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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Fisco/Imposte/Tasse’ Category

martedì
Gen 8,2013

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COMUNICATO STAMPA

Studio professionale riconosce la fondatezza dei controlli e paga il dovuto

Ammonta a due milioni e 135 mila euro il maxi recupero, realizzato dalla Direzione Provinciale I di Napoli dell’Agenzia delle Entrate, derivante da compensi non contabilizzati né dichiarati da parte di uno studio professionale partenopeo che ha riconosciuto la fondatezza della pretesa erariale e, in adesione, ha pagato il dovuto.

Adesione di fine anno – L’adesione, firmata il 21 dicembre 2012, si è concretizzata il 28 dicembre 2012 con il versamento della prima rata da parte del contribuente. Ciò dimostra la volontà della parte di voler chiudere la posizione aperta con l’Erario in tempi rapidi e senza l’aggravio di ulteriori sanzioni e di lunghi contenziosi.

Il contraddittorio e la definizione – Nel corso del contraddittorio, l’Agenzia ha esaminato i registri Iva e la documentazione relativa agli acquisti contabilizzati e dichiarati. Dopo aver constatato l’esiguità dei costi, assolutamente inverosimili rispetto ai compensi dichiarati, le Entrate hanno ritenuto possibile che lo studio avesse sostenuto spese necessarie per l’esercizio dell’attività non riportate in contabilità. I funzionari del Fisco, infatti, sono riusciti a ricostruire forfettariamente alcuni costi basandosi sugli studi di settore e su contribuenti che svolgono attività similari con analoghe caratteristiche strutturali ed economiche.

L’istituto dell’accertamento con adesione – Oggetto di una recentissima campagna informativa nazionale, l’accertamento con adesione è un’opportunità per il contribuente – che ha subìto accessi, ispezioni, verifiche oppure ricevuto un avviso di accertamento – di aprire una finestra di dialogo con il Fisco, presentare nuovi elementi o dati e ridiscutere la propria posizione. Se la procedura va a buon fine, le maggiori imposte dovute vengono rideterminate, con vantaggi per entrambe le parti e senza ricorrere alla fase contenziosa.
L’istituto fornisce la possibilità di ridefinire la pretesa tributaria attraverso un contradditorio nel quale possono essere presentati nuovi dati e documenti. Se il procedimento di accertamento con adesione si conclude positivamente, il contribuente usufruisce anche della riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo.

Napoli, 8 gennaio 2013

ENTRATE 1

ENTRATE 2

venerdì
Dic 21,2012

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

La semplice dimenticanza non cancella il beneficio. Gli Enti privati non commerciali appartenenti all’area del Terzo settore, infatti, pur non avendo provveduto all’invio tempestivo del Modello Eas, possono comunque adempiere alla trasmissione della comunicazione entro il 31 dicembre 2012, versando contestualmente la sanzione di euro 258. Mentre nel caso in cui gli stessi soggetti abbiano inviato il Modello Eas, ma oltre i termini previsti, potranno regolarizzare la propria posizione fruendo dell’istituto della remissione in bonis che consente loro di non presentare di nuovo il modello di comunicazione, a condizione che i dati precedentemente inviati non siano stati modificati e provvedendo al pagamento della sanzione pari a euro 258.

 

Dunque, in entrambi i casi, omesso invio e comunicazione tardiva del modello Eas, le rispettive posizioni potranno essere sì “sanate” dagli enti associativi interessati a patto che questi siano in possesso dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa corrente – art 2, comma 1, del dl n. 16/2012.

 

Quando la remissione in bonis soccorre la dimenticanza – Ai contribuenti che non hanno ottemperato agli obblighi previsti, è data quindi la possibilità di evitare la decadenza dal beneficio, o da uno specifico regime fiscale, ponendo in essere, seppur tardivamente, l’adempimento omesso entro il termine della prima dichiarazione utile e pagando contestualmente in F24 una sanzione minima di 258 euro.

 

Remissione condizionata – Ciò a patto che la violazione non sia stata constatata e soltanto in assenza di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento conosciute dal contribuente. Naturalmente, il “salvagente fiscale” della remissione in bonis spetta soltanto a coloro che sono in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme per accedere al regime o fruire del beneficio, e con riguardo alla data di scadenza originaria dell’adempimento. La misura scatta soltanto per quei comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario nemmeno in termini di pregiudizio per l’attività da accertamento.

 

 

Napoli, 21 dicembre 2012

 

 

giovedì
Dic 20,2012

                                           

COMUNICATO STAMPA

Nei giorni del 24 e del 31 dicembre gli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate della Campania saranno aperti al pubblico solo di mattina. Non effettueranno quindi l’orario pomeridiano.
Per maggiori informazioni, è possibile consultare recapiti e orari di apertura di tutti gli uffici della Campania sul sito internet http://campania.agenziaentrate.it/ alla voce “Uffici”.

Napoli, 20 dicembre 2012

martedì
Dic 18,2012

                                                         
 

COMUNICATO STAMPA

La notifica al legale rappresentante vale 150 milioni di euro
Vittoria in Ctr per l’Agenzia delle Entrate di Caserta

La notifica di un atto di accertamento consegnata al legale rappresentante anche in luogo diverso dalla sede della società è legittima a tutti gli effetti. Con queste motivazioni l’Agenzia delle Entrate di Caserta ha ottenuto una vittoria da 150 milioni di euro presso la Commissione tributaria regionale della Campania. La Ctr ha confermato il giudizio di primo grado, favorevole all’Agenzia, su un ricorso promosso da una società operante nel commercio all’ingrosso di computer e software.

Il fatto – La società si era appellata ai giudici della Commissione tributaria regionale, dopo che la Commissione provinciale di Caserta aveva rigettato il ricorso contro una cartella di pagamento, riguardante Iva, Ires e Irap relative agli anni 2006 e 2007, per complessivi 150 milioni di euro.
In appello la società ha eccepito un difetto di notifica degli atti di accertamento richiamati nella cartella stessa notificata, nel 2010, direttamente al liquidatore.
L’Agenzia delle Entrate casertana, già in primo grado, aveva dimostrato che gli avvisi di accertamento erano stati notificati al legale rappresentante in quanto la sede legale della società è stata oggetto di vari trasferimenti, dal Lazio in Campania e poi in Calabria. Nel secondo grado di giudizio ha proseguito nel sostenere le proprie ragioni e l’inammissibilità del ricorso, sottolineando che gli atti impositivi, indirizzati al legale rappresentante della società, hanno raggiunto lo scopo e pertanto la cartella emessa è regolare a tutti gli effetti.

I giudici della Ctr Campania hanno riconosciuto legittimo l’operato dell’Agenzia delle Entrate di Caserta respingendo il ricorso della società: il punto centrale della sentenza è proprio la validità della notifica fatta al rappresentante legale anche in luogo diverso dalla sede della società.

Napoli, 18 dicembre 2012

martedì
Dic 11,2012

CASERTA – A seguito di numerose richieste, pervenute allo Sportello del Cittadino della Cisas, al fine dello spostamento della data di scadenza del pagamento IMU, che capita di Lunedì, unitamente alla riscossione della pensione agli ex dipendenti statali, la Segreteria della Confederazione Cisas di Caserta ha rivolto il seguente appello al Presidente Monti ed al Ministro delle Finanze per lo spostamento almeno di una sola giornata della data del pagamento IMU: “Lunedì 17 Dicembre, è la data di scadenza per il pagamento IMU, ma contemporaneamente è anche la data di pagamento Pensioni a milioni di statali, che   tanti di essi devono prima prenderla per poi poter pagare l’IMU. La cosa creerà un notevole intasamento degli Uffici, trattandosi anche di inizio settimana e dopo la chiusura degli Uffici il Sabato e la Domenica, sempreché gli Uffici, specie le Poste, non vadano in tilt, come molto spesso avviene per i loro apparati elettronici. Ogni richiesta avanzata per lo slittamento IMU è stata sempre respinta. Sono portavoce di una piccola esigenza del tutto organizzativa: spostare solo di uno o due giorni la data per poter pagare. Mi auguro che, almeno questa volta, Lei voglia tener conto dei disagi economici e fisici di milioni di pensionati e lavoratori dipendenti, i quali con sacrificio hanno acquistato un’abitazione e chiedono solo lo spostamento di almeno un paio di giorni per poter pagare, senza incorrere anche nelle super penalità aggiuntive di Equitalia. Sono un Suo estimatore, ma penso che il Presidente Berlusconi almeno un giorno lo avrebbe concesso per evitare disagi, pene e danni a chi vuole onestamente pagare i vari balzelli, anche se non si hanno soldi per il Natale”.

lunedì
Dic 10,2012


COMUNICATO STAMPA

Castel Morrone : Scadrà il prossimo 17 dicembre il termine ultimo per effettuare il pagamento a saldo dell’Imposta Municipale Unica (IMU) che difatti ha sostituito la vecchia ICI. A ricordare la scadenza in questione, ci pensa direttamente l’Ente Municipale di Castel Morrone che informa altresì i contribuenti morronesi che la società concessionaria per le riscossioni dei tributi comunali ha attivato un comodo ed utilissimo programma il quale permette, da parte degli utenti, il calcolo dell’imposta collegandosi al sito internet www.pubbliservizi.net ed accedendo nell’area Calcolo IMU nella sezione Castel Morrone. Un servizio quello predisposto dal concessionario che sicuramente, come afferma anche l’Assessore alle Finanze Cristoforo Villano, faciliterà la compilazione del modello di pagamento a tutti i contribuenti. Imposta Municipale Unica ed aliquote ad essa collegate che l’Amministrazione Comunale morronese, quasi in controtendenza dagli altri comuni di Terra di Lavoro, non ha variato e che sono rimaste uguali alla rata di acconto, ossia sulla base delle aliquote nazionali, che ricordiamo sono fissate al 4per mille per l’abitazione principale ed al 7.60per mille per le altre abitazioni non e per i  terreni edificabili. Versamento dell’IMU che oltre ai modelli F24 e bollettino postale, da pagare presso gli sportelli bancari o postali, potrà essere versata direttamente nella sede della società concessionaria, sita nell’ex plesso scolastico della frazione Sant’Andrea, attraverso il sistema telematico bancario POS in grado di gestire le carte del circuito bancomat e di credito.

venerdì
Dic 7,2012

Stefano Giaquinto

CAIAZZO – Imu invariata a Caiazzo: a darne comunicazione ai contribuenti, in particolare ai proprietari di immobili tenuti al pagamento, l’amministrazione comunale con a capo il sindaco Stefano Giaquinto. Le aliquote approvate nel corso dell’ultima assise consiliare in sede di approvazione di bilancio di previsione, non hanno subito alcuna variazione, le tariffe restano pertanto le stesse rispetto allo scorso anno. “La casa rappresenta un diritto fondamentale per il cittadino – ammette la fascia tricolore – ma al tempo stesso rappresenta una sfida impegnativa nella gestione del welfare locale. Nonostante il quadro difficile, i tagli e la crisi che sta vivendo il nostro Paese, abbiamo scelto di far rimanere invariata la tariffa”. Nel bilancio, e i caiatini ne prendono atto ogni giorno, ancora una volta è stato raggiunto un obiettivo importante, ovvero quello di garantire servizi essenziali con annessa qualità. “Tutto questo con notevoli sforzi e sacrifici – conclude Giaquinto – considerata la riduzione dei trasferimento del Governo e l’aggiunta del taglio di due terzi dei fondi per le politiche sociali che verrà compensato, fino a quando sarà possibile, dal Comune”.

mercoledì
Nov 28,2012

 

 


                                                                                     Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

                                           Ufficio Scolastico Regionale per la Campania

 

COMUNICATO STAMPA

 

Agenzia delle Entrate e Ufficio Scolastico Regionale per la Campania insieme per la legalità fiscale. Al via il concorso per le scuole

 

Spot, cortometraggi, fumetti, brani musicali con un tema comune: la legalità fiscale. Questi gli elaborati richiesti alle scuole campane per partecipare al concorso promosso dalla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Campania e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania per l’anno scolastico 2012/2013.

L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto dell’Agenzia delle Entrate “Fisco e Scuola” con l’obiettivo di portare gli studenti, attraverso una produzione creativa e una sana competizione, a riflettere sul valore etico e sociale della contribuzione e, più in generale, sul rispetto delle regole posto a base di ogni convivenza civile.

 

Il concorso – Gli istituti scolastici della regione Campania, di ogni ordine e grado, possono concorrere presentando, entro l’8 aprile 2013, elaborati inediti (fumetti, video, rappresentazioni grafiche, giochi, brani musicali) secondo le modalità indicate nel bando del concorso.

Una commissione di valutazione, composta da rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, premierà i lavori che meglio rappresentano l’importanza di tenere un comportamento fiscale corretto e i danni prodotti dall’evasione fiscale sull’intera società.

 

Il progetto “Fisco e Scuola” in Campania – Il progetto “Fisco e Scuola”, nato nel 2004 in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, mira a diffondere tra le giovani generazioni il senso della legalità e i principi costituzionali dell’etica contributiva per consolidare nel tempo comportamenti di tax compliance, ossia di adempimento spontaneo degli obblighi fiscali.

In Campania, ogni anno, vengono realizzate circa 100 iniziative di informazione e sensibilizzazione sul tema, quali visite guidate agli uffici operativi delle Entrate, incontri e seminari nelle scuole, che coinvolgono oltre 2000 studenti, con lo scopo di favorire lo sviluppo di una coscienza civica consapevole in coloro che saranno i contribuenti di domani.

 

Il bando del concorso è consultabile sul sito internet della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Campania http://campania.agenziaentrate.it e sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania: http://www.campania.istruzione.it/ .

 

Napoli, 28 novembre 2012

venerdì
Nov 23,2012

 

Municipio di San Nicola La Strada

 

SAN NICOLA LA STRADA – “A partire dal 1 gennaio 2013, entra in vigore il Tributo comunale sui Rifiuti e sui Servizi (abbreviata in Res o anche Tares), una tassa che si versa al Comune, dovuta da chiunque possieda, occupi o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso”. A darne notizia è Gaetano la Marca, portavoce del Comitato Cittadino San Nicola La Strada – Città Partecipata. “Il nuovo tributo” – è scritto in una nota – “è disciplinato dall’articolo 14 del Dl 201/2011 e sostituisce  tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria. Ogni cittadino, al fine di poter comprendere e tutelare i propri diritti, dovrebbe poter avere un minimo di conoscenza allorché vengono promulgate leggi e formulati regolamenti  di interesse collettivo. Di contro” – prosegue la nota del Comitato – “gli amministratori comunali dovrebbero facilitare questa conoscenza in modo da rendere trasparenti le loro scelte politico-amministrative sulla base del mandato ricevuto, attuando  così “scelte a favore di tutti”. È opportuno, pertanto, che i cittadini siano presenti alle sedute del Consiglio Comunale quando si dovrà approvare il regolamento attuativo. Dal primo gennaio 2013 la Tares interesserà tutti i comuni del territorio nazionale e  la tariffa da pagare dovrà coprire i costi relativi alla gestione dei rifiuti ed i costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, quali la polizia locale, l’anagrafe, l’ufficio tecnico, l’illuminazione, l’istruzione, la manutenzione delle strade e verde pubblico e così via (questi ultimi costi prima erano sovvenzionati con rimesse statali). Bisogna ricordare che sono soggetti alla tariffa tutti gli immobili per l’80% della superficie catastale. La tariffa è commisurata all’anno solare ed alla quantità e qualità media ordinaria dei rifiuti prodotti per mq. di superficie ed inoltre tiene conto della tipologia e delle attività svolte. Essa viene  applicata in base a: costi dei servizi di gestione ( investimenti, ammortamenti ecc..); quantità dei rifiuti conferiti, servizio fornito; costi dello smaltimento dei rifiuti; tributo provinciale per l’esercizio di tutela, protezione ed igiene ambientale. La nota dolente  per tutti  è che nell’ottica di un risparmio statale per le relative rimesse ai comuni inerente i servizi indivisibili, gli enti devono applicare alla tariffa  una maggiorazione pari a 0,30 euro per mq. di superficie, che può essere incrementata fino a 0,40 euro per mq. di superficie. Il Comune con un  proprio regolamento, adottato con delibera di consiglio, può prevedere riduzioni tariffarie nella misura massima del 30% nel caso di: abitazione con un unico occupante; abitazioni stagionali con uso discontinuo; locali diversi dalle abitazioni; abitazioni per soggetti residenti all’estero; esenzioni (sotto forma di deliberazioni del consiglio comunale) per situazioni particolari. Per le zone in cui non è effettuata la raccolta” – prosegue la nota del Comitato – “il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa; inoltre, relativamente alla raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche sono assicurate riduzioni nella modulazione delle tariffe e nel caso di recupero rifiuti, alla tariffa, è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alla quantità di rifiuti che il produttore dimostri di aver avviato al recupero. Il tributo è dovuto nella misura max del 20% della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio, nonché di interruzione per motivo sindacale o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone ed all’ambiente. I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva in luogo del tributo. Sono esclusi dalla tassazione le aree  che non possono produrre rifiuti come quelle scoperte con carattere pertinenziale di abitazioni private o le aree condominiali non occupate in via esclusiva”.

venerdì
Nov 16,2012

COMUNICATO STAMPA

Finte società fornitrici create con il solo obiettivo di gonfiare il credito Iva e incassare i rimborsi. Questo l’escamotage messo in atto da un operatore del settore calzaturiero e scoperto dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Caserta. L’azienda ha già aderito al verbale di verifica versando all’Erario oltre 750mila euro.

La ricostruzione della frode – I controlli delle Entrate hanno ricostruito il meccanismo fraudolento consistente nella chiusura delle società fornitrici (missing trader) dell’azienda sottoposta a controllo dopo aver emesso fatture con Iva senza però versarla all’Erario. Si tratta del meccanismo noto come interposizione fittizia, in cui un soggetto aziendale, detto missing trader, non ha alcun ruolo effettivo ma opera per consentire all’acquirente la formazione di un ingente credito Iva. Dalle verifiche, infatti, è emersa la palese incapacità dei fornitori a poter cedere realmente grossi quantitativi di merce per il fatto di essere privi di qualsiasi struttura operativa. La residenza presso indirizzi di comodo riconducibile a soggetti nullatenenti e, quindi, impermeabili ad eventuali azioni esecutive da parte dell’Erario, ha confermato l’azione investigativa e supportato la fondatezza dei rilievi.
Dalle successive operazioni di verifica, infatti, è emerso che i fornitori fatturavano regolarmente con applicazione dell’Iva e, una volta incassato il corrispettivo della vendita, cessavano l’attività senza onorare gli obblighi fiscali. La società acquirente detraeva l’Iva a credito provvedendo ad operare la compensazione. Questo meccanismo, tra l’altro, consentiva di immettere sul mercato la merce ad un prezzo inferiore in quanto non caricato dell’Iva dovuta ma non versata, in violazione delle regole della concorrenza leale.

Grazie al percorso di indagine messo in campo dagli ispettori, l’Erario ha recuperato oltre 750mila euro. L’azienda ha riconosciuto la fondatezza dei rilievi, avvalendosi dello strumento dell’adesione al verbale di verifica, risparmiando lunghi contenziosi e abbattendo le sanzioni a un sesto degli importi.

Napoli, 16 novembre 2012

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