COMUNICATO STAMPA
Il responsabile capitolino Calgani e quello per il VII Municipio del movimento intervenuti al sit-in per evitare la chiusura della struttura, promossa una petizione con migliaia di firme già raccolte
Roma, 9 novembre 2009 - “Il Commissariato di Polizia a Centocelle ci deve essere, non mi interessa il rimpallo delle responsabilità della politica. Roma non è costituita solo dal centro storico, la maggior parte dei romani vive nelle periferie e sono quelli che hanno apposto migliaia di firme sulla petizione dell’Italia dei Diritti affinché vi fosse il mantenimento di un’ importante struttura di sicurezza in un quartiere ad alta densità destinata ad aumentare con la realizzazione della Metro C”. Questa la reazione del responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti Alessandro Calgani che, insieme al responsabile per lo stesso movimento per il VII Municipio Danilo Marcoccio, ha presenziato all’ennesimo sit-in di sabato scorso contro la chiusura del Commissariato di Centocelle. Gli esponenti del movimento seguono la vicenda da circa un anno e mezzo e sottolineano come prima questo presidio di polizia sia stato ridimensionato, poi infine chiuso e accorpato col Commissariato Prenestino, s
ito in zona Tor Tre Teste, lontana e non servita adeguatamente dai mezzi pubblici. Incalza furioso Calgani: “Campagne elettorali basate sulla sicurezza si ritrovano a cozzare con le reali azioni dell’amministrazione centrale. Sono troppe le promesse sul commissariato, a cui sabato se ne sono aggiunte altre. Sono imbarazzanti le scadenze che si susseguono una dopo l’altra per la rimozione del campo nomadi del Casilino 900 puntualmente disattese, anzi smentite dal fatto che gli accampamenti siano stati dotati di servizi quali luce e gas. Ovviamente tutti ottimi pensieri chiosati con la classica dichiarazione del ‘Io ci metto la faccia’. L’Onorevole Santori – spiega Calgani – che intervenendo ci ha paventato sviluppi e disponibilità a tavole rotonde, deve mantenere gli impegni presi. Ricordo bene un suo video nel VII Municipio, a largo Pascali, pochi giorni dopo l’ordinanza sulla prostituzione in cui si pavoneggiava per l’aver ‘annullato’ il fenomeno. E’ passato un anno e la risposta
al filmato di propaganda è stata data puntualmente: il video è stato rimosso da youtube. Come Italia dei Diritti – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – continueremo a tutelare i cittadini di tutto il VII Municipio e a sollecitare l’operato degli ‘Oratori del ben pensiero’, sinergicamente al comitato cittadino presieduto da Luca Bellini”.
Ufficio Stampa Italia dei Diritti
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COMUNICATO STAMPA
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “In uno Stato di diritto è inammissibile che un ragazzo, trovato con venti grammi di hashish, debba morire in questo modo brutale, quando poi ci sono personaggi in Parlamento che si macchiano di crimini ben più gravi”
Roma, 6 novembre 2009 - La vicenda di Stefano Cucchi, sulla quale l’Italia dei Diritti offre piena disponibilità affinché emerga chiaramente la verità della tragedia, getta numerosi sospetti sulle forze dell’ordine che, dal momento dell’arresto a quello della morte, hanno avuto in custodia il ragazzo. Il “caso Cucchi” riporta d’attualità la proposta, lanciata solo alcuni mesi fa dal movimento a tutela dei cittadini, di sottoporre gli appartenenti alle forze dell’ordine a test psicoattitudinali almeno ogni cinque anni, soprattutto in considerazione del gravoso incarico di responsabilità e delle notevoli pressioni psicologiche a cui sono costretti.
“Non è pensabile - dice il presidente Antonello De Pierro – che un individuo venga arruolato e sottoposto a prove di valutazione soltanto a inizio carriera, e poi per il resto della sua vita professionale continui ad esercitare il suo delicato incarico senza altri controlli, salvo eccezioni. Trovo inqualificabile il fatto che un tutore dell’ordine non subisca alcuna verifica psichica per circa quarant’anni di servizio. Sull’episodio del giovane ragazzo romano lasciamo che la Magistratura faccia il suo lavoro, ma se fosse vero il pestaggio perpetrato ai suoi danni da rappresentanti delle forze di polizia, allora ci troveremmo di fronte a persone che non hanno una psiche del tutto sana. In uno Stato di diritto è inammissibile che un ragazzo, trovato con venti grammi di hashish, debba morire in questo modo brutale, quando poi ci sono personaggi che si macchiano di crimini ben più gravi, come truffa allo Stato, corruzione, concussione e siedono bellamente tra gli scranni del Parlamento
o di altre istituzioni. Perciò, ribadiamo con forza la nostra proposta delle prove psicoattitudinali a scadenza quinquennale”.
Altro tema rilevante sollevato dal numero uno dell’Italia dei Diritti è quello del mobbing tra i rappresentanti delle forze di polizia, un fenomeno piuttosto diffuso, sebbene spesso sottaciuto e proprio per questo ancor più preoccupante: “Un motivo in più per cui noi richiediamo questi test – osserva De Pierro – è perché spesso gli operatori di polizia vengono perseguitati e vessati sul lavoro, subendo mobbing. Servono, quindi, accertamenti periodici per tagliare alla radice il problema. Non è da escludersi, infatti, che i maltrattamenti eventualmente subiti da Cucchi siano attribuibili a gente che era mentalmente instabile perché a sua volta vessata da altri. I test psicoattitudinali sarebbero utili anche per individuare sia il mobber sia il mobbizzato, salvaguardando tutti, considerato che pure chi esercita mobbing può avere grandi disturbi psichici e tratti di personalità non consoni al ruolo che svolge”.
Infine, da segnalazioni giunte all’Italia dei Diritti si è riscontrato il caso, già portato alla luce tempo fa, di un ispettore capo della Polizia di Stato, che presta servizio in un reparto ubicato in un’area a sud-est di Roma, dotato di una eccellente preparazione, a tal punto da ricoprire le qualifiche di istruttore di tiro e di direttore di tiro, che però avrebbe sempre lavorato in ufficio senza svolgere un solo giorno di servizio in strada. Risulta che questo poliziotto, per altro a capo dell’ufficio del personale, per anni avrebbe messo in atto clamorosi comportamenti persecutori ai danni di alcuni subordinati, atteggiamenti sui quali si auspica venga fatta chiarezza.
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di Nunzio De Pinto
TEANO – Domenica 11 ottobre 2009 la Città di Teano ospiterà la conferenza-concerto “Il canto degli Italiani” organizzata dall’associazione degli ex allievi del San Pietro a Majella e dall’assessorato al turismo nella persona di Rosaria Pentella, con la collaborazione della Polizia di Stato, della Soprintendenza archeologica per le province di Caserta e Benevento, della “Scuola allievi agenti della polizia di Stato di Caserta”, e della Pro Loco Teano e Borghi, con l’adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’evento, al quale prenderanno parte esperti e studiosi della materia, intende illustrare i versi e la musica del Canto degli Italiani, più noto come Inno di Mameli, contestualizzandolo in quel glorioso periodo della nostra storia – il Risorgimento – che approderà poi all’unità d’Italia. Una significativa tappa di avvicinamento alla data del 23 marzo 2011, quando cioè gli Italiani celebreranno il centocinquantesimo anniversario dello Stato Nazionale. La conferenza avrà luogo alle ore 11.00 presso la ex Chiesa dell’Annunziata di Teano. Verrà anche proiettato il film di Lamberto Lambertini “Garibaldi da Caprera a Caprera” prodotto dall’AGI – Agenzia Italia per la Presidenza del Consiglio. Alla conferenza parteciperanno: il Sindaco Raffaele Picierno, il Vice Sindaco Gian Paolo D’Aiello, il giornalista Nicola Muccillo, il Direttore della Banda Musicale della Polizia di Stato Maurizio Billi, il regista Lamberto Lambertini, lo storico militare e consulente degli Stati Maggiori delle tre Forze Armate Flavio Russo e Ada Palermiti della Pro Loco Teano e Borghi. La manifestazione continuerà nel pomeriggio; alle ore 17.00, nella splendida cornice del teatro Romano di Teano con il concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato diretta dal M° Maurizio Billi. La Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Caserta parteciperà all’evento con una esposizione di divise storiche della Polizia indossate dai propri allievi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invierà per l’occasione un importante messaggio .
di Nunzio De Pinto
CASERTA – Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dalla Polizia Stradale, nel 2007 in Campania sono state rubate 27.522 autovetture. Sebbene i furti d’auto siano diminuiti rispetto all’anno precedente, il dato non è certo dei più confortanti ed i guidatori campani corrono ai ripari, scegliendo di lasciare le loro vetture in garage e di dotarsi di un sistema di antifurto. Questo è ciò che emerge dai dati rilevati da Assicurazione.it, comparatore online di preventivi RC auto e moto. Su un campione di quasi 22.000 persone che negli ultimi mesi hanno cercato una polizza per la propria auto, il 72% dichiara di lasciare la propria vettura in garage durante la notte, mentre solo l’11% la lascia in strada. Al primo posto nella classifica delle province più attente alla sicurezza delle auto troviamo Caserta con l’82% di automobili custodite in garage. Al secondo posto Avellino con il 76%, e Napoli che si aggiudica la medaglia di bronzo (71%), a seguire Salerno, con un dato percentuale del 67% di auto tenute in garage. La maglia nera spetta invece a Benevento che, con solo il 66% di auto in garage e ben il 13% lasciate in strada, si piazza all’ultimo posto della classifica. A Napoli nel 2007 sono state rubate 19.121 auto, pari al 69,5% dei furti dell’intera Campania. Napoli è la seconda città italiana per numero di furti d’auto (Roma è la prima e Milano la terza). Ad incidere sulla scelta degli automobilisti è spesso il costo dell’acquisto di un garage, che a Napoli ha un prezzo medio di 41.150 euro. Ma quali altre azioni intraprendono i guidatori per ridurre il rischio dei furti d’auto? Il 58% dei campani non ha dubbi e sceglie di dotarsi di un sistema di antifurto. La maggior parte degli assicurati della Regione ha infatti equipaggiato la propria autovettura con un antifurto meccanico, nel 20% dei casi e per il 16% ha scelto un antifurto elettronico. Meno comuni, ma comunque utilizzati, l’immobilizzatore senza allarme, con una preferenza del 13% e l’immobilizzatore con allarme, con il 7%. I sistemi di antifurto meno diffusi rimangono il satellitare (2%) e i vetri marchiati (1%).


di Nunzio De Pinto
CASERTA – Da un anno il dirigente della Polizia di Stato, Innocenzo Della Peruta, già a capo della scuola della Polizia di Stato di Caserta, è a Campobasso dove profonde tutte le sue energie e professionalità presso la locale Scuola di Polizia. Figura di spicco a Caserta e provincia dove ha saputo conquistarsi la stima e l’affetto dei casertani, l’alto dirigente sta per concludere il corso dei nuovi allievi che presto verranno trasferiti presso i Commissariati di tutta Italia dove faranno da argine alla criminalità che pervade la nostra società. Alcuni giorni orsono, presso la Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Paolo, in Via Tiberio 20 a Campobasso, il Vescovo: S.E. Mons. GIANCARLO MARIA BREGANTINI, unitamente al Parroco: don Giovanni Diodati, hanno officiato il rito liturgico della Confermazione (Cresima) a diversi allievi, molti dei quali di Caserta e provincia. Fra questi abbiamo notato Emanuele RAVONE, figlio di un funzionario del Comune di Napoli. Nel corso della sua allocuzione, il direttore della scuola ha sottolineato l’importanza della cerimonia. “Con il Sacramento della Confermazione” – ha affermato Della Peruta – “avete espresso la vostra chiara adesione alla religione cattolica. Oggi è un momento di intesa religiosità per voi che riceverete dalle mani di Padre Giancarlo il Sacramento della Cresima a conferma del vostro impegno nella fede e della testimonianza nella parola di Dio. In forza di questo sacramento riceverete l’effusione dello Spirito Santo: dono che vi rende perfetti cristiani introdotti nella vita della Chiesa, venite arricchiti di una speciale forza ed in questo modo siete più strettamente obbligati a diffondere e difendere con la parola e l’opera la fede come veri testimoni di Cristo. Voi che accedete al servizio di Polizia” – ha tenuto a sottolineare Della Peruta – “abbisognate di tutta una serie di categorie morali che attutiscono il transito ad uno status, qual è quello di poliziotto nel quale siete ma a divenire voi stessi tutori di leggi, regolamenti e norme. La religione cristiana nella quale siete cresciuti e nella quale oggi vi confermate, integra i suoi valori la preparazione tecnico – professionale che avere ricevuto e consente al comune sforzo di formare in voi un’ottima figura di Agente di Polizia. Operare nel rispetto della dignità umana” – ha aggiunto – “con pace e serietà d’animo nel giusto richiamo a quella comune virtù della carità, dell’amore per l’altro a cui deve sempre uniformarsi il proprio dovere di rispettare e far rispettare le leggi dello Stato. Spesso ci si può trovare in situazioni difficili e drammatiche che potrebbero gettare i più giovani nel dubbio. Ma proprio perché ciò non si verifichi bisogna coltivare sempre quell’insieme di qualità interiori che vi consentiranno di contrastare con efficacia disvalori quali l’intolleranza e la violenza. Umanità e severità con riferimento all’attività dell’Agente di Polizia, non sono termini antitetici, ma costituiscono doti di cui la vostra, la nostra azione deve essere costantemente permeata. Abbiate dunque nella fede cattolica” – ha, infine concluso l’alto dirigente della Polizia di Stato – “il porto sicuro in cui attaccare quando vi sentirete confusi e soli e ripartitene con fiducia e d equilibrio per affrontare il vostro lavoro che è non lo dimenticate al servizio del cittadino”. Al termine della funzione religiosa, Innocenzo Della Peruta si è cordialmente intrattenuto con i familiari degli allievi con i quali ha ricordato gli intensi e bei momenti trascorsi in Terra di Lavoro.
Di Pietro Rossi
Piedimonte Matese. Piena soddisfazione è stata espressa dal Senatore della Repubblica Carlo Sarro (nella foto) al termine della visita che la Commissione Antimafia ha svolto ieri a Caserta. Presso il Palazzo della Prefettura di Piazza Vanvitelli, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, presieduta dall’ex Ministro degli Interni Beppe Pisanu e con la presenza del Senatore Sarro, che è l’unico parlamentare casertano a fare parte dell’importante comitato d’inchiesta, ha tenuto una ser ie di audizioni per comprendere le condizioni in cui versa Terra di Lavoro e le modalità, i mezzi e gli strumenti di lotta alla criminalità organizzata che sono attualmente a disposizione di forze dell’ordine e Magistratura, comprese carenze strutturali e in termini di unità di personale che dovranno essere colmate per garantire una sempre più efficiente e puntuale politica di prevenzione e repressione dei fenomeni malavitosi riscontrati sul territorio provinciale. La Commissione Antimafia ha ascoltato con attenzione il Prefetto di Caserta Ezio Monaco, il neo Questore Longo, i comandanti provinciali dei Carabinieri Burgio e della Guardia di Finanza Manozzi, il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo, il procuratore aggiunto Gai ed il Respons abile della Direzione Investigativa Antimafia. “Ho motivo di ritenere, al termine della missione di tre giorni che ha interessato Napoli e Caserta-ha dichiarato il Senatore Sarro-che pur nella gravità del complessivo quadro criminale delineato nel corso delle audizioni, i livelli istituzionali presenti sul territorio e deputati a contrastare la criminalità, dimostrano con professionalità ed impegno quanto forte sia l’azione di lotta alla camorra in tutte le sue propaggini. In particolare, per Caserta, la commissione ha potuto constatare il forte livello di sinergia esistente tra azione investigativa, azione preventiva ed azione repressiva posta in essere dalle forze di polizia, dall’autorità giudiziaria e dalla Prefettura. All’esito delle audizioni, si è rafforzato in me il convincimento che tra le misure organizzative da garantire in tempi relativamente brevi, vi è la istituzione della Corte di Appel lo di Caserta con la contestuale costituzione di una direzione distrettuale antimafia che condorrebbe non poco, alla luce di quanto è emerso nel corso delle audizioni, alla lotta alla temibile camorra casertana. Sono certo che quanto prima, con il senatore Giuliano e gli altri parlamentari casertani, riprenderemo il progetto in questione anche in forza dell’ordine del giorno votato dal Senato della Repubblica nella seduta del 6 febbraio scorso. La visita, peraltro, è avvenuta nel momento in cui vengono sciolte amministrazioni, vi sono dimissioni di sindaci e si registra l’avanzamento di indagini che interessano talune rappresentanze istituzionali della nostra provincia. Ciò dimostra, ancora una volta, che la lotta alla camorra non deve conoscere soste che, soprattutto, in questa battaglia, non può mai abbassarsi il livello di guardia. Ci conforta, comunque, registrar e i significativi risultati che gli inquirenti e le forze dell’ordine hanno saputo raggiungere nell’ultimo anno a dimostrazione dei loro eccellenti livelli investigativi e della loro altissima capacità professionale”.
La festa per l’anniversario della fondazione della Polizia di Stato si svolgerà l’8 maggio in piazza del Popolo a Roma, come ogni anno, alla presenza del capo dello Stato e dei vertici delle Istituzioni. Il giorno dopo – come ha spiegato oggi all’Aquila il capo della Polizia – il ministro dell’Interno Maroni e il prefetto Manganelli presenzieranno a una cerimonia di quelle che ogni anno si svolgono a livello locale. Questa volta è stata scelta L’Aquila in segno di vicinanza con le popolazioni terremotate.

L’iniziativa grazie a Magistratura e l’Ordine di Malta
di Nunzio De Pinto
NAPOLI - La Task Force “Ippocrate”, schierata ad Abeché in Ciad, costituita da un centinaio di militari italiani, schierato all’interno di una base francese esistente da oltre vent’anni denominata Camp Croci, è scesa in campo, ancora una volta, per distribuire aiuti umanitari alla popolazione. Questa volta si tratta di un migliaio di paia di scarpe false sequestrate a Napoli nei giorni scorsi dagli uomini della Questura di Napoli e, grazie alla sinergia messa in campo dalle Forze dell’Ordine e dall’autorità giudiziaria di Napoli con il Comitato Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, nella fattispecie grazie anche all’interessamento del dottor Mauro Casinghiri, direttore del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, sono state fatte recapitare ad Abeché e distribuite all’associazione degli studenti dell’Istituto Universitario des Sciences et Techniques d’Abechè A.E.I.U.S.T.A. Al comando del contingente nazionale interforze, che opera nell’ambito della missione europea di transizione EUFOR TCHAD-RCA, il Colonnello di artiglieria contraerea Franco Annecchini. Il contingente comprende un Ospedale da Campo Militare, con personale sanitario altamente specializzato ed in grado di effettuare qualunque intervento d’urgenza, proveniente prevalentemente dal Policlinico Militare Celio di Roma; il supporto logistico è garantito dagli uomini del Reparto Sanità del 24° Reggimento di Manovra di Merano (BZ), mentre le comunicazioni, da e per l’Italia, sono gestite da una compagnia trasmissioni del 7° Reggimento di Sacile (PN); fa parte della Task Force “Ippocrate” anche un nucleo Carabinieri provenienti dal 7° reggimento CC “Trentino Alto Adige – Laives”. L’operazione militare ha l’obiettivo di contribuire alla stabilizzazione dell’area al confine con il Darfur, al fine di facilitare la distribuzione degli aiuti umanitari, contribuire alla protezione dei civili in pericolo e favorire il ritorno dei profughi. La città ciadiana ha una popolazione la cui aspettativa di vita difficilmente và oltre i 40 anni anche a causa della pandemia dell’Aids che, qui, colpisce quasi la metà degli individui. Compito dell’unità è garantire il sostegno sanitario al personale EUFOR, al personale civile dell’UE, a quello dell’Operazione MINURCAT, ai civili feriti nel corso di operazioni EUFOR ed, inoltre, svolge anche operazioni di assistenza umanitaria.
Il Questore Casabona lascia
Caserta. Dal primo aprile sarà a Reggio Calabria per un nuovo e più prestigioso incarico. Il capogruppo di An e sindaco di Pignataro Maggiore, avv. Giorgio Magliocca, è intervenuto sulla vicenda. “I casertani – ha dichiarato l’esponente del partito di Gianfranco Fini – in questi ultimi anni hanno avuto l’onore di essere tutelati, sul fronte della sicurezza pubblica e personale, da uno degli uomini più preparato che abbia in dote lo Stato italiano. Insieme agli altri rappresentanti del comitato provinciale per l’ordine pubblico e sicurezza, il Questore Carmelo Casabona, ha avuto il merito di far respirare nella nostra provincia una ventata di legalità e di sicurezza che non si respirava da tempo. A lui vanno i nostri auguri ed il nostro sentito ringraziamento”.
Avv. Giorgio MAGLIOCCA
Capogruppo di AN – Provincia di Caserta
Sindaco di Pignataro Maggiore (CE)
www.giorgiomagliocca.it
Ribaditi sostegno e collaborazione tra le istituzioni
La dottoressa Antonella Vertucci, dal 7 gennaio nuovo comandante della Scuola di Polizia di Stato di Caserta, ha fatto visita al presidente della Provincia Sandro De Franciscis nell’ambito del giro istituzionale intrapreso dopo l’insediamento. (continua…)