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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Folklore’ Category

venerdì
Dic 7,2012

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Oggi 7 Dicembre ricorre la festività di Sant’Ambrogio, protettore della città di Milano. Una ricorrenza molto importante per i milanesi perchè apre il periodo delle festività Natalizie.

Infatti il “Ponte di Sant’Ambrogio rappresenta la prova generale del Natale tra chi ne approfitta per decorare albero e presepe e chi si dedica all’acquisto dei regali.

Per Sant’Ambrogio, come da tradizione, un milanese su sei si dedicherà allo shopping natalizio, soprattutto alla fiera degli Oh bej Oh bej o nei mercatini di Natale. E quest’anno chi sceglierà di acquistare i regali nei mercatini ambulanti, in oltre otto casi su dieci sarà servito da uno straniero. Il commercio ambulante, a Milano è infatti ormai terra di conquista con appena il 16% delle attività itineranti in mano a italiani, straniero l’83%”.

I più attivi nello shopping? I trentenni e i quarantenni . Mentre i pensionati sono quelli che passeranno più tempo in famiglia, quasi il 70%. La tradizione del patrono milanese è ancora forte tra le imprese: nella provincia di Milano sono 78 quelle che portano il nome del santo patrono del capoluogo meneghino. Sia nella versione classica “Sant’Ambrogio” (68 imprese sul totale provinciale delle imprese che hanno scelto come denominazione sociale il nome del Santo) che in quella “Sant’Ambroeus” (10 imprese sul totale). Quasi la metà del totale delle imprese italiane con lo stesso nome (155 “Sant’Ambrogio” e 13 “Sant’Ambroeus”).

Le attività a cui si dedicano sono le più varie: ci sono immobiliari, imprese di costruzioni, onoranze funebri ma anche manifatture di ceramiche, terme, scuderie e calzolerie. “Sant’Ambrogio  è un momento importante di festa per Milano, di aggregazione e ritrovo in una appartenenza condivisa per tutti i milanesi che amano la loro città. Una festa prima di tutta religiosa e delle famiglie e anche un’occasione per il rilancio dei consumi nelle prossime feste che, per le piccole imprese diffuse e per i negozi di vicinato, segnano l’andamento complessivo di tutto l’anno. Ecco perchá bisogna partecipare all’insegna dell’ottimismo e festeggiare in preparazione al Natale”.

 

domenica
Nov 18,2012

REPORTAGE

 “COSTUME e TRADIZIONI”

Ruviano, il paese dei …….

Un mix di ironia, goliardia e puro divertimento.
Orgogliosi di esserlo, nei giorni scorsi hanno sfilato  in processione cantando l’inno accompagnati dalla banda musicale.

La chiesa locale non ha partecipato(il prete, negli anni scorsi, esibiva pure lui le corna- su un palco davanti la chiesa). Il nuovo Vescovo non ha concesso il placet quest’anno, i becchi in processione hanno evitato il passaggio davanti alla chiesa.

Tra i vip con i “pesi sulla testa”: il sindaco(con le corna municipali con fascia tricolore), il farmacista e medico del paese, che da anni mostrano grande ironia, infilando sulla testa aculei di tutti i tipi, incuranti dei moralisti di professione. Una grande lezione di vita  data all’intera nazione!

SIAMO BECCHI , FELICI  E CONTENTI !

Monopolio della famiglia Nicolella nella presidenza del sodalizio. Tre i presidenti in 35 anni con lo stesso cognome: uno zio e due nipoti. Aculei istituzionali nel Dna!

CORNUTI FENOMENO ANTROPOLOGICO, FINITI IN DUE UNIVERSITA’ ITALIANE e ALL’ESTERO E IN DUE PRESTIGIOSI VOLUMI INTERNAZIONALI.

Riuniti in associazione nel paesino casertano, sono scesi in piazza(per la trentacinquesima edizione della festa) come ogni anno per mostrare il prodotto tipico del posto: le corna

ASSOCIAZIONE CORNUTI RUVIANESI, PARLA IL PRESIDENTE: ACULEI NEL NOSTRO DNA!

“Oltre 30 anni fa, mio zio, Pietro, con quattro amici, ebbe l’idea di questa festa- racconta Paolo Nicolella, attuale Presidente dell’Associazione Cornuti Ruvianesi(voluto a tutti i costi negli anni scorsi da Raiuno nella trasmissione “I Soliti Ignoti”, condotta da Fabrizio Frizzi)- che ebbe luogo con pochissimi temerari, perché nella gran parte delle persone mancava la sfrontatezza giusta per esibire il carico pendente! Erano altri tempi. Tutto cominciò per gioco. Una sfida, poi vinta da mio zio, che per la cena offri il suo montone, simbolo della festa dei becchi. Si potevano contare sulle dita di una mano i partecipanti alla prima edizione. L’anno dopo, lo sparuto gruppo dell’anno precedente sfilò in processione in compagnia di nuovi adepti. Fu un successo, bissato per anni. Alla morte di mio zio Pietro, divenne presidente mio cugino Giuseppe, che dette  l’anima, portando la manifestazione agli onori delle televisioni nazionali. Nel 1998, Giuseppe mori prematuramente. Dopo la tumulazione della salma al cimitero, un amico disse: e ora chi sarà il nuovo presidente?  Pochi secondi, gli occhi degli amici presenti  puntati su di me, ed ero diventato il nuovo Presidente!”  Singolare e simpatico “monopolio” della famiglia Nicolella nella presidenza del sodalizio. Tre i presidenti in 35 anni con lo stesso cognome: uno zio e due nipoti. Aculei istituzionali nel Dna! Oltre settemila i presenti che  quest’anno hanno assistito all’evento, cominciato con la lettura dei ‘Dieci comandamenti dei becchi, con il battesimo dei nuovi adepti, a seguire  l’alzabandiera  e la caratteristica processione per le anguste stradine di Ruviano. Nel finale, l’incendio del totem, canti e balli con un gruppo di brasiliane,  l’apertura degli stand gastronomici con prodotti tipici locali e buon vino, e nel finale fuochi d’artificio. Alla fine della serata,  il Presidente Nicolella ha salutato gli ospiti dando appuntamento a tutti per il prossimo anno.  Da registrare quest’anno, la defezione della  chiesa  locale, che  non ha partecipato all’evento(il prete, negli anni scorsi,  esibiva pure lui le corna- su un palco davanti la chiesa). Il nuovo Vescovo quest’anno,  non ha concesso  il placet  ed i becchi in processione, seppur amareggiati un poco, hanno evitato il passaggio della “processione” davanti alla chiesa.

Ruviano(Caserta)-  “Cornuto è bello! Siamo felici e contenti”.  A gridarlo in coro un nutritissimo  gruppo  di  cornuti doc, riunitisi anche quest’ anno a Ruviano, arcinoto in Italia e nel mondo come “il paese dei cornuti!. Una leggenda, divenuta “realtà”, alla fine degli anni settanta, quando alcuni giovani pieni di entusiasmo ed ardenti d’amore per la terra natia, vollero dare seguito alla leggenda, tramandata da secoli di generazione, in generazione. Per diventare cornuti doc!
Una presa di coscienza sulla necessità di difendere il “marchio”- in via d’estinzione. Per non dimenticare il curioso e bizzarro rito, verosimilmente già presente in era pagana, nel minuscolo paesino della provincia di Caserta: interrotto negli anni anche per lunghi periodi, e di tanto in tanto ripreso – che ormai da 35 anni, si celebra puntualmente ogni anno.
Tutto iniziò come uno scherzo. Il cupo mese di novembre. Si riunirono, si dettero da fare, spesero la loro baldanza giovanile, ma anche i pochi spiccioli che avevano da parte, affrontarono diffidenze ed incredulità, freddezze ed assenteismi, decisi a celebrare la Festa dei Cornuti, collocata l’undici novembre, in onore di S.Martino, noto protettore dei portatori d’aculei.
Andò tutto per il meglio. Sfilando coraggiosamente in processione per le strade del paese, con mastodontiche corna sulla testa, in una sorta di “autoflagellazione collettiva”.
“Furono premiati da applausi e da lodi esterne, ma anche dalla soddisfazione intima che la coscienza del bene regala agli uomini di buona volontà”- racconta Pasquale Petrazzuoli, segretario dell’Associazione Cornuti Ruvianesi.
E fu sull’eco del successo della festa, che l’anno dopo i cornuti organizzati, diventati per l’occasione una ventina, tornarono all’assalto. Decisi a dare soluzione di continuità alla tradizionale festa. La fine dell’estate di quell’anno fu il preludio alla nascita di un’associazione. L’ACR: Associazione Cornuti Ruvianesi. Sodalizio presieduto da Paolo Nicolella, che conta centinaia di soci anche oltre oceano.
Associazione cresciuta negli anni, per l’arrivo di nuovi adepti, ogni anno in fila chi per cominciare il noviziato, chi per ricevere il “battesimo” e la conseguente patente di becco.
GRANDE IRONIA
Cornuto è bello. I duemila abitanti del paesino(invaso da circa 2000 curiosi) casertano sono orgogliosi di esserlo- e l’undici novembre di ogni anno si ritrovano, provenienti dall’intera penisola (qualcuno anche dall’America) – per festeggiare il loro patrono, sfilando in processione, con gioia e “speranza”- con tanto di stendardo, santo, monaco, chierichetto e presidente – tutti in costume tipico, accompagnati dalla banda per cantare il caratteristico inno dei cornuti: processione che si conclude con  l’incendio del fantoccio di pezza, naturalmente munito di grossi aculei.  Uniti dalle armi portate sulla testa, “mimetizzati” per gioco- con buona dose d’ironia. “Terapia” per allontanare lo spettro di “pesi” veri sulla fronte- per dribblare ed esorcizzare l’incombente pericolo: l’anamnesi di qualche “antropologo”del luogo.
In passerella becchi di tutti i tipi- con corna lunghissime, personalizzate, tecnologiche.
LA PROCESSIONE
Goliardia, ironia, folklore- per valorizzare il “prodotto tipico ruvianese. Le corna
Processione, inno, battesimo nuovi adepti, discorso del Presidente dell’Associazione, che ha elencato anche quest’anno  le dieci buone regole del cornuto doc.
““E’ un momento di allegoria, ironia, spensieratezza e puro divertimento- racconta-il presidente Nicolella. La nostra associazione- dice sorridendo- è nata con lo scopo di far valere i propri diritti, per alleviare le sofferenze delle persone colpite dalla sindrome dei bernoccoli, per aiutarle in modo corretto sul piano neuro-riabilitativo, tramite un sereno confronto con le altre vittime”.

CORNUTI FENOMENO ANTROPOLOGICO FINITI IN DUE UNIVERSITA’ ITALIANE e ALL’ESTERO
Ruviano, patria dei cornuti, che sorprendentemente sono saliti in cattedra(almeno in due università italiane, in un convegno a Berlino, ed in volumi universitari. A quando la festa nazionale?
Festa terapizzante per milioni d’italiani spesso alle prese con il fastidiosissimo peso sulla testa: un buon metodo per alleviare il doloroso carico pendente!

Giuseppe Sangiovanni

La professoressa Rita Giuliani dell’Università La Sapienza  ne  ha parlato pure  in un convegno a Berlino
LA FESTA DEI CORNUTI DI RUVIANO  SBARCA NEL MONDO
Il tradizionale evento  finito  in due volumi dell’Università di Padova e in Russia

Ruviano, il paese dei cornuti finisce nel mirino dell’Università’ La Sapienza di Roma. E non solo. Un fenomeno  sottovalutato  nella città della Reggia, diventato oggetto di ricerca e studio da parte della professoressa Rita Giuliani, titolare della II Cattedra di Lingua e Letteratura russa, presso l’importante polo universitario romano. Non uno dei tanti docenti universitari italiani, ma una figura di grande spessore: membro della redazione della rivista internazionale di studi russistici e rappresentante in Italia di “Vsemirnoe” slovo”, edizione russa di “Lettre Internationale”. Membro della “Società Teatrale M. Bulgakov” di San Pietroburgo. Coordina il Dottorato di ricerca in Slavistica. Frenetica l’attività di ricerca, che ha prodotto più di quaranta pubblicazioni, privilegiati i seguenti temi: L’opera letteraria di L.Andreev e M. Bulgarkov, scrittori russi del 900(Leonid Andreev, 1977; Michail Bulgarkov, 1981; L’opera postuma di Ribellino(è stata allieva), di cui ha pubblicato saggi inediti di letteratura russa)L’arte della fuga, 1987; Per Anna Karenina, 1995. Da tempo si occupa di letteratura italiana nell’opera di autori russi(della Roma dell’800)- dedicando all’argomento i volumi Vittoria Caldani Lapcìenko: “La fanciulla di Albano”, nell’arte nell’estetica e nella letteratura russa(1995), la miscellanea internazionale di studi Obraz Rimav Russkoi literature(l’immagine di Roma nella letteratura russa)Roma-Samara 2001 e la monografia la  “meravigliosa” Roma di Gogol(2002).  Questa in sintesi Rita Giuliani,  monumento della cultura mondiale, che ha scritto al giornalista freelance  Giuseppe Sangiovanni, autore di diversi articoli sui cornuti di Ruviano: “ Egregio dottor Sangiovanni, insegno Letteratura russa alla “Sapienza” di Roma e sto pubblicando un articolo sulla descrizione di una “festa dei cornuti” fatta da un  grande scrittore russo dell’inizio del 900: Leonid Andreev.  Nell’articolo cito  abbondantemente il Suo articolo del 2003 sulla festa dei cornuti  a  Ruviano.  Ne ho anche parlato a un convegno a Berlino nel luglio 2005- e in quella sede ho proiettato le immagini  di commento al Suo testo.  Siccome sto pubblicando l’articolo in un volume dell’università di Padova, vorrei sapere da Lei, detentore del copyright, se potesse autorizzarmi a pubblicare  news e foto tratte  dal Suo articolo. Siccome i miei lavori vengono sistematicamente saccheggiati o scopiazzati senza indicazione delle fonti, io detesto fare altrettanto. Spero l’anno prossimo  di riuscire a venire a Ruviano per l’11 novembre, credo che ne valga la pena. Cordialmente- Rita Giuliani.E di recente, la docente della Sapienza ha scritto nuovamente a Sangiovanni : “ Nell’approssimarsi della Festa(n.d.r.dei cornuti di Ruviano), mi è gradito confermarVi che il testo dell’intervento è stato pubblicato, con tanto di foto (per le quali avevo chiesto e ottenuto l’autorizzazione dall’autore dell’articolo che citavo) in una miscellanea dell’Università di Padova e, questa non ve l’aspettavate!, anche in russo in un volume uscito nel 2006 ad Orel (Federazione russa). Un motivo di orgoglio in più per i festeggiati, per definizione “cornuti e contenti”!
Cordialmente
Rita Giuliani

sabato
Gen 14,2012


COMUNE DI VILLA LITERNO
PROVINCIA DI CASERTA ufficiostampa@comunevillaliterno.it   
Ufficio del Sindaco
COMUNICATO STAMPA
13 gennaio 2012

Il 21 gennaio sarà presentata la nuova associazione che organizza la manifestazione
Prende forma il Carnevale di Villa Literno 2012, il primo organizzato dalla neonata associazione, composta da giovanissimi rappresentanti dei vari rioni: Pasqualino Irace, Tammaro Rosano, Roberto Zanobio, Nicola Zaccariello, Francesco Sorbo, Nicola Oliviero, Giuseppe Caterino, Mario Di Dona, Vincenzo Molitierno; i primi tre (uno per ogni rione) svolgeranno anche funzione di presidente, in attesa di una assemblea generale che – dopo il Carnevale 2012 – eleggerà i componenti dei comitati rionali e del nuovo consiglio direttivo.
I membri del direttivo si sono incontrati in riunione con i rappresentanti del Comune Alfonso Bonavolontà e Tammaro Iovine (quest’ultimo consigliere delegato al Carnevale). All’ordine del giorno l’organizzazione dell’evento di quest’anno, che sarà un vero e proprio battesimo per  il “nuovo” Carnevale.
Una “ri-nascita” che sarà simboleggiata dalla presenza di un solo carro allegorico, ideato e allestito di comune accordo da tutti i rioni partecipanti, che invece si diversificheranno solo nelle coreografie e nella scelta dei vestiti. E anche la composizione del carro sarà fortemente allegorica: una cicogna che porta nel becco un neonato (emblema del nuovo Carnevale di Villa Literno) con le maschere ufficiali liternesi: Pummarustiello, Villina e Pantanello.
Le sfilate – quest’anno – si terranno una settimana dopo rispetto alle tradizionali date del Carnevale: 25, 26 e 28 febbraio i giorni in cui nelle strade liternesi tornerà a respirarsi l’aria carnevalesca. Un mese prima, il 21 gennaio, i membri della nuova associazione si presenteranno alla cittadinanza nell’ambito di una manifestazione pubblica durante la quale saranno illustrate nel dettaglio le caratteristiche della manifestazione di quest’anno e sarà sorteggiato il corso sul quale si terranno le esibizioni.

L’addetto stampa

domenica
Gen 8,2012

C e n t r o  S t u d i  P u g l i a n e l l o
‘A Fest’ du Puorc’
X Edizione
PUGLIANELLO 09-10-11-12 FEBBRAIO 2012

Il Centro Studi Puglianello, in collaborazione con l’azienda Liverini di Telese Terme ed il patrocinio della Camera di Commercio di Benevento, della Provincia di Benevento e del Comune di Puglianello, presenta la decima edizione de ’A fest’ du Puorc’ (la festa del maiale). La manifestazione, che da alcuni anni registra sempre maggiore attenzione da parte dei tanti cultori dell’enogastronomia, intende valorizzare le tradizioni autentiche del nostro territorio.  ‘A fest’ du puorc’ (momento in cui il maiale, cresciuto all’interno della famiglia contadina viene ammazzato) rappresenta nella cultura contadina la certezza alimentare, la dispensa  del domani, la gioia dell’essere.
L’evento, che si tiene nel centro storico di Puglianello nella settimana dal 6 al 12 febbraio 2012, ormai alla X Edizione, presenta un programma ricco di interessanti novità: lunedì 6 febbraio nel corso di un pomeriggio enogastronomico, in collaborazione con il ristorante ‘Il Foro dei Baroni’ ed il pub “Historia”, dopo la presentazione dell’evento da parte dei responsabili del Centro Studi Puglianello e un approfondimento sulla gastronomia d’eccellenza da parte di autorità, esperti e giornalisti, affermati chef campani  presenteranno i loro piatti  sul tema del maiale. Saranno presenti allievi del Conservatorio Nicola Sala di Benevento con performance musicali sul tema della festa. Il giovedì 9 febbraio, nella tendostruttura allestita per l’accoglienza, animatori del Centro Studi aspettando la festa presenteranno al grosso pubblico i prodotti delle varie aziende agroalimentari del territorio con degustazioni e karaoke.
Dal venerdì alla domenica tre giorni intensi della festa vera e propria, dove il tutto ruota intorno alla gastronomia del maiale, promuovendo momenti di gioia collettiva:  tutta la comunità si abbraccia coralmente in festa, offrendo ai tanti partecipanti del territorio campano e delle regioni vicine la classica e genuina accoglienza della cultura contadina. Gli stand, curati dai tanti volontari del Centro Studi Puglianello, proporranno ai partecipanti la degustazione dei tantissimi piatti della tradizione contadina: tagliatelle con tracchie e porcini, cavatelli con tracchie, pacche e ceci, tagliolini con fagioli e cotiche, orecchiette salsicce e broccoli, carne e peperoni, grigliate di maiale, minestra maritata, soffritto con patate, polenta con fegato e salsiccia, piede al limone, tortano con le cicole ed ancora tante altre delizie. Il tutto accompagnato dai vini della valle telesina e da tanta buona musica.
La festa, che è ormai diventata una straordinaria realtà, nel panorama regionale occupa una più che  rilevante posizione nel comparto del turismo enogastronomico e culturale, offrendo al territorio campano e non solo l’opportunità di rivivere la magia di un momento festoso, dove si erge a  protagonista la cultura contadina fatta di luci ed ombre, ma sempre e comunque autentica e capace di interpretare l’eccellenza dei tempi. La manifestazione vera e propria partirà  venerdì 10 febbraio alle ore 19,00 in Piazza Castello, con il taglio del nastro alla presenza di autorità civili e militari, mentre alle 19.30 avrà inizio l’attività degli stand gastronomici con l’intrattenimento musicale de ‘I Multietnica’.
Sabato 11 febbraio, alle ore 10.30 la festa degli studenti con la presentazione di piatti della tradizione locale; parteciperanno gli studenti  dell’istituto comprensivo di Amorosi-Puglianello-Melizzano, dell’Istituto comprensivo di  Faicchio, dell’Istituto per il Turismo di Faicchio e dell’Istituto Alberghiero di Castelvenere; interverranno Carlo Falato (Assessore provinciale alla Cultura), Angelo Marcucci (Dirigente scolastico provinciale), Giovanni Gammetti (Dirigente dell’istituto comprensivo di Faicchio), Antonio Mongillo (Dirigente scolastico Istituto Turismo Faicchio – Alberghiero Castelvenere) e Michele Nuzzi (Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Amorosi).
In serata, alle ore 19.30, l’apertura degli stand con l’accompagnamento musicale di un gruppo di fiati del Conservatorio Nicola Sala.
Domenica 12 febbraio il calendario sarà ricco di proposte: mattina, alle ore 10.30, il gruppo folk Fontanavecchia di Casalduni si esibirà lungo le strade del centro storico (ore 10.30 – 13.00 – 16.00 – 19.00) con partenza da piazza Castello. Gli stand gastronomici  saranno operativi sia a pranzo (ore 12.30 – 15.30) che a cena (a partire dalle ore 18.30) con intrattenimenti musicali.
La peculiarità de ‘A fest’ du Puorc’ sta nel fatto che attraverso questi momenti di festa si intende soprattutto recuperare la radice dell’animale cresciuto in famiglia: la materia prima impiegata non è figlia dell’allevamento industriale, ma prodotto domestico per ricreare i migliori piatti della tradizione gastronomica contadina.
L’allevamento del maiale è, infatti, una delle rare usanze che il mondo contadino continua a custodire gelosamente, che resiste al tempo nonostante la vita rurale abbia subito profonde cambiamenti. A Puglianello, allevando in maniera genuina i maiali impiegati per l’offerta gastronomica di questa manifestazione, si vuole dare forza ad una tradizione, che oggi è sempre più apprezzata grazie all’affermazione della cultura del gusto, e che viaggia di pari passo con la lotta sempre più diffusa e contagiosa nei confronti dell’omologazione.

Per ulteriori informazioni

Ferdinando Creta
cell 366 6711641

Filippo Guarnieri
cell 333 9113709

mercoledì
Gen 4,2012

Salve,
vi scrivo in merito alla Festa di Sant‘Antuono di Macerata Campania (Caserta), che si svolgerà dal 13 al 17 gennaio 2012.

L’evento è organizzato dall’Associazione Sant‘Antuono & le Battuglie di Pastellessa, con il patrocinio del Comune di Macerata Campania, della Provincia di Caserta, della Regione Campania, con il patrocinio morale di AGA – Associazione Giochi Antichi di Verona e con la partecipazione del Comitato per la Promozione del Patrimonio immateriale (ICHNet), della Fiaccola della Pace di Montoro Superiore (AV) e del Progetto Nazionale “Un’Itàlia, 150 piatti 150 vini 150 territori”.

Vi chiedo gentilmente di pubblicare notizie riguardo l’evento.

In allegato trovate tutte le info sull’evento, con foto e manifesto.

Cordiali saluti.
Ing. Vincenzo Capuano

Segretario Associazione Sant‘Antuono & le Battuglie di Pastellessa
cell. 333 37 99 846
cell. 347 30 83 914

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Ecco le informazioni sull’evento:

Titolo:
Festa di Sant‘Antuono

Data evento:
dal 13 al 17 gennaio 2012

Luogo:
Macerata Campania (Caserta)

Organizzatore:
Associazione Sant‘Antuono & le Battuglie di Pastellessa

Patrocini:
Regione Campania
Provincia di Caserta
Comune di Macerata Campania

Partecipazioni:
Comitato per la Promozione del Patrimonio immateriale (ICHNet)
AGA Associazione Giochi Antichi – Verona
Fiaccola della Pace – Montoro Superiore (AV)
Progetto Nazionale “Un’Itàlia, 150 piatti 150 vini 150 territori”

Particolarità:
Sfilata carri allegorici, Spettacoli musica folk gratuito, Bottari, Degustazione piatti tipici locali

Sito-web ufficiale:
www.santantuono.it
(e-mail: info@santantuono.it)

Breve descrizione dell’evento:

Festa di Sant‘Antuono – Edizione 2012
Macerata Campania dal 13 al 17 gennaio 2012

Torna a Macerata Campania la Festa di Sant‘Antuono  – edizione 2012, uno degli eventi più importanti nel panorama delle feste popolari/religiose della Regione Campania.
L’edizione 2012, organizzata dall’Associazione Sant‘Antuono & le Battuglie di Pastellessa, con il patrocinio del Comune di Macerata Campania, della Provincia di Caserta, della Regione Campania, con il patrocinio morale di AGA – Associazione Giochi Antichi di Verona e con la partecipazione del Comitato per la Promozione del Patrimonio immateriale (ICHNet), della Fiaccola della Pace di Montoro Superiore (AV) e del Progetto Nazionale “Un’Itàlia, 150 piatti 150 vini 150 territori”, inizierà il 13 gennaio per concludersi il 17 gennaio 2012.
La sfilata delle Battuglie di Pastellessa, cioè i carri allegorici su cui si esibiscono i bottari, a suon di tini, botti e falci, è uno dei momenti più attesi del folklore casertano e richiama ogni anno un numero sempre maggiore di visitatori e turisti, attenti ai rituali e alle tradizioni popolari. Una tradizione questa che trae la sua origine dal XIII secolo e che vedrà il suo culmine con le sfilate delle Battuglie di Pastellessa che a partire dal 14 gennaio animeranno il paese, fino all’atteso passaggio di domenica 15 davanti al sagrato della Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo, per poi concludersi il giorno 17 gennaio in piazza De Gasperi.

Sono oltre 1000 i Bottari suddivisi su 20 Battuglie di Pastellessa che sfileranno nel corso della Festa. Ecco i nomi delle Battuglie di Pastellessa partecipanti:
•    A sellara,
•    A cumpagnia nov,
•    La piccola compagnia de “I punto esclamativo”,
•    Incanto popolare,
•    L’ombr nov,
•    L’epoca nov,
•    Battuglia libera,
•    Carro ‘e vascio ‘o vasto,
•    A storia nov,
•    La compagnia del 2011,
•    Casalba… passato e presente,
•    Casalba: I nuovi suoni…,
•    E facc nov,
•    I wagliun ra vie ‘e for,
•    Cantica popolare,
•    I wagliun ro muntagnuolo,
•    La compagnia de “I punto esclamativo”,
•    Suoni antichi,
•    A cantenella,
•    La nuova band.
Parte quest’anno da Macerata Campania (Caserta) la XXXIV edizione della Sacra Fiaccola di San Antonio Abate di Caliano in Montoro Superiore (Avellino), che verrà accesa lunedì 16 gennaio 2012 durante la Santa Messa serale, per poi arrivare nella mattinata del 17 gennaio, eseguendo tutto il percorso a piedi (circa 80 Km), nella frazione Caliano di Montoro Superiore. Inaugurata nel 1980, la prima fiaccola di San Antonio Abate fu accesa e benedetta da Sua Santità Giovanni Paolo II presso l’Aula Paolo VI, alla presenza di 20.000 fedeli.
Nel corso dell’evento da non perdere sono i Giochi Tradizionali, come il Palo di Sapone, la Corsa con le Botti, il Giro della Botte, il Tiro della Fune e la Corsa nei Sacchi, promossi quet’anno con il patrocinio morale dell’Associazione Giochi Antichi (AGA) organizzatrice del fomoso Festival Internazionale dei Giochi in Strada “Tocatì” di Verona,  alla cui nona edizione ha preso parte la Comunità di Macerata Campania con il gioco della Corsa con le Botti.
Di interesse il Convegno Culturale Internazionale “Feast of Saint Anthony the Abbot, intangible cultural heritage of Macerata Campania” al quale parteciperanno: Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa, Comune di Macerata Campania, Comitato per la Promozione del Patrimonio Culturale Immateriale (ICHNet), Comune di Rotondi (AV), Pro Loco “La Lanterna” di Rotondi (AV), Comune di Montoro Superiore (AV), Liceo “Arthur Rimbaud” di Istres (Francia), Istituto “Trassierra” di Cordova (Spagna), Liceo Linguistico “Alessandro Manzoni” di Caserta, Scuola Secondaria di 1° Grado “Pietro Giannone” di Caserta.
Inoltre sarà possibile degustare la squisita Past’e’llesse, ovvero la pasta con le castagne lesse, selezionata dall’Associazione SapereSapori nel 2011 come uno dei 150 piatti tradizionali che più rappresentano le caratteristiche culturali e storiche dell’Italia (Fonte dati: Progetto “Un’Itàlia, 150 piatti 150 vini 150 territori”); l’Associazione Nazionale Città del Vino ha abbinato a questo piatto il vino Cantone Sannio IGT 2008 Cantina Sociale La Guardiense Coop. Agr. in Guardia Sanframondi (BN), medaglia d’oro 2011.

Per il programma completo della manifestazione clicca su: http://www.santantuono.it

giovedì
Dic 29,2011

Michele Sntoro

BAIA LATINA. La Banda Musicale “FILARMONICA ALESSANDRO VESSELLA” ed il Gruppo Folkoristico “LA BASULATA” di Baia e Latina sono di “Interesse Nazionale”: lo attesta il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha promosso un’iniziativa che ha coinvolto tutti i Comuni per attribuire il riconoscimento dei gruppi di musica Amatoriale e Popolare, quali Bande Musicali, Cori e Gruppi Folklorici, presenti sul territorio. La cerimonia per la consegna degli attestati ai  Comuni coinvolti si è svolta, in ottemperanza delle direttive del Ministero, pres so la Regione Campania. La Filarmonica Alessandro Vessella e la Basulata, ha commentato visibilmente soddisfatto il Sindaco di Baia e Latina Michele Santoro, sono tra i fiori all’occhiello della  nostra comunità, una tradizione consolidata e amata dall’alto valore culturale ed artistico. Rivestono un ruolo prezioso per l’aggregazione e la socializzazione  di ogni età, giovani, adulti ed anziani”. Il linguaggio della musica è universale, aggiunge qualità alla vita e favorisce la coesione sociale.  Per questo voglio rivolgere il mio augurio più sincero a nome di tutta la cittadinanza. Le vostre storie, ognuna con il proprio carico di esperienze, di momenti difficili e di gioie, sono un esempio positivo per il futuro del nostro Paese, che aprono uno squarcio di sper anza in una fase complessa per tutti noi. L’Italia e Baia e Latina che leggiamo nelle vostre storie sono un paese e una comunità dal nerbo forte, con valori antichi, che sanno progettare il proprio futuro sul lungo periodo e che vogliono continuare ad avere un ruolo da protagonisti nella storia.
Pietro Rossi
giovedì
Dic 22,2011

 

Il Natale, per zio Peppe, aveva sapori e profumi di casa sua, ma in tutta la città, per tutto il tempo dell’Avvento, aveva il suono delle zampogne e delle ciaramelle: non c’era casa a Napoli che non volesse la benedizione di quel suono.

Poveri pecorai, discesi dalla Ciociaria o dal Molise, gli zampognari arrivavano in città per guadagnarsi il pane mentre il freddo bloccava i pascoli e transumanze, lavoro invernale per chi non poteva permettersi una stagione di magra, dato che era già magra la loro vita.

Vestiti di pelli e coperti da mantelline, venivano ospitati in alloggi di fortuna, quasi sempre depositi o cellari, più indicati per botti di vino.

Arrivavano sempre ai primi di dicembre per la novena dell’Immacolata e si fermavano in città fino all’Epifania per suonare le nenie care all’attesa del bambinello.

Pastorali antiche che ripetevano il ritmo andante del solito inno al bambino divino, che nasce al freddo e al gelo.

Pochi spiccioli nel cappello e tanta gratitudine a chi con la sua presenza arricchiva la memoria della festa.

Le edicole votive di un quartiere avevano le madrine e padrini che mai nel tempo dell’Avvento avrebbero fatto mancare il suono della cornamusa al proprio santo protettore e, dato che in casa il presepe era un’edicola familiare, pure lì non poteva mancare la nenia degli zampognari.

Spesso la novena si faceva suonare anche dinanzi agli altari improvvisati, addobbati per l’occasione sul comò della camera da letto con le foto dei parenti trapassati.

Quartiere per quartiere, vicolo per vicolo, il suono dell’aria che gonfia la zampogna e del sibilo del soffio, si ripeteva casa dopo casa augurando di acchiappare nuova aria, nuova speranza di futuro.

Accadeva anche che le note parole che accompagnavano la nenia “Tu scendi dalle stelle, o re del cielo” si trasformassero in una canzonaccia che non era irriverente, ma frutto estemporaneo di un gioco innocente che si tramandava di padre in figlio: “Mò vene Natale e stò senza denare, me fumo ‘na pippa e me vaco a cuccà”. Quanno è stanotte ca sparano ‘e botte, me metto ‘o cappiello e vaco a vedè”.

 

LO ZAMPOGNARO

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?

“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.

Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?

“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?

” Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.

Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;

se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno

Gianni Rodari

giovedì
Nov 24,2011

Piccolo Giuseppe

COMUNICATO STAMPA

Festa di Sant’Antonio, sabato evento-presentazione del programma
Il 26 novembre, alle 19, nella sede della Pro loco, in piazza Aldo Moro

RECALE. L’associazione Pro Loco “Nuova Recale”, da sempre attenta alle realtà culturali e tradizionali della propria terra, si farà nuovamente promotrice, dopo il successo delle scorse edizioni, della riscoperta della “Festa di Sant’Antonio Abate”, che rievoca usanze antiche legate alla memoria di Antonio, eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. In quest’ottica, in via del tutto innovativa, ha ideato l’evento-presentazione della festa di gennaio, che si svolgerà sabato, 26 novembre 2011, alle ore 19, in piazza Aldo Moro a Recale, nella sede dell’associazione, che, per l’occasione, apre le porte alla cittadinanza. «L’obiettivo – rivela il presidente Giuseppe Piccolo – è quello di stuzzicare la curiosità e incrementare la partecipazione e la condivisione del popolo recalese della festa, prevista per sabato 21 e domenica 22 gennaio 2012, proponendo un interessante percorso espositivo del programma». A tal fine, interverranno le associazioni presenti sul territorio, le autorità cittadine e gli amici sostenitori. Durante l’evento, avrà un ruolo fondamentale il parroco della Chiesa di Santa Maria Assunta, don Francesco Catrame. «Oltre alla presentazione degli elementi caratterizzanti la festa – spiega Piccolo -, delle iniziative e delle novità che animeranno le due giornate di gennaio, saranno benedetti i calendari di “Santantuono”, curati dalla Pro Loco». I calendari saranno poi distribuiti durante la processione che vede condurre la statua del Santo per le strade del paese. «L’evento-presentazione – conclude Piccolo – sarà una vera e propria anticipazione dello spessore culturale, folclorico, popolare e tradizionale che contraddistingue la festa di Sant’Antonio».

Recale, 24 novembre 2011

martedì
Set 27,2011

Alvignano. Venerdì 30 settembre si terrà,  la prima edizione della “festa della vendemmia, del vino e dei sapori di una volta” voluta dalla Pro Loco Alvignanese al fine di promuovere il territorio e i prodotti tipici locali, presso l’agriturismo “Oasi del Sol” in località sagliutella. Tale manifestazione, che si prefigge essere la prima di una lunga serie,  si svolgerà  non a caso ad Alvignano in zona Sagliutella dove, grazie alle caratteristiche del terreno, si raccoglie uva e si produce vino, di altissima qualità. Negli ultimi anni gli agricoltori si sono organizzati e hanno seguito e ancora seguono dei corsi formativi al fine di produ rre sempre più vino di qualità, senza tuttavia alterare quelle che sono le tradizioni del territorio stesso. La manifestazione non ha solo scopo di promozione del territorio e dei prodotti tipici locali ma anche uno scopo formativo/informativo. In effetti tale manifestazione si rivolge alle scuole locali i cui alunni parteciperanno attivamente a tale evento. A loro sarà mostrato, direttamente su un campo in zona sagliutella, la vendemmia con le antiche tecniche. Dopo di che ci si recherà presso la fantastica struttura Oasi del sol” sempre in zona sagliutella dove i ragazzi assisteranno alla pigiatura con i piedi, per poi passare alla pigiatura con macchina costruita con materiale legnoso e azionata con le forte e fiere bracce di contadini, la pigiatura con macchina costruita con materiale ferrose e infine la pigiatura con macchina automatizzata. Se da un lato si insegnerà ai ragazzi la produzione del vino e di tutta la filiera commerciale dall’altro gli attenti organizzatori di tale evento non si esimeranno dal consigliare ai ragazzi di bere alcool con moderazione e soprattutto di non mettersi alla guida dopo aver bevuto oltre le dosi consentite. I ragazzi visitatori, dopo aver gustato con tutti i presenti  piatti tipici, visiteranno l’enoteca della sig.ra Saggese Caterina in piazza notarpaoli. tale ultima tappa risulterà necessaria al fine di spiegare la filiera commerciale del vino. In serata invece l’agriturismo oasi del sol aprirà le porte ai tanti visitatori facendo degustare gratuitamente piatti tipici con sapori di una volta. Ci si troverà immersi in una struttura incantevole dove gli attenti associati Pro Loco allestiranno scenografie inedite. Si prevede la presenza di espositori locali di prodotti tipici; insomma il tutto sembra organizzato alla perfezione, senza tralasciare  nulla.. ci ha riferito il presidente Cesare Ianniello: “Saranno serviti gratuitamente a tutti i partecipanti piatti tipici e vini novelli prodotti da agricoltori del posto. Abbiamo provveduto altresì a contattare tutti i commercianti e artigiani locali al fine di far esporre i loro prodotti tipici, e sono certo che gli attenti visitatori dopo aver assaggiato tali prodotti ritorneranno presso gli esercizi commerciali e artigiani per acquistare le bontà nostrane..” insomma una bella e interessante iniziativa interamente targata Pro Loco Alvignanese.

Pietro Rossi

venerdì
Set 23,2011

COMUNICATO STAMPA

24-25 Settembre 2011, Piazza De Michele – Macerata Campania (Caserta)
Parte a Macerata Campania il Pastellessa Folk Festival
Per la kermesse internazionale si prevede il pubblico dei grandi eventi.

E’ oramai tutto pronto, sabato 24 e domenica 25 Settembre 2011, la città di Macerata Campania (Caserta) ospiterà la seconda edizione del PASTELLESSA FOLK FESTIVAL, il Festival dei Bottari. Un evento senza precedenti, nel corso del quale si sfideranno a suon di botti, tini e falci le Battuglie di Pastellessa di Macerata Campania.
Organizzatori dell’evento l’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa di Macerata Campania e l’Associazione Radici di Marcianise, con il patrocinio del Comune di Macerata Campania e del Comitato per la Promozione del Patrimonio immateriale (ICHNet).
Nel segno della continuità, anche l’edizione 2011 è caratterizzata da una tematica attorno alla quale è costruita tutta la proposta musicale e non del festival. Infatti la seconda edizione si pone l’obbiettivo di mettere a confronto 3 espressioni della poliritmia musicale internazionale: la MUSICA AFRICANA SENEGALESE, la TAMMURRIATA e la PASTELLESSA, ovvero la musica emessa dai bottari percuotendo strumenti di uso contadino come botti, tini e falci. Un mix questo che da il via al primo “INTERNATIONAL WORLD RHYTHM FESTIVAL”, ovvero al primo Festival Internazionale di Percussioni.
All’evento saranno presenti le BATTUGLIE DI PASTELLESSA di Macerata Campania, che con i suoi BOTTARI intoneranno la Pastellessa. Dall’altro lato il ritmo africano della TERANGA DO SENEGAL e la forza della Tammurriata con il ritmo incalzante de ‘O BALL ‘E L’URZ con ‘A PARANZA DE RANOGNE E ‘NGUILLE e la COMPAGNIA DEI SUONI VAGANTI e la forza espressiva di uno dei più grandi rappresentanti del panorama internazionale: ANTONIO MATRONE detto ‘O LIONE che presenterà il suo ultimo lavoro Con la Pietra Nera, che ripercorre in modo appassionato la tradizione musicale contadina campana passando dal canto ‘ncopp ‘o tammurro, fino ad arrivare al canto del Capodanno ‘a ‘nferta.
Come nella prima edizione le Battuglie di Pastellessa partecipanti si sfideranno in vera e propria gara. Una giuria composta da tutti i Responsabili (Capocarri) delle Battuglie di Pastellessa partecipanti assegnerà nel corso dell’evento i seguenti premi: Premio alla miglior interpretazione, Premio alla miglior esibizione, Premio alla miglior “botte”, Premio alla miglior “falce”, Premio al miglior “tino”. Infine verrà assegnato anche un Premio Popolare; la giuria, in questo caso, sarà però rappresentata dal pubblico che attraverso una Lotteria Popolare potrà votare i propri beniamini.
Questi i nomi delle Battuglie di Pastellessa partecipanti: Le Nuove Ombre, Casalba: I nuovi suoni, I Wagliun ra Vie ‘e For, La Compagnia del 2011, Pastellesse Sound Group, Insuperabile Maceratese.
Nel corso dell’evento i visitatori potranno degustare piatti tipici locali, come la tipica Past’ e ‘llessa (pasta con le castagne lesse) e partecipare agli stage formativi sulle percussioni africane con la comunità senegalese, sulle tecniche esecutive ed i ritmi della Pastellessa e su o ball e l’urz, un modo questo per essere informati ed imparare delle tradizioni fondamento della nostra cultura.
Per maggiori informazioni visita il sito web ufficiale: www.pastellessafolkfestival.com

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