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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Cinema/Teatro/Cabaret’ Category

venerdì
set 3,2010

È tutto pronto per l’avvio della nuova stagione del Teatro Civico 14 di Caserta. La seconda stagione, prima per intero, sarà presentata in conferenza stampa venerdì 17 settembre alle ore 11.30, all’interno dello stesso spazio di vicolo della Ratta.

Dopo il notevole successo riscosso dallo spazio diretto da Roberto Solofria, e allestito dalla compagnia Mutamenti, il cartellone che sarà inaugurato il prossimo mese replicherà il concetto di spazio multifunzione al servizio delle iniziative artistiche che nascono e si sviluppano nel territorio casertano e non. Caratteristica che lo hanno fatto diventare, dopo soli sei mesi di vita, fra i principali attrattori culturali del circuito culturale campano.

Tanti i nomi di rilievo che interverranno nella stagione 2010/2011. Si va dalle conferme di Anna Redi e Saba Salvemini, all’introduzione delle pièce di Andrea Renzi, Roberto De Francesco, Tony Laudadio, Roberto Azzurro, Marco D’amore, Teatringestazione e Teatro Di Legno.

All’attività teatrale, come per la scorsa stagione, sarà affiancato un ricco calendario di appuntamenti che variano dalla formazione, di base e avanzata, ad eventi musicali e cinematografici. Ai consueti corsi di formazione proposti dalla compagnia casertana, infatti, saranno affiancati stage e corsi avanzati condotti, fra gli altri, da Marco Sgrosso e Stefano Moffa.

Queste e le altre iniziative culturali promosse dal teatro casertano saranno presentate nella conferenza stampa di venerdì, all’interno della quale interverranno molti artisti che durante l’anno si alterneranno sul palco del Teatro Civico 14.

Informazioni | 348.2209530

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venerdì
set 3,2010

Da Venerdì 3 a Mercoledì 8 L’AMORE BUIO di Antonio Capuano

Giovedì 9 IL TEMPO CHE CI RIMANE di Elia Suleiman

da Venerdì 10 – 20 SIGARETTE di Aureliano Amadei

L’AMORE BUIO

Un film di Antonio Capuano. Con Irene De Angelis, Gabriele Agrio, Luisa Ranieri, Corso Salani, Valeria Golino.Drammatico, durata 110 min. – Italia 2010. – Fandango uscita venerdì 3 settembre 2010.

L’autore di Vito e gli altri, Pianese Nunzio e La guerra di Mario, cioè Antonio Capuano, napoletano, chiama in causa una volta tanto appropriatamente una definizione di cui si abusa spesso. E’ un vero regista scomodo. Il suo non è un cinema di intrattenimento e pacificazione. Ma un cinema aspro, talvolta fino ad essere respingente. Ma non manca mai di una spiccatissima personalità. Alle Giornate degli Autori interviene con L’amore buio. Un titolo inquietante. E una storia che non è da meno. Napoli degradata, periferica, della gioventù e dell’adolescenza in preda ai falsi valori e alla malavita, Napoli cinica, oscura, violenta. Ma senza un filo di ovvietà, di retorica, di faciloneria. Illustra il proprio lavoro e il proprio sguardo Capuano: «La luce. In questo progetto dovrebbe avere due facce. Quando racconta Ciro e il suo mondo: colorata, accesa, febbrile, quasi bruciata. Estrema. Quando invece c’è Irene e il suo mondo: pallida, pulita, fredda, quasi elegante. Questo è stato il preciso codice. Individuare i segni dei due mondi, le due facce. Quella proletaria, picaresca, di strada. E quella borghese, chiusa, privata. E attenzione a quando i segni di queste due realtà tendessero verso l’altra». Non è un attardarsi in specifiche tecniche di scarso interesse. La luce e i colori nei film di Capuano sono tutto, tanto. Ciro è un quindicenne di quelli che girano in due su un motorino senza casco, e si illudono che la vita possa essere facile proprio perché già sanno quanto sia dura. Una domenica Ciro e il suo gruppetto mettono in mezzo una ragazza di buona famiglia, Irene, e la violentano. L’indomani Ciro, dopo essersi autodenunciato ed aver denunciato anche gli altri finisce con loro nel minorile di Nisida. Mentre Irene passa attraverso le stazioni della crisi e del disgusto trovandosi a disagio con i genitori (l’ultimo ruolo interpretato da Corso Salani, il padre) e con il fidanzatino pronto a spiccare il volo per una prestigiosa carriera americana, Ciro scopre la scrittura, l’espressione dei propri sentimenti, scopre che quell’incontro prevaricatore e selvaggio ha smosso qualcosa e gli ha rivelato qualcosa di sé, e colma Irene di lettere cui non riceverà mai risposta sebbene la ragazza ne risulti evidentemente scossa. Un’altra volta un film le cui asperità mettono in allarme e in diffidenza. Asperità espressive e di linguaggio. E perché accenna a risvolti umani, a possibilità della mente, poco rassicuranti. Ma, di nuovo, non manca la forza di un punto di vista. Che secondo Capuano non è stato capito dai selezionatori di Venezia, tanto che hanno escluso il film dal concorso. Paolo D’Agostini (la Repubblica)

IL TEMPO CHE CI RIMANE

Un film di Elia Suleiman. Con Elia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti.Titolo originale The Time That Remains. Drammatico, durata 105 min. – Gran Bretagna, Italia, Belgio, Francia 2009. – Bim uscita venerdì 4 giugno 2010.

Una riflessione in quattro parti sulla storia degli arabi palestinesi a partire dal 1948, anno della proclamazione dello Stato di Israele, sino ai giorni nostri. Viene raccontata attraverso episodi comici o tragici della vita di tutti i giorni ed è ispirata ai racconti del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, alle lettere della madre e ai ricordi del regista stesso che è in parte anche protagonista del film.

Elia Suleimane, che con Intervento divino nel 2002 portò il primo film palestinese ad approdare in competizione a Cannes vincendo il Premio della Giuria e quello della Fipresci, sette anni dopo vi ha fatto ritorno con questa riflessione personale sulla condizione dei Palestinesi. Si tratta, ovviamente, di un film schierato che non si preoccupa di essere politicamente corretto. Anche perché, in quei territori e in quelle situazioni, esserlo non è così semplice. Suleimane però ha il grande pregio dell’astrazione. Il suo punto di riferimento cinematografico è l’inarrivabile genio di Buster Keaton. Così il regista, nato a Nazareth nel 1960, è capace di portare sullo schermo il gag di un combattente che ha perso la strada così come un suicidio (non kamikaze) dimostrativo, con un distacco che aggiunge, anziché togliere, forza alle immagini. Di queste tre, in particolare, restano impresse nella mente. La più fortemente evocativa è quella di Suleimane che, con un’asta da competizione per il salto in alto, riesce a superare il Muro eretto dagli israeliani. La più speranzosamente astratta è quella in cui gli occupanti di una jeep israeliana, che intendono far rispettare il coprifuoco a Ramallah, finiscono col far ondeggiare le teste allo stesso ritmo dei ragazzi palestinesi che, in una discoteca, non sentono i loro annunci. L’immagine invece più commovente è quella della suora cattolica la quale, dinanzi a un’azione violenta degli israeliani, sembra inizialmente cercare rifugio in convento. La vediamo invece tornare tra i prigionieri inginocchiati, legati e bendati per portare loro il ristoro di un sorso d’acqua. È la testimonianza che essere arabi e schierati non significa necessariamente, come troppi vorrebbero pretestuosamente farci credere, essere integralisti. www.mymovies.it

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martedì
ago 31,2010

Casagiove - Indimenticabile, nel film “Così parlò Bellavista”, nel ruolo del detenuto che, volteggiando le mani ammanettate, riusciva ad indirizzare l’anziana donna nell’infinito labirinto del tribunale. Antonio Casagrande (nella foto), artista poliedrico, cantante lirico ma soprattutto attore, formatosi alla grande scuola di Eduardo De Filippo, riceverà il Premio Speciale Fratelli De Rege – Città di Casagiove nella serata finale del 23 settembre prossimo.
Ancora un nome illustre del panorama artistico italiano, dunque, nel parterre della terza edizione di Premio Cabaret Fratelli De Rege – Città di Casagiove, la manifestazione cabarettistica firmata da Enzo Varone che si svolgerà il 22 ed il 23 settembre prossimi presso il Cineclub Vittoria.
Padre del non meno apprezzato Maurizio, spesso in coppia con Vincenzo Salemme, Antonio Casagrande, spiega il direttore artistico Varone “è un esempio di artista a tutto tondo, uomo e artista capace, stimato, la cui carriera ha conosciuto solo successi e riconoscimenti professionali. Il Premio Speciale ogni anno viene consegnato ad una personalità del mondo dello spettacolo che ha saputo distinguersi per capacità e per l’affetto del pubblico. Antonio Casagrande risponde certamente a pieno a questo identikit. La sua presenza non può che onorarci”.
Dodici i cabarettisti in gara, selezionati dalla direzione artistica, che si esibiranno nella serata del 22. Di questi, solo quattro accederanno alla finalissima del 23, presentata da Francesco Paolantoni e che vedrà anche la partecipazione del mitico inviato di “90° minuto” Luigi Necco, in qualità presidente di giuria.
A individuare i quattro finalisti, nella prima serata del 22, la giuria presieduta dall’attrice e scrittrice Maria Bolignano, che registra tra i giurati anche l’attore e regista, direttore artistico di OfficinaTeatro, Michele Pagano e l’attore teatrale Giovanni Allocca.
La stessa Bolignano, peraltro, terrà il 22 settembre dalle ore 18.00, sempre presso il cineclub Vittoria di Casagiove, un workshop destinato a tutti i partecipanti dal titolo Parliamone ridendo che verterà sulle differenze tra “comico” e “ironico”, l’evoluzione della comicità, i tempi comici e la scrittura di un testo comico.

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venerdì
ago 27,2010

Sabato 28 riapre il Cineclub Vittoria
Da Sabato 28 a Martedì 31 Agosto IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI di Juan Josè Campanella (Premio Oscar Miglior Film Straniero 2010) – ore 18.30 – 21.15
Mercoledì 1 e Giovedì 2 Settembre ABOUT ELLY di Ashgar Farhadi – ore 18.30 – 21.15

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
Film di Juan José Campanella. Con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Pablo Rago. Titolo originale El Secreto de Sus Ojos. Drammatico, durata 129 min. – Argentina, Spagna 2009. – Lucky Red – uscita venerdì 4 giugno 2010.
Benjamín Esposito è un assistente del Pubblico Ministero in pensione. Dopo una vita passata a rincorrere assassini decide di dedicarsi completamente alla stesura di un romanzo. Per farlo ripensa al vecchio caso Morales degli anni Settanta, archiviato dalla polizia negli scaffali polverosi dello stato, ma per lui rimasto sospeso in un tessuto di pensieri senza possibilità di scioglimento. La morte della ragazza, stuprata e uccisa brutalmente da un conoscente che rimarrà impunito, lascia nello sconforto Ricardo Morales, il novello marito, apparentemente tranquillo ma in fondo assetato di vendetta. Nel percorso all’indietro di Esposito, si inserisce anche l’amore per Irene, segretaria del Pubblico Ministero, sentimento nato e negato, mai vissuto. Intrappolare Il segreto dei suoi occhi in un solo genere ben codificato sarebbe un’operazione semplicistica e fuorviante. Il film di Juan José Campanella è un thriller dalle implicazioni legali, ma è anche un’opera sentimentale sull’amore impossibile, oltre che una storia politica di denuncia morale. La complessità del racconto, tesa alla dimostrazione dell’impotenza dell’uomo di fronte alla morte, non soffoca però le emozioni ma le incanala in un ingranaggio di sequenze che svela, attraverso i dettagli, la profondità delle trepidazioni dell’anima. L’assassinio di una giovane sposina innocente apre ferite laceranti a chi rimane in vita. E finisce per trasformarsi in un’ossessione non solo per il marito rimasto vedovo, ma anche per Esposito, in qualche modo anch’esso vedovo di un amore sfiorato ma non posseduto. Ritmato dalla presenza di fotografie rivelatrici (Eros e Thanatos negli occhi di chi è ritratto), l’andamento narrativo stempera la gravità del tema della morte, inserendo momenti di leggerezza di grande raffinatezza stilistica, dettati dall’ironia. Gli avvenimenti si concatenano l’uno con l’altro, scorrono lungo la via del tempo, mettendo a fuoco un particolare momento storico (la dittatura militarista argentina tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta) ma, nell’operazione, si inserisce anche la volontà di rappresentare una storia piccola, tenuta in piedi da pochi personaggi, per riflettere sul comportamento umano universale. Questo equilibrio tra privato e pubblico è la forza del film, un contenitore di emozioni che rimane nascosto dentro le mura di stanze buie e palazzi squadrati (le scene importanti sono girate in luoghi chiusi, ad esclusione del piano sequenza allo stadio), ambientazioni simboliche – prigioni più che case ospitali – che racchiudono l’ansia del vivere, in attesa di essere raccontata. Anche attraverso la scrittura di un libro.

ABOUT ELLY
Un film di Asghar Farhadi. Con Golshifteh Farahani, Taraneh Alidousti, Mani Haghighi, Shahab Hosseini, Merila Zarei. Titolo originale Darbareye Elly. Drammatico, durata 119 min. – Iran 2009. – Mediaplex Italia – uscita venerdì 18 giugno 2010.
Ahmad, che vive in Germania e ha divorziato dalla moglie tedesca, torna per qualche giorno a Teheran. I compagni di Università, ora accasati, decidono di organizzare un fine settimana al mare e Sepideh, una di loro, invita Elly, la giovane maestra della figlia. Se ad Ahmad la ragazza piacesse potrebbe nascerne una relazione. Il gruppo, in seguito a un malinteso, non trova disponibile la casa che aveva prenotato e tutti decidono di adattarsi a vivere in un’abitazione chiusa da tempo. Tutto procede in allegria e Ahmad tenta timidamente di conoscere Elly. Ma al secondo giorno, mentre i genitori di uno dei bambini sono andati a far spese il piccolo rischia l’annegamento. Elly, che avrebbe dovuto sorvegliarlo, è scomparsa. È davvero raro trovare ai festival (perché il mercato italiano non ne recepisce nessuno) un film iraniano che esca dagli stereotipi consolidati e legati a due location pressoché inevitabili: Teheran oppure i villaggi in cui regnano povertà e desolazione. In questo caso si è di fronte a una fortunata e assolutamente riuscita eccezione. Lo stile di ripresa è dinamico e ricco di sottolineature non didascaliche ma ciò che più conta è la descrizione di una fascia generazionale decisamente differente rispetto all’immagine che i media ci offrono dell’Iran. Sono trentenni che hanno una loro solidità economica e che apparentemente differiscono dai loro coetanei occidentali solo per il fatto che le donne indossano il chador pur mostrandosi colte ed emancipate. Emancipate? Qui si inserisce la critica sociale di Fahradi. Perché, come accade ovunque, il gioco di cercare di far incontrare un lui e una lei che potrebbero essere reciprocamente disponibili non può che intrigare gli amici. Ma le regole rigide dell’onore e di una moralità dettata dalla fede religiosa non possono essere violate. Così come non è possibile l’esercizio della sincerità. Un regime teocratico, per quanto non possa impedire che la modernità si insinui nei varchi che riesce faticosamente ad aprire, impone l’obbligo della menzogna. Ciò che appare non è ciò che è e chi ne è a conoscenza tace per evitare catastrofi che, invece, si configurano come inevitabili. Fahradi riesce a trasformare un tranquillo weekend in un weekend di paura facendo assurgere la vicenda a metafora di una condizione esistenziale dominata dal potere del retaggio di tradizioni ancestrali che reclamano le loro vittime. L’immagine che chiude il film sintetizza abilmente la difficoltà di un processo che richiederà ancora sforzi considerevoli

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martedì
ago 24,2010

Biagio Izzo milionario pentito
nella piéce comica ‘Un Tè per tre’


Venerdì 27 agosto alle 21.30 al Belvedere di San Leucio

C’è attesa a Caserta per l’arrivo di Biagio Izzo. Il comico napoletano sarà in scena al Real Belvedere di San Leucio venerdì 27 agosto a partire dalle ore 21.30 con la nuova divertentissima commedia dal titolo ‘Un Tè per tre’. Uno spettacolo – scritto a quattro mani con Bruno Tabacchini e messo in scena con la regia di Claudio Insegno – leggero e brillante, con inserti musicali e balletti corali, scene d’effetto e luci sfavillanti. Inserito nel cartellone della seconda edizione del Caserta Village – il festival della comicità promosso dalla Biemme Promozione Eventi – questo nuovo spettacolo gioca sulla comicità esuberante e coinvolgente di Biagio Izzo che ancora una volta domina la scena con la sua irresistibile verve ed un ritmo veloce e incalzante. A dare il via alla storia sono i sensi di colpa del protagonista, divenuto miliardario grazie ad una schedina vincente giocata con un amico poi colto da infarto. Vinto dall’ingordigia il giocatore riscuote l’intera somma senza dividerla con gli eredi dell’amico scomparso. A distanza di anni, logorato dal rimorso, decide di rimborsare il primogenito del defunto ma trovarlo non sarà facile. Tra equivoci e colpi di scena il protagonista dovrà scoprire chi è l’erede legittimo prima di poter finalmente espiare le proprie colpe. Al Caserta Village anche Simone Schettino con lo spettacolo ‘Se tocco il fondo…sfondo!!!’ in programma giovedì 26 agosto e I Ditelo Voi in scena lunedì 30 con la cibernetica commedia dal titolo ‘L’Era digitale’. Info e costi su www.casertavillage.com
Speciale formula abbonamento: puoi vedere tutti e 3 gli spettacoli del Caserta Village con un solo biglietto da 30 euro…affrettati…l’abbonamento è in edizione limitata. Per info Ticketteria, via Gemito n. 81 Caserta
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tel. 339/3167253
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Con gentile richiesta di pubblicazione e radio-tele-web diffusione
Questa mail circolare – inviata in Ccn – alle redazioni o persone a scopo informativo riguardo eventi culturali, non contiene pubblicità né promozione di tipo commerciale. Pur coscienti che e-mail indesiderate siano oggetto di disturbo, La preghiamo di accettare le nostre più sincere scuse se la presente non dovesse essere di Suo interesse. A norma della Legge 196/03  abbiamo reperito la Sua e-mail di persona, navigando in rete o da e-mail che l’hanno resa pubblica. Questo messaggio non può essere considerato spam poiché include la possibilità di essere rimosso da ulteriori invii di posta elettronica. Qualora non intendesse ricevere ulteriori comunicazioni, La preghiamo di inviare una risposta al mittente con oggetto: Cancella. Grazie. In caso si possedesse più di un account indicare quello che si vuole cancellare. I vostri dati in nostro possesso sono trattati esclusivamente allo scopo di informarvi delle nostre iniziative.

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ELENCO RIVENDITORI

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Riva Nazario Sauro, 6/7 Sicilia/ Siracusa 0931461809

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domenica
ago 22,2010

Storie e Memorie: il segmento del festival dedicato alle mostre

(Teatro Comunale di Benevento)

(Una foto della mostra Nino Taranto ha 100 anni)

La XXXI edizione di Benevento Città Spettacolo si arricchirà di un prezioso segmento dedicato alle esposizioni, Storie e memorie, un’occasione per approfondire e conoscere la nostra storia, fatta, anche, di teatri, spettacoli, artisti, che hanno nutrito la vita della nostra comunità.
Due sono le mostre ‘accolte’ in questa sezione del festival: una dedicata a Nino Taranto e l’altra ai 150 anni del Teatro Comunale di Benevento. Due appuntamenti importanti della programmazione “disegnata” dal direttore artistico Giulio Baffi, che mirano a valorizzarne la proposta con liete celebrazioni ed emozionanti memorabilia della scena teatrale.
Nino Taranto ha 100 anni, la mostra curata Giulio Baffi e riproposta al pubblico di Città Spettacolo 2010 dopo il positivo riscontro ottenuto a Napoli, offrirà, negli spazi di Palazzo Paolo V dal 3 al 12 settembre, la visione di costumi, cimeli, immagini, canzoni, filmati di un grande protagonista dello spettacolo. Un percorso costruito con pazienza e amore verso una grande protagonista dello spettacolo italiano, che, in anni ormai lontani, concesse a Baffi il privilegio di studiare il suo archivio. Prezioso per quantità di materiali accumulati negli anni e tenuti in bell’ordine dall’amorosa premura di suo figlio Dino Taranto, scomparso da tempo.
“Mi si chiederà – sottolinea Giulio Baffi – perché mai la ripropongo, e il motivo è semplice e bello: perché questa mia mostra vuole essere il mio personale dono alla Fondazione Città Spettacolo ed alla città di Benevento. Spero possa diventare una “mostra permanente” nella città. Perché i tanti giovani che spero la vedranno in quei giorni, e nei giorni a venire, conoscano ed amino, anche così, la grande storia del nostro spettacolo e dei suoi magnifici protagonisti”.
Dal 3 al 12 settembre il Teatro Comunale ospiterà la mostra I teatri dell’Unità d’Italia: il Teatro Comunale di Benevento compie 150 anni a cura di Rossella Del Prete, che esporrà le memorie e i documenti di un teatro storico. Il lungo e articolato processo di unificazione nazionale portò con sé un incremento graduale di molte esigenze culturali, d’informazione, di acculturazione, di divulgazione scientifica e politica, di consumo letterario ed artistico.
La retorica municipale riservò alle opere pubbliche una sorta di “prassi di esaltazione”, che caratterizzò le fasi dello sviluppo ottocentesco delle città italiane, focalizzando l’immagine del teatro come quella di un edificio-monumento: l’ornamento più adatto ai tempi di “incivilimento” che si stavano vivendo e ai quali conveniva adeguarsi.
Benevento, come molte altre città italiane, almeno sin dagli anni Cinquanta dell’Ottocento, cominciò a prepararsi a far parte dell’Italia unita. Le discussioni che animarono i consigli comunali di quegli anni anticiparono questioni che si facevano sempre più impellenti. Tra queste, vi fu l’impegno a dotare la città di un particolare monumento alla civiltà e al decoro: il nuovo Teatro Comico, poi intitolato al primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II.

Il programma completo e aggiornato di Benevento Città Spettacolo 2010
è consultabile sul sito www.cittaspettacolo.it.

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venerdì
ago 20,2010

SECONDa edizione

‘Se tocco il fondo…sfondo’, ironia e ilarità
nel nuovo spettacolo di Simone Schettino

Sarà il fondamentalista napoletano Simone Schettino ad inaugurare giovedì 26 agosto alle ore 21,30 la seconda edizione del Caserta Village, il festival di cabaret in programma al Belvedere di San Leucio (Ce) fino al 30 agosto. ‘Se tocco il fondo….sfondo’, questo il titolo del nuovo spettacolo portato in tournée dopo quasi due anni di assenza dalle scene. Questa volta però Schettino incastra i suoi esilaranti monologhi comici in una particolare storia ambientata nell’egocentrico mondo della televisione. Per l’occasione infatti veste i panni di un comico desideroso di emergere ad ogni costo nel mondo dello spettacolo, attraverso un programma televisivo nel quale, pur di incontrare i favori del pubblico, accetta di impersonare tutti i più classici stereotipi napoletani. La trama diventa così un pretesto per i monologhi di matrice cabarettistica di Schettino, che ironizza su Brunetta, la sicurezza negli aeroporti e sui cliché tanto in voga a Napoli e tra i napoletani. La svolta, e forse anche la morale, come sempre è custodita nel finale della storia. Sebbene decida infatti di non scendere a patti con il mondo dello star system e di non piegarsi alle regole della televisione, il protagonista dimostrerà che il mondo della tv è riuscito, suo malgrado, a influenzarlo e a cambiare la sua vita. Il festival proseguirà venerdì 27 con la nuova commedia di Biagio Izzo dal titolo ‘Un Tè per tre’ e lunedì 30 agosto con lo spettacolo ciberneutico de I Ditelo Voi in scena con ‘L’Era digitale’. Info e costi su www.casertavillage.com
Speciale formula abbonamento: puoi vedere tutti e 3 gli spettacoli del Caserta Village con un solo biglietto da 30 euro…affrettati…l’abbonamento è in edizione limitata. Per info Ticketteria, via Gemito n. 81 Caserta
tel. 0823/353336

Per info e prevendite:
Ticketteria, via Gemito n. 81 Caserta
tel. 0823/353336
email: ticketteria@virgilio.it

oppure
www.go2.it

‘Biemme Promozione Eventi’ srl
Tel. 346/1332494

Per richiesta accrediti e contatti stampa
tel. 339/3167253
email: casertavillage@libero.it
www.casertavillage.com

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mercoledì
ago 18,2010

Comunicato stampa

RAPPRESENTAZIONE ARECHI II
Dramma storico in due tempi
Di
Franco Pastore
Il 26 settembre, nella piazza SS. Corpo di Cristo,
in Pagani, (Sa)
per la regia di Matteo Salzano, sarà presentata l’opera storica del drammaturgo salernitano Franco Pastore

ARECHI II
La rappresentazione rientra nei festeggiamenti in onore dei Santi  Felice e  Costanza, fortemente presenti nella religiosità popolare. Si prevede la presenza di autorità
Politiche, religiose e militari, oltre ad un pubblico strabocchevole.

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mercoledì
ago 18,2010
BAIA LATINA. Successo di pubblico per lo spettacolo “Nà cammenata dint e fatt, cantann canzoni”, portata in scena dalla compagnia teatrale “Anema&Core“, della Pro Loco Alvignanese domenica 15 agosto in occasione della festa “Tinaruoli in Festa” nella Villa comunale nel Comune di Baia e Latina. Lo spettacolo andato in scena ha fatto ridere tutti i presenti, trascorrendo 3 ore di sana allegria con un cast artistico che fa divertire e si diverte. Gli interpreti sono Velia Affinito, Giovanni Di Lillo, Aurelio Esposito, Eugenio Ferrara, Cinzia Giannetti, Vincenzo Ianniello, Antonio Iannotta, Elvira Marinelli, Annateresa Marra, diretti e seguiti dal regista Vanni Isabella, aiuto regia e costumista Claudia Esposito con scenografie della Proloco Alvignanese. La compagnia “Anema&Core”, ha portato in scena il genere varietà, con uno spettacolo in tre tempi caratterizzati dalla recit azione di tre atti unici, uno di Eduardo De Filippo “Pericolosamente” e due di Antonio Pedito, alternati da canzoni tratte dal repertorio classico napoletano. La serata si è conclusa con la parodia de “La signora delle camelie”. Grande soddisfazione da parte del presidente della Pro Loco Alvignanese Vincenzo Del Genio e dal direttore artistico e responsabile della compagnia Anna Marra, “ vedere un pubblico così numeroso partecipare, ridere e divertirsi, partecipare attivamente allo spettacolo è per noi motivo di grande soddisfazione; ringraziamo vivamente i “ragazzi” della compagnia che, con enorme sacrificio, ma con spirito gioioso e goliardico, si sono prodigati per la ottima riuscita dell’evento, in un giorno per tutti di festa e riposo. Ringrazio le numerose persone che hanno condiviso una fresca serata di divertimento; un generoso ringraziamento lo dobbiamo sia al Comitato Festeggiamenti che ci ha invitato, si a alle persone dello staff tecnico che si è occupato per l’intera giornata, e parte delle nottata, all’allestimento delle scene, dell’impianto audio. Infine un ringraziamento agli amministratori di Baia e Latina ed Alvignano che hanno assistito allo spettacolo divertendosi e mostrando apprezzamento all’evento teatrale. È questa il miglio riconoscimento per il lavoro di tutto lo staff della compagnia teatrale “Anema&Core” che ci si augura possa continuare a lavorare con lo stesso spirito gioioso che ci ha contraddistinto in questi, ormai, cinque anni di attività.
Pietro Rossi
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mercoledì
ago 18,2010

Il Festival Nazionale Teatro di Gioia inaugurato nel 2000 in un antico
borgo a Gioia Vecchio (Gioia dei Marsi AQ), ideato e diretto da Dacia
Maraini e dall’associazione culturale da lei fondata Ass. Teatro di
Gioia presenta il suo decimo programma. “La cultura non è un lusso né
un bene superfluo- afferma Dacia Maraini- ma una necessità. In questi
anni la nostra ricerca di proposte teatrali per un pubblico di anno in
anno più attento e numeroso, a portato sulla ribalta i Gioia artisti
impegnati e conosciuti a livello internazionale come Gigi Proietti,
Moni Ovadia, Piera Degli Esposti, Lucio Dalla, Paola Cortellesi,
Giorgio Albertazzi, Ornella Vanoni, Ascanio Celestini, Marco Paolini,
Michele Placido, Simone Cristicchi, Teresa De Sio, Edoardo Bennato,
Alessio Boni, Marcello Prayer e molti altri che mi scuso di non poter
citare. Non sono mancati- continua la scrittrice- nei nostri
appuntamenti performances di giovani artisti e di gruppi di teatro
sperimentale che operano in tutta Italia da Sista Bramini a Riccardo
Fazi, da Doriana Vovola a Virgilio Sieni. Nonostante le difficoltà e i
tagli che sono stati fatti alla cultura noi proseguiamo confidando nel
piacere di immaginare che finora ci ha accompagnati”.

Quest’anno l’edizione del festival “Dieci anni di Gioia” ha presentato
nella sua serata d’inizio (ven. 6 agosto ore 21) una lettura
drammatizzata a cura di Piera Degli Esposti di brani da “La ragazza di
Via Maqueda” di Dacia Maraini. Il recital a due di Nicky Nicolai e
Marina Rei ha animato la seconda serata (sab. 7 agosto ore 21): «Un
duetto tutto al femminile, pressoché inedito nel panorama della canzone
italiana» sottolinea Dacia Maraini. Mentre la sezione teatrale della
kermesse è stata aperta dalla giovane drammaturga Doriana Vovola e
successivamente dalla compagnia teatrale Muta Imago, realtà del teatro
contemporaneo emergente infatti hanno presentato rispettivamente ‘Chi
siete?’ alle ore 21 e ‘(a+b)3′ alle ore 22 domenica 8 agosto. Si è
continuato con lo spettacolo ‘Silvio c’è’ di e con Antonio Cornacchione
e Carlo Fava (lun 9 agosto ore 21): «Quest’ anno abbiamo puntato molto
sulla comicità – spiega ancora Dacia Maraini – anche se, visti i tagli
alla cultura, ci sarebbe poco da ridere». Protagonisti martedì 10
agosto gli ‘Equivoci’ di Massimiliano Graziuso. Mercoledì 11 agosto
(ore 21) il Trio Ricotta in Zelig Ricotta Show. Ed è stata la ‘Poesia
in cammino’ con letture di Massimo Gezzi e Francesca Genti ad ispirare
la serata del giovedì (12 agosto ore 21). Il festival si è concluso in
musica con il concerto dell’Orchestra di fiati ACMI di Introdacqua
diretta dal maestro Leontino Iezzi. Dacia Maraini o “la signora,” come
la chiamano gli abruzzesi, siede ogni sera accanto a Piera degli
Esposti e osserva i 500 spettatori che il teatro lo vogliono in quota:
è infatti il pienone.
Alla fine di ogni sera applaude e interpellata parla come una delle
decine di sorgenti che nutrono le valli montane di acqua purissima:
“Quest’anno è stata più difficile del solito – racconta la Maraini –
non abbiamo un soldo, cioé ne abbiamo avuti pochissimi e stiamo in
piedi per miracolo. Due le rinunce più evidenti: Giorgio Albertazzi con
il quale avevamo in progetto una serata speciale e Lucio Dalla. Niente
da fare”.
Infatti il teatro mignon che ha fatto il giro del mondo e la cui fama è
arrivata persino in Vietnam quest’anno ha stretto la cinghia, pur
mantenendo le due caratteristiche che lo rendono unico in Italia: le
stelle del Borgo e un cartellone ricco e vario ma anticrisi e con gli
abbonamenti ritarati.
Chi è passato in Abruzzo nei giorni scorsi e non ha fatto un salto a
Gioia Vecchio ha perduto qualcosa: serate esclusivissime a prezzi
popolari.

Ufficio stampa
Giovanna Nicolai
cell.333 6638186 giov.nicolai@tiscali.it
Info e organizzazione
Ass. Teatro di Gioia

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