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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Italia dei Diritti’ Category

venerdì
Ott 5,2012
COMUNICATO STAMPA
 
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazione politica cresciuta così in fretta”
Roma, 5 ottobre 2012 – Terminati i lavori della kermesse di Vasto, ormai storico appuntamento annuale per l’Italia dei Valori, il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, insieme ai maggiori esponenti del movimento extraparlamentare, ne ha tracciato il bilancio finale e si è espresso in merito alle decisioni prese in relazione alle scelte politiche da fare nei mesi a venire, in vista delle numerose e ardue consultazioni elettorali, che attendono alle urne una popolazione ormai politicamente disorientata e scevra di ogni certezza, tra vistose venature e profondi solchi di disillusione, nei confronti delle formazioni partitiche, che a loro volta cercano di correre ai ripari per recuperare risicate manciate di consensi e guadagnare qualche spazio prezioso sul terreno di una vacillante credibilità.
In questo scenario nebbioso e confuso, adagiato su una vacillante piattaforma di desolante indeterminatezza, si infilano e si muovono, con fermenti speranzosi e valori coriacei, le convinzioni  decisionali dell’Italia dei Diritti, che dopo avvedute disamine e riflessioni valutative, ha affidato alle parole del suo leader Antonello De Pierro la linea politica da adottare: “Abbiamo seguito con attenzione i lavori della convention di Vasto e, alla luce delle estrinsecazioni concettuali e ideali  espresse dalle numerose esplicitazioni dialettiche, abbiamo convenuto che quanto propugnato dall’Italia dei Valori e dal suo presidente Antonio Di Pietro, è perfettamente condivisibile e assimilabile rispetto ai principi più pregnanti e fondanti del nostro movimento.
Il solco ideologico nel quale ci muoviamo può tranquillamente farci coesistere con l’Idv, a cui possiamo fornire una salutare iniezione di linfa vitale e di energia pulita prodotta da una forza non trascurabile di rappresentanti della società civile, che possono garantire certezze assolute di concentrati di onestà e di candore morale. Però il nostro sostegno non è incondizionato, ma si basa su due richieste ben precise.
Innanzitutto un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazione politica cresciuta così in fretta. E per mela marcia non intendo solo chi ha problemi con la giustizia, anzi fino al terzo grado di giudizio siamo fin troppo tolleranti e assolutamente non giustizialisti, considerando sacrosanta la presunzione di innocenza nella nostra cultura giuridica.
Ci sono condotte invece decisamente censurabili, pur non essendo riconducibili a esplicite fattispecie di rilevanza penale, e sto parlando di tutte quelle manifestazioni comportamentali che vanno a porsi in contrasto con i principi dell’etica politica, peculiarità a nostro avviso imprescindibile per chi ha avuto in custodia dai cittadini la gestione della cosa pubblica, la cui violazione determina di fatto una grave incrinatura nel rapporto fiduciario tra l’eletto e l’elettore, che si traduce in un abbassamento del livello di fiducia riposta nella rappresentanza politica di riferimento, che nel tempo va a rendere instabile tutto il sistema.
Se il presidente Di Pietro e l’Italia dei Valori accoglieranno le nostre condizioni, che tra l’altro ci sembrano semplicemente dettate dal buon senso di chi ha a cuore realmente la cosa pubblica, da parte nostra ci sono lunghe autostrade destinate al dialogo. In caso contrario, nostro malgrado, dovremo dirottare altrove i nostri consensi, sempre fermi sulla nostra indipendenza nell’offerta politica”.
Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
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lunedì
Set 24,2012

COMUNICATO

Il presidente dell’Italia dei Diritti ha sciolto ogni riserva e parteciperà alle eventuali primarie del centrosinistra contando sui voti dell’Italia dei Valori e di Sel

Roma, 24 settembre 2012 – Ormai è ufficiale: Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, si candiderà alla carica di sindaco di Roma Capitale in occasione delle prossime elezioni amministrative del 2013.

La notizia era già nell’aria da tempo, ma De Pierro non aveva ancora sciolto le numerose riserve personali, nonostante da più parti gli giungessero, sempre più numerose, manifestazioni incoraggianti di sostegno in tal senso, da cittadini ormai esasperati dallo strapotere di politicanti e gerontocrati che hanno occupato gli apparati istituzionali, diventati il più delle volte meta per spregiudicati affaristi, che coltivano all’ombra della politica i loro interessi personali, piuttosto che centri di servizio sociale per la collettività.

E’ lo stesso leader dell’Idd a spiegare le motivazioni che hanno portato a questa svolta decisionale: “Abbiamo assistito impotenti, in questi ultimi anni, alla disastrosa gestione amministrativa della giunta (o meglio delle giunte) Alemanno, con una città che sta pagando un duro prezzo all’insipienza politica di queste persone. Ma nonostante i numerosi scandali che hanno bersagliato implacabilmente il povero, e credo incolpevole, Sindaco, vogliamo concedere l’alibi a questi amministratori dell’errore e non della dolosità, che tra l’altro non spetta a noi giudicare, e attribuire loro un’incapacità operativa disarmante.

Per quanto riguarda Alemanno, la non colpevolezza diretta che sentiamo di riconoscergli in afferenza agli scandali, non lo assolve certo dalla piena responsabilità politica di aver operato delle scelte collaborative dilettantistiche, che dovrebbero suggerirgli di dedicarsi, magari con successo, ad altra attività, liberando i cittadini dalla sua pressoché inutile presenza nel panorama politico.

Sono molti mesi che ricevo da ogni parte sollecitazioni e inviti a candidarmi alla carica di sindaco a Roma, e di trascinare in campo quel concentrato di onestà, legalità e trasparenza, che contraddistingue le coscienze soggettive di tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti. Ebbene non potevo deludere siffatte aspettative e ho preso la decisione, per portare nella competizione, ed eventualmente alla guida della città, un forte vento di rinnovamento, stavolta reale e non solo nascosto nella retorica dei proclami elettoralistici di gran parte della nomenclatura che ha rappresentato finora la vita politica nella Capitale.

La nostra sfida inizia dalla legalità, soprattutto negli stessi apparati comunali, che in alcuni comparti le corruttele e le connivenze hanno ridotto al lumicino. Non si può parlare di sicurezza se non si educa verso il rispetto delle regole chi dovrebbe farle rispettare. E’ chiaro, in questo caso, che mi riferisco alle battaglie portate avanti con decisione dal nostro movimento contro i numerosi comportamenti omissivi e i favoritismi da parte di alcune cellule deviate dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali, con concrete proposte per arginare il fenomeno, che il sindaco Alemanno ha finto di recepire e di condividere, lasciando poi tutto invariato.

I cittadini romani, e soprattutto chi delinque sfruttando a proprio e altrui vantaggio posizioni professionali favorevoli, devono sapere che con noi, in tal senso, vigerebbe la tolleranza zero, con vigorosa attività preventiva e, se necessario, repressiva all’insegna dell’esemplarità.

La gente comune, i più deboli, sarebbero altamente tutelati dall’arroganza di pochi eletti, che con sprezzo della legalità, agitano impunemente lo scettro del potere.

La nostra sfida si sostanzia inoltre nella promozione culturale, soprattutto nelle periferie, settore che è stato mortificato da persone incapaci di valorizzarlo.

Soprattutto l’obiettivo da perseguire è quello di una città che risponda totalmente alle esigenze dei cittadini e combatta i privilegi di pochi.

Sappiamo che la nostra linea non farà piacere ad una certa classe politica ancorata saldamente ai benefici, che cercherà di boicottarci in ogni modo.

A noi poco importa, a noi interessa il benessere dei corpi collettivi e non certo di un manipolo di politicanti che deve aver scambiato gli scranni istituzionali come la meta di spregiudicati affaristi.

Perciò, se i cittadini riusciranno, nonostante i boicottaggi, a sintonizzare le loro coscienze sulle nostre frequenze innovative, potranno assistere ad una vera e propria rivoluzione nella gestione della cosa pubblica, che darà ossigeno vitale a tutte le attività quotidiane, che spesso ora si trasformano in odissee per chi è costretto ad affrontarle.

Si preparino, i signori dei privilegi, a rinunciare a ciò che credono un diritto, ma che è solo una concessione di un potere gestito sui percorsi clientelari.

Si apprestino ad affidare a sbiaditi ricordi l’uso e l’abuso di auto blu.

La politica dei trombati inseriti ad ogni costo si abitui a rinunciare a incarichi e consulenze faraoniche: se i compensi proposti non fossero di gradimento esiste un esercito di giovani disoccupati che li accetterebbe volentieri e magari raggiungendo risultati più proficui”.

De Pierro ha poi concluso: “Se ci saranno le condizioni e i margini necessari per esplicitare e concretizzare in ambito coalizzativo la nostra linea ideale è molto probabile che parteciperò alle eventuali primarie del centrosinistra, per le quali conto sull’appoggio dell’Italia dei Valori, della Federazione della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi Ecologisti, da dove intendo iniziare a edificare la struttura portante per la realizzazione del progetto propugnato. In caso contrario valuteremo il da farsi, cercando di maturare le scelte migliori per trarre i maggiori benefici per la cittadinanza, che a quel punto diventerà decisiva e parte integrante di un progetto ambizioso per consegnare a Roma l’efficienza che le compete di diritto”.

Ufficio  Stampa Italia dei Diritti
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
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mercoledì
Lug 25,2012

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

 Aperte solo le comunali e pubbliche

 

Chiuse domani, giovedì 26 luglio, le saracinesche delle farmacie. Il motivo della protesta è contro il decreto del governo di revisione della spesa. Resteranno aperte solo le farmacie comunali e pubbliche.

Il nuovo decreto stabilisce che nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale, il meccanismo di ripiano è totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti) e che per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% del totale.

Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene sbagliato lo sciopero indetto da Federfarma per domani che procura ai cittadini disservizi e disagi a partire dalle fasce più deboli  della popolazione.

“A healthy eye with full visual capacities is of no use in a dead body,” he said.Lecce, 25 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

                                                                                                  Giovanni D’AGATA

mercoledì
Ott 12,2011

COMUNICATO STAMPA

Il presidente del movimento dell’Italia dei Diritti: Paolo Leporati lo crediamo persona dotata di quella onestà intellettuale e integrità morale che gli attribuisce la giusta connotazione per tale ruolo, in virtù anche dell’impegno profuso negli ultimi anni, sempre in prima linea per salvaguardare i diritti dei cittadini”

Roma, 12 ottobre 2011 – Come già annunciato qualche settimana fa, l’Italia dei Diritti parteciperà come movimento extraparlamentare alla vita politica del nostro Paese, proponendo le candidature di suoi rappresentanti non in liste autonome, ma in quelle dei partiti ritenuti più vicini alla sua sfera ideale. Presenterà, invece liste autonome nel caso di elezioni amministrative comunali laddove non sussisteranno le condizioni con gli altri gruppi politici. L’IDD ha deciso di candidare Paolo Leporati come sindaco di Parma alle prossime elezioni e proprio per mancanza delle suddette condizioni il candidato verrà presentato con lista autonoma.

E’ lo stesso Antonello De Pierro, presidente del movimento, a lanciare la candidatura di Leporati: “Alla luce di quanto abbiamo visto nel corso del mandato amministrativo della giunta capeggiata dal sindaco Pietro Vignali, siamo costretti a prendere atto dell’inadeguatezza nel gestire la macchina amministrativa e, soprattutto, tutelare l’interesse della collettività. Siamo giunti a questa conclusione considerando diverse esternazioni verbali pronunciate spesso, inopportunamente, dallo stesso sindaco e da alcuni componenti della squadra di governo e, soprattutto, in virtù delle varie vicende, anche giudiziarie, che hanno costellato il percorso amministrativo di taluni rappresentanti di  questo gruppo che non esiterei a definire politicanti, alla guida della città di Parma.

E’ chiaro, e lo ribadiamo se ce ne fosse ancora bisogno, che la nostra convinzione è che Vignali deve andarsene, ma non certo per un fatto personale nei suoi confronti, piuttosto per l’incapacità di gestire le persone che per motivi politico-istituzionali fanno capo a lui. Parma ha già pagato un caro prezzo per questa gestione scriteriata e fallimentare e i suoi abitanti meritano certamente altro per riacquistare quella dignità, naturale e genetica, che posseggono e che più volte è stata mortificata e calpestata.

Oggi – continua De Pierro – l’Italia dei Diritti lancia ufficialmente la candidatura a sindaco di Parma di Paolo Leporati, già vice responsabile provinciale del nostro movimento, che crediamo persona dotata di quella onestà intellettuale e integrità morale che gli attribuisce la giusta connotazione per tale ruolo, in virtù anche dell’impegno profuso negli ultimi anni, sempre in prima linea per salvaguardare i diritti dei cittadini.

Purtroppo – spiega il leader del movimento – per il momento a Parma non sembrano esserci i margini per un accordo politico che ci soddisfi quindi, salvo sviluppi successivi, correremo da soli con lista autonoma recante, probabilmente, il doppio simbolo in associazione al movimento locale ‘Libera politica’. In ogni caso, il nostro candidato del centro-sinistra è Leporati e qualora si decidesse di andare alle primarie non esiteremo, valutandone la convenienza, a confrontarci in quella competizione per assicurare alla città di Parma una guida amministrativa degna del suo spessore politico e culturale, che cancelli definitivamente la brutta pagina della gestione Vignali”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetti Stampa

Antonella D’Angelo

Capo Ufficio Stampa

Fabio Bucciarelli

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mercoledì
Ott 12,2011

Comunicato Stampa


Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Noi auspichiamo che ci sia un intervento del CSM a tutela della procura di Napoli e dei tre magistrati coinvolti”

Roma, 12 ottobre 2011 – Ieri il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, detenuto nell’ambito dell’inchiesta della P4, ha fatto pervenire ai giornalisti una lettera-denuncia in cui accusa i magistrati di Napoli di avergli fatto pressioni per indurlo ad accusare il premier Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione. Della questione si occuperà la procura di Perugia, ma l’arrivo della missiva ha fatto sì che il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma disponesse l’invio degli ispettori nella procura partenopea. Giovandomenico Lepore, procuratore capo di Napoli, non esclude una eventuale querela per diffamazione nei confronti di Papa.

Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, ha così commentato l’accaduto: “Diamo piena solidarietà al procuratore capo Lepore e ai pm Francesco Curcio e Hanry J. Woodcock che in queste ore sono sotto un attacco ai danni delle procure.

Si tratta dello stesso metodo utilizzato contro i giudici Clementina Forleo e Luigi De Magistris. Alfonso Papa sta, di fatto, dimostrando la validità delle accuse usando un sistema intimidatorio basato su ricatti e minacce.

Noi auspichiamo – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – che ci sia un intervento del CSM a tutela della procura di Napoli e dei tre procuratori, in modo che possano svolgere le loro inchieste senza essere sotto minacce e intimidazioni criminali”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetti Stampa

Antonella D’Angelo

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Fabio Bucciarelli

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domenica
Set 11,2011

COMUNICATO STAMPA

Il presidente Antonello De Pierro : “In  un paese civile è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini”

Roma, 9 settembre 2011 –. Un’indagine accurata dell’Italia dei Diritti ha permesso di portare alla luce un illecito che va avanti sulla pelle di giovani ragazze africane, che si prostituiscono in pieno giorno ma che per la legge italiana figurano come badanti con regolare permesso di soggiorno. La rete criminale alla base del traffico umano, fa arrivare le donne nel nostro paese, procura loro un contratto di lavoro fittizio e le costringe poi sulla strada, perché come vere e proprie “schiave” per ottenere  la libertà devono restituire agli aguzzini circa 80.000 euro.

“L’inchiesta che abbiamo portato avanti per diverso tempo – denuncia Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare – ha fatto emergere risultati sconvolgenti, mi viene da sorridere a pensare al sindaco Gianni Alemanno o al ministro Mara Carfagna che avevano pensato di sconfiggere un fenomeno così complesso come quello della prostituzione con dei semplici provvedimenti sanzionatori nei confronti del cliente e dell’operatrice del sesso. Penso piuttosto fosse pura propaganda, oppure qualora davvero si fosse trattato di ingenuità, ritengo che non sia possibile affrontare problemi così importanti senza prima sconfiggere fenomeni di degenerazione istituzionale che forniscono linfa vitale alla loro diffusione. A noi – incalza De Pierro –   sembra piuttosto inverosimile in un apparato che funziona, il fatto che esistano delle lucciole extracomunitarie che incredibilmente siano in regola con il permesso di soggiorno, con un contratto di lavoro. Mi auguro che venga accertata dagli organi competenti la responsabilità di chi tutto questo permette, in quanto l’alacre ed encomiabile impegno degli operatori delle forze dell’ordine che effettuano controlli su queste persone si infrange sullo scoglio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro che viene loro sventolato beffardamente”.

L’anomalia è palese ogni qualvolta avviene un controllo, alle accuse degli agenti che le sorprendono in strada, le ragazze rispondono esibendo i permessi per un lavoro che però, non stanno affatto svolgendo.  La legge Bossi-Fini ha emanato norme rigorose per l’accesso degli immigrati, può infatti arrivare in Italia soltanto chi è in possesso di un’ occupazione reale oppure di un visto per studio e in quest’ultimo caso tramite il consolato è opportuno fornire documentazione certa. Il movimento presieduto da Antonello De Pierro continuerà ad approfondire cosa si nasconde dietro questo reato, anche perché oltre all’irregolarità, siamo in presenza di persone che, complici, per 5000-10000 euro vendono i contratti d’impiego alla base dei ricatti verso le lucciole.

“Bisogna capire dov’è che la macchina si è inceppata. A nostro avviso – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti –  si tratta di corruzione, e il punto cruciale sta nel passaggio in cui qualcuno dovrebbe controllare serialmente chi dichiara di svolgere un lavoro,  appurando il rispetto di  quelli che sono intenti dichiarati. È necessario intervenire duramente per bloccare quello che non esiterei a definire un traffico di permessi di soggiorno palesemente falsi, anche se chi li emette in buona fede purtroppo è costretto a farlo di fronte ad un apparentemente regolare contratto di lavoro che invece è stato lautamente comprato per fungere da copertura alle illiceità dilaganti. In un paese civile – conclude De Pierro –  è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini che così riescono a sfruttarle e schiavizzarle al meglio, paradossalmente  col beneplacito dello Stato”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetti Stampa

Nicoletta Zucchi

Capo Ufficio Stampa

Fabio Bucciarelli

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venerdì
Set 9,2011

COMUNICATO STAMPA


La viceresponsabile capitolina dell’Italia dei Diritti: “Ci uniamo dunque all’appello fatto al sindaco di Roma per dare un aiuto ad Ester, magari proprio cominciando dall’annullare le multe”.

Roma, 9 settembre 2011 –  Un calvario lungo dieci anni, una malattia rara e insidiosa : la Sensibilità Chimica Multipla (Mcs) e come unico rifugio la propria automobile. Per due anni Ester, una giovane donna, costretta dalla patologia di cui soffre,  ha abitato in divieto di sosta a pochi passi dall’Ospedale San Giovanni di Roma e per questo ha ricevuto 4000 euro di multe. Al danno di mancata tutela per quanti, come lei, soffrono di tale sindrome immunotossina infiammatoria, in grado di provocare allergie gravissime a quasi ogni cosa, si è aggiunta la beffa delle sanzioni.

Sulla vicenda è intervenuta Antonella Sassone, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti :La Mcs  non è riconosciuta in Italia come malattia, non ha un proprio codice sanitario né una normativa che tuteli in alcun modo chi ne è affetto. Così non si viene considerati ‘disabili’ ai fini del collocamento obbligatorio, non si hanno assistenze economiche da parte dello Stato, non ci sono ambienti ‘adatti’ per permettere a queste persone di vivere decorosamente. Ciò  che è accaduto ad Ester – prosegue la Sassone – è l’effetto di tutte queste componenti insieme, aggravate dall’ignoranza diffusa su certe patologie e dall’indifferenza di molti”.

Ester, nonostante l’invalidità recatale dalla Mcs nel 2009 ha fondato l’associazione “Anchise”  un punto d’incontro per tutti coloro che subiscono la terribile solitudine generata dalle manifestazioni allergiche. Un isolamento fisico e umano che non ha considerazioni sufficienti da parte delle istituzioni.

“Le responsabilità – commenta l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  sono da imputare in primo luogo al legislatore troppo distratto da questioni più urgenti come ad esempio evitare che i propri stipendi e benefit vengano toccati dalle manovre economiche che si susseguono, e in secondo luogo alle amministrazioni locali che hanno il dovere , se non altro per il tanto decantato principio di sussidiarietà, di intervenire laddove lo Stato è assente. Ci uniamo dunque – chiosa la Sassone – all’appello fatto al sindaco di Roma per dare un aiuto ad Ester, magari proprio cominciando dall’annullare le multe”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetta Stampa

Nicoletta Zucchi

Capo Ufficio Stampa

Fabio Bucciarelli

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venerdì
Set 9,2011

COMUNICATO STAMPA

La responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti: “L’inserimento di una domanda tanto demenziale nella batteria dei quiz per l’accesso a facoltà importanti come quelle sanitarie è un segnale inquietante del degrado e dello sgretolamento del concetto di cultura, così come viene oggi intesa”

Roma, 9 settembre 2011 –  Incredulità, qualche risata e molta perplessità hanno suscitato nelle aspiranti matricole, alcune delle 80 domande del test d’accesso al corso di laurea “Professioni sanitarie” presso l’università Sapienza di Roma. Nella prova che si è svolta ieri in un’aula della clinica pediatrica del Policlinico Umberto I, sono infatti stati numerosi gli interrogativi  insoliti, decisamente lontani dall’ambito d’interesse medico e scientifico. Fra tutti spiccava il quesito di cultura generale su quali fossero i gusti serviti dalla “Grattachecca” della “Sora Maria”, chiosco in zona Prati, noto ai romani ma forse non alla totalità  degli studenti arrivati in massa dall’intera penisola.

Sui fatti è intervenuta Annalisa Martino responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti : “L’inserimento di una domanda tanto demenziale nella batteria dei quiz per l’accesso a facoltà importanti come quelle sanitarie, è un segnale inquietante del degrado e dello sgretolamento del concetto di cultura, così come viene oggi intesa. Questo senza nulla togliere alla dignità professionale di Sora Maria. È inquietante, infatti – prosegue – , che ciò venga inglobato nel pacchetto di dati e di nozioni che dovrebbero connotare il patrimonio culturale di uno studente di 19 anni che si appresta ad intraprendere un percorso significativo come quello universitario. È come se si volesse a tutti i costi abbassare gli standard culturali cui uno studente medio può aspirare. E ciò non significa necessariamente indulgenza verso questa generazione disorientata, sfortunata ed espropriata del proprio futuro, quale è quella dei ventenni del nostro presente. Vuol dire piuttosto, molto più pervicacemente, stigmatizzare uno statuto di debolezza, di inconsistenza e  di assoluta mancanza di apparati valoriali oltre che culturali, accettato ormai come strutturale ai giovani d’oggi”

I partecipanti hanno riversato la propria indignazione sui social network, Facebook in particolare, raccontando quanto era accaduto all’esame d’ammissione. Veniva richiesta loro conoscenza  approfondita oltre che  di golose specialità anche delle canzoni di Vasco Rossi, del libro  “Il Codice Da Vinci”, fino ad arrivare a Monica Lewinsky e Peter Pan.

Non credo proprio – asserisce l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –

, neanche ricorrendo alla più avveniristica delle ipotesi, che a un aspirante sanitario degli anni sessanta si sarebbe potuto mai porre  simile quesito. Mi rifiuto di pensare, infine, che la domanda sia stata formulata per avvantaggiare gli studenti romani. Ma anche in questo caso – conclude la Martino – , Roma per Roma, si sarebbe potuto porre un quesito, sia pure in ‘veste rosa’, sul Ponte Milvio o su Piazza di Spagna”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetta Stampa

Nicoletta Zucchi

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mercoledì
Giu 15,2011

COMUNICATO STAMPA


La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti : “Si bloccano le operazioni e si danneggiano i dipendenti, provocando disagi e turbamenti nella vita cittadina”

Palermo, 15 giugno  2011 –   A Palermo un cavillo burocratico ha bloccato l’utilizzo di trenta nuovi auto compattatori per la raccolta rifiuti ordinaria e differenziata. A mancare è l’autorizzazione comunale, sotto forma di lasciapassare, necessaria all’Amia al fine di ottenere il contratto di usufrutto e procedere con l’uso dei mezzi. Il tutto in un contesto oberato dal pattume, in cui alcuni operatori sono in sciopero da una settimana e l’emergenza spazzatura preoccupa  i cittadini.

Sulla questione è intervenuta Daniela Infantino, viceresponsabile per la Sicilia dell’Italia dei Diritti : “Purtroppo, come rivela questa situazione ad aumentare sono anche i rischi di sicurezza sul lavoro. Si bloccano le operazioni e si danneggiano i dipendenti perché tanti di essi rimangono sospesi, provocando disagi e turbamenti nella vita cittadina”

I veicoli, fermi da oltre trenta giorni sono costati nove milioni di euro e servivano non solo per offrire un più valido servizio di recupero dell’immondizia ma anche per rendere più sicuro il lavoro degli operatori ecologici dell’Amia. I compattatori in uso, vecchi e malridotti, non contribuiscono certamente a sanare l’allarme rifiuti e preoccupano i lavoratori, come denunciato dai sindacati.
Proprio su questo aspetto si incentrano le riflessioni della Infantino : “. Mi chiedo come mai, vista la legge in vigore continuino ad esserci problemi di questo tipo. Il motivo per cui nonostante l’Istat, calcolatore pubblico ufficiale, rilevi un  numero elevato di infortuni, di incidenti con alta mortalità, proprio per l’ inefficienza, l’ irresponsabilità e la poca considerazione degli stessi,  non vengano presi seri provvedimenti”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetti Stampa

Nicoletta Zucchi – Antonella D’Angelo – Eleonora Pochi

Capo Ufficio Stampa

Fabio Bucciarelli

Via Virginia Agnelli, 89 – 00151 Roma

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mercoledì
Giu 15,2011

COMUNICATO STAMPA


Il viceresponsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti: “Ѐ indignante che nel 2011 esistano ancora situazioni del genere. Tutta la mia solidarietà e il mio incoraggiamento a non mollare verso questi eroi, che riescono giornalmente a trovare la forza di reagire mantenendo una dignità da plauso”

Cagliari, 15 giugno 2011 –   Cresce il risentimento tra i cittadini cagliaritani, costretti a vivere in condizioni drammatiche nelle case popolari cittadine. Le abitazioni sono spazi angusti, con i muri anneriti dalla muffa, trentasei metri quadrati da dividere in 4 o 42 dove abitare in 6. Tutto questo crea numerosi disagi ai residenti che, esasperati, chiedono attenzione e supporto.
Sui fatti è di sincera solidarietà il commento di Franco Carta, viceresponsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti . “Ho idea che situazioni analoghe siano molto più numerose, ma che per timore o dignità personale dei cittadini interessati rimangano nell’assoluto silenzio. Ѐ indignante – prosegue – che nel 2011 esistano ancora situazioni del genere in cui, di fronte a regole chiare e inequivocabili, i problemi legati all’attribuzione delle case popolari persistano, probabilmente per disorganizzazione, superficialità e voglio sperare non per consapevole malafede e complicità degli organi garanti preposti al controllo. Lontanissima dalla civiltà – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  è l’idea che venga rifiutato un tetto sano e a misura d’uomo a nuclei familiari effettivamente bisognosi, per attribuirlo invece con troppa leggerezza a chi magari possiede, per vie traverse e non troppo trasparenti, anche seconde case al mare o in montagna”.

Le storie personali raccontano di bambini sempre ammalati per il freddo che arriva nelle case, di mamme che preoccupate “rimpiangono” i loro giacigli nelle grotte, di congiunti che fanno a turno per pranzare, dato lo spazio infimo. Nessuno infatti sembra tenere conto della regolamentazione vigente che prevede requisiti minimi, in metri quadri, per ogni abitante.

“Tutta la mia solidarietà – dichiara Carta – e il mio incoraggiamento a non mollare verso questi eroi, che riescono giornalmente a trovare la forza di reagire mantenendo una dignità da plauso”.

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