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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Libri/Romanzi/Narrativa’ Category

giovedì
Gen 10,2013

LIBRI

mercoledì
Gen 9,2013

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Incontro pubblico

Presentazione del libro

Napoli a piena voce

Autoritratti metropolitani

di Luca Rossomando con la redazione di Napoli Monitor

Bruno Mondadori

 

Caserta, venerdì 11 gennaio 2013 ore 17,30

La Feltrinelli, Corso Trieste 154

Con la redazione di Napoli Monitor intervengono:

Liliana Vastano

Daniela Borrelli

 

Coordina:      Antonio Iorio

 

           

In collaborazione con: Aislo – Napoli  Monitor – Collettivo Latrones

 

Invito

mercoledì
Gen 9,2013

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ASSOCIAZIONE RIVIERA DOMITIA”

Castel Volturno – Cellole – Mondragone – Sessa Aurunca

VOLONTARIATO – Decreto Regionale della Campania 1/2010– C.F. 95009880618

TUTELA e RILANCIO del TERRITORIO

DOMIZIA

COMUNICATO STAMPA

Presentazione del Libro “L’india nel Cuore

Presso la Sala Convegni del museo “Biagio Greco” di Mondragone è stato presentato il libro “l’india nel cuore” di Vittorio Russo, un nostro conterraneo che attraverso il suo viaggiare in tutto il mondo riesce a trasmettere sensazioni e emozioni che ti lasciano il gusto di sentirti fuori dal mondo.

Erano presenti: Il Sindaco Dr. Giovanni Schiappa, la Madrina Prof. Jolanda Capriglione nonché Presidente UNESCO di Caserta, il Presidente dell’Associazione Riviera  Domitia Vincenzo Buffardi e i Vice Massimiliano Bertolino, Gennaro De Martino, Pasquale Sangiorgio di Cellole e Valerio Boccone di Castel Volturno.

 Dopo una breve e significativa presentazione il giornalista e scrittore Dr. Vittorio Russo ha ringraziato i presenti mettendo in rilievo l’importanza della cultura nella civiltà di un popolo, che insieme al lavoro costituisce lo sviluppo e rilancio di un territorio.

Hanno preso parte alla presentazione quasi tutta la giunta del Comune di Mondragone: l’assessore allo Sport, Cultura e Turismo Dr. Francesco Nazzaro, Ass.re alla Pubblica Istruzione Avv. Claudio Petrella, Ass.re alle Politiche Sociali Avv. Francesca Gravano, Capogruppo Dr. Giuseppe Verrengia, Cons.re Giuseppe Iandico, Preside del III° Circolo Prof.ssa  Beatrice Tavoletta, Vice Pres. Prof. Giulia Colapietro, Segretaria Generale Maria Cerrito ed altre colleghe, Architetto Gino Pellegrino titolare del Museo del Cane, Arch. Alessandro Ciambrone Pres.te Albergatori di Castel Volturno, Prof.ssa Angela Martino, Prof.ssa Luciana Greco, Pres.de Angelo Cursio, Prof. Nicola Landi, Pasquale Timpanelli della Radio S.O.S. Mondragone, fotografo Antonio Fastampa ed altri.

Mentre due belle ragazze indiane, in abito tipico tradizionale, servivano il thè verde agli ospiti, lo scrittore Dr. Vittorio Russo ha voluto inserirci in un mondo a noi sconosciuto mettendo in evidenza con la descrizione del suo libro, confortato da un video, le contraddizioni di un popolo che vive tra le difficoltà di sopravvivenza e la spiritualità dell’anima, che diventa per loro uno scopo di vita alla loro esistenza.

      Dopo una serie di osservazioni fatte dal Sindaco Dr. Schiappa, dalla Madrina Prof. Capriglione e dagli ospiti allo Scrittore Dr. Vittorio RUSSO, il Presidente Buffardi comunicava il riconoscimento di MERITO fatto all’Associazione RIVIERA DOMITIA dal Presidente Comandante Generale C.A. On. Dr. Alessandro Della Posta e dal Gen. di Brig. della Regione Campania Angelo Schiano dei CORPI SANITARI INTERNAZIONALI “CROCE ROSSA GARIBALDINA”  e Presidente del PREMIO INTERNAZIOALE “CARTAGINE”.

       Questo riconoscimento di MERITO, faceva osservare il Buffardi, darebbe prospettive nuove per il territorio Domitio e di certo ci stimolerà in una programmazione di eventi qualificati, qualora i nostri rappresentanti Istituzionali li condividono e li sostengono.

       Si conclude la manifestazione con l’augurio di poter attuare una serie di interventi mirati alle scuole del territorio e che il Salone dei convegni del Museo possa diventare un punto di incontro per lo sviluppo culturale per trasformarlo anche in un Tempio della Cultura.

Il Presidente Vincenzo Buffardi       

 

P.S.   

 Su Facebook sono riportate le foto degli eventi dell’Associazione “Riviera Domitia”

 

Su You Tube sono riportati la registrazione della manifestazione del TORNEO del 21 Luglio 2012, svoltasi nella parte storica di Sessa Aurunca e Sala Consiliare: “Manifestazione Sessa Aurunca”.

 

 

E.mail: rivieradomitia@alice.it   –   Tel/Fax: 0823/1878721 – Cell. 389/4271600

lunedì
Gen 7,2013

Il pianto dei noccioli_prima

 

La terra che anche quando non ci sei resta ad aspettarti

MESOLINO, il pianto dei noccioli

Un grande esordio letterario, un libro da non perdere

Aneddoti, usanze, folclore e intrighi sono gli ingredienti sapientemente miscelati di una vicenda di sangue che si snoda tra ciliegi e noccioli, ma che riescono a regalare anche un sorriso.

 

Un colpo di fucile rimbomba tra i noccioli squassando la tranquillità delle campagne viscianesi, Aniello Mesolino si accascia tra lo sgomento dei suoi familiari. Un omicidio premeditato o l’atto sconsiderato di balordi?

Indaga il capitano Donati a cui si affianca, in veste non ufficiale, un amico d’infanzia della vittima e voce narrante. Il romanzo ripercorre la vita di un uomo dedito alla famiglia e al lavoro della terra, eppure le indagini portano alla scoperta di episodi inquietanti, avvolgendo l’omicidio in una rete di misteri sempre più fitta.

Chi era, in realtà, Aniello Mesolino?

Mille domande si affastellano nella mente dell’amico, troverà mai le giuste risposte?

Un romanzo che, al pari dei suoi noccioli, affonda le radici in una terra al cui richiamo ancestrale non ci si può sottrarre, quella terra che ci accoglie nell’ultimo, indissolubile abbraccio. La terra che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Nelle migliori librerie o direttamente dal sito www.albusedizioni.it

sabato
Gen 5,2013

Com’era stata più bella la mia vita che non quella dei cosiddetti sani”. Chi può dirsi normale, chi sano? Perché e quale il riverbero esistenziale di questa condizione? La coscienza di Zeno di Italo Svevo è una tra le risposte più originali e importanti della lettertura italiana sulla questione dell’analisi psicologica.

Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand’è l’ultima. Anche le altre hanno un loro gusto speciale, ma meno intenso. L’ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su sé stesso e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute”. La coscienza di Zeno sovverte la concezione di cura e malattia. Le teorie freudiane vengono manipolate come strumento per rivelare una natura diversa della condizione patologica. Usando un approccio paradossalmente cattolico, lo psicanalista austriaco trova nel passato il trauma, nel presente la psicanalisi, nel futuro guarigione. Ecco, queste forme sono colmate da nuovi significati, più radenti al rapporto con la singolarità dell’uomo.

Potremmo infatti sostenere che l’utilizzo delle definizioni non è assimilabile alla caratteristiche proprie dell’unicità, condizione che forse più di ogni altra attanaglia la vita umana. Definire è acquisire un dogmatismo, rappresentativo della scienza. E ciò porta alla costituzione di una verità che racchiude un dato ben delineato, la salute.

Alla definizione Svevo oppone la forza descrittiva. Come un calco lascia emergere le imperfezioni, le irregolarità del profilo psicologico individuale. Elementi che dalla lente scientifica possono contrassegnare circostanze anormale. La malattia. E invece no, il proprio limite è da considerarsi un valore, purché divenga coscienza. Il soggetto si appropria di un sé consapevole e scopre nel difetto, pur anche ascrivibile al capitolo scientifico patologico, un nuovo modo di interagire col reale. La scoperta della malattia come dinamismo, nella contraddizione un modo di vivere le infinite sfumature racchiuse in un polo dualistico le cui estremità sono inattingibili.

Nella salute la fissità dell’imperfezione che si autoproclama normalità, conformità alla definizione. Mentre il compendio della malattia diventa ironica parodia, preziosa fragilità. Racchiude, nella sua consapevolezza, una potenza vitale. Compreso il rovesciamento di un paradigma comune, che poi è una maniera diffusa di interpretare il reale ed è quindi a sua volta realtà, possiamo giungere al portato anti-psicanalitico dell’opera. Scelta che anticipa di oltre trent’anni una grande tendenza novecentesca, vittima di un pensiero freudiano degenerato in assillo.

Il romanzo La coscienza di Zeno raffigura un mondo borghese, sotto il cui segno opera il protagonista e vengono espresse le diverse alterità, soprattutto familiari, correlate. Una rete di relazioni che guida la formazione di narrazioni ordinate in composizioni a sé stanti. Spazi della coscienza. Con lo scorrere delle pagine affiora però un’organizzazione chiara. L’opposizione tra il modo di vivere la coscienza alla luce della terapia, e quello della chiave letteraria. “Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie”. Quando la sincerità è solo miraggio scivola la speranza della cura, se ne palesa l’ottusità. Sorge il piacere liberatorio della letteratura, senza la necessità della coerenza di una mira definita. Letteratura che libera la coscienza del bisogno di un miglioramento statico. Letteratura che è vita e quindi legata a un presente a misura d’imprefezione.

sabato
Gen 5,2013

Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez

“’Il migliore amico,’ soleva dire allora, ‘è quello che è appena morto’”. Un piccolo borgo può riassumere i tratti della solitudine? E quali sono? Cent’anni di solitudine del Premio Nobel Gabriel García Márquez, edito da Mondadori, sceglie un ricco ventaglio di avvenimenti, in un susseguirsi di generazioni dove passato e presente si confondono, con l’eterno riproporsi dell’uguale. Una realtà dalle note favolistiche, in cui s’alternano temi sociali quali la guerra, la lotta per il potere, la morte, la nascita. Malgrado questa superficie, tutto, nel profondo, resta sempre uguale seguendo un tempo ciclico. Dramma irrisolvibile della vita.

Cent’anni di solitudine ricorre a un vasto uso della memoria, da cui deriva una progressione temporale non lineare. Abbiamo pause, regressioni, anticipazione e accelerazioni nel ritmo narrativo. L’impressione che se ne ricava è di un’opera strutturata secondo un gioco costante di riflessi, chiave di svolta della sua originalità. “Aveva dovuto promuovere 32 guerre, e aveva dovuto violare tutti i suoi patti con la morte e rivoltarsi come un maiale nel letamaio della gloria, per scoprire con quasi quarant’anni di ritardo i privilegi della semplicità”.

Delle figure abbiamo spesso una descrizione essenziale, quasi esclusivamente correlata agli aspetti caratteriali. I nomi maschili sono così simili che producono un certo senso di confusione, completata buona parte dell’opera. Vi sono elementi di contorno, appena tratteggiati, che hanno una valenza quasi del tutto strumentale. Nel villaggio di Macondo si susseguono quattro generazioni di abitanti. La nota distintiva è l’isolamento della condizione esistenziale, prodotta dal pericolo di una vulnerabilità coincidente con tutto ciò che è esterno. Un universo chiuso che porta a caratteri fatti di una dimensione introversa e solitaria, abitata dal fallimento. “In quella Macondo dimenticata perfino dagli uccelli, dove la polvere e il caldo si erano fatti cosí tenaci che si faceva fatica a respirare, reclusi dalla solitudine e dall’amore e dalla solitudine dell’amore in una casa dove era quasi impossibile dormire per il baccano delle formiche rosse, Aureliano e Amaranta Ursula erano gli unici esseri felici, e i più felici sulla terra”.

La solitudine acquisisce quindi una funzione basilare nella caratterizzazione dell’uomo di Cent’anni di solitudine. Da una parte abbiamo la vita, alimentata da contrasti, battaglie e una profonda immobilità. Dall’altra la morte, con i defunti che tornano a far visita sulla terra in sembianze ectoplasmatiche, vicine, nella sostanza, ai nemici conosciuti in vita. Dalla solitudine s’affaccia un universo complesso e soprattutto tragico. L’immobilismo della solitudine diviene una maniera per declinare l’impossibilità del cambiamento (miglioramento). “Nella furia del suo tormento cercava inutilmente di provocare i presagi che avevano guidato la sua gioventù lungo sentieri di pericolo fino al desolato ermo della gloria”.

Troviamo infine delle lontane attinenze che dalla circolarità del tempo portano a riferimenti alchemici, esoterici, profetici. Fino a toccare questioni quali l’autodistruzione dell’uomo, del suo ambiente, la simbologia, il significato della vita e della morte. “Non gli era mai venuto in mente fino allora di pensare alla letteratura come al miglior giocattolo che si fosse inventato per burlarsi della gente”.

sabato
Gen 5,2013
 “Cantami di questo tempo
l’astio e il malcontento
di chi è sottovento
e non vuol sentir l’odore
di questo motor
che ci porta avanti
quasi tutti quanti
maschi, femmine e cantanti
su un tappeto di contanti
nel cielo blu.”
Otocento, Fabrizio De Andrè

 
 
Intrighi, vizi e piccole virtù di una famiglia borghese

 

Un romanzo in sintonia con lo spirito del nostro tempo: vizi privati, pubbliche virtù, ipocrisie di una famiglia borghese che pare essere il ritratto perfetto della piccola Italia di oggi. Poeti e cantautori hanno più volte dedicato ampio spazio ai difetti di questo piccolo strano mondo. È una storia grottesco-borghese quella narrata da Bruno Morchio nel suo nuovo libro, dal titolo Il profumo delle bugie. Bruno Morchio vive e lavora a Genova, è uno psicologo e psicoterapeuta. Ha già pubblicato articoli su riviste di letteratura, psicologia e psicoanalisi ed è autore di altri sette romanzi, che hanno per protagonista l’investigatore privato Bacci Pagano.

In questo romanzo, Morchio lascia il noir e fa emergere tutto il suo anticonformismo, decidendo di analizzare con spirito critico il potere.

Come in ogni romanzo di Morchio, l’omaggio alla sua città, Genova, pare d’obbligo. Scenario perfetto per una storia che racconta gli intrecci e la vita di una delle famiglie più in vista della città ligure: la famiglia D’Aste. La loro è una ricchezza antica, accresciuta negli anni grazie all’attività immobiliare e grazie a relazioni con i potenti del luogo. Politica, potere, grandi  imprenditori e borghesia camminano sui binari incrociati dell’esistenza e il loro incontro dà luogo a situazioni meschine.

Nell’ampia villa con vista sul mare dove risiedono i D’Aste, il nonno Edoardo, il vecchio patriarca, domina su tutti e porta avanti le sorti della famiglia. Edoardo ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco, sarà lui il volto nuovo della famiglia e sarà lui ad avere il compito di risanare un’area industriale dismessa.

Intanto, le tensioni in quella famiglia crescono. Le incomprensioni tra Edoardo e i figli crescono. Il padre di Francesco è un medico, dal carattere insicuro e instabile, la figlia, invece, è appena tornata da un soggiorno in India. Ed è lei, insieme alle altre figure femminili di casa D’Aste, a ricoprire un ruolo fondamentale per gli equilibri della famiglia e per le faide familiari. Alla figura della figlia, si aggiungono altre protagoniste in rosa: la moglie di Edoardo, malata e anziana; sua nuora Rosita, che resta un corpo estraneo al clan; e infine la splendida Dolores, fidanzata di Francesco, sensuale, giovane, conosciuta per la sua leggerezza e per la sua forza seduttiva. E sarà proprio lei a mettere a nudo l’ipocrisia che aleggia nella famiglia, sarà proprio lei a togliere le maschere indossate per troppi anni in casa D’Aste, sarà Dolores a scardinare la finzione che regge i rapporti familiari e a far emergere contrasti celati e nascosti troppo a lungo. Tutto questo in un un arco di tempo relativamente breve: tre settimane saranno necessarie per scardinare l’ipocrisia. Tre settimane che conducono a un Natale decisivo per la famiglia D’Aste, raccontate dai tre uomini della dinastia di quella piccola famiglia borghese.

mercoledì
Gen 2,2013

 

CALVI RISORTA – La Piccola Libreria 80mq ospita venerdì 4 Gennaio, dalle ore 20:30, una serata d’arte con lo scrittore e musicista Mario Pota. Si inizierà con una chiacchierata sul suo ultimo libro “Trombate”, a termine della quale continueremo con una selection Ska dello stesso autore.

Trombate è un susseguirsi di racconti viscerali intervallati da illustrazioni di artisti locali e non. Sono storie tagliate, buttate, censurate, scartate, avversate. Storie di donne e di vite saltuarie ancor più che banalmente precarie. Trombate è anche una esortazione alla vita, alla vendetta, all’azione, all’amore e al sesso. Nella piena consapevolezza di quanto la femmina Morte sia sempre in agguato. Il libro è a suo modo un moderno e adrenalinico inno alla gioia.

Mario Pota, nato a Caserta nel 1970, è musicista e scrittore, curioso e sognatore, nella vita di tutti i giorni è operatore sociale nelle strade di Napoli. Negli anni Ottanta fonda e dà voce alla hardcore band Bandiera dell’Odio, fino a scegliere anche percorsi alternativi come la Ska band Rudy & Crudy. Al suo secondo lavoro letterario, esordisce con la pubblicazione di cronake, strane vicende di una vita nor-male.

www.piccolalibreria80mq.it

mercoledì
Gen 2,2013


 

(Mimmo Moro)
 
Bellona. 01-01-2013. La pubblicazione “Giovanni Limongi un audace aviatore bellonese decorato al Valor Militare” è un volume biografico dedicato alla memoria del Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (O.M.R.I.) Giovanni Limongi, Tenente Colonnello Pilota dell’Aeronautica Militare Italiana decorato con Medaglia di Bronzo al Valore Militare, una persona che, con i meriti riconosciuti a livello istituzionale, ha dato lustro alla Città di Bellona, sua città natale. Giovanni Limongi rappresenta, per la Città di Bellona, la figura di un degno cittadino che, con la sua ferma volontà, portò all’attenzione delle più alte Autorità nazionali ed internazionali il crudele evento del tragico 7 Ottobre 1943 che costò la vita a 54 uomini innocenti. Da qui l’inizio del suo cammino dedicato, insieme ad altri bellonesi, alla costituzione del Comitato Cittadino Pro-Erigendo Monumento in onore dei 54 Martiri che vide la presentazione, il 7 Ottobre 1945, 2º Secondo Anniversario dell’Eccidio, della stele commemorativa sulla cui facciata frontale fu incisa una epigrafe scritta dal filosofo abruzzese Benedetto Croce e l’opera completa del Mausoleo Ossario il 7 Ottobre 1968 in occasione del 25º Anniversario dell’Eccidio. L’autore, Dott. Domenico Valeriani, Presidente del Consiglio Comunale Città di Bellona: “Ho conosciuto personalmente il Cavaliere Giovanni Limongi ed ho avuto modo di poter apprezzare le sue doti e le sue qualità che lo hanno sempre contraddistinto. Grazie ai suoi consigli di vita militare, trascorsa maggiormente in zona di operazioni di guerra durante il Secondo Conflitto Mondiale, intrapresi anch’io l’esperienza della carriera militare rivelatasi molto bella e interessante. Nella certezza di rendere un giusto omaggio al Cavaliere Giovanni Limongi ed ai familiari, ho redatto, a seguito di ricerche presso i vari archivi storici, questo volume dedicandolo ad un Eroico Aviatore Bellonese, degna figura da tramandare alle future generazioni. Ringrazio le figlie Prof.sse Maria Teresa e Luciana, i nipoti Michele e Virginia, per il loro entusiastico consenso ed il Presidente Colonnello Antonio Cav. Arzillo ed i Soci dell’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Bellona, per la loro lodevole collaborazione.” La pubblicazione è stata presentata il 7 Ottobre 2011, in occasione del 68° Anniversario dell’Eccidio dei 54 Martiri e del Raduno Regionale dell’Associazione Arma Aeronautica, con la partecipazione della Fanfara del Comando Scuole Aeronautica Militare Italiana – 3^ Regione Aerea (Bari) presso l’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Bellona. Il 10 dicembre 2012, in occasione della festività della Madonna di Loreto, il cui legame con l’Aeronautica Militare risale ai primi decenni del XX secolo quando la Vergine Maria cominciò ad essere venerata quale protettrice degli Aviatori, è stata presentata la 2^ edizione della pubblicazione sempre presso l’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Bellona. Copie della presente pubblicazione sono state distribuite, a titolo gratuito, e donate alle seguenti biblioteche: – Palazzo del Quirinale Roma; – Ministero della Difesa Stato Maggiore dell’Aeronautica V Reparto Ufficio Storico Roma; – Consiglio Regionale della Campania Napoli; – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (A.N.F.I.M.) Presidenza Nazionale Roma; – Archivio di Stato Caserta; – Museo Provinciale Campano Capua; – Istituto Diocesano Capua; – Comune Città di Bellona; – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri Regione Campania Bellona; – Associazione Arma Aeronautica “Ten. Col. Pil. M.B.V.M. Cav. Giovanni Limongi” Sezione di Bellona (CE); – Rivista Mensile Aeronautica Roma; – Periodico Nazionale del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare Roma; – Associazione DEA Sport Onlus Bellona”. La pubblicazione è consultabile sul sito web: www.deanotizie.it, in otto puntate dal n.104 al n.112.

venerdì
Dic 28,2012

 

S. Prisco – Domenica 30 dicembre, ore 18, presso la sala consiliare “F. Zibella” del comune  si terrà la presentazione del libro “Parlami” dello scrittore casertano Alessandro Zannini – Graus editore. L’organizzazione è dell’associazione culturale Rossella Caruso, che sul territorio di San Prisco sta portando in questo mese di dicembre attività di beneficenza, divertimento, formazione  e cultura.
La presentazione  si terrà nell’ambito della mostra del concorso fotografico “ Balconi di Natale”  che vedrà premiate le 3 foto più votate sul web raffiguranti le decorazioni natalizie più belle della città di San Prisco.

Le storie narrate nel libro traggono spunto da avvenimenti verosimili. Dieci racconti che trattano il tema della solitudine nelle sue diverse forme, da quella che si vive a seguito della perdita di un amore a quelle che si subiscono per motivi razziali, fisici o geografici.

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