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Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Ruviano’ Category

domenica
Nov 18,2012

REPORTAGE

 “COSTUME e TRADIZIONI”

Ruviano, il paese dei …….

Un mix di ironia, goliardia e puro divertimento.
Orgogliosi di esserlo, nei giorni scorsi hanno sfilato  in processione cantando l’inno accompagnati dalla banda musicale.

La chiesa locale non ha partecipato(il prete, negli anni scorsi, esibiva pure lui le corna- su un palco davanti la chiesa). Il nuovo Vescovo non ha concesso il placet quest’anno, i becchi in processione hanno evitato il passaggio davanti alla chiesa.

Tra i vip con i “pesi sulla testa”: il sindaco(con le corna municipali con fascia tricolore), il farmacista e medico del paese, che da anni mostrano grande ironia, infilando sulla testa aculei di tutti i tipi, incuranti dei moralisti di professione. Una grande lezione di vita  data all’intera nazione!

SIAMO BECCHI , FELICI  E CONTENTI !

Monopolio della famiglia Nicolella nella presidenza del sodalizio. Tre i presidenti in 35 anni con lo stesso cognome: uno zio e due nipoti. Aculei istituzionali nel Dna!

CORNUTI FENOMENO ANTROPOLOGICO, FINITI IN DUE UNIVERSITA’ ITALIANE e ALL’ESTERO E IN DUE PRESTIGIOSI VOLUMI INTERNAZIONALI.

Riuniti in associazione nel paesino casertano, sono scesi in piazza(per la trentacinquesima edizione della festa) come ogni anno per mostrare il prodotto tipico del posto: le corna

ASSOCIAZIONE CORNUTI RUVIANESI, PARLA IL PRESIDENTE: ACULEI NEL NOSTRO DNA!

“Oltre 30 anni fa, mio zio, Pietro, con quattro amici, ebbe l’idea di questa festa- racconta Paolo Nicolella, attuale Presidente dell’Associazione Cornuti Ruvianesi(voluto a tutti i costi negli anni scorsi da Raiuno nella trasmissione “I Soliti Ignoti”, condotta da Fabrizio Frizzi)- che ebbe luogo con pochissimi temerari, perché nella gran parte delle persone mancava la sfrontatezza giusta per esibire il carico pendente! Erano altri tempi. Tutto cominciò per gioco. Una sfida, poi vinta da mio zio, che per la cena offri il suo montone, simbolo della festa dei becchi. Si potevano contare sulle dita di una mano i partecipanti alla prima edizione. L’anno dopo, lo sparuto gruppo dell’anno precedente sfilò in processione in compagnia di nuovi adepti. Fu un successo, bissato per anni. Alla morte di mio zio Pietro, divenne presidente mio cugino Giuseppe, che dette  l’anima, portando la manifestazione agli onori delle televisioni nazionali. Nel 1998, Giuseppe mori prematuramente. Dopo la tumulazione della salma al cimitero, un amico disse: e ora chi sarà il nuovo presidente?  Pochi secondi, gli occhi degli amici presenti  puntati su di me, ed ero diventato il nuovo Presidente!”  Singolare e simpatico “monopolio” della famiglia Nicolella nella presidenza del sodalizio. Tre i presidenti in 35 anni con lo stesso cognome: uno zio e due nipoti. Aculei istituzionali nel Dna! Oltre settemila i presenti che  quest’anno hanno assistito all’evento, cominciato con la lettura dei ‘Dieci comandamenti dei becchi, con il battesimo dei nuovi adepti, a seguire  l’alzabandiera  e la caratteristica processione per le anguste stradine di Ruviano. Nel finale, l’incendio del totem, canti e balli con un gruppo di brasiliane,  l’apertura degli stand gastronomici con prodotti tipici locali e buon vino, e nel finale fuochi d’artificio. Alla fine della serata,  il Presidente Nicolella ha salutato gli ospiti dando appuntamento a tutti per il prossimo anno.  Da registrare quest’anno, la defezione della  chiesa  locale, che  non ha partecipato all’evento(il prete, negli anni scorsi,  esibiva pure lui le corna- su un palco davanti la chiesa). Il nuovo Vescovo quest’anno,  non ha concesso  il placet  ed i becchi in processione, seppur amareggiati un poco, hanno evitato il passaggio della “processione” davanti alla chiesa.

Ruviano(Caserta)-  “Cornuto è bello! Siamo felici e contenti”.  A gridarlo in coro un nutritissimo  gruppo  di  cornuti doc, riunitisi anche quest’ anno a Ruviano, arcinoto in Italia e nel mondo come “il paese dei cornuti!. Una leggenda, divenuta “realtà”, alla fine degli anni settanta, quando alcuni giovani pieni di entusiasmo ed ardenti d’amore per la terra natia, vollero dare seguito alla leggenda, tramandata da secoli di generazione, in generazione. Per diventare cornuti doc!
Una presa di coscienza sulla necessità di difendere il “marchio”- in via d’estinzione. Per non dimenticare il curioso e bizzarro rito, verosimilmente già presente in era pagana, nel minuscolo paesino della provincia di Caserta: interrotto negli anni anche per lunghi periodi, e di tanto in tanto ripreso – che ormai da 35 anni, si celebra puntualmente ogni anno.
Tutto iniziò come uno scherzo. Il cupo mese di novembre. Si riunirono, si dettero da fare, spesero la loro baldanza giovanile, ma anche i pochi spiccioli che avevano da parte, affrontarono diffidenze ed incredulità, freddezze ed assenteismi, decisi a celebrare la Festa dei Cornuti, collocata l’undici novembre, in onore di S.Martino, noto protettore dei portatori d’aculei.
Andò tutto per il meglio. Sfilando coraggiosamente in processione per le strade del paese, con mastodontiche corna sulla testa, in una sorta di “autoflagellazione collettiva”.
“Furono premiati da applausi e da lodi esterne, ma anche dalla soddisfazione intima che la coscienza del bene regala agli uomini di buona volontà”- racconta Pasquale Petrazzuoli, segretario dell’Associazione Cornuti Ruvianesi.
E fu sull’eco del successo della festa, che l’anno dopo i cornuti organizzati, diventati per l’occasione una ventina, tornarono all’assalto. Decisi a dare soluzione di continuità alla tradizionale festa. La fine dell’estate di quell’anno fu il preludio alla nascita di un’associazione. L’ACR: Associazione Cornuti Ruvianesi. Sodalizio presieduto da Paolo Nicolella, che conta centinaia di soci anche oltre oceano.
Associazione cresciuta negli anni, per l’arrivo di nuovi adepti, ogni anno in fila chi per cominciare il noviziato, chi per ricevere il “battesimo” e la conseguente patente di becco.
GRANDE IRONIA
Cornuto è bello. I duemila abitanti del paesino(invaso da circa 2000 curiosi) casertano sono orgogliosi di esserlo- e l’undici novembre di ogni anno si ritrovano, provenienti dall’intera penisola (qualcuno anche dall’America) – per festeggiare il loro patrono, sfilando in processione, con gioia e “speranza”- con tanto di stendardo, santo, monaco, chierichetto e presidente – tutti in costume tipico, accompagnati dalla banda per cantare il caratteristico inno dei cornuti: processione che si conclude con  l’incendio del fantoccio di pezza, naturalmente munito di grossi aculei.  Uniti dalle armi portate sulla testa, “mimetizzati” per gioco- con buona dose d’ironia. “Terapia” per allontanare lo spettro di “pesi” veri sulla fronte- per dribblare ed esorcizzare l’incombente pericolo: l’anamnesi di qualche “antropologo”del luogo.
In passerella becchi di tutti i tipi- con corna lunghissime, personalizzate, tecnologiche.
LA PROCESSIONE
Goliardia, ironia, folklore- per valorizzare il “prodotto tipico ruvianese. Le corna
Processione, inno, battesimo nuovi adepti, discorso del Presidente dell’Associazione, che ha elencato anche quest’anno  le dieci buone regole del cornuto doc.
““E’ un momento di allegoria, ironia, spensieratezza e puro divertimento- racconta-il presidente Nicolella. La nostra associazione- dice sorridendo- è nata con lo scopo di far valere i propri diritti, per alleviare le sofferenze delle persone colpite dalla sindrome dei bernoccoli, per aiutarle in modo corretto sul piano neuro-riabilitativo, tramite un sereno confronto con le altre vittime”.

CORNUTI FENOMENO ANTROPOLOGICO FINITI IN DUE UNIVERSITA’ ITALIANE e ALL’ESTERO
Ruviano, patria dei cornuti, che sorprendentemente sono saliti in cattedra(almeno in due università italiane, in un convegno a Berlino, ed in volumi universitari. A quando la festa nazionale?
Festa terapizzante per milioni d’italiani spesso alle prese con il fastidiosissimo peso sulla testa: un buon metodo per alleviare il doloroso carico pendente!

Giuseppe Sangiovanni

La professoressa Rita Giuliani dell’Università La Sapienza  ne  ha parlato pure  in un convegno a Berlino
LA FESTA DEI CORNUTI DI RUVIANO  SBARCA NEL MONDO
Il tradizionale evento  finito  in due volumi dell’Università di Padova e in Russia

Ruviano, il paese dei cornuti finisce nel mirino dell’Università’ La Sapienza di Roma. E non solo. Un fenomeno  sottovalutato  nella città della Reggia, diventato oggetto di ricerca e studio da parte della professoressa Rita Giuliani, titolare della II Cattedra di Lingua e Letteratura russa, presso l’importante polo universitario romano. Non uno dei tanti docenti universitari italiani, ma una figura di grande spessore: membro della redazione della rivista internazionale di studi russistici e rappresentante in Italia di “Vsemirnoe” slovo”, edizione russa di “Lettre Internationale”. Membro della “Società Teatrale M. Bulgakov” di San Pietroburgo. Coordina il Dottorato di ricerca in Slavistica. Frenetica l’attività di ricerca, che ha prodotto più di quaranta pubblicazioni, privilegiati i seguenti temi: L’opera letteraria di L.Andreev e M. Bulgarkov, scrittori russi del 900(Leonid Andreev, 1977; Michail Bulgarkov, 1981; L’opera postuma di Ribellino(è stata allieva), di cui ha pubblicato saggi inediti di letteratura russa)L’arte della fuga, 1987; Per Anna Karenina, 1995. Da tempo si occupa di letteratura italiana nell’opera di autori russi(della Roma dell’800)- dedicando all’argomento i volumi Vittoria Caldani Lapcìenko: “La fanciulla di Albano”, nell’arte nell’estetica e nella letteratura russa(1995), la miscellanea internazionale di studi Obraz Rimav Russkoi literature(l’immagine di Roma nella letteratura russa)Roma-Samara 2001 e la monografia la  “meravigliosa” Roma di Gogol(2002).  Questa in sintesi Rita Giuliani,  monumento della cultura mondiale, che ha scritto al giornalista freelance  Giuseppe Sangiovanni, autore di diversi articoli sui cornuti di Ruviano: “ Egregio dottor Sangiovanni, insegno Letteratura russa alla “Sapienza” di Roma e sto pubblicando un articolo sulla descrizione di una “festa dei cornuti” fatta da un  grande scrittore russo dell’inizio del 900: Leonid Andreev.  Nell’articolo cito  abbondantemente il Suo articolo del 2003 sulla festa dei cornuti  a  Ruviano.  Ne ho anche parlato a un convegno a Berlino nel luglio 2005- e in quella sede ho proiettato le immagini  di commento al Suo testo.  Siccome sto pubblicando l’articolo in un volume dell’università di Padova, vorrei sapere da Lei, detentore del copyright, se potesse autorizzarmi a pubblicare  news e foto tratte  dal Suo articolo. Siccome i miei lavori vengono sistematicamente saccheggiati o scopiazzati senza indicazione delle fonti, io detesto fare altrettanto. Spero l’anno prossimo  di riuscire a venire a Ruviano per l’11 novembre, credo che ne valga la pena. Cordialmente- Rita Giuliani.E di recente, la docente della Sapienza ha scritto nuovamente a Sangiovanni : “ Nell’approssimarsi della Festa(n.d.r.dei cornuti di Ruviano), mi è gradito confermarVi che il testo dell’intervento è stato pubblicato, con tanto di foto (per le quali avevo chiesto e ottenuto l’autorizzazione dall’autore dell’articolo che citavo) in una miscellanea dell’Università di Padova e, questa non ve l’aspettavate!, anche in russo in un volume uscito nel 2006 ad Orel (Federazione russa). Un motivo di orgoglio in più per i festeggiati, per definizione “cornuti e contenti”!
Cordialmente
Rita Giuliani

domenica
Nov 11,2012


 

 

di Daniele Palazzo


RUVIANO-Tutto pronto, nel rinomato centro dell’Alto Casertano, per Festa dei “Cornuti”.  Si rinnova, dunque, l’appuntamento con la tradizionale ed attesa parata dei “cornuti” ruvianesi, che, quest’anno, giunge alla sua trentacinquesima edizione. Insolito e caratteristico, il momento festivo del piccolo  agglomerato urbano della provincia di Caserta, concepito, organizzato e gestito dall’Associazione dei Cornuti Ruvianesi, che, ogni volta, attira in città turisti e curiosi provenienti da varie zone del circondario. Duplice la finalità della manifestazione. A quella, arcaica, di scongiurare ed esorcizzare le “corna”, si aggiunge quella, più moderna e prosaica, di fare spettacolo onde divertire, divertirsi e creare interesse turistico per un paesino di Terra di Lavoro che, una tradizione enogastronomica di tutto rispetto e tutto un insieme di ottime offerte turistiche, vede le proprie credenziali, nel campo specifico, crescere ed irrobustirsi di anno in anno. Come da prassi consolidata, anche quest’anno, il clou dell’evento sarà rappresentato dal variopinto corteo che i “cornuti” locali metteranno in scena a partire dalla loro sede cittadina, la Tana dei Cornuti, appunto. La partenza della sfilata, durante la quale si darà adito anche alla celebrazione dei cosiddetti “Riti dei Cornuti”, è prevista per le ore 17.00. a seguire, un programma di grande spessore organizzativo che mette insieme momenti ludico-spettacolari di grande presa e ghiotte occasioni di degustazioni ed apprezzamenti della rinomata cucina e della tradizione vinicola del luogo e delle zone viciniori. Il tutto annaffiato con “Vino Novello dei Cornuti”. Insomma, parliamo di una kermesse che, per le sue molteplici valenze, è sicuramente da vedere e valorizzare. Tanto più che, per l’edizione attuale, si è potuto compire uno sforzo organizzativo migliore, anche dal punto di vista qualitativo, grazie ad un più generoso sforzo di sostegno da parte delle diverse Associazioni operanti sul territorio e della stessa Amministrazione Comunale di Ruviano.
La zona di origine della festa di San Martino Vescovo di Tours,poi divenuto protettore dei cornuti, e la Bretagna(Francia), quando questa era ancora sotto l’influsso pagano dei Celti, i quali celebravano l’inizio del nuovo anno a novembre.La specifca evenienza festica è poi finita per diventare la festa dei mariti traditi, forse perché nel giorno dedicato al Santo si svolgevano, in più località, fiere di bestiame, per lo più “munito di corna”. Ma c’è anche un’altra ipotesi, quella che lega la ricorrenza odierna ad un antichissimo evento festivo che, proprio nella prima quindicina del mese in corso, dava forma e vita ad una sorta di rituale pagano simil carnevalesco che si protraeva per ben dodici giorni e che spesso si traduceva in sfrenati adulteri. I consorti traditi venivano fatti oggetto di scherno e di una vera caccia, sia pur simulata, nella quale essi dovevano interpretare il ruolo del cervo, animale dalle ricche e ramificate corna. Tornado alla manifestazione in programma questo pomeriggio a Ruviano, chi volesse saperne di più è invitato a contattare i numri di telefonia mobile 3483725261, 3473689021 e 3471273910 o a collegasi al sito web www.acrcornuti.it.

domenica
Nov 4,2012
Oggi, 4 novembre, il comune di Ruviano ha ricordato il giorno delle Forze armate e dell’unificazione dell’Italia. La cerimonia è iniziata alle ore 11 con la celebrazione della Messa, presieduta da don Lucio D’Abbraccio, nella Parrocchia san Leone. Al termine della funzione religiosa, il parroco, don Lucio, ha ricordato il coraggio e l’amore che i militari di allora come quelli di oggi hanno avuto e hanno nell’aver difeso e nel difendere la nostra Nazione, l’Italia. Subito dopo un Bersagliere ha letto la preghiera del soldato. Nonostante la pioggia imperterrita, dalla chiesa è partito il corteo capeggiato dal sindaco di Ruviano, Roberto Cusano, e dal parroco don Lucio D’Abbraccio. Il menzionato corteo è giunto in Piazza Nuova dove il Sindaco ha deposto, davanti al monumento dei Caduti in Guerra, la ghirlanda. Dopo la deposizione il parroco don Lucio ha benedetto il Monumento. Bambini delle scuole elementari hanno recitato delle poesie ricordando quello che avvenne il 4 novembre 1918. Subito dopo ha preso la parola il Colonnello Quarto il quale ha ringraziato la comunità di Ruviano per averlo ospitato e l’Amministrazione per aver apposto nella targa, posta davanti al menzionato monumento, il nome di suo fratello ucciso durante la guerra. Il Sindaco ha concluso la cerimonia ringraziando Don Lucio, il Colonnello Quarto, i militari e il popolo che era presente.
giovedì
Ott 11,2012
Questo mercoledì, 10 ottobre, sarà ricordato dagli alunni della scuola elementare di Ruviano come un giorno ricco di allegria e spensieratezza. Infatti gli alunni della menzionata scuola, insieme alle loro insegnanti, guidate dalla Dirigente scolastica Dott.ssa CECILIA CUSANO, si sono recati nel convento di Alvignanello. Ad attenderli vi erano il Vescovo Sua Eccellenza Mons. Valentino Di Cerbo, Don Massimiliano Giannico (nuovo parroco di Alvignanello)  e Don Lucio D’Abbraccio, parroco di Ruviano. Dopo la celebrazione della santa messa, il Vescovo, i due parroci, il corpo docente e gli alunni hanno consumato il pranzo nei locali del convento. Dopo il pranzo il Vescovo si è intrattenuto, insieme a Don Massimiliano e a Don Lucio, con i bambini e le insegnanti e, prima di salutarli, ha raccontato loro una storiella e ha invitato i bambini a studiare senza mai stancarsi, perché solo studiando si può volare alto come le aquile. Al termine della giornata, la Dirigente scolastica, Dott.ssa Cecilia Cusano, ha ringraziato il Vescovo, don Masimiliano e don Lucio, il corpo docente e le mamme che erano presenti.

FESTA DEI NONNI

giovedì
Ott 4,2012

Di Cerbo

 

Quest’anno per la prima volta, nella parrocchia di San Leone Magno in Ruviano, grazie al nostro parroco don Lucio D’Abbraccio, la messa in occasione della festa dei nonni è stata celebrata dal Vescovo Valentino Di Cerbo. Alla cerimonia religiosa erano presenti tantissimi nonni insieme ai loro nipotini.Il Vescovo, durante la predica, ha ricordato e ha sottolineato l’importanza che hanno i nonni per i loro nipoti. Le offerte del pane e del vino sono state portate all’altare dai nonni che commossi le hanno consegnate al Vescovo. Un momento molto significativo è stato quando si è recitato il Padre Nostro. Durante questa preghiera, Sua Eccellenza Mons. Di Cerbo, ha invitato dei bambini e dei nonni sull’altare e prendendo le loro mani, insieme al nostro parroco don Lucio, hanno recitato la preghiera che Gesù ci ha insegnato. Al momento della pace il Vescovo ha invitato i bambini a scambiare il segno di pace con i propri nonni. Al termine della messa, prima della benedizione finale, alcuni bambini hanno recitato delle poesie dove venivano menzionati i nonni. Subito dopo è stata letta una preghiera che è stata regalata dal Vescovo, su carta pergamena, a tutti i nonni presenti in Chiesa. Subito dopo, il parroco Don Lucio ha ringraziato Sua Eccellenza il Vescovo e ha detto che il Vescovo può essere considerato il nonno della Diocesi perchè è due volte padre e ha invitato i presenti a pregare per il ministero episcopale dell’amato Pastore Valentino Di Cerbo. Il Vescovo ha concluso ringraziando don Lucio e ha impartito la solenne benedizione finale.

sabato
Set 22,2012

Quest’anno per la prima volta, grazie al parroco don Lucio D’Abbraccio, anche i devoti di Ruviano ricorderanno Padre Pio, il frate delle stimmate. Nella ricorrenza del giorno del suo trapasso, infatti la comunità parrocchiale di “San Leone Magno, Papa” a Ruviano ha dedicato una vera e propria serata al santo cappuccino che si è conclusa con il bacio della sua reliquia. Alle ore 17.30, la comunità parrocchiale si è ritrovata in Piazza Nuova, davanti alla statua di San Pio per recitare il santo Rosario. La preghiera mariana era guidata da don Lucio. Dopo la recita del Rosario i fedeli, insieme a don Lucio, si sono recati in Parrocchia dove è stata celebrata, dal sacerdote in parola, la santa Messa in memoria di San Pio da Pietrelcina, frate tanto amato in paese perché icona della sofferenza, dell’offerta e dell’amore, il santo che ha fatto della sofferenza un’offerta a Dio per amore del prossimo. La sua vita è fin troppo nota. Da piccolo aiutava i familiari nelle incombenze dei campi, e si occupava del pascolo delle pecore. Il padre si sobbarcò le spese necessarie per farlo studiare, emigrando in America. Francesco, poi, il 27 gennaio del 1907 emise i voti solenni, legandosi all’ordine dei Cappuccini. La salute, non buona, lo costringeva, però, ad alternare alla vita conventuale continue parentesi di convalescenza al suo paese. Era considerato tisico, tanto che si dubitava potesse giungere al sacerdozio. Ma con una volontà di ferro superò ogni difficoltà e il 10 agosto del 1910 venne ordinato sacerdote nel duomo di Benevento. La sua salute però, continuò ad essere incerta per tutta la vita fino alla morte. La funzione religiosa si è conclusa con il bacio della reliquia del santo, molto amato dai ruvianesi.

martedì
Ago 7,2012

Don Lucio D’Abbraccio

 

Quest’anno, per la prima volta, grazie all’iniziativa del giovane parroco Don Lucio  D’Abbraccio, sarà recitata la novena in onore della Beata Vergine Maria Assunta in cielo.

L’Assunzione di Maria in Cielo è un dogma cattolico nel quale viene affermato che Maria, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita in Paradiso, sia con l’anima che con il corpo, cioè fu assunta, accolta in cielo.

L’Assunzione di Maria è un’anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.

La Chiesa anglicana nel 2005 ha dichiarato, tramite un documento della Commissione internazionale cattolica anglicana, di aver accettato l’Assunzione di Maria, ma non in quanto dogma.

I cristiani ortodossi e armeni celebrano la Dormizione di Maria: Maria sarebbe stata assunta in cielo dopo la morte. Né la Dormizione né l’Assunzione sono un dogma presso gli Ortodossi o gli Armeni. La differenza principale tra Dormizione e Assunzione è che la seconda non implica necessariamente la morte, ma neppure la esclude.
Il dogma cattolico è stato proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, anno santo, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus (incipit latino, traducibile: “Dio generosissimo”). Questo è il passaggio finale del documento, con la solenne definizione dogmatica:

« Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica. »

domenica
Lug 29,2012

 

Lunedì, 30 luglio, alle ore 19.30, nella contrada San Domenico in Ruviano, inizieranno i festeggiamenti in onore di San Domenico.
Quest’anno per la prima volta, grazie al parroco Don Lucio D’Abbraccio, sarà celebrata non solo la novena in onore al Santo, ma la stessa statua sarà portata nelle case dei fedeli, in modo particolare dagli anzian e dagli ammalati. Questa iniziativa di Don Lucio è stata subito accolta dal comitato festeggiamenti e dal popolo della contrada san Domenico con molta gioia ed entusiasmo.
Ogni sera, a partire dal 30 luglio e fino al giorno 11 agosto, nelle famiglie si pregherà, insieme al parroco, davanti all’immagine del Santo.
Dal 9 all’11 agosto vi sarà anche un un triduo, dove oltre alla celebrazione della Messa, sarà recitato anche il Rosario,  Infatti San Domenico, fondatore dei Padri Domenicani, è colui che riceve il Santo Rosario benedetto dalla Beata Vergine Maria (vedi il quadro della Madonna di Pompei).
I festeggiamenti concludereanno, giorno 12 agosto,  con la processione dell’immagine del Santo per le vie della contrada.

venerdì
Lug 27,2012
Alle ore 19.30 del giorno 26 luglio, festa dei santi Gioacchino ed Anna, genitori della Beata Vergine Maria, al termine della celebrazione della messa,  Don Lucio D’Abbraccio, parroco del paese, ha ringraziato le sorelle Illiano per la loro preziosa collaborazione nella chiesa di San Leone Magno in Ruviano. Nonostante la vostra età, ha detto  don Lucio, voi, care Pasqualina e Rosolina,  siete un dono di Dio per quello che fate. Per 50 anni, ha continuato Don Lucio, vi siete dedicate alla casa del Signore e, questa sera, tutta  la comunità di Ruviano vi ringrazia per quello che avete fatto e per quello che continuerete a fare.
Subito dopo è stato letto un ringraziamento. Ringraziamento voluto e fatto dal parroco e dalla comunità.
Il testo del ringraziamento è il seguente:

Da 50 anni, Pasqualina e Rosolina Illiano, sono qui in questa comunità parrocchiale a prestare servizio in questa Parrocchia e tutti possiamo constatare la loro disponibilità e ardore apostolico nelle varie iniziative che vengono programmate e realizzate.

L’Eucaristia che abbiamo appena celebrato ha avuto un significato particolare; se è vero infatti che il termine Eucaristia significa ringraziamento, quest’anno per la nostra Comunità parrocchiale il motivo per ringraziare è duplice.

In primo luogo vogliamo certamente rivolgere il nostro grazie a Dio per il dono di Maria, Madre verso la quale rivolgiamo continuamente il nostro sguardo di figli affinché ci protegga sempre. In secondo luogo quest’anno presentiamo il nostro ringraziamento al Padre per le nostre care sorelle “Pasqualina e Rosolina” Illiano, che da 50 anni svolgono il loro assiduo servizio parrocchiale nella Parrocchia di San Leone Magno, Papa.

Il vostro servizio in favore del popolo cristiano lo svolgete con passione, fede e bontà; tre parole che credo sintetizzino bene questo lunghissimo percorso che avete compiuto.

Passione; perché 50 anni sono un periodo lunghissimo. Occorre essere davvero appassionati per partecipare a tutte le attività parrocchiali e, in modo particolare, per tenere sempre pulita la casa di Nostro Signore Gesù Cristo per un così lungo periodo.

Fede; perché partecipate assiduamente a tutte le celebrazioni Eucaristiche.

Bontà; forse a parole questo può sembrare poco, ma nei fatti è tantissimo, perché vuol dire poter fare affidamento su due persone che, nonostante la loro età, sono sempre disponibili e pronte a mettere le proprie capacità al servizio degli altri.

Per questo care Pasqualina e Rosolina, vogliamo dirvi un grande grazie per tutto quello che avete fatto in questi 50 anni e che siamo certi continuerete a fare per la nostra Comunità parrocchiale; l’augurio mio e di tutto il popolo di Ruviano, è che questo cammino, che voi due sorelle avete fatto insieme, possa ancora proseguire a lungo.

Vi affidiamo a San Leone Magno, Patrono e Protettore di questa Comunità, ai Santi Gioacchino ed Anna, genitori della Gran Madre di Dio Maria SS.ma, e alla Beata Vergine Maria, consapevoli che il suo sguardo benigno non cesserà mai di proteggervi e accompagnarvi lungo il vostro cammino.

Subito dopo il ringraziamento, Don Lucio ha dato lettura del telegramma inviato alle sorelle Illiano, dal Santo Padre Papa Benedetto XVI a firma del Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato di Sua Santità.

Il testo del telegramma è il seguente:

ALLE SIGNORINE PASQUALINA E ROSOLINA ILLIANO CHE DA CINQUANTA ANNI SVOLGONO ASSIDUO SERVIZIO PARROCCHIALE NELLA PARROCCHIA DI SAN LEONE MAGNO PAPA IN RUVIANO SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI ESPRIME COMPIACIMENTO PER GENEROSO SERVIZIO IN FAVORE  POPOLO CRISTIANO ET MENTRE INVOCA DAL SIGNORE RINNOVATA EFFUSIONE FAVORI CELESTI AUSPICA CONTINUE SPIRITUALI CONSOLAZIONI ET DI CUORE IMPARTE LORO SPECIALE BENEDIZIONE APOSTOLICA ESTENDENDOLA VOLENTIERI AT CODESTA COMUNITA’ PARROCCHIALE RACCOLTA IN PREGHIERA. FIRMATO: CARDINALE TARCISIO BERTONE SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’.

Dopo applausi e commozione, l’assemblea si è sciolta e si è ritrovata insieme per condividere un momento di agape fraterna

mercoledì
Lug 25,2012
Ore 21 del 27 luglio, il Presidente della Pro loco Raiano e organizzatore Pasquale di Meo e il sacerdote don Lucio D’Abbraccio, parroco del paese, in piazza Roma, con una preghiera e una benedizione, inaugureranno a Ruviano la 16esima Festa della Cultura Contadina: un appuntamento ormai da tempo messo in agenda da numerosissimi appassionati di tradizioni, rievocazioni di antichi mestieri e degustazioni di prodotti locali. Il centro storico di Ruviano sarà infatti una vetrina per tipicità enogastronomiche e manifatturiere e allo stesso tempo sarà un palcoscenico all’aperto per gruppi, tutti rigorosamente di Terra di Lavoro, che con costumi tipici e musiche popolari allieteranno le serate fino a domenica 29 luglio. I primi ad esibirsi, proprio in occasione della manifestazione di apertura, sarà il Gruppo Folk ARIA NOVA di Ruviano e, subito dopo vi sarà l’esibizione del Maestro Cante Sabatino. Alla manifestazione ha aderito anche il gruppo folk “Li Guarracini” di Napoli che si esibirà sabato 28 luglio alle ore 21. La festa della cultura contadina, regalerà dunque momenti di folklore puro e trasformerà angoli del piccolo centro della Media Valle del Volturno in caratteristici spaccati della vita contadina.
Domenica 29 luglio, alle ore 9, vi sarà l’apertura delle mostre; alle ore 11 Santa Messa e benedizione dei mezzi agricoli da parte di Don Lucio D’Abbraccio, quest’anno la santa messa per desiderio del menzionato sacerdote, sarà celebrata per la prima volta in Piazza Nuova;
alla santa messa e alla benedizione parteciperanno:
Battitura del grano con i “ruigli” a cura di Alberto Mennillo;
Orto contadino ruvianese a cura di Salvatore Cusano;
Corteo dei trattori e mezzi agricoli a cura di Antonio Coppola;
Esibizione dei cavalli a cura di Giovanni Tebano.
Alle ore 21 vi sarà l’esibizione del gruppo “Acquerello Napoletano” canzoni classiche napoletane.
Per tutti i tre giorni di festa, saranno proposti piatti tipici del territorio preparati come da tradizione dalle signore di Ruviano.
Le specialità che si potranno degustare saranno: maialata, soffritto, fagiolata, peperone imbottito, frittelle di fiori di zucca e altri vari contorni rigorosamente appartenenti alle tradizioni del territorio.

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