Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Rubrica degli auguri’ Category

domenica
Set 14,2014

1

 

UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI

DIOCESI DI CASERTA

 

di +Giovanni D’Alise*

 

Gentilissimo signor Dirigente scolastico,

 

nel momento in cui sta per iniziare un nuovo anno di impegno culturale ed educativo mi preme, per pura amicizia e stima, far arrivare a Lei e, tramite Lei, a tutti i docenti, discenti e personale non docente della scuola che Lei dirige, il mio saluto e la gratitudine per il lavoro che viene svolto.

Molte volte gli operatori della Scuola sentono di essere soli e spesso non compresi.

Desidero far sentire a tutti, la mia vicinanza e il mio sostegno, come Vescovo e come docente che ha lavorato per 35 anni nella Scuola.

Vi auguro tanta serenità nella vita personale e familiare in modo che possiate avere la tranquillità di dedicarvi all’opera più impegnativa e necessaria della vita della “città”: l’educazione delle nuove generazioni, che si apprestano a entrare sempre più nella convivenza civile, nella vita associativa e comunitaria e nel mondo del lavoro. L’educazione ha molte dimensioni e valenza, mi preme perciò sottolineare in modo particolare quanto ricordava Giovanni Bosco, l’educatore per eccellenza di tante generazioni, anche difficili: “L’educazione è una questione di Cuore”.

Per educare un giovane c’è bisogno di amore generativo, amore che genera tutto l’uomo, specialmente la vita spirituale che sostiene ogni apertura e decisione della vita, anche nella scelta religiosa.

Come affermava Aristide Fumagalli, oggi abbiamo “la formazione fragile”, che produce cittadini fragili e un vivere sociale “Liquido”.

Papa Francesco nel parlare al mondo della scuola italiana, il 10 maggio 2014, ha detto: “Per educare un ragazzo ci vuole tanta gente: famiglia, insegnanti, personale non docente, professori, tutti!”, perciò aveva esordito citando un proverbio africano: “Per educare un figlio ci vuole un villaggio”.

Per costituire “il villaggio” ci vuole una alleanza educativa fra tutte le componenti la società: famiglia, scuola, Chiesa-associazioni, ecc.

Come Vescovo sento di dichiarare, insieme a tutti i componenti della Chiesa, di essere pronti e disposti a questa urgente alleanza educativa.

La propongo con umiltà, con libertà e collaborazione. A tutti, a Lei, ai Docenti, ai Discenti e al Personale non docente, gli auguri più sentiti di buon lavoro, con coraggio, serenità e forza d’animo.

*Vescovo di Caserta

 

 

 

 

 

CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

 

 

PER INFORMAZIONI 3389829091

venerdì
Set 5,2014

1

 

2

 

di Mattia Branco

In questi giorni ha festeggiato il suo novantesimo anno di età un personaggio che ha fatto storia nel nostro paese”Zi Peppe o Barbiere” all’anagrafe Giuseppe Branco. E’ stato una dei più antichi artigiani con la sua barberia in via Municipio proprio in prossimità del comune. Tanti di noi da ragazzi e anche da adulti sono passati sotto le sue forbici e lui sempre con la sua aria scherzosa ci accoglieva nel suo “Salone” facendoci passare dei minuti raccontandoci la sua vita. Ha festeggiato i suoi 90 anni insieme alla sua famiglia e non abbiamo potuto  fare a meno di andarlo a trovare e lui a conferma del suo carattere e nella piena lucidità ha dato ancora una dimostrazione della sua bontà. La famiglia gli ha preparato una grande festa e per l’occasione non è mancata la presenza della figlia Suor Roberta Madre Generale delle Suore Catechiste del “SACRO CUORE” con tante suore. Suor Roberta orgoglio del papà, è giunta all’apice del suo Ordine dopo tanti anni di dedizione al suo incarico ed è stata anche collaboratrice dell’organo di stampa “L’AVVENIRE”. Attualmente è in giro per il mondo specialmente nei paesi del terzo mondo per aiutare quanti ne hanno bisogno.

N.B. I migliori auguri dalla Redazione di Cancello ed Arnone News

lunedì
Set 1,2014

1 

 (Raffaele Raimondo al centro della foto)

50 anni e non sentirli e più della metà trascorsi al servizio di una particolare utenza per la quale, immantinente, è diventato un insostituibile punto di riferimento. 50 anni e non sentirli, leggeri come una piuma, il batter d’ali di una libellula, il volo di una graziosa farfalla che, delicatamente, si posa su di un prosperoso ed invitante davanzale.

50 anni e non sentirli, raccolti in uno sguardo che, come enunciato da due diverse scuole di pensiero, si presta ad una duplice interpretazione: da innamoramento per l’una, per l’altra è, come dire, ‘perdersi’ in lontananza per scrutare un improbabile orizzonte.

50 anni e non sentirli, complici i lunghi e brizzolati capelli baciati dal vento ed il mezzo toscano stretto fra l’indice e il medio, una sorta di tocco in più che ha accresciuto il fascino del simbolo della meglio gioventù grazzanisana-mediterranea ed abbagliato la graziosa e gentile Michela Grazia (Liana per i familiari) Gagliardi di cui è più che pria innamorato pazzo e che, dopo averlo costretto a capitolare, l’ha reso padre tenero, affettuoso ed orgoglioso di Alfonsina, Roberta e Vincenzo, già pronti a volare alto per dare il proprio contributo ad ‘allargare’ la famiglia.

Di spessore l’interesse per la cultura di cui ricordiamo una celebre dedica in ‘latinorum’ per il notaio Gancio de’ Fonzi .Tutto questo è – scusate se poco – Raffaele Raimondo, oggi neo cinquantenne, che, con gli auguri di rito da parte del dr. Alfonso Cangiano, dirigente della Sede provinciale dell’INAIL, del vicario, dr. Francesco Ucciero, dei colleghi tutti e nostri personali, si appresta a dare il via ad una lunga serie di festeggiamenti.

 

2

Paolo Pozzuoli

 

La Redazione di Cancello ed Arnone News, augura un felice compleanno

 

mercoledì
Ago 6,2014

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Alle ore 9:00, presso la Clinica di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Pisa, Ospedale Santa Chiara – a pochi passi della piazza dei Miracoli – con le particolari cure ed assistenza del prof. Marco Gambacciani, è venuta alla luce Vittoria, primogenita del dr. Pietro Ciaramella, dirigente della locale Sezione della Polizia Stradale, e della leggiadra dott.ssa Annamaria Nasta. Ma anche prima pronipote dei bisnonni e prima nipotina sia dei nonni paterni, Comm. Biagio Ciaramella e prof.ssa Fernanda Dell’Aquila, che materni, dr. Aniello Nasta e prof.ssa Clelia Biacino, nonché delle zie paterna, Augusta con Paolo Spallieri, e materna, Veronica. Il nostro benvenuto a Vittoria, piccola grande gioia delle famiglie Ciaramella e Nasta, le nostre felicitazioni, i nostri auguri ed il nostro affettuoso abbraccio ai carissimi neo-genitori, ai felicissimi bisnonna, nonni e zii tutti.

 

 

 

N. B La redazione porge Infiniti Auguri

domenica
Mag 5,2013

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Seconda Domenica di Maggio

Non è importante l’età. il colore della pelle, la ricchezza: la mamma è

sempre la mamma!

 

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La festa della Mamma nel mondo

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Mamma
Se fossi un pittore,
dipingerei un quadro
con tutti i colori del creato.
Al centro metterei
un cuore tutto d’oro
e sotto scriverei:
Mamma, tu sei il più bel tesoro!

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La madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra,
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’Eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.
(Giuseppe Ungaretti)

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A mia madre

Ora che il coro delle coturnici
ti blandisce nel sonno eterno, rotta
felice schiera in fuga verso i clivi
vendemmiati del Mesco, or che la lotta
dei viventi più infuria, se tu cedi
come un’ombra la spoglia
(e non è un’ombra,
o gentile, non è ciò che tu credi)
chi ti proteggerà? La strada sgombra
non è una via, solo due mani, un volto,
quelle mani, quel volto, il gesto d’una
vita che non è un’altra ma se stessa,
solo questo ti pone nell’eliso
folto d’anime e voci in cui tu vivi;
e la domanda che tu lasci è anch’essa
un gesto tuo, all’ombra delle croci.
(Eugenio Montale)

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Lettera alla madre
<<Mater dulcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi,
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.>> – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore,
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. –
<<Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro,
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dulcissima mater.>>
(Salvatore Quasimodo)

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Se fossi pittore

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!

Vorrei ritrarla quando china il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso

Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;

vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita.
(Edmondo De Amicis)

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Supplica a mia madre – Pier Paolo Pasolini

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

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Mamma

L’amore vero che di più si sente,
che dentro il cuore è come una gran fiamma,
è uno solo, uno solamente:
l’amore che si sente per la Mamma.

Il nome Mamma, è il nostro pio riparo,
da ragazzetti, fino in sepoltura;
ed è speranza, vita e grande faro:
magico dono di Sacra Natura.

La Mamma è una persona cara e dolce,
che porta pace in questo mondo rìo…
ed è un toccasana, quando molce,
la vita all’uomo, dopo il Sommo Dio.

Mia Madre conta già ottantun’anno
ed è tuttora vispa, qual fanciulla,
sebbene ha conosciuto ogni malanno
d’una vita penosa, scialba e brulla.

E se per caso, d’Ella m’allontano,
assai ci soffro ed in mio cuore bramo:
presto ritorno, le bacio la mano,
e stiamo insieme, come frutto a ramo
(Poesia trovata su internet di cui non conosciamo l’autore)

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mamma,
non piangere più, mio amato bene,
che più della vita mia sei ogni cosa,
tutto di me, mamma, t’appartiene,
vorrei blandire ogni tua pena oscosa
per te darei la giovinezza mia
come tu l’hai data a me,
e quando s’addensa la malinconia
vorrei cullarti con un dolce canto.
Se a volte, mamma, scordo la tua pena
fammi sentire appieno l’amarezza,
voglio che tu sia sempre serena
e meritar da te ogni carezza.
(Poesia trovata su internet di cui non conosciamo l’autore)

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È ancora presto, mamma!
(Silvana Pagella)

È ancora presto,
mamma,
parlare d’avversità:
ascoltiamo,
ora,
la soffice terra
che si ridesta
col suo grave respiro.

Sentiamo:
è primavera,
e la natura
si riveste
di colori vivaci
canta
intorno a noi.
Attualmente,
esiste solo il presente,
mamma.

È ancora presto,
mamma,
pensare
alla desta tristezza
del domani;
oggi,
ricordiamo i fiori
che ci richiamano
alla cortese attenzione
delle nostre pupille.

Seguiamo
il mutamento
del firmamento,
sopra di noi,
che varia tinte tenui
e stupende.
L’eternità è fatta d’oggi,
mamma

Origliamo,
nella quiete
più assoluta,
la soave eco
dell’apparente freschezza
ed allegra stagione
di primavera,
mamma!

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La matri mia
(Carmelo Vaccaro)

Mi ricoddu ddu iornu quannu minnii
pirchi ora l’aiu caputu che dda ti pirdii,
Cuntu li iorna che aiu passatu senza di tia
ni stu paisi che ora vidu tristi comu a mia.
Ti lassai chiancennu ni na seggia
senza pinzari che stava iernu ni na caggia,
lu tiempu a passatu senza pinzari
che m’avissu piaciutu vidiriti ‘nvicchiari.
Ni stù avissi vulutu stàriti vicinu
ppi farimi accucciari, vasari e tiniriti li manu,
li stissi manu che quann’era picciriddu
mi cummighiavanu ppi ‘un sintiri friddu.
‘un ci nnè paroli ppi cuntari la luntananza
di stà mamma che campa cu la spiranza.
mi ricoddu ddu iornu quannu minnii
pircchi ora l’aiu caputu che dda ti pirdii.

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Ora Nel Vento (Luciano Somma)

Nell’oceano
Dei tuoi desideri repressi
Navigava il tuo credo di madre
Per istinto felina e protettiva.
“ Donna partorirai con gran dolore… “
e lo sapevi quando, per vocazione,
sentivi dentro al tuo ventre
ad ogni parto
i palpiti e gli spasmi
e tu stringevi i denti
senza un lamento piena d’emozione.
Poi ad uno ad uno, col passar degli anni,
ti lasciarono sola per andare
in una terra dove il pane è duro
a fare i vu’ cumprà o gli accattoni
ma tu non lo sapevi.
Nell’ultimo sospiro li chiamasti
come un appello antico, una preghiera,
e in quel momento
non tutti li vedesti al capezzale.
Ora madre senza confini, senza più desideri
tu certamente ascolti
echi dei vu’ cumprà, di quei tuoi figli,
nel vento, nell’azzurro, nella pace
dei tuoi incomunicabili silenzi…

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Occhi materni (Silvana Pagella)
Guardando
il volto di mia madre,
il mio giovane sguardo
s’incanta
sui suoi occhi;
occhi d’una bellezza infinita,
occhi d’un verde caldo,
dolci e pii.
Sono iridi
che m’inducono
a riflettere,
che leggono
i miei dolori,
le mie ansie,
i miei timori.
Sono occhi
che sempre mi vedono,
pur da lontana.
Fissando le pupille
Di mia madre,
comprendo che la sua vita
non è stata felice.
Ella ha sofferto,
e, sempre, soffrirà
per me e con me.
Quegli occhi materni
Che contemplo ogni giorno,
mai una volta m’infastidiscono:
son occhi che m’amano
più degli occhi altrui.
O, cari occhi di mamma,
tesoro e conforto magnifico!

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Ad una grande Mamma… (Silvano Montanari)

Ricordo, piccino, quando mi accudivi
con la dolcezza del tuo grande cuore
quando, ferito, dai doveri della Vita
lenivi le mie pene con il tuo Amore.

Azzurro, l’Angelo che ti teneva la mano
rosso, era il cuore, della tua passione
caldo, il pianto che scendeva muto
sulle tue guance ad ogni mio dolore.

Ora che il tempo è ormai fuggito
e come adulto, io ti sto osservando
ora, che i miei figli hanno bisogno d’aiuto
mi accorgo delle pene che hai patito.

Noi vecchi, piccoli, t’abbiamo conosciuto
quando il vigore ti bruciava in petto
quando la Vita, per tè era un successo.

Adesso, invece che ti vedo stanca
sola, senza più forza, l’Anima smarrita
mi rendo conto che per te, la Vita
ha ormai perduto così l’antico smalto.

Desidero però che tu conosca a fondo
quanto è grande il bene che ti voglio.

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Ero appena giunto (Reno Bromuro)

Ero appena giunto dove s’annida lo spermatozoo
che mi dicesti: “ama la vita e cresci sano e forte”.
Ogni giorno mi decantavi la vita,
ma la tua voce come pianto giungeva.
Se tuo marito rincasava ubriaco
se non avevi pane da masticare
se non avevi aria per respirare
se ti sentivi sola
quando avresti voluto compagnia
se dovevi stare zitta
quando avevi voglia di cantare
a me ti stringevi e con voce dolorosa dicevi:
“nasci presto che la vita è bella”.

Mi attaccai alla vita perché lo volesti
e non mi ribellai quando
col latte d’asina mi nutristi:
perché crescessi eri pronta a tutto.

Ti addossasti il dolore della vita
per darmi solo la parte più bella
ma i giorni di fame furono eterni.
In compenso venne tanta compagnia.

Pensando a quel giorno che il film volevo girare
impiccando uno dei fratelli ti grido:
grazie per aver alzato gli occhi dal ricamo.

Ama la vita, dicevi. E l’amo…
Ma vivo la fanciullezza negata
e solo dolore oggi è mio compagno.

Roma 2 luglio 1980

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Dopo lunghi silenzi (Franco Pastore

Dopo lunghi silenzi,
dalle rughe della vita,
con l’ansia del parlare,
con la voce della tua anima,
le tue parole.
Pezzi di vita,
sospiri sussurrati al vento,
con la pazza paura
che qualcuno
ne fraintenda il fine.
Pensieri semplici di madre,
affidati al figlio,
con la preghiera, sommessa, di scusarla:
– Sai, io non ho la tua cultura!-
Oh madre mia!
Son io che non ho la tua umiltà,
né la grandiosità del tuo coraggio.
Con le lacrime agli occhi,
ringrazio Dio
per averti avuto quale maestra d’amore,
quello che ti rende
più grande di un dio
ed il più umile dei servi,
quello che ti spacca il cuore
ed apre i cancelli dell’immenso.
È come guardarti dentro
e capire i tuoi silenzi
ed i tuoi sorrisi,
la tua bontà… il tuo amore per la vita.

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SOLO VENTO (Franco Pastore)

Alla finestra aperta,
sulla via,
la faccia triste
e gli occhi
di mamma mia.
Ti cerco ovunque,
ma tu non ci sei,
abbraccio Dora
ed i brividi di lei.
Quant’ho temuto in cuor
questo momento,
la vita umana, infine,
è solo vento,
che s’agita tra i sogni
e la speranza,
che anche la morte
sia un’illusione.
Il sole brilla
ai gerani
sul balcone.

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I tuoi occhi – A mia madre ( Franco Pastore)

Solo quelli son rimasti,
lucidi di dolore
e bagnati di pianto!
Attenti ad ogni sospiro
ed avidi di vita,
più che mai.
I tuoi occhi,
che da sempre
precedono le parole
e danno voce al cuore,
gonfio di piccole cose,
colmo d’amore.
Occhi vissuti nel sole,
che chiedono luce,
avidi di natura,
di musica, di canto.
Occhi pieni di fiducia,
di fede, di speranza.
Occhi che si spengono
ai sogni,
e si aprono alla pace.
Occhi che continueranno
a sorridere, tra noi,
come un regalo
a Natale.

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(mamma delle nevi)

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A mia Madre Pensiero (Salvatore Armando Santoro)

Sentivo i tuoi passi
colpire lieve l’asfalto
e risuonare nella strada
come i rintocchi lente delle ore
ed il mio orecchio bambino
abbandonava ogni altro interesse,
il mio volto si illuminava
in un sorriso di gioia serena,
e ti correvo incontro.
E tu, stanca e felice,
mi aprivi tutto il tuo mondo
tra le tue braccia tremanti
e mi stringevi al cuore,
che ancora oggi
sento battere al mio.
Dove mai siete,
giorni spensierati
di una felicità
mai più conosciuta ?
Dove vi nascondete,
anni miei sereni
fatti di sogni
e piccole cose ?
Oggi mi resta
un mondo completo,
completo di cose volute,
di cose comprate,
di cose che non rappresentano nulla
nell’immensità dei desideri insoddisfatti
che mi tormentano ed affiggono.
Pensiero (Salvatore Armando Santoro)

Sfoglio i tuoi libricini,
e li accarezzo, mamma,
libri invecchiati,
di polvere coperti,
con le pagine qua e là
consunte e stinte.
Apro la nera copertina,
con incisa una croce
ed una scritta in oro,
e dentro,
mesto rileggo una preghiera.
Io, sì,
mamma mia stanca,
son’io che leggo la preghiera
che da bambino sussurravi mesta,
la sera,
seduti attorno a una caldana
in una casa
ormai vuota e lontana.
Io che non credo
ai santi ed ai martirii,
che mi rivedo bimbo,
e che pio ascolto,
seduti attorno al fuoco,
la vita di San Giovanni Bosco.
T’ascolto!
E la tua voce si confonde,
addolorata e flebile da lungi,
col forte ruggir del maestrale
che gelido s’aggira per le case
di questo vecchio borgo di Maremma,
e si disperde tra la densa nebbia
ch’umida e fredda sale su dal mare.

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Per te Mamma (Umberta Ortelli)
Sei dolce musica
nel mio pensiero.
Carezza nell’anima
il tuo ricordo.
Cascata
d’acqua limpida
il tuo sorriso,
odore
di fresca lavanda
la sericità del tuo viso.
Amore infinito
i tuoi occhi neri,
appassionati,
come la terra dove nascesti.
Portavi in te
il profumo delle zagare,
il caldo sole del sud,
la fierezza
di una terra antica.
Il riflesso
di un mare blu
imprigionato
nei tuoi capelli corvini.
Non ricordo
le fatiche, i dolori,
i tuoi tristi pensieri.
la ruga
sulla fronte.
Ricordo
le tue mani laboriose
la gioia nel donare,
il tuo cuore
pieno d’amore .
Cuore
che non mi ha aspettata
per farmi raccogliere
l’ultimo suo
battito.
Il nostro parlare
non si è concluso.
Si diffonde
intorno a me,
non metterò mai
fra noi
la parola
FINE.
Mamma cara!!

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Grazie di esistere Luciano Somma

Come sei bella mammina

Nel tuo sorriso c’è il sole

Vorrei trovare parole

Per dirti quanto ti amo !

Come sei dolce la sera

Quando carezzi il mio viso

Io sfioro sai il paradiso

E mi addormento felice.

Quanto sei cara al risveglio

Quando mi baci la fronte

Si apre un nuovo orizzonte

Davanti agli occhi col giorno.

Grazie di esistere mamma

Restami sempre vicino

Guidami lungo il cammino

Tu la mia luce sei vita .

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La primavera ti portò via Giovanna Li Volti Guzzardi
La primavera ti portò via
Dopo lunghi inverni di profonde
Sofferenze e dura malinconia,
Oh! dolce cara lontana mammina mia!
Un gran dolore mi afferrò al cuore,
Al petto, allo stomaco e alla mente
Come quando ti lasciai per fare l’emigrante!

Quanti chilometri di lettere
E fili di telefono attorcigliati al cuore,
Tanti infiniti sospiri e pianti,
Ma abbiamo costruito un ponte
Che ci ha sempre tenuti avvinti.
Adesso questo ponte è crollato,
L’ha spezzato il tempo con gli anni
Sulle tue esili spalle curve
Ed io mi ritrovo qui da sola,
Anche se tra la folla come sempre,
A combattere il mio urlo straziante
Che rimbomba di continuo nel mio cuore,
Come quando ti lasciai per fare l’emigrante!

Adesso sento che mi sei più vicina,
Un’ombra sottile aleggia al mio fianco
E t’immagino bella come quando ti ho lasciato.
Guardando questo cielo azzurro australiano,
Ti vedo su d’una nuvoletta che mi viene incontro,
Ti vedo tra un tappeto di stelle e ti riconosco
Perché so che sei la più luccicante,
Sei la mia stella oh mamma del mio cuore,
E guiderai col tuo eterno grande amore
Questa povera tua figlia emigrante per errore!
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Grazie Mamma,

 

perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte, il tuo sorriso premuroso,

 

la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,

 

hai incoraggiato i miei passi,

 

hai corretto i miei errori,

 

hai protetto il mio cammino,

 

hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore

 

mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me

 

trovavi il tempo per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie.


Grazie mamma!

Auguri Mamma (Rocco Fodale)
Forse perché mi nutro al tuo respiro,
sono venuto su tra mille note,
e in ogni dove sempre mi rigiro ,
vedo apparire serie le tue gote.

Mille speranze e mille sogni belli,
Bianchi cavalli liberi e spronati,
che ogni notte danzano fratelli,
Sul tuo cuscino dove sono nati.

Voglio riempire i tuoi momenti neri,
Di mille baci e mille tenerezze.
Ed abbracciarti con i miei pensieri,
e farti ricca di delicatezze.

Questo mio augurio mamma io ti dono,
Che ci puoi fare tu se sono sciocco?
Tanto più amata sei pel tuo perdono,
Buon compleanno dal tuo figlio Rocco.

 

BUONA PASQUA 2013

lunedì
Apr 1,2013

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sabato
Gen 5,2013

Antonio Caduto compie 103 anni attorniato dalla moglie e dal nipote 

 

Nunzio De Pinto

 

PIETRAVAIRANO – Forse il tempo ha portato qualche acciacco, ma Antonio Caduto, 103 anni oggi, domenica 6 gennaio, festa dell’Epifania, ha ancora lo spirito di un ragazzino. Per l’importante traguardo raggiunto Antonio riceve le congratulazioni e tantissimi auguri dalla moglie, signora Maria De Felice, dai figli viventi Mariagrazia e Salvatore Caduto, tutti gli altri familiari e dai numerosi amici. Il dolce e amato nonnino di Pietravairano, sempre sorridente, certamente non sarà solo nel giorno in cui spegnerà le sue centotre candeline sopra una gustosa torta da condividere, attorniato dai familiari ed amici festanti, nonchè dall’affezionatissimo nipote Antonio Caduto, giovane e brillante consulente del Lavoro, nonchè Delegato zonale della Confederazione Cisas in Pietravairano. Il sig. Antonio ha stabilito un record per Pietravairano: l’unica persona ad aver raggiunto 103 anni! A chi gli chiede il segreto per arrivare a questo traguardo, lui risponde dicendo: “Ho sempre condotto una vita morigerata perché per arrivare alla mia età bisogna tenersi bene, un po’ di moto, andare a letto presto e mangiare sano”. Certo per una uomo attivo e battagliero come è stata lii, che ha vissuto sulla propria pelle due guerre, l’esistenza attuale appare a volte un pò noiosa perché vorrebbe ancora fare e contribuire, per il suo ruolo, alla vita di chi lo circonda. Il grande nonno è da tutti conosciuto ed apprezzato per l’attaccamento al suo lavoro di coltivatore diretto e per la sua grande affettuosità, dimostrata in ogni occasione. Un augurio particolare a nonno Antonio giungono anche da parte della Segreteria Regionale della Cisas e da tutti i suoi aderenti, particolarmente dal Segretario Regionale della Cisas, Mario De Florio. Fervidi auguri anche dal direttore e dalla redazione della Gazzetta di Caserta e dal direttore di Cancello ed Arnone News.

giovedì
Gen 3,2013
Gentilissima Matilde MAISTO,

la RINGRAZIAMO per la cortese collaborazione e le formuliamo i nostri migliori auguri di un gioioso e sereno 2013 .
Con viva cordialità,

per “accordi @ DISACCORDI”
pietro pizzimento
martedì
Gen 1,2013

martedì
Gen 1,2013
FEDERAZIONE
DEI CRISTIANO POPOLARI

DEMOCRAZIA CRISTIANA 
TERZO POLO DI CENTRO 
Formulo i più cordiali auguri

per un prospero e sereno

2013 ! 
Il Segretario nazionale D.C.

Angelo Sandri 
segreteria.nazionale@dconline.info 
www.democraziacristiana.info 
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VANGELO DEL GIORNO – Martedì 01 Gennaio 2013 

Maria Santissima Madre di Dio, solennitÃ

Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68
Oggi la Chiesa celebra : MARIA SS.MA MADRE DI DIO (Solennità ) 
Santo(i) del giorno :
S. GIUSEPPE MARIA TOMASI, Cardinale , S. ZYGMUNT (Sigismondo) Gorazdowski, Sacerdote e fondatore
Meditazione del giorno Attribuita a San Cirillo d’Alessandria :
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata
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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,16-21. 
Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.
E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.
Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
Traduzione liturgica della Bibbia
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Meditazione del giorno: Attribuita a San Cirillo d’Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa
Omelia pronunciata al Concilio di Efeso nel 431
< D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata
Ti salutiamo, Maria, Madre di Dio, tesoro nascosto di tutto il creato, astro che non muore, corona della verginità, scettro dell’ortodossia, tempio indistruttibile, dimora dell’infinito, Madre e Vergine, a causa di colui che è chiamato benedetto nei santi vangeli, colui che viene nel nome del Signore (Mt 21,9; Sal 118,26).
Rivolgiamo il nostro saluto a te, che hai contenuto nel tuo seno verginale colui che i cieli non possono contenere. Grazie a te la Trinità è glorificata e adorata su tutta la terra; grazie a te il cielo esulta, gli angeli e gli arcangeli sono nella gioia, i demoni sono messi in fuga, il tentatore è caduto dal cielo, gli uomini decaduti elevati al cielo. Grazie a te il mondo intero, schiavo dell’idolatria, è giunto alla conoscenza della verità, il santo battesimo è accordato a coloro che credono, con l’olio di letizia (Sal 45,8), le Chiese sono state fondate su tutta la terra, le nazioni pagane sono condotte alla conversione.
Che potrà ancora dire? E’ grazie a te che la luce del Figlio unigenito di Dio ha brillato per coloro che erano nelle tenebre e nell’ombra della morte (Lc 1,79; Is 42,7)… Chi potrà celebrare degnamente le lodi di Maria? Ella è madre e vergine contemporaneamente. Quale meraviglia! Chi ha mai sentito dire che il costruttore non possa abitare il tempio da lui stesso edificato? Chi può far critiche a colui che dà alla sua serva (Lc 1,48) il titolo di madre? Ecco dunque che il mondo intero è nella gioia… Ci sia dato di venerare ed onorare l’invisibile Trinità cantando le lodi di Maria sempre Vergine, cioè¨ la santa Chiesa, e quelle di suo Figlio e del suo Sposo senza macchia.
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<< O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen. »
SAN FRANCESCO (Preghiera davanti al Crocifisso)

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