COMUNICATO STAMPA
Sergio Rubini protagonista del Sannio Film Fest
L’attore e regista domani sera a Sant’Agata de’ Goti
Continuano le proiezioni, la retrospettiva, le mostre e gli eventi speciali
C’è fermento a Sant’Agata de’ Goti per l’arrivo del poliedrico Sergio Rubini che incontrerà il pubblico del Sannio Film Fest domani sera a partire dalle ore 21 nell’ambito dell’evento ‘Il costume di una terra’. Un’occasione per raccontare le sue origini, la sua produzione filmica, le sue ispirazioni e le scelte che hanno costellato la sua vita di attore e regista. Un’escalation di emozioni e ilarità che non risparmierà sorprese e colpi di scena. Talentuoso e istrionico, caratterista per eccellenza, Rubini ha confermato negli anni la sua dote di autore di raro spessore come testimoniano ‘La Terra’, una delle sue pellicole migliori, candidata sia ai David di Donatello che ai Nastri d’Argento, che ‘L’uomo nero’, un film in parte autobiografico che tra l’altro verrà proiettato in sala Ostieri subito dopo l’incontro. E intanto al Festival continuano la retrospettiva dedicata a Ferzan Ozpetek, il regista turco arriverà in città martedì, e le proiezioni dei film in concorso nella sezione ‘Un anno in costume’ e Un anno in costume – Extra’. In cartellone domani ‘La prima cosa bella’, ultimo successo del regista Paolo Virzì, e ‘Donne senza uomini’, una produzione iraniana firmata da Shirin Neshat. Spazio ancora una volta ai bambini con ‘La Notte dei Cartoni’ targata Boomerang che presenterà al pubblico dei più piccoli una selezione di episodi dei personaggi Garfield, Casper, Pet Alien e Sam Sam. Il programma dettagliato del Festival è consultabile sul sito www.sanniofilmfest.it
PROGRAMMA DOMENICA 25 LUGLIO
Sala comunale ore 16 ‘Harem Suaré’ di Ferzan Ozpetek
Sala comunale ore 18 ‘La prima cosa bella’ di Paolo Virzì
Sala Ostieri ore 21 Evento speciale: incontro con Sergio Rubini
Sala Ostieri ore 22.30 ‘L’uomo nero’ di Sergio Rubini
Sala Mosera ore 21 ‘La notte dei Cartoni’ a cura di Boomerang
Sala Mosera ore 22.30 ‘Donne senza uomini’ di Shirin Neshat
L’UOMO NERO
REGIA: Sergio Rubini
SCENEGGIATURA: Carla Cavalluzzi, Domenico Starnone
ATTORI: Valeria Golino, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini, Anna Falchi, Fabrizio Gifuni, Maurizio Micheli, Vito Signorile, Mario Maranzana, Mariolina De Fano
Gabriele Rossetti va a sud, torna al suo paese e al padre ricoverato in un ospedale di provincia. Al capezzale dell’uomo, Gabriele ripensa alla sua infanzia e alla sua relazione col genitore, capostazione ossessionato dall’arte e da Cézanne. Figlio unico di Ernesto e Franca Rossetti, insegnante e casalinga amorevole, Gabriele cresce osservando le manie degli adulti: le infatuazioni corrisposte di zio Pinuccio, le tele rifatte del padre, le conversazioni coi cari defunti della madre. Impressionato da un misterioso uomo nero e affascinato dal fascino impenitente dello zio, Gabriele vive la sua fanciullezza e subisce la frustrazione artistica del padre, ispirata dal pittore impressionista e umiliata da un critico d’arte locale e trombone. In viaggio lungo i binari della vita e del tempo procederà per agnizioni, riconoscendo padre e uomo nero per quello che sono e non per quello che fino ad allora aveva creduto che fossero. Non è la prima volta e certamente non sarà nemmeno l’ultima che il cinema di Sergio Rubini va a sud, procedendo verso “la terra” d’origine e un riesame del proprio passato. La ricognizione delle proprie radici comincia con il viaggio picaresco di una sposa e procede con Tutto l’amore che c’è, affollato di ricordi ed elementi autobiografici e primo di cinque film (L’uomo nero compreso) in cui Rubini racconta il proprio Sud e la relazione che quello spazio della memoria intrattiene col Nord. Allo stesso modo dell’Amore ritorna (riflessione sulla professione dell’attore e del regista) la camera di un ospedale, in cui si consuma la vita e la degenza del padre di Rubini, diventa osservatorio privilegiato del figlio di Gifuni, diventato uomo da un’altra parte. La Puglia dell’Uomo nero parla ancora di uno strappo, di una ferita, delle ragioni, giuste o sbagliate che siano, di un distacco. Il flashback, attivato dai ricordi di Gabriele, doppio del Bentivoglio emigrante della Terra, introduce la sua infanzia tribolata dentro uno spazio geografico impressionato da magia e fatalismo e all’ombra di un uomo nero dispensatore di caramelle e di un padre in credito con la vita. Il viaggio a ritroso di Gabriele chiarisce al figlio la verità sul padre e su un segreto mai rivelato. Al figlio, rivendicato dalla malattia del genitore, non rimane che tornare indietro e rimuovere abbagli e fraintendimenti, rendendo di nuovo possibile e corrente l’amore. Archiviato l’art thriller sui mercanti del bello e la corruttibilità dell’anima umana (Colpo d’occhio), il cinema di Rubini ritrova la vocazione antropologica e il cuore della Terra, replicando una volta di troppo la retorica delle radici e il ritorno al privato.
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COMUNICATO STAMPA
Al via la XIV edizione del Sannio Film Fest
L’attrice Valeria Solarino, madrina della Notte dei Capitelli
E intanto il Festival entra nel vivo con l’anteprima di ‘Hilde’
Riflettori accesi anche sul documentario dedicato allo stilista ‘Valentino’
L’attrice Valeria Solarino sarà la madrina della ‘Notte dei Capitelli’, tradizionale evento che chiude ogni anno il Sannio Film Fest. L’interprete di ‘Viola di Mare’ di Donatella Maiorca e ‘La Signorina Effe’ di Wilma Labate, giusto per citare i film più recenti, incontrerà il pubblico di Sant’Agata de’ Goti giovedì 29 luglio alle ore 21 nella splendida cornice di piazza Duomo. Ad annunciarlo è stato il direttore artistico Remigio Truocchio in occasione della serata di apertura del Festival che ieri sera ha fatto registrare la presenza di centinaia di persone accorse in sala Ostieri per assistere alla proiezione dell’anteprima nazionale ‘The Young Victoria’. Al suo fianco l’assessore provinciale al turismo, Carlo Falato, il consigliere provinciale Renato Lombardi, il sindaco di Sant’Agata, Carmine Valentino, e gli assessori comunali al ramo Mario Petti e Marco Razzano. Una serata rigorosamente all’insegna del cinema con la proiezione dei trailer di tutte le anteprime programmate in cartellone e una rapida panoramica sui film, le retrospettive, gli eventi speciali e naturalmente gli ospiti. Il primo ad arrivare in terra sannita domenica 25 luglio sarà l’attore e regista Sergio Rubini, seguirà nella serata di martedì 27 il regista Ferzan Ozpetek. E intanto il Festival entra nel vivo con la proiezione dell’anteprima ‘Hilde’, una produzione tedesca incentrata sulla vita dell’attrice e cantante Hildegard Knef, forse l’artista più idolatrata in Germania dopo Marlene Dietrich. Grande attesa anche per il film ‘L’uomo che verrà’ di Giorgio Diritti, vincitore quest’anno di ben due David di Donatello come miglior film e miglior regia. Spazio infine anche ai bambini con ‘La Notte dei Cartoni’ targata Boomerang e Cartoon Network. Il programma dettagliato del Festival è consultabile sul sito www.sanniofilmfest.it
PROGRAMMA SABATO 24 LUGLIO
Sala comunale ore 16 ‘Il bagno turco – Hamam’ di Ferzan Ozpetek
Sala comunale ore 18 ‘L’uomo che verrà’ di Giorgio Diritti
Sala Ostieri ore 21 l’anteprima ‘Hilde’ di Kai Wessel
Sala Ostieri ore 23.30 ‘Il piccolo Nicholas e i suoi genitori’ di Laurent Tirard
Sala Mosera ore 21 ‘La notte dei Cartoni’ a cura di Cartoon Network
Sala Mosera ore 22.30 ‘Valentino – The last Emperor’ di Matt Tyrnauer
VALENTINO – THE LAST EMPEROR
Regia : Matt Tyrnauer
Genere: Documentario
Durata: 104’
Produzione: USA
Sinossi
Il mondo del glamour di Valentino viene mostrato attraverso lo sguardo di Matt Tyrnauer, corrispondente speciale di Vanity Fair. Si tratta di un documentario decisamente interessante e non solo per chi si occupa di alta moda o di personaggi della jet society. Ne esce infatti un ritratto complesso di quello che è stato davvero un ‘imperatore’. Tyrnauer riesce a offrire allo spettatore l’immagine di un grande creatore di moda seguendolo nel processo di realizzazione dei suoi capolavori di stoffa cogliendone le intuizioni geniali così come gli improvvisi mutamenti d’umore. Ma ciò che più colpisce è che, nonostante quel margine di agiografico che queste operazioni prevedono, dalla visione emerge con la forza dei sentimenti la storia di una relazione durata 50 anni: quella tra Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Il rapporto tra i due è di stima, di affetto e di collaborazione piena.
HILDE
Regia: Kai Wessel
Con: Heike Makatch, Dan Stevens, Monica Bleibtreu
Scenografia: Daniele Drobny, Ruth B. Wilbert
Costumi: Lucie Bates
Durata: 136’
Genere: Biografico
Produzione: Germania
Sinossi
Biografia dell’attrice e cantante Hildegard Knef, un’istituzione per il mondo dello spettacolo della Germania del dopoguerra. Il film segue la vita di Hilde negli anni della maturità, dopo aver conosciuto il successo in patria e negli Stati Uniti con uno show tutto suo a Broadway. Il suo ritorno in Germania nel 1966 per realizzare un concerto nella prestigiosa Filarmonica di Berlino è un momento di importante riflessione per l’artista, da molti considerata la star più famosa di Germania dopo Marlene Dietrich.
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Lunedì 26 luglio 2010, Real Orto Botanico di Napoli
il debutto di Novecento di Alessandro Baricco
In scena una manciata di pagine dalla potenza deflagrante, capaci di condurre in una traversata tra emozioni ‘forza otto’, per suggestioni senza fiato
Sarà in scena da lunedì 26 luglio 2010 alle ore 21.00 (repliche fino a giovedì 29), in prima assoluta negli spazi del Real Orto Botanico di Napoli, Novecento, originale e coinvolgente allestimento di Annamaria Russo e Ciro Sabatino, che ne firmano anche la regia.
L’esclusiva messa in scena, che inaugura la quinta settimana di programmazione della rassegna Brividi d’Estate 2010, si avvale della presenza, in scena, di Paolo Cresta, che “racconterà” e, soprattutto, farà rivivere le emozionanti pagine dell’opera di Alessandro Baricco.
Poche pagine, una sinfonia di parole e una storia che sembra riecheggiare leggende d’altri tempi. Si diceva che il Virginian fosse un piroscafo, che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi, e che nelle sue stanze si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa.
E di lui si diceva che la sua storia fosse stata pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. E che nessuno ne conoscesse il perchè.
E’ una fiaba struggente, amara, dolcissima che narra la storia di un pianista eccezionale, capace di suonare una musica meravigliosa, inesistente altrove, se non sull’oceano.
Il suo nome è Novecento, il suo mondo è una nave dalla quale non sa scendere. Oltre quella nave c’è la vita, quella vera. E la musica, quella che “suona perché l’oceano è grande e fa paura”, è invece l’unica vita che sa immaginare.
E’ una musica che può suonare attraverso ottantotto tasti, una musica infinita attraverso uno strumento finito. L’unica musica che Novecento sa suonare, la sola vita che può vivere.
“Sarà che Novecento – evidenziano i due registi – è una di quelle storie che segnano il passo del nostro viaggio nel mondo della letteratura. Sarà che se un libro lo leggi cento volte, e ti emozioni sempre, ogni volta, ti nasce dentro la voglia di condividerlo. Sarà quel che sarà, di sicuro, però, mettere in scena Novecento è stata una di quell’esperienza che hanno molto a che fare con la felicità”.
Una storia straordinaria da “leggere” piano, adagio, a lume di candela, da soli o in compagnia, con piacere, gustandola, innamorandosene, pagina per pagina, emozione dopo emozione. Una lezione di vita piccola, preziosa, unica e perderla sarebbe un peccato. Tenerla solo per sé un sacrilegio.
Novecento, Napoli, Real Orto Botanico (dal 26 al 29 luglio 2010)
Info e prenotazioni al numero 0815422088, mob 3401076521
Inizio delle rappresentazioni alle ore 21.00
email info@ilpozzoeilpendolo.it internet www.ilpozzoeilpendolo.it
Sabato 24 luglio 2010, Villa Imperiale di Posillipo
Paolo Graziosi (nelle foto) in L’altro anfitrione da Plauto
In scena un’originale adattamento della famosa commedia plautina, interpretato da uno degli attori più apprezzati del panorama teatrale e cinematografico
La rassegna Teatri di Pietra 2010 – Pausilypon, nel suggestivo scenario di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, ospiterà, sabato 24 luglio 2010, l’attore Paolo Graziosi in L’altro anfitrione da Plauto, allestimento al suo debutto in scena, che si avvale della riduzione e la traduzione di Rino Marino.
Ad affiancare, in scena, Graziosi saranno Elisabetta Arosio, Rino Marino, Toni Fornari, Vincenzo Ferrera. Le scene sono a cura di Sergio Tramonti, i costumi di Elena Del Guerra, le musiche di Ajmone Mantero, per la regia di Paolo Graziosi ed Elisabetta Arosio.
Quello di Plauto è, forse, l’archetipo che sta all’origine delle tante versioni che hanno intrigato i più grandi autori teatrali di tutti i tempi, a cominciare da Molière, passando per Kleist e Dryden, per finire con Giraudoux, che ne scrisse la trentottesima versione, per comprendere quanti autori si siano confrontati con questo meraviglioso soggetto dei doppi.
Considerata solitamente tra le ultime di Plauto, questa famosa commedia si ispira al mito della nascita di Ercole. Gli dei, come tipico della cultura greco-latina, sono “umanizzati” e si mostrano spesso tanto gelosi, possessivi, superbi e “desiderosi” di soddisfare i propri voleri da acquisire sembianze umane. E’ un’opera molto curiosa anche per la sua attualità, c’è l’inserimento del tema del divorzio e non tratta in modo particolare solo il rapporto marito-moglie, ma anche quello ben più sentito al tempo di signore-servo. Servo che, in qualità di uomo di fiducia del signore, è libero di esprimere giudizi e opinioni e che, in realtà, è il co-protagonista. Rapporti che appaiono troppo “moderni” e irreali quasi a voler indicare un modello di libertà, forse anche politica, che, probabilmente, non esisteva.
Arduo, quindi, per un uomo di teatro affrontarne oggi la messa in scena, senza cadere nel già visto. Partendo dalla bella traduzione tra prosa e versi di Rino Marino, questa messa in scena preferisce trattare il testo di Plauto come fosse un canovaccio della commedia dell’arte, con quell’immediatezza comica e sgangherata che fa, del teatro d’attore, un teatro per attori, per divertirsi e divertire.
La riduzione di Rino Marino è una variazione sul mito dell’Anfitrione che, pur restituendo, talvolta alla lettera, buona parte della struttura drammaturgica plautina e del testo originale, sfrondato di arcaismi e ridondanze e quasi integralmente reinventato nel finale, ne amplifica, per certi aspetti, le consonanze con situazioni contemporanee, che non esitano a sconfinare nelle dinamiche della commedia all’italiana.
Riporta a una dimensione di cruda modernità, in cui tradimenti, gelosie, sotterfugi, compromessi, meschinità, vizi e passioni umane e divine delineano, in un gioco di doppi, equivoci e situazioni paradossali, un intreccio comico di sorprendente efficacia, che culmina nell’ immancabile lieto fine dell’epilogo.
L’altro anfitrione, da Plauto
Napoli, Villa Imperiale di Posillipo – sabato 24 luglio 2010
Ingresso da Grotta di Seiano (Via Coroglio) ore 20.30, inizio spettacolo ore 21.30
Info e prenotazioni al numero verde 800024060 email info@capuanticafestival.it
Il costo dei biglietti è di euro 12 (intero) e di euro 10 (ridotto)
Venerdì 23 luglio 2010, Villa Imperiale di Posillipo
Le Baccanti da Euripide
In scena un appassionante e coinvolgente rielaborazione coreutica della mitologica tragedia, che incarna la coscienza inquieta del tragico ateniese
La rassegna Teatri di Pietra 2010 – Pausilypon, nel meraviglioso sito di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, ospiterà, venerdì 23 luglio 2009, lo spettacolo Le Baccanti, libera elaborazione scenica dall’omonima opera di Euripide, con la coreografia di Deanna Losi e la drammaturgia di Roberto Guicciardini, su musiche di Bartok, Biber, Piazzolla, Shumann, Fauré, Shostakovich, Tetraktis.
Ne saranno ‘interpreti’, in scena, Luisa Guicciardini, Simona Haag, Matteo Ruggiero, Cristian Magurano, Alberto Giardina e, nel ruolo delle Baccanti, Sara Bertoncelli, Ilaria Brandaglia, Marta Brilli, Martina Masini, Paola Fiorini, Kaori Shinmura. Gli elementi video sono a cura di Andrea Montagnani, le luci di Lucilla Baroni.
Lo spettacolo, presentato da Mistral/ Compagnia Danza Moderna in prima assoluta, affronta nuovamente la tragedia greca, sulla linea già sperimentata de Il Racconto di Antigone, in una versione eminentemente coreografica.
La tragedia greca, con il suo vasto apparato di miti e di storia, offre molti elementi di riflessione per un raffronto con la nostra civiltà, in grado di svelare motivazioni e contraddizioni nel nostro stesso vivere sociale.
Le Baccanti è considerata una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi. In apparenza il suo messaggio è un monito a tutti gli uomini ad adorare sempre gli dei e a non mettersi contro di essi.
In effetti, tradizionalmente, quest’opera era sempre stata considerata un’opera religiosa, ossia la riscoperta della religione da parte del tragico ateniese, che per tutta la vita era stato sempre considerato un “laico”.
A un’analisi più attenta, però, la tragedia rivela forti ambiguità che modificano sensibilmente il messaggio, come bene ha messo in luce la critica degli ultimi decenni.
L’adattamento coreutico messo in scena, è una libera elaborazione del mito di Dioniso, ispirata a Le Baccanti di Euripide, l’ultima opera scritta dal grande autore greco. Le Baccanti è l’unica tragedia greca in cui compare il dio del teatro, in cui la sua presenza accende un lacerante dibattito all’ interno della comunità.
Il Dio più umano fra gli dei antichi assurge a figura centrale della cultura del Novecento: Dio della maschera, della finzione necessaria, della riflessione e dell’ ebbrezza, della ‘dolce violenza’. Attinge all’ambiguità per mettere in crisi la rigidità di ogni configurazione identitaria.
Il suo mito, ancora oggi, è in grado di orientare diverse esperienze dell’immaginario contemporaneo. Lo spettacolo si propone, in maniera delicata e decisa, di tracciare un percorso teatrale, pervaso d’intenso coinvolgimento emotivo.
Le Baccanti, da Euripide
Napoli, Villa Imperiale di Posillipo – venerdì 23 luglio 2010
Ingresso da Grotta di Seiano (Via Coroglio) ore 20.30, inizio spettacolo ore 21.30
Info e prenotazioni al numero verde 800024060 email info@capuanticafestival.it
Il costo dei biglietti è di euro 12 (intero) e di euro 10 (ridotto)
Venerdì 23 luglio 2010, Real Orto Botanico di Napoli
La storia di Taborre e Maddalena
In prima assoluta per Napoli il teatro d’autore di Enrico Messina, l’eclettico ed espressivo artista foggiano, fra i più apprezzati ed acclamati cantastorie italiani
Farà tappa a Napoli, venerdì 23 luglio 2010 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 25), negli spazi del Real Orto Botanico, La storia di Taborre e Maddalena, la nuova creazione teatrale di e con Enrico Messina, affiancato, in scena, da Mirko Lodedo.
L’originale allestimento, che chiude la quarta settimana di programmazione della rassegna Brividi d’Estate 2010, si avvale della musica originale di Mirko Lodedo (fisarmonica, oggetti della tavola) e della collaborazione alla messa in scena di Micaela Sapienza.
Presentato da Armamaxa Teatro e Casarmonica, La storia di Taborre e Maddalena nasce dall’incontro di un attore e un musicista che, ritrovatisi intorno ad una tavola imbandita con cibi semplici, un piatto di grano cotto con il pomodoro, del pane, un bicchiere di “mieru”, pecorino e pere, hanno cominciato a raccontarsi.
E le storie sono nate dai suoni piccoli della tavola: il suono delle posate nei piatti, il gorgoglio del vino che cade nel bicchiere, il tintinnio dei bicchieri che s’incontrano nel brindisi, per diventare musica e parole. Perché così nascono le storie: intorno a un tavolo, con i suoni e le parole semplici di chi si ritrova a condividere una cena, un pasto.
“Raccontare storie – sottolinea Enrico Messina – è arte antica e necessità profonda dell’essere umano. Dare forma di storia all’esperienza vissuta, per comprendere e dare ordine a quanto accade, conservarne la memoria, creare un senso di appartenenza. E se le parole per narrare non bastano, allora saranno i gesti, gli sguardi, i suoni, la musica a raccontare la paura, lo stupore, il coraggio, la conquista, l’amore”.
Lo spettacolo narra la storia di due giovani, Taborre e Maddalena, che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono dal loro impossibile amore e trovano rifugio in una radura del Gargano, presso la casa di un vecchio pastore che l’uomo ha costruito intorno a un albero di pere.
Nell’incontro silenzioso dei tre, l’uomo offre ai due ragazzi un frutto poi, piantati i semi raccolti per tutta la sua vita, comincia la narrazione. E racconta loro la storia di un re di un’epoca lontana che aveva tre figli e un grande giardino con, al centro, un albero di pere.
Gli spettacoli della Compagnia Armamaxa sono stati rappresentati in tutta Italia e in occasione dei più importanti festival nazionali (da Santarcangelo a Volterra, da Castel dei Mondi a Tracce di Teatro d’Autore), segnalando all’attenzione della critica il lavoro di Enrico Messina e Micaela Sapienza come una delle realtà più interessanti nel panorama del nuovo teatro italiano, per la qualità dei lavori prodotti e come modello produttivo radicato al territorio che ha disegnato un percorso culturale e artistico fortemente legato al presente.
Un progetto che ha coinvolto creatività artistiche, intellettuali e professionali legate dalla storia e dalla cultura popolare: teatro, ricerca di storia orale, fotografia, musica, multimedialità.
La storia di Taborre e Maddalena, Napoli, Real Orto Botanico (dal 23 al 25 luglio 2010)
Info e prenotazioni al numero 0815422088, mob 3401076521
Inizio delle rappresentazioni alle ore 21.00
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COMUNICATO STAMPA
Al via la XIV edizione del Sannio Film Fest
Il presidente Cimitile propone un ‘campus permanente’
per rilanciare il territorio e valorizzare le produzioni locali
Stamattina in Provincia la conferenza stampa di presentazione del Festival
‘La Provincia di Benevento continuerà a puntare sul Sannio Film Fest perché rappresenta una punta di eccellenza per il nostro territorio’, questo il messaggio lanciato con forza stamattina dal presidente Aniello Cimitile in occasione della conferenza stampa di presentazione della XIV edizione del Festival che si svolgerà a Sant’Agata de’ Goti dal 22 al 29 luglio prossimi. ‘Non si può rinunciare – ha aggiunto – ad una manifestazione che ha un così alto contenuto artistico e culturale. Se si vuole realmente rimettere in moto l’economia di un Paese e rilanciarne il turismo occorre investire nel suo patrimonio di arte e cultura’. Da qui la proposta di trasformare il campus per la scenografia e il costume (che rappresenta uno dei punti di forza del Festival) in un laboratorio permanente che possa candidarsi a diventare un punto di riferimento internazionale per gli addetti ai lavori e per quanti aspirano a lavorare in questo settore. Sull’indotto economico e turistico del Sannio Film Fest ha incentrato l’attenzione anche l’assessore provinciale al ramo, Carlo Falato, che ha invitato tutti a fare la propria parte per contribuire al rilancio del territorio: ‘I numeri delle precedenti edizioni ci dicono che questo Festival è un grande catalizzatore di presenze. Il merito va non soltanto al prestigioso calendario di eventi offerto ma anche alla capacità di creare sinergia con gli operatori locali. Tutto ciò deve invitarci a riflettere sull’importanza della promozione integrata che rappresenta l’unica strada possibile per la valorizzare le nostre produzioni’. ‘Le istituzioni – ha dichiarato dal canto suo il consigliere provinciale, Renato Lombardi – stanno facendo molto per tutti quegli eventi che, come questo, conferiscono particolare lustro al territorio ma tanto resta ancora da fare. E’ giunto pertanto il momento di compiere, tutti, un ulteriore sforzo per far sì che queste manifestazioni abbiano lunga vita’. Particolarmente soddisfatto il sindaco di Sant’Agata de’ Goti, Carmine Valentino, che ha definito il Sannio Film Fest l’evento clou della programmazione artistico-culturale dell’Ente. ‘Le ricchezze del centro storico, la bellezza del paesaggio e le originalità del territorio unite alla singolarità del festival, l’unico in Europa ad occuparsi di scenografia e costume, rappresentano il mix ideale per rilanciare l’immagine di Sant’Agata e di tutto il territorio beneventano’. ‘La scelta del cartellone – ha concluso il direttore artistico del Festival, Remigio Truocchio, – negli ultimi anni è stata stilata anche in funzione delle esigenze turistiche della città. Siamo onorati del sostegno delle istituzioni e orgogliosi dell’importanza che ci viene tributata, frutto di anni di duro lavoro che ci hanno consentito di conquistare uno spazio nel panorama cinematografico nazionale e non solo’.
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PROGRAMMA
Dal 22 al 29 luglio nel suggestivo borgo medioevale di Sant’Agata de’ Goti (Bn)
Dal 22 al 29 luglio il suggestivo borgo medioevale di Sant’Agata de’ Goti (Bn) ospiterà la XIV edizione del Sannio Film Fest, il festival internazionale della scenografia e del costume diretto da Remigio Truocchio e presieduto dalla nota costumista inglese, tre volte premio Oscar, Sandy Powell. Otto giorni di grande cinema con sei pellicole in anteprima assoluta per l’Italia nella sezione Prémiere (si parte con ‘The Young Victoria’ di Jean Marc Vallèe, premiato agli Oscar 2010 per i migliori costumi, seguirà la proiezione di ‘Rose et noir’ di Gerard Jugnot, ‘Hilde’ di Kai Wessel, ‘Mao‘s last dancer’ di Bruce Beresford, ‘Black Field’ di Daniska Esterhazy e ‘John Rabe’ di Florian Gallenberger) e ben sedici film di ambientazione non contemporanea in concorso nelle sezioni ‘Un anno in costume e ‘Un anno in costume – Extra’. In cartellone anche la rassegna ‘Sannio Doc – Il costume e la moda’ che accenderà i riflettori su tre documentari imperdibili: ‘Hollywood sul Tevere’ di Marco Spagnoli, ‘Valentino – The last emperor’ di Matt Tyrnauer e ‘L’abito di domani’ di Giovanna Gagliardo. Torna anche la ‘Notte dei cartoni’, tradizionale appuntamento dedicato ai più piccoli con le pellicole firmate Boomerang e Cartoon Network. Tanti poi, come da tradizione, gli ospiti di fama internazionale che raggiungeranno Sant’Agata de’ Goti durante la settimana del Festival, patrocinato dalla Provincia di Benevento e dal Comune di Sant’Agata de’ Goti. A partire dal regista Ferzan Ozpetek, al quale è dedicata una retrospettiva, che incontrerà il pubblico martedì 27 luglio alle ore 21 nell’ambito di una serata-evento presentata dalla giornalista Laura Delli Colli. Completa il ricco carnet del Sannio Film Fest il tradizionale Campus, una scuola-laboratorio di Alta Formazione sul costume e la scenografia cinematografica e teatrale riservata a studenti italiani e stranieri provenienti dalle Accademie di Belle Arti, dagli Istituti di Design e di Moda, dalle Scuole di Cinema e di Teatro. Quaranta fortunati giovani, opportunamente selezionati, seguiranno infatti un corso intensivo di quindici giorni che si svolgerà parallelamente al Festival. Torna anche quest’anno infine l’iniziativa ‘Borgo in Fest – ospitalità da vendere’ promossa dal Comune di Sant’Agata de’ Goti e dalla Provincia di Benevento per rilanciare i flussi turistici del territorio attraverso la riscoperta delle bellezze artistico-culturali del borgo e la degustazione dei suoi prodotti tipici. Il progetto prevede infatti promozioni e pacchetti turistici, percorsi gastronomici e offerte commerciali particolarmente vantaggiose, ma anche esposizioni, mostre e incontri a tema. Il programma dettagliato del Festival è consultabile sul sito www.sanniofilmfest.it
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(L’ATLANDIDE DI PLATONE – Eleonora Brigliadori)
(una scena da Alcesti Mon Amour)
(Paolo Graziosi)
Da domenica 18 luglio a domenica 8 agosto 2010
Teatri di Pietra a Caserta, XI edizione
Eleonora Brigliadori, Paolo Graziosi, Micaela Esdra, Massimo Venturiello, Virginio Gazzolo, fra i protagonisti del segmento casertano della rassegna
Dopo l’ampio consenso ottenuto da Teatri di Pietra – Classico ‘900, ancora in corso alla Villa Imperiale Pausilypon di Napoli, prenderà il via, domenica 18 luglio 2010, con l’anteprima dello spettacolo Alcesti mon amour, al Teatro Romano di Teano, l’undicesima edizione della manifestazione Teatri di Pietra nei luoghi di Caserta, ideata e organizzata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti.
Il segmento casertano di Teatri di Pietra 2010, proporrà, fino a domenica 8 agosto, un calendario di dodici appuntamenti, programmati in tre splendidi siti archeologici: l’Anfiteatro Romano di Alife, il Parco Archeologico del Monte Cila a Piedimonte Matese e il Teatri Romano di Teano.
Monumenti e paesaggi inediti di un territorio continuamente da scoprire e da condividere, che ospiteranno otto opere teatrali di artisti quali, fra gli altri, Eleonora Brigliadori, Paolo Graziosi, Micaela Esdra, Massimo Venturiello, Virginio Gazzolo. Proposte che hanno in comune l’originalità della rilettura del tema classico, coniugato con i luoghi e declinato nelle sue diverse anime.
Una nuova edizione della kermesse che è stata resa possibile grazie al patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Campania, Provincia di Caserta, la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento, Caserta ed il contributo dei Comuni di Alife, Piedimonte Matese, Teano.
“I teatri antichi e le aree archeologiche – sottolinea Aurelio Gatti – costituiscono una dorsale di cultura ed emozione che, salvaguardata, può moltiplicare gli investimenti nella ricerca, nello spettacolo, nelle arti, ma anche nello sviluppo sostenibile del paesaggio e dei centri storici, delle comunità. Da queste riflessioni si è sviluppato, anni or sono, il progetto Teatri di Pietra, nato proprio nell’area del casertano. L’obiettivo è la creazione di un sistema turistico integrato, finalizzato alla fruizione contemporanea delle aree archeologiche attraverso lo spettacolo, sperimentando lo studio di “modelli di utilizzo e gestione innovativa” del patrimonio, nelle più ampia prospettiva di una rinnovata alleanza tra le cittadinanze e territori”.
L’inaugurazione, domenica 18 luglio alle ore 21.00, presso il Teatro Romano di Teano, è affidata a Micaela Esdra, protagonista di Alcesti mon amour, tratto da Euripide, con la traduzione di Filippo Amoroso e la regia di Walter Pagliaro.
Giovedì 22 luglio, ancora a Teano, e venerdì 23 luglio, presso il Parco Archeologico del Monte Cila a Piedimonte Matese, Paolo Graziosi sarà in scena con L’altro anfitrione da Plauto, di cui firma la regia con Elisabetta Amorosi.
Mercoledì 28 luglio sono in programma due spettacoli: a Piedimonte Matese sarà in scena Medea da Euripide e Seneca, con Caterina Costantini, e, a Teano, Eleonora Brigliadori in L’Atlantide di Platone, dal “Crizia” di Platone. Lo spettacolo, un adattamento e traduzione originale della stessa Brigliadori, replicherà, giovedì 29 luglio, presso l’Anfiteatro Romano di Alife.
Domenica 1 agosto il Parco Archeologico del Monte Cila a Piedimonte Matese ospiterà Virginio Gazzolo, autore, interprete e regista di Argonauti, da Apollonio Rodio.
Giovedì 5 agosto, sempre a Piedimonte Matese, sarà di scena il Canzoniere Italiano, viaggio in musica nella poesia italiana, ideato e interpretato da Cosimo Cinieri, che ne firma la regia con Irma Palazzo.
Massimo Venturiello sarà protagonista, venerdì 6 agosto ad Alife, de La commedia dei gemelli, tratto da I Menaechmi di Plauto. Lo spettacolo, che si avvale della regia di Ted Keijser, sarà replicato, sabato 7 agosto, a Teano.
La rassegna si concluderà domenica 8 agosto con la replica dello spettacolo Medea da Euripide e Seneca, con Caterina Costantini, e Casa..Dei ‘il racconto dal Chaos alla Guerra di Troia’ di Marco Zannoni, con Luca Biagini e Marco Zannoni, rispettivamente a Teano e Alife.
Il vasto patrimonio del Casertano, per quantità e qualità, deve essere inteso come un “unicum” di storia e tradizioni e come tale partecipato, riconducendo l’intero territorio a un policentrismo culturale ed economico per molti anni negato.
“La programmazione dell’intera Rete dei Teatri di Pietra – conclude il direttore artistico Aurelio Gatti – ha inteso offrire, sin dall’inizio, una grande opportunità non solo sotto il profilo dell’offerta culturale, ma anche per le connessioni e le ricadute che determina nell’economia e nello sviluppo socio-culturale del territorio. Attraverso la messa in rete del patrimonio e delle attività si può costituire un “paesaggio culturale organico” e produrre un’autentica e consapevole crescita delle comunità residenti”.
Teatri di Pietra 2010 a Caserta
Info e prenotazioni al numero verde 800024060
email info@capuanticafestival.it internet www.teatridipietra.org
Inizio spettacoli ore 21.00, biglietti euro 12 (intero) ed euro 10 (ridotto)
Biglietterie presso i siti archeologici e prevendite abituali
Associazione culturale Gianni Santuccio
presenta
Micaela Esdra in
Alcesti mon amour
da Euripide, traduzione Filippo Amoroso
con
Luigi Ottoni, Diego Florio, Marina Locchi
musiche Germano Mazzocchetti
costumi e maschere Giuseppe Andolfo
adattamento e regia Walter Pagliaro
Il lavoro sui classici è sorprendente perché consente di sviluppare tesi e percorsi densi di stimoli e prospettive interpretative inconsuete. La tragedia antica si presta particolarmente a suggerire un approccio sperimentale che si giova di contributi drammaturgici contemporanei.
La Tessaglia, dove dimorano i protagonisti dell’Alcesti, è una regione montuosa, dedita alla pastorizia: assomiglia un po’ alla Barbagia. Proprio come quella parte della Sardegna è terra di magie, di superstizioni e incantesimi. Come può una nobile donna, morta per salvare il marito, ricomparire viva davanti a tutti dopo aver attraversato le regioni degli inferi? Colei che rinasce è proprio Alcesti? Oppureè un’illusione frutto di una fede collettiva o di una ebbrezza sapientemente organizzata? Chi sono Alcesti e Admeto? Due antagonisti che si dilaniano o due complici che mentono all’infinito? Sono personaggi tragici nobili e austeri o relitti di una farsa paesana?
In quegli agoni che si svolgono in scena fra protagonisti e comprimari, non si potrebbe forse riconoscere sempre il profilo sinuoso dei due padroni di casa? E allora non si può tentare di leggerre
l’Alcesti di Euripide come lo scontro amaro e beffardo fra un uomo e una donna, fra un marito e la sua coniuge? Alcesti offre ad Admeto la propria vita, anzi la propria morte; ma cosa chiede in cambio? Che cosa avviene in quella casa nel momento in cui si decide un sacrificio così alto?
Il nostro spettacolo sarà imperniato su quattro attori: due interpreteranno il Coro e gli altri due si occuperanno di tutti i personaggi. Due attori come nella più remota rappresentazione di Alcesti si assumeranno l’intero dramatis personae: un attore reciterà Thanatos, Admeto e il Servo; l’altro Apollo, l’Ancella, Alcesti, Eracle e Ferete.
Maschere inquietanti come teste di Picasso suggeriranno l’alternarsi di uomini e donne che si raccontano quella leggenda arcaica in cui verità e inganno si confondono continuamente: ma a scontrarsi saranno sempre loro due, marito e moglie sconvolti nell’ebbrezza di amore e morte.
Paolo Graziosi in
L’altro anfitrione
da Plauto
riduzione e traduzione Rino Marino
con Elisabetta Arosio, Rino Marino,
Toni Fornari, Vincenzo Ferrera
scene SergioTramonti
costumi Elena Del Guerra
musiche Ajmone Mantero
regia Paolo Graziosi, Elisabetta Arosio
Nota di regia
Quello di Plauto è, forse, l’archetipo che sta all’origine delle tante versioni che hanno intrigato i più grandi autori di teatro di tutti i tempi, a cominciare da Molière, passando per Kleist e Dryden, per finire con Giraudoux, il quale ne scrisse la trentottesima versione, tanto per capire quanti autori si siano confrontati con questo meraviglioso soggetto dei doppi.
Arduo, quindi, per un uomo di teatro affrontarne oggi la messa in scena, senza cadere nel già visto. Noi, partendo dalla bella traduzione tra prosa e versi di Rino Marino, abbiamo preferito trattare il testo di Plauto come fosse un canovaccio della commedia dell’arte, con quell’immediatezza comica e sgangherata che fa del teatro d’attore un teatro per attori che vogliono, prima di tutto, divertirsi e divertire.
Nota dell’autore
Una variazione sul mito dell’Anfitrione che, pur restituendo, talvolta alla lettera, buona parte della struttura drammaturgica plautina e del testo originale – sfrondato di arcaismi e ridondanze e quasi integralmente reinventato nel finale – amplificandone le consonanze che la accostano, per certi aspetti, a situazioni contemporanee che non esitano a sconfinare nelle dinamiche della commedia all’italiana.
Riporta a una dimensione di cruda modernità, in cui tradimenti, gelosie, sotterfugi, compromessi, meschinità, vizi e passioni umane e divine delineano, in un gioco di doppi, equivoci e situazioni paradossali, un intreccio comico di straordinaria efficacia che culmina nell’ immancabile lieto fine dell’epilogo.
Planet Production s.r.l
presenta
Medea
da Euripide e Seneca
traduzione di Filippo Amoroso
adattamento e regia Caterina Costantini
con
Selene Gandini, Nutrice
Alessandro Parise, Giasone
Giancarlo Di Giacinto, Creonte
Diego M. Pianese, Nunzio
coro
Vita Rosati, Fatima Ali, Caterina Costantini
scene G&P Scene
costumi Annamode
Medea come Fedra è figura luminosa, appartiene alla discendenza del sole. Condotta da Giasone nella civilissima Corinto è lo stesso Giasone che tradendola la risospinge all’indietro facendone riemergere la sua natura più primitiva, di donna divina d’oriente. L’uomo greco teme Medea, teme la forza tremenda che in lei è presente. Tremenda è Medea perché è cosa tremenda che chi genera voglia distruggere.
Inquietante è la presenza in questa donna, contemporaneamente, dei due gesti che sono tra loro agli antipodi nel cerchio dell’esistenza. Inquietante e al tempo stesso la fortuna
stessa del mito. Un mito più e più volte declinato, che ha prodotto una quantità enorme di materiali polimorfi.
Medea, una donna sola, tradita, offesa e colta da una ansia vendicativa terribile e irrinunciabile al tempo stesso tanto da determinarla, dopo un aspro conflitto, verso la decisione dell’uccisione dei figli. La passione che sconvolge questa donna e la lucida consapevolezza della inevitabilità di questa passione fanno di Medea una eroina tragica di enorme spessore.
La passione non viene considerata come patologica, non si sviluppa dentro la persona ma è esterna ad essa e tutto ciò non può tradursi come malattia, isteria o disturbo psichico ma straniata distanza che rende tutta intera la tragicità del destino inevitabile che tocca agli uomini. Infatti, “Il carattere dell’uomo è il suo destino”.
Arwen Films
presenta
Eleonora Brigliadori in
L’Atlantide di Platone
(rivelazioni e nuovi contenuti celati nell’anima di Platone)
adattamento teatrale in due atti dal Crizia di Platone
adattamento e traduzione originale Eleonora Brigliadori
con la collaborazione del grecista Prof. Alessandro Davico
voce di Platone Roberto Pedicini
Un nuovo sguardo si posa su Atlantide. In questo testo inedito, dalla concezione modernissima, il pubblico stesso potrà rivelare e scoprire il significato nascosto nel misterioso mito di Atlantide, rimasto irrisolto da millenni. A rivelare la nuova tesi sarà l’Anima stessa di Platone, impegnata, attraverso i secoli, nel lungo viaggio della “reminescenza”.
Il testo, fedele alla struttura dialogica degli scritti Platonici, si apre nel contesto storico greco sotto la dominazione romana (529 d.C.).
Il governo dell’Imperatore Giustiniano ha purtroppo deciso la chiusura della celeberrima Accademia Ateniese fondata dallo stesso Platone, istituzione che vide la nascita, tra i tanti illustri allievi, quella del suo naturale successore Aristotele. È l’ultimo giorno d’insegnamento in Accademia, una vena di tristezza incombe, ma una vela è pronta a portarci, l’indomani, verso altri lidi. L’ultima studentessa, Alma, ha scelto di presentare la sua dissertazione proprio su Crizia, cercando una risposta agli enigmi d’Atlantide.
La drammaturgia sfonda ripetutamente la quarta parete del teatro. Realtà e storia si espandono, in senso Apollineo, verso le sfere spirituali introducendo la presenza dell’io Platonico come deus ex machina greco che tutto avvolge e comprende ma, in senso rettilineo, la struttura temporale esprime il mondo Dionisiaco individuale e lo affida direttamente al pubblico.
Il percorso che l’anima compie per uscire dal labirinto delle incongruenze richiede un’attività personale ed è l’identico percorso del pubblico che, arriverà alla fine a trarre le dovute conclusioni.
In scena gli elementi simbolici del labirinto Atlantideo si trasformano, in continua evoluzione, mossi dall’Anima, finché, da frammenti incongruenti, prendono una “forma” che è “essenza e sostanza” stessa del mito, secondo la più autentica logica Platonica.
Al pubblico la straordinaria emozione di arrivare, insieme all’anima di Platone stesso, forse ancora tra noi, alle proprie conclusioni. Un excursus visivo cognitivo, un connettere di ambiti e relazioni inattesi che fanno affiorare e corroborano, inequivocabilmente, la nuova sorprendente interpretazione del testo.
Compagnia Teatroper
presenta
Virginio Gazzolo in
Argonauti
da Apollonio Rodio
regia Virginio Gazzolo
(IL MARE NON C’E’ PIÙ’)
Dalle Argonautiche di Apollonio Rodio
Il Ramo D’oro di Frazer
Si racconta una storia molto antica. Di quando Giasone, salpò verso l’Asia alla conquista di una ricchezza inestimabile: Il Vello D’oro, chiave del potere.
Dopo massacri ed uccisioni reciproche il greco vinse. Ma non gli servì. Non servì a nessuno, né allora né dopo, se oggi ancora noi tutti crediamo di essere ragionevoli buoni e civili, noi soli: orientali o occidentali.
E così ancora spedizioni e massacri. II dettagliatissimo racconto dell’impresa di Giasone e dei suoi personaggi sulla nave Argo alla ricerca del Vello D’oro, oltre a contribuire a portare l’eroe classico in una dimensione più borghese, ha rappresentato probabilmente la somma delle conoscenze etniche e geografiche dell’epoca, avvolte, naturalmente, nella mitologia. Oggi e nell’appassionata e divertentissima versione che ne fa Virginio Gazzolo, ci colpisce come il viaggio di un gruppo molto eterogeneo di giovani avventurosi e un po’ teppisti.
E si racconta ancora di antichi sacrifici umani, che i nostri antenati, per barattare con gli Dei un buon raccolto, compivano con serena ritualità.
Canzoniere Italiano
ideato e interpretato da
Cosimo Cinieri
regia
Cosimo Cinieri & Irma Palazzo
Versi di
Francesco d’Assisi, Angiolieri, Alighieri, Petrarca, Boccaccio, Boiardo, Lorenzo il Magnifico, Ariosto, Tasso, Chiabrera, Metastasio, Alfieri, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Gozzano, Saba, Cardarelli, Palazzeschi, Ungaretti, Campana, Montale, Quasimodo, Penna, Pavese, Pasolini, Flaiano.
Musiche di
Borgia, Di Capua, Leoncavallo, De Curtis, Borodin, Benatzky, Rossini, Debussy, J.S.Bach, Lehar, Verdi, Mascagni, Ponchielli, Rota, Chaplin.
Canzoniere Italiano è un viaggio nella poesia italiana, un viaggio di ottocento anni lungo due binari paralleli: l’evolversi della nostra lingua e il divenire del pensiero dell’uomo.
Lo ha ideato Cosimo Cinieri nel tentativo di scoprire un modo semplice e popolare di proporre i versi che si frequentano e poi si dimenticano sui banchi di scuola.
Lo spettacolo è stato sperimentato per tre anni, con o senza musica, con solisti e complessi musicali dei più svariati generi, dal classico alla canzonetta.
Le musiche antiche, cavalcate dalla parola ‘alta’ della poesia, fanno ritrovare, al di là dello spazio e del tempo, senza classificazioni e seriosi accademismi, Dante e Leopardi, Ariosto e Palazzeschi, Francesco d’Assisi e Pasolini, fianco a fianco in una sorta di opera corale, intorno ad un banchetto di colori, suoni, ritmi, passioni, allegrie, struggimenti, nostalgie e deliri.
I versi seguono i tempi della musica, pur conservando i loro ritmi e la propria significazione. Gli inusuali accostamenti musicali danno ad essi nuova vita e li restituiscono come ‘restaurati’, riportati al sapore della creatività nascente ed alla freschezza di una inesauribile umanità.
Teatro della Raffa
presenta
Luca Biagini e Marco Zannoni in
Casa..Dei
‘Il racconto dal Chaos alla Guerra di Troia’
di Marco Zannoni
regia e musiche originali Stefano Marcucci
elementi scenografici Stefania Onori
Lo spettacolo Casa..Dei è dedicato alla storia del Mito, alle sue origini e ai suoi innumerevoli protagonisti. Il Mito come motore inerziale nella mente degli uomini.
Un formidabile racconto tramandato oralmente che rinasce ogni volta che altre voci lo narrano. Casa..Dei, ovvero la Dimora degli Dei scritto da Marco Zannoni, riunisce i tanti frammenti di un racconto interrotto nei secoli e che è mutato nel tempo nelle sue innumerevoli varianti.
Oggi ci si ripropone offrendoci del mito greco un’unica storia, racconto omogeneo narrato con un linguaggio semplice e moderno. Il Mito nella sua complessità diventa così uno spettacolo che affascina con la magia del teatro e che stimola con la sua ironia mentre ci riporta senza fatica al mondo ellenico di tanti e tanti secoli fa.
Gli interpreti, Luca Biagini e Marco Zannoni, ci presenteranno una rilettura attenta se pur divertita di una mitica epopea in grado di avvicinare al suo ascolto anche un pubblico più inesperto e giovane.
Plautus Festival – TeatroVivo
presentano
Massimo Venturiello in
La Commedia dei Gemelli
da I Menaechmi di Plauto
regia Ted Keijser
musiche Andrea Mazzacavallo
A prima vista sembra che Plauto voglia scrivere una semplice commedia col suo solito saporito linguaggio, con scherzi, intrighi, passioni, incomprensioni, diffidenza, esuberanza, arrivando ad uno scompiglio totale.
Ma Plauto fa anche vedere che noi possiamo essere rovesciati sottosopra per la variabilità dell’ essere umano. Per amici e parenti di Menecmo, il nuovo arrivato, suo fratello gemello, altri non è se non Menecmo stesso che, per sottrarsi alle sue responsabilità, si finge quasi
un altro.
È colui che cerca di salvarsi la pelle, che pensa di poter fare e disfare come conviene a lui.
Egli spinge le persone che di solito lo frequentano all’alienazione mentale, per cui esse, a loro volta, dichiarano lui matto e cercano con forza di rinchiuderlo in manicomio. Per fortuna c’è sempre il servo onesto e di buona fede, in questo caso Messenione, a salvare il suo padrone in difficoltà.
Ma anche lui non riesce a riconoscere il fratello gemello del suo vero padrone e crede
invano d’aver guadagnato la sua libertà con questa impresa eroica. Le complicazioni per Menecmo aumentano rapidamente e la spirale di furberie e inganni non conosce fine. Nessuno si fida più di nessuno fino a quando si scopre lo scambio dei due gemelli e Messenione mette tutto al suo posto.
Una storia con un lieto fine insomma, come si voleva all’epoca e come, dopotutto, si gradisce anche ai giorni nostri. Una commedia con 7 attori, tutti con esperienza nel genere della commedia, tra cui Camillo Grassi, il quale sta già affiancando Venturiello nello spettacolo “La Strada”. Uno spettacolo basato sulla fisicità e sulla verità dei personaggi accompagnato dalle musiche e canzoni originali di Andrea Mazzacavallo: un allestimento originale e coinvolgente per un’opera che è stata l’antesignana de La Commedia degli errori di Shakespeare e de I Gemelli Veneziani di Goldoni.
Una commedia tutta per il pubblico, senza quarta parete, che si basa sul ritmo della parola e del corpo.
Note di regia
Come per tutti i miei lavori da regista, cerco, anche con “Menecmi”, la musica e il ritmo della parola e la musica e il ritmo del corpo, la musica e il ritmo del coro dei commedianti e la musica e il ritmo dello spazio. Cerco di andare fino in fondo nel gioco degli equivoci, proposto da Plauto.
Cerco con i commedianti il massimo della loro fisicità. Voglio creare la complicità tra di loro per arrivare a mettere in risalto la struttura del testo. Prima di tutto deve esserci la gioia di
giocare/recitare questa commedia plautina e il gruppo deve funzionare come un organo unico,
nel quale ognuno è solista al momento giusto.
Menecmi è un gioco degli equivoci che scatena il riso ed anche la risata vera è eterna. Dico apposta risata vera, perché parlo della risata che viene spontanea, immediata, senza passare per il ragionamento. Non te ne accorgi nemmeno, guardi e ridi. Questa risata viene direttamente dalla pancia. Il riso come il pianto è anche liberatorio. Il riso e il pianto sono i due meccanismi per i quali io faccio il mestiere del regista e faccio teatro. Maestri come Carlo Mazzone Clementi e Jacques Lecoq mi hanno insegnato che la commedia è una cosa seria e non è facile come sembra.
Ted Keijser
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TEATRI DI PIETRA
CAMPANIA 2010
Teatro Romano
Teano (CE)
Domenica 18 luglio
Associazione culturale Gianni Santuccio
presenta
Micaela Esdra in
Alcesti mon amour
da Euripide, traduzione Filippo Amoroso
con Luigi Ottoni, Diego Florio, Marina Locchi
adattamento e regia Walter Pagliaro
Venerdì 23 luglio
Paolo Graziosi in
L’altro anfitrione
da Plauto
riduzione e traduzione Rino Marino
con Elisabetta Arosio, Rino Marino,
Toni Fornari, Vincenzo Ferrera
regia Paolo Graziosi, Elisabetta Arosio
Mercoledì 28 luglio
Arwen Films presenta
Eleonora Brigliadori in
L’Atlantide di Platone
dal “Crizia” di Platone
adattamento e traduzione originale
Eleonora Brigliadori
con la collaborazione del
Prof. Alessandro Davico
Sabato 7 agosto
Plautus Festival – Teatrovivo
presentano
Massimo Venturiello in
La commedia dei g e m e l l i
da I Menaechmi di Plauto
regia Ted Keijser
Domenica 8 agosto
Planet Production
presenta
Caterina Costantini in
Medea
da Euripide e Seneca
traduzione Filippo Amoroso
adattamento e regia Caterina Costantini
Parco Archeo. Monte Cila
Piedimonte Matese (CE)
Giovedì 22 luglio
Paolo Graziosi in
L’altro anfitrione
da Plauto
riduzione e traduzione Rino Marino
con Elisabetta Arosio, Rino Marino,
Toni Fornari, Vincenzo Ferrera
regia Paolo Graziosi, Elisabetta Arosio
Mercoledì 28 luglio
Planet Production
presenta
Caterina Costantini in
Medea
da Euripide e Seneca
traduzione Filippo Amoroso
adattamento e regia Caterina Costantini
Domenica 1 agosto
Comp. Teatroper
presenta
Virginio Gazzolo in
Argonauti
da Apollonio Rodio
regia Virginio Gazzolo
Giovedì 5 agosto
Canzoniere Italiano
ideato e interpretato da Cosimo Cinieri
regia Cosimo Cinieri e Irma Palazzo
Anfiteatro Romano
Alife (CE)
Giovedì 29 luglio
Arwen Films presenta
Eleonora Brigliadori in
L’Atlantide di Platone
dal “Crizia” di Platone
adattamento e traduzione originale
Eleonora Brigliadori
con la collaborazione del
Prof. Alessandro Davico
Venerdì 6 agosto
Plautus Festival – Teatrovivo
presentano
Massimo Venturiello in
La commedia dei g e m e l l i
da I Menaechmi di Plauto
regia Ted Keijser
Domenica 8 agosto
Teatro della Raffa
presenta
Luca Biagini e Marco Zannoni in
Casa..Dei
Il racconto dal Chaos alla Guerra di Troia
di Marco Zannoni
regia e musiche originali Stefano Marcucci
elementi scenografici Stefania Onori
Lunedì 19 luglio 2010, Real Orto Botanico di Napoli
il debutto di Pensare con i piedi
In scena le parole del calcio, le storie minime e toccanti che si avvolgono intorno ad una palla che gira, un campo e due reti, come metafore della vita

Sarà in scena da lunedì 19 luglio 2010 alle ore 21.00 (repliche fino a giovedì 22), in prima assoluta negli spazi del Real Orto Botanico di Napoli, Pensare con i piedi, originale e intrigante allestimento di Annamaria Russo e Ciro Sabatino, che ne firmano anche la regia.
La particolare messa in scena, che inaugura la quarta settimana di programmazione della rassegna Brividi d’Estate 2010, si avvale della presenza, in scena, di Nico Ciliberti, Antonello Cossia e Paolo Cresta, che “racconteranno”e, soprattutto, faranno rivivere le emozionanti pagine dell’opera di Osvaldo Soriano.
Alcuni autori, proprio come l’argentino Soriano, hanno rivelato del football un aspetto mitografico, che s’ispira a vicende vissute, da giocatore o da spettatore, oppure a sensazioni catturate nel flusso della memoria, fiutate nella poesia di un gesto atletico, evocate dall’odore dell’erba di un campo sportivo.
Nelle loro storie il calcio, gioco pedestre in senso stretto e pure ampio, si svincola dai lacci della tecnica, del fanatismo delle curve e delle chiacchiere dei processi televisivi, per fluttuare, liberamente, nell’immaginario e nelle emozioni, fino a diventare metafora della vita.
Soriano parla poco dei campioni e delle stelle e molto, invece, di anonimi e, più o meno, onesti calciatori, che inseguono un pallone nei villaggi della Patagonia, di improbabili allenatori giramondo, di storie d’amore, di leggende e scenari fantastici, di gioie e disperazioni calcistiche. Narra di malinconia degli sconfitti, degli esclusi, degli sfortunati, “dei goal che uno si perde nella vita”, ma anche degli entusiasmi, del senso di onnipotenza, che regala una vittoria, delle risate e delle lacrime.
C’è un senso tragico nel football: la nostalgia nel cuore e la commozione per i vinti, per quelli belli, bravi e, tuttavia, vinti. C’è una nota esilarante nel calcio, che funziona da lente d’ingrandimento del comico e del surreale della vita.
Nel calcio “ci sono cose che apparentemente non hanno logica, ma succedono molto spesso, come nella vita” racconta Soriano.
La scrittura potente, colorata, comica e struggente dello scrittore argentino fa il resto, rendendo i suoi racconti sul calcio dei piccoli capolavori.
In quest’anno di mondiali “amari” per l’Italia la voglia di parlare di calcio, sorridendo, ridendo, emozionandosi, si è fatta irrefrenabile. E allora tre affabulatori come Nico Ciliberti, Antonello Cossia, Paolo Cresta, daranno voce a un testo di “alta filosofia da osteria”.
Pensare con i piedi, Napoli, Real Orto Botanico (dal 19 al 22 luglio 2010)
Info e prenotazioni al numero 0815422088, mob 3401076521
Inizio delle rappresentazioni alle ore 21.00
email info@ilpozzoeilpendolo.it internet www.ilpozzoeilpendolo.it
(PENTELLA Rosaria, assessore Cultura di Teano)
di Nunzio De Pinto
TEANO - Sono Micaela Esdra, Luigi Ottoni, Maria Locchi e Diego Florio gli interpreti di “Alcesti, mon amour”, opera teatrale centrata sulla tragedia greca di Euripide riletta in versione contemporanea dal regista Walter Pagliaro, da sempre appassionato e studioso di teatro antico, che va in scena domenica prossima, 18 luglio, presso il Teatro romano, con inizio alle ore 21.00, e che da il via alla rassegna “Teatri di Pietra”. I biglietti, in prevendita, si possono acquistare presso la Pro Loco Teano e Borghi, in piazza Vittoria, presso La Pro Loco Teano, in Piazza Municipio e presso il centro copie Sorelle De Angelis, in Viale Italia al prezzo di 8 euro. Al botteghino il prezzo intero del biglietto è di 12 euro e ridotto di 10 euro. Alcesti è il più vecchio fra i drammi di Euripide arrivati fino a noi, ma viene realizzato quasi vent’anni dopo l’inizio dell’avventura teatrale del poeta sulla scena ateniese, quando egli aveva già raggiunto un’idea assolutamente originale della tragedia. Alcesti è un’opera segreta e misteriosa che esplora con sussulti e trepidazioni quel tragitto inquietante che collega lo spazio della vita all’universo della morte. Lo spettacolo si propone di indagare la complessità dei rapporti esistenti fra l’essere e il non essere: la fine della vita si proietta per noi sulla scena, non come un episodio improvviso e perentorio, ma come un viaggio con tappe fascinose e terribili. Admeto è un uomo d’arte che vive con sensibilità e finezza la sua vita in un meraviglioso palazzo, testimonianza di fede assoluta nei valori geometricamente perfetti di una cultura che colloca l’uomo al centro del mondo. Accanto a lui vive una creatura di forza straordinaria, Alcesti; insieme decidono di intraprendere un viaggio verso le regioni più oscure e misteriose dell’anima umana. “Alcesti mon amour” fa parte di un cartellone, proposto dall’assessore al Turismo Rosaria Pentella, che trasforma i luoghi più suggestivi della città in suggestive location di eventi, con il teatro romano che diventa arena e le piazze che fanno da palcoscenico ai diversi appuntamenti in programma. Nel rilancio turistico del territorio l’Ammistrazione comunale ha organizzato, per la stagione estiva, una serie di eventi musicali, teatrali e culturali, che rivalutano anche la cultura popolare, valorizzando, nel contempo, i siti archeologici ed il borgo medioevale, valorizzando altresì le associazioni culturali che operano fattivamente sul territorio, e visto il successo della trascorsa edizione, anche quest’anno ci sarà la riscoperta della città sidicina attraverso la II^ edizione della “Notte Bianca”. Nell’ambito dei Teatri di Pietra, il 23 luglio va in scena alle 21.00 al Teatro romano “L’Altro Anfitrione” con Paolo Graziosi; il 28 luglio, ore 21.00, “l’Atlantide di Platone” con Eleonora Brigliadori; presso il Teatro Romano; il 30 Luglio, Ass. Gardart “In nome della Madre” presso il Teatro Romano; il 7 agosto ore 21,00, “La commedia dei Gemelli“ con Massimo Venturiello presso il Teatro Romano; l’8 agosto, ore 21.00, “Medea” con Caterina Costantini al Teatro romano.