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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Cultura’ Category

lunedì
Ago 4,2014

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David Riondino

DONATO RENZETTI, DAVID RIONDINO E TERRE DEL SUD L’8 AGOSTO A TORREVECCHIA TEATINA 

PER LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELLA XIV EDIZIONE DEL 

PREMIO INTERNAZIONALE LETTERA D’AMORE

 

TORREVECCHIA TEATINA (Chieti) – Saranno il direttore d’orchestra abruzzese Donato Renzetti e l’attore e showman toscano David Riondino a ricevere quest’anno dalle mani del Sindaco Avv. Katja Baboro il Premio dell’Amore alla carriera in occasione della cerimonia di premiazione del concorso più “passionale” d’Italia, che si svolgerà venerdì 8 agosto in Piazza San Rocco a Torrevecchia Teatina a partire dalle ore 20 e 30.

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Donato Renzetti

 

La XIV edizione del Concorso è stata vinta dalla scrittrice abruzzese Luciana Piccirilli Profenna e da quella campana Giuseppina Paone; ai posti d’onore Ludovica Pasi e Anna Anzellotti (seconde ex aequo),  Lelia Ranalletta e Francesca Prattichizzo (terze ex aequo). La giuria presieduta da Vito Moretti e composta da Massimo Pasqualone, Massimo Pamio, Giuseppina Verdoliva e Claudia Caranfa ha ritenuto di assegnare, per il particolare valore delle loro opere, premi speciali a: Maria D’Alessandro in Vigil (Argentina), presidentessa del Foro Immigracion abruzzese nel paese sudamericano, che verrà da Buenos Aires, Patrizia Di Donato, Angela Di Giacomantonio, Alessia Di Martile, Vincenzina Di Muzio, Antonio Picariello, Kristine Maria Rapino, Matteo Sciubba, mentre ha ritenuto di segnalare come meritevoli i testi di: Valentina Bennato, Alessandro Bianchi, Riccardo Cilli, Assunta Di Cintio, Graziella Fenotti, Flora Alberta Lembo, Giuseppe Lotti, Fantino Mincone, Carlo Palumbo, Susanna Sforza.

Presenterà la serata la giornalista Marina Moretti, attori Giuliana Antenucci e Giancarlo Zappacosta.

Il Maestro Donato Renzetti donerà una lettera d’amore al Museo; David Riondino terrà uno spettacolo parodico sulla poesia d’amore, infine si esibirà il gruppo musicale “Terre del Sud”,  composto da Mimmo Spadano, Cinzia Frattura, Martina e Emanuele Spadano, Marco Pellicciotta, Alessandro Innamorati. Di recente la band abruzzese ha festeggiato i dieci anni di attività,  nel segno del rinnovamento delle canzoni della tradizione.

 

DONATO RENZETTI (abruzzese, di Torino di Sangro, 30 gennaio 1950) è un direttore d’orchestra italiano.

È tra i direttori d’orchestra italiani più affermati nel mondo. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in importanti concorsi internazionali: il “Diapason d’Argento” nel 1975 e nel 1976 al “G.Marinuzzi” di San Remo, l'”Ottorino Respighi” nel 1976 all’Accademia Chigiana di Siena, la medaglia di bronzo nel 1978 al “Primo Concorso E. Ansermet” di Ginevra, nel 1980 è stato nominato all’unanimità vincitore assoluto del “X Concorso Guido Cantelli” del Teatro alla Scala di Milano al Teatro Coccia di Novara.

La sua carriera non ha avuto sosta alternando l’attività sinfonica con produzioni d’Opera Lirica e registrazioni discografiche.

Ha diretto alcune tra le più importanti orchestre del panorama musicale internazionale: la London Sinfonietta, la London Philharmonic, la Philarmonia di Londra, l’English Chamber Orchestra, la RIAS di Berlino, l’Orchestra di Stato Ungherese, la Filarmonia di Tokyo, la Filarmonica di Buenos Aires, l’Orchestra della Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, la Dallas Symphony, la BRT di Bruxelles, l’Orchestre National du Capitol de Toulouse, l’Orchestre National de Lille e la National del Lyon, la Zeeland Symphony, l’Orchestra della RAI di Milano, Torino, Roma e l’Orchestra Scarlatti di Napoli, l’Orchestra Sinfonica di Bilbao

È stato invitato nei principali Teatri Lirici del mondo: Opera di ParigiCovent Garden di Londra, Grand Theatre de Ginevra, Staatsoper di Monaco, Capitol de Toulouse, Carnegie Hall e Metropolitan di New York, Lyric Opera di Chicago, Opera di Dallas, San Francisco Opera, Teatro Colon di Buenos Aires, Teatro Bunka di Tokyo, Teatro Megaron di Atene, Teatro alla Scala di Milano e tutti i maggiori teatri italiani; è stato ospite nei Festivals di Glyndebourne, di Spoleto, di Pesaro e al Festival Verdi di Parma. Nel 1987 ha diretto la prima assoluta dell’opera “Aida” a Luxor con i complessi artistici dell’Arena di Verona.

Dal 1982 al 1987 è stato Direttore Principale dell’Opera dell’Orchestra Internazionale Italiana, dal 1987 al 1992 Direttore Principale dell’Orchestra Regionale Toscana, dal 1993 al 2001 Direttore Principale dell’Orchestra Stabile di Bergamo. Dal 2004 al 2007 è stato Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica Portoghese. Nel 2007 è stato nominato Direttore Artistico e Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana.

Ha inciso per Philips, Frequenz, Fonit Cetra, Nuova Era e Dynamic CD con musiche di Mozart, Tchaikovsky, Simone Mayr e Ouverture rare ed inedite di Schubert e Cherubini; nel campo operistico l'”Attila”, “Il Signor Bruschino”, “La Cambiale di Matrimonio”, “La Favorite”; DVD delle Opere “Fille du Regiment” al Teatro alla Scala di Milano, “La Cenerentola” al Festival di Glyndebourne, “La Gioconda”all’Arena di Verona, “L’Italiana in Algeri” al Festival di Pesaro. Il disco “Manfred” di Schuman, registrato con l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala, ha vinto il “XIX Premio della Critica Discografica Italiana”.

Dal 1987 è docente di Direzione d’Orchestra per il Corso Triennale di Alto Perfezionamento all’Accademia Musicale Pescarese, scoprendo talenti di nuove generazioni tra cui: Massimo ZanettiGianandrea Noseda, Daniele Agiman, Pietro MianitiStefano Miceli, Michele Mariotti, Dario Lucantoni, Andrea Di Mele, Massimiliano Caldi, Antonino Manuli.

Nel 2002 il Collegio dei Ragionieri di Lanciano in Abruzzo gli ha conferito il “Premio Frentano d’Oro” per i meriti artistici ottenuti in Italia e all’estero. l’Associazione Amici della Lirica dell’Opera Festival di Pesaro lo ha onorato con l’assegnazione del “Premio Rossini d’Oro 2006”. Nel 2009 il XXVI “Premio Luigi Illica” ed il Premio “Carloni” della Barattelli dell’Aquila.

DAVID RIONDINO

Toscano, classe 1952, ha lavorato dieci anni a Firenze alla Biblioteca Nazionale.

Artisticamente nasce con la generazione dei cantautori degli anni Settanta: pubblica dischi e compone canzoni in quegli anni abbastanza conosciute, come “La canzone dei piedi” e “Ci ho un rapporto”.

Giovanissimo (1975) debutta al teatro Zelig di Milano e comincia un percorso professionale che lo porta ad esplorare quasi tutte le forme di comunicazione.

Nella musica comincia con un’opera prima passata quasi inosservata alla fine degli anni Settanta, un album serioso come “Boulevard ”, quel “Tango dei miracoli ” ormai introvabile, uscito solo in edicola con illustrazioni di Milo Manara, e poi “Racconti picareschi” (1989), “ Non svegliate l’amore ” (1991), “Temporale” (1994), “Quando vengono le ballerine ” (1995). Partecipa a Sanremo in coppia con Sabina Guzzanti con la canzone “ Troppo sole ” (1995).  Collabora come verseggiatore satirico a riviste ormai storiche come “Tango”, “Il male”, “Cuore ”, nonché a “ Comix ” e “ Manifesto ”.  Nel cinema dopo “Kamikazen(1987) con Paolo Rossi, è la volta di “Cavalli si nasce” (1989), esordio cinematografico del disegnatore Sergio Staino; La sua prima regia del 1997 è “Cuba Libre” (1997), realizzato in collaborazione con la scuola di cinematografia dell’Avana.

Singolare anche la sua attività in televisione dove partecipa ad alcune delle trasmissioni televisive tra le più interessanti e innovative della recente storia della televisione come Lupo solitario, Fuori orario, Aperto per ferie, L’araba fenice, fino al personaggio che più gli dà popolarità presso il pubblico del piccolo schermo, quel Joao Mesquinho, cantautore brasiliano inventato per il “ Maurizio Costa nzo Show”; nel 2000 e 2001 partecipa al cast della trasmissione di Fabio Fazio “Quelli che il Calcio”. Nel 2002 partecipa alla trasmissione “ Velisti per caso”, navigando per un mese con Patrizio Roversi nella barca Adriatica. Nel 2003 partecipa alla fortunata trasmissione di Rai 2 “ Bulldozer ”, condotta da Dario Vergassola e Federica Panicucci. Nel 2005 “Una poltrona per due” per LA 7. Sfuggito grazie alla sua poliedricità ai più comuni cliché artistici, definisce l’intellettuale “una persona fisica, che comunica, che partecipa, che sa trasformare la sua esperienza in qualcosa che serva anche agli altri, che non trasforma il sapere in potere, che ha un’idea sentimentale del comunicare” ed è alla ricerca di un nuovo linguaggio, “la perfetta commistione tra musica, scrittura e disegno”. In questo percorso all’insegna della trasversalità Riondino ha incontrato “A tutto volume ”, il programma di libri delle reti Fininvest (1992/93/94), che ha fatto dell’alternanza di ritmi e di linguaggi, della fusione tra diversi piani di comunicazione (narrativo, visivo, musicale) la sua arma vincente. Per la Radio “Il Dottor Djembe – via dal solito tam tam– con Stefano Bollani, divagazioni musicali e altro, da cui è stato tratto anche un libro, “Lo Zibaldone del Dottor Djembe”, sofisticato, irriverente, surreale.  Il teatro resta comunque la sua attività principale. La sua attività teatrale parte dal “Romanzo Picaresco” (1989) all’esperienza con Paolo Rossi in “Chiamatemi Kowalski ” e “La commedia da due lire” (1990), per continuare con “Paesaggi dopo la battaglia ” (1991), “Seminario sulla verità” (1992), “O patria mia ” (1993/94) con la regia di Giuseppe Bertolucci e la partecipazione di Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania; “Solo con un piazzato bianco” (1996) recital di e con David Riondino. Gli ultimi spettacoli realizzati da Riondino rappresentano sempre di più la scelta di un teatro all’insegna della commistione di generi fra poesia, satira, testi classici più o meno noti e musica dal vivo (eseguita anche con complessi bandistici o gruppi di strumentisti jazz o classici): possiamo citare tra questi il “Trombettiere di Custer ”, con Antonio Catania Enrico Rava e Stefano Bollani, “l’Inferno” prodotto da Magazzini con Sandro Lombardi, “La buona novella ” di Fabrizio De Andrè, o ancora “Il poema di Garibaldi” dall’autobiografia in versi di Giuseppe Garibaldi. Le ultime fatiche sempre all’insegna della commistione di generi sono lo spettacolo “Dedicato a Ernesto Ragazzoni”, con letture del poeta e “Il Pittore e la Modella”, spettacolo –conferenza con David Riondino e Milo Manara, con i disegni di Manara proiettati in grande schermo, l’operina “La cantata dei pastori immobili” insieme a Stefano Bollani e il recital “Fermata provvisoria”. Dal 1999 si occupa di progetti speciali con i corpi bandistici allestendo alcuni spettacoli di interesse nazionale come “La buona novella” di Fabrizio De Andrè, “Il Corsaro Nero” di Verne, “poema di Garibaldi” da realizzarsi insieme alla banda dei vari luoghi in cui si allestisce lo spettacolo. E’ su questa linea di incontro tra generi e artisti di diverse provenienze che si sviluppa anche la sua attività di direttore e consulente artistico. Dalla Stagione 1999-2000 è consulente artistico del Teatro degli Illuminati di Città di Castello, dove cura le stagioni teatrali e gli eventi relativi. Inoltre dal 1997 è il Direttore Artistico della rassegna estiva “ Il Giardino della Poesia ”, rassegna di poesia contemporanea a San Mauro Pascoli e dal 1999 al 2006 è il Direttore Artistico della manifestazione “Festival del Mare” che si svolge in varie località della riviera romagnola. Dal 2003 è direttore artistico del “ Teatro all’improvviso” presso il Teatro delle Rocce di Gavorrano. Sempre dal 2003 è direttore artistico del “Fossombrone teatro Festival”. Dal 2006 è Direttore Artistico del Francigena Festival. Sempre dal 2006 fonda “L’Accademia dell’Ottava” progetto che ha come obbiettivo il recupero della tradizione orale toscana. I festival si avvalgono dell’organizzazione della Giano srl società dello Stesso Riondino.

 

Goffredo Palmerini
S.S. 17 bis, 28/a – Paganica
67100 L’AQUILA – Italy
Tel.       +39 0862 68416
Mobile +39 328 6113944
domenica
Ago 3,2014

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Raffaele Raimondo

cronista free lance

E-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it

  

         

In affascinante conclusione della rassegna “Teatri di Pietra”

SANTA MARIA CAPUA VETERE: ‘ENEIDE’ ALL’ANFITEATRO, MARTEDI’ 5 AGOSTO

Per la regìa di Tarasco, una bella rilettura artistica della storia immortale della fondazione della nostra civiltà raccontata “al femminile”

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – All’Anfiteatro Campano andrà in scena, martedì 5 agosto – ore 21,30 – lo spettacolo “Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra” da Virgilio, Ovidio e Marlowe, con Viviana Altieri, Nadia Kibout, Giulia Innocenti, nella drammaturgia e per la regia di Matteo Tarasco. Le scene e le luci del regista stesso, i costumi di Chiara Aversano.  “L’originale allestimento chiude il ciclo di appuntamenti a Santa Maria Capua Vetere, programmati dalla Rassegna Teatri di Pietra in Campania 2014 – rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo – ideata e realizzata da CapuAntica Festival, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, della Città di Santa Maria Capua Vetere, sotto l’egida del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Campania”.

Dalle note di regìa cominciamo a capire (e forse già a pregustare) il creativo ed avvincente percorso che vorrebbe svelare il pur criptico titolo: “Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra”. Dunque seguiamo in breve il filo dell’anticipazione: “Una densa nuvola di fumo traghetta il pubblico nell’opaco viaggio per l’Averno. Nell’oscurità della nebbia spettrale appaiono tre figure sinuose, dalle linee morbide, i tratti femminili, vestite di lacrime di sangue essiccate in una ragnatela cremisi, che ribadisce la loro condanna al mondo dell’aldilà”. In realtà sono le “tre anime-guida” di una stupenda ricostruzione artistica che “racconta il mito di Enea, dalla caduta di Troia sino allo sbarco sulle coste italiche, attraverso la testimonianza delle donne che lo hanno incontrato, amato e rinnegato: la moglie Creusa, l’amante Didone, la Sibilla Cumana”. E, quasi a cementarle divinamente, la madre Venere. Senza dubbio attrae, di per sé, questa complessiva proposta di rilettura “al femminile” delle epiche vicende che condussero il “pius Aeneas” dalla sua città incendiata dagli Achei alle rive del Tevere. La narrazione si snoda in ambientazioni seducenti, con toni solenni nonostante le scenografie ed i costumi semplici, e rievoca le sensazioni e le emozioni di un’epopea remota, inducendo a riscoprire i “meandri più segreti” di una storia immortale e sostanzialmente “evidenziando che del grande Enea, in questa nostra epoca priva di eroi, è rimasta solo l’ombra”. Dichiarata “finalità dello spettacolo è la celebrazione, attraverso lo strumento del teatro e della musica, delle più antiche origini storiche e religiose della nostra tradizione”. Ma c’è di più: la chiave interpretativa scelta da Tarasco in fondo “è una sfida lanciata agli spettatori: una sfida a valicare il confine dello specchio, una sfida a spogliarsi della maschera per offrirsi nudi al cospetto di Verità” tristi o liete e comunque immutabili. Tutto ciò non può che rendere imperdibile l’ultimo step sammaritano dell’edizione 2014 della Rassegna “Teatri di Pietra”. Per il biglietto d’ingresso, euro 12 (intero), euro 10 (ridotto). Info e prenotazioni : numero telefonico verde 800.024.060; e-mail: info@capuanticafestival.it. Prevendite abituali e biglietteria aperta, prima dello spettacolo, presso il meraviglioso sito archeologico.

                                                                                                                                 Raffaele Raimondo

 

 

 

sabato
Ago 2,2014

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ALIFE – Una pubblicazione e uno spettacolo Piromusicale il mix giusto di quest’anno. Sacro e profano si sono uniti in un mix perfetto, portando a risultati straordinari. Si sono conclusi da pochi giorni i festeggiamenti in onore di Sant’Anna che hanno fatto registrare un boom di presenze che ha superato ogni aspettativa. Il segreto è stato la collaborazione di un gruppo di persone che con passione hanno voluto ridare nuova linfa a questa festa. Un programma religioso che si è completato con quello civile dando vita già a partire dal 17 luglio ad un’atmosfera particolare. Ultimo giorno con sorpresa, l’ultimo, il 28 luglio, quando si è assistito alla 1° edizione di un grandioso Spettacolo Piromusicale a cura di “Bruscella Fireworks” di Modugno (Sponsorizzato da “Corrado Autotrasporti”, “Gran caffè Allipharum”, “Celestino Store”, “Bar Cin Cin”, “Paterno Autoricambi”, “Impianti Terracciano”). Momento preceduto da una suggestiva bengalata (vedi foto) lungo la sponda del Torano.

Ma quest’anno una chicca ha impreziosito l’aspetto culturale dell’evento, la pubblicazione di un opuscolo curato da Gianni Parisi e Marialuisa Vessella, realizzato grazie alle sponsorizzazioni di “Corrado Autotrasporti”, “Antonio Ferrazzano Gruppo Mediolanum” e “Impresa Edile Renato Villano”. Si tratta di 31 pagine che oltre a contenere la tradizionale Novena sono uno scrigno che racchiude la vita dei Santi Gioacchino e Anna, interpretazioni pittoriche sul tema di  grandi maestri del passato, numerose e inedite foto del passato, dove si può vedere la struttura architettonica della precedente Chiesa di Santa Caterina, pregevole opera del XV secolo, e quelle straordinarie dei suoi ruderi dopo il disastroso bombardamento aereo dell’ottobre 1943, tratte da fotogrammi del film girato in Alife dal grande regista americano John Huston, all’epoca arruolato dall’Esercito Americano per realizzare filmati sulla guerra in atto.

Serate che hanno visto anche l’esibizionedei “Ditelo voi” direttamente da Made in Sud. “Desidero ringraziare tutti quelli che ci hanno supportato in questa nuova avventura. Nessuno escluso. Un ringraziamento particolare va soprattutto a Gianni Parisi che ha messo a disposizione la sua grande professionalità dando all’evento uno straordinario spessore culturale”. Queste le parole del presidente del Comitato Festeggiamenti, Luca Zarrone, che ha inteso anche ringraziare così i più stretti collaboratori: Giovanni Riccio, Giuseppe Orefice, Antonio Pisaturo, Nevio Mallardo, Silvestro Alfano Piscopo, Raffaella De Nisi, Gianfelice Vetere, Rosanna Forte e il Rettore della Chiesa di Santa Caterina Don Alfonso De Balsi. Ora già si pensa alla prossima edizione con novità in cantiere a partire dalla prossima settimana.

 

Adele Consola

Mail adeleconsola2@gmail.com

sabato
Ago 2,2014

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È in libreria il saggio di Giovanni D’Andrea “La lunga guerra all’ultimo guerriero divino nel Meridione d’Italia: l’Arcangelo Michael”, edito da Guida.Lo si può acquistare presso le librerie Guida e i punti vendita Feltrinelli; online su books.google.it,casalini.itlicosa.comibs.itamazon.cominmondadori.it e altri siti.Si tratta di un’indagine sull’ultimo guerriero alato, l’Arcangelo Michael, e la sua guerra nel Meridione d’Italia, andando tra grotte e ruderi, tra monti e monasteri, tra greci e latini. In questo corposo e qualitativamente rilevante volume, infatti, si ritrovano: l’interpretazione corografica del culto rupestre micaelico e delle sue stratificazioni mitologiche, cultuali, storiche e antropologiche nelle regioni meridionali d’Italia colonizzate dai monaci italo-greci; il legame tra il culto micaelico nelle grotte e il monachesimo italo-greco nel Meridione d’Italia; la sopraffazione operata dai Papi, dalla Chiesa latina e dal monachesimo benedettino sui monaci italo-greci; l’estinzione del culto micaelico come segno della secolare conflittualità tra la Chiesa latina occidentale e la Chiesa greca orientale; gli emblematici e significativi casi nelle regioni meridionali.Un lungo lavoro di ricerca storiografica, frutto di studi su testi multidisciplinari e collaudato con scoperte e ricerche speleologiche personali scaturite dall’esperienza sul campo. Le campagne esplorative e speleo-topografiche in molti siti rupestri e ipogei, come le numerose e solo in parte note cavità cilentane dedicate all’arcangelo Michele, hanno portato l’autore ad analisi e interpretazioni davvero originali, avvertendo la necessità e l’utilità di una sistemazione organica degli stessi, attraverso la redazione di un saggio speleo-storiografico e geografico, condotto con metodo scientifico ma con criteri e intendimenti divulgativi.Il testo rivisita, nei suoi risvolti antropologici, culturali e storici, “un Meridione sempre più sradicato o al massimo artificialmente rinvasato”.

sabato
Ago 2,2014

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ROCCAMORICE (Pescara) – Il 2 Agosto 2014, presso la Sala Teatrale Comunale “Don Donato Bianco” di Roccamorice, si terrà la presentazione delle opere in concorso al Premio dell’Editoria Abruzzese “Città di Roccamorice” 2014 e dei relativi Autori e nella serata di domenica 3 Agosto la premiazione dei Vincitori e la consegna dei Premi Speciali. La manifestazione, alla sua seconda edizione, è organizzata dall’Associazione Editori Abruzzesi e dal Comune di Roccamorice.

L’Associazione Editori Abruzzesi e la Municipalità hanno deciso, per l’edizione 2014, di assegnare il Premio per la Cultura “Città di Roccamorice” 2014 allo storico Raffaele Colapietra, con la seguente motivazione: «Per l’eccezionale profilo di studioso e per il ruolo di coscienza critica della comunità abruzzese assunto negli anni con ineguagliabile autorevolezza e indipendenza di giudizio».

Il riconoscimento verrà consegnato all’insigne studioso abruzzese da Alessandro D’Ascanio, sindaco di Roccamorice, e Marco Solfanelli, presidente dell’Associazione Editori Abruzzesi, domenica 3 Agosto dalle ore 18:30, nel corso delle manifestazioni del “Premio dell’Editoria Abruzzese – Città di Roccamorice – 2014”.

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L’Associazione Editori Abruzzesi ha inoltre deciso di assegnare cinque riconoscimenti ad altrettante personalità che nel corso del biennio 2013-2014 si sono distinte per particolari meriti, con la seguente motivazione:

«Premio per la promozione e diffusione della cultura e dell’editoria abruzzese»

I riconoscimenti verranno consegnati domenica 3 agosto 2014 dalle ore 17:30. Questi i nominativi prescelti per l’edizione 2014:

 – Antimo Amore, giornalista RAI

 – Enzo Fimiani, direttore della Biblioteca Provinciale «G. D’Annunzio» di Pescara

 – Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore

 – Mario Pupillo, Sindaco della Città di Lanciano

 – Tito Vezio Viola, direttore della Biblioteca Comunale di Ortona

La Giuria del “Premio dell’Editoria Abruzzese – Città di Roccamorice2014 comunica infine l’elenco delle opere Finaliste e gli Autori vincitori delle varie Sezioni del Premio. La proclamazione dei Vincitori delle Sezioni dedicate agli Autori abruzzesi avverrà al momento della cerimonia di premiazione di domenica 3 Agosto. Sabato 2 Agosto, nel corso di un incontro pubblico, i 9 autori abruzzesi finalisti presenteranno le loro opere e la Giuria ne trarrà elementi per stabilire la classifica finale. Queste le opere e gli Autori finalisti

Finalisti delle Sezioni dedicate agli autori abruzzesi SAGGISTICA (in ordine alfabetico) Antonio BINILi chiamavano Pifferari (Edizioni D’Abruzzo Menabò) Giacomo CARNICELLI – Vincenzo GIANFORTE, Ju calenne – L’albero del Maggio a Tornimparte (One Group Edizioni) Maria Concetta NICOLAI, Il calendario dell’Alchimista. Il portale di Santa Maria a Mare a Giulianova  (Edizioni D’Abruzzo Menabò) NARRATIVA (in ordine alfabetico) Arturo BERNAVA, Scarpette bianche (Solfanelli) Aldo Mauro MANCINELLI, Ista pista sista (Edizioni Tracce) Marco TORNAR, Lo splendore dell’Aquila nell’oro (Tabula Fati) POESIA (in ordine alfabetico) Serena GIANNICO, Chiaro di fiore (Tabula Fati) Franco PASQUALE, L’amore è un contrattempo (Noubs) Gianni TOTARO, Morgana (Tabula Fati)

Vincitori delle Sezioni dedicate agli Autori non abruzzesi: SAGGISTICA: Mario DAL BELLO, Verdi. Il teatro del dolore (Solfanelli) NARRATIVA: Rita EL KHAYAT, Aini, amore mio, la defigliazione (Di Felice Edizioni) POESIA: Non assegnato

La presentazione dell’intera manifestazione sarà condotta da Elena Costa. In conclusione di ciascuna serata si terrà un concerto: sabato 2 Agosto concerto di Alfredo ScognaSerenate a mamme”, performance musicale sulle poesie di Modesto Della Porta, domenica 3 Agosto Concerto The Opera Fatal con Niccolò Pelusi, Dario Ricchizzi, Maria Cristina Solfanelli e Yuri Sablone.

 

 

INFO

Tel. 085 8572132 – Fax 085 8572358 – comune.roccamorice@tin.it

Associazione Editori Abruzzesi – http://editoriabruzzesi.blogspot.it/

giovedì
Lug 31,2014

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Dopo la straordinaria e stimolante visita di Papa Francesco nella città di Caserta, va a concludersi non solo l’attività dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S.Pietro”, ma anche della Biblioteca Diocesana, la quale chiuderà al pubblico, per la pausa estiva, il giorno giovedì 31 luglio per riaprire già lunedì 01 settembre 2014.

Sempre a settembre riaprono le iscrizioni al Corso di Laurea in Scienze Religiose e ai vari percorsi accademici e formativi offerti dall’ISSR. La sala Conferenze della Biblioteca Diocesana sarà luogo, invece, di incontri culturali e di dialogo ecumenico e interreligioso, come ormai da molti anni a questa parte.

Sono stati già organizzati e stabiliti i primi due importanti appuntamenti di inizio anno 2014-2015 che investono sia l’ambito più prettamente pastorale sia quello più generalmente culturale e accademico.

Mercoledì 24 settembre 2014, alle ore 17.00 nella Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana, in occasione del I anniversario della dipartita del compianto Mons. Pietro Farina, Vescovo di Caserta, si terrà la presentazione dell’ottavo numero della Rivista Quaerite, completamente dedicato alla figura e all’attività pastorale del Vescovo. Manifestazione nella quale sarà presentato l’inventario di tutti i testi che Mons. Farina ha donato alla Biblioteca Diocesana e che sono confluiti in una delle Sale studio che, su proposta del Direttore della Biblioteca, sac. Nicola Lombardi, sarà intitolata dal nuovo Vescovo Giovanni D’Alise, proprio a Mons. Pietro Farina.

Il secondo incontro già in programma è previsto per venerdì 03 ottobre 2014, giorno nel quale si darà inizio alle varie attività culturali sia della Biblioteca Diocesana sia dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S.Pietro” di Caserta, con l’intervento del filosofo Massimo Cacciari, il quale si confronterà sul tema “Pensare l’Eterno”, una delle ultime riflessioni del percorso culturale e filosofico dell’ex sindaco di Venezia.

Augurando un sereno e distensivo riposo estivo nel mese di agosto, l’arrivederci è, per tutti, a settembre.

mercoledì
Lug 30,2014

piazze del sapere web

Presentazione del libro

Mozzarella di bufala campana DOP

Guida ai grandi artigiani casertani

di Antonella D’Avanzo

A cura Provincia di Caserta

 

Castel Volturno, 1 agosto 2014 ore 11,00

Lido Luise – Destra Volturno

Interverranno

Antonella D’Avanzo, Autrice

Stefano Giaquinto (Assessore Provinciale),

Pasquale Iorio, VP Aislo

Coordina

Tiziana Grimaldi, Docente

Sono stati invitati: Dimitri Russo (Sindaco di Castel Volturno), Antonio Lucisano (Direttore Consorzio Mozzarelloa DOP)

Con degustazioni di mozzarella di bufala dei caseifici Luise, Spinosa e Le Terre di don Peppe Diana(indicati tra le eccellenze del volume)

In collaborazione con: Aislo, Lido Luise

Patrocinio Comune di Castel Volturno

venerdì
Lug 4,2014

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Luigi Fiammata

LA CONVERSAZIONE

Liberamente ispirato ad una scena, magnifica, del film “ JFK “ di Oliver Stone.

Certe volte, la realtà, si incarica di avere pochissima fantasia.

 

di Luigi Fiammata

 

 

Esterno giorno.

E’ il Parco del Castello, a L’Aquila. Panoramica lungo le stradine interne, tra aiuole e fontanelle. E’ un giorno di sole.

 

La telecamera inquadra una panchina lontana; si vede un uomo seduto, con un cappello in testa. La panchina guarda verso via Castello. Passano automobili, altre sono parcheggiate sotto i puntellamenti delle case. Il rumore è attutito, come fosse distratto.

Si inizia a sentire lo scricchiolio di passi sulla ghiaia dei sentieri tra gli alberi. Prima da lontano, poi sempre più vicino.

La telecamera si accosta lentamente all’uomo seduto sulla panchina, fin quando questi, si volta, e viene inquadrato in primo piano, mentre guarda i passi arrivare. Non sorride.

 

Dovrebbe avere circa sessanta anni di età. Il cappello, a tesa stretta, color panna, gli nasconde parzialmente i capelli, corti, bianchi e folti. Porta occhiali tondi, ha gli occhi celesti, leggermente acquosi e sporgenti. Le labbra sono carnose, ben disegnate; ha una pronunciata fossetta sul mento, e dei baffi severi, ancora parzialmente neri. Indossa giacca e cravatta. La camicia è bianca.

Si sposta su un lato della panchina, per lasciar posto al nuovo arrivato; la telecamera si allontana, e li inquadra, di fronte.

 

E’ arrivato un altro uomo. Circa trenta anni di età. Capelli molto corti, rasati  sui lati, biondi.  Una barba rada e disordinata sul volto. Gli occhi scuri, febbrili. Indossa una maglietta di cotone, a maniche lunghe, sbottonata sul collo, color turchese scuro, e jeans.

 

  • Grazie, d’aver accettato di parlare con me. – Dice il più giovane.
  • Sia chiaro – risponde l’altro – che questo colloquio, non è mai avvenuto. –

Si guardano negli occhi. Il giovane stringe le mascelle.

 

  • Da dove iniziamo ? –
  • Iniziamo dal denaro. Il denaro è quello che muove tutto. Il denaro è la misura di ogni passo. E’ come il vento, il denaro. Non lo vedi, ma lo senti. Ed è capace di travolgere ogni cosa. Ogni casa. Ogni dignità.

Prende fiato, l’uomo dal cappello. Ha una voce profonda, espressiva.  Distoglie lo sguardo dal giovane, e  guarda di fronte a sé, sulla strada, ma senza vederla. E inizia a parlare senza fermarsi.

 

  • Gli ultimi soldi, realmente stanziati per l’Aquila, sono quelli della Delibera CIPE del dicembre 2012. Poi li hanno rimodulati, affettati, ma quelli sono. E non altri; e non ce ne sono ancora. E non si vede quale strumento possa esserci per stanziarne degli altri per l’Aquila.Quello che racconto è uno sfondo. Una scenografia. Lo sguardo che puoi avere quando giri un angolo e ti si apre davanti una piazza. Guardi tutto insieme, e, allo stesso tempo, non riesci a vedere nulla di preciso. Devi fermare lo sguardo su una colonna, sulle scale di una chiesa, per vederle davvero. E, ancor più, isolare una singola persona che cammina sulla strada, anche solo per sapere se è un uomo o una donna. E questo, bisognerà farlo .
  • Si dovrebbe indagare; riempire gli spazi vuoti con i nomi. Oppure provare a raccontare i movimenti, i nodi, le svolte. E i nomi li metterà ognuno di quelli che guarda.
  • Ma i soldi arrivati a L’Aquila sono tanti, davvero tanti, in questi ultimi anni. Anche se non bastano a ricostruire. E tutti concentrati su un unico territorio.

Ancora un attimo di pausa. Si toglie il cappello, lo tiene tra le mani. Riprende a parlare.

  • Facciamo che io sono una piccola impresa edile aquilana. All’inizio, dopo il terremoto, passata la fase dei puntellamenti, con l’avvio del lavoro per le case poco danneggiate, inizio ad acquisire contratti. La normativa, però, prevede che, prima io faccio i lavori, li finisco, li riconsegno, e, poi, alla fine di tutto, incasso. Però, se con l’andare avanti di questo processo, io mi ritrovo con qualche ritardo di pagamento, ad esempio perché il Comune non ha disponibilità economica, allora devo andare in banca, perché, nel frattempo, operai e fornitori (che, data la crisi, mi chiedono di saldare oltre il 50% di quello che ordino, prima ancora che loro carichino il materiale sui camion che devono poi scaricare da me), vanno comunque pagati. La banca è lieta di scontarmi la fattura, quindi io posso spendere i soldi che incasserò certamente. Però, il ritardo, continua. E allora, la banca, anche se sa che sto spendendo soldi coperti da una fattura derivante da finanziamenti dello Stato, mi chiede di rientrare perché sono andato molto oltre il fido che mi era stato concesso. Con la banca, quindi, accumulo un debito doppio.E se non pago, vengo segnalato alla Centrale Rischi. Divento una impresa non solvibile. Anche se ho qualche milione di euro di lavori in portafoglio.Io posso pure passare il tempo a chiedermi chi gli avesse raccontato della mia condizione. Intanto però, la banca mi ha segnalato alla Centrale Rischi. E quindi non posso più avere soldi per pagare i contributi dei Lavoratori. Quindi non posso più fare il DURC. Il Documento Unico di Regolarità Contributiva. E senza il DURC, il Comune non mi paga. E l’INPS, anche se faccio un accordo per rientrare a rate del debito, se non pago le rate, deve mandare il debito ad Equitalia. Ed Equitalia, mi deve pignorare. Tutto secondo Legge. E finisco così con il perdere anche i lavori che avevo in portafogli.
  • Improvvisamente, si materializza nel mio ufficio, un commercialista, con l’accento del nord. Ben vestito, con la macchina di lusso. E mi dice che mi può finanziare lui. Non gli devo mica vendere l’azienda. Anzi, è importante che io resti. E’ gentilissimo. Però, se gli dico che ci voglio pensare, non mi lascia un biglietto da visita, nulla. Nessun pezzetto di carta. Magari mi dice che mi ricontatta lui.
  • Il fido che avevo, più l’importo della fattura che mi hanno anticipato.

 

L’uomo più giovane, deglutisce. E chiede:

 

  • Scusi, ma la banca, forse si comporta così perché con la crisi ha tante situazioni critiche anche lei, no ?
  • Può darsi. Però, prima, i crediti delle banche erano garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, e poi, finito l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, il Comune ha fatto una convenzione con l’Associazione delle Banche Italiane, che frutta alle banche il 3,40% di interesse sul denaro che transita per le pratiche di finanziamento della ricostruzione. Quindi, se il denaro si ferma un po’, produce altro denaro. E produce anche per il Comune, che se ferma il denaro in cassa, percepisce un interesse e mette a posto il Bilancio.
  • E, in Comune, c’è un unico dirigente, che governa tutte le pratiche di ricostruzione, e c’è un unico geometra che provvede ai pagamenti, se i suoi impiegati gli preparano le pratiche però. Perché lui il computer non lo sa usare.

 

Lungo la stradina cammina una ragazza che porta un cagnolino al guinzaglio. I due restano silenziosi, finché non passa oltre.

 

  • Scusi, comunque, ad un certo punto, lo Stato paga, e le cose si mettono a posto…

Ribatte il giovane.

  • Può non andare proprio così. Può succedere che in una Assemblea Condominiale, che magari era già in parola con me, piccola impresa edile aquilana, per il lavoro della ricostruzione, uno dei condomini, debitamente istruito, cominci a seminare dubbi, sulla mia situazione. E l’Assemblea Condominiale, magari con il supporto di commercialisti che offrono consulenze ad hoc, può decidere di affidare formalmente ad altri, il lavoro.
  • Questa che mi racconta, però, mi appare una forzatura…
  • Potrebbe esserlo. Ma lei potrebbe verificare quali imprese, o gruppi di imprese, si aggiudichino prevalentemente il lavoro che è coordinato da importanti amministratori di condominio, o da certi studi tecnici. E potrebbe accorgersi che esistono precise cordate.
  • Ma anche questo, potrebbe non essere un problema. In fondo si lavora con chi ci si fida, no ?
  • Certo. Però, il punto delicato della questione, riguarda il “come” si forma una volontà assembleare, e quanto liberamente siano effettivamente affidati i lavori.
  • Va bene, ma, alla fine, l’importante è ricostruire la città no? E poi, per evitare che siano imprese disoneste a farlo, c’è la “ White List”…

L’uomo dal cappello accenna un sorriso tirato. Si sistema meglio sulla panchina.

  • La “White List” non esiste. Forse esisterà. Dopo.
  • Come?
  • Se lei va, ora, sul sito della Prefettura dell’Aquila, alla Sezione “ Amministrazione Trasparente “, trova un elenco di ditte, che, volontariamente, hanno chiesto di far parte di un elenco di fornitori che soddisfano una serie di requisiti antimafia etc.
  • Quindi la “White List” c’è.

Ribatte ad alta voce il giovane.

  • Sì, che c’è, ma per le ditte che fanno “fornitura di ferro lavorato”, o “noli a freddo di macchinari”, o la “guardiania ai cantieri”… Non c’è una “White List “, ad esempio per le aziende che abbattono e ricostruiscono case. O per aziende che fanno movimento terra. E’ proprio la Legge, che è così. E la Lista, riguarda comunque le Aziende che, volontariamente, decidono di proporsi. E non c’è obbligo alcuno, a servirsene. A oltre cinque anni dal sisma.
  • Ma, sul sito dell’Associazione Costruttori dell’Aquila, qualcosa ci sarà….
  • Si, materiale informativo relativo alla “White List”. Più o meno. Del 2010.
  • E peccato che manchi, nel sito, una sezione dedicata all’affiliazione massonica…
  • Che vuol dire ?
  • Ma nulla, ovviamente. Era solo una battuta. Non si definiscono tra loro i massoni come “liberi muratori “ ?

Il giovane guarda fisso l’uomo dal cappello. Un camion passa, con grande frastuono. Il giovane si allontana un po’ dall’uomo col cappello, come se volesse mettere una distanza, non solo fisica, dalle sue parole.

 

  • D’altra parte – incalza l’uomo col cappello – è noto che esiste una tariffa, variabile tra il 3 e il 10% del valore dei lavori da svolgere, che viene pagata come tangente da chi deve vedersi affidati quei lavori. E io, piccola impresa edile aquilana, non me lo voglio permettere, di pagare. Quindi, non lavoro.
  • Mi scusi, ma io mi rifiuto di accettare queste dicerie, come vere. Se io mettessi nella mia storia questa roba un po’ qualunquista e scontata, perderei di credibilità.
  • Può darsi. Però sarebbe interessante vedere quanti appartamenti in questo periodo sono venduti a prezzi reali da regalo, o quante consulenze costosissime si fanno. Le cose, non sempre hanno l’anima del nome che si dà loro. Certe volte, il nome è solo un lenzuolo che nasconde certi fantasmi.
  • Prendiamo per un attimo per buona la cosa che mi sta dicendo: adesso sono io, un’impresa, e per farmi affidare un lavoro, dovrei pagare una tangente. Ma, quello è un lavoro della ricostruzione. Il cui valore è costruito su un prezziario. I margini di guadagno sono ridottissimi. Da dove prendo i soldi per pagare tangenti ?

L’uomo dal cappello, si alza un istante dalla panchina. Si passa una mano tra i capelli, e accenna qualche movimento sulle gambe. Poi si piega e siede di nuovo. Sporgendosi in avanti. E inizia a parlare, a bassa voce. Con il viso rivolto a terra.

 

  • Tante imprese aquilane hanno usufruito dei servigi di imprenditori campani recentemente arrestati, con manodopera a 19 euro l’ora tutto compreso, e nessuno controlla, dove si deve controllare, o sindacalizza; se prendo finestre dalla Romania, posso giostrare bene con l’IVA che non pago; se assumo solo manovali comuni, risparmio parecchio; se faccio subappalto, guadagno, e posso subappaltare quasi tutto, e quando non posso, faccio figurare che alcuni dipendenti delle ditte subappaltatrici, sono in realtà miei dipendenti; e certe volte, se il subappaltatore non mi riconsegna tutto secondo i tempi stabiliti, è lui a pagare a me la penale, che se la stabilisco dall’inizio, e il subappaltatore, coscientemente ritarda la consegna, è una tangente per me. Se poi il subappalto lo faccio con una ditta estera che si porta i lavoratori direttamente dal loro paese, e li paga con i contratti del loro paese, anche così, ci guadagno.
  • Ma, in realtà, il guadagno vero, è quando prendo il lavoro, e metto in moto i soldi, e se serve, le fidejussioni: con i soldi che non ho io, ma che qualcun altro mi dà, e che porto in banca; perché se sono il titolare d’impresa, certe volte, puzzo di legno e qualcun altro comanda. Perché così, i soldi si lavano. Allora sì, che posso pagare tangenti per i prossimi lavori che voglio prendere. Perché il soldo lavato, vale di più, molto di più del soldo sporco.

 

Il giovane dai capelli biondi, si mette a sedere sul bordo della panchina, e poi stende la schiena all’indietro. Mette le mani dietro la testa, come a poggiarsi su un cuscino nell’aria.  Poi si rialza. Si prende la testa tra le mani, e guarda l’uomo col cappello.

 

  • Si rende conto che dopo tutto quello che mi ha detto, ci manca solo che mi racconti che gli appalti per la ricostruzione di edifici pubblici sono pure lottizzati dalla politica, e abbiamo concentrato tutto insieme sulla città il male degli ultimi secoli ? Chi ci crede ?
  • Che gli appalti pubblici della ricostruzione siano lottizzati dalla politica, io non glielo dico, però lo so. Come so che alcune importanti aziende edili aquilane hanno lavorato, parecchio, nel periodo della presenza e responsabilità unica della Protezione Civile, e poi, si sono un po’ fermate, ad attendere che di nuovo scatti il loro turno. Oppure che altre imprese, che prima del terremoto fatturavano qualche decina di migliaia di euro all’anno, ora viaggiano a milioni. E consiglierei anche di verificare quanti sono i Lavoratori che effettivamente sono assunti, e al lavoro, nei cantieri più o meno aperti, o fermi, lungo l’Asse Centrale della città, per capire come certe imprese si prestino a rendere quasi veri i desideri della politica. Il perché si prestino, forse fa parte di altre storie.Alza le mani, il giovane, a interrompere il discorso dell’altro.
  • Lei non mi ha fatto un nome. Lei getta ombre sulla buona fede di Istituzioni e Associazioni. Lei favoleggia di cupole segrete che si muovono nell’ombra cercando di ritagliarsi un posto alla tavola imbandita da una politica vorace o schiava. Ma guardi che a L’Aquila centinaia di imprese, cittadini, Lavoratori, sono persone oneste che si danno da fare per ridare vita alla loro città. E tanti, in Associazioni o Partiti, o nelle Istituzioni, seriamente e disinteressatamente si battono per L’Aquila. Magari anche facendo, semplicemente e silenziosamente il proprio dovere. Ma di loro nessuno parla perché non fanno notizia.
  • Vero. Verissimo.Vede, giovane amico. Lei potrebbe essere il primo a realizzare una sceneggiatura da film su queste storie. Non serve che ci sia qualcuno che tiri le fila. Qualcuno che dica esplicitamente quel che si vuole fare e come. I potenti, si annusano tra loro, e cercano accordi. Senza neanche parlare tra loro, come seguissero un galateo non scritto. O si fanno guerra, ma mai per distruggere del tutto il nemico. Solo per acquisire posizioni migliori. Tanto, la ruota gira. E c’è un parco di mucche da mungere sempre.La scriva questa sceneggiatura da film. E la realizzi questa sua opera. Magari non cambia nulla, ma sarà comunque un fatto importante. Magari tra venti anni i nostri nipoti capiranno di più.La telecamera si stacca. La panchina torna lontana.I rumori della città affievoliscono.
  • Silenzio.
  • La telecamera indugia sui raggi del sole che penetrano le foglie degli alberi.
  • Il punto è esattamente questo. E’ vero che ci sono tanti onesti e positivi. Ma sono proprio loro il mangime di quegli altri. E vanno conservati; proprio come il fieno per l’inverno.
  • Ma a L’Aquila, dal 6 aprile 2009 si svolge un gioco molto pesante. In cui molti attori vogliono semplicemente accumulare potere, ridefinire gerarchie e ricchezze. Consolidare influenze, ed elettorati. L’inquinamento è generalizzato: nella testa delle persone. Il vero nemico, paradossalmente, è il mercato dalla cui competizione tutelarsi in ogni modo lecito o criminale. Il vero nemico sono le regole e la democrazia, e il conflitto trasparente.
venerdì
Lug 4,2014

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Tratterà della mitica Età dell’Oro, e del suo ritorno nei termini concreti di un nuovo Rinascimento, la quindicesima e ultima puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania. Motivo ispiratore saranno le costellazioni della Vergine e della Bilancia, nell’insieme raffiguranti Astrea, dea della giustizia. Torneranno inoltre, stavolta tutte insieme, le nove Muse.

L’incontro, come sempre a ingresso gratis, si articolerà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano più una serie di giochi teatrali cui chiunque potrà partecipare.  

L’appuntamento è per le ore 18.45 di domenica 6 luglio nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell’Associazione Pro Loco di Capua (piazza dei Giudici), con replica alla stessa ora mercoledì 9 luglio a Villa Irene (Pontelatone, strada principale, di fronte al mercato comunale). Dovendo scegliere fra le due serate, suggeriremmo quella di Pontelatone, comprensiva di festa per la chiusura dell’anno accademico (con buffet in stile «everybody brings something»: gradito un contributo a piacere in cibo o bevande).

I resoconti di tutte le puntate potranno leggersi in palasciania.blogspot.it. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Palasciano in facebook.

 

venerdì
Lug 4,2014

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Antonio Ievolella

GHIRBA

a cura di Patrizia Di Maggio

Napoli, Chiesa di Santa Maria Incoronata a Via Medina

4 luglio – 10 settembre 2014

La mostra dello scultore Antonio Ievolella si presenta nella Chiesa di Santa Maria Incoronata a via Medina, riaperta di recente dopo un parziale intervento di restauro.

L’esposizione si compone di due grandi sculture, le ghirbe da cui prende il titolo, realizzate su una struttura in acciaio cor-ten ricoperta da riquadri di lamiera trattati con differenti patinature.

Ghirba riassume l’ultima produzione del maestro, che ripropone alcuni temi fondamentali del suo percorso, come il rapporto tra sculture e contesto, il recupero della tradizione attraverso la memoria e il “sentimento”, la forma intesa come espansione dei volumi e sperimentazione di elementi contrastanti.

Numerosi i significati simbolici: la forma arrotondata degli otri richiama il ventre materno, con un diretto riferimento alla madre di Cristo, alla quale è dedicata la Chiesa dell’Incoronata; l’acqua contenuta negli otri è simbolo di purezza e di vita, di rinnovamento e di energia, ma è anche fonte di speranza e testimonianza di una storia in divenire; l’otre (la ghirba) rappresenta la vita, poiché custodiva il bene più prezioso per la sopravvivenza del pellegrino come del pastore, del contadino come del soldato, e non a caso la parola ghirba, di origine africana, durante la Grande Guerra entrò nel gergo dei militari italiani assumendo il significato metaforico di vita.

Biografia

Benevento è la città natale di Antonio Ievolella, che dopo gli studi al locale Liceo Artistico, s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli, e nella città partenopea frequenta assiduamente la galleria di Lucio Amelio ed entra in contatto con le principali tendenze artistiche, nazionali e internazionali.

Nel 1976 insegna al Liceo Artistico di Brera, e due anni dopo stabilisce a Padova residenza e studio.

È del 1987 la prima personale, alla galleria di Verona “Studio La Città”, con cui nasce un importante e durevole sodalizio che lo porterà a esporre in importanti sedi italiane e europee.

Nel 1988, su invito di Giovanni Carandente, partecipa alla XLIII Biennale di Venezia con Trittico, scultura composta da tre poderosi elementi totemici, nella sezione Scultori ai Giardini, curata da Andrea del Guercio, il quale organizza nello stesso anno una personale alla galleria “Oddi – Baglioni” di Roma; partecipa inoltre alle mostre Undici artisti per Villa Domenica, curata da Virginia Baradel, e Materialmente: scultori degli anni Ottanta, nella Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna.

Gli anni Novanta rappresentano un periodo di intensa attività: nel 1990 la galleria “Studio La Città” organizza la mostra Viaggi – Antonio Ievolella/Hidetoshi Nagasawa; nel 1997 progetta le sculture per Il Grande Carro, che saranno disposte lungo i principali snodi della città di Padova; nello stesso anno partecipa, su invito di Edoardo Manzoni, all’esposizione sarda ‘Su Logu de s’ Iscultura, proponendo un’opera che esibisce l’innata vocazione a creare morfologie intimamente legate ai grandi spazi aperti.

Questo orientamento trova la naturale prosecuzione nella mostra Itinerari, realizzata nel 2005 nel parco di Monza, in partnership con la Fondazione Pietro Rossini.

Nel 2004 s’inaugura il suggestivo complesso scultoreo I Guardiani della Dormiente, da un’idea nata alla metà degli anni Novanta e cresciuta nel proficuo dialogo instaurato con l’architetto Franco Biscossa durante i lavori di ampliamento e ristrutturazione del cimitero di Rio di Ponte San Nicolò.

È del 2006 la personale promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e curata da Tommaso Ferrillo, Materia Forma Luogo, allestita a Castel dell’Ovo, straordinario sito affacciato sul golfo partenopeo, che diventa la naturale scenografia per le sculture di Ievolella.

Nel 2008 e 2009 prendono vita le grandi fontane per una villa privata di Battaglia Terme (PD) e per la piazza antistante alla Chiesa di Voltabarozzo nei pressi di Padova.

Le sculture di Antonio Ievolella figurano in importanti collezioni pubbliche e private.

Info:

Napoli, Chiesa di Santa Maria Incoronata a via Medina

inaugurazione venerdì 4 luglio ore 12,00

orari di apertura: dal lunedì al sabato ore 9,00 – 14,30; domenica chiusa

Catalogo : Grafiche Turato Padova

Contatti:

Soprintendenza BAPSAE per Napoli e Provincia, Ufficio Comunicazione e Stampa: tf. 081. 5808.328

Comune di Napoli, Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali: tf. 081.7957707/ 08

 

 

 

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