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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Cultura’ Category

Succivo (Ce) – Seminario

sabato
Set 6,2014

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SEMINARIO

Il Gruppo d’Acquisto Solidale tra conciliazione dei tempi,

ambiente, economia e sostenibilità

 

Domenica 7 Settembre

Casale di Teverolaccio, Succivo (Ce)

Ore 18:00

 

INTRODUCE E MODERA

Mauro Baldascino, Agente di Sviluppo Locale.

 

INTERVENGONO

Antonio Gallozzi, Direttore Legambiente Campania

Sara Ianuario, Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Giuseppe Orefice, Presidente SlowFood Campania

 

A SEGUIRE

Interventi dal pubblico e dibattito

 

segreteria@tempodiconciliare.it – Tel. 081 501 16 41

 

Economia sociale, economia solidale. In questa prospettiva nascono i GAS, dalla necessità di un’esperienza di consumo critico, da una«domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un’economia che metta al centro le persone e le relazioni. Un GAS – Gruppo di Acquisto Solidale, generalmente costituito da un gruppo di persone, formalmente organizzato o meno, acquista direttamente dai produttori, beni alimentari o di uso comune, e li ridistribuisce fra loro.

Principi di solidarietà, equità, qualità dei prodotti, dignità del lavoro e di rispetto delle persone e dell’ambiente, sono prerogative fondamentali che si estendono lungo tutta la filiera, dai produttori ai consumatori creando enormi benefici per tutti. Il contatto diretto con i produttori instaura un clima di dialogo e fiducia che permette ai consumatori di poter godere di prodotti di alta qualità e a prezzi competitivi causa l’esclusione degli intermediari e ai produttori di veder riconosciuto loro un prezzo equo per il prodotto venduto.

Sulla scia del principio di dignità del lavoro, i GAS si inseriscono anche nei temi del diversity management, come opportunità per le aziende di attuare politiche per il miglioramento delle condizioni di lavoro e del benessere organizzativo. Attraverso l’organizzazione di un gas all’interno dell’azienda si favorisce la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con ricadute positive sull’innovazione organizzativa, sulla produttività e sulla sostenibilità territoriale.

Il seminario è aperto a tutti.

 

 

 

sabato
Set 6,2014

logo-issr-ufficiale

 

Caserta – Sono iniziate le attività dell’istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Pietro” insieme alla riapertura, dopo la pausa estiva, della Biblioteca Diocesana già il primo settembre 2014.

Aperte quindi le iscrizioni per l’anno accademico 2014/2015 al corso di Laurea in Scienze Religiose, strutturato in una Laurea Triennale ed una Laurea Biennale Magistrale con il doppio indirizzo in ambito catechetico – liturgico, per la formazione accademica degli operatori pastorali, e in ambito pedagogico – didattico, per la formazione degli insegnanti di religione nelle scuole di ogni ordine e grado.

Tra le novità didattiche di quest’anno segnaliamo l’importante Master di I e di II livello in Turismo Culturale di Interesse Religioso, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali – S.U.N. e con l’università degli Studi “Giustino Fortunato”- Telematica di Benevento, per la formazione accademica di competenze nel settore turistico, volano lavorativo ed economico naturale del nostro ricchissimo territorio, mentre si riconfermerà la terza edizione del Master Universitario di I livello in Biblioteconomia ed Archivistica Ecclesiastica, con il partenariato del DILBEC – S.U.N. e dell’Associazione Italiana Biblioteche, per la preparazione di professionalità qualificate nella gestione, valorizzazione e tutela dell’ingente patrimonio bibliotecario ed archivistico italiano, in gran parte di carattere ecclesiastico.

Per le iscrizioni sia del Corso di Laurea sia dei due Master universitari, la modulistica necessaria la si può trovare e scaricare dal sito dell’ISSR, www.scienzereligiosecaserta.com, e sono inoltre consultabili, sempre dal sito, le brochure informative dei vari percorsi formativi programmati.

Ci si può rivolgere, per qualsiasi informazione, alla segreteria dell’ISSR “S. Pietro”, sita nel Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, 11 – Caserta, al numero 0823 214573, oppure all’indirizzo di posta elettronica segreteria@scienzereligiosecaserta.com, dal lunedì al venerdì, dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

 

Marco Rossi

Ufficio Comunicazioni

ISSR “S.Pietro” – Caserta

0823 214592 – 0823 214557

www.scienzereligiosecaserta.com

comunicazioni@scienzereligiosecaserta.com

 

giovedì
Set 4,2014

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AcquAria-Maratea step 36”

10-14 settembre 2014

Cinque giorni di musica, cultura, teatro, cinema ed il record subacqueo di Francesco Colletta

Dalla terra al mare. Dal mare alla terra per raccontare il territorio e promuoverlo.

AcquAria-Maratea step 36”: è la manifestazione che unisce sport, arte, natura e cultura.

E’ organizzata dalla giovane società di servizi turistici “Lucania Promotion” e si svolgerà dal 10 al 14 settembre 2014, tra la zona del porto e Maratea Superiore. E’ tra le iniziative estive promosse dal Comune di Maratea e sostenute dalla Regione Basilicata, in collaborazione con l’Apt e la Lucana Film Commission.

Quattro giorni in cui si alterneranno momenti di “sensibilizzazione ambientale” attraverso l’Operazione Fondali Puliti, a cura del Gruppo Amatoriale Subacqueo, con altri di promozione territoriale con l’apertura di un punto di informazione turistica nella zona del porto, ed inoltre performance artistiche e concerti in cui il tema prevalente è l’acqua.

Si svolgeranno inoltre due importanti convegni che rappresenteranno occasioni di confronto più tecnici e scientifici presso le sale del Pianeta Maratea. Il primo sul tema del Turismo Sostenibile e il secondo, nel quale interverranno ricercatori della Nasa, sugli sviluppi della ricerca scientifica nel campo dell’iperbarica e della subacquea.

Evento di punta e molto atteso di “AcquAria” è, dunque, il tentativo di un record molto speciale: il pugliese Francesco Colletta tenterà le 36 ore di immersione continuata in mare.

Infatti,dalla mattina del 12 settembre al pomeriggio del giorno successivo, Francesco Colletta, speleologo marino pugliese, già detentore del record mondiale di 32 ore, ottenuto per ben due volte sia alle isole Tremiti che nell’area marina protetta del Plemmiro in Sicilia, tenterà di superare questo record.

Dopo le 29 ore stabilite nelle isole Tremiti nel 2006 e le 32 del record mondiale del 2007, si potrà di nuovo assistere ad un’impresa difficilissima, sia dal punto di vista fisico che psichico. Una sfida ancora più emozionante perché avverrà nelle acque cristalline di Maratea, anche quest’anno Bandiera blu, considerate non soltanto tra le più spettacolari del Sud d’Italia ma anche tra le più ricche in termini di storia e patrimonio culturale.

Nello spazio del porto compreso tra i due grandi moli piegati ad angolo acuto verso la costa (in una sorta di abbraccio simbolico contemporaneamente verso la terra e il mare), lo speologo marino originario di San Giovanni Rotondo, tenterà, il 12 Settembre, di andare oltre i suoi limiti, aggiungendo, così, un nuovo step al progetto medico-scientifico di caratura mondiale “Endless Diving” che la Regione Basilicata, in concerto con il Comune di Maratea, l’Apt e la Lucana Film Commission, ha deciso di sostenere.

Trentasei ore: l’obiettivo a cui punta Coletta che ha fatto della sua passione per l’ambiente marino una vera e propria sfida con se stesso. Una prova davvero notevole se si pensa che il quarantunenne pugliese si immergerà con il solo ausilio di una muta semistagna, cioè con la pelle a contatto diretto con l’acqua di mare, ad una profondità media di 10 metri per risalire solo dopo esservi rimasto per un giorno e mezzo, sfidando le condizioni estreme di un ambiente diverso da quello quotidiano. Grazie alle rare e straordinarie capacità del suo corpo di termoregolarsi e contando sul controllo della mente sul proprio corpo, Francesco Colletta “vivrà” letteralmente, monitorato da apparecchiature progettate dalla Nasa – con l’intento di studiare gli effetti della disidratazione e le sue implicazioni dal punto di vista psico-fisico – in mezzo ad uno degli habitat marini più suggestivi della costa lucana.

Tutto avverrà a poca distanza dalle banchine del porto che sarà, nei giorni precedenti e durante il record, animato dalla manifestazione “AcquaAria. Tra le tante iniziative “collaterali” eppure fondamentali per la promozione territoriale, a partire dal 10 Settembre fino al 14, ci saranno l’apertura di uno sportello di promozione turistica nella zona portuale, performance di cross-mediale (interazione tra vari linguaggi) a tema, l’Operazione Fondali Puliti a cura del Gruppo Amatoriale Subacqueo (GAS) e i concerti di musica, tra cui quello finale con il gruppo lucano “Musica a Manovella”.

Tanti eventi in uno, dunque, in grado di appassionare e stimolare, creando un diverso approccio con il territorio marateota e, in particolare con il mare, quello che nei 35 km di costa lucana disegna, come affermava Indro Montanelli: “coste frastagliate di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari (il Mediterraneo, ndr) ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene”.

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Programma AquAria-Maratea step 36

10-14 settembre 2014

Mercoledì 10 settembre:

17:00 Cerimonia apertura e presentazione evento a cura “Lucania Promotion” presso Hotel Pianeta Maratea

18:00_20:00 Convegno medico-scientico con interventi Ricercatori NASA presso Hotel Pianeta Maratea

21:00_22.30 Proiezione del docu-film “ Un altro mondo” di Thomas Torelli presso il porto di Maratea

Giovedì 11 settembre:

10:30 Apertura sportello di promozione turistica presso porto di Maratea

18:00_20:00 Convegno: Turismo Sostenibile e Sociale presso Hotel Pianeta Maratea

21:30_22:30 Concerto: “La musica del mare” nel centro storico di Maratea

Venerdì 12 settembre:

08:15 Inizio immersione per tentativo di record presso Porto di Maratea con diretta video documentaria

20:00_24:00 Installazioni audio-visive nel centro storico di Maratea

21:30_22:30 Performance di interazione tra linguaggi (cross-mediale) a cura “Domus DE JANA” presso Porto di Maratea

Sabato 13 settembre:

Monitoraggio ambientale nel porto di Maratea

20:15 Fine immersione per tentativo di record con servizio televisivo in diretta con TG 1 RAI

20:00_24:00 Installazioni audio-visive nel centro storico di Maratea

21:00_22:00 Performance musicale “Io-acqua” (cura “Domus DE JANA”) presso Porto di Maratea

22:30_24:00 Cerimonia di chiusura dell’evento (a cura di “Lucania Promotion”) presso porto di Maratea e concerto musicale del gruppo “Musica Manovella”

Domenica 14 settembre:

10:30_10:45 Conferenza stampa su Record immersione presso Hotel Pianeta Maratea

11:00_12:30 Conferenza stampa su chiusura evento a cura di Lucania Promotion presso Hotel Pianeta Maratea

AcquAria porta a Maratea performance uniche, in un connubio stretto tra arte, proiezioni multimediali e tanta musica: quella classica ispirata al mare e quella travolgente dei MusicaManovella.

Tanti “sguardi”, espressioni e sensibilità diverse per esaltare le bellezze ambientali e architettoniche della Perla del Tirreno.

AcquAria- Maratea step 36, la manifestazione organizzata dalla Lucania Promotion e sostenuta dalla Regione Basilicata in concerto con Apt e Lucana Film Commission, dal 10 al 14 settembre porterà nel Comune marateota il talento e la creatività di artisti eterogenei, lucani e non, che si sono lasciati ispirare dall’incanto del territorio per realizzare performance uniche nel loro genere. Rappresentazioni estremamente accattivanti perché “giocate” sull’ibridazione degli stili espressivi, consentiranno ai turisti e agli abitanti locali di assistere a prime d’eccezione e di entrare in simbiosi con l’elemento più caratteristico della Perla del Tirreno: l’acqua cristallina del suo mare, preziosa fonte di memoria, di sentimenti, di conoscenza, di storie, di arte e di economie. Così oltre al porto dove avverrà il tentativo di record di immersione continuata per 36 ore (che inizierà venerdì 12 alle ore 8.15 per concludersi sabato 13) da parte dello speleologo marino ed esperto sub pugliese, Francesco Colletta, il borgo di Maratea diventerà un palcoscenico a cielo aperto per una ricca serie di eventi.

CINEMA SOTTO LE STELLE: UN ALTRO MONDO AL PORTO DI MARATEA

Mercoledì 10 settembre, dopo la cerimonia d’apertura dell’evento alle ore 17 presso l’Hotel Pianeta Maratea a cura della Lucania Promotion e l’interessante convegno medico-scientifico nel quale interverranno i ricercatori della Nasa, il porto si trasformerà in un grande cinema sotto le stelle. Alle ore 21 sarà infatti proiettato il film documentario Un altro mondo, scritto e diretto dal regista romano, Thomas Torelli. Prodotto dalla Bluma Lab e Lotus Production, il lungometraggio, fresco di realizzazione, riporta nel presente lo studio condotto sui modi di vita di antiche civiltà come quelle dei Maya e dei nativi americani con l’intento di proporre un nuovo punto di partenza per la costruzione del prossimo futuro. “La scienza moderna e la fisica quantistica – ha spiegato il regista che si occuperà anche di documentare l’impresa dello speleologo marino, Francesco Colletta – hanno confermato che tutto nell’universo è energia e che non vi è separazione tra l’osservatore e l’osservato. Tutto è collegato, tutto è vivo e quindi tutto vibra: così anche l’acqua che, esposta a stimoli diversi, come le emozioni umane, le parole o anche la musica, si trasforma e comunica formando bellissimi cristalli (così spiegano le indagini condotte dal ricercatore giapponese Masaru Emoto, tra gli intervistati nel docu-film e autore di molti libri, tra cui il New York Times best-seller The Hidden Messages in Water, I Messaggi dell’Acqua)”. Il film, presentato al RIFF- Rome Indipendent Film Festival e al Phoenix FF – per citare solo alcuni dei più significativi- ha ricevuto lo speciale riconoscimento di Legambiente e del Clorofilla Film Festival per le sue immagini di rara intensità espressiva, rivelatrici di un’altra dimensione, quella più intima e vera che ha il sapore di un ritorno alla natura e all’essenza dell’esistenza.

LE PARTITURE DEL MARE: IL PORTO INONDATO DALLA MUSICA DEL GRUPPO LAERTE

Così, mentre il paese ai piedi dell’imponente statua del Redentore si colorerà di riverberi, il porto verrà, alle ore 22, pervaso dalle note del concerto per due voci recitanti e violoncello a cura della compagnia partenopea di esplorazione e ricerca teatrale Laerte. Il gruppo (che prende il nome dalla figura della mitologia greca, il padre di Ulisse e re di Itaca che partecipò alla spedizione dei 50 argonauti alla riconquista del vello d’oro nelle ostili terre della Colchide), è il risultato del sodalizio tra Luca Di Tommaso (voce recitante), Roberto Soldatini (violoncellista, docente presso il Conservatorio di musica “Gesualdo da Venosa” a Potenza e autore del libro, “La musica del mare”) e Monica Pinto (voce cantante).

Il nostro – spiegano gli artisti – non è uno spettacolo ordinario di musica ma un vero e proprio progetto di sperimentazione: il concerto La musica del mare è frutto di un’operazione di collage tra il ricco patrimonio musicale classico (che riprende in particolar modo le raffinate suite per violoncello di J.S.Bach e le arie di Doninzetti) e quello della letteratura del mare (Hamingway, Melville, Rod Heikell, autore de “Il Portolano”, il manuale a metà tra guida turistica per velisti e di istruzioni utilizzato per avvicinare i porti che fa da ispirazione alla composizione) con aggiunta di testi e canzoni inediti”. L’intreccio calcolato dove le voci intessono con la musica un flusso preciso e ripetibile, come quello delle onde del mare, costituirà per il trio un battesimo nel vero senso della parola: “Per noi quella di Maratea – concludono – sarà la prima esibizione a Sud di Napoli: un segno forte della sensibilità culturale che lega i luoghi di tradizione marinara”.

DAL MARE ALLA TERRA: LE INSTALLAZIONI AUDIO-VISIVE NEL BORGO DI MARATEA

Venerdì 12 e sabato 13 settembre il paese delle 44 chiese verrà “inondato” dall’estro dell’architetto pugliese, Vincenzo Russo. Grazie alla sua esperienza ultradecennale maturata nell’ambito della progettazione urbanistica e del design contemporaneo, realizzerà per il borgo di Maratea un vero e proprio percorso emozionale attraverso il quale i passanti potranno calarsi in una dimensione “altra”.

Submotionspiega l’architetto nativo di Cerignola è un’installazione audio-video che proverà a ricucire il controverso rapporto tra mare e città, tra uomo e natura mettendo in evidenza le due anime di Maratea: quella più ‘commerciale’ di piazza Santa Maria Maggiore e quella più segreta e più antica, fatta di viuzze poco praticate perché poco praticabili”. I suoni e le immagini dei fondali marini fondendosi con le voci e i rumori del Borgo antropizzato verranno come rimbalzati, attraverso le suggestioni acustiche e visive, sulle pareti di pietra dei palazzi che si trasformeranno in quinte cinematografiche e lungo i cunicoli delle strette strade che diventeranno casse armoniche. Restituendo, in tal modo, l’emozione e il movimento di un habitat come quello del mare in continuo dinamismo e foriero di fascino.

L’ACQUA, LA FONTE DELLA VITA: AL PORTO LE PERFORMANCE DI DOMUS DE JANA

Sempre Venerdì 12, ma alle ore 22, sarà la volta della performance cross-mediale dell’associazione culturale Domus De Jana che, dal 2010, opera tra Lazio, Umbria a Toscana nel campo dell’arte-terapia. “Al porto di Maratea – ha riferito lo psicologo Michele Fiori – realizzeremo un’installazione interattiva appositamente studiata per la Perla del Tirreno: ‘Mirroirs d’eau’, (Specchi d’acqua) che, attraverso uno schermo bianco collegato ad una piattaforma informatica Max Msp sarà in grado di riflettere il movimento del passante, traducendolo in immagini, suoni e parole d’acqua”. Musica, corporeità, video e luce nel loro reciproco influenzarsi saranno alla base anche della seconda performance multimediale per pianoforte, corpo scenico e video immagine Io, Acqua sempre a cura di Domus De Jana. Sabato sera, a conclusione del record di Francesco Colletta, Michele Fiori, Micheala Vignini, Fabio Brugnoli e Isabella Nardis tenteranno di restituire il concetto di fluidità dell’acqua come vero e proprio organismo vivente, dotato di una memoria, di un Io e, allo stesso tempo, contenitore e contenuto dell’esperienza, della nascita e della morte.

CHIUSURA TRAVOLGENTE CON I MUSICAMANOVELLA, PER LA PRIMA VOLTA A MARATEA

A concludere la quattro giorni di AcquAria, sabato 13, ci penserà il ritmo travolgente del gruppo lucano rivelazione che, nell’arco di un solo decennio e con oltre mille concerti all’attivo, ha saputo catturare i consensi di pubblico e critica: i MusicaManovella!

Nati artisticamente a Pignola nel 2004 sotto il segno di Capossella, la band composta da Rocco Spagnoletta (voce e chitarra acustica), Dario Vista (voce e basso), Antonio Gruosso (fisarmonica e back vocal), Mimmo Gruosso (keyboard e pc), Antonello Ruggiero (batteria), Rocco Azzarino (direttore dell’esecuzione) e il marateota Renato Pezzano (chitarre), accenderà la piazzetta del porto di Maratea, dalle 22.30, con i suoi pezzi più travolgenti. Dai brani sull’amore contemporaneo contenuti nel loro primo album L’amore è cieco o ci vede poco a quelli sul mondo globale che ritraggono la vita dei briganti lucani e quella degli immigrati africani del secondo lavoro discografico Te lo giuro su Vinicio Capossela. Opere originali che oltre al valore musicale (che mette insieme più stili e più culture, da quelle lucane a quelle del Nordafrica e della Jamaica), sono capaci di “parlare” senza peli sulla lingua e far riflettere con ironia. “È la prima volta – afferma la voce della band, Rocco Spagnoletta – che cantiamo a Maratea, un luogo che è da sempre legato ai nostri ricordi estivi dell’infanzia. In particolare ai miei: erano gli anni 80 quando con mio padre e la sua Alfetta 2000 salivamo al Cristo. Era quasi un’aria da film vedere passeggiare, poi, mia madre e mio padre, giovani e belli, fino alla piazzetta. E io che iniziavo a guardare con curiosità la bellezza. Crescendo i libri letti sulla spiaggia di Acquafredda: Narciso e Boccadoro o le poesie di Neruda che ben si sposavano con le montagne alle spalle di un mare cristallino”.

Il 13 settembre la memoria di questi tempi si rinnoverà tramutandosi in note e in ritmi che fluiscono nelle vene, trasformandosi in energia continua. A manovella.

giovedì
Set 4,2014

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Venerdi 5 settembre 2014 alla Capannina di Forte dei Marmi

                           

XVII PREMIO INTERNAZIONALE “VINCENZO TORRIANI”

a Claudio Chiappucci, Beppe Conti e Franco Iseppi

Il Premio Torriani dedicato alla memoria di Alfredo Martini

 

Venerdi 5 settembre alle ore 18,30presso la storica Capannina di Forte dei Marmi avrà luogo la XVII edizione del Premio Internazionale Vincenzo Torriani  “Per chi ama il ciclismo e lo fa vivere”.

Claudio Chiappucci, Beppe Conti e Franco Iseppi sono i vincitori di questa edizione.

Durante la serata sarà inoltre assegnato il premio “Cuore d’Argento” Memorial Aldo De Martino a Sergio Meda.

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La  cerimonia, condotta da Auro Bulbarelli, giornalista e commentatore della Rai, avrà come filo conduttore le grandi imprese del ciclismo rievocate anche da immagini video inedite.

Oltre ai premiati è prevista la presenza di numerosi campioni e ospiti tra i quali il Presidente del Coni Toscana  Salvatore Sanzo (per i 100 anni del Coni), Andrea Bartali figlio di Gino (100 anni dalla nascita), Roy Rhode , nipote del primo Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Geo Davidson (Giro d’Italia del 1914) e un quartetto di “ciclostorici” in bici e abbigliamento d’epoca che rievocheranno la mitica tappa  Lucca – Roma di 430 km, entrata nella leggenda come la tappa più lunga del Giro d’Italia e da loro ripercorsa recentemente.

Sarà presente anche Mauro Colombo, autore del libro “ L’Ora del Fausto”, vincitore del Concorso letterario del CONI e Premio Selezione Bancarella Sport 2014. E’ inoltre attesa con affetto Silvia Martini una delle figlie del grande Alfredo.

Non mancherà anche un piacevole contorno musicale con il cantautore e appassionato di ciclismo Gianfranco Balestrini che proporrà qualche brano classico sulle due ruote.

Ai tre premiati – Chiappucci, Conti e Iseppi –  verrà  consegnato  il  trofeo  opera  dello  scultore  Domenico  Greco,  figura  stilizzata  in  bronzo che rappresenta un corridore in azione. Anche quest’anno saranno presenti grandi campioni del ciclismo e noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.

Durante la serata saranno ricordati i Cento anni del Comune di Forte dei Marmi, i cento anni del Coni ed i centoventi anni del Touring Club Italiano.

Ecco le motivazioni dei premi:

CLAUDIO CHIAPPUCCI

“El Diablo”, così soprannominato per la sua indomita grinta. Sempre pronto ad attaccare in salita e a dare battaglia. Ha saputo entusiasmare i suoi tifosi sulle strade del Giro e del Tour, cogliendo vittorie prestigiose e numerosi piazzamenti. Una carriera all’insegna del coraggio.

 

BEPPE CONTI

Una passato da velocista, poi, abbandonata la bici,una grande carriera da giornalista sportivo, prima alla Gazzetta dello Sport, poi a Tuttosport  e da qualche anno in RAI come opinionista. Storico e appassionato di ciclismo ha scritto anche numerosi libri di successo su questo sport che ha nel cuore.

FRANCO ISEPPI

Da Presidente del Touring (nato 120 anni fa come Touring Club Ciclistico) ama la bici come stile di vita, espressione di un turismo responsabile e rispettoso della natura. Docente alla Cattolica di Milano è stato per diversi anni dirigente Rai e ideatore di numerosi programmi televisivi.

 

A seguire il saluto scritto da Alfredo Martini pochi giorni prima della sua scomparsa

 

VAI VINCENZO !

Più politico o sportivo? Secondo il mio concetto egli considerò come prima cosa l’unità d’Italia, non avrebbe avuto senso far disputare un giro d’Italia senza che fosse legato alla compattezza da sud a nord.

La riconoscenza che noi dobbiamo al grande Vincenzo è quella della sua capacità volta verso la responsabilità pubblica; egli era capace di girare l’Italia in lungo ed in largo prendendo contatto con gli uffici politico amministrativi del nostro paese; lo ricordiamo in una riunione consiliare di  Agrigento alle 10,30 del mattino e nello stesso giorno, all’ultima scampanellata del consiglio comunale di Varese. Ma la sua bravura, la si riscontra nel sedare lo sciopero degli operai della Piaggio a Finale Ligure durante una Milano San Remo.

Quante volte ha dovuto intervenire per sbloccare situazioni analoghe, e quante volte ebbe ad alzarsi alle due di notte perché egli era stato portato a conoscenza di una galleria buia, nella zona della Gardesana, e si trattava solo di alcune lampadine fulminate. Oggi siamo qui per ricordarlo in tutti i suoi meriti; non avrebbe dignità, senso un giro così importante se non fosse legato a doppio filo con il crescere del nostro Paese. Vai Vincenzo, i grandi vincitori si chiamano come te, vedi Nibali.

Alfredo Martini

Il Premio internazionale “Vincenzo Torriani”(per oltre quarant’anni organizzatore del Giro d’Italia e delle altre corse della Gazzetta dello Sport) è nato nel 1998 su iniziativa dell’Associazione “Aldo ed Emilio De Martino” ed è portato avanti dal 2003 per volontà dei figli.

Il Premio è coordinato dalla OT Organizzazione con il patrocinio e il contributo del Comune di Forte dei Marmi  oltre ai patrocini della Gazzetta dello Sport, della F.C.I. e del CONI. Sponsor dell’evento Diavolina (Facco Spa), partner Farina Vini e Marr ristorazione. Con la collaborazione tecnica e organizzativa della Ciclistica Forte dei Marmi.

L’ingresso alla serata sarà libero (www.premiotorriani.it).

Per informazioni e albo d’oro www.premiotorriani.it.

Ufficio stampa  – Demetrio Brandi  tel.335 6141086 – 0584 961169 debrand@tin.it 

 

 

sabato
Ago 30,2014

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Venerdì  29 Agosto, a partire dalle ore 19,00,  si rinnovano gli “Approdi Culturali a Torre Salsa – Conversazioni letterarie e oltre” promosso dall’Associazione Top Stage. L’evento avrà luogo nella splendida riserva naturale Torre Salsa di Siculiana, presso la terrazza sul mare dell’Associazione “Contadini di Torre Salsa” in collaborazione con in WWF (Ente gestore della riserva)  e con il patrocinio dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente. Sarà proprio l’Assessore Mariarita Sgarlata ad inaugurare la manifestazione.

La direzione artistica è di Peppe Zambito: “Gli Approdi Culturali richiamano l’identità della Sicilia per valorizzarla e divulgarla, il sodalizio dei valori universali di civiltà e cultura, che si aprono in un orizzonte europeo e internazionale. La Sicilia terra di transito, ma anche centro propulsore di idee del Mediterraneo. IL 29 agosto” continua Peppe Zambito “come anche lo scorso anno, realizzeremo ancora un’altra tela. Con nuovi segni, tracceremo altri passaggi. Le varie forme espressive torneranno a incontrarsi: letteratura, musica, pittura, danza. Nella ricerca di contaminazione che non fa paura, ma che aiuta a condividere la bellezza di un luogo: Torre Salsa.”

 

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Lo spazio musicale è curato da Piera Lo Leggio e prevede l’esibizione degli“Ncurunati” con brani tratti dallo spettacolo “Alma di Sicilia”. Tra gli ospiti il giornalista di SKY TG 24, Fulvio Viviano, che presenterà il suo libro “Come la mentos nella coca-cola”. Con lui converseranno le scrittrici Anna Burgio e Daniela Gambino, insieme all’attore Gaetano Aronica.

La“Galleria sul mare” sarà animata da mostre fotografiche e pittoriche.

Previsti anche momenti di danza e degustazioni di prodotti tipici.

 

Per informazioni e conferme:

tel. 3381260546

e-mail.: Associazionetopstage@gmail.com

 

giovedì
Ago 28,2014

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VENERDI’ 29 AGOSTO AL PALAZZO REALE DI NAPOLI FINO ALLE 22.00

Riscopriamo il Palazzo di sera

 

 In occasione dell’apertura del Venerdì fino alle 22.00 del Palazzo Reale di Napoli

Incontro in SALA DAI

alle 20 e 30 del 29 agosto

    per una presentazione del Museo

 

 

Sala Dai (Sala didattica di accessibilità universale)

Luglio 2014: boom per i musei.

giovedì
Ago 7,2014

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“Musei, boom presenze e incassi a luglio”. Questo il titolo dell’Ansa diramata il 2 agosto scorso, che con sensazionalismo è stata ripresa da non poche testate giornalistiche. Le cifre della cultura in questo luglio 2014 sono senza dubbio positive: un incremento del 10,7% dei visitatori paganti e del 7,6% degli ingressi gratuiti. E che dire degli incassi? 12,1 milioni di euro contro gli 11,4 milioni del luglio 2013, per un aumento del 10,6%.

Il nesso causale appare evidente e l’acclamazione è istantanea: è merito indiscusso dell’intervento riformatorio attuato dal Ministro della Cultura Franceschini. Entrata in vigore il 1° luglio, in effetti, la riforma ha rimodulato gli orari e le tariffe dei musei italiani: aperture prolungate il venerdì, la prima domenica del mese gratuita e ingresso gratuito per i soli minorenni, laddove per i giovani di età compresa tra i 18 e 25 anni sono previsti sconti e per gli over 65 la reintroduzione del biglietto intero.

E se Franceschini dichiara soddisfatto: “è un successo oltre le aspettative”, prima di parlare di successo sarebbe bene leggere con maggiore attenzione questi dati e combinarli con alcuni trend congiunturali che ne hanno influenzato l’andamento.

Guardando alle presenze, in particolare, è intuitivo constatare che un importante contributo all’incremento delle visite è venuto dal clima di incertezza economica e metereologica che hanno caratterizzato questo luglio 2014. Se la crisi aveva già inciso sulle vacanze degli italiani, contingentandone la spesa media pro capite, che come stimato da Assoviaggi oscillerà tra i 600 e i 900 euro, ovvero spingendo molti italiani a rimanere in città e a guardare ad alternative di ricreazione meno dispendiose, il maltempo ha dato il colpo di grazia se lo si guarda dalla prospettiva degli operatori turistici. I dati dell’Isac-Cnr di Bologna parlano chiaro: nel mese di luglio 2014 si sono registrate temperature inferiori alla media e precipitazioni di gran lunga superiori alla norma – più 73% rispetto alle precipitazioni medie di luglio sul periodo 1971-2000, convenzionalmente assunto come periodo di riferimento. Dati negativi, che hanno tuttavia determinato un ben più roseo scenario per le istituzioni culturali.

E veniamo al punto successivo: gli incassi. L’incremento degli incassi del 10,6%, ovvero pari a 700 mila euro circa, è imputabile in principal modo alla soppressione degli ingressi gratuiti per gli over 65, gratuità che era estesa non soltanto ai cittadini italiani, ma anche a tutti quelli dell’area europea.

Il turista culturale straniero di età superiore ai 65 anni sembra, dunque, essere l’obiettivo su cui puntare per rimpinguare le casse dei musei italiani, non trascurando giustamente l’elevata capacità di spesa di questo target. Ma è possibile dire altrettanto al livello interno? Vi sono dati che indagano i consumi culturali della popolazione italiana over 65 che lasciano presupporre che sia un target capace di sostenere autonomamente la spesa d’ingresso ai musei? O la reintroduzione del biglietto a pagamento che di certo non andrà ad intaccare il diritto alla cultura di chi dispone di un reddito elevato finirà a lungo andare con il ripercuotersi sulla popolazione anziana?
Ma più probabilmente saranno solo pensieri di mezz’estate e se potete abbiate pazienza!

 

Stefano Monti

mercoledì
Ago 6,2014

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto)  – Martedì  5 agosto u.s. componenti del gruppo di “Letteratitudini”, tra cui Laura Sciorio, Felicetta Montella, Matilde Maisto da Cancello ed Arnone e Raffaele Raimondo, Lella Esposito, Francesca Raimondo e Raffaele Petrillo da Grazzanise si sono dati appuntamento a Santa Maria Capua Vetere presso l’Anfiteatro campano per assistere allo spettacolo “Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra” da Virgilio, Ovidio e Marlowe, con Viviana Altieri, Nadia Kibout, Giulia Innocenti, nella drammaturgia e la regia di Matteo Tarasco. Scene e luci a cura di Matteo Tarasco, costumi di Chiara Aversano.

 

A fare da sfondo allo spettacolo la splendida cornice dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, in affascinante conclusione della rassegna “Teatri di Pietra”.

L’originale allestimento, presentato da Arte e Spettacolo Domovoj in collaborazione con Teatro Argot Studio e Dominio Pubblico, chiude, infatti, il ciclo di appuntamenti programmati nei suggestivi siti archeologici partenopei, per la rassegna Teatri di Pietra in Campania 2014, rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, ideata da CapuaAntica Festival  con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici, sotto l’egida del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Campania.

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Lo spettacolo inizia con una densa nuvola di fumo che traghetta il pubblico nell’opaco viaggio per l’Averno di Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra. Nell’oscurità della nebbia spettrale appaiono tre figure sinuose, dalle linee morbide, i tratti femminili, vestite di lacrime di sangue essiccate in una ragnatela cremisi, che afferma la loro condanna al mondo dell’aldilà. Sono le tre anime guida dello spettacolo.

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Il  regista Matteo Tarasco, attraverso un dramma delle ambientazioni seducenti, i toni solenni, con scenografie e costumi semplici, prova a rievocare le sensazioni e le emozioni di un’epopea fantasmagorica. Riscopre i meandri più segreti che questa storia immortale offre, evidenziandone la figura del grande Enea, di cui, in questa nostra epoca priva di eroi, è rimasta l’ombra.

Lo spettacolo racconta il mito di Enea, dalla caduta di Troia sino allo sbarco sulle coste italiche, attraverso la testimonianza delle donne che lo hanno incontrato, amato e rinnegato: la moglie Creusa, l’amante Didone, la Sibilla Cumana e la madre Venere.

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Travolgenti le tre donne sul palco:

Creusa, detta Euridice nella tradizione più antica, era figlia di Priamo e di Ecuba, nonché sorella di Ettore, Paride, Laodice, Cassandra e Polissena. In seguito, Creusa sposò il cugino Enea, figlio di Anchise, da cui ebbe un figlio, Ascanio, e forse una figlia, Etia. Creusa si smarrisce la notte della caduta di Troia. Enea riempì di richiami le strade per ricercare la moglie quando scorse il suo fantasma. L’eroe tacque per l’orrore, i capelli irti sul capo. Creusa parlò ribadendo che gli dèi avevano voluto che essa non seguisse il marito nei suoi viaggi ma fosse assunta in cielo per servire Cibele, la Grande Madre. In un estremo, toccante addio, l’ombra della donna ripone in Enea il suo amore per il figlioletto Ascanio. Enea protende gemendo le braccia per abbracciare il collo di Creusa, ma per tre volte egli stringe aria, e il fantasma si dissolve come un soffio di vento.

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Didone, sotto l’influenza della sorella Anna e di Venere e Giunone, Didone si innamora di Enea giunto naufrago a Cartagine con il suo popolo (I e IV libro dell’Eneide). È a lei che l’eroe troiano racconta le vicende vissute a partire dalla fine di Troia). La Fama diffonde fino a Iarba, re dei Getuli, notizie del loro amore, che era stato consumato in una grotta; Iarba invoca suo padre Giove Ammone, perché fermi il “Paride effeminato” che insidia la regina, o piuttosto le sue mire su Cartagine. Tramite Mercurio, Giove impone la nuova partenza all’eroe troiano, che lascia Didone dopo un ultimo terribile incontro, in cui lei lo maledice e prevede eterna inimicizia tra i popoli (inimicizia che infatti porterà secondo Virgilio alle Guerre Puniche tra Roma e Cartagine). Poi, sviata Anna e la nutrice Barce con delle scuse, disperata si uccide con la stessa spada che Enea le aveva donato, gettandosi poi nel fuoco di una pira sacrificale. Enea incontrerà poi di nuovo la regina nell’Ade, nel bosco del pianto (VI libro), e manifesterà sincero dolore per la sua repentina fine, non meno, forse, che immutata incapacità di comprenderne e ricambiarne l’amore e la dedizione; ma l’ombra di Didone non lo guarderà neppure negli occhi e resterà gelida, rifugiandosi poi dal marito Sicheo, con cui si era ricongiunta nell’oltretomba (…coniunx ubi pristinus illi / respondet curis aequatque Sychaeus amorem). Il silenzio finale di Didone è, secondo Eliot, un riflesso del senso di impossibilità di amare dello stesso Enea, schiavo del fato.

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Sibilla Cumana Il titolo di Sibilla Cumana era detenuto dalla somma sacerdotessa dell’oracolo di Apollo. Ella svolgeva la sua attività oracolare nei pressi del Lago d’Averno, in una caverna conosciuta come l'”Antro della Sibilla” dove la sacerdotessa, ispirata dalla divinità, trascriveva in esametri i suoi vaticini su foglie di palma le quali, alla fine della predizione, erano mischiate dai venti provenienti dalle cento aperture dell’antro, rendendo i vaticini “sibillini”. La sua importanza era nel mondo italico pari a quella del celebre oracolo di Apollo di Delfi in Grecia. Tali Sibille erano giovani vergini che svolgevano attività mantica in uno stato di trance. Nel libro VI dell’Eneide, la Sibilla Cumana ha la doppia funzione di veggente e di guida di Enea nell’oltretomba e la presentazione dell’oracoloè accompagnata dal cupo ritratto dei luoghi in cui vive e che formano un tutt’uno a suggerire un’immagine di paura ma allo stesso tempo di mistero.

Per concludere, uno spettacolo bello, interessante e culturalmente edificante. Letteratitudini anche in questa uscita estiva ha mantenuto inalterati i suoi canoni culturali e sociali.

Matilde Maisto

 

 

 

 

martedì
Ago 5,2014

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di Domenico Logozzo *

 

 

GIOIOSA JONICA (Reggio Calabria) – Da alunno delle elementari di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria, a docente d’italiano tra i più apprezzati negli  Stati Uniti. Giuseppe  Tassone  insegna nella Seattle University e nell’ “University  of  Washington”, università pubblica fondata nel 1861 a Seattle, nello stato di Washington.  E’ la più grande del Nord-Ovest americano ed una delle università più antiche della West Coast. Il prof. Tassone ha compiuto tutti gli studi in Italia: elementrari a Gioiosa Jonica, liceo a Locri, università a Siena. Poi  la scelta americana.

 

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Quando e perché ha deciso di andar via dall’Italia?

Risiedo stabilmente negli Stati Uniti  dagli inizi degli anni Novanta. Prima della globalizzazione!  Le motivazioni sono legate a circostanze personali e dal desiderio di ampliare i miei orizzonti e voglia di conoscere il mondo.  Prima di allora ho soggiornato per brevi periodi a Seattle e sono stato colpito dalla qualità della vita, dall’onestà e operosità delle persone, dal loro senso civico e dal forte rispetto dell’ambiente e degli altri.  Sono tutte cose che andavo cercando e sono riuscito a trovarli in questa città progressista”.

     

Prof. Tassone, qual è la differenza che ha riscontrato tra l’ordinamento universitario italiano e quello americano?

“Una delle differenze è che l’ordinamento universitario americano è strutturato in maniera tale che la maggioranza degli studenti completano il loro ciclo di studi nel corso di quattro anni.  Il fenomeno dei fuori corso non è comune.  Alla fine del quarto anno viene conseguita la laurea chiamata Bachelor of Arts per le discipline umanistiche e Bachelor of Sciences per le discipline scientifiche.  Una volta conseguita la  BA, una buona percentuale di studenti continuano gli studi per altri due anni per conseguire il Master.  Le università americane diversamente da quelle italiane hanno un loro campus, sono ben attrezzate e molti studenti alloggiano all’interno delle università.  Le tasse di iscrizione sono molto elevate comparate a quelle italiane ma esistono forme di sostegno sia governativo che da parte di fondazioni privati.  Studenti bisognosi e meritevoli possono ottenere borse di studio anche per coprire l’intera durate dei loro studi.  Inoltre agli studenti vengono offerte delle posizioni lavorative all’interno dell’università per aiutarli con i costi”.

E il  rapporto docenti-studenti?

“Nella mia esperienza personale devo dire che il rapporto con gli studenti è molto stretto e gli studenti vengono seguiti giornalmente nel loro percorso di studi. Le nuove tecnologie come la piattaforma online e le email rendono ancora più efficiente il rapporto docenti-studenti e la trasmissione di materiale. Rispetto all’Italia si è meno formali e forse più disponibili”. 

 

Lei viene da una famiglia che ha dato tanto alla scuola. In Calabria , sua madre Maria Antonia Zappia  e   suo padre Rocco Tassone, hanno fatto crescere culturalmente  molte   generazioni . Quanto hanno  inciso  i suoi genitori nelle sue scelte di studio e nel suo modo di rapportarsi con gli studenti?

“Ricordo  quando ero bambino  che guardavo le foto di classe in bianco in nero di mio padre accerchiato da scolaretti con il grembiule e fiocchetto. Ascoltavo le storie dei primi anni di carriera, in paesi dell’entroterra calabrese tra persone svantaggiate e povere.  Quelle foto e quelle storie mi hanno sempre affascinato e forse già da allora sognavo che un giorno avrei voluto lavorare nel mondo della scuola.  Senza dubbio i miei genitori mi hanno insegnato tre cose fondamentali: la dignità, la coerenza e l’umiltà”.

 

In questi ultimi anni è  aumentato notevolmente  il numero dei brillanti cervelli italiani che sono costretti ad andare all’estero per affermarsi. C’è la possibilità di fermare questo costante esodo dei docenti e dei ricercatori italiani verso altri Paesi ?

“Le posso  dire che i giovani assistenti che ogni anno decidono di fare programma di Master alla University of Washington a Seattle mi confidano il loro disamore verso le istituzioni accademiche italiane e la voglia, se è possibile, di non rientrare.  Frequentemente ricevo email e curriculum vitae di giovani laureati in cerca di lavoro interessati a trasferirsi all’estero”.

 

Quali dovrebbero essere a suo giudizio i provvedimenti più immediati da prendere?

“Purtroppo non credo a provvedimenti immediati o gesti simbolici, sia in questo che in altri campi. Sono necessari cambiamenti radicali che cominciano dall’infanzia mirati ad infondere un nuovo senso civico.  Chi ha la fortuna di vedere la realtà  dall’esterno, capisce bene che certe cose non vanno  bene o sono inaccettabili, il problema è che quando si vive invece giorno per giorno nel Paese  in cui si è nati ci si trova spesso a essere fautori e profittatori delle cose che si criticano. Per questo preferisco promuovere l’Italia e parlarne più che ritornarci a viverci”.

 

E infatti il prof. Tassone è molto impegnato nel lavoro di promozione  dell’Italia. Il cinema, l’economia, la produzione culturale. Conferenze in tante parti degli Stati Uniti. E’ l’autore di due libri per imparare l’italiano attraverso il cinema: Ricordati di me Buongiorno Notte, entrambi pubblicati da “Edizioni Farinelli, New York”. Mentre ha appena pubblicato  un altro libro, un vero e proprio manuale di  lingua italiana  per chi ha interessi  economici con il nostro Paese.  Si intitola   “Un Buon Affare – Italian for Business“ (   Editoria R. Pullins Co.). 

 

“La motivazione principale per la quale ho scritto un manuale di Italiano per affari  – ci spiega il prof. Tassone – trae origine dal  desiderio di offrire qualcosa di innovativo nel campo della pedagogia della lingua. E poi  ho constatato che  contrariamente  a quanto accade per altre lingue, come lo spagnolo, il francese e il cinese, nel mercato americano non sono attualmente disponibili testi soddisfacenti per l’insegnamento di corsi di italiano per affari”. E  sottolinea: “E’ rivolto a studenti che hanno interesse ad approfondire la loro conoscenza dell’italiano nel mondo dell’economia e dell’impresa.  Inoltre il libro è diretto a soggetti che intrattengono rapporti economici con l’Italia o hanno intenzione di investire o lavorare nel Paese e hanno necessità di utilizzare l’italiano con la loro controparte italiana”. 

 

Un  valido contributo  per  invogliare gli americani a  rafforzare  i rapporti con il mondo imprenditoriale italiano anche attraverso la migliore  conoscenza  della lingua. Una novità che merita molta attenzione. Ritiene che il libro raggiungerà effettivamente l’obiettivo che lei si è prefisso ?

La mia esperienza ventennale nell’insegnamento della lingua italiana nelle università americane mi rende ottimista nel fatto che il libro avrà la dovuta attenzione.  Credo che i dipartimenti di italiano abbiano la necessità di diversificare la loro offerta e il testo può essere utile per la promozione di corsi di contenuto diversi da quelli consueti di letteratura, cinema o storia.  Sento inoltre che il tema possa essere di grande interesse per gli studenti visto che il contenuto spazia dal sistema politico e amministrativo italiano in relazione anche all’Europa, ai principi di economia, al mondo delle imprese e al Made in Italy e che contenga anche aspetti pratici come il colloquio di lavoro, la scrittura di un curriculum vitae e di un business plan.  A fine di ogni capitolo ci sono delle attività accattivanti legate alla visione di un film quali Benvenuti al Sud di Luca Miniero, ll Gioiellino di Andrea Molaioli e L’Industriale di Giuliano Montaldo”.

 

Giuseppe Tassone è  direttore del Programma di lingua italiana della Dante Alighieri Society di Washington e  il coordinatore di Seattle per il test di competenza linguistica PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri). L’attestato  rilasciato dalla Società Dante Alighieri  di Roma, è   riconosciuto dal Ministero italiano della Pubblica Istruzione, dal Ministero degli Affari Esteri  e dal  Ministero del Lavoro,  con l’approvazione scientifica dell’Università “La Sapienza”. Tassone  è  membro dell’ ACFTL , l’Associazione Americana degli Insegnanti di italiano. Un impegno a tutto campo. Con l’Italia ha mantenuto solidi rapporti. Ha realizzato  importanti progetti di  vacanze studio per gli universitari   americani, che sono molto interessati all’Italia.

 

Quello che i giovani americani maggiormente apprezzano – rileva – è il soggiorno con le famiglie italiane.  In un nostro programma, gli studenti studiano a Roma e poi trascorrono la seconda parte del loro studio a Rogliano in Calabria presso le famiglie del luogo.  Il rapporto che si instaura con la loro famiglia italiana è la parte che gli rimane più a cuore”. Lo scambio culturale con l’importante centro della provincia di Cosenza  si è ripetuto anche quest’anno. Ottava edizione che dà proficuamente seguito al progetto “Italian Studes Program in Italy” promosso dal Dipartimento di Italianistica della University of Washigton di Seattle e dall’Amministrazione comunale di Rogliano. Con giusto orgoglio  il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, dichiara: “E’ un’iniziativa, unica in Calabria, che per la nostra terra vale senz’altro più di tante campagne pubblicitarie. Per Rogliano è una grande occasione di interscambio e di crescita culturale. Il merito dell’Amministrazione comunale è quello di aver creduto in questo progetto intessendo rapporti di collaborazione con una delle più importanti università americane”.

 

Il prof.Tassone  è molto legato a Gioiosa Jonica. Alcuni anni fa ha fatto conoscere il suo paese agli studenti americani. Sappiamo che  mantiene alto il ricordo delle tradizioni religiose e torna spesso ad agosto in Calabria per assistere alla processione di San Rocco. Sette anni fa, quando ci siamo incontrati a Seattle, nel suo  studio dell’University of Washigton, appeso al muro c’era un quadretto con l’immagine di San Rocco, Patrono di Gioiosa Jonica. Dal paesino della Calabria alla Capitale dello Stato di Washington. “Sì, San Rocco è sempre là tra i libri a ricordare il paese in cui sono cresciuto, l’infanzia e la magia di quella festa con il ballo popolare sotto il sole battente dell’ultima domenica di agosto”. 

 

Lei ha seguito le recenti vicende delle processioni “condizionate” in Calabria  dalla criminalità organizzata? 

“Credo che ognuno di noi viva queste tradizioni religiose in modo diverso.  Quando penso alla festa di San Rocco mi vengono in mente tra le altre cose Alfonso di Nola che tanto ha studiato le tradizioni religiose popolari italiane ma anche l’esperienza della Comunità Cristiana di Base San Rocco, che già negli anni settanta denunciava gli stessi episodi riportati dai giornali oggi. Alfonso di Nola scriveva “ Corso e chiesa erano, come in tutti i paesi del Sud, i poli intorno ai quali fluiva il vivere, e l’uomo si sapeva riconoscere nei suoni delle botteghe dei maniscalchi e nel tintinnio delle bottiglie degli osti e nelle tracce del profumo caldo dei forni, e le donne affidavano i segni domestici delle giornate al richiamo dei campanili”.

 

Ora nella Diocesi di Locri-Gerace   c’è un nuovo vescovo, mons. Francesco Oliva,  voluto da Papa Francesco. E’ stato accolto con grande calore. Molte le speranze di cambiamento.  Mons. Oliva sulle orme di Francesco, ha parlato in modo diretto: “Non mi si dica: Abbiamo fatto sempre così. Non c’è bisogno di cambiare. Voglio dirvi con tutta franchezza: la guida ed anima della Chiesa è lo Spirito del Risorto. Lo Spirito è novità, è creatività, è dinamismo, è cambiamento interiore, è slancio di vita; non gode dei tradizionalismi sterili, che non dicono più niente, del protagonismo fine a se stesso. E’ negazione dello Spirito del Risorto non creare unità tra la vita di ogni giorno e la fede che crediamo. E’ eretico dire: la fede è una cosa, la vita di ogni giorno è tutt’altra cosa. La frattura tra fede e vita può portare a giustificare comportamenti delittuosi in nome della fede. E questo è un peccato grave“.

 

Come giudica le parole del vescovo?

“Il nuovo vescovo ripresenta un tema ricorrente negli ultimi anni all’interno della Chiesa che è quello della frattura tra fede e vita.  Da vescovo fa bene a farlo ma in questo non trovo molto di nuovo. Mi ricorda uno striscione che la “Comunità Cristiana di Base San Rocco”  affisse nella chiesa di San Rocco a Gioiosa Jonica nel 1975 e non ho mai dimenticato, anche se avevo undici o dodici anni:  Non voglio riti e osservanze ma amore, giustizia e fedeltà (Gesù)”. 

 

*già caporedattore del TGR Rai

martedì
Ago 5,2014

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I VINCITORI DEL Premio dell’Editoria Abruzzese

“Città di Roccamorice”

Premio per la Cultura allo storico Raffaele Colapietra e Premio di merito a 5 Personalità

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ROCCAMORICE (Pescara) – Lo splendido scenario naturale e architettonico di Roccamorice, un borgo gioiello ai contrafforti della Majella, la montagna madre dell’Abruzzo imperlata di eremi dove si respira la secolare spiritualità del monaco Pietro del Morrone, poi diventato papa Celestino V, ha fatto da cornice alle manifestazioni della seconda edizione del Premio dell’Editoria Abruzzese “Città di Roccamorice” 2014, tenutesi il 2 e 3 agosto presso la Sala Teatrale Comunale “Don Donato Bianco”. La serata di sabato gli Autori hanno parlato delle loro opere, i componenti della Giuria e il pubblico hanno potuto conversare con loro, risultando dall’incontro assai interessanti spigolature e spunti di riflessione. Una formula davvero singolare, quella adottata dall’Associazione degli Editori Abruzzesi e dalla Municipalità, che tende a coinvolgere fortemente gli Autori con l’incanto del luogo e con la sua gente, con le emozioni che si percepiscono dal vivo. Domenica 3 agosto è maturata la decisione della Giuria sulle opere dei già selezionati 3 Autori abruzzesi finalisti per ciascuna sezione del Premio, mentre per gli Autori non abruzzesi, ma pubblicati da editori della regione, il risultato era già stato definito e reso pubblico giorni fa.

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Molto intensa la cerimonia di proclamazione dei vincitori e di premiazione, introdotta da Marco Solfanelli, presidente dell’Associazione Editori Abruzzesi e ben presentata da Elena Costa. Molto partecipato e intenso l’intervento del Sindaco di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio, un appassionato di letteratura e scrittore egli stesso, soddisfatto che la cifra del Premio già alla seconda edizione consolida un risultato molto promettente. Presente alla manifestazione l’assessore regionale all’Ambiente e agli Enti Locali, Mario Mazzocca, che ha confermato l’interesse della Regione per questa interessante iniziativa culturale. Pubblico molto giovane a colmare la sala in ogni ordine di posti, anche in questo un segnale significativo che denota l’interesse delle giovani generazioni verso le buone lettere, quando il percorso di avvicinamento è coinvolgente. Prima di procedere alla proclamazione dei Vincitori, che ha comportato qualche tempo in più per la Giuria per redigere puntuali e argomentate motivazioni per ciascuna opera finalista, sono stati consegnati i Premi Speciali per particolari meriti alle cinque Personalità scelte per l’edizione 2014, con la consegna della Targa d’argento quale «Premio per la promozione e diffusione della cultura e dell’editoria abruzzese».

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Sono stati quindi insigniti del riconoscimento Antimo Amore, giornalista RAI, Enzo Fimiani, direttore della Biblioteca Provinciale «G. D’Annunzio» di Pescara, Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, Mario Pupillo, Sindaco di Lanciano, Tito Vezio Viola, direttore della Biblioteca Civica di Ortona. Il Premio per la Cultura “Città di Roccamorice” 2014, è stato conferito allo storico Raffaele Colapietra, con la motivazione: «Per l’eccezionale profilo di studioso e per il ruolo di coscienza critica della comunità abruzzese assunto negli anni con ineguagliabile autorevolezza e indipendenza di giudizio». La Targa d’argento al prof. Colapietra è stata consegnata all’insigne studioso aquilano dal Sindaco di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio, nella serata di sabato, per via di altro concomitante impegno culturale che attendeva lo storico proprio nel pomeriggio di domenica.

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Questi, dunque, i vincitori del Premio dell’Editoria Abruzzese “Città di Roccamorice” 2014, proclamati con le ampie motivazioni dalla Giuria, che  ha decretato l’affermazione delle seguenti opere nelle tre sezioni del Premio dedicato agli Autori abruzzesi:

Premio per la NARRATIVA ad Arturo Bernava per il romanzo “Scarpette bianche” (Edizioni Solfanelli) Premio per la POESIA a Serena Giannico per la silloge “Chiaro di fiore” (Edizioni Tabula fati” Premio per la SAGGISTICA a  Maria Concetta Nicolai per il saggio “Il calendario dell’alchimista” (Edizioni D’Abruzzo Menabò)

Premiati, inoltre, i seguenti Autori non abruzzesi le cui opere sono state pubblicate da case editrici d’Abruzzo, selezionati dalle opere in concorso nelle sezioni del Premio:

Premio per la narrativa a Rita El Khayat, per il romanzo “Aini, Amore mio. La defigliazione” (Di Felice Edizioni). L’autrice, nata a Rabat, è considerata un’intellettuale tra le più importanti del Marocco e del Maghreb. Scrittrice, psichiatra, antropologa e scienziata, ha pubblicato numerose opere sulla condizione delle donne nel mondo arabo. E’ stata la prima donna giornalista per la Tv marocchina. Ha ritirato il Premio per lei la traduttrice del suo romanzo, Antonella Perlino.

Premio per la SAGGISTICA a Mario Dal Bello, per il saggio “Verdi. Il teatro del dolore” (Edizioni Solfanelli). L’Autore veneto, ma residente a Roma, ha esternato la sua straordinaria meraviglia per la suggestione del luogo, per la bellezza architettonica del borgo e il suo encomiabile decoro, per l’accoglienza degli abitanti. Ne è rimasto intrigato e ne ha tessuto le lodi rivolto al Sindaco, Alessandro D’Ascanio.

Il Premio per la sezione POESIA non è stato assegnato.

Inoltre, riconoscimenti sono stati conferiti agli Autori abruzzesi finalisti nelle tre sezioni del Premio: per la NARRATIVA ad Aldo Mauro Mancinelli, per i racconti “Ista Pista Sista” (Edizioni Tracce) e a Marco Tornar, per il romanzo “Lo splendore dell’aquila nell’oro” (Edizioni Tabula Fati); per la POESIA a Franco Pasquale, per la silloge “L’amore è un contrattempo” (Edizioni Noubs) e Gianni Totaro, per la silloge “Morgana” (Edizioni Tabula Fati);per la SAGGISTICA ad Antonio Bini, per il saggio “Li chiamavano pifferari”(Edizioni D’Abruzzo Menabò) e a Giacomo Carnicelli e Vincenzo Gianforte, per il saggio “Ju Calenne. L’albero del Maggio a Tornimparte” (Edizioni One Group). La serata si è chiusa con la legittima soddisfazione della Municipalità e degli Editori Abruzzesi, per un evento che va crescendo fortemente d’interesse. Ci si augura, per le prossime edizioni, una crescente e convinta partecipazione di tutti gli editori abruzzesi. A suggello finale dell’evento, una rivisitazione de “Il fantasma dell’Opera”, trasposta in musical e rappresentata da Niccolò Pelusi, Dario Ricchizzi, Maria Cristina Solfanelli e Yuri Sablone. Arrivederci alla terza edizione.

 

gopalmer@hotmail.com

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