Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Calamità naturali’ Category

sabato
mar 6,2010

La terra continua a tremare ad Haiti e Concepcion, ma in Mongolia, dove AIFO è attiva da anni, il terremoto si chiama inverno. Una grave crisi ambientale ha colpito quest’inverno la popolazione mongola dedita alla pastorizia. A causa della siccità, nell’estate 2009 il raccolto di foraggio per il bestiame è stato insufficiente.
Poi è sopraggiunto un inverno con temperature estreme, fino 60 gradi sotto zero, che, unitamente alla mancanza di fieno, ha causato la morte di oltre un milione e mezzo di capi di bestiame per fame e freddo.
Oltre l’80 per cento dei pastori ha dovuto contrarre forti debiti con le banche per poter sopravvivere, e fare fronte ai danni della crisi naturale. Molti pastori sono morti nel tentativo di salvare la vita agli animali rimasti sepolti sotto la neve. La perdita del bestiame, unico mezzo di sopravvivenza, è stata devastante per le famiglie, travolte dall’insostenibile impatto economico e sociale di questa calamità invernale.
Le famiglie che vivono di pastorizia sono ridotte in estrema povertà e non possono ricevere assistenza medica, a causa della neve che rende impraticabili le strade. L’ondata di freddo, che in Mongolia è nota con il termine Zud, ha colpito oltre il 90 per cento del territorio ed in molte aree la situazione è di vero e proprio disastro umanitario. La FAO ha stimato in oltre 21.000 le famiglie a rischio di crisi alimentare. Il governo mongolo si è attivato con tutti i mezzi a disposizione per far fronte a questa emergenza, ma ha bisogno con urgenza di aiuti esterni: in particolare, di abiti caldi, di generatori elettrici e sistemi di riscaldamento, cibo ad alto valore energetico, kit sanitari. Servono foraggio, e ripari contro il freddo per salvare gli animali.
In tale drammatica situazione, l’AIFO ha deciso di destinare 23.000 euro alle attività di emergenza per far fronte alle necessità immediate dei pastori e delle loro famiglie. Il fondo, in cooperazione con la Delegazione della Commissione Europea in Mongolia, sarà utilizzato per l’invio di medici specializzati per fornire l’assistenza sanitaria urgente alle famiglie che vivono nelle aree più isolate, medicinali di base per le patologie più comuni, kit sanitari e strumenti per diagnosi e cura domiciliare dei pazienti e, non ultima, la necessaria assistenza psicologica ai pastori più colpiti dalla calamità e alle loro famiglie. I beneficiari di questo intervento di emergenza saranno oltre 3.600 persone, molte donne e bambini. Nel sito di AIFO si possono trovare informazioni sui nostri progetti.
AIFO – Organizzazione per la cooperazione sanitaria internazionale
Via Borselli 4-6 40135 Bologna I – www.aifo.it
Per sostenere i progetti AIFO:
Conto corrente intestato a: A.I.FO. Ass. Italiana Amici di Raoul Follereau
Banca: Banca Popolare Etica, Filiale di Bologna
Indirizzo: Viale Masini 4, int. 2E – 40126 Bologna
IBAN: IT89 B050 1802 4000 0000 0505 050
Swift (BIC): CCRTIT2T84A

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venerdì
feb 26,2010

(Vesuvio)

Nell’affascinante cornice del comune di Pompei sì terra domani pomeriggio il terzo appuntamento della campagna di sensibilizzazione sul rischio Vesuvio portatata avanti da Assoimpero in collaborazione con ONPS. Il nuovo incontro svolgerà nella sala consiliare di Pompei domani pomeriggio alle ore 17.00 sull’argomento ha espresso suo parere il Sindaco della città Mariana Plaudii D’Alessio che ha spiegato  “Convegni come quello organizzato dall’Assoimpero e dall’ONPS dovrebbero essere all’ordine del giorno per la qualità degli interventi e per gli spunti che emergono dai dibattiti, sempre puntuali e costruttivi.  Il rischio Vesuvio è un rischio reale, concreto. Non uno spauracchio, ma una minaccia reale che può e deve essere contrastata solo con una capillare azione informativa e preventiva. Le città che insistono alle pendici del Vesuvio, si differenziano per assetto urbanistico, per assetto del territorio e densità abitativa. Tutte però devono far fronte ad un problema comune: il rischio d’eruzione e la conseguente evacuazione delle città. Solo grazie ad un’analisi attenta delle domande e delle peculiarità dei diversi territori, grazie ad un’efficace campagna di sensibilizzazione e comunicazione, gli amministratori e i cittadini potranno essere in grado di affrontare il futuro in piena sicurezza. E per questo che la città di Pompei è orgogliosa di ospitare questo convegno dal quale emergeranno, di  sicuro, elementi e approcci culturalmente significativi per far fronte ad una problematica comune” Questa carovana di sensibilizzazione è una delle  tante iniziative portate avanti da Ciro Di Dato da sempre attento alle problematiche del territorio, che ha dichiarato “il nostro intento è quello di riuscire a far rinascere il nostro territorio da vari aspetti. Assoimpero da anni è sempre stata pronta combattere contro la cattiva gestione e le angherie a cui la nostra terra e i nostri conterrai sono costretti sottostare.” All’incontro prenderanno parte le amministrazioni comunali di Boscoreale,  Boscotrecase,Trecase, oltre che il sindaco della città di Pompei che ha ospitato la manifestazione.

Con preghiera di Massima Diffusione
Dott.ssa Carla Cataldo 3493930343
carlacataldo@fastwebnet.it
cataldoufficiostampaassoimpero@gmail.com

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domenica
feb 14,2010

L’organizzazione, che plaude alla cancellazione del debito di Haiti da parte del G7, sta fornendo aiuti alimentati, acqua e beni di prima necessità
a 300.000 bambini e le loro famiglie. Si teme il peggioramento delle condizioni di vita con l’arrivo della stagione delle pioggie

Un mese dopo il terribile terremoto che ha distrutto Haiti, Save the Children ha raggiunto circa 300.000 tra bambini e adulti nelle zone maggiormente colpite. Dalle ore immediatamente successive al disastro, l’organizzazione è intervenuta in risposta all’emergenza, cercando di dare il proprio contributo per salvare vite umane, alleviare la sofferenza dei sopravvissuti e supportare e proteggere i bambini haitiani e la loro famiglie.

“La maggior dei bambini haitiani erano già molto vulnerabili prima del terremoto e ora, un mese dopo, la loro salute, il loro benessere e le prospettive per il loro futuro sono ancora più a rischio. Le loro famiglie stanno combattendo quotidianamente per far fronte alle esigenze basilari e iniziare gradualmente a ricostruire le proprie vite”, ha affermato Lee Nelson, responsabile di Save the Children ad Haiti. “Stiamo cercando di intervenire il più velocemente possibile per fornire aiuto immediato a migliaia di famiglie, fornendo cibo, acqua, utensili, medicinali e assistenza sanitaria, e al contempo stiamo cercando di implementare i nostri programmi di protezione per i bambini e lavorando per farli tornare a scuola il più presto possibile”.

Il terremoto del 12 gennaio ha colpito circa 3 milioni di persone, metà delle quali sono bambini. Gli enormi danni provocati dalla scossa del 7° grado della scala Richter hanno lasciato senza casa moltissime famiglie che ora vivono in campi temporanei spontanei, con nient’altro che i vestiti che hanno addosso. Oggi, vivono tra le macerie, combattendo per trovare un rifugio, per ricevere assistenza medico-sanitaria, per nutrirsi e ci sarà ancora bisogno di molto tempo prima che possano iniziare a riprendere in mano la propria vita e a ricostruire le proprie case.

E proprio in considerazione di questo dramma, Save the Children plaude alla decisione del G7 sulla cancellazione del debito di Haiti e invita le nazioni ad agire affinchè anche altre istituzioni multilaterali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario internazionale, l’Inter-American Development Bank e l’International Fund for Agricultural Development agiscano in questa direzione.

“Questo è il disastro di più vaste proporzioni che ha colpito la società haitiana, in tutti i sui aspetti, e ci vorranno anni prima che le famiglie e le città di Haiti possano passare alla fase della ricostruzione”, ha affermato Annie Foster, Responsabile della risposta in emergenza di Save the Children ad Haiti. “Gli haitiani anno una grande capacità di recupero, ma hanno bisogno di aiuto concreto e serio per poter ricostruire la loro vita e assicurare un futuro migliore ai propri bambini”.

Inoltre, a rendere più urgenti i soccorsi, c’è l’ormai imminente stagione delle piogge che dovrebbe iniziare già a metà di marzo e che, già in circostanze normali, causa molti problemi alla popolazione, a causa della pessima rete fognaria e le scarse misure igieniche. Tutto ciò verrà esacerbato dalle migliaia di persone sfollate e la possibile ostruzione delle fogne con le macerie.

Fino ad oggi, 15.000 bambini hanno beneficiate dei programmi di protezione di Save the Children che ha allestito 18 spazi sicuri a misura di bambino a Port-au-Prince e Jacmel. Inoltre, in collaborazione con Unicef, l’International Rescue Committee e la Croce Rossa, l’Organizzazione sta provvedendo alla registrazione dei bambini negli ospedali e nei campi sfollati, in modo da rintracciare le famiglie e riunificarli.

I 14 team medici di Save the Children hanno visitato e curato 10.630 pazienti, in 45 località diverse tra Port-au-Prince, Jacmel e Leogane. Inoltre, l’Organizzazione ha distribuito aiuti alimentari a più di 120.000 persone, inclusi 72.000 bambini e ha distribuito acqua potabile a 59.000 persone, costruito latrine per 7.800 persone, oltre a distribuire aiuti essenziali come coperte, kit igienici, lenzuola ad altre 48.000.

Save the Children, che lavora ad Haiti dal 1978 e che attualmente sta operando con 300 persone di staff, ha l’obiettivo di raggiungere 800.000 persone, tra cui 470.000 bambini. Nello stesso tempo, ove è possibile, l’organizzazione sta continuando a supportare i bambini haitiani attraverso vari programmi, tra cui quelli relativi ad educazione e nutrizione.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
tel. 06. 48070071-23
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it

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CONFERENZA RISCHIO VESUVIO

lunedì
feb 1,2010

Ha preso il via sabato dal mav di Ercolano la prima delle quattro conferenze sul rischio Vesuvio. l’evento è stato organizzato  da Assoimpero  in collaborazione con l’osservatorio permanente per la sicurezza. il convegno dibattito sul rischio Vesuvio  “garantire sicurezza ai cittadini e sviluppo del territorio” che per la sua prima tappa della campagna di sensibilizzazione ha scelto la città degli scavi non resterà un futile momento di incontro e di discussione appunto alla fine della campagna verrà pubblicato un volume nel quale saranno raccolti gli interventi dei relatori, e degli organizzatori. la prima serata ha riscosso un forte successo grazie all’alta qualità dei relatori presenti al convegno. ha aperto i lavori il sindaco di Ercolano Nino Daniele, che ha incentrato il suo intervento sull’importanza di una “convivenza improntata alla ragionevolezza” per quel concerne lo sviluppo demografico del territorio vesuviano, decomprimendo la pressione abitativa che opprime la zona. al tavolo dei  lavori  hanno preso  parte oltre al presidente assoimpero Ciro di dato e alla dott.ssa  claudia Corinna benedetti, presidentessa dell’onps il dott. Gennaro Miranda capogruppo della pdl della città degli scavi che ha sottolineato l’impossibilità di accedere a strumenti di finanza agevolata per coloro che hanno degli immobili sui quali pesa un condono o comunque una situazione di abusivismo, quindi ha messo in chiaro l’impossibilità di tali strutture ad attuare manovre di  riconversione imprenditoriale. tra i rappresentati delle amministrazioni locali invitate al convegno oltre al sindaco Daniele ha accolto l’invito solo il dottor Ciro borrello che per motivi istituzionali si è fatto rappresentare dal suo portavoce il prof Antonio borrello che ha focalizzato il suo intervento sull’ intensificazione della rete delle infrastrutture, tra cui una ristrutturazione della panoramica pedemontana e del porto. A rappresentare il comune corallino è intervenuto anche il presidente  della pro-loco Altiero,  che nel suo intervento ha proposto una sorta di catasto delle seconde case, ritenendolo più realistico del trasferimento in regioni ospitanti al di fuori della zona rossa. per chiarire la condizione in cui verte la zona rossa da un punto di vista tecnico è intervenuto il professor Giuseppe Rolandi docente di vulcanologia presso la Federico II, il quale ha messo in evidenza senza usare mezzi termini la inopportuna mappatura  della zona rossa. alla manifestazione hanno partecipato  esprimendo la loro opinione sul la questione anche il consigliere comunale di Ercolano Antonio Ascione e il l’ingegner Nunzio Di Martino del  ministero delle infrastrutture e dei trasporti dell’ufficio Roma capitale e l’avvocato  Antonio Bucci coordinatore  territoriale onps  Campania. Le conclusioni del convegno sono state affidate alla Dottoressa Benedetti che ha sottolineato la tesi del professor Rolandi sostenendo che il Gran Cono dista da Pompei 12 km e Napoli soli 7km, pur rimanendone esclusa, questo ci fa capire chiaramente che la perimetrazione dell’aria rossa è stata realizzata seguendo una  politica. “ Questa campagna di sensibilizzazione è un atto molto importate ha spiegato il presidente Di Dato, al quale le istituzioni e i decisori politici avrebbero dovuto prendere parte ma non per fare passerella in periodo di Campagna elettorale ma per creare le condizioni tali per poter lavorare sulle proposte da mettere in atto per salvare il territorio da una morte economica e culturale, il messaggio lanciato sfortunatamente non ha raggiunto tutti come ha dimostrata l’assenza di alcuni amministratori locali e altri enti che non hanno preso parte all’incontro”.

Dott.ssa Carla Cataldo 3493930343
carlacataldo@fastwebnet.it
cataldoufficiostampaassoimpero@gmail.com

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lunedì
feb 1,2010

Haiti: Save the Children, consentire adozioni immediate per i bambini colpiti dal terremoto senza i dovuti accertamenti, non è una soluzione che rispetti il superiore interesse di questi minori e li espone a rischi.
L’organizzazione ricorda che, ad Aceh, ben il 97 % dei cosiddetti orfani dello tsunami aveva almeno un genitore in vita ed erano stati affidati agli istituti dalle stesse famiglie
.
“L’adozione internazionale dei bambini di Haiti non può essere, in questo momento, la risposta all’emergenza, anzi rischia di essere una procedura affrettata che non rispetterebbe l’iter previsto dalla legge a tutela dei bambini. Gli italiani sono, come sempre un popolo generoso, e stanno dando disponibilità per accogliere i bambini haitiani colpiti dal terremoto, ma l’adozione internazionale o l’accoglienza temporanea non possono prescindere dal superiore interesse del minore e, nella specifica dell’adozione, dall’attenta valutazione della famiglia adottante e della reale adottabilità del bambino”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.
Secondo l’Organizzazione, che lavora ad Haiti dal 1978, bisogna innanzitutto accertarsi che i bambini considerati orfani siano effettivamente tali e pertanto adottabili, cosa che non può essere fatta in tempi brevi nella fase immediatamente post emergenza.
“Lo stesso slancio di generosità da parte dei nostri connazionali si è verificato dopo lo tsunami del 2004, quando i media riportarono la notizia di decine di migliaia di bambini riamasti orfani ad Aceh, tanto che il governo locale ha quadruplicato i finanziamenti agli istituti. Tuttavia, secondo Save the Children, ben il 97% dei cosiddetti orfani dello tsunami di Aceh avevano in realtà almeno uno dei genitori in vita. I bambini erano stati affidati dalle stesse famiglie, a causa della povertà, a queste strutture”, continua Valerio Neri “pregiudicando il diritto dei bambini ad avere una famiglia”.
Save the Children, che sin dalle ore immediatamente successive al sisma si è attivata per fornire ai bambini di Haiti cure, beni di prima necessità e protezione, è ora impegnata ad allestire aree sicure a misura di bambino all’interno dei campi sfollati,  e avvierà dei programmi per rintracciare i familiari dei bambini al fine di ricongiungere i minori con i genitori o familiari ancora in vita.


Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
tel. 346.3917619;  338.7518129
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it

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venerdì
gen 22,2010

In arrivo medici per l’allestimento di cliniche mobili. Intanto nascono i primi bambini: il team di Save the Children sta aiutando le mamme nell’allattamento al seno

Save the Children è in corsa contro il tempo per portare aiuti – ieri sono stati consegnati all’ospedale e annesso orfanotrofio de l’Espoir di Port-au-Prince (vedere in calce link alle foto) 20 container di kit igienici con sapone, asciugamani, pannolini, shampoo, disinfettante, spazzolini da denti, gel, clorina, acqua e cibo preconfezionato – che permettano non solo la sopravvivenza di migliaia di bambini e famiglie ma impediscano il sopraggiungere di malattie che possono diventare fatali, per i bambini, come la diarrea.

Secondo gli operatori sul campo dell’organizzazione internazionale – un team di 60 persone a Port-au Prince in azione dalle ore immediatamente successive al terribile terremoto, nonostante la sede danneggiata e alcuni colleghi morti o dispersi – questo attualmente è il rischio maggiore che occorre prevenire e dovuto alla scarsità d’aqua e al peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

Kathryn Bolles, Direttore Interventi di Salute e Nutrizione in Emergenza di Save the Children:

“Poiché l’acqua è molto scarsa, le famiglie che si sono raggruppate in campi di fortuna possono usare acqua contaminata per miscelare il latte in polvere per i bambini e questo crea il rischio di diarrea. Le persone sono concentrate in poco spazio, le une sulle altre, senza servizi igienici, il che crea il rischio di trasmissione di malattie, soprattutto in bambini sotto i 5 anni, i più vulnerabili”.

Il team di Save the Children sta incoraggiando e sostenendo l’allattamento al seno dei bambini, soprattutto per quelli appena nati nei campi. Inoltre sta distribuendo soluzioni per le flebo a 14 ospedali e cliniche nell’area colpita dal sisma.

“Molti pazienti sono costretti a rimanere fuori dagli ospedali e ad aspettare all’aperto di essere assistiti”, prosegue Kathryn Bolles.

Sono in arrivo dalla sezione statunitense di Save the Children 5 medici che provvederanno anche a installare cliniche mobili nei campi sfollati.

IMPORTANTE: sono disponili le foto scaricabili al seguente link:

https://www.forfile.com/FF/xfer.lsx?id=4DCB468F

https://www.forfile.com/FF/xfer.lsx?id=6BEFD6FF

https://www.forfile.com/FF/xfer.lsx?id=3D1EBC18

Ian Rogers, esperto di Emergergenze di Save the Children e Jon Bugge, di Save the Children, distribuiscono cibo, acqua e scorte di medicinali e forniture mediche all’Ospedale Espoire di Port-au-Prince ad Haiti.
Credit: Win McNamee/ Getty Images per Save the Children

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
tel.346.3917619; 338.7518129
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it

Save the Children aderisce ad AGIRE, il coordinamento di alcune tra le più importanti Ong italiane, che ha lanciato un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi alle popolazioni colpite. Dona 2 euro con un sms al 48541 dal cellulare personale TIM e VODAFONE o chiamando da rete fissa TELECOM ITALIA.
Comunicato stampa
17 gennaio 2009
Giornata Minori Migranti: Save the Children, necessarie modifiche normative e dell’attuale politica in tema di immigrazione per assicurare protezione, accoglienza e cittadinanza piena ai minori migranti. 862.453 i residenti e 6587 giunti soli nel corso del 2009
L’organizzazione internazionale si esprime su: rinvii verso la Libia, accoglienza dei minori stranieri, norme della Legge Sicurezza e legge sulla cittadinanza

In occasione della 96esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato quest’anno su “Il minore Migrante e Rifugiato, una speranza per il futuro”, Save the Children sottolinea come siano ancora molti i provvedimenti che l’Italia deve adottare e le azioni da intraprendere per garantire un’adeguata accoglienza e protezione ai minori stranieri, siano essi già presenti sul territorio italiano oppure in arrivo, e per riconoscere la cittadinanza italiana ai minori cosiddetti di seconda generazione, nati o cresciuti nel nostro paese.

L’organizzazione internazionale indipendente che, tra l’altro,  martedì prossimo alle 14.00 sarà ascoltata dal Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen in tema di accoglienza dei minori stranieri e sui rinvii verso la Libia di migranti, indica 4 questioni cruciali per il destino di migliaia di minori stranieri presenti o in arrivo in Italia: i rinvii verso la Libia effettuati dall’Italia, il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, le nuove norme del “pacchetto sicurezza”, la normativa in materia di cittadinanza.
Accoglienza in frontiera
In particolare, per quanto riguarda i minori migranti che giungono nel nostro paese, spesso da soli e via mare, Save the Children ribadisce la necessità di non proseguire nell’azione di rinvio verso la Libia di quelli rintracciati in acque internazionali.
Tali operazioni, iniziate a maggio 2009, si svolgono senza procedere ad alcun tipo di valutazione sullo status delle persone che si trovano a bordo delle imbarcazioni che tentano di raggiungere le coste italiane. Di conseguenza si dà la possibilità che vengano rinviati in Libia anche bambini e adolescenti, come di fatto nei mesi scorsi è accaduto.
Save the Children esprime forte preoccupazione per l’impegno assunto dal Governo italiano nel continuare ad attuare tale politica, che costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali dei migranti, e dei minori in particolare, in contrasto con quanto previsto dalla normativa nazionale, comunitaria ed internazionale in materia di contrasto all’immigrazione clandestina, divieto di refoulement, tutela delle categorie vulnerabili e obbligo di identificazione. La Libia è un Paese che non garantisce in alcun modo la protezione dei migranti sul suo territorio.
Accoglienza sul territorio dei minori stranieri
A tale riguardo Save the Children chiede che venga adottata una distinzione normativa tra comunità di prima e seconda accoglienza, in base alla durata del collocamento e ai termini per la definizione e l’avvio del percorso di tutela e di inserimento del minore; che sia implementato, su tutto il territorio nazionale, un sistema di accoglienza così configurato che disponga di un numero di posti adeguato; che sia creata una rete tra le comunità, sviluppando procedure di raccordo tali da  garantire lo sviluppo di un sistema di presa in carico ed assistenza efficiente e che sia predisposto un piano di accoglienza nazionale dotato della necessaria copertura finanziaria.

Protezione
L’organizzazione internazionale chiede che venga chiarita l’applicazione della Legge Sicurezza (94/2009) in merito alla conversione del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età. In particolare, che sia data la possibilità di continuare ad avere il permesso al raggiungimento della maggiore età, a tutti i minori migranti già arrivati in Italia non accompagnati (a cui si dovrebbe applicare un regime transitorio), a quelli affidati (anche di fatto) all’interno di un nucleo familiare e a quelli che pur non avendo ottenuto un permesso di soggiorno prima del compimento dei 18 anni per motivi che non sono dipesi dalla loro volontà, abbiano comunque i requisiti per la conversione. L’entrata in vigore della Legge Sicurezza ha reso molto più difficile tale possibilità richiedendo per la conversione del permesso di soggiorno che non solo sia stato nominato il tutore, ma anche che il minore abbia realizzato un percorso educativo per almeno due anni.

Cittadinanza
Save the Children sottolinea l’importanza di procedere ad una modifica della Legge sulla cittadinanza (91/1992) come un’opportunità per adeguare la normativa vigente alla realtà, riconoscendo a tanti bambini e adolescenti la piena titolarità di uno status (quello di cittadini italiani) che di fatto, nella vita quotidiana, hanno già maturato. Il testo unificato presentato in Aula a dicembre ha purtroppo dimostrato il contrario, prevedendo addirittura un inasprimento dell’attuale normativa. Save the Children quindi auspica che, a prescindere dai requisiti per il riconoscimento della cittadinanza ai bambini di origine straniera nati o cresciuti in Italia, si manifesti la volontà politica di volerla loro riconoscere.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
Tel: 06.48070023-71
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it

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martedì
gen 19,2010

Haiti: Save the Children, consentire adozioni immediate per i bambini colpiti dal terremoto senza i dovuti accertamenti, non è una soluzione che rispetti il superiore interesse di questi minori e li espone a rischi.

L’organizzazione ricorda che, ad Aceh, ben il 97 % dei cosiddetti orfani dello tsunami aveva almeno un genitore in vita ed erano stati affidati agli istituti dalle stesse famiglie

.
“L’adozione internazionale dei bambini di Haiti non può essere, in questo momento, la risposta all’emergenza, anzi rischia di essere una procedura affrettata che non rispetterebbe l’iter previsto dalla legge a tutela dei bambini. Gli italiani sono, come sempre un popolo generoso, e stanno dando disponibilità per accogliere i bambini haitiani colpiti dal terremoto, ma l’adozione internazionale o l’accoglienza temporanea non possono prescindere dal superiore interesse del minore e, nella specifica dell’adozione, dall’attenta valutazione della famiglia adottante e della reale adottabilità del bambino”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

Secondo l’Organizzazione, che lavora ad Haiti dal 1978, bisogna innanzitutto accertarsi che i bambini considerati orfani siano effettivamente tali e pertanto adottabili, cosa che non può essere fatta in tempi brevi nella fase immediatamente post emergenza.

“Lo stesso slancio di generosità da parte dei nostri connazionali si è verificato dopo lo tsunami del 2004, quando i media riportarono la notizia di decine di migliaia di bambini riamasti orfani ad Aceh, tanto che il governo locale ha quadruplicato i finanziamenti agli istituti. Tuttavia, secondo Save the Children, ben il 97% dei cosiddetti orfani dello tsunami di Aceh avevano in realtà almeno uno dei genitori in vita. I bambini erano stati affidati dalle stesse famiglie, a causa della povertà, a queste strutture”, continua Valerio Neri “pregiudicando il diritto dei bambini ad avere una famiglia”.

Save the Children, che sin dalle ore immediatamente successive al sisma si è attivata per fornire ai bambini di Haiti cure, beni di prima necessità e protezione, è ora impegnata ad allestire aree sicure a misura di bambino all’interno dei campi sfollati,  e avvierà dei programmi per rintracciare i familiari dei bambini al fine di ricongiungere i minori con i genitori o familiari ancora in vita.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
tel. 346.3917619;  338.7518129
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TERREMOTO AD HAITI

martedì
gen 19,2010

Guardate il volto di questo BIMBO di HAITI. Haiti, tra i paesi più poveri al mondo, dimenticato dai governi e dal resto del mondo, é saltato improvvisamente all’attenzione del mondo grazie al devastante ‘TERREMOTO’. La denuncia arriva proprio da un’indagine portata alla luce da volontari che lavorano per la Pace e la difesa dei Diritti Umani. L’ ottanta per cento degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. ll novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. L’aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni e che inoltre, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo… Se questa è (era) la vita, ci si domanda, se morire non sia poi tanto peggio… Ma soprattutto all’indomani del catastrofico terremoto ci si domanda ancora sul perché sconvolga così tanto la morte di questa gente, se prima nessuno si é mai interessato delle condizioni in cui questa gente era costretta a vivere, e quindi viene da domandarsi se il nostro é vero interesse o piuttosto non sia puro sentimentalismo preso dalla commozione del momento, visto che prima nessuno é stato mai mosso dall’ intreresse di indagare, di andarsi ad informare sulle reali condizioni di vita di queste gente, o ammesso che ne sia venuto a conoscenza, non abbia poi fatto in granché per sollevare dal triste stato di miseria questi esseri umani, nostri fratelli, e parte integrante della nostra umanità! Allora vogliamo una buona volta domandare a noi stessi: dove sono i nostri interessi? Non basta ora fare un pò di solidarietà per mettere a posto la nostra coscienza, la solidarietà va praticata sempre, deve entrare a far parte del nostro DNA, nei nostri stili di vita. Ritornando alla targedia dei terremoto di Haiti:
Non era piuttosto il caso di intervenire prima che accadesse questa catastrofe?!? Si sarebbero potuti evitare tanti inutili morti con strutture più adeguate, mezzi di prevenzione e di sicurezza…Ora questi morti peseranno sulla coscienza dei governi del mondo e su tutti noi!
Meditiamo sulle azioni e sul senso del nostro andare…
Occorre più solidarietà, più compassione e meno sprechi, meno distrazione, meno dispersione e meno egoismo fra di noi.
Siamo una sola Umanità!
Dove sta andando dunque quest’ umanità? Non ci vuole poi così tanto per capirlo perchè la risposta arriva proprio dalla natura e dal pianeta che comincia a ribellarsi alle violenze, alle ingiustizie e alle atrocità causate dall’uomo padrone e dittatore, che ancora una volta si macchia di sangue innocente, rendendosi così complice di crimini e di inaudite ingiustizie contro la vita, contro gli ultimi e contro gli oppressi della terra che non hanno ne voce ne volto.

Ma verrà Madre PACE sulle grandi ali dell’Arcobaleno…
Madre Pace interverrà e salverà questi figli ultimi,
e salverà il pianeta dalla distruzione e dall’affondo totale…
Shalom, Salaam, Peace, Mir, Amani, Paz, Pace….(By Agnese Ginocchio-Testimonial e cantautrice per la Pace)

Guardate il Voto di questo bambino Africano.. Ascoltate questa canzone e associatela alle immagini che scorrono in questi giorni sul terremoto ad HAITI ..ma non solo…

*“I POVERI NON POSSONO ASPETTARE. STOP alla POVERTA’- Make Poverty History – Stop Poverty ! ”(Musica e testo di Agnese Ginocchio cantautrice per la pace-11/12-03/2005**Sul tema… della Campagna Internazionale degli Obiettivi del Millennio”-Testimonianze dal basso*Tematica: Pace-Guerra-Povertà-Attivismo-Solidarietà-Africa…“ EMERGENZA AFRICA- Io,Tu, Noi possiamo. Stop alla Povertà! Make poverty History * Getta la miseria fuori della Storia !“…..

Ascolta file mp3 cliccare sul link di seguito (oppure eseguire il classico comando copia e incolla):

http://www.agneseginocchio.it/mp3/I%20Poveri%20Stop%20poverta.mp3

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domenica
gen 17,2010
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

COMUNICATO

L’immane tragedia che in queste ore ha colpito la popolazione di Haiti provocando decine di migliaia di morti chiama tutti alla solidarietà  per venire incontro ai bisogni più immediati . Pertanto, raccogliendo l’accorato invito del Santo Padre, domenica 24 gennaio 2010 in tutte le chiese d’Italia si terrà una raccolta straordinaria indetta dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto nell’isola caraibica.

Le offerte raccolte dovranno essere integralmente inviate con sollecitudine a Caritas Italiana, Via Aurelia 796 – 00165 Roma, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o mediante bonifico bancario su UniCredit Banca di Roma SpA, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119 specificando nella causale

“Emergenza Terremoto Haiti”.
Per altre offerte, è anche possibile utilizzare i seguenti canali:

•    Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – IBAN IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
•    Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – IBAN IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
•    CartaSi e Diners, telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001, in orario d’ufficio.

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domenica
gen 17,2010

«È la crisi umanitaria più grave nell’arco di decenni»: così il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, in partenza domenica mattina per Haiti, ha descritto la situazione dell’isola colpita dal sisma il 12 gennaio. «Sto andando ad Haiti – ha detto Ban – con un cuore davvero pesante per esprimere la mia solidarietà e il pieno appoggio dell’Onu alla popolazione. Le priorità, ha aggiunto, rimangono il salvataggio di più vite possibile e il rifornimento di aiuti umanitari. Le Nazioni unite, ha ricordato il segretario generale, si stanno «preparando al peggio» quanto al bilancio dei morti della loro missione di pace: finora le vittime accertate sono 40 ma i dispersi ben 330.

La distruzione, come hanno testimoniato i reporter della Bbc, è totale anche fuori da Port-au-Prince. Nessuna casa sembra essere rimasta in piedi a Leogane, 19 chilometri a ovest della capitale. Lì, decine di migliaia di persone sono accampate all’aperto e attendono soccorsi che non sono ancora arrivati nelle zone rurali. File lunghissime si formano nei rari posti dove sgorga un filo d’acqua. Altre città dell’isola sono state rase al suolo dal terremoto del settimo grado sulla scala Richter.

Ormai al sesto giorno di lavoro disperato tra le macerie, altri miracoli si sono verificati. Dai resti dell’Hotel Montana, l’albergo di lusso della capiatle che ospitava soprattutto stranieri, tra cui le famiglie di funzionari dell’Onu, una donna è stata ritrovata viva. Si tratta di Nadine Cardoso, una delle proprietarie dell’hotel. Anche una bambina di due anni, Mia Charlotte, è stata estratta viva dalle rovine del suo asilo da una squadra di vigili del fuoco inglesi. Il salvataggio, avvenuto sabato, è stato ricostruito dalla stampa britannica: i soccorritori hanno scavato un tunnel a mani nude attenti a non smuovere troppo le macerie per non provocare crolli. La bambina era talmente stanca e scioccata che rifiutava persino l’acqua. Ad aspettarla, accanto ai vigili del fuoco c’era la giovane madre.

Intanto i primi 13 italiani rimpatriati sono arrivati a Ciampino, tra loro due bimbi. Alessandro, due anni, è stato mandato in Italia dalla mamma, l’operatrice umanitaria dell’Avsi Fiammetta Cappellini che ha deciso invece di rimanere ad Haiti. Il numero degli italiani ancora dispersi, ha fatto sapere la Farnesina, è sceso a 12.

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