune; non debbano essere farciti, e non debbano essere tagliati con la lama”. Chiari i riferimenti eucaristici.

Al termine della celebrazione, la grande folla che si era radunata dentro e fuori la chiesa forma una lunga fila e ad uno ad uno tutti ricevono l’attesissima benedizione con le candele incrociate. Numerosi i bambini.
La tradizione vuole che nelle chiese il giorno 3 febbraio si svolga il rito delle benedizioni delle candele, estensione della Festa della Candelora del giorno precedente, l’unzione della gola ed infine la distribuzione delle pagnotte benedette. (come abbiamo già detto)
La Candelora ricorda il rito di purificazione che la Vergine Maria seguì dopo aver dato alla luce Gesù Cristo, in conformità con la legge mosaica.  In molte regioni italiane la Candelora resta legata alla benedizione dei ceri.
Oggi, la Candelora segna la fine dell’inverno, con annesso proverbio “Candelora dell’inverno semo fora”proseguendo con “ma se piove e tira vento, dell’inverno semo dentro”

N.B. con l’occasione, siamo lieti di porgere i nostri migliori auguri a tutti i “BIAGIO”  di Cancello ed Arnone, augurando loro un sereno e felice onomastico.

lunedì
feb 1,2010

ED ECCO L’ULTIMO CAPOLAVORO…..PARTORITO DA CHISSA’ QUALE MENTE ECCELSA!

A PARTE CHE QUESTA SPECIE DI LETTERA E’ STATA CONCEPITA E SCRITTA DA PIU’ PERSONE, PROBABILMENTE PER CONFONDERE  L’EVENTUALITA’ DI UNA RICERCA…..

MA, CONSTATATO CIO’, RAGAZZI MIEI, LASCIATEVI DIRE CHE QUESTA VOLTA, LA VOSTRA MISSIVA MI FA FATTO VERAMENTE RIDERE, ANZI ABBIAMO RISO PROPRIO TUTTA LA FAMIGLIA, MI SEMBRATE PRONTI PER RECITARE IN UNA SCENEGGIATA NAPOLETANA…SIETE COLORITI, UN PO’ ROZZI ED ANCHE UN PO’ IGNORANTI, PERMETTETEMI DI DIRVELO (SI SCRIVE UN UOMO E NON UN’UOMO, IL SOSTANTIVO MASCHILE NON VA MAI APOSTROFATO, IGNORANTONI!!!!!!!).

PER QUANTO RIGUARDA LA VOSTRA INSISTENZA SUL BACIAMANO E SULL’INCHINO CHE IO AVREI FATTO, SONO DOLENTE, MA SIETE DISTANTI ANNI LUCE DALLA VERITA’, MA FORSE PENSATE CHE L’AVVOCATO AMBROSCA SIA DIVENTATO PAPA? MA PERCHE’ AVREI DOVUTO FARGLI QUESTO BACIAMANO? MA NON VI SEMBRA, INVECE, PIU’ PROBABILE CHE LA VOSTRA INVIATA “SPECIALE E SEGRETA” (CHE E’, COMUNQUE, BEN NOTA A TUTTI) ABBIA POTUTO PRENDERE UN ABBAGLIO?

MA GUARDATEMI BENE, PER CORTESIA, VI SEMBRO IL TIPO DA FARE BACIAMANO A CHICCHESSIA? ED INOLTRE AMBROSCA E’ UN VERO GENTILUOMO E, SOLITAMENTE, E’ LUI CHE FA IL BACIAMANO ALLE SIGNORE.

INTENDIAMOCI, NON E’ IL NOSTRO CASO, NOI SIAMO AMICI, ED IL PIU’ DELLE VOLTE, QUANDO CI INCONTRIAMO CI ABBRACCIAMO E CI BACIAMO SULLA GUANCIA.

SPERO CHE NON VOGLIATE FARE ULTERIORI PETTEGOLEZZI, LA STESSA COSA AVVIENE ANCHE CON LA MOGLIE E CON MOLTE ALTRE PERSONE CHE MI SONO SIMPATICHE….!

VOI CARI PARTIGIANI, MI AVETE FATTO SOLO MOLTO RIDERE, PER CUI VI DO’ UN CONSIGLIO, CONTINUATE AD ESERCITARVI, AVETE UN AVVENIRE ASSICURATO COME COMMEDIANTI, VISTO CHE LA POLITICA NON FA PER VOI!!!

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH, CHE MATTACCHIONI….CIAO A TUTTI, A PRESTO!

TILDE


N.B. PRECISO, SIN D’ORA, CHE QUESTA E’ L’ULTIMA RISPOSTA CHE DO’ ALLE VOSTRE PROVOCAZIONI, FATE QUELLO CHE VOLETE IO NON HO PIU’ NULLA DA DIRVI….E’ TEMPO PERSO!

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