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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Poesia/Letteratura’ Category

mercoledì
lug 1,2009

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DON MILANI

tra scuola e impegno civile

a cura di

GIAMMICHELE ABBATE

Vi racconterò, in breve, come una giornata qualunque, può diventare una di quei giorni che non si dimenticano, per la compitezza, la gentile attenzione  di un amico, che con la più grande cortesia, viene sino a casa tua per offrirti un suo lavoro letterario, con la facoltà di farti sentire una persona importante e degna di stima.

Già solo per questo motivo, grazie Giammichele, sei sempre stato e resterai una persona squisita ed un amico insostituibile!

Ora,  per i miei gentili lettori dirò che Giammichele Abbate, è un docente nelle scuole secondarie superiori, è giornalista pubblicista e  c ollabora con il quotidiano “Il Mattino” interessandosi di problematiche legate al mondo della scuola e all’immigrazione. E’ direttore responsabile della rivista culturale “Il Mulo”. Si occupa di formazione in ambito scolastico ed extrascolastico su tematiche relative all’educazione interculturale, alla disabilità e al rapporto tra pedagogia e impegno socio-politico.

Nella presentazione del libro, Giammichele dice: un “profeta” sempre attuale e scomodo. Don Lorenzo Milani, a quarant’anni dalla sua morte, continua ad interpellare le coscienze di molti, specie quelle degli educatori.

I lavori del presente volume si sono fatti guidare dalla valenza pedagogica dell’esperienza di Don Milani e hanno tracciaato un percorso che: mette in luce la sua figura di uomo che ha sempre rivendicato i diritti degli ultimi come esercizio pieno delle prerogative democratiche (Bruno Schettini); analizza il contributo dell’sperienza milaniana per la pedagogia critica e  il suo impegno per un modo nuovo di fare scuola (Carmel Borg e Peter Mayo); “legge” Lettera a una professoressa con la lente dell’interulturalità cercando di portare alla luce alcuni elementi di educazione interulturale in essa contenuti in nuce (Filippo Toriello); focalizza l’attenzione su alcune dimensioni didattiche, in particolare su quella dell’apprendimento cooperativo, per far risaltare la straordinarietà dell’esperienza di Barbiana (Giammichele Abbate).

Don Milani quarant’anni dopo: il suo insegnamento è ancora vivo. Non si tratta di riprodurre podissequamente le sue esperienze o di ripetere, anche se  con convinzione le sue  idee. Lo sforzo è quello di capire il senso e il “funzionamnto” di ciò che ha detto e fatto per cercare di innestare il suo insegnamento in un contesto e  in un tempo mutati rispetto alla situazione e al tempo in cui visse. Discorso scontato, ma il problema è tutto qui, è ancora qui. Questo è l’impegno che Don Lorenzo Milani vorrebbe da ogni insegnante, educatore, pedagogista, alunno…da tutti e da ciascuno.

Saggi di: Bruno Schettini, Carmel Borg, Peter Wayo, Filippo Toriello, Giammichele Abbate

PER CONCLUDERE, UNA STUPENDA POESIA DI GIAMMICHLE ABBATE:

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RACCONTAMI DI TE

Raccontami di te
del tuo andare sicuro
verso una meta radiosa
dove la speranza è realtà

Raccontami, dolce fiume,
le storie che tu conosci,
quelle che tanti cuori
ti hanno sussurrato
nei meriggi d’estate
lungo le tue sponde.

Raccontami la disperazione
che ha segnato la tua storia,
fatta di dolore e di lacrime
che nessuno sa asciugare

Parlami di quelli che ti parlano
nel silenzio del tuo scorrere.
Di chi vuol trovare in te, se stesso,
perduto nel tempo.

Raccogli, nel tuo andare,
dolce e deciso,
le parole non dette,
i sentimenti taciuti.

Conduci tutto al mare,
dove tutto si disperde,
dove il viaggio trova pace
nell’immenso splendore.

Dove il sole bacia il mare,
ripescando il nostro cuore,
rinnovando ogni vita
al di là di ogni follia.
Dove tutto si confonde
E ogni cuore trova pace






mercoledì
lug 1,2009

castel-morrone

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “TERMOPILI D’ITALIA”
-Registrata al n° 6451 Agenzia delle Entrate Caserta 3\10\2005
Via Nicchio snc –81020 Castel Morrone (Caserta)

COMUNICA

Che la Giuria del Premio, composta dagli studenti  universitari e scuole superiori – Costantino PERRONE Presidente  Amelia Silvestre , Vincenzo Fabio Limonciello ; Violetta Iodice , Rocco D’ Ambrosio, Raffaella Bernardo ,.Monica Di Rienzo  Rosita Marra  , esaminate le  poesie selezionate dalla Giuria tecnica , ha stilato la seguente classifica finale relativamente alle prime dieci posizioni che hanno diritto ai premi messi in palio dall’organizzazione :-
1° classificato : “NELLA VITA “  della poetessa Romina De Vita di Vanzaghello (Milano)
2° classificato “O Nonno” del poeta  Luigi Abbro di San Nicola La Strada ;
3° classificato :  “ A mia figlia “ della poetessa Paola Caci da Casalbordino (Chieti);
4° classificato  “Abbisogna di pietà l’amore “della poetessa Marisa Provenzanodi Catanzaro ;
5° classificato “ Solo tu “ della poetessa Giordano Ausilia da Casola di Napoli  ;
6° classificato  “La Fata della Luna “ della poetessa Fulvia Marconi da Ancona ;
7° classificato : “ Le cose che non vedi “ del poeta Alessandro Bacci da Tavernelle Val di Pesa (Firenze );
8 ° classificato  “ Se ne avrai coraggio “ di Angelo Passarelli  di Vinchiaturo –Campobasso ; ;
9° classificato : “ “Insieme controvento “ di Santo Grasso  da Raddusa /(CT)
10° classificato :  “Troppo tardi “ della poetessa Carmelina De Lucia Da Durazzano (Benevento );

La Giuria tecnica composta dai critici ING. GIORGIO AGNISOLA; DR. VINCENZO BATTARRA , prof. ALDO CERVO, Prof. Maria Rosaria D’Avino Prof. Maddalena Villano ,Prof. Giuseppe Pepe, prof. Liliana Riello, Dott. Rossella Tempesta ,prof. Anna Crocco    ha provveduto ad assegnare il Premio “ CARDINALE LUIGI LAVITRANO  “ alla poesia “ Adesso  ti rivedo “ della poetessa Melina Gennuso di Massa Lombarda (Ravenna )
Premio Selezione “Cardinale Luigi Lavitrano alla lirica “Caro e vecchio amico libro di Fauzia Palmieri da Torino
La Giuria popolare ha conferito il premio “ FRANCESCO PRATA  “ alla poesia “ SOLO UN NUMERO SULLA PELLE “ della poetessa Maria Concetta Naro di San Cataldo
E’ stata conferito il Premio Selezione “Francesco Prata  “  alla lirica “A mia figlia ,castelli “ della poetessa Elisabetta Comastri  di San Giacomo di Spoleto (Perugia ) e premio selezione “Francesco Prata “ alla lirica “ Non so cantare da sola “ della poetessa Annalisa Pasqualetto di Mestre .
Premio “Matteo Renato Imbriani “ conferito dal Comune di San Martino Valle Caudina alla lirica “Non dirmi “ del poeta Lenio Vallati di Sesto Fiorentino .
L’associazione A.I.IL. onlus di Caserta “Valentina Picazio” ha scelto la lirica  “Eri nata in un giorno di sole “ della poetessa Gabriella Manzini per un premio speciale  “poesia della memoria”.
Si comunica che la serata finale del premio è fissata per il prossimo 4 Luglio 2009 alle ore 17.00 in Castel Morrone ,contrada CASALE  via A. ALTIERI, PALAZZO PANNONE  .
Sono stati conferiti due PREMI AD HONOREM “PILADE BRONZETTI “ a personaggi notevolissimi del mondo della cultura, spettacolo, società civile alla scrittrice Chiara De Luca  ed al pugile campione del mondo dei pesi massimi dilettanti Clemente Russo   .
Per ogni ulteriore comunicazione ed informazione sono a disposizione i seguenti numeri telefonici:-

0823\390999 SEGRETERIA DEL PREMIO

Il Presidente
(Francesca Prata )

HOTEL
CASERTA ANTICA

VIA TIGLIO CASERTAVECCHIA-81020 CASERTA
TEL./FAX 0823371158-0823371333-
P.IVA 0163095061

IN OCCASIONE DEL CONCORSO PREMIO TERMOPILI D’ITALIA PER I POETI CHE ALLOGGERANNO PRESSO LA NOSTRA STRUTTURA UNO SCONTO – 20% SULLE TARIFFE.

L’organizzazione ringrazia la società PARMALAT SPA per il patrocinio concesso per il secondo anno alla manifestazione .

I poeti devono segnalare la propria presenza alla manifestazione entro 7 giorni dal ricevimento della presente email

martedì
giu 30,2009

Istituto Italiano di Cultura di Napoli
via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia)

tel. 081 / 546 16 62 -  fax 081 / 220 30 22  - tel. mobile 339 / 285 82 43
ici@istitalianodicultura.org; URL www.istitalianodicultura.org

Premiazione del PREMIO INTERNAZIONALE
DI POESIA E LETTERATURA “NUOVE LETTERE”

Domenica 5 luglio 2009, alle ore 17,30, nella sala conferenze “Gabriele D’Annunzio” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, in via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); Napoli, si terrà la Cerimonia di premiazione della XXIII edizione (2009) del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”.

Il Premio è a cura dell’Istituto  Italiano  di  Cultura  di  Napoli ed in collaborazione con la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”.

Molti i nomi illustri, sia italiani che stranieri, fra i premiati nelle varie sezioni (poesia, narrativa, saggistica; edito e inedito).

La Giuria è composta dai redattori di “Nuove Lettere”: Constantin Frosin, Antonio Illiano, Roberto Pasanisi (Presidente), Mario Susko, Násos Vaghenás, Nguyen Van Hoan.

Aldo Spina, lettore; intermezzo musicale di Guglielmo Esposito.

L’ingresso è libero.

È infine bandita la nuova edizione: per il bando scrivere a ici@istitalianodicultura.org o visitare il sito www.istitalianodicultura.org o telefonare allo 081 / 5461662 o inviare un fax allo 081 / 2203022.

lunedì
giu 29,2009

Per me esprimermi con i fiori è il modo migliore per mostrare una parte di me….Non parlo del famoso “pollice verde” che forse non posseggo, ma intendo esprimere con i fiori la poesia che si nasconde nel mio cuore.

E’ delicata questa confidenza che, con un certo candore, vi faccio, ma non mi spaventano i giudizi negativi, quelli mi possono pervenire dalle persone insensibili e grette, ma, fortunatamente, il mondo è bello perchè è “vario”

UN PO’ DI ME CON TANTO AFFETTO….

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domenica
giu 28,2009

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GIORNO COSÌ

Baciami giorno a festa
chiamami tua in sordina
scioglimi di campane
aggiungi qualche trillo
un fiore aperto, una sonata
d’archi, una vita sottile
un girotondo
a braccia aperte il figlio
che telefona amore da lontano
quelli che ti sorridono presenti
donami la bellezza dei contrasti
il rumore di passi dei bambini
e ti ringrazierò giorno di sole
domenica da bere
da vestire di voci
da tenere serrata contro il petto
l’amica che ti cerca
quella che ti accarezza da vicino
quella che ti vorrebbe spensierata
baciali tutti quanti
figli e amici
stringili a madreterra
a padrecielo
contienici per oggi più sereni.

domenica
giu 28,2009

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di Nunzio De Pinto

CASTEL MORRONE - La Giuria del Premio nazionale “Termopili d’Italia”, organizzato dall’omonima associazione, di cui è presidente la signora Francesca Prata, e composta dagli studenti  universitari e scuole superiori: Costantino Perrone Presidente, Amelia Silvestre, Vincenzo Fabio Limonciello, Violetta Iodice, Rocco D’Ambrosio, Raffaella Bernardo, Monica Di Rienzo, Rosita Marra, esaminate le  poesie selezionate dalla Giuria tecnica, ha stilato la seguente classifica finale relativamente alle prime dieci posizioni che hanno diritto ai premi messi in palio dall’organizzazione: 1° classificato : “Nella vita” della poetessa Romina De Vita di Vanzaghello; 2° classificato “O Nonno” del poeta Luigi Abbro di San Nicola La Strada; 3° classificato: “A mia figlia” della poetessa Paola Caci da Casalbordino; 4° classificato  “Abbisogna di pietà l’amore” della poetessa Marisa Provengano di Catanzaro; 5° classificato “Solo tu” della poetessa Giordano Ausilia da Casola di Napoli; 6° classificato  “La Fata della Luna” della poetessa Fulvia Marconi da Ancona; 7° classificato “Le cose che non vedi” del poeta Alessandro Bacci da Tavernelle Val di Pesa (Firenze ); 8° classificato “Se ne avrai coraggio” di Angelo Passarelli di Vinchiaturo; 9° classificato: “Insieme controvento” di Santo Grasso  da Raddusa; 10° classificato: “Troppo tardi” della poetessa Carmelina De Lucia Da Durazzano. La Giuria tecnica composta dai critici ing. Giorgio Agnisola; dr. Vincenzo Battarra, prof. Aldo Cervo, prof. Maria Rosaria D’Avino, prof. Maddalena Villano, prof. Giuseppe Pepe, prof. Liliana Riello, dott. Rossella Tempesta, prof. Anna Crocco, ha provveduto ad assegnare il Premio “Cardinale Luigi Lavitrano” alla poesia “Adesso ti rivedo” della poetessa Melina Gennuso di Massa Lombarda. Premio Selezione “Cardinale Luigi Lavitrano alla lirica “Caro e vecchio amico libro” di Fauzia Palmieri da Torino. La Giuria popolare ha conferito il premio “Francesco Prata” alla poesia “Solo un numero sulla pelle” della poetessa Maria Concetta Naro di San Cataldo. E’ stata conferito il Premio Selezione “Francesco Prata” alla lirica “A mia figlia, castelli” della poetessa Elisabetta Comastri  di San Giacomo di Spoleto e premio selezione “Francesco Prata” alla lirica “Non so cantare da sola” della poetessa Annalisa Pasqualetto di Mestre. L’associazione A.I.IL. onlus di Caserta “Valentina Picazio” ha scelto la lirica  “Eri nata in un giorno di sole” della poetessa Gabriella Manzini per un premio speciale “poesia della memoria”. Si è in attesa del nominativo relativo al premio “Matteo Renato Imbriani “ che sarà scelto dal Comune di San Martino Valle Caudina. La serata finale del premio è fissata per il prossimo 4 Luglio alle ore 17.00 in Castel Morrone, presso Palazzo Pannone. Sono stati, inoltre, conferiti due premi ad honorem “Pilade Bronzetti” a personaggi notevolissimi del mondo della cultura, spettacolo, società civile: alla scrittrice Chiara De Luca  ed al pugile campione del mondo dei pesi massimi dilettanti Clemente Russo.

sabato
giu 27,2009

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Gli incontri di “Letteratitudini” si rivelano sempre più interessanti e, soprattutto, danno ai partecipanti il piacere di trascorrere una serena serata in compagnia di ottimi amici.

Questa settimana abbiamo avuto il piacere di ospitare nuovamente il grande ed autorevole prof. Raffaele Raimondo che ci ha proposto una profonda lettura filosofica “I SETTE IO (KAHLIL GIBRAN)” che riporto qui di seguito:

Nell’ora più quieta della notte, mentre giacevo nel dormiveglia, i miei sette io si riunirono a colloquio, e così conversavano in sommessi bisbigli:

Primo io: Qui, in questo folle, io ho abitato tutti questi anni, con l’unico compito di rinnovare il suo dolore di giorno e ricreare la sua sofferenza di notte. Non posso tollerare oltre la mia sorte: io mi ribello.

Secondo io: Il tuo destino, fratello, è migliore del mio, perché a me è dato essere l’io gioioso di questo folle. Rido il suo riso e canto le sue ore felici, e con il piede tre volte alato danzo i suoi pensieri più smaglianti. Sono io che mi ribello contro la mia tediosa esistenza.

Terzo io: E di me allora, dominato da amore, spada fiammeggiante di passione selvaggia e capricciosi desideri, cosa dire? Sono io, malato d’amore, che intendo ribellarmi contro questo folle.

Quarto io: Tra tutti voi io sono il più infelice, perché nulla mi fu dato se non esecrabile odio e rovinoso rancore. Sono io, simile a tempesta, nato nelle caverne nere dell’Inferno, sono io che elevo protesta contro la schiavitù a questo folle.

Quinto io: No, non voi, ma io mi ribello, io che penso, io che immagino e fantastico, affamato e assetato, condannato a errare senza sosta alla ricerca di cose sconosciute e di cose non ancora create; sono io che mi ribello, non voi.

Sesto io: Quanto a me, sono colui che lavora, l’uomo di fatica che con mano paziente e occhi colmi di desiderio trasforma i giorni in immagini e conferisce agli elementi informi nuove ed eterne forme - io, il solitario, sono io che mi ribello contro questo folle irrequieto.

Settimo io: Com’è strano che ciascuno di voi si ribelli contro quest’uomo per il fatto che ognuno ha una sorte prestabilita. Potessi essere come voi, un io con un destino determinato! Ma non ne ho alcuno, sono l’io inoperoso, quello che siede nel muto e vuoto non-luogo e non-tempo, mentre voi siete indaffarati a ricreare la vita. Chi è che deve ribellarsi, amici, voi o io?

Quando il settimo io ebbe così parlato, gli altri sei lo guardarono compassionevoli, senza ribattere; e mentre la notte si faceva profonda, uno dopo l’altro si coricarono avvolti in una sottomissione nuova e felice.

Ma il settimo io rimase a fissare il nulla, che è al di là di tutte le cose.

Vi consigliamo di leggere attentamente questa lettura e poi sarebbe bello se ci comunicaste le vostre riflessioni….

Ritornando alla serata di “Letteratitudini” è stata poi recitata una poesia del grande Totò…. Antonio De Curtis:

” Sarchiapone e Ludovico”

Teneva diciott’anne Sarchiapone,
era stato cavallo ammartenato,
ma… ogne bella scarpa nu scarpone
addeventa c’ ‘o tiempo e cu ll’età.
Giuvinotto pareva n’inglesino,
uno ‘e chilli cavalle arritrattate
ca portano a cavallo p’ ‘o ciardino
na signorina della nobiltà.

Pronto p’asc’i sbatteva ‘e ccianfe ‘nterra,
frieva, asceva ‘o fummo ‘a dint’ ‘o naso,
faville ‘a sotto ‘e piere, ‘o ffuoco! ‘A guerra!
S’arrevutava tutt’ ‘a Sanità.

Ma… ogni bella scarpa nu scarpone
c’ ‘o tiempo addeventammo tutte quante;
venette pure ‘o turno ‘e Sarchiapone.
Chesta è la vita! Nun ce sta che ffà.

Trista vicchiaja. Che brutto destino!
Tutt’ ‘a jurnata sotto a na carretta
a carrià lignammo, prete, vino.
“Cammina, Sarchiapò! Cammina, aah!”.

‘O carrettiere, ‘nfamo e disgraziato,
cu ‘a peroccola ‘nmano, e ‘a part’ ‘o gruosso,
cu tutt’ ‘e fforze ‘e ddà sotto ‘o custato
‘nfaccia ‘a sagliuta p’ ‘o fà cammenà.

A stalla ll’aspettava Ludovico,
nu ciucciariello viecchio comm’ a isso:
pe Sarchiapone chisto era n’amico,
cumpagne sotto ‘a stessa ‘nfamità.

Vicino tutt’ ‘e ddute: ciuccio e cavallo
se facevano ‘o lagno d’ ‘a jurnata.
Diceva ‘o ciuccio: “I’ nce aggio fatto ‘o callo,
mio caro Sarchiapone. Che bbuò fà?

lo te capisco, tu te si abbeluto.
Sò tutte na maniata ‘e carrettiere,
e, specialmente, ‘o nuosto,è ‘o cchiù cornuto
ca maie nce puteva capità.

Sienteme bbuono e vide che te dico:
la bestia umana è un animale ingrato.
Mm’ he a credere… parola ‘e Ludovico,
ca mm’ è venuto ‘o schifo d’ ‘o ccampà.

Nuie simmo meglio ‘e lloro, t’ ‘o ddico io:
tenimmo core ‘mpietto e sentimento.
Chello ca fanno lloro? Ah, no, pe ddio!
Nisciuno ‘e nuie s’ ‘o ssonna maie d’ ‘o ffà.

E quanta vote ‘e dicere aggio ‘ntiso:
“‘A tale ha parturito int’ ‘a nuttata
na criatura viva e po’ ll’ha accisa.
Chesto na mamma ciuccia nun ‘o ffà!”.

“Tu che mme dice Ludovico bello?!
Overo ‘o munno è accussi malamente?”.
“E che nne vuo sapè, caro fratello,
nun t’aggio ditto tutta ‘a verità.

Tu si cavallo, nobile animale,
e cierti ccose nun ‘e concepisce.
I’ so plebbeo e saccio tutt’ ‘o mmale
ca te cumbina chesta umanità”.

A sti parole ‘o ricco Sarchiapone
dicette: “Ludovì, io nun ce credo!
I’ mo nce vò, tenevo nu padrone
ch’era na dama, n’angelo ‘e buntà.

Mm’accarezzava comm’a nu guaglione,
mme deva ‘a preta ‘e zucchero a quadrette;
spisse se cunzigliava c’ ‘o garzone
(s’io stevo poco bbuono) ch’ eva fà”.

“Embè! - dicette ‘o ciuccio - Mme faie pena.
Ma comme, tu nun l’he capito ancora?
Si, ll’ommo fa vedè ca te vò bbene
è pe nu scopo… na fatalità.

Chi pe na mano, chi pe n’ata mano,
ognuno tira ll’acqua al suo mulino.
So chiste tutte ‘e sentimente umane:
‘a mmiria, ll’egoismo, ‘a falsità.

‘A prova è chesta, caro Sarchiapone:
appena si trasuto int’ ‘a vicchiaia,
pe poche sorde, comme a nu scarpone,
t’hanno vennuto e si caduto ccà.

Pe sotto a chillu stesso carruzzino
‘o patruncino tuio n’atu cavallo
se ll’ è accattato proprio stammatina
pe ghi currenno ‘e pprete d’ ‘a città”.

‘O nobbile animale nun durmette
tutt’ ‘a nuttata, triste e ll’uocchie ‘nfuse,
e quanno avette ascì sott’ ‘a carretta
lle mancavano ‘e fforze pe tirà.

“Gesù, che delusione ch’aggio avuto!”-
penzava Sarchiapone cu amarezza.
“Sai che ti dico? Ll’aggia fa fernuta,
mmiezo a sta gente che nce campo a ffà?”

E camminanno a ttaglio e nu burrone,
nchiurette ll’uocchie e se menaie abbascio.
Vulette ‘nzerrà ‘o libbro Sarchiapone,
e se ne jette a ‘o munno ‘a verità.

Naturalmente, il nostro semplice  invito a leggere questa poesia è del tutto spassionato ed ha lo scopo di farvi scoprire o riscoprire la grandezza di quest’uomo che ha ricevuto tantissimi riconoscimenti postumi, piuttosto che in vita e, diciamo pure, che i riconoscimenti non sono giunti tanto dalla “critica”, ma bensì dal popolo, che ha tributato a Totò tutti gli onori dovuti ad uno dei più grandi artisti italiani.

Infine abbiamo accennato e consigliamo di leggere il seguente libro:

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LA REGINA DEL SUD

AMORI E GUERRE SEGRETE DI MARIA SOFIA DI BORBONE

(ARRIGO PETACCO)

Bella, intrepida, avventurosa, temuta da Cavour, più popolare dello stesso Garibaldi. Maria Sofia di Borbone (una  delle cinque famose sorelle Wittelsbach) fu nell’Italia postunitaria il simbolo più fulgido del legittimismo reazionario.

Regina di Napoli a 18 anni, eroica protagonista dell’assedio di Gaeta, animatrice appassionata del brigantaggio politico nelle province meridionali, la “aquiletta bavara”, come la chiamerà D’Annunzio, mai si arrese di fronte all’inesorabile avanzare della storia.

Adorata dai suoi soldati, amata dai giovani eroi romantici che giungevano da ogni parte d’Europa per porre ai suoi piedi il loro cuore e la loro spada, la “eroina di Gaeta”, malgrado avesse al fianco un consote frigido e fatalista (il fin troppo vituperato Franceschiello) combattè una lunga battaglia senza regole e senza quartiere contro l’odiato Savoia.

Per offuscarne l’immagine, i suoi avversari ricorsero a vergognose campagne scandalistiche degne del più bieco Kgb. Le attribuirono amanti e nefandezze. Si giunse persino a realizzare ai suoi danni un osceno fotomontaggio (il primo nella storia della fotografia).

Ma non riuscirono a fermarla, come non riuscirono mai a scoprire il suo unico peccato: una sconvolgente storia d’amore che forse fu l’unica della sua vita.

Anche quando l’Unità nazionale pareva ormai consolidata, Maria Sofia continuò a lottare per la riconquista del suo regno. Alternando l’attività cospirativa alle frequentazioni delle più importanti corti europee (era sorella dell’imperatrice “Sissi” e cugina del folle Ludwig II) l’indomita regina giunse a schierarsi con gli anarchici, grazie ai quali, potè finalmente consumare la sua più terribile vendetta.

Ingiustamente cancellata dalla nostra storia ( si preferì, per ovvie ragioni, esaltare le virtù negative del suo imbelle consorte) l’ultima regina di Napoli ci viene finalmente presentata, con le sue luci e le sue ombre, in un quadro romanzesco e appassionante.

Arrigo Petacco, infaticabile ricercatore della verità senza aggettivi, ancora una volta, frugando nelle pieghe più profonde di avvenimenti passati, ci restituisce alcune pagine segrete della nostra storia.

Carissimi amici la serata di “Letteratitudini”, anche questa settimana ci ha arricchiti con nuove esperienze culturali, ed io, ancora una volta, sono qui ad invitarvi a partecipare agli incontri successivi, precisando che essi sono liberi e non implicano una forzata continuità, nel caso non dovessero riscontrare il vostro interessamento.

Saluti a tutti, Tilde Maisto

L’ANGOLO DELLA TENEREZZA

martedì
giu 16,2009

POESIE DI FRANCO PASTORE:

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GERMOGLI

Corre il pensiero
ad antiche carezze,
tra primavere fiorate
e magiche ebbrezze:
tremori di germogli,
alla vita, non ancora
avvezzi.
Era semplice il gioco
ed unici i desideri,
non ancora corrotti
da inutili sogni
e sciocchi progetti.
Se si potesse
tornare indietro
per un’unica
lunga giovinezza
e vivere dell’amore
con amore.
Invidio le farfalle
che van di fiore in fiore,
ma son le api
le regine del colore,
le ladre furbe
del miele.

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ED E’ SERA

Nuvole rade
disegnano l’azzurro del
cielo,
non vi sono discorsi
nel giorno
che muore in silenzio.
Il verde nasconde
più verde
i raggi del sole,
un’eco lontana
mi porta
la voce del mare,
ed è sera.
LA NUVOLA
Come un bambino
addormentato,
con l’ombra
di un sorriso
e la carezza tiepida
del sole,
scivola verso il mare.
Ritornano all’azzurro
gli storni;
sul lungo letto di sabbia,
l’onda si riposa.

lunedì
giu 15,2009

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MIEI CARISSIMMI LETTORI, OGGI COMPIO GLI ANNI, SENZA PREAMBOLI VI DIRO’ CHE COMPIO 60 ANNI TONDI, TONDI.

DOVREI, FORSE, ESSERE UN POCO TRISTE, MA NON LO SONO…. FACENDO UN BILANCIO DELLA MIA VITA (SI FA SEMPRE IN QUESTE OCCASIONI!) MI RITENGO UNA PERSONA FORTUNATA E RINGRAZIO IL SIGNORE PER TUTTO QUELLO CHE MI HA DATO… UN MARITO BUONO ED AFFETTUOSO, DUE FIGLI MERAVIGLIOSI, UNA FAMIGLIA CHE MI ADORA E TANTISSIMI AMICI CHE MI STIMANO E MI VOGLIONO BENE!

ALLORA DITEMI, COSA POSSO VOLERE DI PIU’?

NULLA, SONO UNA PERSONA SERENA E FELICE!

GRAZIE A TUTTI

TILDE

DA LUCA  ED ELISA:

A MIA MADRE di De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant’anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d’Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei…
dal sacrificio mio ringiovanita!


mercoledì
giu 10,2009

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Natàlia Castaldi

Dimmi del sapore delle parole nel vento
e della sabbia bagnata dopo un pianto.
Sai ascoltare il cerchio nell’acqua
senza romperne il silenzio?

Raccontami della magia delle parole
che non saziano le mie domande
e dimmi, se sai,
qual è lo scopo delle stelle
ed il colore della nebbia
nel gorgheggiare di un fiume in piena.

Adagio lento,
sussurrato
come una fiaba che scema nel sonno
ed un arpeggio ad aprire l’incanto
dell’abbandono al sogno.

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