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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Clima’ Category

lunedì
Giu 29,2009

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di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
– Il nubifragio, con violente scariche elettriche, che si è abbattuto nella giornata di ieri a San Nicola, ha provocato molti disagi con allagamenti di strade a causa dei tombini otturati che non hanno permesso all’acqua di defluire normalmente nelle fogne e diversi sprofondamenti. C’è da dire, ad onore del vero, che l’intensità con la quale si sono riversati sulla città diversi centimetri di acqua in pochissimo tempo, non sarebbe defluita anche nel caso di tombini completamenti puliti. Ad esempio proprio fuori al cancello del Ciapi c’è una buca, appena chiusa la settimana scorsa, un’altra buca si è verificata all’incrocio con Capodrise e sul Viale Carlo III^, all’altezza del centro di riabilitazione psicomotoria “Antares”, un lungo tratto di asfalto si è divelto creando un grandissimo ingorgo stradale. Infatti si poteva passare su un solo tratto di strada. Ma anche lo spiazzo del parco Sccac dove ci sono diversi esercizi commerciali hanno registrato abbondanti infiltrazioni di acqua, tanto che sono dovuti interdire un’idrovora  per risucchiare l’acqua. Disagi anche in via Giovanni Gentile dove si sono registrati diversi centimetri d’acqua. Sperando di far defluire l’acqua, alcuni residenti hanno tolto le grate dei tombini, ma l’acqua li ha subito sommersi. Un’anziana donna che stava camminando non ha visto il tombino scoperto ed è caduta con una gamba nello stesso. Fortunatamente non è accaduto nulla di irreparabile perché sono subito accorsi i volontari della Protezione Civile. E proprio il Nucleo comunale della Protezione civile si è dimostrata sin dai primissimi minuti del nubifragio insostituibile. Almeno tre squadre di giovani volontari si sono divisi la città e sono andati alla ricerca dei punti di maggior disagio. Già impegnati dai primi minuti del pomeriggio, i volontari della Protezione civile, coordinati da Ciro De Maio, non hanno fatto mancare il loro sostegno. Sono intervenuti anche alla Rotonda di San Nicola e sul Viale Carlo III^. Encomiabile anche il lavoro della locale Polizia Municipale con il Comandante, Capitano Antonio Laurenza, a seguire di persona le operazioni sul viale Carlo III^, mentre gli altri vigili accorrevano là dove ci sono segnalazioni da parte dei residenti.

NUBIFRAGIO, CRESCE LA CONTA DEI DANNI

  • Filed under: Clima
mercoledì
Giu 17,2009

Sono ancora tante le strade del Caiatino impraticabili e chiuse al traffico
Circa 2 milioni di euro per il pubblico. Il sindaco sta facendo la spola con la Regione

di Federica Landolfi

CAIAZZO
– Cresce la conta dei danni per il violento nubifragio che lo scorso 2 giugno si è abbattuto sul Caiatino. Si aggirerebbero infatti sui 2 milioni di euro i danni che hanno interessato strade e contrade del Comune della Media Valle del Volturno. Parliamo per esempio di via Cafari- Santa Caterina, via Cerretelle, via Fruscio e via Fontana Murata alcune delle quali risultano ancora inagibili e chiuse al traffico. Un’emergenza che il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto, dopo aver richiesto lo stato di calamità naturale, sta segnalando di continuo agli uffici preposti della Regione Campania nella speranza di ottenere per il Parlamentino della sua città finanziamenti utili alla messa in sicurezza totale delle aree colpite. Discorso diverso va fatto per i privati che sono ancora in tempo per comunicare all’Ufficio Tecnico del Comune una relazione tecnica dei danni stimati subiti accompagnata dalle generalità complete, l’ubicazione dell’opera danneggiata, un’idonea documentazione fotografica e grafica dalla quale si evinca in modo chiaro l’esistenza del danno e la connessione del danno stesso agli eventi del 2 giugno scorso. Soltanto dopo si potrà passare all’azione stimando complessivamente il danno e inviando richiesta di finanziamento non solo a Napoli, presso la Regione Campania, ma anche a Roma, ai ministeri del Dipartimento della Protezione Civile e delle Finanze.
Con gentile richiesta di pubblicazione e radio-tele-web diffusione
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martedì
Apr 28,2009

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Non partono i mezzi veloci per Sorrento e le isole

(ANSA)- NAPOLI, 27 APR – Collegamenti marittimi a singhiozzo con le localita’ del Golfo di Napoli per vento e mare mosso. Fermi i mezzi veloci tra Napoli e Sorrento. Dopo le 12 anche quelli diretti alle isole di Capri e Ischia hanno saltato numerose corse. Solo i traghetti, almeno per il momento, rispettano le partenze e gli arrivi nello scalo partenopeo. Il vento di scirocco con forza 6/7 ed un mare molto mosso (forza 5/6) dovrebbero ulteriormente peggiorare nel tardo pomeriggio.

sabato
Mar 21,2009

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Benvenuta primavera

Ecco arrivare la Primavera,
sbocciano i fiori, ridono i mari
i venti cantano a festa.

E’ benvenuta la Primavera.

Sui monti nasce l’erbetta
di mattina il sole sorgerà,
e tutti gli animali sveglierà.

La Primavera è arrivata all’improvviso
e sull’ albero spunta un nido,
i pulcini pigolano.


Un bimbo sorride felice
ed il cuore allegro sospira leggero
(Anonimo)

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Le stagioni passano, si susseguono, si rincorrono, ma quasi non ce ne accorgiamo. Prigionieri della fretta, soffocati da ritmi di vita troppo convulsi e poco umani, schiavi di un sistema che ha ormai travolto le nostre esistenze e che a volte arriviamo persino a giustificare, immersi nel grigio squallido della vita cittadina, fatta di caos e di odori molesti, perdiamo gli spettacoli più belli della natura.
Perdiamo la bellezza della primavera, la magia dei suoi colori semplici e modesti, ma vivi e brillanti; perdiamo la serena compostezza di un prato macchiato di bianco.
Ignoriamo la vastità dei prati che si perdono all’orizzonte, e il cielo terso a salutare il mattino.

RICORDIAMO TUTTI CHE COS’E’ LA PRIMAVERA….

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TUTTAVIA OGGI NON SEMBRA IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA,  INFATTI:

di G. Consolaro

Il temporale

Che succede? Or è un momento,
calma e gaia era la terra;
e di colpo… pioggia, vento,
lampi e tuoni in ciel fan guerra…
Son scomparsi gli uccellini,
treman l’erbe e i fiorellini,
e le piante… ho, che pietà,
par si spezzino a metà!


di M. Maggini

Il sorgere del sole

Ormai le stelle sono impallidite e ad una scomparse
La campagna si ridesta col cinguettìo degli uccelli
che aspettano il primo raggio di sole.
Ed il sole ritorna. Dapprima è un crescendo
di luce in un punto, sulla cresta della collina,
dove i veli e le nuvolette si fanno d’oro splendente,
poi la luce trabocca in un getto di raggi
che si slanciano su nel cielo e inondano la terra,
finché il disco ardente si affaccia e sale con
lentezza maestosa e riprende il suo cammino nel
cielo.


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di Giovanni Pascoli

L’orto

E come l’amo il mio cantuccio d’orto,
col suo radicchio che convien ch’io tagli
via via; che appena morto, ecco è risorto:
o primavera! con quel verde d’agli,
coi papaveri rossi, la cui testa
suona coi chicchi, simile a sonagli;
con le cipolle di cui fo la resta
per San Giovanni; con lo spigo buono,
che sa di bianco e rende odor di festa;
coi ricciutelli cavoli, che sono
neri, ma buoni; e quelle mie viole
gialle, ch’hanno un odore… come il suono
dei vespri, dopo mezzogiorno, al sole
nuovo d’aprile; ed alto, co’ suoi capi
rotondi, d’oro, il grande girasole
ch’è sempre pieno nel ronzio dell’api!


RACCONTO DI PRIMAVERA

di Lev Tolstoy

Piccola storia di una nidiata

isabella

Un giorno, nell’aprire le imposte, ci accorgemmo che c’era un nido appena cominciato. lo volevo prenderlo e portarlo dentro per giocare, ma Elisa, la mia sorellina maggiore, ce lo proibì.
Osservammo, senza farci vedere, il lavoro dell’uccellino che portava ora una pagliuzza ora una piuma. Quando ebbe finito, scoprimmo che vi aveva deposto cinque uova e noi fummo assai contenti. Non giungeva più a volo, adesso. Restava invece coricato sulle uova.
Un altro uccello gli portava piccoli vermi e lo nutriva.
In capo a due giorni, udimmo stridere dietro l’imposta. Noi ci affacciammo a guardare ed ecco nel nido muoversi cinque uccellini, tutti nudi e senz’ali; i loro becchi erano gialli e molli, le loro teste erano troppo grosse. Come ci parevano buffi! Di quando in quando s’andava a vedere quello che facevano.
La madre volava via e quando tornava, distribuiva loro pezzetti di vermi. Dopo una settimana, si erano fatti piu grossi e una lanugine li rivestiva. Ci parvero assai più graziosi.
Una mattina trovammo la madre stesa morta sul davanzale.
Forse, posata là per passarvi la notte, s’era addormentata. Quando l’imposta era stata chiusa, questa, forse, l’aveva schiacciata.
La prendemmo e la ponemmo sull’erba.
I piccoli intanto pigolavano, tendevano i capini, aprivano il becco: ma nessuno piu dava loro l’imbeccata. Elisa, ci disse:
Non c’è più nessuno che dia loro da mangiare: volete che li nutriamo noi?
Felicissimi della proposta, riempimmo un panierino d’ovatta, vi ponemmo delicatamente il nido con tutti i piccoli e lo portammo con noi in una camera alta della casa. Poi, intrisa una mollica di pane nel latte, facemmo palline, e cominciammo a nutrire gli uccellini. Questi gustavano assai il nostro cibo.
Dopo aver mangiato scotevano il capino, nettavano il becco alle pareti del paniere e si mostravano molto allegri. Tutta la giornata seguitammo ad imbeccarli ed eravamo tutti rapiti d’ammirazione.
L’indomani mattina il nostro primo pensiero fu il nido. Corremmo al paniere per ritrovare i nostri uccellini, ma, ahimè, il piu piccolo era steso morto con le sue zampine impigliate nell’ovatta. Noi pensammo subito che forse l’ovatta l’avesse fatto morire e subito la togliemmo tutta per la paura che un altro vi si impigliasse con le zampette: in luogo di ovatta tappezzammo il paniere con tenere erbe e col muschio
odoroso. Ma verso sera due altri drizzavano le loro piume, aprivano i becchi e, chiudendo gli occhi, morivano. Due giorni dopo anche il quarto, senza che noi comprendessimo il motivo, fece altrettanto.
Ne restava uno solo.
Ci fu detto che avevamo dato loro troppo da mangiare, così ancora piu forte divenne il nostro dolore, perché eravamo stati noi, senza volerlo, a far morire la nidiata. Elisa ci sgridò e pianse,
poi decise di curar da sola l’uccellino rimasto: noi ci accontentammo di guardare. Il piccolo era tanto vispo, sano e allegro e vivace! Lo chiamavamo « Pitin ».
Quando mia sorella chiamava « Pitin! Pitin », esso, che incominciava un poco a volare, le veniva sulla spalla, sulla testa, sulla mano, ed ella gli dava da mangiare senza guardarlo.
Poi crebbe ed imparò a mangiare da sé. Viveva sempre con noi nella nostra camera. Qualche volta volava via dal balcone ma per tornare dopo un po’ nel panierino e passarvi la notte.
Un mattino non volle piu uscire dal paniere: le sue penne parevano tutte bagnate, ed egli le drizzava a stento. Ecco, mi fa come gli altri! – disse Elisa tutta commossa. Ella non lo abbanddnava piu; si occupava continuamente di lui. Ma Pitin non voleva piu né mangiare né bere e dopo tre giorni morì.
Quando noi vedemmo che era proprio morto, disteso nel fondo con le zampine rattappite, cominciammo a piangere cosi forte che la mamma sali in fretta per vedere che cosa era successo. Quando entrò vide sul tavolo il passero morto e capì il nostro dolore. Per alcuni giorni Elisa non volle mangiare e neppur giocare: non faceva altro che piangere.
Avvolgemmo Pitin con un ritaglio di stoffa, la migliore che potevamo avere. Poi, depostolo in una scatoletta di legno, lo seppellimmo in un angolo del giardino. Elisa cercò alcune pietre, le pose una sull’altra come un piccolo monumento, il piccolo monumento a Pitin. Intorno formammo un’aiola, cinta di erbetta. E queste ultime occupazioni, intorno all’uccellino morto,
consolarono un poco Lisetta e noi.

venerdì
Feb 20,2009

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di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
– Riceviamo e pubblichiamo la nota del Coordinatore tecnico del Nucleo Comunale di Protezione civile, Generale Elia Rubino, in merito all’elevata piovosità degli ultimi mesi: “In questi ultimi giorni ho ricevuto tantissime telefonate di persone che mi chiedevano se effettivamente stesse piovendo tanto e comunque di più rispetto agli anni andati. Ebbene, la risposta è si ! Infatti, confrontando i valori pluviometrici registrati presso l’Osservatorio Meteoambientale di San Nicola la Strada, nell’ultimo quinquennio, cioè da quando sono iniziati i rilevamenti amatoriali in maniera sistematica, si osserva che, nello scorso mese di gennaio, sono caduti ben 180 mm di pioggia (pari a 180 litri di acqua su ogni metro quadrato di superficie terrestre) a fronte di: 80  mm registrati nel  2004; 70  mm nel 2005; 13  mm nel   2006; 53  mm nel 2007: 122  mm 2008. Quindi realmente è piovuto molto di più. L’entità cosi cospicua della pioggia caduta in questo limitato periodo è un dato molto significativo perché essa rappresenta ,in un solo mese, più del 20 % di quella che cade mediamente nella zona in un intero anno(oggi attestata intorno agli 800mm). In sintesi, c’è sta molta pioggia in poco tempo. Il problema serio è che tanta pioggia, oltre ad aver arrecato notevoli danni alle persone ed al territorio, è solo parzialmente benefica in quanto: una parte considerevole dell’acqua caduta non riesce ad essere assorbita dal terreno perché questo è talmente imbibito da quella precipitata inizialmente e già saturante, che non è più in grado di riceverne altra. Conseguentemente, essa ruscella disperdendosi in mille rivoli che si riversano nei fossi, nei canali e nei fiumi per poi defluire nel mare, andando irrimediabilmente perduta; una frazione più o meno copiosa ristagna sul terreno dal quale però, per la ragione di cui sopra, viene rifiutata e poi, per fenomeni naturali (dovuti al sole ed al vento) evapora più o meno rapidamente e viene restituita all’atmosfera; un’ultima parte, pure consistente, viene rapidamente allontanata perché rifiutata dalle superfici pavimentate, asfaltate o comunque coperte, veicolandosi nei condotti fognari e divenendo, di fatto, anch’essa inutilizzabile. Allora, piuttosto che discutere su “se, come, quando e quanto piove”, forse è il caso di riflettere e meditare, ma soprattutto di pensare ad utilizzare l’acqua con saggezza, avvedutezza e parsimonia”.

FREDDO E “GELATE” ANCHE NEL CAIATINO

  • Filed under: Clima
giovedì
Feb 19,2009

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CITTA’ DI CAIAZZO

IL SINDACO

I volontari hanno lanciato segnalazioni alla Provincia di Caserta
NUCLEO PROTEZIONE CIVILE IN ALLERTA
Il delegato Giaquinto: “La situazione è sotto osservazione”

di Federica Landolfi

CAIAZZO
– L’Alto Casertano batte i denti: fiocchi di neve e freddo polare anche a bassa quota. Nucleo della protezione Civile in azione anche a Caiazzo, dove i volontari hanno attivato una fase di attenzione e lanciato un’allerta all’amministrazione provinciale di Caserta. “Potrebbero verificarsi eventi di intensità tale da costituire pericolo per la popolazione e gli automobilisti”, sostiene il sindaco Stefano Giaquinto in qualità di delegato alla Protezione Civile. “L’attivissimo gruppo di volontari, coordinati da Barbara Albano e dal comandante dei vigili, il maresciallo Pietro Del Bene – aggiunge il primo cittadino – è sempre attento: rappresenta oramai un’entusiasmante realtà del territorio di Caiazzo. Una realtà impegnata in più occasioni che vede iscritti circa 40 ragazzi. Il nucleo operativo di protezione civile è già da parecchio attivo nel nostro comune e, come in queste ore, anche in passato (per gli incendi boschivi estivi per esempio), abbiamo avuto un punto di riferimento utile a fronteggiare ogni emergenza. E’ bene sottolineare che i componenti sono tutti volontari che tolgono tempo alla giornata a tutela della comunità e del territorio”.

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GROELANDIA TALLONE ACHILLE DEL PIANETA

  • Filed under: Clima
martedì
Dic 30,2008

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BERLINO – Il quadro del cambiamento climatico globale è più serio del previsto e la situazione potrebbe sfuggire di mano se le temperature dovessero salire di soli due gradi (altro…)

MALTEMPO: DONNA MUORE NEL NAPOLETANO

lunedì
Dic 15,2008

(AGI) – Napoli  – Una donna quarantatreenne, vedova e madre di tre figli, e’ morta a Piazzolla di Nola, nel napoletano, in seguito a uno schianto frontale tra auto accaduto, si (altro…)

MALTEMPO, ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE

  • Filed under: Clima
venerdì
Dic 12,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Prosegue l’ondata di maltempo che sta flagellando l’intero Paese. Il Nucleo comunale di Protezione civile ha diramato, sulla scorta delle comunicazioni (altro…)

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