Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Cancello ed Arnone’ Category

venerdì
feb 5,2010

giovedì
feb 4,2010

(Mario Borghezio)

Bruxelles, 4 febbraio ’10 (Fuoritutto) La mozzarella di bufala campana per un giorno nel Parlamento Europeo di Bruxelles: ben trecento chili, oltre duemila pepite bianche, sono state distribuite e fatte degustare nel corso di una serata all’insegna dei sapori italiani.
Ad organizzare l’iniziativa è stato il deputato europeo Enzo Rivellini, il quale insieme a Raffaele Abrosca, presidente della Lega allevatori bufalini, ha chiesto l’immediata applicazione di una norma sulla tracciabilità alimentare fin dalla stalla, unico rimedio per evitare frodi derivate dall’utilizzo di latte proveniente dall’estero e non sicuro.  Presente anche il Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro, il quale ha spiegato che esiste già una norma sulla tracciabilità e che bisogna renderla più restrittiva, aggiungendo che è stato registrato un primo importante successo in Commissione: “prodotti quali la passata di pomodoro, le confetture a base di frutta, i prodotti alimentari trasformati a base di carne e latte, oltre a quelli non trasformati – ha chiarito De Castro -, indicheranno in etichetta la loro origine territoriale”.  Per Enzo Rivellini, Presidente della Commissione Europa-Cina, solo con la tracciabilità dalla stalla sarà possibile garantire la qualità e la tutela di “un prodotto che costituisce un marchio di grande identità alimentare nazionale oltre ad essere una fonte di ricchezza territoriale”. Alla degustazione della mozzarella di bufala Campana dop, nell’Espace “Mezzanine” dell’Europarlamento, insieme ai tanti europarlamentari stranieri appassionati di mozzarella, si sono visti, tra gli altri, David Sassoli, Barbara Matera, Andrea Cozzolino, Erminia Mazzoni, Mario Mauro, Francesco Speroni e Mario Borghezio. Chiara la posizione di quest’ultimo: “Quando andiamo all’estero e ci fanno mangiare la pizza o la mozzarella ed è una schifezza – ha detto Borghezio -, non ci rendiamo conto che si sta consumando un crimine nei confronti della nostra identità”.

mercoledì
feb 3,2010

(Parlamento Euopeo a  Bruxelles)

Petronilla Carillo (inviato)

BRUXELLES – Sono partiti all’alba del 27 gennio u.s. dall’Italia per portare trecento chili di mozzarella di bufala in omaggio ai parlamentari europei in segno di protesta e chiedere così maggiore tutela all’Unione sulle loro produzioni dop.

Gli allevatori di bufale hanno deciso di promuovere così il proprio prodotto, regalando un chilo di mozzarella a tutti i parlamentari italiani presenti  a Bruxelles. “Nonostante i 50mila abbattimenti di capi di bestiame – dice Raffaele Ambrosca, presidente della Lega Allevamenti Bufalini – le nostre produzioni hanno avuto un incremento del 30  per cento. Chiediamo all’Unione Europea di aiutarci a vietare le importazioni di latte estero e soprattutto di inasprire i controlli, senza dimenticare che la tracciabilità del prodotto parte dalla tracciabilità delle stalle, luogo di produzione”.

Ad accoglierli a Bruxelles, l’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini. “Tranquilli, prenderemo l’Europa per la gola”, assicura Rivellini. Poi, rivolgendosi ai membri della commissione europea Agricoltura, presenti all’incontro, aggiunge: “Non sono venuti a protestare portando i trattori, come hanno fatto altri, ma mostrando a tutti la qualità di un prodotto che rappresenta la nostra regione la Campania”. E nella sala Politowskaya, ad accogliere gli allevatori c’erano diversi parlamentari europei e anche il presidente della commissione Agricoltura, De Castro. E’ stato lui ad annunciare l’approvazione di una importante direttiva che consentirà nuove regole per quanto riguarda l’etichettatura che “con un marchio europeo garantirà finalmente la tracciabilità del prodotto”.

Insieme al presidente della commissione Agricoltura della Camera, l’onorevole Paolo Russo: “E’ importante che sia proprio il comparto a chiedere questi controlli perchè la mozzarella non deve essere una produzione di massa ma un prodotto di nicchia. Del resto è un’eccellenza della Campania che fattura 600milioni di euro e dà lavoro a 20mila famiglie”.

Presente all’incontro anche l’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino che lancia un duro attacco contro il ministro Luca Zaia. “Ha sbagliato a far emergere il problema in questo modo – commenta – con una denuncia così dura. Avrebbe dovuto lavorare in silenzio e non gettare fango su una produzione che è un’eccellenza”. Sull’argomento scuote la testa anche Enzo Rivellini.

Subito dopo l’incontro è stato allestito anche un bouffet a base di mozzarella di bufala. Uno dei primi ad assaggiare il prodoto è stato il leghista Mario Borghezio: “Ottima, davvero ottima – ha commentato – il sapore di questa mozzarella non è come quello della nostra….”

Dal sito dell’Europarlamentare Enzo Rivellini

mercoledì
feb 3,2010

DOPO LO SCANDALO SCATTA L’INIZIATIVA PER PROMUOVERE LA TRACCIABILITA’

Petronilla Carillo

L’iniziativa era in programma da settimane: promuovere un prodotto di eccellenza della Campania, quale la mozzarella di bufala, presso il Parlamento europeo così da chiedere, e ottenere, leggi appropriate per la tracciabilità del prodotto che tutelino la salute dei consumatori ma anche le aziende dei produttori.

“Alla luce degli ultimi accadimenti – sottolinea l’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini (nella foto) – la nostra missione a Bruxelles diventa ancora più significativa. L’ho detto in questi giorni  lo ripero ancora: non possiamo condannare tutti i produttori per l’azione sbagliata di un unico sciagurato”.

Un commento secco e diretto,  quello dell’uroparlamentare, a margine di una conferenza tenutasi a Napoli per presentare la missione a Bruxelles dei produttori di mozzarella di bufala, programmata ed effettuata il 27 gennio u.s. Presenti all’incontro anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Paolo Russo; il senatore Gennaro Coronella e il presidente della Lega Allevatori Bufalini, Raffaele Ambrosca.

E la conferenza stampa è diventata anche l’occasione, per Rivellini, per annunciare una interessante iniziativa: “il prossimo 13 Febbraio alla Camera di Commercio di Napoli ci sarà un incontro con il funzionario dell commissione europea Agricoltura, Michele Ottati, che illustrerà ai nostri produttori un’interessante  possibilità di finanziamento (l’80 per ceno  fondo perduto) per mettere in campo azioni di promozione dei prodotti agroalimentari all’estero, come l’apertura di punti vendita. Occorrono sinergie e iniziative concrete per promuovere l’immagine della Campania: io mi sento un leghista del Sud, non mi stancherò mai di lavorare per le nostre eccellenze e per la promozione del territorio”.

Quindi ricorda: “L’idea di parlare in dialetto durante una seduta del Parlamento me la diede propio un agricoltore di Matera nel corso di un incontro: mi parlò delle sue difficoltà e di come i suoi prodotti venivano declassati rispetto ad altri. Guardandolo e parlando con lui ho capito che bisogna fare qualcosa per garantire le eccellenze della nostra terra e del nostro grande Sud. Non dimentichiamo che il settore della mozzarella di bufala conta un fatturato di 600 milioni di euro e dà lavoro a 20mila famiglie”

In primo piano, dunque, la tracciabilità del prodotto garantito da norme comunitarie, come ricorda anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo. “E’ necessario – dichiara – garantire una tracciabilità assoluta e pertanto mettere in campo ogni iniziativa che consenta dalla mammella della bufala e fino al consumatore di sapere esattamente che cosa accade nei vari passaggi, trasporto, incluso”. “Una norma – aggiunge Russo – in questo senso c’è già e va rafforzata introducendo l’elemento della tracciabilità utilizzando tecnologie d’avanguardia”.

A febbraio andrà in aula alla Camera il provvedimento sull’etichettatura già approvato in Senato e in commissione agricoltura della Camera. Un provvedimento con cui, ha spiegato Russo, “si vuole offrire al cittadino la possibilità di acquistare consapevolmente un prodotto portando, dunque, la competizione sul piano della qualità”. Un provvedimento che, inoltre, segue le legge approvata lo scorso anno, che andrà in vigore il 1 gennaio 2013, che impone per la preparazione della mozzarella Dop l’utilizzo di opifici separati. Una legge, ha aggiunto il presidente Russo, “che è stata vivacemente osteggiata dal consozio”. Un settore, quello legato alla produzione della mozzarella, che, secondo l’esponente del Pdl, “non è stato dovutamente sostenuto dalla Regione Campania durante le numerose avversità che, nel corso degli anni, ha dovuto affrontare”.

Dal sito dell’Eurodeputato Enzo Rivellini

mercoledì
feb 3,2010

CONTINUA LA QUERELLE DOPO LE ESTERNAZIONI ESPRESSE TRAMITE AFFISSIONE DI MANIFESTI IN CITTA’. L’EX SINDACO CONFERMA IL TOTALE APPOGGIO AL CANDIDATO POLVERINO.


CANCELLO ED ARNONE – Continua la querelle tra maggioranza ed opposizione. Il botta e risposta innescato tramite manifesti affissi in città trova nuove valvole di sfogo. Attacchi veementi da una parte e dall’altra e, secondo la deontologia professionale e l’etica che contraddistingue ogni organo di informazione degno di questo nome, lasciamo spazio alla replica dell’ex sindaco di Cancello ed Arnone, Raffaele Ambrosca, dopo l’ampio spazio dedicato all’attuale primo cittadino Pasqualino Emerito. “Ho appreso alcune esternzioni – esordisce Ambrosca – che devo necessariamente smentire. Posso confermare solo l’appoggio totale all’onorevole Polverino e sono convinto che in città verrà acclamato. Una candidatura forte la sua, mentre non siamo per nulla convinti che Landolfi e Coronella siano messi in discussione nell’ambito del partito, anzi riteniamo che la leadership in quota AN è saldamente ancorata nelle mani del coordinatore vicario del Pdl Landolfi.

Quindi riteniamo che se ci sono delle speculazioni di qualche candidato che scalpita (ed ha ragione a farlo perchè non prenderà molti voti in città!) Noi siamo costretti a dissociarci da queste leghe di stagione. Poi saranno i numeri a certificare tutto quanto.

L’attuale amministrazione è frammentata.In queste elezioni provinciali, divisa in mille rivoli. Quel piccolissimo feudo di voti che ancora gli rimane è una piccola ricchezza che divisa diventa una grande povertà (se divisa). Nell’ipotesi in cui non fosse divisa questa amminitrazione avrebbe molti problemi, oltre a quelli che già palesa in termini di equilibrio politico all’interno della maggioranza.

Da parte nostra il Pdl viaggia a gonfie vele. Abbiamo avuto un incontro nei giorni scorsi straordinariamente affollato di giovani che hanno costituito un sodalizio a cui nei prossimi giorni daremo conto. Abbiamo incontrato le donne di Cancello ed Arnone in un’affolatissima riunione presso il ristorante “La Campagnola” dove abbiamo fotografato l’attuale situazione politica in vista delle elezioni provinciali e regionali, invitando tutti  a votare l’onorevole Polverino. Diceva qualcuno, “tutto il resto sono chiacchiere e distintivi”.

Per quanto riguarda la querelle dei manifesti, non capisco – continua Ambrosca – per quale motivo, il sindaco entra in questa vicenda se i manifesti non recano la firma dell’amministrazione comunale. Se è vero, come è vero che i manifesti vengono firmati da noi come opposizione consiliare, oppure come Pdl, dall’altra parte quelli di parte avversa vengono sottoscritti da un sedicente “comitato partigiani”. Ora a  ben riflettere o si tratta di vigliacchi che non hanno il coraggio delle loro azioni e dietro l’anonimato tentano di infangare persone e fatti, oppure dovremmo pensare ad un trasformismo dell’amministrazione che cercando di giocare su più tavoli, cerca di avere più voci. Quella ufficiale e quella ufficiosa.

Ci piace pensare che non si tratti dell’amminitrazione perchè la maggioranza non ha necessità di scrivere dietro l’anonimato, ma in questo caso ci aspettiamo una solenne presa di distanza da quei manifesti e dal loro contenuto. In ultimo lasciateci dire che noi da opposizione riteniamo ancora di avere il diritto di poter esprimere idee, concetti e dissenso, purchè si tratti di manifestazioni politiche e tali erano quelle contenute nell’ultimo manifesto che abbiamo sottoscritto. Se per questi motivi dobbiamo attenderci come è avvenuto, insulti, diffamazioni, calunnie e ingiurie, allora diventa quasi una strada obbligata quella giudiziaria. “Il dissenso verso l’opposizione – conclude Ambrosca – viene da gente che non esprime consenso per la maggioranza, ma soltanto portatori di odio e con l’odio si sa non si arriva lontano. Il partito non può essere zittito da nessuno, primi cittadini non si diventa solo indossando una fascia”

Vincenzo Altieri (La Gazzetta di Caserta)

mercoledì
feb 3,2010

I CRISTIANI E LA PERSECUZIONE
“Ricordate la parola che io vi dissi: «Non c’è servo più grande del suo padrone». Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (vangelo di Giovanni 15,20). Dopo la morte violenta di Gesù in croce ad opera delle autorità romane, i cristiani hanno conosciuto molto presto la persecuzione. Stefano e poi gli apostoli sono morti martiri. Molti sono i cristiani che nel primo e secondo secolo hanno subito il martirio. Più esattamente possiamo dire che la persecuzione e il martirio accompagnano la Chiesa in tutta la sua storia. Anche nel secolo appena finito numerosi sono stati gli uomini e le donne morti per la fede. Non si tratta solo di casi marginali, di episodi eroici: è una realtà di massa che ha segnato la storia del cristianesimo. Nel Novecento si parla di oltre 10.000 cristiani uccisi per la loro fede. I martiri sono testimoni coraggiosi della fede, hanno donato la loro vita per il Vangelo e per la promozione umana dei più poveri. Durante le varie persecuzioni sotto gli imperatori romani, quando il Cristianesimo comincia a diffondersi, innumerevoli sono quelli che hanno testimoniato la fede fino a dare la vita. Con l’imperatore Diocleziano, all’inizio del quarto secolo, i cristiani vivono anni drammatici. Solo con Costantino il Cristianesimo diventerà una religione legale, privilegiata e ben presto una religione di Stato. Sotto Diocleziano e fino a poco prima dell’affermazione della nuova religione, l’impero pagano tenta per l’ultima volta e con una violenza fino allora mai raggiunta, di annientare la religione cristiana. Dopo le persecuzioni fra il 250 e il 260, sotto Decio e Valeriano, la Chiesa cristiana non è praticamente più molestata dal potere civile. La Chiesa vive tranquilla, in una situazione di riconoscimento di fatto: le comunità cristiane possono ormai mostrarsi alla luce del giorno, godere tranquillamente delle loro proprietà, celebrare il loro culto. I fedeli che aderiscono al Cristianesimo aumentano notevolmente di numero in questo periodo. In meno di un anno, fra il 303 e il 304, quattro editti dell’imperatore si succedono a breve distanza. Viene proibito il culto cristiano, con la confisca di libri e vasi sacri e la distruzione delle chiese. Successivamente vengono arrestati i “capi delle chiese”, vescovi e clero; essi vengono liberati solo se acconsentono a compiere i riti pagani agli dei e all’imperatore. Di fronte alle resistenze incontrate, l’imperatore ordina per alcuni deportazioni nelle miniere e per altri, dopo crudeli supplizi, anche la morte. In Oriente la persecuzione è molto più severa che non nelle regioni occidentali dell’impero. Molte testimonianze dell’epoca ci descrivono la barbarie dei carnefici e il coraggio delle vittime. In questo periodo viene a collocarsi la vita e il martirio di San Biagio.

VITA DI SAN BIAGIO
San Biagio
visse tra il III e il IV secolo d.C. in Turchia. Nato da una famiglia nobile e allevato come cristiano divenne vescovo di Sebaste, l’odierna città di Sivas nella Turchia orientale, che al tempo di San Biagio era una provincia romana chiamata Armenia Minor. Sebaste (o Megalopolis) era la capitale della Armenia bizantina. Si racconta che era esperto nella medicina, uomo retto e probo, e per questo viene eletto vescovo della sua città. Quando comincia la persecuzione di Licinio, prima larvata, poi sempre più violenta, egli fugge dalla città, rifugiandosi in una grotta sui monti. Licinio, uno dei “colleghi” dell’imperatore Costantino, aveva autorità sulle regioni orientali dell’Impero. Geloso della potenza del grande Imperatore, gli si mette contro, e per prima cosa diventa persecutore dei Cristiani, contravvenendo così all’Editto di Milano (anno 312) da lui sottoscritto insieme con Costantino. La sua persecuzione è quindi un mezzo di lotte politiche, anzi una espressione della rivalità tra i due colleghi. Ma le sofferenze dei cristiani non sono per questo meno crudeli, finché Costantino non riporterà sul rivale una completa vittoria. San Biagio, recluso volontario nella caverna, seguita a svolgere in segreto la sua opera di vescovo. Non dimentica, cioè, neanche sui monti e in momenti particolarmente difficili, il popolo di Sebaste, lontano e minacciato, che gli era stato affidato. Si racconta che stando sui monti, animali selvatici venivano a visitarlo procurandogli il cibo necessario. San Biagio li tratta con rispetto e li cura quando sono malati o feriti. E il significato di questi racconti è molto chiaro: Biagio è accogliente verso tutti e a tutti manifesta affetto e dona aiuto. Viene scoperto da cacciatori in ricognizione sui monti venuti per catturare fiere da far combattere contro i cristiani nel circo; essi vengono attirati presso la grotta del santo proprio per la gran quantità di animali selvatici che stazionano nei suoi pressi, e lo arrestano. Lungo la strada del ritorno, che si immagina piuttosto lunga, il santo converte molti pagani e compie due celebri miracoli. Il primo è il risanamento di un bambino che aveva una lisca di pesce in gola; è il santo stesso a dirci di avere dei poteri taumaturgici in questo senso, e di poter intercedere presso Dio a favore di chi, uomini o animali, avesse malanni dello stesso genere. Questo episodio delicato e affettuoso nei confronti del bambino, compiuto sulla via del martirio, ha valso a san Biagio la sua qualifica di protettore da tutti i mali della gola, che la tradizione ha confermato con un culto secolare, e che la Chiesa accoglie nella liturgia di questo giorno. San Biagio professò la sua fede in Cristo davanti all’imperatore e perciò fu picchiato con le verghe. Poi appeso, stirato e gettato in prigione. Mentre lo portavano in prigione lo seguirono sette donne che professavano Gesù Cristo come vero Dio e per questo furono decapitate. Fu torturato con pettini che strappavano la carne, come quelli usati per cardare la lana: ‘Dilacerato corpore, infractus animo resistit’ secondo il racconto del suo martirio. Si racconta anche che convinse con la sua parola un lupo a restituire un maiale che apparteneva ad una povera donna. Essa poi ricambiò il santo infiltrandosi nella prigione e portandogli cibo e candele. Fu gettato in fondo al lago, ma due angeli lo riportarono sano e salvo a riva, quindi fu decapitato. Furono decapitati anche due ragazzi che erano in prigione con lui e che egli aveva istruito alla religione cristiana. San Biagio fu l’esecutore del testamento scritto di Sant’Eustrazio, quando questi fu martirizzato, e ciò è raccontato nella vita dei ‘cinque martiri’ venerati il 13 Dicembre dalla chiesa ortodossa. Compare in una antica tela, rappresentato tra i cinque martiri, vicino ad Eustrazio nell’atto di accettare dalle sue mani il testamento scritto. Il martirio del Vescovo di Sebaste avvenne nel 315 o 316 d.C. durante l’impero di Licinio. Nel martirologio di San Gerolamo (347-419) non è nominato, ma in quelli europei del IX secolo San Biagio è nominato al 15 Febbraio, mentre in quelli greci è ricordato l’11 Febbraio. I pochi fatti certi sulla vita di San Biagio sono riportati nei documenti antichi frammisti alla leggenda che si diffuse a partire dall’ottavo secolo. La venerazione del santo orientale è arrivata in Europa in tempi molto antichi e fu molto popolare nel Medio Evo. La ragione vera della devozione a San Biagio non è ancora stata chiarita. Innumerevoli chiese sono dedicate a lui e molte località ritengono di avere sue reliquie (Taranto, Ragusa, l’Abbazia di San Biagio nella Foresta Nera, e anche San Biagio di Callalta). San Biagio si festeggia il 3 Febbraio nella chiesa cattolica e l’11 Febbraio nella chiesa orientale. E’ rappresentato spesso con in mano due candele incrociate o in una grotta attorniato dagli animali. San Biagio è il patrono degli animali selvatici, dei cardatori e di tutte le persone che soffrono di malattie alla gola. In Germania, Svezia ed Ungheria San Biagio è venerato tra i 14 santi ausiliatori cui si rivolgono i devoti che chiedono aiuto in caso di malattia.


PREGHIERA A SAN BIAGIO
O glorioso San Biagio che con una breve preghiera, restituiste la perfetta sanità ad un bambino che per una spina di pesce attraversata nella gola stava per mandare l’ultimo anelito, ottenete a noi tutti la grazia di esperimentare l’efficacia del vostro patrocinio in tutti i mali di gola, ma più di tutto, di mortificare con la fedele pratica dei precetti di Santa Chiesa, questo senso tanto pericoloso, e di impiegare sempre la nostra lingua a difendere le verità della fede tanto combattute e denigrate ai giorni nostri. Così sia.

La festività di San Biagio è molto sentita in Cancello ed Arnone e, più precisamente nella parrocchia “Maria SS. Assunta in Cielo” sita in località Arnone.

Dal 31 gennaio al 3 febbraio la chiesa ospita la festa di San Biagio Vescovo e Martire, partecipatissime.
L’intera giornata del 3 febbraio è scandita dalle partecipate celebrazioni eucaristiche, e la Santa Messa delle ore 11,00 viene celebrata, come di consueto, dall’Arcivescoo della diocesi di Capua, Sua Eccellenza Monsignor Bruno Schettino.
Al termine di ogni messa vengono distribuiti i  piccoli pani benedetti che ricordano la forma della gola umana (cannarozzo) su cui si è soliti incidere le iniziali del Santo (SB).
Essi vengono distribuiti gratuitamente alla gente in un locale nella piazzetta adiacente alla chiesa; la tradizione vuole che questi pani “non debbano essere consumati senza essere spezzati in comune; non debbano essere farciti, e non debbano essere tagliati con la lama”. Chiari i riferimenti eucaristici.

Al termine della celebrazione, la grande folla che si era radunata dentro e fuori la chiesa forma una lunga fila e ad uno ad uno tutti ricevono l’attesissima benedizione con le candele incrociate. Numerosi i bambini.
La tradizione vuole che nelle chiese il giorno 3 febbraio si svolga il rito delle benedizioni delle candele, estensione della Festa della Candelora del giorno precedente, l’unzione della gola ed infine la distribuzione delle pagnotte benedette. (come abbiamo già detto)
La Candelora ricorda il rito di purificazione che la Vergine Maria seguì dopo aver dato alla luce Gesù Cristo, in conformità con la legge mosaica.  In molte regioni italiane la Candelora resta legata alla benedizione dei ceri.
Oggi, la Candelora segna la fine dell’inverno, con annesso proverbio “Candelora dell’inverno semo fora”proseguendo con “ma se piove e tira vento, dell’inverno semo dentro”

N.B. con l’occasione, siamo lieti di porgere i nostri migliori auguri a tutti i “BIAGIO”  di Cancello ed Arnone, augurando loro un sereno e felice onomastico.

lunedì
feb 1,2010

ED ECCO L’ULTIMO CAPOLAVORO…..PARTORITO DA CHISSA’ QUALE MENTE ECCELSA!

A PARTE CHE QUESTA SPECIE DI LETTERA E’ STATA CONCEPITA E SCRITTA DA PIU’ PERSONE, PROBABILMENTE PER CONFONDERE  L’EVENTUALITA’ DI UNA RICERCA…..

MA, CONSTATATO CIO’, RAGAZZI MIEI, LASCIATEVI DIRE CHE QUESTA VOLTA, LA VOSTRA MISSIVA MI FA FATTO VERAMENTE RIDERE, ANZI ABBIAMO RISO PROPRIO TUTTA LA FAMIGLIA, MI SEMBRATE PRONTI PER RECITARE IN UNA SCENEGGIATA NAPOLETANA…SIETE COLORITI, UN PO’ ROZZI ED ANCHE UN PO’ IGNORANTI, PERMETTETEMI DI DIRVELO (SI SCRIVE UN UOMO E NON UN’UOMO, IL SOSTANTIVO MASCHILE NON VA MAI APOSTROFATO, IGNORANTONI!!!!!!!).

PER QUANTO RIGUARDA LA VOSTRA INSISTENZA SUL BACIAMANO E SULL’INCHINO CHE IO AVREI FATTO, SONO DOLENTE, MA SIETE DISTANTI ANNI LUCE DALLA VERITA’, MA FORSE PENSATE CHE L’AVVOCATO AMBROSCA SIA DIVENTATO PAPA? MA PERCHE’ AVREI DOVUTO FARGLI QUESTO BACIAMANO? MA NON VI SEMBRA, INVECE, PIU’ PROBABILE CHE LA VOSTRA INVIATA “SPECIALE E SEGRETA” (CHE E’, COMUNQUE, BEN NOTA A TUTTI) ABBIA POTUTO PRENDERE UN ABBAGLIO?

MA GUARDATEMI BENE, PER CORTESIA, VI SEMBRO IL TIPO DA FARE BACIAMANO A CHICCHESSIA? ED INOLTRE AMBROSCA E’ UN VERO GENTILUOMO E, SOLITAMENTE, E’ LUI CHE FA IL BACIAMANO ALLE SIGNORE.

INTENDIAMOCI, NON E’ IL NOSTRO CASO, NOI SIAMO AMICI, ED IL PIU’ DELLE VOLTE, QUANDO CI INCONTRIAMO CI ABBRACCIAMO E CI BACIAMO SULLA GUANCIA.

SPERO CHE NON VOGLIATE FARE ULTERIORI PETTEGOLEZZI, LA STESSA COSA AVVIENE ANCHE CON LA MOGLIE E CON MOLTE ALTRE PERSONE CHE MI SONO SIMPATICHE….!

VOI CARI PARTIGIANI, MI AVETE FATTO SOLO MOLTO RIDERE, PER CUI VI DO’ UN CONSIGLIO, CONTINUATE AD ESERCITARVI, AVETE UN AVVENIRE ASSICURATO COME COMMEDIANTI, VISTO CHE LA POLITICA NON FA PER VOI!!!

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH, CHE MATTACCHIONI….CIAO A TUTTI, A PRESTO!

TILDE


N.B. PRECISO, SIN D’ORA, CHE QUESTA E’ L’ULTIMA RISPOSTA CHE DO’ ALLE VOSTRE PROVOCAZIONI, FATE QUELLO CHE VOLETE IO NON HO PIU’ NULLA DA DIRVI….E’ TEMPO PERSO!

lunedì
feb 1,2010

Il Comitato Pdl (Gruppo Consiliare e Coordinamento cittadino) di Cancello ed Arnone, con la presente nota, fa presente a tutti i cittadini che domenica 31 gennaio scorso, per motivi di ordine climatico, non è stato possibile allestire il Gazebo per firmare la petizione inerente la delocalizzazione dei servizi sanitari, relativamente agli utenti di Cancello ed Arnone, da Capua nuovamente a Castel Volturno.

SI PRECISA

che tale progetto è stato solo rimandato ad un momento maggiormente idoneo climaticamente, ma nel frattempo, si inizierà ad effettuare un “PORTA A PORTA” per il raggiungimento dell’OBIETTIVO COMUNE a tutti i cittadini di Cancello ed Arnone.

Grazie per l’attenzione, a presto

Comitato PDL di Cancello ed Arnone

domenica
gen 31,2010

CANCELLO ED ARNONE - Il 2° incontro del corso di formazione civica organizzato dal blog  “La Voce del Volturno”, diretto da Mattia Branco, in collaborazione con il comitato promotore composto da Raffaele De Lucia, Franco Di Pasquale, Simeone Capezzuto, Clemente Manzo e con la consulenza di Raffaele Raimondo, ha avuto luogo domenica 24 gennaio 2010 dalle ore 10,30 alle 12,30, presso il Salone “Branco” in via dei Glicini, in Cancello ed Arnone.
E’ impossibile, purtroppo, non evidenziare la poca affluenza dei giovani che hanno disertato l’incontro, benchè affrontasse argomenti molto importanti inerenti le pressanti problematiche ambientali, ossia:
-    Quale futuro si prevede per il nostro Pianeta a seguito dello “Scioglimento dei ghiacciai – Distruzione delle Foreste – Desertificazione incombente”.
-    Sviluppo sostenibile dal Protocollo di Kyoto al Vertice di Copenaghen
Due gli eccellenti relatori: la Prof.ssa Angela Ciaramella, docente del Liceo Diaz di Caserta ed il Dottor Giuseppe Messina, Fondatore “Legambiente” Campania.

La Prof.ssa Ciaramella ha illustrato, con un metodo molto semplice e comprensibile, che è in continua evoluzione il surriscaldamento del pianeta, ovvero il fenomeno di innalzamento della temperatura del pianeta, in particolare dell’atmosfera terrestre e delle acque degli oceani. Una buona parte dell’aumento della temperatura è dovuto a cause naturali come l’effetto serra, mentre un’altra è riconducibile alle attività umane quale l’utilizzo dei combustibili fossili o dell’allevamento e dell’agricoltura intensiva.

L’IPCC (Intergovernmental Panelon on Climate Change) ha reso noto nel 2005 che la temperatura del pianeta Terra è aumentata di 0,74 ± 0,18 °C durante gli ultimi 100 anni e la maggior colpa di ciò è attribuita all’incremento osservato dalle concentrazioni di gas serra antropogenici. Un aumento di pochi decimi di grado nella temperatura atmosferica e superficiale è in grado di attuare effetti devastanti sulla Terra.
Uno di questi è indubbiamente il ritiro dei ghiacciai, lo scoglimento delle calotte polari ed il conseguente aumento del livello dei mari tra i 2 e i 6 metri.

Il secondo rischio è quello del rallentamento della corrente nord-atlantica, che normalmente fa sì che New York abbia un clima diverso da Napoli o da Lisbona che si trovano alla medesima latitudine.

Un altro rischio è sicuramente l’estinzione di specie vegetali ed animali. Uno studio prevede che se ne estingueranno da 18% a 35% nei prossimi 40 anni. Il riscaldamento globale però potrebbe avere anche le conseguenza di portare malattie come la malaria e la dengue, i raccolti agricoli dell’Africa Subsahariana peggiorerebbero moltissimo a causa di questa temperatura.

L’innalzamento della temperatura quindi è un fenomeno che peggiorerebbe drasticamente lo stile e le condizioni di vita dell’uomo e degli esseri umani in generale, potremmo prevenirlo o almeno provarci evitando l’inquinamento dell’atmosfera, delle acque e del suolo, riciclare i rifiuti e le materie prime, utilizzando energie rinnovabili tipo quella solare o quella eolica, proteggendo l’ecosistema con un consumo ecosostenibile o sostenendo le politiche ambientali adottate dalle istituzioni.

COSA ACCADRA’ CON LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI

L’innalzamento della temperatura determinerà cambiamenti climatici che a loro volta si rifletteranno sull’intera popolazione mondiale.
Lo scioglimento dei ghiacciai farà aumentare il livello dei mari di 5 mm ogni anno, con effetti a catena: fiumi in piena, aumento di inondazioni e precipitazioni, riduzione della disponibilità di acqua dolce, centri urbani assediati dall’afa, montagne senza neve, epidemie di colera e malaria.

Questo è un probabile bollettino con le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci nelle diverse regioni del pianeta:
•    I Poli.
Nelle regioni polari l’impatto sarà più rapido e profondo. Geografia e caratteristiche della Penisola dell’Antartico, dell’Oceano del Sud e dell’Artico cambieranno.
•    L’Europa.
Le regioni mediterranee saranno le più vulnerabili.
Nell’Europa del Sud l’estate si allungherà e l’acqua dolce disponibile diminuirà. Aumenteranno le differenze climatiche e ambientali fra le regioni del Nord e del Sud, vulnerabili alla siccità. Metà dei ghiacciai alpini scompariranno. Aumenterà il livello dei fiumi in gran parte dell’Europa e il rischio di inondazioni sulle aree costiere, con pesanti conseguenze per il turismo, l’industria e l’agricoltura. In Italia, il mare ingoierà le zone costiere formate da lagune e da foci dei fiumi. La produttività media diminuirà nell’Europa del Sud e dell’Est, mentre il Nord potrà contare su temperature più miti, che favoriranno le colture agricole.
•    I Tropici.
Ad essere colpite saranno soprattutto le regioni tropicali e sub-tropicali. Esse accuseranno diminuzione dei raccolti agricoli e della quantità di acqua disponibile, aumento dell’esposizione a malattie come malaria e colera, incremento delle morti causate dal caldo.
Gli eventi meteorologici estremi, una volta concentrati nell’area caraibica, si estenderanno in altre regioni del mondo: le alluvioni del Piemonte ne sono una conferma.
•    I timori per la salute.
L’aumento delle ondate di caldo, spesso accompagnato da maggiore umidità e inquinamento, si farà sentire di più nei grandi centri urbani. I più esposti a malori per il caldo e malattie generate dalle alte temperature saranno gli anziani e le persone più deboli. Le inondazioni aumenteranno i rischi di annegamenti, diarree e infezioni respiratorie. Nel Terzo Mondo porteranno a carestie e malnutrizione.
•    Gli effetti positivi.
Alle medie latitudini una temperatura più mite favorirà l’agricoltura; diminuiranno le morti per freddo e così anche i costi economici per il riscaldamento invernale. L’aumento delle precipitazioni favorirà alcune regioni che soffrono di siccità (come l’Estremo Oriente) e lo sviluppo delle foreste.

DISTRIBUZIONE DELLE FORESTE

L’importanza delle foreste nel mantenimento degli equilibri ecologici ed ambientali (biodiversità, qualità dell’aria, regimentazione idriche, ecc.) è una delle questioni che investono maggiormente l’attenzione della politica mondiale. dagli ultimi dati 2001 della FAO emerge che abbiamo raggiunto ormai un record negativo preoccupante: il ritmo della scomparsa delle foreste tropicali, sempre stando ai dati della Fao, è incredibile: 26 ettari persi ogni minuto di ogni giorno. Come dire l’equivalente di 37 campi di calcio.
Vediamo quali sono le cause della distruzione:
1.     per due terzi la cintura verde sparisce per dar posto ad allevamenti di bestiame e ad agricoltura intensiva.
2.     Un terzo scompare per estrazione del legname a fini commerciali. Ogni anno, secondo la Fao vanno in fumo foreste grandi come Portogallo e la Svizzera messi insieme.
Ora sappiamo che meno foreste abbiamo, meno ossigeno viene prodotto e  più anidride carbonica si accumula producendo l’effetto serra.
Per questo motivo è sempre più attivo un movimento di opinione per la protezione del mantello verde del Pianeta.
Un movimento che coinvolge sempre più scienziati, biologi e ambientalisti, alcuni governi nazionali, organizzazioni mondiali, e persino alcune industrie dell’estrazione e della lavorazione del legname.
In gioco ci sono problemi da risolvere come le quote di emissione di anidride carbonica di ogni singolo stato e la ratifica del Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra nel mondo.
Si è discusso di questo a Marrakesh, in Marocco, nell’ultima conferenza degli stati interessati per decidere di quanto ridurre le emissioni di anidride carbonica. Si è proposto di ripiantare foreste, di evitare i tagli a raso, di estrarre il legname (una risorsa rinnovabile) in maniera compatibile con l’ecologia e la protezione della natura.
Dagli orientamenti di queste prime conferenze sembrerebbe che le foreste saranno oggetto di politica diversa nel nostro futuro.
La popolazione della terra ha sempre più bisogno di ossigeno per vivere.
La FAO, nel suo ultimo rapporto, ci dice che alla attività delle foreste sono interessati direttamente 60 milioni di popoli indigeni oltre ad un miliardo e 200 milioni di persone che dipendono economicamente da esse.
Per invertire la rotta di distruzione delle foreste è stato fondato nel 1993 un organismo importante che è l’FSC (Forest Stewardship Council) con sede ad Oaxaca, in Messico.
A tutt’oggi 24 milioni e mezzo di foreste sono state certificate da 20 enti accreditati nel mondo.
La certificazione sta a dimostrare dire che nessuna pianta viene tagliata a sproposito; che viene operata una politica di salvaguardia del patrimonio boschivo e che quindi le superfici invece di diminuire aumentano.
Tale azione è attuata soprattutto in Europa (paesi come la Scandinavia) e paesi dell’Est: ben16 milioni e mezzo di ettari.
Nel resto del mondo, come nelle Americhe, in Asia e in Africa i tagli e gli incendi continuano a ritmi pesanti. In Africa esiste ancora e purtroppo uno sfruttamento massiccio di foreste tropicali vergini, come nel  Camerun nella Sierra Leone ed in Liberia.
Un comitato di esperti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha messo in evidenza, in un rapporto del dicembre 2000, come l’industria liberiana del legno «è coinvolta in attività illecite, ed una grande quantità di introiti è impiegata per finanziare attività fuori bilancio, tra cui l’acquisto clandestino di armi».
Per fortuna esistono casi in cui, come in Amazzonia, in Brasile, alcuni programmi di
intervento stanno operando una massiccia opera di educazione ambientale per far comprendere come sia controproducente, per la stessa esistenza e sopravvivenza delle popolazioni locali continuare a bruciare la foresta a vantaggio di un’agricoltura non sostenibile nel ungo periodo.
Negli ultimi tempi si è assistito, nelle aree dove questo programma è stato attivato ad una diminuzione degli incendi boschivi.

DESERTIFICAZIONE INCOMBENTE
Inverni caldi, estati fredde, siccità anche in Italia, sono solo alcuni dei segnali inquietanti dei danni irreparabili che stiamo causando alla terra! Sempre più spesso si parla dell’incombente e tragica minaccia della desertificazione. Ad esempio noi qui al sud moriamo di sete praticamente ogni estate, ve ne siete mai accorti? Ed allora cosa fare? Mi sembra ovvio che tutti d’accordo c’è da rimboccarsi le maniche: la natura merita maggior rispetto!

Intanto il dottor Giuseppe Messina, affrontando l’argomento con grande energia, ci ha spiegato come ci si deve approcciare alla pianificazione territoriale. Nel ricercare una corretta risposta ad una questione cruciaole per la salvaguardia e la valorizzzione del territorio in cui si vive. Egli ci propone un indicatore aggregato – l’impronta ecologica – e altri tre indicatori: la sostenibilità, la dsertificazione e l’energia.

Su questi indicatori Messina articola la sua analisi, avanza proposte, presenta esempi su com si dovrebbe pianificare. Prospetta, inoltre, un Manifesto per il recupeo della frazione organica dei rifiuti e presenta il “Metodo dialogico”, qule strumento utile, specie per la pubblica amministrazione, per coinvolgere nelle scelte che riguardano la localizzazione di impianti con un sensibile impatto ambientale tutti i soggetti interessati, al fine di giungere alla scelta più giusta e quanto più condivisa. Vi sono oggi molti strumenti per la pianificazione: dalla cartografia della vegetazione e valutazione dell’impatto ambientale, al telerilevamento, ai G.I.S., lle metodologie per l’analisi della dinamica del paesaggio vegetale, ecc.

Insomma uno sviluppo sostenibile che è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

Intanto per quanto riguarda lo “Sviluppo sostenibile. Dal Protocollo di Kyoto al vertice di Copenaghen, si può solo registrare un’ulteriore delusione, infatti:

Copenhagen: senza fare niente

Alla fine è stato trovato un accordo non vincolante in extremis, dopo giorni di litigi e discussioni inconcludenti e repressione poliziesca contro i manifestanti che fuori chiedevano ai politici di fare qualcosa. Ma è un’accordo praticamente inutile, stipulato soltanto per salvare la faccia dopo una notte di estenuanti negoziati, ed evitare di chiudere con un fallimento il vertice di Copenhagen sul cambiamento climatico.

La battaglia in realtà è ancora in corso, con le nazioni povere sul piede di guerra. In pratica dovrebbero essere approvati due trattati, uno che prolunga Kyoto per i paesi industrializzati che lo avevano firmato, l’altro per gli Usa che non lo avevano fatto e per i paesi in via di sviluppo che non avevano impegni. L’obiettivo è fermare l’aumento della temperatura a due gradi e rivedersi nel 2016 per decidere se è il caso di fermarlo a 1,5 gradi, visto che molti, tra cui i paesi poveri, ritengono che a 2 gradi la situazione potrebbe già essere compromessa.

Il piccolo particolare che nessuno spiega è che la soglia dei 2 gradi potrebbe essere superata lo stesso, se non si limita molto la quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera, ma per ora non è stato deciso niente in merito. I paesi ricchi dovrebbero tagliare l’80% delle emissioni entro il 2050 e i paesi in via di sviluppo del 50%. Ma Cina e Brasile non vogliono accettare questo vincolo a meno che i paesi ricchi non inizino a ridurre le loro emissioni del 25-40% entro il 2020. Ma in realtà gli impegni presi finora da Usa ed Europa prevedono soltanto il 14-18% in meno. Insomma per farla breve, nulla di concreto è stato deciso se non un generico “prima o poi taglieremo le emissioni” che non significa niente e l’impegno a restare entro i 2 gradi, ma senza dire come. Il problema è che secondo molti scienziati, anche se la notizia non circola molto, in assenza di una seria riduzione delle emissioni già entro il 2020 avremo comunque un aumento di 3 gradi della temperatura globale. Un valore che significa alluvioni, uragani e siccità in vaste zone del pianeta e molti altri effetti imprevedibili e disastrosi.

Infatti ai paesi poveri sono stati promessi 10 miliardi di dollari l’anno fino al 2012 e un fondo che arriverà a 100 miliardi entro il 2020. Soldi non soltanto destinati a ridurre le emissioni, ma a riparare i danni dell’effetto serra. Danni che i paesi ricchi già sanno quantificare. Ma evidentemente i danni che altri subiranno prima di noi non sono un motivo sufficiente per prendere seri provvedimenti che richiederebbero una trasformazione radicale della nostra economia basata sullo spreco.

Le associazioni ambientaliste ovviamente non sono affatto contente e quindi tutte le campagne continueranno per spingere i leader mondiali a firmare un vero accordo con veri vincoli nei prossimi mesi. Per ora si continua come negli ultimi decenni, a non fare niente per fermare l’inquinamento e la deforestazione, mentre il tempo utile diminuisce anche se in questi giorni, ironicamente, è scesa la neve su molte zone d’Europa.

Termino qui l’esposizione degli argomenti trattati nel corso del Convegno, ma sono del parere che molte e molte altre problematiche si potrebbero toccare, si rischia, però, di diventare dispersivi o addirittura di non essere neppure letti. Tuttavia, vi consiglio di affrontare questo problema perchè l’AMBIENTE E’ LA NOSTRA STESSA VITA.

Tilde Maisto

sabato
gen 30,2010


La forza del PDL (Gruppo Consiliare e Coordinamento Cittadino) di Cancello ed Arnone, affiancato da liberi cittadini, ha indotto l’Amministrazione Comunale a fare marcia indietro, per quanto attiene la delocalizzazione dei servizi sanitari da Castel Volturno a Capua.

Il cambiamento di rotta, in precedenza effettuato, è stato un vero e proprio boomerang, che si è rivelato controproducente per gli Amministratori, in questo periodo della caccia al voto; ora si ha timore della rabbia dei cittadini e della conseguente punizione che potrebbe mettere a rischio il voto degli stessi.

Noi li abbiamo smascherati, ora stiamo lavorando in modo che si riesca a rimediare al danno effettuato, ma possiamo ben dire di avere avuto, al momento, la nostra vittoria,  ma auspichiamo in una “vittoria finale” e che Cancello ed Arnone possa ritornare a far capo agli Uffici Sanitari di Castel Volturno; noi abbiamo già fatto i nostri passi in questa direzione e stiamo continuando a muoverci per raggiungere il risultato.

DOMENICA SI FIRMERA’ PER QUESTA PETIZIONE, INFATTI A PARTIRE DALLE ORE 18,00, CI SARA’ UN GAZEBO, CON PERSONE ADDETTE, SITO IN VIA SETTEMBRINI (ANGOLO ABITAZIONE FRANCO DI PASQUALE)

NON MANCATE FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE PERCHE’ LA VITTORIA DEL COMITATO PDL STA A SIGNIFICRE LA VITORIA DEI CITTADINI DI CANCELLO ED ARNONE.

W IL P.D.L.

W I CITTADINI DI CANCELLO ED ARNONE

Cordiali saluti

Comitato PDL di Cancello ed Arnone

E’ d’uopo precisare che già in data 19 gennaio u.s. il capogruppo Consiliare di Opposizione P.D.L., avvocato Raffaele Ambrosca, ha inviato al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale di Cancello ed Arnone la lettera che sotto riportiamo, ma la stessa, ad oggi, non ha avuto alcun riscontro.

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