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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Napoli e Provincia’ Category

sabato
Dic 22,2012

COMUNICATO STAMPA

Domenica 23 dicembre alle ore 11 nell’Auditorium del Museo Duca Di Martina,  secondo appuntamento dei “Concerti in Floridiana” organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico con la Soprintendenza Speciale per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della città di Napoli.

Il concerto di Natale, in collaborazione con la  Scuola “Adolphe Ferriere”, vedrà l’esibizione di giovanissimi allievi seguita dall’esecuzione in forma semiscenica dell’intermezzo buffo Le Devin du village (L’indovino del villaggio) di Jean Jacques Rousseau, opera raramente eseguita in tempi moderni.
Interpreti: Colette Ilaria Iaquinta, Colin Pasquale Bruno, Le Devin Rosario Natale, pianoforte Giacomo Serra.

Ingresso:

Intero € 10,  ridotto (under 25 e over 68) € 8. Bambini e ragazzi sotto i 15 anni ingresso gratuito.

giovedì
Dic 20,2012

Casalnuovo (NA) 16 dicembre 2012 – un Natale pieno di vittorie per  L’A.S.D. OLIMPIA SPORT di S. Angelo in Formis, diretta da Rita SABATASSO, ventidue anni, cintura nera 3° Dan, ha partecipato con una rappresentanza di trentadue atleti e ben cinque squadre conquistando: 20 medaglie  d’oro, 8 d’argento e 11 di bronzo alla 5^ edizione del Trofeo di Natale, gara interregionale e interfederale di karate specialità KATA dai 4 ai 17 anni.
Alla gara, svoltasi a Casalnuovo (NA), hanno partecipato oltre venti  società provenienti da tutta la Campania e regioni limitrofe, nonché da altre federazioni ed enti di promozione sportiva, per un totale di oltre quattrocento atleti. L’evento sorretto da un’organizzazione impeccabile ha contribuito all’ottima riuscita della manifestazione, che consacrata dal grande successo delle edizioni precedenti ha confermato  anche quest’anno quella che viene considerata una delle maggiori kermesse.
La gara è iniziata con le squadre e gli atleti dell’Olimpia Sport si sono subito imposti e precisamente:
–    squadra OLIMPIA SPORTA “A” SABATASSO Chiara, DENEDETTO Martina e COMPAGNONE Francesca Natalia;
–    Squadra “B” SERENA Giulia, SERENA Lorenza e TAFUTO Roberta Velia;
–     squadra “C” SABATASSO Gaetano, D’AGOSTINO Antimo e TAFUTO Alessandro si sono classificati al primo posto mentre la squadra ”D” DE DOMENICO Michele, DI RAUSO Giuseppe e TAFUTO Roberta Velia si è classificata seconda;
–    squadra “E”    VALLETTA Paolo, MONTANINO Gianmarco e BENEDETTO Antonio si è classificata al terzo posto, conquistando in totale nove medaglie d’oro, tre di argento e tre di bronzo.
Nelle gare individuali  nella categoria “speciale” 4-5 anni maschile SALOMONE Manuel, DI STASIO Pasquale e SCIAMARELLA Giorgio sono stati premiati con la medaglia d’oro. Nelle categorie regolamentari, numerosissime, gli atleti dell’ Olimpia sport hanno ottenuto i seguenti piazzamenti : cat. 6-8 anni maschile VALLETTA Roberto e RUSSO Christian si sono classificati rispettivamente al 1° e 3°posto, cat. 6 – 8 anni femminile cintura bianca PELLEGRINO Alessandra e PASCARELLA Anna Vittoria si sono classificate rispettivamente 1^e 2^; cat. 9 – 11 anni maschile cintura bianca NIKOLIC Alex, BENEDETTO Antonio e VALLETTA Paolo Carmine si sono classificati rispettivamente al 1°, 2° e 3°posto; cat. 9 – 11 anni femminile cintura bianca SCIAMARELLA Sara 1^ classificata; cat. 9 – 11 anni maschile cintura gialla  MONTANINO Giovanni Marco 3° posto; cat. 9 – 11 anni femminile cintura gialla/arancio BENEDETTO Martina, SABATASSO Chiara e COMPAGNONE Francesca Natalia si sono classificate rispettivamente al 1°, 2° e 3°posto; cat. 12 – 14  anni femminile cintura gialla/arancio TAFUTO Roberta Velia, SERENA Giulia e SERENA Lorenza si sono classificate rispettivamente al 1°, 2° e 3°posto; cat. 12 – 14  anni maschile cintura gialla/arancio DE DOMENICO Michele 2° posto dopo due spareggi; cat. 12 – 14  anni maschile cintura bianca DI RAUSO Giuseppe 1° posto , TORISCO Manuel e CICCONE Biagio 3° posto pari merito ; cat. cadetti maschile cintura gialla/arancio  SABATASSO Gaetano e D’AGOSTINO Antimo sono classificati rispettivamente al 1°e 3° posto. Vanno evidenziate le prove degli atleti che pur non rientrando in zona medaglie hanno effettuato delle ottime prestazioni e precisamente BELLONE Chiara 5° posto, IORIO Luigi, CEMBALO Luca, CAIAZZO Luigi Fortunato, SILIPO Francesco, CICCONE Danilo, FERRIERO Francesco , LOMBARDI Michela e TAFUTO Alessandro che si sono classificati tra il sesto ed il nono posto. Gli atleti hanno conquistato in totale venti medaglie d’oro,  otto di argento e undici di bronzo, tali medaglie anno consentito all’A.S.D. OLIMPIA SPORT di classificarsi al  primo posto nella classifica delle società e di vincere il trofeo di Natale. “ Sono molto soddisfatta – dice Rita SABATASSO,  direttrice tecnica del settore arti marziali dell’A.S.D.  OLIMPIA SPORT – dei risultati ottenuti dai miei ragazzi,  aver conquistato otto primi posti  sulle sole dieci categorie regolamentari, dove erano presenti i miei allievi e di queste in tre categorie il podio è stato tutto OLIMPIA SPORT, in altre tre abbiamo conquistato il primo e terzo posto,  in una il primo e secondo  posto e in un’altra il primo posto, significa che siamo sulla buona strada e siamo solo all’inizio, le altre associazioni hanno maestri di grande esperienza  e atleti molto preparati per cui non bisogna mai abbassare la guardia e cullarsi sugli allori. Una grande soddisfazione è stata quella di veder salire sul podio  Sara SCIAMARELLA,  che con soli due mesi di palestra ha vinto in una categoria numerosissima e Michele DE DOMENICO, che in una categoria di oltre quaranta atleti si è classificato secondo dopo due spareggi. Non voglio dilungarmi citando uno per uno le prove dei ragazzi , ma voglio abbracciare tutti perché hanno saputo mettere in pratica tutto ciò che gli ho insegnato. Soddisfatta ed orgogliosa della crescita dei propri allievi che stanno maturando mese dopo mese ringrazio tutti i genitori che come sempre mi seguono dandomi piena fiducia. Nuovo appuntamento al campionato regionale 2013.”

giovedì
Dic 20,2012

                                           

COMUNICATO STAMPA

Nei giorni del 24 e del 31 dicembre gli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate della Campania saranno aperti al pubblico solo di mattina. Non effettueranno quindi l’orario pomeridiano.
Per maggiori informazioni, è possibile consultare recapiti e orari di apertura di tutti gli uffici della Campania sul sito internet http://campania.agenziaentrate.it/ alla voce “Uffici”.

Napoli, 20 dicembre 2012

giovedì
Dic 20,2012

Tania Coleti

Titina

COMUNICATO STAMPA

Venerdi 28 dicembre alle ore 21.00 alla Bottega del Teatro, via Volturno,  per “Natale alla Bottega”,  ritorna, dopo il grande successo e il tutto esaurito di ottobre,:  “O core mio : Titina, una sei tre” di Matteo De Simone con Tania Coleti
“O core mio: Titina, una dei tre” non vuole raccontare solo la storia di una grande attrice e della , sua carriera ma anche quella di una donna con le sue emozioni, le sue ansie, le sue gioie, il suo dolore e il suo coraggio.
Attrice, autrice di commedie, pittrice, Titina sarà l’ago della bilancia tra due titani del teatro come Eduardo e Peppino.
Titina visse in una famiglia in cui il teatro era costitutivo della sua stessa esistenza: a partire da suo padre il celebre Eduardo Scarpetta, ai fratelli Eduardo e Peppino al marito Pietro Carloni.
Nel 1905 Titina fece il suo esordio, come era tradizione per ogni grande attore napoletano,
in Miseria e Nobiltà nel ruolo di Peppiniello pronunciando la famosa battuta “Vicienzo me patre a me”. Da quel momento in poi lavorò, senza sosta, in teatro in varie compagnie, dividendosi tra i palcoscenici di Roma e Napoli alternando parti maschili e femminili.   passando dal varietà con il grande Totò, alla “sceneggiata”, alla scarpettiana per approdare poi alla compagnia con i fratelli.
Nel 1931 a Roma debutta la Compagnia del Teatro Umoristico di Eduardo De Filippo ribattezzata poi Il Teatro Umoristico dei de Filippo: «Si può dire che li vedevo allora per la prima volta. Prima di quel momento confesso di non averli mai conosciuti veramente. Quei ragazzi scorbutici, chiusi in loro stessi. Avevano vissuto con me un’infanzia curiosa, particolare». Il successo è straordinario. Con loro lavoreranno anche Tina Pica, Pietro Carloni, Dolores Palumbo.
Il carattere generoso e altruista di Titina fu fondamentale nell’esercitare una continua mediazione tra i due fratelli, così profondamente diversi: Eduardo introverso, Peppino estroverso, nel tentativo di appianare contrasti e i conflitti possibili.
La rottura tra i due fratelli fu un grande dolore per Titina che la visse come una sconfitta personale, comunque dopo un periodo di allontanamento dai fratelli, ritornò a recitare con Eduardo diventando interprete magistrale dei grandi personaggi femminili eduardiani.

Nel ruolo di Donna Amalia in Napoli Milionaria ebbe la sua prima grande affermazione, era il 25 marzo 1945, andò in scena al Teatro San Carlo.  Eduardo è il primo autore italiano che racconta la guerra vista dai civili e una società degradata che sembra senza speranze e deve invece ricostruire un futuro. È tra i primi artisti che chiedono una riflessione su quanto, è appena accaduto.
Eduardo, nel 1947, scrive Filumena Marturano, un ruolo pensato e scritto per la sorella.
Ma il cuore di Titina, nel 1948 durante una delle repliche, una forte bronchite e un collasso mettono a repentaglio la sua vita; è stenosi mitralica, deve smettere di recitare.
Lasciare il teatro per Titina fu come perdere la propria casa, quella stanza tutta per se, dove aveva vissuto tutti i momenti più importanti della sua vita, il teatro era stato la sua vita.
Il testo, che si ispira ai diari di Titina e a un libro scritto dal figlio Augusto, è stato scritto da Matteo De Simone con rispettoso amore, in una sorta di serata di onore, per raccontare la vicenda umana e artistica di questa grande donna e grande attrice: Titina una dei tre

mercoledì
Dic 19,2012


COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 22 dicembre 2012 ore 21.30

Galleria 19 via San Sebastiano 19 – Napoli

 

Inner City Affair

 presentano il loro primo cd

Montesanto Roots

 

Reggae, funk e jazz incontrano lo ska e diventano Inner City Affair. Sette musicisti in cerca di nuovi percorsi nel segno della contaminazione. Sabato 22 dicembre alle 21.30 alla Galleria 19 un concerto per presentare il loro primo cd Montesanto Roots. Dieci tracce, otto brani inediti e due cover, Ennio Morricone e Nino Ferrer per un album sintesi di esperienze nazionali e internazionali.

 

 

 

Inner City Affair sono: Adriano Rubino (trumpet) Riccardo Colicchio (ten sax), Mario Tammaro (t-bone), Dario Della Monica (guitar), Mattia Leone (piano & keyboards), Dario Gessato (bass), Salvio Loffredo (drum).

 

La band nasce nel 2009. Musicisti provenienti da diversi background si incontrano intorno al upbeat mood giamaicano per dar vita a un repertorio che varia dallo ska al reggae, dal jazz al funk. Alternano composizioni originali inedite ad arrangiamenti di successi degli anni ‘60 e ‘70.  Percorsi personali hanno consentito al gruppo di maturare una formazione musicale variegata e multiculturale, improntata al melting pot sonoro.

Dalle esperienze newyorkesi e parigine, a quelle di Umbria Jazz e dei festival della musica popolare nasce il sound caldo e vibrante degli Inner City Affair, un’interpretazione tutta mediterranea dei ritmi Ska. Incursioni nel patrimonio musicale italiano, “Indagine (su un cittadino al di sopra di ogni sospetto) di Morricone e “Viva la campagna” di Ferrer, sono un tributo alla tradizione della grande musica degli anni ‘70. La dimensione degli Inner City Affair è quella del live, sul palco il gruppo esprime carica ed energia che sintetizza al meglio la fusione tra i ritmi incessanti dello ska, le vibrazioni più morbide del reggae, le armonie del jazz. 

 

 

Contatti –Riccardo Colicchio  335.5275142

http://www.facebook.com/pages/Inner-City-Affair/98669107548?fref=ts

 

 

 

 

mercoledì
Dic 19,2012

martedì
Dic 18,2012

 

Le Pecore Nere s.r.l.
presenta
Théâtre De Poche
(via Salvatore Tommasi 15|Napoli – traversa via Salvator Rosa)

dal 22 dicembre 2012 al 6 gennaio2013
(escluso 24, 25, 31 dicembre e 1° gennaio|
dal martedì al sabato ore 21|domenica ore 18)

IL GIOCO DELLA COPPIA
Liberamente ispirato a “Delirio a due” di Eugene Ionesco

Regia Sergio Di Paola
Con Peppe Miale|Lorena Leone
Leda Conti|Stefano Pascucci|Mauro Rea

A inaugurare la stagione teatrale 2012/2013 del Théâtre De Poche – presentata in conferenza stampa il 22 dicembre alle 12 presso il teatro stesso – e ad accompagnarci per tutte le vacanze natalizie, è lo spettacolo “Il gioco della coppia”, liberamente ispirato a “Delirio a due” di Eugene Ionesco, con la regia di Sergio Di Paola, in scena dal 22 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 (escluso 24, 25, 31 dicembre e 1° gennaio, dal martedì al sabato ore 21|domenica ore 18).  Interpreti Peppe Miale e Lorena Leone, con Leda Conti, Stefano Pascucci, Mauro Rea.
Due conflitti contemporaneamente: uno per le strade, in un’ipotetica città del mondo, dove l’insurrezione genera caos e scoppi, probabilmente morti e feriti; l’altro, fra le pareti domestiche di un’anonima casa di un’anonima città. La relazione dei protagonisti (Peppe Miale e Lorena Leone) è basata su uno scontro verbale continuo, i due, concentrandosi unicamente sulle loro beghe isteriche, ignorano totalmente quello che succede all’esterno del loro microcosmo. La stanza è dunque l’ambiente, la realtà che avvolge i personaggi.

«Eugène Ionesco, considerato insieme a Samuel Beckett pioniere del “Teatro dell’Assurdo”, amava definire le sue opere “Teatro Astratto”. La scrittura di Ionesco, un po’ esistenzialista, un po’ surreale, irrompe sulla scena negli anni Cinquanta con la potenza di un uragano, scatenando un “delirio” di “favorevoli” e “contrari”. La sua drammaturgia è capace di intercettare gli smottamenti della società e del linguaggio, e di irridere l’ordine costituito.  Con  la pièce “Delirio a due” Ionesco mette in risalto l’incomunicabilità di una coppia che raggiunge sovente il paradosso verbale, grazie alle volute e banali argomentazioni. Essi parlano, urlano, passano il tempo litigando con cattiveria e violenza su futilità di ogni genere, rinfacciandosi disillusioni e sogni traditi e non s’accorgono che in strada, come in uno spaventevole controcanto, infuria la guerra.
In questo testo, così come in altri, Ionesco più volte sottolinea la stupidità comica e avvilente degli esseri umani, vincolati alle loro annebbianti abitudini. I protagonisti sono talmente chiusi nei loro miseri egoismi, nella loro meschina autosufficienza, nel loro gretto conformismo da non riuscire a dare un senso a ciò che accade intorno a loro. I due conviventi, non curandosi della guerra scoppiata fuori dalle quattro mura domestiche, non smettono di chiedersi se la tartaruga e la lumaca siano o meno lo stesso animale. Allo stesso modo oggi, mentre fuori imperversa il caos, molti si chiedono se l’I-Phone e il Galaxy siano lo stesso cellulare».  Sergio Di Paola

Scena Luigi Ferrigno-Armando Alovisi|Costumi Alessandra Gaudioso|Fonico Christian Parisi|video proiezioni Mariano Soria|Disegno luci Ettore Nigro|Realizzazione scene Mauro Rea|Assistente alla regia Leda Conti

Info e prenotazioni al 081 549 0928|info@theatredepoche.it|www.theatredepoche.it
Dal martedì al sabato ore 21|domenica ore 18
Prezzo biglietto intero 10 euro| ridotto 8

Ufficio stampa Anna Marchitelli  marchitelli.comunicazione@gmail.com|333 11 98 973

 

lunedì
Dic 17,2012

 

Il Pdl: “E’ scandaloso. L’aumento dell’aliquota è stato votato in Consiglio senza numero legale

MELITO DI NAPOLI – Nell’ultimo giorno utile per il pagamento dell’Imu gli abitanti di Melito, popoloso centro alle porte di Napoli, hanno ricevuto una spiacevolissima notizia.
I melitesi sono stati, infatti, costretti a pagare il 30% in più rispetto alla tassazione governativa a causa di una delibera di consiglio comunale fasulla.
A renderlo noto è stato il Popolo della Libertà che ha così spiegato quanto accaduto in Assise con le relative ripercussioni per i cittadini.
“Quanto accaduto in consiglio comunale è singolare e le autorità giudiziarie ne sono già al corrente – fa sapere il gruppo consiliare Pdl – Lo scorso 28 settembre il consiglio comunale ha deliberato l’aumento dell’aliquota Imu, il riequilibrio di bilancio e il pagamento di debiti fuori bilancio senza numero legale. Alla seduta ha, infatti, partecipato soltanto la metà dei consiglieri in carica, ma nonostante non vi fosse numero legale (lo statuto comunale prevede per la validità della seduta la presenza della metà più uno dei consiglieri eletti) si è deliberato tranquillamente”.
Un caso più unico che raro che getta nello sconforto più totale la popolazione di Melito costretta in un periodo di grande crisi economica a fare i salti mortali per il pagamento di un’imposta che è poi risultata essere ‘gonfiata’.
La patata bollente è dallo scorso venerdì nelle mani del Prefetto di Napoli e con ogni probabilità finirà al vaglio del ministero degli Interni che dovrà decidere che misure prendere nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Venanzio Carpentieri.
La non validità della delibera porterebbe infatti al mancato riequilibrio del bilancio che aprirebbe di fatto le porte al commissariamento fino alla nuova tornata elettorale.
La questione non è soltanto politica ma anche di natura economica e giuridica. Il centrodestra ha informato della questione anche la Corte dei Conti che accerterà gli eventuali responsabili di quello che sembra essere un vero e proprio caso.
Non è esclusa l’apertura di un’indagine, la Procura della Repubblica dovrà accertare se le deliberazioni senza quorum siano dovute soltanto alla negligenza del segretario generale e del presidente del consiglio comunale, che non hanno effettuato la conta per controllare il numero di consiglieri presenti, o se siano dovuti ad altri fattori ancora da accertare.
“Quanto accaduto è semplicemente vergognoso – ha dichiarato il capogruppo del Popolo della Libertà Antonio Amente – Deliberare senza numero legale è un atto gravissimo e lo diventa, se possibile ancor di più quando si aumenta un’aliquota, come quella dell’Imu, che ha provocato disagi e preoccupazioni tra i cittadini.
Sull’accaduto non transigeremo e non faremo sconti a nessuno. Andremo avanti in tutte le sedi competenti per far sì che venga fatta chiarezza su questi atti approvati da una maggioranza che ancora una volta ha manifestato la palese incapacità a governare.
Le delibere saranno certamente annullate e ciò porterà al mancato riequilibrio di bilancio che aprirà le porte allo scioglimento del Comune.
Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci però. Dopo aver accertato eventuali responsabilità economiche, amministrative e penali, sarà nostra cura, tramite il comitato che si insedierà all’interno della sezione cittadina del Pdl, chiederà il rimborso economico per l’aggravio dell’aliquota avvenuto dell’aliquota Imu avvenuto in modo illegale. Sarà questo il nostro regalo di Natale ai melitesi”.

lunedì
Dic 17,2012

Giovedì 20 dicembre 2012, Teatro Elicantropo di Napoli
C’era una volta il ’68 regia di Carlo Cerciello
In scena una nuova ‘creazione’ del regista Carlo Cerciello per lo spazio-eventi partenopeo, che affronta il ‘68 sotto la vivace forma teatrale del divertissement

Dopo il largo consenso ottenuto con lo spettacolo La Madre, che ha registrato il tutto esaurito lungo i due mesi di repliche, il regista Carlo Cerciello firma il progetto e la regia di C’era una volta il ’68, il cui debutto, in prima assoluta, è programmato per giovedì 20 dicembre 2012 alle ore 21.00 (in replica fino al 27 gennaio 2013) al Teatro Elicantropo di Napoli.
Presentato da Teatro Elicantropo Anonima Romanzi e Prospet, il nuovo allestimento del regista partenopeo si avvale di un nutrito cast di attori, composto da Mario Autore, Gianni Caputo, Roberta Carotenuto, Fabrizio Cavaliere, Monica Cipriano, Cinzia Cordella, Eduardo Di Pietro, Annalisa Direttore, Giovanni Esposito, Giulia Esposito, Stanislao Guarino, Giosella Iannaccone, Cecilia Lupoli, Gennaro Monforte, Maria Teresa Palumbo, Alessandro Paschitto, Tonia Persico, Maddalena Stornaiuolo, Rosa Varriale.
Ad arricchire la messa in scena saranno i costumi a cura di Daniela Ciancio e le musiche originali di Paolo Coletta.
La rivoluzione culturale, politica e sociale del 1968, modificò il corso della storia dei popoli, gettando le basi per i grandi cambiamenti politici e sociali, che hanno sconvolto il mondo dagli anni ‘70 ad oggi.
In Italia arrivò, come al solito, in ritardo, fu una “cover” di quanto era accaduto in giro per il mondo, proprio come accadeva per le canzoni di quel periodo, ma non fu, però, meno importante.
I denigratori del ‘68, sono proprio quelli che l’hanno tradito, per fare carriera nei partiti e produrre il marciume politico e finanziario di questo III millennio. Tutto cambiò, la società intera cambiò, cambiammo noi stessi. Un altro mondo ci apparve possibile e tentammo di realizzarlo, con le buone o con le cattive, ma c’erano poteri più grandi di noi e quei poteri approfittarono dei nostri ideali, per fortificarsi e schiacciare ogni anelito di libertà e di cambiamento futuro.
Oggi condannati al virtuale, al surreale, non abbiamo più ideali in cui credere e annaspiamo disperati dentro i nostri computer, oggi le rivoluzioni sono miraggi inconsistenti, che nascono e muoiono in real time, naufragando nel mare del populismo e dell’opportunismo mediatico.
Allora non fu così e qui proviamo a raccontarlo con un sorriso, come una favola rock, una sorta di “grande freddo”, un evergreen dolceamaro, dedicato all’amico Renato Nicolini, che del ’68 incarnò quell’ ”immaginazione al potere”, che fu molto più di un semplice slogan.

C’era una volta il ‘68, progetto e regia di Carlo Cerciello
Napoli, Teatro Elicantropo, dal 20 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)
Info e prenotazioni al 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio) email promozionelicantropo@libero.it

Da giovedì 20 dicembre 2012 a domenica 27 gennaio 2013
Napoli, Teatro Elicantropo

Teatro Elicantropo Anonima Romanzi e Prospet
presentano

C’era una volta il ‘68

con
Mario Autore, Gianni Caputo, Roberta Carotenuto, Fabrizio Cavaliere,
Monica Cipriano, Cinzia Cordella, Eduardo Di Pietro, Annalisa Direttore,
Giovanni Esposito, Giulia Esposito, Stanislao Guarino, Giosella Iannaccone,
Cecilia Lupoli, Gennaro Monforte, Maria Teresa Palumbo, Alessandro Paschitto
Tonia Persico, Maddalena Stornaiuolo, Rosa Varriale

costumi Daniela Ciancio
musiche originali Paolo Coletta

progetto e regia
Carlo Cerciello

Durata della rappresentazione 75’ circa, senza intervallo

sabato
Dic 15,2012

Martedì 18 dicembre 2012, Teatro Nuovo di Napoli
Stefano Accorsi in Furioso Orlando regia di Marco Baliani
In scena il celebre attore bolognese è protagonista di un’originale rivisitazione del capolavoro dell’Ariosto, che sottolinea la forza delle passioni dell’uomo

E’ programmato per martedì 18 dicembre 2012 alle ore 21.00, sul palcoscenico del Teatro Nuovo, il debutto partenopeo di Stefano Accorsi in Furioso Orlando, adattamento teatrale di Marco Baliani liberamente ispirato all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, con Nina Savary.
Presentato da Nuovo Teatro e Teatro Stabile dell’Umbria, l’allestimento si avvale del disegno luci a cura di Luca Barbati, i costumi di Alessandro Lai, le scene di Bruno Buonincontri, per la regia di Marco Baliani.
Pullulano avventure e personaggi nel poema di Ludovico Ariosto e l’attore e regista piemontese sceglie di seguire Orlando, che, a sua volta, insegue un’unica traccia: le orme che Angelica lascia sul terreno.
L’azione scenica si snoda sul doppio binario di una donna simbolo stesso della poesia da cercare e, se possibile, raggiungere, e della modernissima patologia del sentimento non ricambiato. Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto.
Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente.
Ma qui gli inseguimenti e la gelosia, e poi ancora la pazzia e la furia, sono risolti con la leggerezza della rima, del gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perchè le storie servono a parlare del mondo, ma anche a renderlo meno terribile.
Angelica e Orlando, talora anche Ruggiero e Bradamante, cioè più volti del medesimo tema, sono inseriti in una giostra dove a variare di collocazione sono le stesse ottave dell’Ariosto, accompagnate da numerosi elementi scenici messi in moto dai due protagonisti. Tra questi le macchine dei rumori: vento, tempeste, pioggia, saette, che fanno da contrappunto a tempi e ambienti dell’intero spettacolo.
“Il campo di battaglia è allestito – scrive Baliani nelle note di regia – eserciti di fedi diverse sono pronti ad affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto si dissolve. Basta che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra avviluppate”.
Furioso Orlando non è la riproduzione del poema: i personaggi sono raccontati, osservati, citati da Accorsi che diviene, di volta in volta, un narratore multiforme, come lo stesso Ariosto che leggeva, interpretando, la sua opera nelle corti. Alla recitazione si alternano le canzoni di Nina Savary, coscienza femminile dello spettacolo, e, occasionalmente s’inseriscono alcune “derive”, digressioni, come il tema della gelosia che allude all’Otello di Shakespeare».
Il dissidio tra cristiani e musulmani, invece, rimane sullo sfondo, mentre se si cercano riferimenti all’attualità, si trovano nella condanna di tutte le guerre, presente già nella scrittura dell’Ariosto, che compiange la morte di tanti giovani.

Furioso Orlando regia di Marco Baliani
Napoli, Teatro Nuovo – dal 18 al 23 dicembre 2012
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.30 (domenica)
Info e prenotazioni al numero 0814976267 email  botteghino@teatronuovonapoli.it
Da martedì 18 a domenica 23 dicembre
Napoli, Teatro Nuovo

Nuovo Teatro e Teatro Stabile dell’Umbria
presentano

Stefano Accorsi
in

Furioso Orlando
ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante
adattamento teatrale di Marco Baliani liberamente ispirato
all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

con Nina Savary

disegno luci Luca Barbati
costumi Alessandro Lai
scene Bruno Buonincontri

regia Marco Baliani

Durata della rappresentazione 85’ circa, senza intervallo

Il campo di battaglia è allestito, eserciti di fedi diverse sono pronti ad affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto si dissolve.
Basta che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra avviluppate
Dal rocambolesco proliferare di avventure e personaggi che anima la gran giostra dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ho scelto di seguire una sola traccia, quella che permette all’intero poema , fin dall’inizio appunto, di dispiegarsi e vivere, le orme che Angelica lascia sul terreno, quella è la traccia da seguire.
E’ come se da subito ci fosse un suono che accompagna tutte le storie, un galoppare di cavalli in corsa, in lotta, in inseguimento, in volo .
Tra i tanti spasimanti inseguitori, ce nè uno, Orlando, che va precipitando di canto in canto dentro una modernissima patologia, di cui Ariosto è ironicamente consapevole, la fantasmagoria dell’amore non ricambiato.
Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto.
Orlando crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma un semplice soldato di fanteria.
Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente.

Ma qui gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perchè le storie servono sì a parlare del mondo ma anche a renderlo meno terribile.
Ecco dunque che i duellanti del nostro spettacolo non saranno i tanti paladini e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni e furti di cavalli e di armerie altrui, ma saranno loro due, Angelica e Orlando, oppure, a volte, con un’altra declinazione dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna insomma, loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti, le gioie, i dolori, i patimenti che colpiscono come colpi di spada e di lancia, i cuori di chi ama, di chi crede di amare o di essere amato.
Nella nostra giostra anche le ottave dell’Ariosto sono state girovoltate, e altre ne sono nate, cercando di rendere più orale possibile l’impianto letterario, senza perderne la costruzione.
Monologando, narrando, melologando, digressionando, le rime ottave del grande poeta risuonano in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti.
Stefano Accorsi è al contempo molti volti e cuori e multiformi voci e diversificati corpi, ed è il cambio di registro interpretativo o vocale o ritmico a restituire il gioco ariostesco, i cambi improvvisi di narrato, le sospensioni, gli appuntamenti posticipati a riprendere il filo e il fiato, i flash back, i corto circuiti.
E al contempo, mentre è facitore di tante storie e volti, deve sempre sentir montare in sè la frenesia fantasmagorica di Orlando, come un vino che fermenta in non sicura botte.
A contrastarlo nel dire e a contrastarlo nell’essere uomo spasimante in perpetua corsa c’è la presenza di Nina Savary, che lo interpella, gli pone questioni, ne commenta le parole, a volte musicando un tema, a volte cantando, o suonando le sonorità sparse che occupano la scena di Bruno Buonincontri con un artigianato sonoro da rumorista radiofonico di un tempo, macchinerie che fanno mare e vento e tempesta e fiato di dragoni volanti, dello stesso color ocra e ruggine dei tendaggi, trapuntati di cuciture di diverse stoffe, che avvolgono tutt’intorno la scena.
A ricucire poi di una leggera malia il tutto ci sono le luci di Luca Barbati, che toccano i personaggi e le storie come farebbe una bacchetta magica spostandone le avventure, nei pochi metri reali dello spazio, in luoghi mitici, lontani, oppure ancora citando e facendo il verso a frammenti di cinema, di fumetti, di cultura pop.
Ogni tanto qua e là scappa una digressione, come succedeva anche all’Ariosto, e per un momento pare che non si stia parlando di guerre da noi troppo lontane, e che forse le anime palpitanti in questa giostra le conosciamo fin troppo bene.

Marco Baliani

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