Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Polizia Penitenziaria’ Category

sabato
Nov 24,2012

Stemma Polizia Penitenziaria

(Mimmo Moro)

Sabato, 24 novembre 2012, alle ore 10.30, presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia Penitenziaria di Aversa, alla presenza del Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Dott. Tommaso Contestabile, gli allievi del 165º Corso di Formazione hanno giurato Fedeltà alla Repubblica Italiana. La manifestazione ha visto l’impegno di 180 giovani (uomini e donne) provenienti da diverse regioni d’Italia che hanno seguito l’attività formativa nonché le varie materie giuridiche e tecniche-operative, riscuotendo il plauso da parte del corpo docenti. Il Direttore la Scuola, Dr.ssa Laura Passaretti, nel suo discorso ha dato il benvenuto, ringraziando tutti gli intervenuti per aver partecipato ad una cerimonia molto significativa per i giovani allievi che hanno giurato Fedeltà alla Patria. Molti i rappresentanti dei Comuni vicinori che hanno presenziato all’evento. La Città di Bellona ha presenziato alla manifestazione con la partecipazione del Presidente del Consiglio Comunale, Dott. Domenico Valeriani, accompagnato dagli Agenti di Polizia Municipale ed alfiere che hanno sfilato con il gonfalone completo delle onorificenze ad essa concesse tra cui la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Al termine del giuramento abbiamo avvicinato il Dott. Valeriani il quale ci ha riferito: “Il Corpo di Polizia Penitenziaria è una delle cinque forze dell’ordine italiane, dipendente dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Così come la Polizia di Stato e Corpo Forestale dello Stato, il Corpo di Polizia Penitenziaria è una forza di polizia civile ad ordinamento speciale, altresì nota come Corpo militarmente organizzato. Quest’ultima definizione non implica la militarità del Corpo, ma l’organizzazione che si rifà chiaramente a una struttura militare. Per quanto concerne la definizione di “ordinamento speciale” si deve al fatto che il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria (nonché quello della Polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato) è differente dal personale di qualsiasi altro ente civile o militare della Repubblica Italiana. Svolge compiti di polizia giudiziaria, pubblica sicurezza e di gestione delle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale. Espleta inoltre attività di polizia stradale ai sensi dell’art.12 del Codice della Strada, partecipa al mantenimento dell’ordine pubblico, svolge attività di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza anche al di fuori dell’ambiente penitenziario, così come tutte le altre forze di polizia, svolge attività di scorta a tutela di personalità istituzionali (ministro della giustizia, sottosegretari di stato) e di magistrati. Quindi gli allievi che oggi hanno giurato fedeltà avranno un futuro ricco di tante possibilità e soddisfazioni, ovviamente accompagnato da tanto impegno e sacrificio al dovere. Ricordo con piacere il motto del Corpo di Polizia Penitenziario che così recita: Despondere Spem Munus Nostrum ovvero Garantire la speranza è il nostro compito.”

mercoledì
Lug 11,2012

“Frongia (lisiapp) , ancora violenze sui poliziotti penitenziari”

Quando i riflettori dei media si accendono sul dimenticato mondo
penitenziario è sempre un evento da salutare positivamente. Purtroppo
ciò avviene non per indagare, approfondire o esaminare le tante,troppe
deficienze e criticità del sistema ma, quasi esclusivamente, per
raccontare fatti di cronaca o di vite che si spengono dietro le
sbarre. Lo sfogo avviene attraverso una nota del Libero Sindacato
Appartenenti Polizia Penitenziaria (Lisiapp) per voce del suo
segretario generale aggiunto Luca Frongia, “Da tempo denunciamo come
il sistema penitenziario non assolva più ai compiti che la
Costituzione gli affida, determinando condizioni incivili di
detenzione e infamanti di lavoro”.

Lo facciamo sottolinea Frongia quotidianamente inascoltati e,
purtroppo, nell’indifferenza della stampa, della politica e della
società che solo occasionalmente recuperano un’attenzione verso un
mondo che, in genere, si preferisce ignorare. Invece, quelle
discariche umane, quelle città fantasma che sono le nostre prigioni
hanno bisogno dell’attenzione mediatica e sociale. A questo continua
la nota si potrebbe contribuire ad alimentare una coscienza sociale
sul dramma che ogni giorno si vive oltre le mura. Un dramma fatto di
solitudine, di diritti negati, di abusi , di soprusi, di violenza, di
degrado.

L’impegno quotidiano afferma il dirigente sindacalista, in condizioni
inenarrabili, del personale di polizia ci consegna storie di ordinaria
straordinarietà. E’ il caso di agenti aggrediti presso la struttura
detentiva di Como, con un tragico bilancio per il personale di Polizia
Penitenziaria: nove agenti feriti e un sovrintendete”.
“La violenza,e il non rispetto dello stato da parte del detenuto di
origine extracomunitario – sottolinea Frongia – ha letteralmente messo
a repentaglio l’incolumità del personale, intervenuto per “sbarricare”
il detenuto in cella in un azione di protesta”.
“Siamo un Corpo di Polizia dello stato in totale abbandono e allo
sbando” sbotta il numero due del Lisiapp che fa notare che
“dall’inizio dell’anno ormai non si contano piu gli agenti feriti a
seguito di aggressioni gratuite subite dai detenuti”.
Oltre la metà dei feriti ha riportato diagnosi di oltre 40 giorni
(lesioni gravi). Alcuni porteranno per tutta la vita i segni del loro
impegno e della loro dedizione . Ma di loro non si parla commenta
sconfortato Frongia. Purtroppo siamo seppelliti dalla e nella
indifferenza totale. Magari ma sicuramente noi non lavoriamo per
essere sfregiati, feriti, aggrediti, umiliati.
Noi vorremmo lavorare per riconsegnare alla società persone rieducate,
che nella società dovrebbero essere reinserite. La verità e la realtà
purtroppo e ben diversa, oggi nelle carceri si ammassano persone alla
stregua di animali all’ingrasso. Si lasciano al proprio destino
migliaia di poliziotti. Personale cui è sistematicamente negato il
diritto. Il diritto al riposo, alle ferie, alla possibilità di potersi
organizzare la propria vita privata. Ma tutto ciò sottolinea il
dirigente Lisiapp, evidentemente, non fa notizia. Non parlate di
questo mondo fatiscente, spesso puzzolente, ma in compenso,
sicuramente, fa piu notizia i nostri presunti abusi. Ma, almeno,
quando ne parlate chiamateci con il nostro nome: polizia penitenziaria
e poliziotti penitenziari. Non agenti di custodia, secondini, guardie
carcerarie. Non è solo per la vostra cultura. E’ perché avete il
dovere di informare. Bene e correttamente conclude Frongia.

—————————————————————————————————

Li.Si.A.P.P.
LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
SEGRETERIA GENERALE
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa e Web
via della trasfigurazione 5 – 00165 ROMA
Tel/Fax 06/58203648 – info@lisiapp.itwww.lisiapp.it
segreteria.generale@lisiapp.it

lunedì
Giu 18,2012

<Parte la campagna promossa dal Lisiapp Libero Sindacato Appartenenti
Polizia Penitenziaria>

“Spending Review”. Revisione della spesa pubblica del dicastero della
Giustizia. “Segnala lo spreco e i disagi dei poliziotti penitenziari
suggerendo miglioramenti”, è la campagna di comunicazione messa in
piedi dal LISIAPP (libero sindacato appartenenti polizia
penitenziaria) che durerà fino a settembre e presentata oggi alla
stampa.  “La giustizia è un bene, un servizio, che viene prodotto in
quantità più o meno adeguate, per quanto ciò possa suonare offensivo
alle orecchie di molti principi della patria del diritto. Come ogni
altro bene, può essere di maggiore o minore qualità” e quanto afferma
Mirko Manna segretario generale del sindacato autonomo Lisiapp che
sottolinea “l’iniziativa è rivolta a portare alla luce gli sprechi in
ordine di mezzi, risorse ma anche appalti e gestioni esterne poco
oculate e inopportune che fanno uscire dalle casse pubbliche del Dap
milioni di euro” . inoltre , “Ci mettiamo la faccia con un obiettivo
ben preciso – fa notare Luca Frongia segretario generale aggiunto –
quello di coniugare etica pubblica ed etica sindacale. L’iniziativa
della campagna vuole dare ai poliziotti penitenziari e dipendenti del
dicastero della Giustizia  la possibilità di indicare suggerimenti e
segnalare gli sprechi. Basterà compilare il modulo “conosci uno
spreco”, visionabile sul sito www.lisiapp.it“.  In questi primi giorni
– ha spiegato Frongia  – stanno arrivando già diverse segnalazioni
riguardanti l’uso delle auto blu/bianche/grigie, i costi delle
gestioni e manutenzioni di alcune strutture Dap e le fotocronache dei
disagi che gli uomini e donne della polizia penitenziaria subiscono
quotidianamente.  Le idee, a fine campagna, diventeranno una sorta di
pacchetto che presenteremo al Governo in sede di convocazione conclude
Manna ”.

—————————————————————————————————

Li.Si.A.P.P.
LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
SEGRETERIA GENERALE
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa e Web
via della trasfigurazione 5 – 00165 ROMA
Tel/Fax 06/58203648 – info@lisiapp.it – www.lisiapp.it
segreteria.generale@lisiapp.it

 

 

mercoledì
Mag 23,2012

 

 

   Sindacato  Unitario  Lavoratori  Comparti

Centro Direzionale -Via Porzio Is. G/5 – Napoli – 80143

Tel. 081-19109422   –  081-19520253  –  Fax  081-19725966

Cel.329.4218633 – 339.4125947

Email: sindacatoeuropeo@gmail.com

 

 Prot. 432/RS                                      LETTERA PUBBLICA          Napoli, 16 maggio 2012

 

Oggetto : Napoli – illegalità (?) ramificata, diffusa e sotto gli occhi di tutti.

Richiesta di intervento urgentissimo.

 

 

                                      Molto On.le          Sig. Presidente della Repubblica

                                                                  Prof. Giorgio NAPOLITANO              Roma

 

                                      Preg.mo               Sig. Presidente del Senato

                                                                  On.le Prof. Renato SCHIFANI  Roma

 

                                      Preg.mo               Sig. Presidente la Camera dei Deputati

                                                                  On.le Prof. Gianfranco FINI              Roma

 

                                      Preg.mo               Sig. Presidente del Consiglio

                                                                  On.le Prof. Mario MONTI                   Roma

 

                                      Preg.mo               On. le Ecc. Sig. Ministro dell’Interno

                                                                  Annammaria CANCELLIERI              Roma

 

                         e.p.c      A S. Ecc.za il Signor Prefetto dott. Andrea DE MARTINO   Napoli

 

 

         Signor Presidente della Repubblica, Sig. Presidente del Senato, Sig. Presidente della Camera, Sig. Presidente del Consiglio, Sig. Ministro dell’Interno

nonostante le Ns. continue denunce, che purtroppo rimangono inascoltate, sono anni che in una città come Napoli le Istituzioni assistono, impotenti ed inermi, al

FENOMENO DILANGANTE DELLE AGENZIE DI PORTIERATO

che al costo tabellare, dettato dalle Prefetture, di una vera Guardia Giurata, vendono all’utenza portieri disarmati che vestono abusivamente una divisa.

Portieri, questi, che pur di lavorare, un lavoro di veri contrabbandieri, vengono sfruttati e sotto pagati con stipendi da fame e con turni anche notturni a loro vietati per legge in un vero e proprio business, salito agli albori delle cronache, che fa arricchire i loro padroni e le Istituzioni, impotenti ed inermi, non applicano nemmeno più le leggi vigenti, come se chiudessero, scandalosamente e scientemente, un occhio anche di fronte alle ns denunce.

Eravamo alla frutta, ma adesso possiamo affermare di essere all’AMARO, che ancora non riesce a far digerire tutte le angherie, gli abusi, i soprusi che le VERE GUARDIE GIURATE hanno e stanno passivamente, e ricattevolmente, subendo da aziende che dovrebbero imparare ad essere meno guappesche, meno sfruttatrici meno…meno….. e… più umane mentre… le Istituzioni sono immobili e…

la Prefettura sta a guardare!!!

 

 

 

Gli Enti Preposti al controllo son  rimasti a guardare il bel magnifico servizio fatto svolgere alla manifestazione dell’American CUP a Napoli dove sfilavano in Villa Comunale e sul lungo mare uomini (PORTIERI) in altissima uniforme tali  da far invidia ai Corazzieri dei Carabinieri e nessuna alta Autorità presente si è permessa di intervenire e far terminare questa PUBBLICA ILLEGALITA’ E PUBBLICA OFFESA, nonché SCHIAFFO, ALLE ISTITUZIONI per far perseguire questi abusivi dell’uniforme, così come previsto dal TULPS, come peraltro è successo dinanzi alla Prefettura di Napoli in P.zza del Plebiscito, dove soggetti imberbi, travestiti da Guardie Giurate, facevano abusivamente servizio di vigilanza per alcuni stands in loco allestiti,

malgrado sono passibili e perseguibili ex art. 348 “Abusivo esercizio di una professione”e….. se, addirittura, il Prefetto dal balcone nemmeno se ne accorgeva…..

gli altri Enti Preposti ai controlli cosa facevano??…

Tutti sanno che è tutto un illecito, come sono illecite le retribuzioni che questi portieri percepiscono, basse a tal punto da permettere ai loro padroni di essere concorrenziali con tariffe che nemmeno garantiscono una parvenza di legalità.

Queste Aziende di Portierato, unitamente agli II.VV.PP  e  grazie alle compiacenze e alla diffusa omertà, stanno distruggendo premeditatamente un settore, una volta solido e professionale, come quello della Vigilanza Privata .

Oggi, SOTTO GLI OCCHI DI TUTTE LE ISTITUZIONI, in primis di quei sindacalisti che si mascherano dietro prestigiose sigle infangandole, SIAMO SPETTATORI INERMI della chiusura di decine di II.VV.PP. che, “volutamente falliscono” come I.V.P. e riaprono sotto nuova licenza, con prestanomi-congiunti-parenti, e si accaparrano, assumendo dalle liste di mobilità artatamente aperte, personale riciclato e che permette a tali nuove aziende che nascono, di approdare ai benefici contributivi per chi assume da tali liste… per circa tre anni e poi… la giostra ricomincia come ricominciano milionari arricchimenti!!!

E’ da segnalare che è costume consolidato ormai da anni, che a Napoli, ogni Istituto permetterebbero a tali aziende vincitrici di porre in servizio Guardie Giurate ed hanno come suo satellite parallelo un’Agenzia di Portierato.

Infatti, consapevoli che le Istituzioni niente diranno e faranno, tali aziende, impunemente, si creano  veri e propri conflitti di interesse, specialmente quando in gare importanti si depistano i servizi esclusivamente per Guardie Giurate sulla compagine dell’azienda satellite di portierato.

Così facendo a costi di manodopera inferiore si accaparrano grossi appalti dove, ai prezzi orari in gara, le aziende  preferiscono immettere sulle postazioni i Portieri, con divise illegali, che diano all’occhio inesperto una parvenza di Guardia che Guardia non è.

Questo assicura all’imprenditore, con L’azienda fatta come il Dio Giano (dio a due facce – bifronte), un margine di guadagno altissimo sulla pelle sia delle Guardie che non avendo collocabilità, guarda caso, vengono licenziate e sia sulle buste paga dei Portieri che sono bassissime.

Tale teorema, tanto per citarne uno, è stato attuato nella famigerata gara della “EAV” dove allo stesso costo di Guardie Armate, sono stati messi in servizio nelle postazioni sensibili come le Stazioni Ferroviarie Cittadine, decine di Portieri disarmati e con divise fasulle e illegali indosso, permettendo all’azienda di Vigilanza uscente di chiedere “CRISI AZIENDALE”, ovvero MOBILITA’, per il personale ormai obsoleto, una manna sia per l’azienda di Portierato che ha vinto la gara che per l’IVP che l’ha persa.

Altro scandalo a cielo aperto nel mondo del Portierato napoletano, è la ……..

SO.GE.SI.

 

 

 

che convive sia dal punto di vista amministrativo che locativo con un importantissimo IVP, e stiamo parlando del “ CIVIN VIGILANZA”, cosa questa che mette a dura prova tutte le sue Guardie Giurate con fraudolenti tagli in busta paga.

Infatti queste due aziende, convivendo insieme ed appartenendo ad un unico padrone, stanno cercando di unificare i costi del lavoro, portando quello delle più qualificate Guardie Giurate ad eguagliare quello basso ed illegale che si paga per i Portieri.

In seno alla stessa azienda si preferisce deviare i servizi di vigilanza portandoli al personale di Portierato e quindi creando crisi all’interno delle Guardie Giurate.

          A domanda esigiamo risposte: – “ E’ stato mai controllata quest’azienda di Portierato?

Chi avrebbe dovuto controllare, si è mai accorto che le due aziende hanno gli stessi Uffici amministrativi?

Si è mai accorto che il dirigente dei servizi della SO.GE.SI. è una Guardia Giurata con grado di maresciallo o tenente del “CIVIN VIGILANZA” e che ha due contratti lavorativi sia con SO.GE.SI. che con  CIVIN VIGILANZA??…….

Chi avrebbe dovuto controllare, ha mai controllato che l’amministratore della SOGESI è anche titolare di Licenza Prefettizia del CIVIN VIGILANZA?

Se si, chiediamo: è TUTTO LECITO??….

E’ lecito che informazioni riservate, quali i servizi di vigilanza armata delle Guardie Giurate del CIVIN possano essere veicolate a soggetti che hanno le mani in un agenzia di Portierato, quando per legge dovrebbero essere sottoposti alla vigilanza della Questura??…

         La terza Divisione della Polizia di Napoli ha mai controllato questa disincrasia?

E visto che si parla di controlli delegati alla Polizia di Napoli, ci chiediamo se tale struttura della Questura abbia mai controllato chi gestisce, nei grandi centri commerciali, TIPO CIS DI NOLA, AUCHAN ecc. ecc. le centrali operative di tali centri dove portieri NON AUTORIZZATI gestiscono il monitoraggio video e di radio allarme di tali aziende, servizio questo esclusivamente destinato per legge alle sole Guardie Particolari Giurate.

Sarebbe opportuno che la Questura di Napoli intervenisse in questi grandi Centri commerciali mettendo fine una volta e per tutte alla gestione illegale e fraudolenta dei servizi di vigilanza video e audio e di allarme che i portieri disarmati abusivamente gestiscono al posto delle Guardie Giurate.

C’è una legislazione che regolamenta il settore e non si capisce perché non viene applicata….. LO SI FACCIA!!!……

A Napoli DEVE VINCERE LA LEGALITA’, le denunce fatte sono tante che ben sapete senza risposte, lo diciamo sommessamente, anche perché gli Organi di Informazione hanno sete di sapere su questo scandalo che vede coinvolte le sorde, cieche e mute Istituzioni che si lasciano offendere, oltraggiare e schiaffeggiare pubblicamente.

Auspicando in un Vs. On.le intervento, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

 

 

sabato
Gen 28,2012

Ettore Tomassi con i suoi allievi

 

di Daniele Palazzo

 
Vincitrice Del III° Corso RDO(Ruolo Direttivo Ordinario), indetto dall’Istituto Superiore degli Istituti Penitenziari, la studentessa partenopea Eva Jackson, aspirante al titolo di Commissario, è stata assegnata al carcere di Vasto per il relativo tirocinio didattico. Stessa disposizione per altri due aventi diritto, vale a  dire Giulio Pantaleo, di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, e Giuseppe Colombo, di Ragusa, in Sicilia. Il ruolo di trainer per loro periodo formativo sarà svolto dal Commissario Ettore Tomassi, attuale Comandante della stessa struttura penitenziaria.

lunedì
Ott 31,2011

Il 45enne era in servizio nel carcere di Avellino e  si e’ tolto
la vita a Battipaglia.

Un assistente capo di polizia penitenziaria, di 45 anni, in servizio
presso il carcere di Avellino si e’ suicidato a Battipaglia (Salerno).
Purtroppo, informa una nota del Libero Sindacato Appartenenti Polizia
Penitenziaria LISIAPP , il gesto del povero collega potrebbe essere
anche una serie di fattori riconducibili al burnout o quantomeno
all’enorme stress che si accumula intorno ad una figura quella del
poliziotto penitenziario , che è arrivato ad essere sempre piu
“critica” sul piano personale. Di certo,affrema il dr. Mirko Manna
leader del LISIAPP ,  l’ambito lavorativo è una componente che può
influire su un quadro generale già compromesso. Ancora una volta
sottolinea Manna ,siamo di fronte ad una media di suicidi spaventosa.
Abbiamo appena smesso di piangere un nostro collega la settimana
scorsa dove si è suicidato con la sua pistola di ordinanza dove era in
servizio a regina coeli, ora piangiamo di nuovo per l’ennesimo gesto
estremo. Ormai dall’inizio dell’anno si contano sette suicidi tra le
file dei poliziotti. Tutto questo comunque chiosa il segretario
generale LIsiapp sono anche le drammatiche condizioni in cui operano
gli agenti della polizia penitenziaria, sempre più spesso oggetto di
aggressioni e violenze, costretti dal sovraffollamento delle carceri a
turni massacranti e a uno stress che a volte diventa insopportabile.I
problemi del settore sono innumerevoli , ma il primo su tutti nasce da
una popolazione carceraria di gran lunga superiore a quella
regolamentare, nonostante l’indulto di alcuni anni fa. “C’è una
gestione di questi casi francamente molto superficiale e inaccettabile
– esordisce il numero due del Lisiapp dr. Luca Frongia. Troppi episodi
stanno accadendo, chiediamo continua il segretario generale aggiunto ,
ancora una volta dove sono finiti i centri di ascolto per il personale
di polizia penitenziaria. La società civile si attiva in toto sulle
condizioni dei reclusi , stessa cosa fa il mondo del volontariato e
gruppi extra-parlamentari, ma i disagi degli appartenenti alla polizia
penitenziaria chi ci deve pensare? Auspichiamo che tutte le forze
politiche e quelle sindacali del corpo siano unitarie nel nostro grido
di allarme e si facciano anche loro carico di chiedere spiegazioni
alle autorità Dap su questi centri di ascolto fantasma  che a distanza
di quasi tre anni , di quella circolare attuatrice non c’è traccia ,
dei centri nemmeno l’ombra e soprattutto ancora ci si ammala per
stress da disagio lavorativo. Il lIsiapp è vicina al dolore della
famiglia del collega conclude Frongia.

—————————————————————————————————

Li.Si.A.P.P.
LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
SEGRETERIA GENERALE
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa e Web
via della trasfigurazione 5 – 00165 ROMA
Tel/Fax 06/58203648 – info@lisiapp.it – www.lisiapp.it
segreteria.generale@lisiapp.it

venerdì
Ott 7,2011

“La condizione carceraria e’ peggiorata ovviamente e come potrebbe migliorare? Quale atto e’ stato compiuto negli ultimi mesi dalla politica per porre fine all’emergenza? La riunione in Senato, poi, e’ stata a dir poco una buffonata che testimonia come nel nostro Paese la politica non ci sia, e’ morta”. L’ha detto Riccardo Arena direttore di Radio Carcere al giornale online Clandestinoweb.com.

giovedì
Set 29,2011

“Gli agenti arrestato un uomo che tentava di introdurre droga durante
il colloquio”

Gli agenti della Polizia penitenziaria coadiuvati dal Servizio
Cinofilo antidroga del corpo durante un operazione di polizia
effettuata presso la struttura detentiva di Carinola(grazie
all’incomparabile fiuto dei cani) ha consentito l’arresto di una
persona che tentava di introdurre sostanza stupefacente all’interno
del carcere.
Brillante operazione di Polizia condotta dalle Unità Cinofile
Antidroga della A Renderlo noto è il Segretario nazionale del Lisiapp
il Libero sindacato appartenenti Polizia penitenziaria Luca Santin che
sottolinea che queste operazioni sono da tempo in atto nel contrasto
di tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti negli Istituti
di pena della regione Campania il gruppo cinofilo del corpo. Grazie
alla prontezza e alla professionalità degli agenti della polizia
penitenziaria del reparto di Carinola – afferma Santin – si è arrivati
nella mattinata di oggi ad arrestare un uomo che si era recato al
carcere per effettuare un colloquio con un familiare e che stava per
introdurre sostanze stupefacenti. Gli uomini della polizia
penitenziaria e i cani Antidroga  facevano “quadrato” attorno al
soggetto, fermando l’uomo e sequestrando il corpo del reato e
informando la procura competente. A seguito gli stessi agenti traevano
in arresto l’uomo e lo associavano presso il centro penitenziario di
secondigliano.  Sincere congratulazioni vengono espresse tra l’altro
dai segretari generali del Lisiapp dr. Mirko Manna e Luca Frongia e da
tutta l’organizzazione sindacale per la professionalità con la quale
sono intervenuti gli Uomini del Corpo,e si riusciva a garantire la
sicurezza dell’istituto. Per il sindacato “questo importante risultato
è solo uno dei tanti che sono all’ordine del giorno, anche contro chi
ci definisce aguzzini o non ci considera la quarta forza di polizia
dello stato” conclude la nota del Lisiapp.

—————————————————————————————————

Li.Si.A.P.P.
LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
SEGRETERIA GENERALE
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa e Web
via della trasfigurazione 5 – 00165 ROMA
Tel/Fax 06/58203648 – info@lisiapp.itwww.lisiapp.it
segreteria.generale@lisiapp.it

giovedì
Set 1,2011


“Iniziativa di raccolta firme online a margine dell’ultima evasione
nel torinese “

1000 firme per sollecitare il dicastero della Giustizia e il
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il DAP per
l’istituzione dell’elenco dei ricercati evasi dalle strutture
penitenziarie e da quelle ospedaliere. La petizione è stata lanciata
ufficialmente dalla segreteria generale del Lisiapp il Libero
Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria (LISIAPP) . “Poiché le
nostre istanze sono sempre rimaste inascoltate – spiega il dott. Mirko
Manna, Segretario Generale e primo promotore della petizione popolare
online  – abbiamo deciso di intraprendere una raccolta firme online
aperta a tutti tramite il portale web www.lisiapp.it per sollecitare
l’istituzione di un elenco dei ricercati evasi che a tutt’oggi non
esiste o almeno non è reso pubblico”.La petizione continua Manna
chiede sostanzialmente che siano resi pubblici tramite i portali
istituzionali della polizia penitenziaria le schede dei ricercati
evasi anche alla luce di quanto accade per i latitanti pericolosi dove
sul portale del Viminale è istituito uno speciale programma di ricerca
volto alla sensibilizzazione della collettività e collaborazione con
le forze di polizia. In tal senso sottolinea il dr. Luca Frongia
segretario generale aggiunto lisiapp , l’istituzione di questo elenco
sarebbe un modo per stimolare la collaborazione della società civile
con i corpi di polizia ed in particolare con la polizia penitenziaria
nella ricerca degli evasi da strutture penitenziarie del paese e, come
successo in queste ore dove è stata diffusa la notizia di un detenuto
che si è allontanato dal nosocomio delle molinette nel torinese. In
quest’ultima occasione si apprende dalle agenzie di stampa- continua
Frongia – che il detenuto si era fatto ricoverare nel reparto
ortopedico, e girava con la sedia a rotelle per questo sembrerebbe che
non ci fosse attivo un servizio di piantonamento della polizia
penitenziaria. Purtroppo la cosa che ci sconcerta di piu’ afferma il
segretario generale Manna e che il fatto risale a due mese fa e solo
da poche ore si è diffusa la notizia. “Ormai viviamo nell’era
digitale” conclude Manna e riteniamo utile questo strumento di
diffusione e pubblicazione dei ricercati evasi di qualsiasi entità
criminale proprio per la sicurezza di tutti i cittadini e chiediamo a
tutti di firmare e far sentire la propria voce.

—————————————————————————————————

Li.Si.A.P.P.
LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
SEGRETERIA GENERALE
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa e Web
via della trasfigurazione 5 – 00165 ROMA
Tel/Fax 06/58203648 – info@lisiapp.itwww.lisiapp.it
segreteria.generale@lisiapp.it

EMERGENZA CARCERI IN CAMPANIA

martedì
Ago 30,2011

“In Campania, come nel resto dell’Italia, sta attraversando una fase
di grande emergenza negli istituti penitenziari”.
Carceri di fine agosto. Record storico del sovraffollamento, quasi 68
mila detenuti e circa 39 suicidi dall’ inizio dell’ anno tra le file
dei detenuti. A centinaia sono stati salvati un attimo prima che fosse
troppo tardi grazie all’intervento degli agenti di polizia
penitenziaria. Ad affermarlo in una nota a margine di un incontro
sulla situazione emergenziale degli istituti della Campania è Luca
Santin segretario nazionale Lisiapp (Libero Sindacato Appartenenti
Polizia Penitenziaria) che sottolinea il sovraffollamento e riduzione
di fondi hanno un budget soltanto 3,15 euro a disposizione per il
vitto giornaliero. Meno della metà di pochi anni fa per ciascun
detenuto. Nell’ ultimo anno 9 mila reclusi in più e mille agenti in
meno. Organici sotto di 6 mila unità. La Campania vicino al cento per
cento di sovraffollamento.In Campania sono 8061 i detenuti reclusi su
una capienza totale di 5593 di cui 352 donne e 979 stranieri. 4298 il
totale degli imputati, 3341 condannati in via definitiva, 1899 tra
condannati in primo e in secondo grado e 2399 quelli in attesa di
primo giudizio. Ma, continua il Segretario nazionale Lisiapp , vediamo
nel dettaglio alcuni dati che riguardano gli istituti penitenziari più
importanti in Campania, provincia per provincia. L’istituto di
Bellizzi Irpino ospita 529 detenuti su una capienza di 407. Non va
meglio per Benevento, dove, presso il Carcere di Capodimonte,
attualmente ci sono 417 reclusi a fronte dei 277 ospitabili. Salgono
di molto i numeri a Santa Maria Capua Vetere dove sono 921 i presenti
su una capienza di 547. Male anche per Poggioreale dove i detenuti
ospitati sono 2763 ma dovrebbero essere solo 1679. Infine, altro
carcere campano che vive il fenomeno del sovraffollamento è quello di
Secondigliano dove attualmente sono 1395 i detenuti che vi risiedono a
fronte di una capienza pari a 988. La preoccupazione per questo stato
di cose, -rimarca Santin- ,si ripercuote sistematicamente sull’operato
della polizia penitenziaria chiamata a svolgere un compito gravoso,
fronteggiare l’emergenza carceri in prima linea. A ciò molti
poliziotti sono oggetti di numerose aggressioni . Continua ancora
Santin –  negli istituti si tiene aperta la porta delle celle per
includere corridoi e aree comuni nella metratura «pro capite» e non
incorrere nelle sanzioni di Strasburgo per maltrattamenti. Altre
carceri esistenti restano chiuse per mancanza di personale.  Inoltre
si resta nelle carceri fino alla fine della pena, con piani di
reinserimento sociale sempre più rarefatti, una volta liberi si
commettono nuovi reati, e si ritorna di più in carcere. Occorre allora
partire dalla crisi del sistema per scelte semplici e coraggiose.
Escluso il provvedimento dell’amnistia o indulto dove la nostra
organizzazione sindacale si batte contro tale regalo a chi ha commesso
reati e, che metterebbe in giro la maggior parte dei delinquenti e
alimenterebbe la microcriminalità nelle nostre città, bisogna pensare
ad un programma di depenalizzazione e introduzione di misure
alternative e socialmente utili per reati che non mettono a rischio la
collettività e che non necessitano della reclusione, come pure per i
reati lievi che rischiano, con il carcere, di rendere abituale la
consuetudine e la familiarità con comportamenti devianti. Introduzione
dell’ idea di «risarcimento sociale» all’ interno del processo e del
patteggiamento, evitando di ridurre la sanzione alla sola pena
detentiva e al «dopo processo», anticipando così la riabilitazione già
nella fase processuale, creando una convergenza di interessi tra
offeso e autore dell’ offesa. Utilizzo e rafforzamento della Cassa
delle ammende conclude Santin (che si autoalimenta) per la
riabilitazione e il reinserimento sociale e non come palliativo per
interventi edilizi nelle prigioni esistenti.

—————————————————————————————————

Li.Si.A.P.P.
LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
SEGRETERIA GENERALE
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa e Web
via della trasfigurazione 5 – 00165 ROMA
Tel/Fax 06/58203648 – info@lisiapp.itwww.lisiapp.it
segreteria.generale@lisiapp.it

Categories