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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Polizia di Stato’ Category

‘O sazio nun crere ‘o riuno

lunedì
Set 8,2014

1

In questi giorni la protesta dei sindacati delle Forze di Polizia ha avuto, come mai prima d’ora, l’onore delle prime pagine di giornali e telegiornali. “La notizia del blocco stipendiale anche per tutto l’anno 2015 per gli operatori delle Forze dell’Ordine, ha scatenato giustamente il malcontento di quella categoria di lavoratori che da ben 4 anni  si vede imposto un tetto salariale che mortifica e svilisce l’attività di chi rischia ogni giorno sempre di più la propria pelle. I fatti di cronaca lo confermano. Solo che purtroppo non sempre fa notizia il carabiniere o il poliziotto ucciso o ferito o ridotto in fin di vita.” A parlare è Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale di Napoli del Sindacato Indipendente di Polizia COISP.

Fa notizia quel che fa comodo – continua Catuogno – Fino alla strumentalizzazione. Così si strumentalizza una protesta sacrosanta, facendo passare una rivendicazione del riconoscimento di quanto dovuto, per una richiesta di aumento.”

 Il tetto salariale imposto anche per il 2015 prevede che un operatore delle Forze di Polizia non può e non deve percepire più di quanto abbia percepito per l’anno 2010.  Questo vuol dire che chi ha maturato dei diritti, chi ha avuto un avanzamento di grado, chi è stato costretto a lavorare di più rispetto all’anno 2010 non può vedersi riconosciute le giuste remunerazioni. Anzi, se supera quel tetto del 2010, deve restituire a fine anno quel “di più” che ha giustamente guadagnato.  Quindi “non è affatto una richiesta di aumento o di incremento stipendiale! E’ solo una legittima richiesta di ricevere quanto effettivamente dovuto!”  incalza il Segretario Generale Provinciale del COISP.

E aggiunge:  “ Anche i rappresentanti del Governo sembrano non aver capito proprio nulla. Anzi, di fronte ad una protesta più che legittima, parlano di intimidazioni e ricatti. E’ proprio vero che, come si dice a Napoli,  ‘o sazio nun crere ‘o riuno”  (il sazio non ascolta chi ha fame). Perché evidentemente pensano che quando per loro “il grasso cola”, cola per tutti. Ebbene non è così! I poliziotti saranno obbligati anche per il prossimo anno a non guadagnare più di quanto hanno percepito nel 2010. “Eppure – concludeCatuogno – il costo della vita è rincarato enormemente. Il tasso d’inflazione si è impennato. I figli crescono. Gli studi vanno pagati. Le tasse vanno regolarizzate. I mutui vanno saldati. E in tutto questo c’è da sottolineare che i poliziotti non possono neanche permettersi il <lusso> di contrarre debiti … nemmeno quelli di poca rilevanza. E spesso sono costretti a spaccare il capello per far quadrare i conti. Qualcuno è arrivato anche ad adoperarsi facendo l’imbianchino o il muratore per tirare a campare. E i <signori>  del Governo, quelli che i poliziotti scortano con tutta la famiglia, si permettono di parlare di ricatti. Ieri il premier, presente ad una kermesse di partito, ha insistito sull’adoperarsi tutti <per andare da qualche parte>. Ebbene noi un’idea di dove indirizzarlo ce l’avremmo. Ed è  anche molto ben definita! Se vuole glielo possiamo indicare. Assolutamente senza ricatti …”

venerdì
Set 5,2014

coisp web

DEL 5 settembre 2014

Nell’ultima settimana l’escalation di azioni a mano armata, perpetrate su tutto il territorio partenopeo, hanno aumentato in maniera esponenziale la percezione di insicurezza nei cittadini che, sempre più spesso, in alcune zone specifiche si trovano a doversi riparare, pur non essendo bersagli, da atti criminosi che incutono terrore. “E’ per questa ragione – asserisce Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale del sindacato di Polizia indipendente Co.I.S.P. – che chiediamo un duro e netto intervento del Ministero sul territorio; intervento che riconduca lo Stato ad essere unico detentore della legge e che rechi sicurezza nella popolazione onesta e rispettosa delle norme, in un’area che è svilita nell’orgoglio e resta tra le mani della malavita organizzata, nonostante gli sforzi costanti dei colleghi tutti ed i cospicui colpi inferti ai clan”. “Sarebbe opportuno – continua Giulio Catuogno – non il solito spauracchio dell’invio di minitari, ma un’ingente invio di personale interno all’Amministrazione che abbia ad affrontare servizi mirati e non improvvisati all’indirizzo delle realtà criminali ben note agli operatori del settore delle varie giurisdizioni sezionali e distaccate”. “In una realtà complessa quale quella partenopea – prosegue ancora Catuogno – ove l’età media dei poliziotti è quella di 45 anni, ove i mezzi scarseggiano e non si fa a tempo a sventrare un clan che un altro è già all’apice della catena di comando, sarebbe egualmente opportuno che, attraverso nuovi e sempre più considerevoli arruolamenti di personale giovane, si rimpinguasse la forza territoriale stabile che, negli ultimi anni, si è clamorosamente inabissata recando innumerevoli disagi organizzativi e d’impiego”. “La richiesta non appare né insulsa – conclude Giulio Catuogno – né provocatoria e, laddove la base dell’istruzione viene rinforzata con nuove assunzioni per trasmettere la cultura della legalità nella popolazione del futuro,  appare pur giusto che, nel frattempo il tutto vada in porto, l’illegalità venga preventivamente sedata e portata al sicuro fra le maglie della giustizia, investendo nella materia sicurezza con netto vantaggio della popolazione tutta.”

 

 

giovedì
Ago 7,2014

coisp web

In un’estate che di caldo, finora, ha avuto solo l’escalation criminale che ha messo a dura prova la sicurezza in città, gli operatori della Polizia di Stato in servizio non si sono certamente risparmiati le forze per adempiere al proprio dovere portando a termine brillanti operazioni di Polizia Giudiziaria che hanno visto assicurare alla giustizia diversi individui dediti ad attività criminali più o meno violente –

E’ infatti del 30 luglio u.s. l’operazione che, dopo un pomeriggio di terrore, con spari fra la folla nel quartiere di Miano ed inseguimento, ha portato al sequestro di una pistola e dei relativi colpi ed all’arresto di cinque malfattori, sui quali sono in atto indagini, –

Operazione che, ancora una volta, ha visto gli operatori attivarsi con coraggio ed acume investigativo che li ha condotti nell’appartamento dove i “cow boys” si erano nascosti per sfuggire all’arresto –

Ed è, invece, di ieri 5 agosto l’altra brillante operazione nella zona di San Ferdinando che ha assicurato alla giustizia un rapinatore seriale che, fingendosi un appartenente alle Forze dell’Ordine, operava perquisizioni su cittadini rapinandoli di quanto in loro possesso –

Nell’appartamento del reo sono stati rinvenuti soldi, probabile provento di rapine, una pistola con munizioni e due placche di riconoscimento fasulle –

Operazioni, entrambe, che meritano qualcosa in più di un semplice e sentito compiacimento o una stretta di mano da un’Amministrazione che si pregia essere rappresentata sul territorio da validi professionisti, mai stanchi

Questa Organizzazione Sindacale, dichiarandosi orgogliosa della volontà e del coraggio di questi operatori che continuano quotidianamente a porre al servizio della sicurezza della città la loro professionalità, li ringrazia sinceramente per l’impegno profuso nonostante le profonde delusioni –

Delusioni che derivano dalla sordità di un Ministero rispetto alle grida di un Comparto allo sfacelo e dal mutismo di un Governo patrigno che continua, imperterrito ed impunito, a pugnalare alle spalle gli unici operatori demandati alla sicurezza di un Paese di cui, Essi in primis, ne risultano cittadini

Napoli, 6 agosto 2014

                                                                                                    La Segreteria Provinciale

giovedì
Lug 31,2014

coisp web

Per chi non se ne fosse ancora accorto, il regime di spending review adottato già da qualche anno  per far fronte alla crisi, nella stragrande maggioranza dei casi ha fatto solo danni! Ma non dei danni semplici… Anzi! Qui si parla di danni di enorme e ragguardevole portata. Perché se lo scopo era quello di centralizzare alcuni enti, al fine di eliminare tutte le delocalizzazioni e tagliare considerevolmente i costi di gestione in modo da rientrare con le spese, di certo così non è stato! “Le immaginifiche menti che hanno elaborato la famigerata risoluzione non hanno fatto i conti con la realtà, trovandosi quindi a dover far fronte, anche economicamente, a tutti quei casini che si sono venuti a creare laddove la manovra non ha sortito un decremento nelle spese di gestione, ma in alcuni casi ha aggravato la situazione, richiedendo l’intervento e l’approvvigionamento di ulteriori fondi per applicare una toppa a quel che, nonostante tutto, ci si ostina a non voler riconoscere come uno dei più azzardati, insulsi, stolti  e infruttuosi piani di contenimento della spesa” afferma Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale di Napoli del Sindacato Indipendente di Polizia COISP. “Eppure – continua Catuognole immaginifiche menti avrebbero potuto prendere spunto dalla conoscenza pregressa che aveva dimostrato già in diversi casi che il taglio orizzontale della spesa era un’esperienza fallimentare”. Ma si sa, gli errori spesso si ripetono… e chi ne fa le spese è sempre e solo il cittadino.

 In quest’ottica di spending review la Polizia di Stato ne ha subìte di cotte e di crude. Tant’è che spesso gli uffici sono rimasti senza carta, senza toner, senza computer, senza stampanti, senza divise, senza auto…e addirittura senza benzina. Ma, come sottolinea Catuogno : “i poliziotti il più delle volte hanno messo mano alla tasca e si sono accollati personalmente tutte quelle spese che gli potessero permettere quantomeno di svolgere dignitosamente il loro lavoro. Per non lasciare totalmente campo libero alla criminalità. Perché in effetti questo è il succo di ciò che ha sortito la spending review:  impedire alle Forze dell’Ordine anche i normali servizi di istituto, lasciando campo libero sia alla micro che alla macrocriminalità!”

E se ciò non è accaduto è solo perché i poliziotti non si sono lasciati andare… Pur sentendosi abbandonati e traditi , hanno comunque tenuto desto il loro senso del dovere. E in periodi di abnormi difficoltà come quelli degli ultimi anni, non hanno mai abbandonato il campo! Tant’è che molti sono rimasti feriti in scontri con la criminalità organizzata o con la delinquenza disorganizzata, con le tifoserie criminali o con i comitati delinquenziali che trovano anche nella sagra della rucola selvatica, motivo e presupposto per assaltare gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine. “Uomini e donne che spesso sono costretti a prolungati periodi di assenza dal lavoro e a costose cure e terapie, nonché a controlli di idoneità presso le Commissioni Mediche Ospedaliere (CMO), anch’esse obiettivo tutt’altro che chirurgico della spending review” sbotta il Segretario Generale Provinciale del COISP partenopeo.

Oltre un anno fa – spiega Catuognole varie Commissioni Mediche presenti sul territorio nazionale erano state “razionalizzate”. Quella di Caserta, che trattava il personale delle FF.AA della Campania e delle regioni limitrofe, fu cancellata. Sicchè oggi  i colleghi napoletani, invitati a recarsi presso la CMO, si devono spostare fino a Roma. Una cosa che comunque crea un disagio ad un ammalato in genere…figuriamoci ad un infartuato o ad un collega impossibilitato a deambulare!”  Ci sono stati dei casi in cui dei poliziotti hanno dovuto fare ricorso ad ambulanze private (pagate a proprie spese…) per lo spostamento fino a Roma. Centinaia di km, indeterminabili disagi e … incalcolabili spese. Alla faccia della razionalizzazione!

Già da qualche mese, però – continua il Segretario Generale Provinciale del COISP –  sembra che, almeno per quanto concerne la centralizzazione delle CMO, qualcuno si sia reso conto del turpe errore, tanto che era stata annunciata diversi mesi fa l’emanazione di un impellente Decreto di istituzione di una CMO con sede a Napoli.” Un annuncio che però sembra si sia perso nella notte dei tempi… Nonostante ripetuti solleciti e pressanti richieste, sembra che al momento questo Decreto sia fermo al dicastero per la mancanza di una firma…

Queste firme che spesso mancano sono motivo di paralisi nonché vera rovina del nostro Paese!” afferma Catuogno. E continua: “ Ci offriamo volontari: diteci chi è il soggetto che deve apporre la firma e ci mettiamo d’impegno nel rincorrerlo… Ovunque esso sia… Porteremo anche la penna, nel caso ve ne fosse bisogno! Ma entro 48 ore siamo certi di riuscire ad ottenere questa famigerata firma! Quarantotto ore. Gratis. Perché se l’obiettivo è la razionalizzazione della spesa e le cose, così come stanno, producono invece un aggravio, il ritardo dell’emanazione di quel Decreto è un vero delitto! E’ uno spreco inutile! A discapito di tutti. Uno spreco che può essere evitato. Semplicemente con una firma. E che ci vuole?!

 30 luglio 2014

martedì
Gen 8,2013

CIMG3993

Lo scorso 28 dicembre, il Consorzio Unico Campania , con una nota striminzita ha comunicato la cessazione , a decorrere dal 1 gennaio 2013 della convenzione stipulata lo scorso anno con le forze dell’ordine.
Sull’argomento è intervenuto Giuseppe Raimondi, Segretario Generale Regionale del Sindacato indipendente di Polizia Coisp, il quale ha dichiarato:  “Ci risiamo, anche a livello locale la storia è sempre la stessa!!! Tagli alla sicurezza; la Regione Campania per risparmiare pochi euro, se rapportati alle importanti spese cui è gravata, con precisione chirurgica va a tagliare  i fondi per la convenzione con le forze dell’ordine, ed a pagare chi saranno? Naturalmente i cittadini che così vedranno assottigliarsi ancor di più la sicurezza sui mezzi pubblici, già tartassati da reati di ogni genere. Sono mesi che diciamo che la sicurezza è un investimento e non una spesa ! Ancora una volta gli uomini e le donne dello Stato vengono mortificati. Comunque rassicuro a nome mio e del sindacato che rappresento, che faremo sentire la nostra voce in tutte le sedi opportune, anche per dare una risposta al modo con cui siamo stati trattati, ossia liquidati con due righe di nota, senza alcuna circolare. Auspichiamo inoltre un incisivo intervento dei  Prefetti e dei Questori delle province campane per cercare di ripristinare almeno la vecchia convenzione, la quale , è notorio, in moltissime altre regioni italiane non ha bisogno di lotte per essere stipulata”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale partenopeo del Sindacato di Polizia Coisp, il quale ha tra l’altro dichiarato:” “E’ inaccettabile che  un’Azienda di utilità, quale quella del trasporto pubblico liquidi in due parole e senza emanare alcuna circolare che dia contezza della decisione ai preposti organi locali di cui alla convenzione. Ed è altrettanto inconcepibile – continua Catuogno – che nessuno abbia contribuito, finora, a rendere pubblica questa ulteriore pugnalata alle spalle degli operatori della Sicurezza pubblica che, quotidianamente, intervengono a bordo dei mezzi pubblici a salvaguardia dell’incolumità dell’utente e del rispetto delle norme civiche locali . Auspichiamo  – conclude il sindacalista – che tale sospensione, sia solo estemporanea e che, presto, vengano ripristinati i benefici della convenzione destinati a tutte le Forze dell’Ordine che operano sul territorio.”
Napoli 8 gennaio  2013

Addetto stampa
Luigi Fusco
3313789154

sabato
Gen 5,2013

 Raimondi

Nei prossimi giorni inizierà su una nota rete televisiva privata una fiction in 8 puntate intitolata “Il clan dei camorristi”, sulla scia del grande successo mediatico ottenuto dalla precedente serie “Il capo dei capi”.
Il sindacato di Polizia indipendente Coisp, che già nel recente passato ha aspramente criticato la pellicola dedicata al terrorista Vallanzasca, manifestando il proprio dissenso anche con proteste eclatanti all’ingresso delle sale cinematografiche, anche in questa circostanza non può esimersi dall’esprimere la propria contrarietà .
In merito è intervenuto Giuseppe Raimondi, Segretario Generale Regionale della Campania del Sindacato di Polizia Coisp, il quale ha dichiarato:” Ancora una volta siamo costretti ad esprimere il nostro dissenso contro l’ennesimo film dedicato a personaggi che poco lustro hanno dato alla nostra storia recente e passata. Questa volta, dopo i boss della mafia ed esponenti terroristi che hanno insanguinato le nostre strade con tante vittime innocenti, agli onori della pellicola vengono innalzati i boss della camorra, che con i loro comportamenti hanno ridotto la nostra splendida regione allo stato attuale.
Ci auspichiamo che la pellicola non abbia molto successo a livello di audience e che invece i registi e gli editori possano approfondire maggiormente la vita quotidiana dei tanti uomini e donne delle forze dell’ordine che quotidianamente rischiano la vita a tutela dei cittadini trascurando molte volte anche gli affetti familiari. L’esempio più recente, rimanendo nell’ambito partenopeo, risale alla notte di Capodanno, quando un gruppo di agenti, incuranti e sprezzanti del pericolo dato anche dal contestuale scoppio dei petardi che notoriamente contornano i festeggiamenti in questa città, non ha esitato ad entrare in un palazzo ove poco prima si era verificata una tremenda esplosione , portando in salvo numerose famiglie. Sarebbe questa – conclude il leader regionale – una bella trama da poter proporre ai tanti telespettatori che comunque amano le serie poliziesche che purtroppo però non rispecchiano quella che è la realtà, atta di tanti sacrifici e scarsezza di mezzi e risorse economiche a disposizione. La malavita , secondo il mio pensiero, va combattuta sempre e comunque ed in ogni ambito .”

Napoli 5 gennaio 2012

Addetto stampa
Luigi Fusco
3313789154

venerdì
Dic 28,2012

Raimondi

Nei primi mesi del 2013 il Coisp , Sindacato indipendente di Polizia, organizzerà congressi a livello provinciale, regionale e nazionale, per il rinnovo delle massime cariche sindacali.

In Campania l’evento si terrà nei mesi di febbraio e marzo, riguarderà sia la segreteria regionale che le varie provinciali.

Singolare la proposta del Segretario Generale Regionale attualmente in carica, Giuseppe Raimondi, che sull’onda della politica nazionale,  ha annunciato, di voler introdurre le elezioni primarie anche nel sindacato di polizia in ambito regionale .

E’ una forma di democrazia  – ha commentato Raimondi – dobbiamo avere il coraggio di metterci in gioco e rinnovare i vertici locali con volti nuovi. Sono “attaccato” al sindacato Coisp ma non alla poltrona che attualmente occupo, per cui ho proposto di indire elezioni primarie per la carica di  Segretario Generale Regionale della Campania. In queste ore insieme  ai miei collaboratori stiamo studiando le modalità con cui garantire a tutti gli iscritti la possibilità di poter partecipare al voto ed eventualmente candidarsi a leader. Se vogliamo bene al Coisp – ha concluso il leader regionale del sindacato di polizia Coisp – dobbiamo essere noi attuali dirigenti per primi a chiedere il cambiamento ed a metterci in discussione . Nei primi giorni del nuovo anno, sarà convocata una riunione di segreteria regionale per  decidere le modalità per le candidature da presentare poi per il prossimo Congresso Regionale che si terrà a marzo .”

Tra i probabili candidati per le prossime elezioni primarie potrebbero essere Giuseppe Raimondi, attuale segretario generale regionale, Luigi Fusco, segretario regionale responsabile ufficio stampa e Vincenzo Basile , attuale consigliere regionale responsabile alla comunicazione esterna .

La proposta dal Segretario Generale Regionale della Campania del sindacato di Polizia Coisp, è assolutamente un’ innovazione sindacale che farà sicuramente discutere ma che garantirà  lealtà e  democrazia.

Napoli 28 dicembre 2012

 

L’addetto stampa

Luigi Fusco

3313789154 

sabato
Dic 15,2012

Comunicato stampa

 
Dopo la verifica semestrale l’associazione di categoria fa emergere alcuni elementi che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dei cittadini

 
Roma, 15 dicembre 2012 – Si è svolto l’altro giorno, presso l’Autocentro della Polizia di Stato capitolino, l’incontro finalizzato alla verifica afferente al primo semestre dell’anno in corso, in ottemperanza ai  dettami imposti dall’articolazione normativa dell’Accordo Nazionale Quadro del 31 luglio 2009.

Il consesso, a cui hanno partecipato i sindacati più rappresentativi dell’amministrazione della pubblica sicurezza, ha fatto emergere una sostanziale e unanime espressione di apprezzamento per ciò che attiene all’adempienza contrattuale inerente alle codifiche dell’apparato prescrittivo in esame. I rappresentanti della Uil Polizia presenti, pur manifestando una lapalissiana associazione al corale positivismo valutativo rispetto al commendevole impegno palesato dalla direzione, nella persona del dottor Nicola Moschella, e registrando, a tutta prima, un deciso cambio di orientamento nella concretizzazione gestionale attuale, con riferimento a quella di un passato poco lontano, hanno fatto sentire la propria voce, come da consolidato copione, nel far emergere alcune congiunture espletative, con l’intento di sollecitare un impulso correttivo, nell’interesse del personale, dell’amministrazione e del parenchima sociale.

A iniziare dall’aggiornamento professionale, a cui è stato dato ampio spazio e che ha fatto incassare al direttore della struttura i legittimi elogi, ma che paradossalmente presenta, pur senza responsabilità locale, una grave lacuna esecutiva alla voce dell’addestramento al tiro, che risulta orfano delle esercitazioni con quella che tecnicamente viene indicata come arma lunga, leggi mitra, tanto da svilire di fatto lo straordinario impegno messo in atto. Infatti i poliziotti dell’Autocentro, come del resto quelli di altri reparti, a causa dell’indisponibilità di poligoni idonei, non svolgono da tempo questo tipo di pratica preparatoria e preventiva in relazione a plausibili eventi emergenziali, pur ricevendo più volte in dotazione l’arma in questione per l’espletamento dei servizi di istituto. Va da sé che ciò genera inevitabilmente una condizione di oggettivo pericolo per l’operatore, per i colleghi e anche per i cittadini che potrebbero ritrovarsi a cercare protezione in un contesto in cui chi raffigura l’emblema della loro garanzia di incolumità non possiede i requisiti tecnici necessari per adempiere i doveri istituzionali a cui è preposto.

Altro punto su cui la Uil Polizia, con il fondamentale sostegno della confederata organizzazione Anip, si è preoccupata di indirizzare i sensori percettivi della riflessione dei presenti è la gestione dei cambi turno obbligatori, disposti per esigenze indifferibili d’ufficio. Ebbene, dalla griglia fornita in visione dalla direzione è emersa ictu oculi una certa difformità nella distribuzione di tale istituto, con dipendenti che, alla luce dei fatti, sono stati sottoposti d’imperio a tale disagio lavorativo in misura di gran lunga maggiore rispetto ad altri. Allo scopo di ottenere la possibilità di una messa a fuoco più nitida nella disamina della circostanza e per poter disporre di parametri valutativi più adeguati e opportuni, i rappresentanti delle due sigle associate hanno formulato istanza affinché tale personale venga menzionato nel futuro tra i riquadri di un prospetto tabellare più completo, dove si possa agevolmente individuare la suddivisione per uffici di appartenenza.

Non è sfuggita alla Uil Polizia l’esternazione concettuale riferita alla “protezione sociale e benessere”, che ha prodotto una manifestazione di sincera lode nei confronti del dottor Moschella per quanto esposto in merito nell’atto di convocazione laddove si enuncia che “il benessere del personale è fattore importante per consentire una serena e proficua convivenza lavorativa”. Tale scritto assume un particolare significato nel contesto Autocentro, in quanto sancisce una netta inversione di tendenza rispetto a un passato piuttosto recente, quando più volte in vari atti giudiziari (esposti alla Procura della Repubblica, ricorsi al Tar, ecc.) ha fatto la sua comparsa la parola “mobbing”, collegata a riferite espressioni comportamentali, di estrema gravità in caso di riscontri di oggettiva veridicità,  confortate da una litica e corposa piattaforma documentale, a cui forse non è stata dedicata la giusta attenzione da parte dai precedenti rappresentanti di vertice, nonostante gli impianti normativi in merito imponessero il contrario. La sigla sindacale in questione sostiene di credere fermamente nella genuinità della, purtroppo nuova, linea dettata, e di offrire la massima collaborazione affinché questi principi di imprescindibile importanza per l’apparato istituzionale vengano rispettati, propugnando con vigore ogni azione volta a contrastare eventuali tentativi di vanificare e svilire il significato di tale dichiarazione di intenti, per evitare che si riduca a un mero  esercizio retorico.

In un contesto dibattimentale improntato su un sereno e proficuo confronto tra le parti non si può fare a meno di rilevare l’imbarazzante sovrapposizione di ruoli che ha visto come protagonista uno dei rappresentanti sindacali presenti, che in Autocentro occupa lo scranno di responsabile di quello che in tutti gli uffici di polizia, e non, viene generalmente denominato Ufficio del personale o delle risorse umane, ma che nella fattispecie conserva l’anacronistica e desueta denominazione di Ufficio Comando, retaggio di una matrice militare ormai da lungo tempo superata. Il sindacalista in questione, nel corso di tutto l’incontro si è esibito in un simpatico, ma inopportuno balletto di inversione di ruoli, travalicando con disarmante e ineffabile disinvoltura lo steccato delle funzioni assembleari e conferendo ai suoi reiterati interventi un’inevitabile peculiarità confusionaria in un’estrinsecazione di distorsioni concettuali sovrapposte, tanto da rendere il più delle volte molto arduo discernere le espressioni verbali formulate a nome dell’amministrazione o dell’associazione di categoria rappresentata.

In conclusione, ha generato notevoli perplessità nei rappresentanti della Uil Polizia l’assoluta assenza di adesione da parte del personale dell’Autocentro all’istituto del lavoro straordinario programmato, a cui l’ultimo Accordo Nazionale Quadro ha riservato, su base volontaria, il 40 % del monte ore totale del lavoro extra, a fronte del 20 % del precedente assetto normativo di riferimento per i dipendenti della Polizia di Stato. Il dato è alquanto singolare e l’anomalia, nonostante il concreto impegno da parte del direttore Moschella a incentivarne la partecipazione, disegna l’incredibile profilo di un ufficio di polizia assolutamente orfano di una cultura orientata in tal senso. La circostanza è resa ancora più atipica dal fatto che la struttura di cui si parla è collocata professionalmente in una canonicità lavorativa di stampo burocratico e quindi, fatte salve contingenze occasionali, improntata su un’attività istituzionale perfettamente programmabile e non investita da pressanti impulsi di inderogabilità. Tale teorizzazione ideale è confortata tra l’altro da quanto dichiarato espressamente dal dottor Moschella che, palesando il suo rammarico per il fallimento progettuale connesso alla mancata adesione dei dipendenti, ha sottolineato che nei precedenti reparti da lui diretti era riuscito a destinare a tale istituto addirittura il 50 e anche il 60%, cosa perfettamente in linea con l’input ministeriale, espresso a mezzo di una circolare esplicativa, che sollecita i dirigenti a dare il maggiore impulso possibile alla diffusione e formazione di una coscienza in tal senso, come apoditticamente previsto dal dettato normativo di riferimento che affida alla discrezionalità di chi dirige l’eventuale ampliamento dell’aliquota oraria da incanalare verso il programmato oltre la fissata cifra del 40%. Da una spontanea ponderazione improntata su una logica deduttiva rispetto a quanto focalizzato, non si comprende come il monte ore totale, messo centralmente a disposizione per essere dedicato al lavoro straordinario, che consta di 645 giri di lancette, venga utilizzato interamente per esigenze di servizio indifferibili. Infatti da una disamina anche sommaria del materiale documentale prodotto dalla direzione e dalla discussione consumatasi al tavolo dibattimentale, emergono lapalissiane incongruenze se si pensa che anche l’aliquota del 40% destinata inizialmente al programmato viene convertita per essere utilizzata come quota per servizio obbligatorio. E se invece ci fossero delle adesioni all’istituto del programmato le esigenze indifferibili verrebbero meno oppure l’Autocentro non riuscirebbe ad espletare in toto le emergenze operative che ora vengono garantite presumibilmente dalla presenza di un numero più alto di ore a cui poter accedere? Tra l’altro non va trascurato che il lavoro straordinario effettuato per esigenze inderogabili d’ufficio va abbondantemente oltre quello che risulta dal già citato monte ore, in quanto molto tempo lavorato in eccedenza, una volta sforato il tetto prefissato, non viene retribuito, ma va a collocarsi nel patrimonio personale di ore da poter fruire come riposo compensativo. La Uil Polizia, poiché dallo scenario emerso ci si imbatte nella nebulosa palude di una tangibile indeterminatezza, auspica che sulla situazione evidenziata vengano tracciati contorni più nitidi, anche tramite l’esercizio di un più meticoloso controllo sull’accesso allo straordinario obbligatorio, per poter soddisfare le esigenze riflessive degli spontanei interrogativi  sorti, che attendono risposte certe ed esaustive.

Ufficio Stampa Uil Polizia

Autocentro di Polizia Roma

mercoledì
Dic 12,2012

Comunicato stampa

Dopo la verifica semestrale l’associazione di categoria fa emergere alcuni elementi che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dei cittadini

 Roma, 12 dicembre 2012 – Si è svolto l’altro giorno, presso l’Autocentro della Polizia di Stato capitolino, l’incontro finalizzato alla verifica afferente al primo semestre dell’anno in corso, in ottemperanza ai  dettami imposti dall’articolazione normativa dell’Accordo Nazionale Quadro del 31 luglio 2009.

Il consesso, a cui hanno partecipato i sindacati più rappresentativi dell’amministrazione della pubblica sicurezza, ha fatto emergere una sostanziale e unanime espressione di apprezzamento per ciò che attiene all’adempienza contrattuale inerente alle codifiche dell’apparato prescrittivo in esame. I rappresentanti della Uil Polizia presenti, pur manifestando una lapalissiana associazione al corale positivismo valutativo rispetto al commendevole impegno palesato dalla direzione, nella persona del dottor Nicola Moschella, e registrando, a tutta prima, un deciso cambio di orientamento nella concretizzazione gestionale attuale, con riferimento a quella di un passato poco lontano, hanno fatto sentire la propria voce, come da consolidato copione, nel far emergere alcune congiunture espletative, con l’intento di sollecitare un impulso correttivo, nell’interesse del personale, dell’amministrazione e del parenchima sociale.

A iniziare dall’aggiornamento professionale, a cui è stato dato ampio spazio e che ha fatto incassare al direttore della struttura i legittimi elogi, ma che paradossalmente presenta, pur senza responsabilità locale, una grave lacuna esecutiva alla voce dell’addestramento al tiro, che risulta orfano delle esercitazioni con quella che tecnicamente viene indicata come arma lunga, leggi mitra, tanto da svilire di fatto lo straordinario impegno messo in atto. Infatti i poliziotti dell’Autocentro, come del resto quelli di altri reparti, a causa dell’indisponibilità di poligoni idonei, non svolgono da tempo questo tipo di pratica preparatoria e preventiva in relazione a plausibili eventi emergenziali, pur ricevendo più volte in dotazione l’arma in questione per l’espletamento dei servizi di istituto. Va da sé che ciò genera inevitabilmente una condizione di oggettivo pericolo per l’operatore, per i colleghi e anche per i cittadini che potrebbero ritrovarsi a cercare protezione in un contesto in cui chi raffigura l’emblema della loro garanzia di incolumità non possiede i requisiti tecnici necessari per adempiere i doveri istituzionali a cui è preposto.

Altro punto su cui la Uil Polizia, con il fondamentale sostegno della confederata organizzazione Anip, si è preoccupata di indirizzare i sensori percettivi della riflessione dei presenti è la gestione dei cambi turno obbligatori, disposti per esigenze indifferibili d’ufficio. Ebbene, dalla griglia fornita in visione dalla direzione è emersa ictu oculi una certa difformità nella distribuzione di tale istituto, con dipendenti che, alla luce dei fatti, sono stati sottoposti d’imperio a tale disagio lavorativo in misura di gran lunga maggiore rispetto ad altri. Allo scopo di ottenere la possibilità di una messa a fuoco più nitida nella disamina della circostanza e per poter disporre di parametri valutativi più adeguati e opportuni, i rappresentanti delle due sigle associate hanno formulato istanza affinché tale personale venga menzionato nel futuro tra i riquadri di un prospetto tabellare più completo, dove si possa agevolmente individuare la suddivisione per uffici di appartenenza.

Non è sfuggita alla Uil Polizia l’esternazione concettuale riferita alla “protezione sociale e benessere”, che ha prodotto una manifestazione di sincera lode nei confronti del dottor Moschella per quanto esposto in merito nell’atto di convocazione laddove si enuncia che “il benessere del personale è fattore importante per consentire una serena e proficua convivenza lavorativa”. Tale scritto assume un particolare significato nel contesto Autocentro, in quanto sancisce una netta inversione di tendenza rispetto a un passato piuttosto recente, quando più volte in vari atti giudiziari (esposti alla Procura della Repubblica, ricorsi al Tar, ecc.) ha fatto la sua comparsa la parola “mobbing”, collegata a riferite espressioni comportamentali, di estrema gravità in caso di riscontri di oggettiva veridicità,  confortate da una litica e corposa piattaforma documentale, a cui forse non è stata dedicata la giusta attenzione da parte dai precedenti rappresentanti di vertice, nonostante gli impianti normativi in merito imponessero il contrario. La sigla sindacale in questione sostiene di credere fermamente nella genuinità della, purtroppo nuova, linea dettata, e di offrire la massima collaborazione affinché questi principi di imprescindibile importanza per l’apparato istituzionale vengano rispettati, propugnando con vigore ogni azione volta a contrastare eventuali tentativi di vanificare e svilire il significato di tale dichiarazione di intenti, per evitare che si riduca a un mero  esercizio retorico.

In un contesto dibattimentale improntato su un sereno e proficuo confronto tra le parti non si può fare a meno di rilevare l’imbarazzante sovrapposizione di ruoli che ha visto come protagonista uno dei rappresentanti sindacali presenti, che in Autocentro occupa lo scranno di responsabile di quello che in tutti gli uffici di polizia, e non, viene generalmente denominato Ufficio del personale o delle risorse umane, ma che nella fattispecie conserva l’anacronistica e desueta denominazione di Ufficio Comando, retaggio di una matrice militare ormai da lungo tempo superata. Il sindacalista in questione, nel corso di tutto l’incontro si è esibito in un simpatico, ma inopportuno balletto di inversione di ruoli, travalicando con disarmante e ineffabile disinvoltura lo steccato delle funzioni assembleari e conferendo ai suoi reiterati interventi un’inevitabile peculiarità confusionaria in un’estrinsecazione di distorsioni concettuali sovrapposte, tanto da rendere il più delle volte molto arduo discernere le espressioni verbali formulate a nome dell’amministrazione o dell’associazione di categoria rappresentata.

In conclusione, ha generato notevoli perplessità nei rappresentanti della Uil Polizia l’assoluta assenza di adesione da parte del personale dell’Autocentro all’istituto del lavoro straordinario programmato, a cui l’ultimo Accordo Nazionale Quadro ha riservato, su base volontaria, il 40 % del monte ore totale del lavoro extra, a fronte del 20 % del precedente assetto normativo di riferimento per i dipendenti della Polizia di Stato. Il dato è alquanto singolare e l’anomalia, nonostante il concreto impegno da parte del direttore Moschella a incentivarne la partecipazione, disegna l’incredibile profilo di un ufficio di polizia assolutamente orfano di una cultura orientata in tal senso. La circostanza è resa ancora più atipica dal fatto che la struttura di cui si parla è collocata professionalmente in una canonicità lavorativa di stampo burocratico e quindi, fatte salve contingenze occasionali, improntata su un’attività istituzionale perfettamente programmabile e non investita da pressanti impulsi di inderogabilità. Tale teorizzazione ideale è confortata tra l’altro da quanto dichiarato espressamente dal dottor Moschella che, palesando il suo rammarico per il fallimento progettuale connesso alla mancata adesione dei dipendenti, ha sottolineato che nei precedenti reparti da lui diretti era riuscito a destinare a tale istituto addirittura il 50 e anche il 60%, cosa perfettamente in linea con l’input ministeriale, espresso a mezzo di una circolare esplicativa, che sollecita i dirigenti a dare il maggiore impulso possibile alla diffusione e formazione di una coscienza in tal senso, come apoditticamente previsto dal dettato normativo di riferimento che affida alla discrezionalità di chi dirige l’eventuale ampliamento dell’aliquota oraria da incanalare verso il programmato oltre la fissata cifra del 40%. Da una spontanea ponderazione improntata su una logica deduttiva rispetto a quanto focalizzato, non si comprende come il monte ore totale, messo centralmente a disposizione per essere dedicato al lavoro straordinario, che consta di 645 giri di lancette, venga utilizzato interamente per esigenze di servizio indifferibili. Infatti da una disamina anche sommaria del materiale documentale prodotto dalla direzione e dalla discussione consumatasi al tavolo dibattimentale, emergono lapalissiane incongruenze se si pensa che anche l’aliquota del 40% destinata inizialmente al programmato viene convertita per essere utilizzata come quota per servizio obbligatorio. E se invece ci fossero delle adesioni all’istituto del programmato le esigenze indifferibili verrebbero meno oppure l’Autocentro non riuscirebbe ad espletare in toto le emergenze operative che ora vengono garantite presumibilmente dalla presenza di un numero più alto di ore a cui poter accedere? Tra l’altro non va trascurato che il lavoro straordinario effettuato per esigenze inderogabili d’ufficio va abbondantemente oltre quello che risulta dal già citato monte ore, in quanto molto tempo lavorato in eccedenza, una volta sforato il tetto prefissato, non viene retribuito, ma va a collocarsi nel patrimonio personale di ore da poter fruire come riposo compensativo. La Uil Polizia, poiché dallo scenario emerso ci si imbatte nella nebulosa palude di una tangibile indeterminatezza, auspica che sulla situazione evidenziata vengano tracciati contorni più nitidi, anche tramite l’esercizio di un più meticoloso controllo sull’accesso allo straordinario obbligatorio, per poter soddisfare le esigenze riflessive degli spontanei interrogativi  sorti, che attendono risposte certe ed esaustive.

Ufficio Stampa Uil Polizia

Autocentro di Polizia Roma

domenica
Dic 9,2012

 

Si è tenuta giovedì mattina, a Napoli presso la caserma della Polizia di Stato Raniero Virgilio , sede operativa dell’Ufficio Prevenzione  Generale della locale Questura,  la preannunciata assemblea generale indetta dal sin-dacato di Polizia Coisp. All’importante  evento hanno fatto gli onori di casa, Giulio Catuogno – segretario generale provinciale di Napoli – e Giuseppe Raimondi – segretario generale regionale della Campania. I leader locali hanno preceduto con i loro interventI, i vertici nazionali del Coisp, intervenuto con il segretario generale aggiunto  Domenico Pianese ed il segretario nazionale Mario Vattone. I temi all’ordine del giorno erano di notevole impor-tanza per gli appartenenti al comparto sicurezza e vertevano sul nuovo piano di armonizzazione del sistema pen-sionistico, il riordino delle carriere, la riorganizzazione delle strutture sul territorio nonché le nuove modalità sulla movimentazione del personale. Nella perfetta sintesi , il segretario generale aggiunto Domenico Pianese ha messo in evidenza il forte impegno del sindacato nel cercare di far modificare il sistema di armonizzazione delle pensioni del comparto sicurezza, precisando i notevoli sforzi fatti dallo stesso, con manifestazioni anche eclatanti, tali da far recedere il Governo verso un piano alquanto accettabile,  anche se ancora pieno di penalizzazioni; per quanto riguarda il riordino, il leader nazionale ha specificato quanto l’attuale bozza sia vuota di contenuti, beffa per tutti gli appartenenti al comparto che unito alla prossima riorganizzazione delle strutture sul territorio completerebbe il disastro per il comparto sicurezza e quindi per  tutta la cittadinanza. Domenico Pianese infine ha precisato come l’attuale carenza del personale , in aggiunta allo sciagurato turn over posto in essere dall’attuale Governo, stia facendo implodere il sistema sicurezza: “In Italia mancano nella piante organiche della Polizia di Stato – da dichiarato l’aggiunto – circa 9000 poliziotti, a Napoli ne mancano 900 e con gli imminenti trasferimenti ne arriveranno circa 80 come incremento dell’attuale; con numeri del genere il sistema sicurezza italiano è destinato ad implodere su se stesso, aggiungiamo il taglio alle risorse economiche confrontandolo agli enormi capitali di cui le organizzazioni criminali dispongono, nello specifico in Campania la camorra e allora diviene lapalissiano come il confronto sia improponibile , per cui i clan continuano a importare droga, ad ammazzarsi anche all’interno di un asilo nido , incutendo nella popolazione il terrore più assoluto a minaccia dei più elementari criteri di democrazia. La sicurezza è un investimento e non una spesa e questo il Coisp lo ricorderà sempre ai vari ministri.” L’intervento di Domenico Pianese scatenava uno spontaneo applauso dei circa 100 poliziotti che con vivo  interesse e partecipazione hanno assistito alla riunione. L’evento è poi proseguito con l’intervento del segretario nazionale Mario Vattone, il quale con molta chiarezza, ha rappresentato le novità nei trasferimenti  che dal prossimo anno interesseranno tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato. Al termine un breve forum con domande da parte dei partecipanti, a cui seguivano i ringraziamenti da parte dei leader campani a tutti i colleghi intervenuti ed ai rappresentanti nazionali che hanno scelto Napoli per un così importante evento.  “Non  ci  sono  fondi  per  pagare  gli straordinari – dichiara il segretario generale provinciale di Napoli Giulio Catuogno –   non ci sono soldi per garantire i piccoli  interventi  di  ordinaria  manutenzione  agli  autoveicoli  di  polizia,  per  acquistare  toner  per fotocopiatori,  stampanti,  fax  e  carta; non  ci  viene  data  la  possibilità  di  integrare  adeguatamente  le carenze  di  organico  che  si  dilatano  sempre  più  a  dismisura  e  come  pretendono,  i  nostri  ministri,  di combattere  la  criminalità ? Con  l’ esercito ……….. I  nostri governanti non hanno una concreta percezione della realtà. Non si sono ancora resi conto che il tanto acclamato  “modello  Caserta”  è  stato  solo  un  flop  e  la  cattura  di  alcuni  pericolosi  latitanti  è  da attribuire  solo  e  soltanto  all’impegno  e  all’abnegazione  di  alcuni  investigatori  che,  pur  di  portare a termine il  proprio  lavoro,  hanno  dovuto  far  fronte  alle  croniche  mancanze  di  fondi  mettendo  mano alla  tasca … mentre  il  governo  pagava  profumate  indennità  all’esercito  per  andare  a  spasso  nella provincia”.
Napoli 7 dicembre  2012

L’ADDETTO STAMPA – LUIGI FUSCO – 3313789154

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