Carissimi Amici,
ringrazio, di cuore, tutti coloro che si sono interessati alle vicissitudini che in questi tristi giorni hanno coinvolto la mia vita.
Ad oggi, purtroppo, non sono ancora rientrata a casa, mi sta sostituendo, alla meglio, mio figlio Luca, ma penso che presto rientrerò e riprenderò con molto piacere ad interagire con tutti voi.
Vi ringrazio e vi saluto con affetto, a presto, ciao
Tilde
Rotterdam, Feb 12, 2010
Dear sir/madam,
Could you please ask Roberta Galeano to get in touch with me? I read an article on her work,
and would like to talk to her.
Thank you very much,
Mrs. A. Belet, BLL,
Rotterdam
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
Dear madam,
I’m sorry, but I don’t Know Roberta Galeano, but I write your request on my blog.
If Roberta Galeano would like talk with you, she get through to you and I will be very happy.
Thank you very much,
Bye, Bye!
Tilde Maisto
Carissimi Partigiani,
solo due parole, perchè credetemi, a questo punto non ho veramente più nulla da dirvi….:
avete dimostrato da soli quello che realmente siete, un piccolo nugolo di poveri partigiani, portavoce della più bieca metodologia da soapopera babbea, strumentalizzati da una evidente massoneria, rivolta solo ai propri interessi.
Non avete mai nuovi obiettivi da porre sul piatto della bilancia, se non sempre le medesime questioni, ed in particolare mi riferisco, ovviamente all’ADDETTO STAMPA COMUNALE ed al REVISORE DEI CONTI (non mi pronuncio su altre persone, perchè, francamente, non so se desiderano avere nulla a che fare con voi!).
Personalmente posso solo dire che dovreste rendervi conto da soli quanto squallore emanate ed il puzzo di livore e cattiveria che proiettate sulla gente per bene.
A proposito, non sta a me, dire se avessi o meno i requisiti ed i titoli per svolgere il mio lavoro, posso solo AFFERMARE con molta lealtà e franchezza che sono stata in grado di insegnare a molti, tante piccole cose, perchè tra l’altro io per natura sono un’altruista e le poche cose che so le insegno, dato che sono sicurissima delle mie capacità e non temo NESSUNO!
Un’ultima cosa, visto che siamo in tema di partigiani, e, che proprio non volete lasciare in pace mio marito ed anche me, mi viene spontaneo dirvi:
Una mattina mi sono alzato
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Una mattina mi sono alzato,
E ho trovato l’invasor.
O partigiano portami via,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao
O partigiano portami via
Qui mi sento di morir!
Saluti a tutti amici, BUONA GIORNATA!
Tilde Maisto
Salve Signora Tilde
Le invio questo articolo sulla scrttrice americana Sylvia Plath
Quello che più mi ha colpito di questa poetessa americana, leggendo le sue opere letterarie, ma soprattutto i suoi diari, è la tendenza a indossare delle maschere. Lo si vede nel romanzo. La campana di vetro, che aveva reso celebre la Plath agli inizi del femminismo, qui l’autrice mostra se stessa nella difficile costruzione di un sé di facciata e mostra lo sforzo terribile che costa tenerlo in piedi. Questo si vede in particolare nei primi nove capitoli del romanzo, che
raccontano gli avvenimenti che precedono il tentato suicidio della protagonista del romanzo, Esther; dietro Esther, è naturalmente possibile intravedere la stessa Plath, che aveva fatto un primo serio tentativo di suicidio intorno ai vent’anni.
Esther è una brillante studentessa di provincia, che ha vinto una borsa di studio per un college e un premio, che consiste nel fare un mese di pratica giornalistica presso una rivista femminile a New York. I primi nove capitoli descrivono i ripetuti tentativi di iniziazione della protagonista sia al sesso sia alla vita sociale e mondana della grande città, questi capitoli mostrano un conflitto fra un sé femminile in formazione e le norme rigide e limitanti di una
società che è quella americana degli anni cinquanta.
Sylvia Plath rappresenta molto bene questo conflitto, invece la protagonista non riesce a esplicitare questo conflitto né ad esprimere apertamente la sua critica alla società perbenista e ipocrita.
Sente dentro di sé una sorda ribellione a questi valori, ma esteriormente assume una facciata di conformismo sociale. Cerca di adeguarsi, adotta un falso sé, che si adegua a quello che gli altri si aspettano da lei, mettendo a tacere le obiezioni interne, il disagio, la delusione: la delusione deriva dal fatto che il successo non le fa sentire di essere amata né le dà quel nutrimento affettivo che si aspettava.
E’ in una situazione di crisi, che più avanti la porterà a tentare il suicidio, ma non vuole manifestare questo vuoto, non vuole farlo vedere, ha paura, vuole mantenere una facciata. Allora si ricorda di un espediente che aveva usato al college per dissimulare il suo vero sentire. C’era un esame, quello di chimica, particolarmente difficile, che non voleva
assolutamente fare: aveva finto in quella circostanza di avere una così grande passione per questa materia da volerne seguire tutte le lezioni, per puro amore del sapere, ma senza dare l’esame. In questo modo era riuscita a dissimulare a tutti come in realtà fosse depressa e spaventata alla prospettiva dell’esame.
Nella rappresentazione della Plath, la finzione non riguarda solo la protagonista, Esther, ma riguarda l’intera società che le sta intorno; la società americana degli anni ‘50 è caratterizzatada un doppio volto: da un lato, una facciata rassicurante e conformista, dall’altro il marciume.
Lo mostrano vari episodi, fra cui quello di un pranzo avvelenato, servito splendidamente, con una facciata scintillante, ma marcio dentro. Il romanzo critica i comportamenti perbenisti degli anni ‘50 e le istituzioni alienanti, dall’Università ai centri produttivi agli ospedali psichiatrici. Una società con norme di comportamento rigide, dalle quali si può deviare solo alprezzo della marginalità sociale e della follia, come accade ad Esther. La Plath nella sua vita cercò di sfuggire ad entrambi questi stereotipi e al tempo stesso di mettere insieme sia una riuscita sul piano della vita privata il marito, i figli sia la riuscita professionale nel suo lavoro di scrittrice e di poetessa. Credette di aver trovato una soluzione nel matrimonio con Ted Hughes e nel proprio lavoro di poetessa. Questa sintesi era
evidentemente precaria: quanto fosse precaria lo si vide quando fallì questo matrimonio; il suicidio avvenne non molto tempo dopo.
L’esigenza di portare una maschera affonda le sue radici nella relazione con la madre: lo si vede soprattutto nelle lettere che Sylvia le scrive. Nelle lettere alla madre, Sylvia ha quasi sempre un tono entusiasta, un po’ sopra le righe: si presenta come studentessa perfetta prima e poi come moglie perfetta e poetessa creativa; invece nei diari affiorano rabbia, vuoto, lacerazione interiore. Sono quegli stessi drammatici vissuti che la porteranno al secondo, e questa volta, purtroppo, riuscito suicidio alla fine della sua breve vita. Tuttavia, la sofferenza e il dramma interiore della lacerazione vengono nelle lettere nascoste alla madre.
La Plath è riuscita a rappresentare molto efficacemente i due volti del femminile dentro la società patriarcale: o la donna sottomessa o quella in competizione con l’uomo. Ha criticato entrambi questi stereotipi, ma non è riuscita ad elaborare un’alternativa soddisfacente. E’ come se fosse rimasta impigliata nella critica al patriarcato, finendo nella dipendenza da quegli stessi stereotipi contro cui lottava, e nella competizione con i traguardi maschili, assunti come validi anche per una donna.
Saluti Teodoro





Gentile Signora Maisto,
complimenti per il suo sito molto carino per forma e contenuti.
Anch’io, come lei, ho lavorato tanti anni al nord.
Sono stato dirigente di un gruppo bancario fino allo scorso anno. Poi ho lasciato i miei incarichi per dedicarmi, con grande soddisfazione, all’azienda vitivinicola di famiglia ubicata nell’alto casertano.
Desidererei chiederle una informazione.
Con il supporto dell’Università di Agraria di Portici stiamo conducendo uno studio, allo stato ancora riservato, sull’Asprinio.
Nella sezione “chi siamo” del suo sito lei scrive: “questa è la terra del vino Asprinio……”.
Non abbiamo notizie sulla presenza di alberate di Asprinio a Cancello Arnone, se ci fossero o ci fossero state in passato sarebbe molto interessante saperlo.
Se riuscisse a procurarci qualche informazione in proposito, magari sentendo vecchi contadini della zona, le sarei davvero grato.
In attesa di un suo cortese riscontro, le invio cordiali saluti.
ing. Ernesto Spada
——————————————-
Tenuta Adolfo Spada
81044 Galluccio (Caserta)
tel. + 39 0823 925709
fax + 39 0823 926991
RISPOSTA:
Egregio Ing. Spada, innazitutto desidero ringraziarLa per i complimenti che ha cortesemente rivolto al mio sito, sono lieta che Le piaccia e che lo abbia così bene visionato, tanto da rilevare che nella sezione “chi siamo” dello stesso, lei abbia notato quanto segue: “questa è la terra del vino Asprinio……”.
Purtroppo Le devo confessare che la dicitura potrebbe definirsi impropria, dal momento che pur annoverando nella zona di Cancello ed Arnone vitigni che danno origine a questa specifica qualità di vino, dobbiamo riconoscere che vini e vitigni autoctoni della Campania, come l’Asprinio, sono tipici della città di Aversa.

Da una ricerca, recentemente effettuata, posso segnalarLe che Cosimo Ricciato “sul sito “Vino Global”, ci precisa quanto segue:
“Il suo nome, Asprinio, ci porta subito a capire la sua caratteristica gustativa principale: l’asprezza, dovuta a una spiccata acidità intrinseca del vitigno, ma anche grazie al suo sistema di allevamento ad alberata.
L’origine
Vitigno autoctono a bacca bianca coltivato per la maggiore nella provincia di Napoli e Caserta, con il territorio del comune di Aversa il più vocato da sempre. L’origine è un pò incerta, ci sono tre possibili ipotesi che si fanno avanti: la prima a farsi strada, rivelatasi poi infondata è quella che l’Asprinio appartenga alla numerosa famiglia dei Pinot, importato in Italia durante la dominazione francese di inizio ‘800. La seconda opzione vuole che sia un’addomesticazione di viti selvatiche a opera degli Etruschi. Ultima e forse la più veritiera, basata su recenti studi che riconduce l’Asprinio a un biotipo del Greco di Tufo.
Diffusione
Territorio di coltivazione dell’Asprinio è la provincia di Caserta e quella di Napoli, la cui denominazione DOC Asprinio di Aversa, comprende il territorio di 22 comuni. Tracce di Asprinio ci sono state anche in Puglia risalenti all’inizio del 1900, in seguito del tutto scomparse, identificato con il nome di Olivese e Ragusano.
Caratteristiche del vitigno
Vitigno a bacca bianca, nella maggior parte dei casi franco di piede, si presenta con grappolo medio-grande a volte spargolo, acino medio di colore verde grigiastro dotato di buccia pruinosa mediamente spessa e abbastanza consistente. La sua produttività è regolare con maturazione intorno alla fine di settembre prima decade di ottobre. L’ Asprinio è uno di quei pochissimi vitigni che si coltivano con l’ausilio di un tutore vivo, in questo caso i pioppi o gelsi. Le piante vengono “accoppiate” all’albero crescendo e arrivando a una altezza di 15-20 metri. La vendemmia si effettua con l’ausilio di lunghe scale che permettono la raccolta dell’uva, rischiando anche parecchio se non si è esperti. La forma di allevamento cosi’ particolare denominata Alberata espansa aversana, concorre a dare dei vini carichi della componente acidità rendendoli quasi unici nel suo genere.

Denominazione e disciplinare di produzione
Aversa DOC, questa la sua denominazione di origine, concorrono nella produzione 22 comuni divisi tra la provincia di Caserta e quella di Napoli. Prodotto con l’85% min. di Asprinio, con una resa di 12t/ha, 10,5° di alcol min., presente nel disciplinare anche la tipologia spumante prodotta con il 100% di Asprinio e con l’alcol min. 11%. Sull’etichetta oltre alla DOC Aversa può essere citata la menzione vigneti ad alberata.
Degustazione: Asprinio d’Aversa
Vino che si presenta di un colore giallo paglierino con netti riflessi verdolini. L’olfatto è abbastanza intenso con sentori di mela verde, buccia di limone e di mandarino, erbaceo e con lievi profumi di erba limoncella, il tutto comunque risulta fine all’olfatto. Al gusto è un vino secco “forse il più secco che ci sia”, l’alcol resta poco percettibile grazie anche all’acidità spiccata e a una giusta mineralità percepita lievemente anche all’olfatto, chiude con un finale leggermente amarognolo e ammandorlato. L’ equilibrio è spostato verso le durezze per via della componente acida, intenso al gusto e abbastanza armonico.
Abbinamento
Queste sue caratteristiche olfattive e gustolfattive quasi ”uniche e particolari” lo rendono molto interessante come semplice aperitivo o in abbinamento con i frutti di mare crudi (con questo abbinamento un fiume di Asprinio non basterebbe). L’Asprinio può essere abbinato alla classica pizza margherita, oppure a una succulenta Mozzarella di bufala campana DOP e con la tradizionale Mozzarella in carrozza.
E POI SU INTERNET TROVIAMO ANCHE:
Asprinio di Aversa
“Aversa, lodatissima per il vino Asprinio, il quale risolleva la molestia del caldo con leggerezza e soavità e apporta benessere e lunga vita…” Così un poeta dell’antichità cantava le lodi di questo “piccolo grande vino” della Campania come lo definì Mario Soldati. Il vitigno presente solo nell’agro aversano, ha la carattersitca di attaccarsi ai pioppi ed ai gelsi raggiungendo anche notevoli altezze: 10/15 mt. Avete mai visto viti che si arrampicano, “maritate” al pioppo, verso il cielo fino a raggiungere i 15 metri di altezza, fornendo delle imponenti barriere verdi, cariche di grappoli? Uve che per essere raccolte impongono ai viticoltori equilibrismi incredibili su altissime scale? Viti, inoltre, franche di piede, come in era pre-fillosserica? Queste sono alcune delle caratteristiche che rendono unico, ineguagliabile, l’Asprinio di Aversa, il “grande, piccolo vino” di Mario Soldati che scrisse:. “Non c’è bianco al mondo così assolutamente secco come l’Asprinio: nessuno. Perché i più celebri bianchi secchi includono sempre, nel loro profumo più o meno intenso e più o meno persistente, una sia pur vaghissima vena di dolce.
L’Asprinio no. L’Asprinio profuma appena, e quasi di limone: ma, in compenso, è di una secchezza totale, sostanziale, che non lo si può immaginare se non lo si gusta… Che grande piccolo vino!”. Le caratteristiche fisiologiche del vitigno Asprinio, coltivato solo nella zona aversana, ne fanno, oltre ad un vino “allegro, leggero, brioso” (Veronelli), uno spumante elegante, eccezionalmente buono, molto ricercato per la sua naturale freschezza.
Oggi, l’Asprinio, viene vinificato con tecniche moderne, spesso nemmeno più coltivato con le tipiche alberate, e conservato però sempre nelle tipiche grotte di tufo profonde anche oltre 15 metri, dove la temperatura rimane costante, inverno ed estate, intorno ai 13 – 14 gradi.
Questo vino, che già nel 1300 deliziava, anche come spumante, dame e cavalieri della corte di Roberto D’Angiò, ha ottenuto la consacrazione a livello nazionale e internazionale nel 1993 con l’assegnazione del marchio DOC. L’area di produzione include 22 comuni, ricadenti nelle province di Caserta e di Napoli, il territorio dei comuni che in pratica facevano parte dell’antica Contea di Aversa: Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno. E dei seguenti comuni posti .adesso in provincia di Napoli: Giugliano in Campania, Qualiano, Sant’Antimo.
Scheda tecnica.
Asprinio classico
Tipi: Tranquilli da pasto
Uve: Asprino 100%
Gradazione alcolica: 11°.
Colore: Giallo paglierino più o meno carico.
Profumo: Intenso, fruttato caratteristico. Asprinio(85%) ammessi altri vitigni bacca bianca (max15%)
Sapore: Fresco, secco.
Bicchiere:Per bianco tranquillo, o flùte se spumante.
Età ottimale: 12-18 mesi.
Temperatura di servizio: 8-10°C.
Accostamenti: Insalate di mare, pesce alla brace o al cartoccio, pizza alla napoletana.crostacei, molluschi, vermicelli al pomodoro, pesci delicati. Ottimo anche come aperitivo, se servito fresco
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
È la prima volta che mi accingo a scrivere e quasi sicuramente sarà l’ultima. A meno che….
Ieri un amico mi ha fatto leggere il commento di costui ed ho deciso di precisare alcune cose:
- certamente devi essere un bambino viziato, poco accorto, sicuramente emeritiano per convenienza ed anche un poco ignorante;
- la mia denuncia è scaturita dal fatto che erano oltre tre mesi che fuoriusciva dai rubinetti un liquido a dir poco schifoso, pericoloso per la salute di tutti e, quindi, anche per la tua;
- detto questo, io non auguro il male a nessuno, ma visto il modo come tu ti sei espresso su di me, mi costringi a dirti “a te deve capitare di peggio”!
LO CAPISCI CHE SOLO ADESSO E PER UN PERIODO COSI’ LUNGO ABBIAMO AVUTO QUESTO PROBLEMA, IGNORATO COMPLETAMENTE DA CHI DI COMPETENZA?
Non possiamo essere presi in giro, da un giovincello, portavoce dell’Amministrazione che a mezzo stampa attribuiva alla forte pressione la causa di questo disastro. Fate ridere! E poi che cosa ne sai tu, cosa io abbia fatto per il problema dell’acqua a cominciare dal 1981? Si hai capito bene, a partire da 30 anni fa, altro che 10 come dici tu!
Devi sapere che questo nostro sfortunato paese allora restava a secco (senz’acqua) anche per trenta giorni. La Prefettura su mio interessamento inviava le cisterne della protezione civile e dei vigili del fuoco a distribuire acqua nelle case. Poi su disposizione della stessa Prefettura, ero io che dovevo decidere, di volta, in volta, le zone da rifornire. Allora ero un cittadino come tutti, senza nessuna carica amministrativa. Portai il paese allo sciopero con cortei e chiusura di tutti i negozi. Informati che cosa abbiamo fatto per il paese io e mio fratello Franco, senza perseguire interessi personali. Con molta onestà, cosa questa, che non tutti si possono vantare di possedere. Sempre in prima fila a testa alta per portare avanti i problemi del paese, con coraggio e rischiando in prima persona. Altro che quelli come te che si nascondono dietro all’anonimato e sparano su tutti.
E poi, per quanto riguarda l’AMIANTO, certo saprai che la condotta FALCIANO/CANCELLOEDARNONE non è di proprietà del nostro Comune, per cui mi riferivo alle persone competenti, alfine di salvaguardare la salute pubblica…CRETINO!| Sono state fatte anche Interrogazioni Parlamentari per la suddetta condotta, negli anni addietro. Cos’altro vuoi sapere?
Forse ho capito perché ti firmi “incubo”: devi essere uno di quelli (per la verità ora siete pochini) che vivono con la paura, il terrore e l’incubo che torni l’avvocato Ambrosca. E stai sicuro che questo succederà!
Dico questo, anche perchè sui vari blog locali, non fate altro che addossare
all’avvocato Ambrosca ogni minima negatività si verifichi in questo paese. Certamente avrete anche notato che egli, personalmente, vi riserva il maggiore disprezzo, ossia “la non curanza”.
Tu dici che io sono ambroschiano, certo lo sono, e me ne vanto! Perché dovrei essere emeritiano? Dammi una motivazione seria, una sola! Sono estimatore di un avvocato, di un professionista stimato, di una persona che da sindaco ha portato il nostro paese ad essere preso come esempio di efficienza amministrativa, da tutta la provincia e non solo. Lo rispetto e lo stimo come persona perchè è leale con tutti e si comporta con educazione, cosa che altri non fanno! Certamente è persona degna di rispetto per l’impegno che ha profuso nel risolvere i problemi del paese. E ne ha risolti veramente tanti!
Sono ambroschiano perché in 40 anni di storia amministrativa, avendo conosciuto diversi Sindaci, Assessori e Consiglieri ho notato che FA LA DIFFERENZA. E’ un altro pianeta e voi lo sapete. Purtroppo l’invidia e la gelosia fanno diventare le persone ipocrite.
Concludo ringraziando “il solito anonimo” e invito “incubo” a non speculare sulla salute degli altri, con l’avvertimento che se ciò dovesse nuovamente accadere, mi vedrò costretto a chiedere l’interevento della Polizia Postale, per tutelare la dignità della mia persona.
Stefano Di Pasquale
GRAZIE PER L’ATTENZIONE A TUTTI:
Ciao Tilde, mi chiamo Vittorio Mattiello,qualche volta ci siamo anche visti….. anche io come te sono nato in quel di Cancello ed Arnone e come te son dovuto andar via dal nostro, sempre e comunque, meraviglioso paese per cercare fortuna altrove, io sono approdato a Ferrara, dove ci sono rimasto per 12 anni per poi venire qui a Roma dove vivo e lavoro in Aeronautica Militare in qualità di Sottufficiale.
Il motivo per cui ti scrivo e, te ne prego, perdonami, è solo e soltanto per fare alcune precisazioni di carattere grammaticale, riguardo all’articolo sull’Aeronautica.
Mi spiego, si dice: “LA TASK GROUP” e NON ” IL TASK GROUP” cosi come si dice: “IL FULL OPERATIONAL CAPABILITY” e non “LA FULL OPERATIONAL CAPABILITY”.
La deviazione grammaticale è dovuta non ad un errore strutturale, bensì, al fatto che mettiamo l’articolo italiano in una frase in inglese.
Ti chiedo ancora scusa per la correzione e ti auguro un buon lavoro e grazie per la meravigliosa iniziativa che hai preso con queste nws online.
Salutami Cancello….. e Mattia Branco.
Vittorio Mattiello
RISPOSTA
Carissimo Vittorio, sono molto lieta per la tua e-mail. Ti chiedo scusa per
i miei involontari errori, comprendo che per una persona che appartiene al
corpo dell’Aeronautica, i miei errori sono un pugno allo stomaco, perciò
ancora scusami, ed anzi quando noti un errore, un refuso e quant’altro,
fammelo subito notare perchè sono ben lieta di rettificarlo immediatamente.
Comunque, abbi un pò di comprensione per me….l’errore ci può sempre
essere, ti pare?
Vittorio chissà quante volte ci saremo visti a Cancello, ma io in questo
momento non ti ho presente, comunque io sono la moglie di Gianni
Cacciapuoti, il fratello di Enzo che tu sicuramente conoscerai. Quando ti
trovi da queste parti mi farebbe piacere offrirti un caffè, magari per
conoscerci meglio.
Sono molto felice che ti piaccia la mia iniziativa, lieta di salutarti
Cancello… ed alla prima occasione ti saluterò anche Mattia Branco.
Buon lavoro, in bocca al lupo, grazie di tutto
Tilde Maisto
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Carissima Tilde
spero di poterti dare qualche indizio per farmi individuare, non credo fisicamente ma, quantomeno a chi io possa appartenere familiarmente, intanto ti dico che conosco bene sia te che tuo marito, oltre ad Enzo (tuo cognato) con il quale ci lega un’amicizia che va molto indietro negli anni, quando ancora a Cancello esisteva e funzionava la Polispostiva Libertas “LUIGI STURZO”, aggiungo che noi ci siamo visti l’ultima volta a casa di mia cugina Annamaria…., sì hai capito bene, io sono il cugino di Annamaria Tessitore, di Eleonora ecc….. (so che in questo momento hanno ben altro per la testa e non aggiungo altro….).
Se poi vuoi ancora più indizi…, puoi chiedere ai tuoi parenti a Luigi e Rosanna…, loro mi conoscono benissimo, tra l’altro con Rosanna abbiamo fatto le scuole insieme.
Bene adesso però devi scusarmi ma, debbo chiudere, mi sto preparando per partire in missione, vado per 10 giorni a Washington ed al ritorno neanche il tempo di respirare e riparto per Madrid e a Gennaio per l’Afghanistan…., come ben puoi leggere sono sempre in continuo movimento della serie: “CHI SI FERMA E’ PERDUTO”…..
Un salutone enorme a tutti voi ancora grazie per farci ricordare il nostro AMATISSIMO paese e ribadisco che, i tuoi non sono errori, bensì, deviazioni grammaticali dovute alla traduzione dall’inglese all’italiano e viceversa……
Buon tutto
Vittorio Mattiello.
RISPOSTA
Vittorio, non so spiegarti il piacere che mi ha fatto ricevere le tue
e-mail. E’ proprio vero il mondo sta diventando sempre più piccolo!
Tralascio ogni commento su quanto sta accadendo qui nel nostro paese perchè
ha dell’incredibile e, come puoi immaginare, queste cose brutte toccano un
pò tutti, perchè il bello del piccolo paese è proprio questo, ossia che nel
bene e nel male è come se tutti fossimo una sola, grande famiglia!
Ti faccio i complimenti per la tua frenetica attività lavorativa e ti
confesso che t’invidio un pochino perchè mi piacerebbe tanto girare il
mondo. In effetti mio marito mi dice spesso: tu sei una vagabonda, ma io mi
sento di più una cittadina del mondo, pur vivendo ed amando immensamente il
mio paesello.
Un affettuoso saluto ed un in bocca al lupo con tanto piacere.
Ciao Tilde Maisto.
P.S. ti saluterò tutte le persone che hai citato.
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Ciao Tilde,
ho motivo di ritenere che è lo stesso immenso piacere con cui io leggo e
rispondo alle tue mail, mi sembra di essere lì con voi davanti al bar di
“Minuccio” , come ai vecchi tempi a “fare del gossip” come si dice adesso…..,
noi eravamo soliti attribuirgli un altro nome……
Sai sin da piccolo il nostro amatissimo paesello mi è stato sempre stretto
per la mia mentalità e diciamo che, l’Aeronautica mi ha dato la possibilità di
poter andar via da Cancello e di materializzare tutti i miei sogni, sogni che
mi hanno dato anche qualche soddisfazione morale, mi ricordo che frequentavo il
3° anno di ragioneria quando dichiarai il mio sentimento ad una ragazza di
Cancello, molto carina allora….., e lei mi rispose: “Ma tu che avvenire mi
puoi dare”….., neanche io lo sapevo quello che avrei fatto e dove sarei
arrivato…, sapevo solo che stavo frequentando le superiori e che lavoravo
nella macelleria di Pietro Biancolella, altro non immaginavo per il mio
futuro.
Adesso , mi capita di guardarmi indietro e non ti nascondo che sovente questa
frase mi viene in mente ed allora mi dico……., “caspita dove sono arrivato e
dove ancora voglio arrivare!!!!!”, e mi dico chissà se l’altra, quando mi vede
o sente parlare di me, quale domanda si porrà ma, sopratutto quale risposta si
darà!!!!!
Ti dirò di più che quest’anno a febbraio ho coronato un altro sogno della mia
vita, dando corpo anche ad una promessa che feci a mia mamma ancor prima di
morire, che io mi sarei laureato, ebbene, nonostante le avversità della vita e
le mie vicende personali…, ci sono riuscito, finalmente ho preso la mia tanto
sospirata e voluta laurea in Economia e Commercio con 105, senza dire nulla a
nessuno, nemmeno a mio fratello ma, appena ho finito di discutere la tesi,
prima che mi comunicassero il voto, ho pensato ad alta voce: ” Mamma, ci sono
riuscito, e la dedico a te.”
Tilde, scusami ma, i miei occhi si sono riempiti di lacrime, ebbene sì, nel
raccontarti questi episodi della mia vita, che a Cancello nessuno conosce,
perchè sono solo e soltanto miei, mi sono commosso e non riesco più a vedere le
lettere sulla tastiera, vado a tentoni.
Ti saluto e ti ringrazio per leggermi, con una promessa: non appena verrò a
Cancello te lo faccio sapere, così potremmo anche conoscerci.
Un abbraccio a te e a Cancello ed a presto rileggerti.
Vittorio.
RISPOSTA
Carissimo Vittorio, la tua sensibilità è veramente eccezionale, hai fatto
venire anche a me gli occhi lucidi e mi hai fatto pensare alla mia di
mamma, per me la persona più buona e dolce di questo mondo (ti ricordi di
Carmela la chianchera?). Io ho amato così teneramente mia madre che anche
dopo tanti anni l’amo sempre e la sento sempre vicina, è una stupenda
sensazione, sono certissima che mi aiuta, quando ho bisogno sia per me, che
per mio marito o i miei figli. Sai io ho due figli Luca di 26 anni ed Elisa
di 20, sono la mia gioia ed il mio dolore, prego ogni giorno il Signore che
non gli succeda mai nulla di male, come ogni mamma del resto!
Non ti conosco, ma da quello che mi racconti, sei un grande….una persona
capace, intelligente ma anche umile nello stesso tempo. Sei un uomo
arrivato, ma non disdegni le tue origini ed i sacrifici fatti da giovane.
Sono sicurissima che quella “famosa ragazza” oggi deve solo mangiarsi le
mani, per aver fatto la preziosa….
Non so se attualmente hai una famiglia, ma ti auguro di essere felice, lo
meriti e sei una persona squisita.
Sarò felice di conoscerti. Che strana la vita, l’amicizia può sbocciare,
come un bel fiore, dove e quando non te lo aspetti proprio.
Un affettuosissimo saluto, ciao Tilde.
N.B. se me lo consenti, mi piacerebbe postare questi messaggi sul blog,
nella categoria “la mia posta”, perchè è un incontro bello e significativo
per tanti giovani, ma se la cosa ti dovesse infastidire, non preoccuparti,
sarò sempre lieta di risponderti privatamente.
Di nuovo Ciao!
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.–.-.-.-.-.-.-.–.-.-.-.-.-.
Ciao Tilde,
è sempre con enorme piacere che leggo le tue mail….e, sono assolutamente
d’accordo con te, l’amicizia può nascere in modo assolutamente strano ed
imprevvedibile.
Mi ricordo benissimo tua mamma…, tieni presente che comunque ho 49 anni e
la mia vita si svolgeva prevalentemente in Piazza, ti ricordi dove c’era la
fontana di acqua ramata, che finiva in una vasca che puntalmente veniva tappata
per farla straripare….., solo per vedere il “Massiccio” incavolarsi…., che
stupidi che eravamo!!!!!
Non ho mai rinnegato e/o disdegnato le mie origini, anzi, ho sempre difeso a
spada tratta il Sud anche se poi con i miei conterranei, sottolineavo i nostri
difetti, pur essendo un popolo intelligentissimo….
Se lo ritieni opportuno e ti fa piacere, non ho nessun problema…, puoi
trasportare le nostre mail nel blog…., con l’augurio e la speranza che possa
essere un monito per i nostri ragazzi…., di quanti sacrifici NOI abbiamo
fatto per conquistarci un posto di lavoro ma, sopratutto il rispetto e la
rispettabilità delle altre persone.
Aggiungo che, non sono più sposato, purtroppo, sono separato ho due figli
meravigliosi e che adoro, la 1^, Ersilia, ormai ha 19 anni il 2°, Gianluca, ne
ha 17.
Ersilia si è iscritta quest’anno a “Scienza della Formazione” a Napoli
mentre Gianluca frequenta il 4° anno di Ragioneria.
Per completezza di informazione ti dico che noi siamo separati ma, uniti per
i figli, la decisioni per loro vengono prese sempre e comunque insieme.
Bene, vista l’ora…, credo che sia giunto anche per me il momento di andare
di rinchiudermi tra le braccia di Morfeo…, ho fatto tardi questa sera, stavo
preparando una relazione per una riunione che ho domani ed ho dovuto tradurla
in inglese….
Come al solito ma, sempre con grande piacere che ti abbraccio ed alla
prossima
Vittorio
RISPOSTA
Carissimo Vittorio, detto…fatto…! Ho postato la nostra conversazione
epistolare tra le pagine del mio blog, non tanto perchè desidero mettere in
mostra le tue o le mie sensazioni, ma per dare una dimostrazione pratica che
il mondo è veramente piccolo, che ogni persona, al di là del percorso di
vita che può compiere, bello o brutto che sia, quando ha dei valori veri e
maturati da una sana educazione, non potrà mai tradire le sue origini, la
propria famiglia. L’uomo a volte e’ come “un olmo”: alto, forte, ricco di
foglie e di tralci, ma allo stesso tempo fragile e sensibile.
Vittorio, perdonami, se sbaglio, ma nelle tue parole leggo sì l’orgoglio per
quello che hai saputo realizzare nella tua vita, con le tue sole forze, (il
tuo lavoro, la tua laurea, i tuoi meravigliosi figli) ma intravedo anche
tanta nostalgia, tanta tristezza, tanta solitudine, perchè non ti sei
sentito capito e condiviso….Che peccato, Vittorio, tu sei eccezionale,
spero tanto che tutti lo comprendano!
Scusami, se mi sono permessa di entrare in questo livello emozionale,
assolutamente personale, ma per un attimo mi sono immedesimata nella tua
realtà di vita, ed ho realizzato che il vero motivo per cui ti fa piacere
stare in contatto con me e con Cancello ed Arnone è perchè ti senti
solo….!
Non preoccuparti Vittorio, tu non sarai mai solo, sono sicura che ci sono
tante persone che ti vogliono bene, e non passare le tue serate a scrivere
relazioni, esci e vai a divertirti….Non pensare nè ai vecchi tempi e nè a
Cancello ed Arnone. Pensa al tuo futuro, hai solo 49 anni e sicuramente hai
ancora tanti sogni da realizzare, per me, invece, comincia ad essere già un
pò tardi, visto che di anni ne ho ben 60.
A volte, anche involontariamente, penso che, ormai, la mia vita sia in
discesa; ho già avuto le mie salite ed anche le risalite ardite, ora mi
rimangono solo discese, ma non ho alcun rammarico, cerco solo di spingere i
miei figli a VOLARE ALTO, dove io non posso più arrivare, perchè mi sento un
pò stanca anche fisicamente…..!
Ti sento molto vicino Vittorio, e vorrei tanto che tu sentissi la mia
vicinanza, soprattutto che ti faccia stare bene!
Ti saluto con affetto, buona settimana
Ciao Tilde
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Ciao Carissima Tilde,
ti confesso che in parte hai centrato l’argomento, infatti non sono stato capito, avrei voluto trasmettere la mia voglia di vivere, di realizzare, ad altre persone, soprattutto ai miei amici ed ai cari ma, sono delle persone chiuse nel loro egoismo e nella loro società…, con la mente non vanno oltre la punta del proprio naso, l’unico scopo della loro vita è lavorare e mettere da parte i soldi per i figli, o meglio, per il matrimonio dei loro figli, anche a costo di non far continuare loro gli studi, purchè, però, il loro matrimonio sia sfarzoso e migliore degli altri.
Devi sapere che la mia mentalità non concepisce nel modo più assoluto questo modo di sopravvivere, sì, hai capito bene, sopravvivere e non vivere. Si rinuncia volentieri alle ferie, ad una uscita, ad una cena al ristorante pur di realizzare quanto detto sopra.
Di contro, non è vero che mi sento solo in toto, certo mi mancano i figli ed altro ma, ti assicuro che non sono solo, e poi da qualche giorno e, consentimelo, ho aggiunto un’altra AMICA nella mia agenda…., TU.
Purtroppo non sempre posso uscire la sera e divertirmi, ho preso degli impegni di lavoro e li devo portare a termine, io sono fatto così, quando prendo un impegno lo devo mantenere, costi quel che costi.
Poi se tutto va come penso, molto presto verrò trasferito per tre anni a SHEPPARD nel Texas, in missione, quindi adesso debbo lavorare ma, ti assicuro che non mi costa fatica, anzi, tutt’altro.
Ecco per esempio adesso ho finito di prenotare aereo ed albergo per Milano, parto domani e torno mercoledì, ho una riunione presso il Comando della 1^ Regione Aerea a Piazza Ermete Novelli, immagino tu conoscerai sicuramente. Al ritorno debbo prepararmi per Madrid, poi forse Washington e poi Afghanistan a Gennaio e fino a Luglio, come vedi le mie giornate sono piene di impegni con relative soddisfazioni che non mi lasciano il tempo di pensare ad altro e queste nostre vecchie missive, oggi mail…., non fanno altro che rendermi felice e non staccarmi da quel mondo che fino a qualche anno fa è stato anche il mio.
Per finire ti dico che in tutto questo, la cosa che mi fa più piacere è stato il capire da parte tua, la mia sensibilità e ti assicuro che ti sento vicina.
Ti saluto con assoluto affetto
Vittorio…, alla prossima….
Io ho fatto mia una frase letta in un libro di Grisham: “NON C’E’ NOTTE PIU’ LUNGA DA NON POTER PERMETTERE AL SOLE DI SORGERE” e tante volte è proprio questa frase che mi dà la forza di non mollare e di essere sempre e comunque ottimista.
Ciao……
RISPOSTA
Ciao, mio caro amico, io che sono famosa per la mia parlantina e per la
risposta sempre pronta, nel tuo caso ammutolisco…penso…rifletto…! Non
è facile trovare la risposta giusta da darti, anche se il tutto sembra così
facile. Tu a tratti mostri un’amarezza, che ti fa ancora male, ma in altri
tratti mostri una grande forza dentro di te, una volontà ferrea che ti rende
attivo ed ottimista.
Ancora una volta sento di dovermi complimentare con te, sei una persona
molto speciale e meriti che i tuoi figli comprendano quanto grande sia il
loro papà.
Sai, mi hai detto che in questi giorni sei a Milano e mi hai fatta venire un
pò di nostalgia: in questo periodo Milano è splendida con tutte le
decorazioni natalizie, con la gente che va e viene sempre frettolosamente,
avrei tanta voglia di passeggiare per quelle strade, quelle piazze (Duomo,
Galleria, Via Dante, Via Montenapoleone, Corso Sempione, ecc.) che una volta
conoscevo molto bene, ma che oggi sento quasi sconosciute! A volte penso che
io in fondo sono una persona molto fortunata perchè ho vissuto due vite: una
del tutto cittadina, specialmente in una metropoli come Milano, ed un’altra
contadina, nel mio paesello natio, Cancello ed Arnone. E’ vero sono stata
una campanilista e sono ritornata alle mie origini, ma se guardo dietro di
me, penso di aver lasciato una civiltà che qui da noi non ci sarà mai. Ed
ora, come ora per me va benissimo, ma penso ai miei figli e sento tanto
rammarico per le possibilità che con la mia scelta di vita ho negato loro.
Ci sono alcune volte che mio figlio Luca, il maggiore, mi dice: mamma ma
perchè siete ritornati a Cancello ed Arnone, a me questo paese sta stretto,
io voglio andare a vivere dalla zia a Milano. Io soffro come una disperata,
a sentirlo parlare così, ma lo comprendo dato che anch’io e suo padre quando
avevamo la sua età, questo ambiente ci stava molto stretto e siamo scappati
via……
Ma, ormai, così come stanno le cose, non posso più fare nulla e ti dirò che
io ho un modo per consolarmi, nel senso che sono per natura una fatalista e
non mi sembra il caso di rovinarsi la vita pensando a cosa succederà domani,
preferisco pensare che qualsiasi cosa noi facciamo o desideriamo per la
nostra vita, la linea della nostra esistenza sia già stata tratteggiata da
una mano invisibile che volendo o nolente guida il nostro cammino. Secondo
me, quindi, l’unica cosa che posso fare è pregare il Signore che ci guidi
lungo un sentiero che non sia tanto irto e che, soprattutto, protegga i miei
figli, ma anche tutti i giovani del mondo.
Scusami, Vittorio, ho fatto una lunga divagazione e spero di non averti
annoiato.
Ora ti lascio augurandoti una buona serata e rinnovandoti i segni della mia
stima e del mio affetto.
Ciao Tilde
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Buongiorno mia carissima amica, eccomi qui di ritorno da Milano…, debbo dire che non vedevo l’ora di tornare, purtroppo Milano è una città che non riesco a farmi piacere, mi dispiace ma, quel cielo sempre plumbeo, tetro, non fa assolutamente per me, sarà anche la capitale della moda, dello shopping e quant’altro ma, a me non piace. Non immagini come è stato bello non appena l’aereo ha soperato qualla cortina di nebbia rivedere finalmente il sole comunque, i latini dicevano: de gustibus non discutantum est, per cui accetto l’idea che a te piaccia.
Sono d’accordissimo con i tuoi figli, cosa sei tornata a fare al nostro paesello, che avvenire possono avere i tuoi ed i nostri figli lì, che opportunità lavorative ci sono??, posso capire te e tuo marito che, dopo tanti anni di lavoro lì, siete voluti tornare a Cancello, vuoi per nostalgia o per altro ma, ritengo che quando si fanno delle scelte importanti come queste, non bisogna essere egoisti ma, pensare anche a chi ci sta accanto ed alle loro aspettative di vita.
Sapessi quanto ho lottato per portare la mia famiglia a Ferrara, città meraviglio ed a dimensione d’uomo, tipica cittadina Emilian-Romagnola, molto bella, civile e dove tutto funziona senza dover per forza conoscere qualcuno per ottenere ciò che spetta di diritto, ed ho la presunzione di ritenere che, se fossi riuscito nel mio intento avrei, senz’altro, salvato anche il mio matrimonio….., ma questo è un altro discorso, di sicuro però avrei dato ai miei figli un avvenire migliore, questo sì.
Bene adesso ti lascio, ritorno alle mie carte….., ti auguro una buona giornata ed a presto rileggerti…..
Con immenso affetto
Vittorio.
RISPOSTA
Ciao Vittorio, scusami se ti rispondo con un poco di ritardo: Ho avuto delle
giornate molto intense: ieri pomeriggio, tra l’altro, ho partecipato ad un
interessante evento a Caserta. Un evento organizzato da un mio carissimo
collega giornalista a cui non posso proprio dire di no, ma a dir la verità
sono stata anche molto felice di parteciparvi perchè ho trascorso un
pomeriggio culturale molto piacevole ed interessante. In realtà c’è stata la
presentazione di un libro “I sentirei del risveglio” di Michele Falcone. Un
libro che, secondo me, è da leggere. Le opere scritte dal professore
Falcone, sia in prosa che in poesia, possono e vogliono rappresentare, in
una società priva di ogni valore e ideale, un invito a riscoprire la
musicalità di un battito del cuore, nel cui fondo è il misterioso e
commovente fascino della vita umana. Per me, che nonostante gli anni, sono
rimasta un’eterna idealista romantica, è stato come bere ad un ruscello di
acqua fresca e frizzante, inebriante e tonificante. Insomma bellissimo!
Tuttavia questa giornata che mi sono ritagliata, ha influito su tutto il mio
iter di vita quotidiano. I miei hanno pensato bene di andare a cenare al
ristorante da Caputo, non ho potuto aggiornare il mio portale con calma, e
per mettermi alla pari ho fatto l’una di notte, La mia mano si è stancata
che mi ha fatto un male cane e così non sono nemmeno riuscita a dormire
serenamente, ma mi sono svegliata e mio marito con una santa pazienza si è
svegliato con me, e mi ha aiutata a superare il dolore con massaggi e
qualche pastiglietta. Insomma una catastrofe per un semplice diversivo!
Comunque, bando a tutto ciò, mi ha fatto piacere, come sempre, ricevere la
tua e-mail e mi fa altrettanto piacere risponderti.
Peccato che non ti piaccia Milano, io l’adoro, nonostante le sue innegabili
negatività. Ma questo lo comprendo solo ora, infatti quando vivevo lì, non
perdevo nessuna occasione per venire a Cancello: soprattutto per la mia
mamma, ma anche per mio fratello, i miei nipoti e gli amici, che all’epoca
mi aspettavano e mi cercavano molto più di adesso. In realtà il tempo è
passato per tutti ed ora non si pensa tanto più a stare insieme, a fare le
zingarate, ora ognuno di noi ha una famiglia, delle responsabilità ed ognuno
di noi ha maturato anche gusti diversi, che ci dividono, ci allontanano e ci
differenziano.
Ti saluto, sempre con molto affetto, ciao Tilde
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SCUSATE IL RITARDO!!!
Ciao Tilde
scusami se non ho più scritto, tra l’altro neanche gli auguri di Natale ho
mandato ma, ho avuto un periodaccio stracolmo di impegni e qualche problemino
che ma hanno distratto dalle nostre comunicazioni.
Dunque riprendiamo un attimo il discorso lasciato qualche tempo fa: ti dico,
intanto, che la mia partenza per Herat (Afghanistan) è stata procrastinata a
Luglio 2010.
Qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere invitato al 50° compleanno di
Emanuele De Caprio, anche lui di Cancello ma, che come me, vive qui a Roma, il
quale mi ha detto che ha letto la nostra corrispondenza e che era contento di
questo, anzi, avrebbe voluto anche lui lasciare un commento ma, per i notevoli
impegni familiari non ha avuto il tempo materiale per poterlo fare.
Dal canto mio l’ho esortato a farlo, ritenendola una cosa simpatica e poi
anche il piacere di veder allargare il cerchio, non trovi???
Come al solito vado di fretta e quindi debbo salutarti senza potermi
dilungare molto.
Anche se in ritardo, Auguro a Te ed a tutti Voi un 2010 ricco di serenità e
che possa portarci qualcosa di nuovo!!!
Con assoluto affetto
Vittorio.
RISPOSTA
Ciao Vittorio, che bella sorpresa! Non preoccuparti il tuo ritardo è più che scusato, del resto il nostro dialogo epistolare deve essere un piacevole diversivo, non un IMPEGNO, altrimenti diventa insostenibile.
Comunque io credo che tu sia stato richiamato dai miei pensieri, infatti proprio qualche giorno fa mi sei venuto in mente ed ho supposto che tu fossi occupato in qualche missione all’estero.
Qui a Cancello non c’è stato nulla di nuovo, le feste sono passate quasi in sordina, e nonostante la mia voglia di un Natale sempre sfavillante e ricco di luci, alberi, presepe, regali e regalini, ma anche tanto “amore” per tutti, quest’anno l’ho vissuto malissimo per un mio problema familiare, che sembra si stia risolvendo nel migliore dei modi, almeno spero!
Mi fa molto piacere che tu abbia parlato con Emanuele, che ho visto recentemente, purtroppo per un funerale, qui a Cancello. Egli già qualche tempo fa mi aveva lasciato un commento complimentandosi per la mia iniziativa: non ti nascondo che sarebbe bello ed interessante se il nostro dialogo si allargasse con i commenti di un altro carissimo e gentilissimo amico, anzi approfitto di questo spazio ed, attraverso te, desidero inviargli gli auguri più sinceri per il suo 50emo compleanno. Una tappa importantissima, ma ancora ricca di aspettative per il domani. Auguri, auguri, auguri.
Carissimo Vittorio, per quanto riguarda te, sai che il nostro dialogo epistolare è sempre un piacere e che ha il privilegio di essere interrotto, ripreso e poi ancora interrotto e poi…., tutte le volte che lo desideri, io sarò sempre ben lieta di avere e darti notizie.
Ti saluto con affetto, con un arrivederci a presto, augurandoti un sereno e prospero 2010
Ciao Tilde
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Ciao carissima Tilde,
per me, questo nostro scambio epistolare, non è affatto un impegno, bensì, un
vero immenso piacere…
Ho avuto notizie che a Cancello tutto procede sempre nello stesso verso, nulla
è cambiato.
Se da un lato fa piacere che tutto procede tranquillo, dall’altro però, ci si
annoia un tantino, per cui sarebbe opportuno che qualcosa, di positivo,
accadesse, almeno i GOSSIPARI avrebbero di che parlare……..
Qui a roma, invece, vuoi per i lavori di ammodernamento delle linee
metropolitane, vuoi per altro, ogni mattina abbiamo una novità…., per quanto
mi riguarda, mi sto preparando per un’altra missione, sembra che non vada più a
Washington ma, a Camberra, in Australia, la cosa mi attizza e non poco visto
che non ci sono mai stato ed al ritorno, farò una capatina a Cancello ci manco
da parecchio tempo, diciamo che sono quasi in crisi di astinenza!!!!!
Inutile dire che, non appena deciderò il giorno, te ne renderò partecipe
affinchè ci si possa incontrare.
Bene, adesso, usando una frase del Leopardi…., ritorno alle mie sudate carte
(Lui in verità le lasciava per affacciarsi alla finesta e vedere la sua amata
Silvia), io ci ritorno per poter fare in modo di consegnare in tempo la
contabilità.
Un mega saluto ed alla prossima
Vittorio.
RISPOSTA
Ciao carissimo Vittorio, questa sera preferisco proferire poche parole e lasciar libero il mio cuore di piangere e soffrire per l’immane tragedia che ha sconvolto Haiti . A tal riguardo vorrei che tu leggessi la stupenda poesia scritta dalla mia carissima amica ed eccellente poetessa Cristina Bove. Una signora tanto gentile e cortese quanto intelligente e geniale che ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzare, navigando in Internet.
Haiti
Ovunque il pianto irriga polvere
- da noi si fa qualche pensiero d’ansia -
si guardano voragini
come fossero denti della terra
a triturare vivi.
Ci sono cose sotto il cielo
che non si possono ingoiare
a sangue e segatura
E poi tu porti fiori sui cuscini
dei tuoi sogni d’inverno
mentre tranciano carni
le macerie.
Semplificare è tutto
se si può limitare l’insolenza
d’una felicità fatta di niente.
Spero tu abbia apprezzato, sai, a mio avviso, in questi giorni, non si può fare a meno di pensare alla tragedia di Haiti.
Ti abbraccio con affetto, a presto, ciao Tilde.
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Ciao Tilde,
come si può non pensare a ciò che sta succedendo laggiù, con migliaia di morti
che ancora e, chissà per quanto tempo, non hanno trovato una degna sepoltura;
come si può non guardare e riflettere sulle immagini che vediamo
quotidianamente in tv……., pensa a cosa spinge la miseria, ad essere
indifferenti di fronte ad un cadavere di un uomo, pur di accaparrarsi qualcosa
che un domani od anche subito, possa dar loro un pò di sollievo (leggi
sciacallaggio), sono costretto ad ammettere, anche se ingiusto, lo riconosco,
di capirli e non condannarli, è un popolo che vive nell’assoluta miseria, ed
hanno preso questa disgrazia come un’opportunità per poter risollevarsi un pò,
per poter respirare senza doversi affannare….., potrei continuare ma, mi
fermo qui.
Ho letto più volte la poesia.., è assolutamente vera e profonda, complimenti
alla tua amica poetessa….
Per il resto qui tutto procede nella norma, casa, ufficio, qualche piccola
distrazione ma nulla di più.
Ti saluto, ti ringrazio ed augurandoti una serena giornata,
ti abbraccio
Vittorio.
RISPOSTA
Ciao Vic,
è sempre un piacere ricevere tue notizie, e questa volta con la mia risposta è probabile che possa io dartene una bella, in effetti, non so se già ne sei al corrente, Ines, la figlia di Annamaria ha avuto un bambino bellissimo che si chiama Luigi, come il nonno. Ti giuro che è un bambino meraviglioso e non so dirti la felicità dei genitori, dei nonni, della zia Eleonora e tutte le altre zie. Anch’io sono molto felice per Ines e Claudio perchè sono due bravissimi ragazzi e si fanno volere un gran bene da noi tutti in famiglia.
Per quanto riguarda la vita a Cancello ed Arnone, ti posso dire che si sta nuovamente alimentando il “sacro fuoco” della politica, con l’avvicinarsi delle Provinciali e delle Regionali.
Io non nascondo a nessuno di essere una grandissima sostenitrice dell’Avvocato Raffaele Ambrosca, sono totalmente schierata, dato che a me non piacciono le mezze misure e le dimostrazioni di comodo. Personalmente mi piace guardare e giudicare la “persona” e non i “benefici” che da quella persona possono derivare. Ho ricevuto una sana educazione spartana e mio padre, Mario Maisto, mi ha inculcato valori basilari per la vita stessa. Non sarei, dunque, capace di essere voltagabbana o approfittare di una situazione a me favorevole, perchè non avrei più alcuna stima di me stessa.
Poichè mi ritengo una persona per bene, nonostante molte cattiverie subite, dico “che vinca il migliore”, ben sapendo che “IL MIGLIORE” è stato, è, e sarà sempre Ambrosca.
Scusa se ti ho parlato di queste cose, ma se vuoi conoscere gli “inciuci” del paese, attualmente questi sono le ultimissime notizie!
Ti saluto, con rinnovato affetto, a presto
Tilde Maisto
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Buonasera Tilde e a tutti i lettori di questo blog.Ho preso la decisione
di scrivere su questo blog a seguito di varie segnalazioni riguardante
un signore in cerca di aiuto,in quanto non riesce a mantenere la sua
famiglia.
Il signore in questione afferma di abitare in questo paese,e a suo
dire,la moglie chiede l’elemosina davanti la chiesa.Il fatto in sè è
grave,senonchè chiunque me ne abbia parlato sembra che non conosca
questa persona.
Se qualcuno è a conoscenza di questo fatto,e conosce veramente la
famiglia in questione,è pregato di fornire le informazioni atte ad
aiutarli,in quanto se veramente questa famiglia è in gravissime
difficoltà,cercheremo di aiutarli con un gesto di solidarietà collettiva.
Niente soldi,ma beni primari come:cibo,acqua,latte e abiti che non
usiamo più.
Ti ringrazio Tilde per lo spazio concessomi.
Giovanni Mariniello.
pezz8@simail.it