Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Imprenditoria’ Category

domenica
feb 7,2010

Enoteche Regionali della Campania:

un sistema innovativo per lo sviluppo del territorio

giovedì 11 febbraio 2010 – ore 15.30

Napoli – Città della ScienzaSala Newton

La cultura del vino come volano di sviluppo del territorio. Parte da qui il progetto delle Enoteche Regionali della Campania che viene presentato a Città della Scienza. Non una sola Enoteca, ma un sistema innovativo e altamente tecnologico, diffuso sul territorio regionale e concepito come strumento di promozione e sviluppo non solo del comparto vitivinicolo. Il progetto è promosso dall’Assessorato all’Agricoltura di Regione Campania in sinergia con la Cabina di Regia per la promozione del comparto vitivinicolo e si avvale del supporto del project management di Città della Scienza nella fase di start up e nella progettazione e realizzazione delle azioni di innovazione tecnologica. Prevede la creazione di spazi istituzionali distribuiti nelle cinque province campane in luoghi rappresentativi e strategicamente posizionati lungo i flussi turistici, strutturati per la valorizzazione della vitivinicoltura e dei relativi territori, l’accoglienza e l’informazione.

Elemento distintivo delle Enoteche Regionali della Campania sarà l’innovativa dotazione tecnologica finalizzata alla divulgazione e alla fruizione della produzione vinicola. In sintesi il progetto mira a realizzare la definizione di un sistema integrato e strategico, capace di coinvolgere tutti i protagonisti, dalla vite all’industria, dalla finanza al commercio e al turismo, in stretta connessione con le risorse storiche, archeologiche, culturali ed ambientali di cui la Campania è ricchissima. Il Sistema delle Enoteche Regionali della Campania prevede la realizzazione di un hub centrale nel capoluogo regionale e di point territoriali distribuiti nelle cinque province.

La sede centrale avrà funzioni di rappresentanza, divulgazione e documentazione del mondo del vino campano; le sedi satelliti approfondiranno il percorso esperienziale dentro la viticoltura campana sottolineando le valenze e le specificità dei singoli territori.

Iscrizione on-line: Enoteche Regionali della Campania: un sistema innovativo per lo sviluppo del territorio

http://www.rcservizi.it/eventi/query/iscrizione.php?stile=standard&id_evento=107&id_sessione=MzcwMTY%3D_HF5321

Invito Programma

http://resources.regione.campania.it/slide/files/Documenti%20Eventi/2010/2010%2001/file_10059_GNR.pdf

Cordiali saluti.

Ivana Sanna

Pigreco s.r.l.

via A.Manzoni, 120

80123 Napoli

tel. e fax 081 7147521

sanna@pigrecoeventi.it

www.pigrecoeventi.it

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giovedì
feb 4,2010

L’Associazione Italiana di Studio del Lavoro per lo Sviluppo Organizzativo promuove un incontro sul tema

“MINACCIA PER LE IMPRESE”

L’incontro si terrà il giorno 18 Febbraio ore 17,30
presso Palazzo Grassi, via Merulana 60

troverete maggiori informazioni e il download della locandina alla pagina web:
http://www.aislonline.org/Eventi/tabid/468/Default.aspx

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giovedì
feb 4,2010

PIEDIMONTE MATESE. Martedì 2 febbraio 2010 alle ore 20,00 presso il ristorante “Il giardino degli Ulivi” di Piedimonte Matese è iniziato il Corso Master of food del Vino di I° Livello. Il corso fa parte del progetto Master of Food realizzato da Slow Food ed è rivolto ai soci Slow Food. Serate fra amici, cene di lavoro al ristorante, appuntamenti galanti: sempre più il vino fa da nobile ed apprezzata cornice ad occasioni conviviali. È evidente il desiderio del consumatore di saperne del vino, per poter parlare a ragion veduta, oltre che bevuta, di note olfattive, tannini, alcoolicità e molto altro ancora. Il primo Master of Food Vino I livello è stato organizzato dalla Condotta Matese e con esso si acquisiranno le competenze teoriche e pratiche necessarie a condurre in autonomia una degustazione. Ma per capire il senso del complesso prodotto “vino”, il corso prop one anche l’analisi delle caratteristiche produttive, delle modalità di invecchiamento, del grado di maturazione, della tipicità, ossia il prima, il durante e il dopo rispetto a quando troviamo sulla tavola un calice di vino. Il corso è strutturato in sei incontri, durante i quali si avrà la possibilità di scoprire 26 tra i migliori vini italiani. L’iniziativa fa parte del progetto Master of Food realizzato da Slow Food ed è rivolto ai soci Slow Food Per informazioni e iscrizioni, è possibile inviare una e-mail a slowfoodmatese@libero.it o lello@cook-srl.it. Ai partecipanti verrà fornito un set consistente in sei calici da vino ed una guida, oltre all’attestato di conseguimento del Master.

Pietro Rossi

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mercoledì
gen 20,2010

Consorzio Centopercento Italiano
Vicolo del Piscetto 6/8, Scandicci (FI) 50018
Tel. 055/0516551-2-3-4, fax 055/7351410

Si inoltrano i comunicati stampa diffusi ieri in occasione dell’incontro tra i giornalisti e il consorzio Centopercento Italiano per la presentazione delle strategie 2010 a salvaguardia del Made in Italy.

L’intera cartella stampa (contentente anche tutti i dati relativi al consorzio, la sua consistenza, la sua storia) è scaricabile cliccando su http://www.ali-comunicazione.com/centopercentoitaliano_cartellastampa.zip< /font>

SINTESI:
Il Made in Italy è uno dei temi centrali dell’attuale dibattito sullo sta to di salute e sul futuro della nostra economia. E’ anche uno dei pilastri del sistema economico ed occupazionale toscano.
In teoria tutti vogliono difendere il Made in Italy, ma nei fatti sono pochi quelli che lo praticano senza eccezioni e con rigore assoluto.

Centopercento Italiano, il consorzio con base a Scandicci (FI) che raccoglie oltre 70 imprese artigiane e industriali di ogni parte d’Italia e di tutti i settori produttivi,  è stato il primo ed è  l’unico a fare della difesa del Made in Italy un imperativo quotidiano, sia pratico che etico. A questo scopo ha individuato una strategia di tutela della produzione nazionale basata su 5 pilastri

1) Lotta alla contraffazione.

2) Tracciabilità del prodotto.

3) Esaltazione della “cultura” legata al prodotto.

4) Convergenza delle azioni di tutela.

5) Rimodulazione del distretto industriale.

Questi costituiranno le linee guida dell’attività del consorzio per il 2010.

A disposizione per qualsiasi integrazione o chiarimento saluto cordialmente e auguro buon lavoro,

daniela mugelli
press@ali-comunicazione.com

*************************

COMUNICATO STAMPA 1|2010

“Tra il dire e il fare”: numeri, idee, proposte e programmi 2010 di chi il Made in Italy lo pratica tutti i giorni e per davvero

Il Consorzio Centopercento Italiano presenta le sue strategie per la difesa a oltranza di un “Made in Italy a tolleranza zero”. Basata su cinque “pilastri”.

Il tema del Made in Italy, che sull’onda della crisi e della concorrenza delle economie emergenti da mesi infiamma il dibattito sul futuro delle nostre imprese, è basato su un fondamentale equivoco: cosa può dirsi realmente “fabbricat o in Italia”? Si può considera! re itali ano il prodotto realizzato all’estero da aziende italiane? O quello realizzato in Italia da aziende straniere, per esempio cinesi? O quello fatto nel nostro paese, ma con materiali e qualità finale inferiori agli standard tradizionali impliciti in qualcosa di marchiato “Made in Italy”? E ancora: si può definire tale ciò che nasce senza il rispetto delle basilari norme di tutela del lavoro e dei lavoratori?

Dipendono anche dalla risposta a questi interrogativi sia la natura e il contenuto dei provvedimenti che si invocano a difesa delle nostre produzioni artigianali e industriali, sia le strategie da mettere in atto per il sostegno del prodotto nazionale sul mercato globale.

Secondo il Consorzio Centopercento Italiano – l’associazione con sede a Scandicci che, facendo leva sul sistema pellettiero toscano, riunisce oggi oltre 70 imprese nei diversi settori di eccellenza – non ci sono dubbi: “Il marchio made in Italy può e deve rappresentare unicamente prodotti realizzati in Italia, da imprese italiane, con tecniche, gusto, design, know how italiani e nel rispetto delle norme che nel nostro paese tutelano la dignità e la qualità del lavoro di chi produce”, dice il presidente Andrea Calistri.

Per questo la politica alla quale il Consorzio intende d’ora in poi improntare la propria attività è quella del “Made in Italy a tolleranza z ero”: no a trucchi, alchimie, ambigui! tà ;, triangolazioni. “Non esiterei a indicare i soci del consorzio come gli ultimi difensori del Made in Italy, i paladini dell’italianità totale in cui deve identificarsi un marchio così prestigioso”, che va tutelato con n’azione basata su cinque “pilastri”: lotta alla contraffazione, tracciabilità del prodotto, valorizzazione del prodotto, convergenza di azioni, rimodulazione del distretto industriale”.

COMUNICATO STAMPA 2|2010

Consorzio Centopercento Italiano: i cinque “pilastri” per la difesa a oltranza di un “Made in Italy a tolleranza zero”

Nessun compromesso, nessuna ambiguità. È qu esto il messaggio lanciato dal Consorzio Ce! ntoperce nto Italiano mentre annunci! a la sua strategia 2010 a difesa del Made in Italy. Una strategia intransigente, basata su cinque pilastri. “Non esiterei a indicare i soci del consorzio come gli ultimi difensori del Made in Italy, i paladini dell’italianità totale in cui deve identificarsi un marchio così prestigioso”.

Eccoli, i cinque pilastri:

1)     Lotta alla contraffazione. È la prima e più immediata esigenza. Combattere la contraffazione consente di arginare la concorrenza illegale e lanciare ai contraffattori un messaggio preciso: esistono del le leggi che vengono fatte rispettare, senza eccezioni né adattamenti.

2)     Tracciabilità del prodotto. È il postulato di ogni seria lotta alla contraffazione. Rendere “tracciabile” il Made in Italy consente di ricostruire a ritroso tutta la “storia” dell’oggetto attraverso le tappe della filiera produttiva: dalla materia prima ai canali della distribuzione. Solo la capillarità dà reale efficacia ai controlli.

3)      Esaltazione della “cultura” legata al prodotto. È il passo successivo e superiore alla propa! ganda: d iffondere presso il consumatore, e in generale presso l’opinione pubblica, la consapevolezza del valore intrinseco del prodotto che acquista, valore dato non solo dalla sua utilità diretta e dal marchio, ma dalla storia, la capacità, la tradizione di chi lo realizza e che ne giustifica, attraverso la qualità, il costo.

4)     Convergenza delle azioni di tutela. Per produrre il massimo degli effetti per efficacia e durata, occorre che le azioni di difesa e valorizzazione del Made in Italy siano coordinate e convergenti, facciano parte cioè di una medesima strategia.

5)     Rimodulazione del distretto industriale. Occorre progettare una nuova ingegneria di rete produttiva che riesca a massimizzare il sapere diffuso sul territorio e metterlo a sistema tra le imprese, generando un ciclo virtuoso di miglioramento e aumentando così la capacità della rete stessa di stare sui mercati mondiali. Un sistema di interrelazioni tra imprese che azzeri le differenze dimensionali ed abbia contemporaneamente funzione di ‘ottimizzatore’ di rete produttiva da una parte e ‘incubatore’ di nuove idee e nuove proposte aziendali dall’altra.

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giovedì
dic 24,2009

Per il 2010 le compravendite di abitazioni sono attese in crescita del 10-12%. E’ quanto emerge da uno studio degli agenti immobiliari della Fiaip che e’ stato presentato nei giorni scorsi a Roma in un incontro per la stampa a cui erano presenti anche i membri dell’Osservatorio Parlamentare per il Mercato Immobiliare – OPMI : Nicola Formichella (Pdl), Pierluigi Mantini (Udc) , Paola De Micheli (Pd) e Marco Stradiotto (Pd).  A quanto pare  il recupero arriverà dopo un 2009 difficile con transazioni in calo del 10-11% e prezzi in flessione del 7-7,5%. Il miglioramento del settore partirà dalle aree centrali delle città mentre nelle zone semicentrali e periferiche il mercato dovrebbe restare sostanzialmente stazionario. “Per gli agenti immobiliari – sottolinea il presidente nazionale Fiaip, Paolo Righi – si può  affermare che e’ iniziata una piccola ripresa ed e’ terminata la contrazione delle transazioni e la diminuzione del calo dei valori di compravendita in particolare per le abitazioni di pregio e nelle zone di maggior valore”. Scendono ancora i prezzi medi delle compravendite nel 2009 rispetto all’anno precedente. L’Ufficio Studi Fiaip ritiene come la ripresa del mercato immobiliare nel 2010 resta ancora condizionata alla espansione dell’economia e del credito, all’andamento della occupazione, alle aspettative di nuove norme legislative a favore dell’accesso alla casa, agli sgravi e alla riduzione della forte imposizione fiscale sui redditi degli immobili.
Luciano Passuti, Responsabile dell’Osservatorio Immobiliare Urbano ritiene che  «la situazione congiunturale, il quadro economico e la recessione incideranno sostanzialmente sull’andamento del mercato immobiliare del 2010.  La criticità del sistema finanziario e le difficoltà nella erogazione del credito influenzeranno la ripresa del mercato delle compravendite e lo stesso sistema occupazionale, che per ora sembra non si aggravi nel nostro paese, inciderà sulla ripresa del mercato, così come la fiducia degli investitori».  Per Fiaip le politiche per la casa, gli incentivi e gli sgravi fiscali non hanno però ancora trovato conferma dal legislatore nonostante fossero stati annunciati come elementi anticongiunturali, anche da esponenti del governo.
Secondo il Report Fiaip 2009 le compravendite immobiliari fanno registrare un andamento medio dei prezzi in calo tra il – 7 e -7,5% per  abitazioni e negozi, che si attestano invece al – 8% per il segmento direzionale. Inoltre sono sempre di più gli italiani (65%, +12% rispetto al 2008), mentre diminuiscono i clienti extra U.E. (83%, -12% rispetto al 2008) che nel 2009  hanno fatto ricorso al sistema creditizio (mutuo) per acquistare immobili. Cauto ottimismo per gli agenti immobiliari. Le previsioni, per il 2010, indicano un miglioramento per le compravendite ad uso residenziale, con particolare attenzione alle aree centrali delle città, mentre nelle zone semicentrali e periferiche il mercato potrebbe mantenersi sostanzialmente stazionario. Aumentano le richieste degli affitti ad uso abitativo. E’ quanto emerge da un campione di informazioni elaborate e raccolte da oltre 600  agenti immobiliari Fiaip su tutto il territorio nazionale, al fine di misurare la variabilità non solo dei prezzi, ed in particolare dell’andamento del mercato immobiliare.  In generale, il mercato indica nel 2009, rispetto all’anno precedente, un andamento dei prezzi in diminuzione di circa un – 7% / – 7,5% per le abitazioni e i negozi, che si attesta attorno al – 8% per il direzionale. Ciò è dovuto ad una diminuzione della domanda, (con un leggero miglioramento rispetto al 2008)  e ad una maggior offerta di immobili presente sul mercato, con un numero di compravendite concluse in diminuzione rispetto agli anni passati. Per quanto riguarda il numero delle transazioni si rileva una diminuzione percentuale che varia tra il 10 e l’11% delle abitazioni e dei negozi, fino al – 12% per immobili ad uso ufficio, e – 8/9% per i capannoni. Viene rilevata per il 2009 una riduzione dell’interesse per gli alloggi usati a favore di alloggi di nuova costruzione. Si conferma, come il tempo medio di vendita degli immobili ad uso abitativo è compreso tra i 6 e i 9 mesi. Aumenta rispetto al 2008 la percentuale di coloro che ricorrono al sistema creditizio: più della metà delle compravendite (65%) concluse avviene con il ricorso ai mutui, ma con un riduzione di richieste ed erogazioni rispetto al 2008. La maggioranza dei contratti di compravendita e di locazione concluse con clienti stranieri, riguardano cittadini dell’Unione Europea con un aumento rispetto al 2008. Una riduzione si segnala per gli extracomunitari sia per le compravendite che per le locazioni. Nel 2008 oltre l’80% degli acquirenti extra Ue faceva ricorso al sistema creditizio per l’acquisto dell’abitazione. Per il 2009 si rileva invece una diminuzione (-12,50%) dei cittadini extracomunitari che hanno fatto ricorso al sistema creditizio. Ciò è dovuto probabilmente alla stretta creditizia delle banche e alle incerte prospettive occupazionali. Dai risultati dell’indagine Fiaip infine si rileva infatti come le unità residenziali maggiormente compravendute sono per un 39% trilocali (soggiorno/cottura – 2 camere – servizi) e un 22% bilocali (miniappartamenti). Solo il 5% preferisce il monolocale. L’ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali e lo stato di conservazione che prevale è di alloggi in buono stato (69%), seguito dalle abitazioni di nuova costruzione (18%).

I dati dei prezzi minimi e massimi degli immobili, suddivisi per tipologia e ubicazione,
delle 9 città campione rilevate nel Report Fiap 2009 sono disponibili sul sito www.fiaip.it

martedì
dic 15,2009

fusco-marco

PIEDIMONTE MATESE. Ancora una volta registriamo l’amaro sfogo del Prof. Marco Fusco (nella foto) presidente del Comitato Eda 6 CE Piedimonte Matese, ex Presidente del Consiglio Generale della Comunità Montana del Matese noto nell’alto casertano per il suo impegno nel politico e nel sociale. Nei giorni scorsi, racconta il Prof. Fusco,dei giovani imprenditori mi hanno sottoposto una questione che si è rivelata, al riscontro dei fatti, veramente inquietante. Giovani del nostro territorio che hanno investito in piccole e medie imprese nel settore dell’edilizia. Giovani costretti a chiudere o andare via. Giovani che non si sono piegati al sistema criminale. Mi spiego meglio. Le ditte che vincono gli appalti sono sempre le stesse. Ditte trasformate in “municipalizzate”. In diversi comuni c’è un vero e proprio monopolio. Ditte che si scambiano favori anche attraverso il sistema del sub ap palto. “Tu non vieni nel mio territorio e io non vengo nel tuo”: così si agisce, e i lavori vanno sempre alle stesse imprese. In spregio a qualsiasi norma. E che dire degli “appalti concorsi”? Da noi questa è la camorra. E i giovani, che hanno investito in piccole attività nel settore dell’edilizia, costretti a fare le valigie e tentare fortuna altrove. Questa è la nostra realtà. Imprese che godono di privilegi enormi, che si occupano di tutto, per nome e per conto delle amministrazioni locali. E non nascondiamo il fatto che in alcune realtà del nostro territorio, le elezioni vengono influenzate da questo sistema. Tanto è vero che laddove si è tentato un rinnovamento della classe dirigente, strani movimenti e strane circostanze hanno costretto giovani che volevano scendere in politica, a farsi indietro. Un meccanismo perverso, che alimenta la disaffezione dei giovani verso le istituzioni e la polit ica. Stufo di tutto ciò il Prof. Marco Fusco ha rivolto un appello a S.E. il Vescovo Mons. Pietro Farina in cui chiede un intervento in merito. Eccellenza reverendissima,scrive Marco Fusco, sa quante amministrazioni del nostro comprensorio hanno aderito alla “Stazione unica appaltante”? Siamo vicini allo zero. Una delle pochissime eccezioni, è il Parco regionale del Matese. Di questo va dato atto al Commissario dottor. Giuseppe Scialla. Eccellenza Reverendissima, lo sa perché nessuno aderisce? Glielo lo spiego. La stazione unica appaltante è un organismo che espleta le gare d’appalto per tutti i lavori, i servizi e le forniture di interesse comunale, provinciale e degli altri enti che vi aderiscono attraverso la stipula di una convenzione. Si fonda sulle previsioni normative di cui all’art. 19 della L. 109/94 (legge quadro sui lavori pubblici), oggi trasfuso nell’art. 33 del D.L.vo 163/2006 (codice dei contratti pubblici) ai sensi del quale le Amministrazioni, sulla base di apposito disciplinare, possono affidare le funzioni di stazione appaltante ai Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti (ex Provveditorato alle Opere Pubbliche) o alle Amministrazioni provinciali. Nel nostro caso alla prefettura di Caserta.Il sistema delineato dalle leggi finanziarie degli ultimi anni ne ha ampliato l’ambito di applicazione alle forniture ed ai servizi prefigurando la costituzione di aggregazione di enti, allo scopo di uniformare e rendere più celeri gli appalti e, da ultimo, il menzionato art. 33 del D.L.vo 163/206 ha tipizzato, al riguardo, la figura della centrale di committenza. Il Ministero dell’Interno ha sollecitato, soprattutto per l’area del casertano, l’adesione di tutti gli Enti a questo organismo centrale per combattere la camorra e tutte quelle ditte con prestanome che operano solo apparentemente nella legalità. E no dimentichiamo gli scandali scoppiati nel vairanese e nell’a lto Matese. Perché aderire alla “Stazione unica appaltante”? In particolare, esso fa parte di un programma per il miglioramento dell’azione della Pubblica Amministrazione. La nuova struttura persegue le seguenti finalità: 1. aumentare l’efficienza delle attività di acquisizione dei beni e dei servizi e di realizzazione dei lavori, soprattutto con riguardo ai piccoli Comuni che dispongono spesso di non adeguate risorse umane e strumentali; 2. affidare le spesso complesse procedure d’appalto ad una struttura specializzata che può più efficacemente garantire funzionalità, efficienza e puntuale rispetto della normativa. Eccellenza Reverendissima, ha capito perché nessuno aderisce a questa “stazione unica”? Eccellenza intervenga, per il bene del nostro territorio e per dare una speranza ai nostri giovani imprenditori perché qualcosa cambi in questa martoriata zona interna della Campania.

Pietro Rossi

sabato
ott 24,2009

Terziario avanzato e servizi alle imprese, Confindustria protagonista al premio

Scadono venerdì 20 novembre prossimo i termini per partecipare al Premio Best Practices per l’Innovazione promosso dalla Sezione Terziario avanzato e servizi alle imprese di Confindustria Caserta. Giunto alla quarta edizione, il premio si prefigge di valorizzare il lavoro delle aziende di servizi e renderne visibili le progettualità imprenditoriali messe in campo. E, dunque, oltre a coinvolgere tutte le strutture associative territoriali della Campania, si avvale del contributo determinante di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici di Roma.
Maria Beatrice Crisci

Premio, finalità e modalità di partecipazione sono state illustrate nel corso dell’assemblea della Sezione Terziario Avanzato e Servizi alle Imprese, che si è svolta presso Confindustria Caserta, presieduta da Massimo Orsi. Nella circostanza, ai lavori ha partecipato anche Giuseppe De Nicola, vice presidente del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno, che organizza il concorso avvalendosi di un Comitato Tecnico Scientifico, costituito da autorevoli rappresentanti del mondo imprenditoriale ed accademico.

DE NICOLA: INDICATORI PRECISI

In proposito, De Nicola precisa che, secondo le linee guida del Premio, “sarà premiato il progetto – poco importa se relativo ad iniziative concluse o in fase di realizzazione – valutato dal Comitato tecnico scientifico su una serie di indicatori ben precisi”.
Innanzitutto, sulla scorta dell’innovatività delle soluzioni organizzative, di processo e tecnologiche introdotte dal progetto rispetto allo stato dell’arte nazionale ed internazionale.
Quindi, saranno valutate le innovazioni delle soluzioni organizzative, di processo e tecnologiche introdotte dal progetto rispetto allo stato della pratica nel settore applicativo di riferimento.
Aspetto di particolare valenza, poi, assumerà la qualità del piano economico e dei vantaggi, derivanti dal progetto, per il proponente e per il cliente. Infine, saranno tenuti in debito conto sia l’industrializzazione dei risultati del progetto e trasferibilità degli stessi in contesti differenti e sia il contributo fornito dal progetto alla crescita di competenze ed alla formazione di risorse specializzate.

ORSI: SUPERARE LA CRISI

“L’innovazione è la leva principale sulla quale le imprese sono chiamate agire per superare la crisi e aprirsi a nuovi mercati, soprattutto esteri”, ricorda Massimo Orsi. “In questo senso, il Premio è di stringente attualità, perché sottolinea non soltanto questa necessità, ma ne esalta e premia i risultati raggiunti”.
UN’AZIENDA GIA’ VINCITRICE

Orsi ha anche ricordato che c’è stata un’azienda casertana tra le vincitrici del premio 2008. Si tratta di Csm Srl, società che opera dal 1996 nel campo dei servizi e consulenze alle aziende in materia di Organizzazione del Lavoro e Direzione Aziendale, Medicina del Lavoro, Igiene Industriale, Indagini Ambientali, Salute e Sicurezza personale sul lavoro.
Azienda, peraltro, esperta in Sistemi di Certificazione Normalizzati e Formazione Specialistica.
Il progetto con il quale Csm fu premiata – è stato ricordato – era “finalizzato al miglioramento delle prestazioni individuali dei lavoratori mediante una politica aziendale mirata ad un incremento continuo del livello di conoscenze delle problematiche relative alle condizioni ad impatto negativo sulla salute e sicurezza personale esistenti al di fuori degli ambienti di lavoro”.

sabato
ott 24,2009

mozzarella

Pur essendosi costituita solo un mese fa come Srl, l’azienda Bubalus di Caserta, specializzata nella produzione di mozzarella e formaggi di bufala, ha alle spalle una tradizione che risale ad un secolo fa. A raccontarlo è Massimo Campanile Castaldo che guida l’attività con il fratello Paolo. Avviata come azienda produttrice di latte, grazie ad un allevamento presente a Falciano del Massico, successivamente è stata convertita ad azienda di trasformazione per ottenere la filiera chiusa. Una ventina di giorni fa sono iniziati i primi contatti con il mercato tedesco, grazie alla mediazione di un imprenditore.

Emilia Filocamo

Potrebbe quasi sembrare un progetto inverso, una inversione di tendenza, una scelta impopolare: eppure le parole di Massimo Campanile Castaldo, titolare con il fratello Paolo del Caseificio Bubalus, sono tanto spiazzanti quanto sincere. “Non ci interessa ingrandirci in maniera esponenziale o espanderci sui mercati esteri in maniera preponderante”, confessa. “Il nostro desiderio più grande è restare piccoli, creare un prodotto sicuro, garantito e realizzare una filiera chiusa, in cui la qualità sarà sempre il nostro tratto distintivo”.
Certo i contatti con i mercati esteri non sono stati eliminati tout court: lo dimostra un recente aggancio con la ristorazione berlinese. “Il tramite è stato fornito da un amico”, spiega, “e comunque esula totalmente dai nostri desideri espanderci nella grande distribuzione, prediligiamo clienti scelti ed un target che va dai ristoranti ai negozi specializzati”.
Tutto inizia con un allevamento di bufale a Falciano del Massico, in territorio protetto, con circa 600 capi e con una produzione di latte di grande qualità. “Ad un certo punto io e mio fratello abbiamo deciso di usufruire noi stessi del nostro latte, assolutamente eccezionale”, spiega, “e così è nato Bubalus”.
Dalla classica mozzarella al formaggio primo sale, il denominatore comune è l’attenzione ai passaggi, l’utilizzo di una lavorazione tradizionale, con la mozzarella ancora spezzata a mano e la ricerca di una totale identificazione con il territorio. Intanto si punta anche alle fiere oltre i confini nazionali: è infatti in calendario la partecipazione al prossimo Sial di Parigi. “Siamo consapevoli delle grandi possibilità che si apriranno in futuro”, spiega?Campanile Castaldo, ma non snatureremo mai la nostra identità fatta di tradizione e genuinità”.

——————————————————————————–
Profilo aziendale
Ragione sociale Caseificio Bubalus Srl
Anno di costituzione settembre 2008
Sede Frazione Tuoro, Caserta
Amministratore unico Paolo Campanile Castaldo
Settore/ Settori caseario
Addetti 7
Mercati di sbocco Italia, Germania
Telefono 0823 450200

lunedì
ott 12,2009

il_vicediret_coldiretti_fabozzi_e_luana_cavazzuti_presentano_il_manifesto(Vic. Presidente Fabozzi e Luana Cavazzoni)

Fabozzi della Coldiretti: “Bisogna esortare le giovani coppie a prediligere i prodotti nel nostro territorio”

di Nunzio De Pinto

CASERTA – “Bisogna convincere le giovani coppie che si sposano a prediligere sempre i prodotti di Terra di Lavoro”. Così si è espresso il vice Presidente della Coldiretti Felice Fabozzi che ieri ha ufficializzato il patrocinio morale della sua associazione di categoria alla kermesse “Sposi d’Autore” che si terrà a Casagioe a partire dal prossimo 22 ottobre. Il vicedirettore dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli di Terra di Lavoro più rappresentativa, Felice Fabozzi e Luana Cavazzuti, curatrice ed ideatrice della mostra di moda e artigianato del settore “cerimonia di nozze” più importante della Campania, si sono difatti incontrati in occasione dell’uscita del manifesto, da ieri affisso in tutta la Campania, voluto dalla Coldiretti per pubblicizzare la partecipazione della Fondazione “Campagna Amica” alla mostra-evento “Sposi d’Autore”. Il vice direttore Fabozzi ha così commentato la decisione di sostenere a titolo morale la kermesse  che aprirà i battenti il 22 ottobre nelle sale appena restaurate della Caserma borbonica “De  Martino” a Casagiove: “So che qualcuno si chiederà cosa c’entra la Coldiretti con la ‘cerimonia di nozze’, protagonista di ‘Sposi d’Autore’: forse a prima vista nulla. Ma ritengo che la nostra presenza possa essere un segnale importante ed una esortazione per le giovani coppie che intendono sposarsi. Mi auguro” – ha spiegato – “che tra la scelta di bomboniere, fotografi e vestiti, si riservi il giusto spazio ed il giusto tempo anche  alla scelta della qualità e della tipologia dei prodotti alimentari da offrire in occasione del pranzo di nozze. È proprio su loro, sulle giovani coppie, sulle future famiglie” – ha concluso Fabozzi – “che, a mio parere, si deve puntare per un rilancio ed una valorizzazione dell’identità profonda nel nostro territorio attraverso la preferenza dei nostri prodotti di qualità”.

mercoledì
set 30,2009

 Comunicato Stampa

 Martedì 6 ottobre ore 11.30 nella sede dell’Unione Industriali di Napoli si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto. dell’azienda TIEFFE “Le visioni della moda”.

 

L’azienda TIEFFE ha deciso di selezionare giovani stilisti mai prodotti individuando i più talentuosi e avviare con loro un progetto di promozione sia diretta che indiretta. Ovvero TIEFFE li promuoverà direttamente e indirettamente anche attraverso altre aziende.

 

“Le visioni della moda” della TIEFFE è un progetto che punta a selezionare giovani creativi (stilisti, pittori, designer) mai prodotti individuando i più talentuosi per avviare con loro un percorso di promozione sia diretta che indiretta, attraverso anche altre aziende. La TIEFFE intende aiutarli offrendo loro un supporto operativo nella fase dello start up iniziale e nel lancio dei prodotti sul mercato. Per questo l’azienda ha deciso di avviare dal 16 ottobre al 31 dicembre 2009 una selezione di talenti campani del mondo della moda. La TIEFFE invierà una informativa alle scuole di design e moda della regione e pubblicizzerà la selezione attraverso radio, giornali e il sito www.tieffetrend.com. I candidati potranno presentare i propri lavori, bozzetti, disegni o capi già confezionati ed entro il 31 gennaio 2010 il vincitore sarà presentato alla stampa e prodotto dalla TIEFFE.

 

TIEFFE ha già selezionato una prima stilista, Claudia Zanolli, per la quale sarà avviato un programma di lancio del suo prodotto.

 

Tina Ferrante è l’imprenditrice napoletana ideatrice del progetto e anima della TIEFFE. Ferrante ha deciso di puntare sulla creatività e di supportare giovani talenti, naturalmente con un occhio di riguardo a quelli campani come lei.

 

Nel corso della conferenza stampa sarà annunciato il lancio della prima creativa prodotta da Tieffe, frutto di una precedente selezione nazionale che sarà presentata al pubblico campano il 16 ottobre alle ore 21,00 a Villa di Livia, via Campi Flegrei 19, Pozzuoli.

 

 

Ufficio stampa

Luisa Maradei 333.5903471      

Silvia Pepe 348.4778292

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