Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Libri/Romanzi/Narrativa’ Category

venerdì
Set 26,2014

http://www.cancelloedarnonenews.it/495/

martedì
Set 23,2014

http://www.cancelloedarnonenews.it/pescara-26-settembre-presentazione-del-volume-gadda-spregiator-de-le-donne-di-lucilla-sergiacomo/

domenica
Set 21,2014

1

2

 

Il drammaturgo arriverà dagli USA per l’uscita del libro con 6 opere, con la prefazione di Lucilla Sergiacomo

PESCARA – Giovedi 25 settembre, alle ore 17 e 30, presso la sala “Figlia di Iorio” della Provincia di Pescara, in Piazza Italia, sarà presentato il libro: “Nuovi drammi” di Mario Fratti (Edizioni Noubs). Partecipano: Germano D’Aurelio (in arte ‘Nduccio), Lucilla Sergiacomo, Goffredo PalmeriniGeneroso D’Agnese, Giovanni Legnini, già Sottosegretario di Stato, Marco Alessandrini, Sindaco di Pescara, Giovanni Di Iacovo, Assessore alla cultura del Comune di Pescara.

L’AUTORE

Mario Fratti (L’Aquila, 5 luglio 1927) è un drammaturgo celebre negli Stati Uniti, dove vive. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere alla Università Ca’ Foscari a Venezia, Fratti avvia alla fine degli anni cinquanta una ricca produzione drammatica. È del 1959 il suo primo dramma “Il nastro”, vincitore del premio RAI, che però non fu mai radiotrasmesso. Giudicato allora sovversivo, il dramma narra il rifiuto di confessare sotto tortura di alcuni partigiani, poi fucilati dai fascisti. Oggi la sua produzione assomma oltre 90 opere. Negli Stati Uniti, sin dal suo arrivo, nel 1963, lo accoglie con favore la critica. Il suo stile è perfettamente compatibile con l’indole americana, aliena dalle ridondanze, dalle metafore e dalle sfumature tipiche del teatro europeo. Le sue opere, tradotte in 20 lingue, sono state rappresentate in 600 teatri di tutto il mondo. Dall’America all’Europa, dalla Russia al Giappone, dal Brasile alla Cina, dal Canada all’Australia. Esse si connotano per l’immediatezza della scrittura teatrale, asciutta e tagliente come la denuncia politica e sociale senza veli che egli vi trasfonde.

L’OPERA

I sei testi teatrali compresi nei Nuovi Drammi di Mario Fratti confermano, se ancora ce ne fosse necessità per chi conosce la sua valida e nutrita produzione drammaturgica, la poliforme istintività del suo talento, che sul piano stilistico gli consente la costruzione di dialoghi espressivi e immediati e su quello contenutistico apre i cassetti alla brevità incisiva di situazioni sceniche che facilmente si evolvono e capovolgono, lasciando nella mente dello spettatore testimonianze pregnanti e intelligenti di come si vive nella società occidentale. […] Sono sempre, in maggiore o minor misura, lacerazioni umane quelle che Mario Fratti rappresenta nei suoi Nuovi Drammi e in tutto il suo teatro, in cui il mondo appare bipartito dualisticamente in buoni e cattivi, ingenui e furbi, puri e infidi. Ma che sia leone o volpe o pecora o lupo, come lo scrittore ha dichiarato, “Io scrivo sull’uomo, per essere capito dagli uomini. Il mio interesse principale è l’affanno di vivere, i conflitti di ogni giorno, il grottesco della società”.

Goffredo Palmerini
S.S. 17 bis, 28/a – Paganica
67100 L’AQUILA – Italy
Tel.       +39 0862 68416
Mobile +39 328 6113944
domenica
Set 14,2014

piazze del sapere web

 

Presentazione del libro

Gerardo Chiaromonte

Una biografia politica

Carocci Editore

di Gianni Cerchia

Caserta, 15 settembre 2014 ore 18,00

La Feltrinelli, Corso Trieste 154

Con l’autore intervengono

Paolo Broccoli,      Già Deputato

Pasquale Cascella, Sindaco di Barletta

Franca Chiaromonte, Parlamentare

Coordina

Pasquale Iorio,      Le Piazze del Sapere

Partecipa il VE Raffaele Nogaro.

In collaborazione con: La Feltrinelli, Aislo, Auser Caserta, Forum Terzo Settore,   GIT Banca Etica

Invito

lunedì
Set 8,2014
1
In tutte le librerie il travolgente, dissacrante, sorprendente romanzo d’esordio di una napoletana in Francia
 
 
il disperato caso di Manuela Mattei
BETELGEUSE EDITORE
2 bis

 

«Dove credi di andare? Il nostro lavoro è appena cominciato». «Come può credere che rimarrò qui impassibile ad osservarla ridere di me e compiacersi dei miei difetti?». «Ridevo felice dei tuoi progressi, cara. Sei riuscita a superare la prova più difficile, mostrarti nuda davanti ad una giuria spietata. E non parlo di me. Ognuno di noi è giudice di se stesso, il giudice più inflessibile che possa mai esistere».
 
Manuela, ormai alla soglia dei 40 anni, sciatta e “culona”, separata dal marito – che pur l’ama ancora –  e mamma affettuosa di Luna, una piccola adorabile peste, vive tra il sogno dell’amore e la resa alla piatta quotidianità.Si nutre di gossip con le amiche e di inconfessabili sogni proibiti, mentre i giorni le scorrono via senza prospettive. almeno fino a quando non incontrerà un’anziana bisbetica contessa, pungente e velenosa, che le cambierà il destino. 
 
Spumeggiante, irriverente, ironico, passionale, erotico, commovente; un romanzo che sa unire sapientemente leggerezza e profondità, intrigando il lettore fino all’ultima pagina. Sullo sfondo di una Cannes mondana, una storia al femminile vivamente consigliata anche ad un pubblico maschile.
Giulia Narciso, napoletana di Castellammare di Stabia, ha 35 anni suonati anche se afferma di averne 29. Italiana trapiantata all’estero, si vanta di aver collaborato a Londra con il celebre cuoco Gordon Ramsay. Il territorio francese la ospita dall’anno 2000; hanno cercato di restituircela più volte, fortunatamente per noi, senza successo. Ama profondamente i libri, che considera una medicina per lo spirito. Sposata e mamma di una bellissima bimba di cinque anni, si divide tra il sogno e la vita quotidiana. “YES, SHE CANNES – Il disperato caso di Manuela Mattei”, è il suo romanzo d’esordio.
 
Ai gentili colleghi, per interviste con l’autrice o l’invio di una copia per recensione, rivolgersi ai nostri contatti.

 

HERMES COMUNICAZIONE

Gianmarco Cesario (3804932026)

Antonio Mocciola (3920368048)

giovedì
Set 4,2014

1

di Flavia Cristaldi *

E’ agosto, sono nella mia campagna laziale, il giusto contesto per leggere in tranquillità il nuovo libro dell’amico Goffredo Palmerini. Quasi 300 pagine dedicate all’emigrazione e alla sua terra, l’Abruzzo, una regione fatta di piccoli borghi, creste allungate, faggi che scolorano e che disegna con la sua presenza fisica gli scenari sui quali si spiegano i personaggi per divenire spesso al mio sguardo l’attore principale dei racconti. Lasciando “la cassetta degli attrezzi” del mestiere accademico e leggendo il volume con altri occhi, non cerco tra le righe commenti scientifici o tabelle ma seguo il filo della compassione che muove l’Autore facendogli percepire la bellezza dei suoi paesaggi e la solidità della sua terra. Non la solidità geologica, perché nelle pagine si affastellano ricordi e lacerazioni nate dallo sconvolgente terremoto del 2009, bensì la solidità del legame che unisce persone e luoghi, quegli uomini e quelle donne che portano ancora nel cuore la terra d’origine e che tra queste righe sospirano.

2

Il libro l’Italia dei Sogni merita una lettura particolare, direi trasversale, o meglio spirituale, perché la mia anima di geografa qui entra in risonanza con una frequenza nota, con quella vibrazione che nasce da un rapporto profondo e quasi animistico con il paesaggio e con la Natura. La Natura qui assume uno spessore maggiore delle parole che le sono proprie, assurge a paladina di un vivere umano in equilibrio con i vecchi saperi e le tradizioni, diviene l’elemento da rispettare nel processo di antropizzazione. Perché l’uomo costruisce case, strade, interi paesi, in Abruzzo anche ri-costruisce, rischiando spesso di alimentare un ego distruttore, incapace di recuperare e di valorizzare la “plurisecolare devozione al rispetto dell’ambiente naturale” come scrive l’amico Palmerini stesso.

Lui racconta d’incontri, di scambi, di visite, di celebrazioni di qua e di là dagli oceani, racconta di persone ma spesso con piccoli cenni, con pennellate quasi impercettibili, descrive anche i contesti, i luoghi. E li arricchisce del suo amore (perché il suo amore semplicemente traspare) donando al lettore quel piccolo quadro che si andrà magari a formare nell’inconscio o si andrà ad aggiungere ai ricordi, chissà. Io sento nelle sue parole il suo attaccamento ai luoghi, non tanto come strenuo difensore del suo Abruzzo quanto il suo attaccamento a tutti i luoghi che calpesta, che vive, che penetra con il suo spirito elevandolo di volta in volta (anche al di là del confine alpino o al di là dell’Oceano).

Basta rileggere le prime cinque righe del primo contributo raccolto nel volume per percepire questo suo rapporto privilegiato con la Natura dove anche gli uomini discreti trovano albergo. “San Pietro della Jenca  è un piccolo borgo ameno e pittoresco su un colle dei tanti che arrancano sul costone occidentale della catena del Gran Sasso d’Italia. Da un lato, in basso il borgo di basse casette in pietra guarda la valle del Vasto dove scorrono le acque del Raiale, dall’altro svettano Pizzo Cefalone, Monte Portella e, più indietro, Monte Corvo, Pizzo Intermesoli, Corno Piccolo e Corno Grande. Insomma, davvero un bel vedere, un tempio della natura che aiuta ad elevare lo spirito.” I luoghi diventano sacri o forse erano già sacri e gli uomini sensibili li hanno fatti loro erigendovi chiese e santuari.

Leggere il nuovo scritto di Goffredo significa confermare quanto avevo percepito leggendo il volume L’Altra Italia. Già durante la sua presentazione a L’Aquila nel febbraio del 2012 avevo evidenziato la sensibilità “geografica” naturale dell’Autore, ormai non molto comune, che lo avvicina al mio modo di sentire.

Ci occupiamo entrambi di migrazione, con angolature diverse ne scaviamo i perché e ne raccontiamo frammenti sperando di fornire un utile “servizio verso le comunità italiane nel mondo” (per riprendere nuovamente le sue parole) ma troviamo un ulteriore legame in questo comune sentire la Terra, i paesaggi, i colori, un sentire che sogno di condividere con sempre più anime.

*Flavia Cristaldi, professore associato di Geografia presso il Dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche della Sapienza Università di Roma, è Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geografiche per l’Ambiente e la Salute. Responsabile scientifico italiano per l’Accordo Generale di Cooperazione Culturale e Scientifica tra l’Università di Roma “La Sapienza” e la Michigan State University of East Lansing, (Michigan, USA) è stata più volte responsabile scientifico di unità di ricerca  in progetti MIUR- PRIN, di Ateneo e del CNR. In qualità di Esperto, è membro della Conferenza Permanente “Religioni, Cultura, Integrazione”, istituita nel 2012 dal Ministero Cooperazione Internazionale e Integrazione. Vincitrice del premio internazionale Globo Tricolore 2011, dedicato alle eccellenze italiane nel mondo e agli studiosi che si sono distinti per le ricerche sui connazionali all’estero, ha pubblicato diversi volumi scientifici  e più di 100 articoli nelle migliori sedi editoriali. Studiosa di emigrazione, è tra gli autori del Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (SER ItaliAteneo, Roma, 2014) e componente del Consiglio Scientifico internazionale.

 

 

mercoledì
Ago 27,2014

1

 

Spedita in tutte le biblioteche universitarie nazionali l’ultimo libro di Franco Pastore “ MASUCCIO IN TEATRO”. Il testo, oltre un ampio saggio sul Guardati, contiene quattro divertenti commedie tratte dal Novellino di Masuccio Salernitano: La moglie dell’oste, già realizzata e rappresentata ai Barbuti, con la direzione artistica di Matteo Salsano, Lo papa a Roma, il Vescovo la monaca e la badessa e Le brache di san Griffone. Il testo, oltre alle finalità teatrali, intende dare rispettosa memoria il tesoro culturale del nostro Sud.

Rosa Maria Pastore

(Antropos in the world)

sabato
Ago 2,2014

1

 

È in libreria il saggio di Giovanni D’Andrea “La lunga guerra all’ultimo guerriero divino nel Meridione d’Italia: l’Arcangelo Michael”, edito da Guida.Lo si può acquistare presso le librerie Guida e i punti vendita Feltrinelli; online su books.google.it,casalini.itlicosa.comibs.itamazon.cominmondadori.it e altri siti.Si tratta di un’indagine sull’ultimo guerriero alato, l’Arcangelo Michael, e la sua guerra nel Meridione d’Italia, andando tra grotte e ruderi, tra monti e monasteri, tra greci e latini. In questo corposo e qualitativamente rilevante volume, infatti, si ritrovano: l’interpretazione corografica del culto rupestre micaelico e delle sue stratificazioni mitologiche, cultuali, storiche e antropologiche nelle regioni meridionali d’Italia colonizzate dai monaci italo-greci; il legame tra il culto micaelico nelle grotte e il monachesimo italo-greco nel Meridione d’Italia; la sopraffazione operata dai Papi, dalla Chiesa latina e dal monachesimo benedettino sui monaci italo-greci; l’estinzione del culto micaelico come segno della secolare conflittualità tra la Chiesa latina occidentale e la Chiesa greca orientale; gli emblematici e significativi casi nelle regioni meridionali.Un lungo lavoro di ricerca storiografica, frutto di studi su testi multidisciplinari e collaudato con scoperte e ricerche speleologiche personali scaturite dall’esperienza sul campo. Le campagne esplorative e speleo-topografiche in molti siti rupestri e ipogei, come le numerose e solo in parte note cavità cilentane dedicate all’arcangelo Michele, hanno portato l’autore ad analisi e interpretazioni davvero originali, avvertendo la necessità e l’utilità di una sistemazione organica degli stessi, attraverso la redazione di un saggio speleo-storiografico e geografico, condotto con metodo scientifico ma con criteri e intendimenti divulgativi.Il testo rivisita, nei suoi risvolti antropologici, culturali e storici, “un Meridione sempre più sradicato o al massimo artificialmente rinvasato”.

mercoledì
Lug 30,2014

piazze del sapere web

Presentazione del libro

Mozzarella di bufala campana DOP

Guida ai grandi artigiani casertani

di Antonella D’Avanzo

A cura Provincia di Caserta

 

Castel Volturno, 1 agosto 2014 ore 11,00

Lido Luise – Destra Volturno

Interverranno

Antonella D’Avanzo, Autrice

Stefano Giaquinto (Assessore Provinciale),

Pasquale Iorio, VP Aislo

Coordina

Tiziana Grimaldi, Docente

Sono stati invitati: Dimitri Russo (Sindaco di Castel Volturno), Antonio Lucisano (Direttore Consorzio Mozzarelloa DOP)

Con degustazioni di mozzarella di bufala dei caseifici Luise, Spinosa e Le Terre di don Peppe Diana(indicati tra le eccellenze del volume)

In collaborazione con: Aislo, Lido Luise

Patrocinio Comune di Castel Volturno

giovedì
Mar 21,2013

libro-web4-300x218CASAGIOVE – “E lo chiamavano amore” è il romanzo di Angelo Antonucci, regista e sceneggiatore di Casagiove. Il libro del regista Angelo Antonucci è stato presentato su Rai 1 nella corso della trasmissione “L’appuntamento”. Il libro è pubblicato per conto del Gruppo Editoriale l’Espresso SpA ed acquistabile in Libreria ed on line. “Ho voluto scrivere questo libro” – ha affermato il regista – “partendo da esperienze personali ed anche dall’osservazione della realtà intorno a me, quando ho visto coppie litigare mi sono sempre chiesto “Una volta si amavano e si dicevano -Amore-” , e quello che chiamavano amore ora è odio. Il libro non vuole essere un atto d’accusa verso le donne o a favore degli uomini, ma un romanzo sull’amore inteso come comprensione, sincerità, sacrificio, valori , spesso, oggi dimenticati a favore di una società dove l’apparire ha preso il posto dell’essere”. L’introduzione al romanzo è firmata dalla nota attrice Sandra Milo che è stata voluta dal regista oltre che per un rapporto di amicizia con l’attrice Felliniana che ha diretto in ben due film, ma anche perchè con il metodo del “Dubbio cartesiano” ha voluto “sospendere il giudizio” verso la sfera femminile ed ha voluto che fosse una donna, dall’esperienza umana e professionale della Milo a giudicare le stesse donne. “Gli uomini” – ha aggiunto Antonucci – “non sono vittima della violenza fisica delle donne (che spesso si conclude con fini tragici) ma vittime di una forma di violenza diversa, sottile, morale, psicologica. Il giudizio finale è un invito a recuperare i valori dell’amore puro e vero che vada oltre al cinismo, arrivismo ed egoismo che porta a distruggere purtroppo molte coppie…”. Angelo Antonucci, classe 1970, è un poliedrico e completo regista italiano. Distintosi sia nel cinema che nella televisione, si è messo alla prova anche con la sceneggiatura e la produzione, alle prese col corto e il lungometraggio, è da sempre stato interessato al rapporto con le giovani generazioni. Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia con una tesi in Psicologia della Comunicazione Cinetelevisiva presso l’Università Federico II di Napoli, ha approfondito l’interesse per il cinema frequentando il centro “Ipotesi Cinema” diretto da Ermanno Olmi, oltre a vari corsi di tecniche cinematografiche. Dopo diversi tentativi, il 1994 può essere considerato il vero anno del suo esordio con il lungometraggio Strade – Le scelte della vita, distintosi in diversi festival, tanto da essere acquisito da Rai International. L’anno successivo il suo esordio come produttore per il film Io, tu e tua sorella di Salvatore Porzio, che annovera tra i protagonisti Leo Gullotta e Paola Onofri. Ritrova Gullotta per la fiction targata Mediaset Dio ci ha creato gratis di cui firma anche la sceneggiatura. Nel 1999 ci prova col documentario: dirige prima Masaniello 1647-1997 e successivamente Città di Casagiove, fotografia-ricordo del paese in cui è nato e cresciuto. Questi primi lavori gli valgono diversi riconoscimenti tra cui il “Premio Ente de Curtis” per il miglior regista esordiente, il “Premio Artisti del Mediterraneo” e il “Premio Totò” della città di Valmontone. Il 2001 è l’anno di Sotto il cielo, una pellicola che descrive l’amicizia tra sei aspiranti attrici messa a dura prova dalla competizione sul palcoscenico, di cui cura regia e sceneggiatura e per la quale vince il premio “Riflessioni” al Festival Internazionale del Cinema di Salerno. La sua voglia di sperimentare è forte e nel 2002 prova anche a cimentarsi nella regia teatrale con lo spettacolo “Miles Gloriosus”, dirigendo Lando Buzzanca. Nel 2004 torna dietro la macchina da presa per Masaniello – Amore e libertà, una pellicola in costume che racconta la storia di Tommaso Aniello di Amalfi, giovane pescivendolo napoletano che guidò una rivolta popolare contro il Duca D’Arcos nel 1647, con un cast di tutto rispetto (Franco Nero, Anna Galiena, Sergio Assisi). L’ultima fatica cinematografica è Nient’altro che noi, un film che tocca un tema urgente come quello del bullismo nelle scuole con un cast di giovanissimi esordienti, affiancati da Philippe Leroy, Francesca Rettondini, Antonella Ponziani, Claudio Botosso.

Nunzio De Pinto

Categories