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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Cronaca’ Category

giovedì
mar 4,2010

di Nunzio De Pinto

SAN MARCO EVANGELISTA – La Statale 265 è, insieme al Viale Carlo III^, l’arteria stradale a più alto tasso di incidentalità dell’intera provincia di Caserta. Non passa giorno, infatti, che lungo l’arteria che conduce a Maddaloni e, poi, a Benevento, avvengano incidenti automobilistici sia in territorio sanmarchese che in quello di Maddaloni. Incidenti molto spesso dovuti alla inosservanza delle regole del Codice della Strada, come il rispetto del limite di velocità oppure per sorpassi pericolosi là dove vige la striscia continua. Ma, a volte, come è successo l’altra notte, molti incidenti accadono anche a causa della pioggia. Ieri l’altro è avvenuto l’ennesimo incidente per la seria “lassù qualcuno mi ama”. Erano appena trascorse da pochi minuti le 23,30 quando il conducente di una Fiat Punto, condotta dal venticinquenne P.P. di Maddaloni, è venuto in collisione con una Seat Toledo che proveniva in senso contrario, alla cui guida c’era S.C., sessantenne di Orta di Atella. L’incidente è avvenuto poco prima del noto caseificio “Bellopede”, quando, per cause ancora in corso di accertamenti, ma molto probabilmente a causa del fondo stradale reso viscido dall’abbondante pioggia caduta, le due autovetture sono venute in collisione. Nell’urto, fortunatamente i due conducenti non hanno riportato danni fisici. Ai due sfortunati automobilisti non è rimasto altro da fare che scambiarsi le generalità ed affidare tutto alle rispettive assicurazioni.

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giovedì
mar 4,2010

(Villa S. Croce)

Piana di Monte Verna - L’Associazione Storica del Caiatino ha ricevuto, nei giorni scorsi, segnalazioni in merito a violazioni e manomissioni nell’area archeologica del Monte Santa Croce (Villa Santa Croce – Piana di Monte Verna, CE). Come si evince dalle foto inviateci, risultano effettuati “scavi abusivi”, senza autorizzazione e/o finalità scientifiche, nell’area dell’antica abbazia di Santa Croce (risalente al X-XI secolo); un’area, come sappiamo, ricca di monete, terrecotte e varie testimonianze della comunità cenobitica ivi residente. Il complesso archeologico, assai vasto, è stato oggetto di studi e lavori di ripristino durati da giugno all’autunno scorso, per poi interrompersi in attesa di nuovi finanziamenti. Queste foto, e la testimonianza da noi raccolta, ci lasciano credere che siamo di fronte all’azione criminale di “tombaroli”: essi hanno scavato nell’area per una profondità di circa 50-60 cm dalla superficie, addirittura portando alla luce una parete del complesso monastico, prima sepolta.
L’intero complesso è, del resto, esposto non solo all’azione criminale dei saccheggiatori d’arte, ma anche ai deleteri effetti degli agenti atmosferici, in particolar modo per quanto riguarda le porzioni di pittura a fresco, che giacciono
senza protezione alcuna. L’attenzione che al nostro territorio pongono i cittadini (quelli che ci hanno segnalato il caso, e non solo) e la nostra stessa Associazione, ci spinge a questo pubblico appello. Vorremmo ricordare ai signori “tombaroli” che le pene previste dalla legislazione vigente sono assai severe. Ed è doveroso sottolineare che, con queste azioni, non si fa altro che impoverire il territorio, depredandolo senza motivo. Sarebbe più opportuno, invece, collaborare affinché questo complesso archeologico diventi fruibile da tutti, trasformandosi in un volano per il progresso economico e culturale del nostro territorio. Ci rivolgiamo ai cittadini di Villa Santa Croce, di Piana di Monte Verna, e del territorio caiatino: cooperiamo per la tutela e la promozione del nostro patrimonio culturale; collaboriamo con le istituzioni affinché sia possibile riprendere i lavori di ripristino a Monte Santa Croce, così da proteggere definitivamente l’area archeologica. Il nostro appello è rivolto anche all’Amministrazione Comunale di Piana di Monte Verna, alla Soprintendenza BB.PP.SS.AA.EE. di Caserta, all’Ente Provinciale e alle altre associazioni, locali e no, che operano nel settore culturale: creiamo una rete di “intelligenze” volta a difendere il territorio dall’azione scriteriata ed illegale di gente senza scrupoli e a restituire alla cittadinanza ciò che gli appartiene, ovvero il patrimonio culturale e, nel nostro caso, l’antica Abbazia di Monte Santa Croce.
(dott. Giovanni Fasulo, Presidente Associazione Storica del Caiatino)
Per ogni segnalazione: info@associazionestoricadelcaiatino.com
www.associazionestoricadelcaiatino.com

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mercoledì
mar 3,2010

(Scavi Villa S. Croce)

Piana di Monte Verna.L’Associazione Storica del Caiatino ha ricevuto, nei giorni scorsi, segnalazioni in merito a violazioni e manomissioni nell’area archeologica del Monte Santa Croce (Villa Santa Croce – Piana di Monte Verna, CE). Come si evince dalle foto inviateci, spiega Giovanni Fasulo, Presidente Associazione Storica del Caiatino, risultano effettuati “scavi abusivi”, senza autorizzazione e/o finalità scientifiche, nell’area dell’antica abbazia di Santa Croce (risalente al X-XI secolo); un’are a, come sappiamo, ricca di monete, terracotte e varie testimonianze della comunità cenobitica ivi residente.

Il complesso archeologico, assai vasto, è stato oggetto di studi e lavori di ripristino durati da giugno all’autunno scorso, per poi interrompersi in attesa di nuovi finanziamenti. Queste foto, e la testimonianza da noi raccolta, ci lasciano credere che siamo di fronte all’azione criminale di “tombaroli”: essi hanno scavato nell’area per una profondità di circa 50-60 cm dalla superficie, addirittura portando alla luce una parete del complesso monastico, prima sepolta. L’intero complesso è, del resto, esposto non solo all’azione criminale dei saccheggiatori d’arte, ma anche ai deleteri effetti degli agenti atmosferici, in particolar modo per quanto riguarda le porzioni di pittura a fresco, che giaccionosenza protezione alcuna.L’attenzione che al nostro territorio pongono i cittadini (quelli che ci hanno segnalatoil caso, e non solo) e la nostra stessa Associazione, ci spinge a questo pubblico appello. Vorremmo ricordare ai signori “tombaroli” che le pene previste dalla legislazione vigente sono assai severe. Ed è doveroso sottolineare che, con queste azioni, non si fa altro che impoverire il territorio, depredandolo senza motivo. Sarebbe più opportuno,invece, collaborare affinché questo complesso archeologico diventi fruibile da tutti, trasfor mandosi in un volano per il progresso economico e culturale del nostro territorio. Ci rivolgiamo ai cittadini di Villa Santa Croce, di Piana di Monte Verna, e del territorio caiatino: cooperiamo per la tutela e la promozione del nostro patrimonio culturale; collaboriamo con le istituzioni affinché sia possibile riprendere i lavori di ripristino a Monte Santa Croce, così da proteggere definitivamente l’areaarcheologica.

Il nostro appello è rivolto anche all’Amministrazione Comunale di Piana di Monte Verna, alla Soprintendenza BB.PP.SS.AA.EE. di Caserta, all’Ente Provinciale e alle altre associazioni, locali e no, che operano nel settore culturale: creiamo una rete di “intelligenze” volta a difendere il territorio dall’azione scriteriata ed illegale di gente senza scrupoli e a restituire alla cittadinanza ciò che gli appartiene, ovvero il patrimonio culturale e, nel nostro caso, l’antica Abbazia di Monte Santa Croce.

Pietro Rossi

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domenica
feb 21,2010

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Dalle ore 8.00 di sabato mattina a tutt’oggi, i volontari del Nucleo comunale della Protezione civile, con turni di due ore ciascuno, presidiano il Molino Palomba che, dopo il crollo all’interno dei vecchi baraccamenti militari, corre seriamente il rischio di venire giù così come abbiamo visto negli ultimi tempi in televisione. Le mura del vecchio opificio settecentesco che si trova allocato in Via De Gasperi, da sabato chiuso al traffico dal sindaco Pascariello, sono talmente impregnate d’acqua che il sospetto possano crollare è più che un’opinione. La stessa Protezione civile è certa di questo. La cosa che sorprende è come possano esserci nuclei familiari all’interno dei baraccamenti visto che le strutture sono da bonificare in quanto piene di amianto. L’Esercito dovrebbe dare delle spiegazioni in proposito, visto che i due nuclei familiari asseriscono di avere titolo ad occupare gli alloggi. Non si, però, se pagano un fitto regolare ed a chi lo pagano. Perché una simile struttura come il Molino Palomba è arrivata ai giorni nostri in simili condizioni ?. Il “Mulino Palomba”, posto su Via De Gasperi a metà strada tra il Municipio e il Viale Carlo III, è sorto due secoli fa come esempio di opificio industriale destinato a mulino e pastificio (nell’epoca della cosiddetta “rivoluzione industriale”) ad opera di Luigi Palomba sull’antica Via delle Pagliare. Sulla sua nascita pare ci siano alcune discordanze, visto che uno dei concorrenti che nel 2002 ha partecipato al concorso di idee sul Molino Palomba, che esso probabilmente è datato 1823 e costruito ad opera di Antonio Fisone, industriale napoletano trasferitosi nella nostra cittadina, con la antica denominazione di “Pastificio Fisone”. A conferma del fatto che non fosse stato Palomba a costruirlo, ma che invece questi fosse intervenuto più tardi, un altro concorrente del concorso ha notizia di un precedente proprietario, tale Francesco Rossi, che nel 1889 denunciava la consistenza complessiva dell’edificio e l’articolazione dei vari ambienti, e che a questi, nel 1908, succedeva il nuovo proprietario Palomba che realizzava consistenti ampliamenti e sopraelevazioni. Poi, nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, l’edificio veniva requisito dal “ramo guerra” per essere poi occupato dagli americani che lo utilizzeranno come quartier generale, come alloggio e ricreazione per i soldati (pare che il corpo edilizio a Nord-Ovest su Vicolo Casermette, a più piani e oggi senza solai, in cui si intravedono alcuni vecchi disegni sui muri con didascalie in lingua inglese, sia stato manomesso e privato dei solai per ospitare un cinema). Sull’area retrostante, nello stesso periodo e in successivi, furono realizzate delle “Casermette” (piccoli edifici ad un sol piano, per di più coperti probabilmente con amianto), che oggi versano in uno stato di totale abbandono.

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sabato
feb 20,2010

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
– E’ stato solo per un caso fortuito che ieri mattina non si sia verificata una tragedia di ampie proporzioni. Infatti, a causa dell’incessante pioggia torrenziale che da diversi mesi sta flagellando il nostro territorio, ieri mattina erano le 8.00 in punto, una parte del Molino Palomba – trattasi di un vecchio opificio del settecento – che affaccia sul lato dei cosiddetti “Baraccamenti militari” è crollata. All’interno dei Baraccamenti ci sono due nuclei familiari composti dai sigg. Angelo Fabozzi e Marzia Farina, e Vincenzo Lancia. Fortunatamente nessuno di loro è rimasto colpito dal crollo. Purtroppo, il sig. Santamaria, che abita sul Viale Alcide De Gasperi nr. 74 ha avuto la casa lesionata. Il Molino Palombo è una struttura che affaccia sul Viale De Gasperi – arteria stradale che dal palazzo municipale conduce dritta sul Viale Carlo III^ e dalla parte interna sulle ex casermette. Sul luogo sono subito accorsi i Vigili del Fuoco di Caserta, la Protezione civile di San Nicola con il coordinatore Ciro DE MAIO, la locale Polizia Municipale con il comandante Antonio LAURENZA, i dirigenti dell’UTC, ed il sindaco Angelo Antonio Pascariello. Quest’ultimo ha subito emanato una ordinanza per consentire di poter accedere all’interno delle casermette che, in teoria, avrebbero dovuto essere completamente vuote, essendo la zona ad alto rischio di amianto. Sul luogo anche mezze per il movimento terra per eliminare la parte caduta e consentire alle due famiglie di accedere ai rispettivi alloggi. Il settecentesco ex opificio già a febbraio del 2006, a causa delle incessanti piogge, che ne hanno ulteriormente aggravato le condizioni della struttura, vide l’amministrazione comunale, che ha sempre avuto intenzione di recuperare un così antico manufatto settecentesco, costretta a provvedere ai necessari ed urgenti lavori di consolidamento e ripristino della parte sud del complesso, sia per la conservazione del bene, sia a salvaguardia della pubblica e privata incolumità. Per questo motivo, il sindaco Angelo Antonio Pascariello diede mandato all’Ufficio Tecnico Comunale di redigere gli elaborati del progetto definitivo dei lavori di somma urgenza per il ripristino ed il consolidamento del Molino Palomba. Il progetto, che riguardava il lato sud del fabbricato, venne approvato dall’esecutivo cittadino e venne trasmesso al Settore Protezione Civile della Regione Campania per l’adozione dei successivi provvedimenti di competenza. I lavori di consolidamento, secondo una stima dell’U.T.C., ammontarono a 300.000 euro.

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sabato
feb 13,2010

Ordine dei giornalisti della Campania, Assostampa Campania e Unione Cronisti Campania comunicano:

La notizia pubblicata oggi sul quotidiano Il Mattino circa la presenza di parenti di boss della camorra riconducibili al clan dei Casalesi in una libreria napoletana dove si presentava il libro della collega Daniela De Crescenzo “O’ cecato” dedicato a Giuseppe Setola, è estremamente preoccupante oltre che sconcertante. Stando a quanto si legge nell’articolo, le inquietanti presenze si sono avvicinate alla giornalista Rosaria Capacchione (Il Mattino), da tempo sotto scorta per le gravi minacce subite da esponenti del clan dei Casalesi, minacciandola per l’ennesima volta. Quanto accaduto è estremamente preoccupante non solo per le minacce e le intimidazioni subite dalla collega ma soprattutto per il luogo dove tutto questo è accaduto: una libreria dove si presentava un libro anticamorra alla presenza di esponenti della magistratura, delle forze di polizia e della parte buona della società civile. Ordine, Assostampa e Cronisti,nell’esprimere solidarietà e vicinanza alla collega Capacchione e a tutta la redazione de Il Mattino, ritengono importante assicurare ai colleghi particolarmente esposti per il loro lavoro di “normali”cronisti la più ampia visibilità, mantenendo sempre alta la vigilanza e l’attenzione su fatti di questo tipo e chiedono a tutte le istituzioni un impegno serie e concreto contro la camorra.

Napoli, 12-02-2010

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mercoledì
feb 10,2010

Invio del comunicato con urgente preghiera di pubblicazione

dall’ufficio stampa del “Movimento per la Pace”

Messaggio di Cordoglio della Testimonial della Pace Agnese Ginocchio

Sant’Angelo d’Alife(Ce)
- “Ancora un n lutto che colpisce la nostra comunità Matesina, la morte di un giovane, e i giovani rappresentano il futuro… Quale futuro dunque c’ é da aspettarsi?”- ha riferito di getto la Testimonial del Movimento Internazionale per la Pace Agnese Ginocchio nell’ apprendere la tragica notizia- “Ci troviamo in un bivio nella storia, quello di scegliere da che parte stare! Questo giovane lascia in tutti noi un vuoto incolmabile! Esprimiamo dolore, cordoglio e vicinanza alla  famiglia reale Windisch- Graetz a nome di tutto il nostro Movimento per la Pace. Esprimo cordoglio inoltre a tutta la comunità santangiolese rappresentanta dal sindaco Salvatore Bucci. Alexis ora é in Pace con il Dio della Pace, possa la Pace ritornare a regnare sulle nostre comunità, possa allontanare il flagello della morte dei nostri giovani,  spegnere il dolore e la sofferenza causata dalla perdita dei nostri cari, dei nostri giovani… Possiate  infine voi tutti”- riferendosi alla famiglia reale- ” avere Pace in questo grave momento, ritrovare Pace per i vostri giorni, la Pace che ci dà la forza di rimetterci in cammino. La Pace “- e conclude- “senza la quale non c’é vita, ne futuro, ne storia..A voi tutti Pace, Peace, Shalom”!

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domenica
feb 7,2010

Alife(Ce)- La rappresentante e Testimonial del Movimento per la Pace Agnese Ginocchio ha inviato un messaggio di cordoglio in memoria della giovane 19enne Antonella Di Crosta deceduta in seguito a incidente stradale nella giornata di venerdi 5 Febbraio 2010: “Sono stata al tuo funerale, per dare il mio personale saluto ad una giovane generosa, incontrata durante uno dei miei tanti incontri con gli alunni delle scuole. Antonella, Tu nella tua breve vita hai afferrato la parte migliore.Sei stata generosa, sempre disponibilie ad aiutare il prossimo bisognoso.Grazie per quello che sei stata e per quello che hai fatto. Possa ora quella luce di Speranza, che Tu hai irradiato con il tuo operato su questa terra, irradiare di Pace la tua famiglia, il tuo fidanzato, che ora piangono inconsolabili la tua dipartita.Su tutti i tuoi cari, i tuoi amici e quanti ti hanno conosciuta ed incontrata su questo cammino terreno, veglia da lassù, perché abbiano a trovare la forza ed il ‘coraggio’ di superare le intemperie di questa vita e di rimettersi presto in cammino, nella consapevolezza che un giorno saremo tutti nuovamente uniti nel regno della Speranza e della Pace senza fine! A tutti, fai comprendere che la vita può avere ’senso’ solo se sa essere dono gratuito di amore e di generosità verso l’umanità, rappresentata in quel  prossimo sofferente che incontriamo ogni giorno nel cammino della vita terrena, e che infine il vivere acquista vero significato quando riusciremo a compatire e a condividere le gioie ed i dolori dell’umanità nostro prossimo! Ciao Antonella…Pace..”

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martedì
feb 2,2010

COMUNICATO STAMPA

Arrestato a Roma il boss Bellocco, la soddisfazione di Soldà
Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Un altro duro colpo inferto alla criminalità organizzata che testimonia l’impegno delle nostre forze dell’ordine”


Roma, 1 febbraio 2010
- “Nonostante le scarse risorse economiche e il personale spesso insufficiente, gli uomini delle forze di polizia meritano tutto il nostro plauso per i risultati ottenuti. Un arresto che metterà a dura prova la sopravvivenza dell’omonima cosca di Rosarno”. Queste le parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia della cattura del latitante Domenico Bellocco, affiliato della ‘ndrangheta che deve ancora scontare una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso.

L’uomo è stato bloccato nella capitale nel corso di un’operazione condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria e da quella capitolina. Secondo gli inquirenti Bellocco stava prendendo in mano le redini dell’omonima cosca nel tentativo di creare nuove alleanze con gli altri clan. “I risultati potrebbero essere migliori se avessimo un maggiore impegno economico nei confronti delle forze dell’ordine, ma è pur vero – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – che loro riescono a portare a termine il lavoro malgrado le difficoltà. Lo Stato segna comunque la sua vittoria”.

La presenza del latitante a Roma, sostengono gli investigatori, era dovuta alla necessità di gestire i traffici illeciti di stupefacenti e armi, a cui si aggiungono anche estorsioni e usura. “L’ndrangheta, e tutte le mafie, devono sapere e toccare con mano che la lotta contro il crimine è tra le prerogative di un Paese come l’Italia, fortemente afflitto da questa piaga soprattutto al sud. Per questo credo che il governo possa fare di più – conclude Soldà – perché se oggi esultiamo di fronte a certe notizie il merito è tutto degli uomini dello Stato che mettono la propria vita al servizio del bene comune”.
Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Addetti Stampa
Valentina Gravina, Alessandra Angeletti
Capo Ufficio Stampa Fabio Bucciarelli
via Virginia Agnelli, 89 – 00151 Roma
tel. 06-97606564 – 347 7463785
e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it
sito web: www.italymedia.it/italiadeidiritti

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martedì
feb 2,2010

COMUNICATO STAMPA

Rogo in casa di riposo a Santa Marinella, Celardo chiede giustizia
Il viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “L’assenza di controllo e il non rispetto della legge alla base della tragedia”


Roma, 1 febbraio 2009
- “Come movimento esprimiamo tutto il nostro cordoglio ai familiari delle vittime. Spesso ci si rivolge infatti a strutture private perché il sistema pubblico ha delle falle che creano le condizioni a strutture fatiscenti e irregolari di esistere.” Parla così il viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti, Carmine Celardo, in merito al dramma accaduto all’Oasi Villa Chiara, una casa di riposo di Santa Marinella dove due anziani, di 91 e 82 anni, hanno perso la vita soffocati dalle esalazioni propagate da un incendio.

Le vittime sembrano state chiuse a chiave in un ripostiglio perché considerati dal personale della residenza “piuttosto irrequieti”. I gestori della casa di riposo, completamente abusiva, sono stati arrestati mentre due dipendenti sono state iscritte nel registro degli indagati della procura di Civitavecchia.”E’ incredibile come nessuno, tra clienti, medici, badanti e vari operatori, si sia mai accorto di nulla. Sarebbe bastata una segnalazione alla Guardia di Finanza per far scattare gli accertamenti – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. La Asl non ha effettuato i controlli dovuti, ci aspettiamo dunque che il sindaco si costituisca parte civile in segno di solidarietà e chiediamo che la magistratura locale sia attivi per verificare se ci siano altre strutture non autorizzate nella zona”.

L’Oasi Villa Chiara (che sulla carta risultava come un “bed and breakfast”), pur non avendo nessuna convenzione con la Asl, era stata controllata un mese fa e aveva tutti i permessi necessari. Ma la “dependance” era sfuggita ai controlli degli ispettori perché secondo i titolari si trattava  di un magazzino. “La sicurezza in Italia viene troppo spesso violata per indifferenza e sciatteria – conclude Celardo -. E’ la mancata applicazione delle norme e dei controlli che ci fa scivolare in condizioni disumane”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti
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Valentina Gravina, Andrea Marinangeli
Capo Ufficio Stampa Fabio Bucciarelli
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