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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Mary Stuart’ Category

martedì
Giu 29,2010

Davide Riccio – Maria Stuarda

(En ma Fin gît mon Commencement) – (In my end is my beginning) (Nella mia fine è il mio principio)
Motto di Mary Stuart ricamato sulle sue vesti.

(Mary all’età di 9 anni, ritratto forse commissionato da Caterina De’ Medici, e ritratto di François Clouet.)

La biografia di Maria Stuarda è vasta, la sua storia è stata tra le più intrecciate, drammatiche e romantiche mai toccate in sorte a una regina. Esiste una quantità sterminata di libri che la riguardano a cui rimanderei volentieri, sorvolando, dato l’arduo compito di farne una sintesi in un capitoletto, quale mi accingo a scrivere. E’ però necessario affrontare tanta imponenza, condensarla in qualche modo o il resto della vicenda di Rizzio non sarà giustamente riconducibile e comprensibile. Un’operazione che sembra essere l’esatto contrario di quanto normalmente fatto finora, dove è semmai Rizzio a comparire in un capitolo delle biografie di Mary.

Originariamente gli Stewart, come dice il nome, erano stati maggiordomi (o siniscalchi) della famiglia regnante di Bretagna, poi gran maggiordomi dei sovrani di Scozia. La dinastia degli Stewart originò da Roberto II Bruce o De Brus. La famiglia Bruce (o De Brus) era una famiglia normanna che si stabilì in Inghilterra e successivamente in Scozia, dove divenne famosa. Roberto I, compagno di Guglielmo il Conquistatore, ricevette numerose terre nello Yorkshire. Il figlio Roberto II divenne conte di Annandale, nominato da re Davide I di Scozia. Roberto V acquisì diritti al trono di Scozia per i propri discendenti sposando Isabella, figlia del conte di Huntingdon e nipote di re Davide di Scozia. Roberto VIII fu il paladino dell’indipendenza scozzese, tanto da riuscire a salire al trono di Scozia nel 1306 col nome di Roberto I. La sua dinastia regnò sulla Scozia fino al 1371 con Davide II, che morì senza lasciare eredi. Il trono passò a Roberto II, figlio di Majorie Bruce e di Walter Stewart di Scozia, dando origine alla dinastia degli Stuardi.

Il papà di Mary, Giacomo V, morì il 14 dicembre 1542. Aveva trent’anni ed era moralmente e fisicamente prostrato, oltre che da quelle si dicevano essere state le sue molte e continue dissolutezze, a causa della cocente disfatta subita nella battaglia di Solway Moss da parte delle truppe inglesi guidate dallo zio Enrico VIII, le cui politiche predatorie vieppiù minacciavano la Scozia. Non vedeva più speranze nel suo futuro e nel futuro di Scozia. Giacomo V aveva ereditato una Scozia in bancarotta, dilaniata al suo interno tra la nobiltà voltagabbana e coloro che volevano troncare con la Chiesa di Roma sull’esempio dell’Inghilterra. Anche a causa della religione, era quello un momento molto turbolento della storia del paese. Per altro, nel 1543 rientrò in Scozia il più noto riformatore scozzese del momento, George Wishart, che propagandò in lungo e in largo la Riforma, da lui appresa nei suoi viaggi in Germania e a Ginevra.

Giacomo V rifiutò di unirsi a Enrico VIII contro la Chiesa Cattolica e si inimicò parte della nobiltà per la sua politica accentratrice. Cercò alleanza con la Francia sposando dapprima Madeleine, figlia di Francesco I re di Francia, la quale però morì a sedici anni dopo neanche tre mesi di soggiorno in Scozia. Giacomo V si sposò nuovamente con Maria di Guisa, anch’ella da poco rimasta vedova. Ambìta da molti, anche da Enrico VIII, Maria di Guisa era figlia di una ricca famiglia, quella di Claudio duca di Guisa e di Antonietta di Borbone. Re Francesco I le assegnò una cospicua dote. Caterina De’ Medici, nipote di Papa Clemente VII, divenne quindi suocera di Giacomo V. Giacomo V e Maria di Guisa ebbero due figli eredi diretti, morti però prematuramente: Giacomo, nel 1540, principe di Scozia morì a Holyrood a un anno di età nel 1541, a pochi giorni di distanza dal neonato Roberto duca di Albany, vissuto invece solo due giorni.

Mary Stuart nacque l’8 dicembre del 1542. Era il giorno in cui si festeggiava la Vergine Maria, e questo sembrò essere di buon auspicio per la piccola principessa, ma non bastò per suo padre. Nel ricevere notizia della nascita di una femmina, si è detto che egli pronunciasse le seguenti parole: “Woe is me. My dynasty came with a lass. It will go with a lass”. (“Maledetto me! Il mio regno venne da una ragazza. Se ne andrà con una ragazza”).

Mary fu incoronata Regina il 9 settembre 1543, all’età di nove mesi. Il padre, Giacomo V morì pochi mesi dopo. Data la tenera età della regina, reggenti di Scozia saranno dapprima il cugino James Hamilton, conte di Arran (1542 – 1554), poi la madre Mary di Guisa (1554 – 1560). Venne da subito stipulato un trattato con Enrico VIII in cui Edoardo, figlio a lungo atteso e prezioso di Enrico VIII, avrebbe un dì sposato Mary. Ma Enrico VIII divenne sempre più dispotico e volubile nei suo i tardi anni di vita e continuò a mandare il suo esercito in Scozia. Nel 1546, Enrico VIII, incoraggiò inoltre l’assassinio del cardinale David Beaton, che inneggiava da tempo alla guerra santa contro l’Inghilterra riformata, adducendo il motivo che questa era sotto l’interdetto papale. Gli scozzesi decisero allora di boicottare la proposta di matrimonio tra eredi di Inghilterra e Scozia e nel luglio del 1548 mandarono Mary in Francia, all’età di cinque anni. Il parlamento scozzese diede il suo consenso alle nozze di Mary con Francesco II, erede di Enrico II, re di Francia. Mary si imbarcò a Dumbarton Castle per recarsi in Francia evitando le navi inglesi che controllavano la Manica. Mary, come si evidenzia in tutte le fonti storiche, era una bambina eccezionalmente amabile, intelligente, piena di vitalità e molto graziosa. Si disse che non era possibile sperare di più da una principessa sulla faccia della terra.

Quando Mary lasciò la Scozia, ella viaggiò con i figli della nobiltà scozzese, tra i quali v’erano le celebri “Quattro Marie” (Mary Fleming, Mary Seton, Mary Beaton and Mary Livingstone), che crebbero con lei e che resteranno al suo fianco fino alla fine, nei giorni di prigionia e dell’esecuzione capitale. Il gruppo arrivò in Francia nell’agosto del 1548.

Mary fu regalmente accolta in Francia da re Enrico II. Di lei disse che era la bambina più splendida che avesse mai visto. A sedici anni Mary sposò il giovane Francesco, che fu però colpito da un’infezione a un orecchio e non superò la malattia, morendo a meno di un anno dall’incoronazione, nel 1560. Maria dovette quindi tornare in Scozia, dove si trovò coinvolta nel problema della successione al trono d’Inghilterra che, alla morte di Maria la Cattolica nel 1558, era andato a Elisabetta, considerata dai cattolici figlia illegittima di Enrico VIII. Diretta e legittima erede di Maria, secondo i giuristi francesi, doveva essere invece ritenuta Mary Stuart.

Alla morte di Maria I Tudor, Mary, disconoscendo dunque Elisabetta I, avanzò i propri diritti anche sul trono di Inghilterra. Ciò costò l’odio di Elisabetta Tudor verso Mary. Alla morte di Francesco II, Mary Stuart, riprese dunque nel 1561 la via per il suo regno. Ella trovò una situazione confusa, agitata e una Scozia ostile alla sua religione cattolica e molto più propensa a unirsi e fondersi nel regno d’Inghilterra. La predicazione calvinista di John Knox aveva fatto molti proseliti nel popolo di Scozia e Mary non ebbe la capacità o la forza di affrontare il problema con la necessaria subitanea fermezza. Nel 1565, aiutata da David Rizzio, sposò Lord Henry Darnley, un suo cugino di quarto grado, pronipote di Enrico VII, capo dei cattolici inglesi. Questo matrimonio provocò una diretta opposizione dei protestanti scozzesi, fomentati da Elisabetta, con a capo il conte di Moray. A causa dei conflitti creatisi, Moray ed altri nobili furono costretti all’esilio.

Mary ebbe da Darnley un figlio, Giacomo VI di Scozia, poi incoronato Giacomo I di Inghilterra. Darnley si rivelò presto una delusione per Mary, da ogni punto di vista, come marito e come regnante, al punto da trovarsi costretta a togliergli gradualmente e poi del tutto ogni ruolo e diritto regale e coniugale. Il musico David Rizzio divenne il segretario particolare di Mary, nonché il suo più intimo e fidato amico e consigliere; si vociferò anche che lui e la regina fossero amanti. I sempre più stretti legami tra Mary e il suo segretario avevano iniziato a destare accesa e profonda ostilità nei nobili protestanti, alla cui testa si mise lo stesso Darnley fino all’assassinio di Rizzio nel 1566. Mary, rimasta sola in quella situazione sempre più difficile e a lei ostile, trovò nel conte Bothwell, energico e audace soldato, l’uomo in grado di difenderla. In un complotto successivamente ordito da Bothwell nel 1567, di cui si dice sia difficile credere che Maria fosse totalmente all’oscuro, il conte di Darnley venne assassinato nel febbraio 1567. Maria, pochi mesi dopo, sposò il conte di Bothwell, creando con ciò ulteriore scontento nella popolazione e nei nobili, sia tra i cattolici che tra i protestanti, uniti nella condanna morale dell’assassinio di Darnley. Nell’estate del 1567 gli aristocratici scozzesi di fede protestante costrinsero Mary ad abdicare a favore di suo figlio, Giacomo VI, che aveva allora quattordici mesi. Bothwell, a difesa di Mary, fu sconfitto nella battaglia di Carberry Hill. Mary fu fatta prigioniera e portata nel castello di Lochleven.

Quest’aperta ribellione di nobili nei riguardi della sovrana non poteva trovare consensi popolari, sicché l’unica soluzione sarebbe stata quella di portare la regina Mary all’abdicazione, la quale si rese indispensabile quando vennero infine scoperte le prove della sua complicità nell’assassinio di Darnley. Abbandonata così da tutti, cattolici e protestanti, dal popolo e dai potenti, perfino dal papa, dalla Francia e dalla Spagna, e ciò anche per aver sposato lord Bothwell secondo il rito protestante, Mary fu imprigionata. Lei, come risposta, trovato aiuto nella famiglia dei nobili Hamilton, raccolse un esercito per ritornare sul trono ma venne sconfitta a Langside.

Mary venne tenuta prigioniera da Elisabetta per 18 anni, durante i quali la sua notevole bellezza e la sua gioventù se ne andarono miseramente. Suo figlio, da cui fu quasi subito separata, crebbe altrove, lontano. Giacomo la odiava, la rinnegò, ritenendo che la morte del padre fosse da imputarsi alle congiure di lei.

Nel 1586 Maria Stuarda venne fatta partecipe della congiura di Babington per assassinare Elisabetta. A tale progetto Maria dette il suo consenso preoccupandosi principalmente di venire liberata prima che al castello giungesse notizia della morte di Elisabetta dato che, per troncare le sue pretese dinastiche, i carcerieri avrebbero potuto sopprimerla a titolo cautelativo. Ma le lettere che ella scambiava con i congiurati venivano intercettate e decrittate grazie al doppio gioco del suo corriere, Gilbert Gifford, un falso filocattolico. Gifford, prima di portare le lettere ai destinatari, il cui capo era Anthony Babington, le forniva in visione a sir Francis Walsingham, segretario di Stato che, a sua volta, si avvaleva di Thomas Phelippes, un abilissimo decrittatore. I congiurati vennero presi e, al suono delle campane in festa, furono tagliuzzati, castrati, sbudellati vivi e infine squartati. Maria fu processata il 15 ottobre 1587. Ella provò a negare la sua partecipazione alla congiura contro Elisabetta, ma le sue lettere decrittate deposero a sfavore. Fu condannata e decapitata l’8 febbraio 1587, all’età di 44 anni. Le sue ultime parole furono “In manus tuas Domine”.

(L’esecuzione di Mary Stuart di Robert Herdman.)


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Davide Riccio
Davide Riccio è nato nel 1966 a Torino, dove si è diplomato operatore turistico e in seguito educatore professionale. Qui vive svolgendo dal 1986 la professione di educatore in ambito psichiatrico e socio-assistenziale. Polistrumentista compositore e cantante autore di genere eclettico, ama da sempre ricercare e sperimentare ogni linguaggio musicale e strumenti di ogni sorta. Ha suonato e inciso dischi fin dagli anni ’80. Dal 1979 a oggi la sua musica è stata incisa su vinile e raccolta in oltre quaranta cd (ristampati dal 2007 per la propria label Unamusica). Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie e racconti, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi. Numerosi i siti internet che ospitano i suoi lavori. Ha scritto il romanzo “La banca dei Reincarnati”, la biografia “Il Musico” sull’omonimo Davide Riccio (Torino 1533-Edimburgo 1566), pubblicato le raccolte di poesie “Le occasioni perdute” (audiolibro-1997), “Povertissement” con prefazione di Sandro Gros-Pietro (Genesi editrice, 2006), “Sversi” (Libellula ed., 2008). Dal 1998 è stato inquirente ufologo, copywriter in pubblicità per una nota agenzia milanese e giornalista (La Val Susa, Torino Sera, Oblò di Livorno, numerose e-zines) occupandosi di cultura in genere e divulgazione. Attualmente si occupa prevalentemente di musica e interviste musicali.

giovedì
Feb 4,2010

Mary Stuart, italianizzata in Maria Stuarda (Linlithgow, 8 dicembre 1542 – Fotheringhay, 8 febbraio 1587), fu regina di Scozia dal 14 dicembre 1542 al 24 luglio 1567, regina consorte di Francia dal 10 luglio 1559 al 5 dicembre 1560 e regina d’Inghilterra come Maria II, per i legittimisti inglesi dell’epoca che non riconoscevano Elisabetta I come legittima erede di Enrico VIII.


Regina a pochi giorni di vita, consacrata per diritto divino a soli nove mesi: quella di Maria Stuart fu una vita che iniziò tragicamente e finì tragicamente. Scappata dalle guerre anglo-scozzesi, Maria fu cresciuta nell’ambiente colto e raffinato della corte francese[1] di Caterina de’ Medici ed ebbe un’ottima educazione in ambito culturale, ma non altrettanto approfondita in ambito politico, giacché la regina consorte di Francia non aveva potere effettivo. Alla morte del primo marito tornò in Scozia, dove l’attendeva lo scontro con la nuova religione calvinista, istituita durante la sua assenza. Maria fu una sovrana molto tollerante e questo non fece altro che aumentare il potere dei Lord protestanti che riuscirono a rivoltarle contro il paese approfittando della sua turbolenta vita privata. Scappata in Inghilterra, pensava di poter essere aiutata dalla regina protestante Elisabetta I d’Inghilterra, sua cugina e antitesi, che invece la imprigionò per quasi vent’anni. In questi due decenni la regina di Scozia divenne il fulcro e l’anima del cattolicesimo inglese e molti complotti furono organizzati in suo nome per assassinare Elisabetta e innalzare Maria al trono. La regina di Scozia si ritrovò dunque a essere il simbolo vivente della Controriforma e finì sacrificata nella lotta tra la Spagna cattolica di Filippo II e l’Inghilterra protestante di Elisabetta I. La sua esecuzione fu un duro colpo all’autorità divina dei sovrani: per la prima volta nella Storia una regina consacrata da Dio fu giudicata e condannata a morte. La decapitazione di Maria non fu che il preludio di altre tre morti regali, quali quelle di suo nipote Carlo I d’Inghilterra e dei suoi pronipoti Luigi XVI e Maria Antonietta.[2] L’unico figlio di Maria, Giacomo, fu il primo re britannico che riunì i domini inglesi a quelli scozzesi; da Maria discende l’attuale regina d’Inghilterra Elisabetta II.

Mary tredicenne

Maria tredicenne, schizzo di François Clouet (1555).
Stemma di Maria in qualità di regina di Scozia e di Francia

Eredità, nascita ed incoronazione

Durante il XIV secolo, sotto il regno di Roberto II di Scozia, era stato confermato che la corona scozzese dovesse essere ereditata soltanto dai maschi nella linea di discendenza di Roberto, che erano stati nominati in tale Atto parlamentare. Le donne e la linea femminile avrebbero potuto ereditare la corona solo dopo l’estinzione della linea maschile.

Maria ascese al trono perché, con la morte di suo padre, Giacomo V, non vi erano rimasti eredi diretti maschi di Roberto II di origini indiscutibilmente legittime.

Ella fu il primo membro della Casa Reale Stuart ad utilizzare la grafia gallicizzata Stuart, piuttosto che il precedente Stewart; adottò questa grafia durante la sua permanenza in Francia, e lei e i suoi discendenti continuarono a usarla.

La principessa Maria Stuart nacque nel palazzo di Linlithgow nel Lothian dell’Ovest, l’8 dicembre 1542 dal re Giacomo V di Scozia e dalla seconda moglie, la duchessa francese, Maria di Guisa. Nel palazzo di Falkland a Fife, suo padre, dopo aver sentito della nascita, profetizzò: «Adieu, addio, tutto è incominciato con una ragazza, con una ragazza passerà». Giacomo credette realmente che la nascita di Maria avesse segnato la fine del regno degli Stuart in Scozia, invece, attraverso il figlio di Maria, iniziò il loro dominio sia sul Regno di Scozia sia sul Regno d’Inghilterra.

Sei giorni dopo la sua nascita divenne Maria, regina di Scozia, quando suo padre morì all’età di trent’anni, probabilmente per colera, anche se i suoi contemporanei ritenevano che la sua morte fosse stata causata dal dolore per la perdita scozzese contro gli inglesi nella battaglia di Solway Moss. James Hamilton, conte di Arran, secondo a Maria nella linea di successione al trono, fu reggente in suo nome fino al 1554, quando venne sostituito dalla regina madre, che continuò la reggenza fino alla sua morte avvenuta nel 1560.

Nel luglio del 1543, quando Maria aveva sei mesi di età, i trattati di Greenwich dichiararono che ella dovesse sposare Edoardo, figlio del re Enrico VIII d’Inghilterra nel 1552, e che i loro eredi avrebbero ereditato i Regni di Scozia e d’Inghilterra. Sua madre, fortemente contraria alla proposta, due mesi più tardi si nascose con Maria nel castello di Stirling, dove vennero compiuti i preparativi per l’incoronazione di sua figlia.

Quando Maria aveva solo nove mesi fu incoronata regina di Scozia nella Cappella Reale presso il castello di Stirling il 9 settembre 1543. Maria, riccamente vestita, fu portata da Lord Livingston in una solenne processione verso la Cappella Reale, dove fu unta dal cardinale David Beaton con l’olio consacrato. Il conte di Lennox (il cui figlio Henry Stuart, molti anni dopo, sarebbe diventato il secondo marito di Maria) portò avanti lo scettro, donato alla Scozia nel 1494 da papa Alessandro VI; invece la spada di Stato, regalata a Giacomo IV nel 1507 da Giulio II, fu presentata dal conte di Argyll e il cardinale procedette con la cerimonia dei tre tocchi di spada sul corpo della bambina. Infine, il conte di Arran offrì la corona, che il cardinale tenne sul capo di Maria, mentre i conti di Arran e di Lennox le baciavano la guancia, seguiti dal resto dei prelati e dei pari che si inginocchiarono davanti a lei e le giurarono fedeltà, ponendo la mano sulla sua corona

Castello di Stirling

Il “brutale corteggiamento”

I trattati di Greenwich vennero meno poco dopo l’incoronazione di Maria, l’11 dicembre del 1543. Il fidanzamento non sarebbe stato ottimale per gli scozzesi, soprattutto perché Enrico VIII cercò di modificare l’accordo in modo da poter avere Maria anni prima che il matrimonio avesse luogo; inoltre avrebbe anche voluto rompere la loro tradizionale alleanza con la Francia. Temendo una sommossa tra il popolo, il Parlamento scozzese ruppe il trattato e l’impegno alla fine dell’anno.

Enrico VIII allora iniziò il suo “brutale corteggiamento”, avendo progettato di imporre il matrimonio tra suo figlio e Maria. Questo consistette in una serie di incursioni sul territorio scozzese e altre azioni militari durate fino al giugno 1551, costate più di mezzo milione di sterline e molte vite. Nel maggio del 1544, l’inglese conte di Hertford (poi nominato duca di Somerset da Edoardo VI), arrivò a Firth of Forth, sperando di espugnare la città di Edimburgo e rapire Maria, ma Maria di Guisa la nascose nelle camere segrete del castello di Stirling.

Il 10 settembre 1547, noto come il “sabato nero”, gli scozzesi subirono un’amara sconfitta nella battaglia di Pinkie Cleugh.  Maria di Guisa, preoccupata per la figlia, la inviò temporaneamente nel priorato di Inchmahome, e tornò dall’ambasciatore francese Monsieur D’Oysel.

La Francia, rimanendo fedele all’Auld Alliance, venne in aiuto degli scozzesi. Il nuovo re francese, Enrico II, propose allora di unire la Francia e la Scozia facendo sposare la piccola regina al figlio appena natogli, il delfino Francesco. Questa sembrò a Maria l’unica soluzione ragionevole per il suo problema. Nel febbraio 1548, dopo aver sentito che gli inglesi erano sulla strada del ritorno, Maria trasferì la figlia al castello di Dumbarton. Gli inglesi lasciarono una scia di devastazione dietro di loro ancora una volta e occuparono la città di Haddington, strategicamente collocata. Entro il mese di giugno, il tanto atteso aiuto francese era arrivato. Il 7 luglio, il trattato di matrimonio con la Francia venne firmato presso il convento di monache vicino a Haddington.

Maria Stuart con il lutto bianco delle regine di Francia. Ritratto di François Clouet (1558)

Infanzia in Francia

Grazie al suo matrimonio già combinato, a cinque anni d’età, Maria fu inviata in Francia nel 1548 per trascorrere i suoi successivi tredici anni alla corte dei Valois, dove i suoi parenti regnavano incontrastati sugli ultimi membri di questa dinastia. Enrico II si offrì di proteggerla e allevarla. Il 7 agosto 1548, la flotta francese inviata da Enrico II salpò da Dumbarton diretta in Francia portando la quinquenne regina di Scozia, accompagnata dal suo piccolo entourage composto da due signori, due fratellastri e dalle “quattro Marie”, quattro bambine della sua età, tutte chiamate Maria, figlie di alcune delle più nobili famiglie scozzesi: Beaton, Seton, Fleming e Livingston.
Maria, che tutte le fonti storiche dell’epoca concordano nel descrivere come una bambina vivace, bella, dotata di un carattere estremamente amabile e intelligente, aveva davanti a sé un’infanzia promettente e fu molto favorita alla corte francese dove fu allevata dalla nonna Antonietta di Guisa, che era una Borbone (ramo cadetto della casa regnante). Ricevette la migliore istruzione possibile e alla fine dei suoi studi aveva padronanza del francese, del latino, del greco, dello spagnolo, dell’italiano in aggiunta alla sua nativa lingua scozzese. Imparò anche a suonare due strumenti e fu istruita nella prosa, nella poesia, nell’equitazione, nella caccia con il falcone e nel ricamo.
Il 24 aprile 1558 si sposò con il delfino Francesco a Notre Dame de Paris.
Il 1º luglio del 1559, durante i festeggiamenti per la pace di Cateau-Cambrésis, Enrico II, mentre partecipava ad una giostra, rimase ferito dalla scheggia di una lancia. Quando il 10 luglio Enrico II morì, Maria divenne la regina consorte di Francia accanto al marito divenuto re Francesco II di Francia.

Elisabetta d’Inghilterra, cugina di Maria.

Rivendicazione del trono inglese

Secondo le ordinarie leggi di successione, Maria era seconda nella linea di discendenza per il trono inglese dopo la cugina, la regina Elisabetta I, che non aveva figli. Agli occhi di molti cattolici però Elisabetta era una “bastarda illegittima”, mentre Maria era la vera erede.

L’anti-cattolico Act of Settlement non fu emanato fino al 1701, ma già le ultime volontà e il testamento di Enrico VIII avevano escluso gli Stuart dalla successione al trono inglese. I problemi di Maria erano ulteriormente aumentati dall’incremento ugonotto in Francia, sovvenzionato da Elisabetta e sfociato nel tumulto d’Amboise (6 marzo – 17 marzo 1560), che rendeva impossibile per la Francia aiutare i sostenitori di Maria in Scozia. In seguito i cinquantadue congiurati vennero pubblicamente giustiziati alla presenza del popolo, del re Francesco, di sua madre Caterina, del fratello Carlo e di Maria; quest’ultima fu l’unica tra i presenti a mostrare segni di orrore, ma fu ripresa da Caterina, la quale riteneva che una regina non dovesse provare emozioni.

Dopo appena due anni di matrimonio Francesco II morì a causa di una grave infezione ad un orecchio il 5 dicembre 1560. La suocera di Maria, Caterina de’ Medici, divenne reggente per il fratello rimanente del re Carlo IX, che ereditò il trono francese, ma riteneva che due regine vedove fossero di troppo. Maria, indossato il lutto bianco, visse in solitudine i quaranta giorni rituali del lutto regale, poi si trasferì in Lorena presso i suoi zii. Quando tornò a corte, Caterina de’ Medici le ordinò di ritornare in Scozia per sistemare la grave crisi che si stava verificando. Infatti, in base ai termini del trattato di Edimburgo, firmato dai rappresentanti di Maria il 6 luglio 1560 in seguito alla morte di sua madre, la Francia si impegnò a ritirare le truppe dalla Scozia e a riconoscere ad Elisabetta il diritto di regnare sull’Inghilterra. A diciassette anni, indifferente, o forse troppo giovane ed ingenua per valutare i propri gesti, Maria Stuart, ancora in Francia, rifiutò di ratificare il trattato e avanzò i propri diritti anche sul trono d’Inghilterra, disconoscendo di fatto Elisabetta I, già regina da un anno, succeduta alla sorella cattolica Maria. I diritti vantati risalivano alla parentela tra Enrico VIII e Margherita Tudor, la quale aveva sposato Giacomo IV di Scozia; di fatto la nonna paterna di Maria e il padre di Elisabetta erano fratelli. L’idea di fregiarsi delle insegne del regno di Inghilterra costò a Maria l’odio di Elisabetta Tudor.

In Scozia, nel frattempo, il parlamento, senza l’assenso della sovrana, aveva ratificato la modifica della religione di stato passando da quella cattolica a quella protestante.

La storia della mia Regina preferita, ovviamente continua, ma la riprenderemo in un’altra occasione……CIAO!

sabato
Set 20,2008

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mari-stuart.jpg

Descrizione: figlia di Giacomo V di Scozia, che morendo la fece regina all’età di due giorni, Maria Stuart ebbe una vita intensa e tragica. Vedova giovanissima di Francesco II di (altro…)

BIOGRAFIA DI MARIA STUARDA

martedì
Gen 29,2008

marystuart1.jpgMARY STUART

Maria Stuarda nacque a Linlithgow nel 1542 e morì a Fotheringay Caste nel 1587, figlia di Giacomo V di Scozia e della sua seconda moglie Maria, della potente famiglia francese dei Guisa.

Fu allevata in Francia e nel 1558 sposò il Delfino che salì al trono con il nome di Francesco II, ma morì l’anno succesivo. (altro…)

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