(Gaetano Rivezzi)
Carissimi amici dei Medici per l’ Ambiente di tutta Italia vi prego di sostenere la protesta che stiamo portando avanti a favore del Sindaco di Camigliano in provincia di Caserta virtuoso ambientalista che si oppone al Prefetto che gli impone di NON occuparsi della gestione rifiuti del suo Comune.
Di seguito si riporta la notizia con il programma della protesta.
Gaetano Rivezzi
In Campania un comune virtuoso (vedi i Comuni virtuosi ) è stato appena sciolto perché la raccolta differenziata e le altre iniziative ecologiche ed ecosostenibili intraprese dal giovane sindaco Vincenzo Cennamefunzionavano troppo bene. Una legge dello stato valida soltanto per la Campania obbliga i comuni a cedere la gestione dei rifiuti alle province.
Camigliano, questo è il comune di cui stiamo parlando, è nella provincia di Caserta, notoriamente assediata dal clan dei Casalesi e dove la politica ha fino ad oggi fallito nella sua missione di amministrare come paese civile domanda il territorio e dove gli appalti dati in concessione ai privati prestanome di camorristi hanno generato morte e devastazione tra la popolazione e nel territorio, ormai trasformato in ricettacolo di rifiuti tossici di tutta Italia.
Camigliano, guidato dal sindaco Vincenzo Cenname, era una perla rara in questo panorama desolante. Il governo anziché premiare tale realtà, la punisce.
Linkiamo la lettera di Marco Boschini, coordinatore dell’associazione Comuni virtuosi, alla quale vi preghiamo di dare massima diffusione.
Questo è il testo della comunicazione che stiamo inviando a tutti i deputati della Camera in vista del sit-in di protesta che stiamo organizzando per MARTEDI’ 22 giugno a Roma, di fronte al Quirinale.
Visto il periodo, in cui tutti parlano molto e solo di calcio, in contemporanea con i campionati mondiali, ci incateneremo simbolicamente intorno alla “casa del Presidente” nella speranza che dia udienza alle nostre istanze.
Oltre ad invitare tutte le persone che possono essere presenti, vi chiediamo di scrivere come stiamo facendo noi ai deputati della Camera, perché non possano poi dire che non sapevano…
Puoi scrivere qui: http://www.camera.it/Camera/browse/28
E’ un aiuto concreto e un sostegno che chiunque può dare, serve solo un pò di pazienza…
Grazie a chi ci sosterrà in questa battaglia che non è solo di e per Camigliano, di e per i Comuni Virtuosi, ma di e per tutti noi!
COPIA E INCOLLA QUI:
“Caro Deputato,
da ieri il Comune di Camigliano (CE) non è più guidato dal Sindaco legittimamente eletto nel 2007 Vincenzo Cenname.
Il Prefetto di Caserta ha inviato il commissario ad acta perché l’amministrazione virtuosa si è, a nostro avviso giustamente, rifiutata di cedere la gestione diretta dei rifiuti a favore di un consorzio provinciale non meglio identificato…
Camigliano è un comune di 1.800 abitanti, ha il 65% di raccolta differenziata, tantissimi progetti avviati per la riduzione a monte della produzione di rifiuti inutili, iniziative per il risparmio e l’efficienza energetica, e tante altre buone prassi avviate.
Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica, senza ottenere alcuna risposta. Riteniamo insostenibile e vergognosa la presa di posizione di uno Stato che, di fatto, punisce chi è virtuoso e premia chi fa affari e sprechi con il denaro pubblico.
Martedì 22 giugno dalle ore 15.00 manifesteremo di fronte al Quirinale, in rappresentanza delle nostre comunità locali sparse in tutta Italia, a sostegno di Camigliano e a favore del buon senso che, ogni giorno, nell’indifferenza della politica romana, i comuni virtuosi portano avanti dal 2005, anno di fondazione della rete.
Nella speranza che il Palazzo non si rinchiuda ancora una volta in sé stesso e voglia ascoltare la nostra voce, auspichiamo un interessamento Suo e del Suo Gruppo Parlamentare.
Cordialmente,
_______________
Cittadino Italiano”
Info:
http://www.comunivirtuosi.org/index.php/news/4-news-generica/990-vergogna
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Dr.Gaetano Rivezzi (nella foto)
Pediatra Ospedale Caserta vicepresidente Nazionale ISDE- Medici per l’Ambiente
cell.330505548 garivezzi@tin.it
COMUNICATI
NAPOLI – Premio S.R.H.O. “Sbarro Health Research organization lifetime achievement award”al luminare della medicina partenopeo Giulio Tarro
Dagli Stati Uniti arriva la notizia del conferimento del premio S.H.R.O “Sbarro Health Research organization lifetime achievement award” di Philadelphia, al luminare della medicina partenopeo prof. Giulio Tarro “per il lo straordinario contributo nei campi della medicina e nella ricerca biomedica”.
Il ricercatore virologo, -primario emerito dell’ Azienda Ospedaliera “D. Cotugno”, (NA); Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT - UNESCO, Parigi; adjunct Professor College of Science and Technology, Temple University, Philadelphia e presidente della Fondazione Teresa & Luigi de Beaumont Bonelli per le ricerche sul cancro- da anni impegnato a debellare il male del secolo, vanta significative ricerche quali: le responsabilità virali nel determinismo dei tumori, Herpes virus e tumori nell’uomo; proprietà immunogene di un complesso antigenico estratto da materiale neoplastico; Aids, indagini di laboratorio applicate su alcune categorie di soggetti e rapporti con virus dell’epatite; la scoperta del TLP (Tumor Libearated Protein) ed il suo potenziale per le diagnosi e le terapie.
Mary Villano
PT AGENCY NEWS
Il Denaro
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Comunicazione del Tribunale per i Diritti del malato agli utenti del Servizio Sanitario Nazionale in Caserta
Il Tribunale per i Diritti del Malato di Caserta ha ricevuto nei mesi scorsi numerose segnalazioni da utenti del SSN in merito alla difficoltà di accesso al numero telefonico del Centro Unico Prenotazioni (CUP) dell’ASL Caserta 1.
A fronte della richiesta di adeguamento del servizio avanzata dal TDM, l’ASL comunicava che è ora possibile prenotare telefonicamente le prestazioni erogate dagli ambulatori dell’ASL operanti in Caserta utilizzando non solo il numero del CUP di Caserta, attualmente funzionante con una sola linea, ma anche altri CUP sul territorio, come di seguito riportato:
CUP Caserta: 0823 445947, dal lunedì al venerdì dalle 11,00 alle 13,30;
CUP Marcianise: 0823 518470, dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00;
CUP Maddaloni: 0823 445630, dal lunedì al venerdì dalle 12,00 alle 13,30;
CUP San Felice a Cancello: 0823 803319, dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00;
CUP Piedimonte Matese: 0823 544264, dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 19,00;
CUP Alife: 0823 787711, dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 17,00;
CUP Caiazzo: 0823 54401, dal lunedì al venerdì dalle 11,00 alle 13,30; il mercoledì anche dalle 14,00 alle 18,30.
Poiché l’accesso telefonico a più distretti consente un notevole alleggerimento delle difficoltà degli utenti, TDM ha inteso con il presente comunicato dare la massima diffusione alle nuove disposizioni dell’ASL. Eventuali disfunzioni del servizio potranno essere segnalati all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ASL.
Gli uffici del Tribunale per i Diritti del Malato, che hanno sede presso l’Ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta alla via Tescione, sono aperti dalle 10 alle 12,30 dal lunedì al venerdì e rispondono al numero di telefono 0823 232123; fuori orario è in funzione la segreteria telefonica.
Cittadinanzattiva
Assemblea territoriale di Caserta
Il Coordinatore Paolo Miggiano
ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L’AMBIENTE
affiliata all’ISDE – International Society of Doctors for the Environment
sezione provinciale di Caserta
Associazione affiliata Ordine dei Medici Caserta
Indirizzo sede Nazionale ISDE via della Fioraia 17/19 – 52100 Arezzo
tel. 0575.22256 – fax 0575.28676 isde@ats.it – www.isde.it
Comunicato Stampa del 14 giugno 2010
Convegno: I medici e le questioni ambientali della provincia di Caserta
Sede Ordine dei Medici -Via Bramante- Caserta; 15 giugno 2010, ore 16,30
CASERTA - L’Associazione dei Medici per l’Ambiente ha organizzato un convegno che si terrà
martedì 15 giugno 2010 -dalle ore 16,30 alle 19-, presso la sala-conferenze dell’Ordine dei Medici (Via Bramante) Caserta. L’incontro-dibattito, attraverso specifiche relazioni, punterà i riflettori su “La Valutazione d’Impatto Sanitario nelle gestioni ambientali”, dando luogo, subito dopo, ad una nutrita “tavola rotonda” finalizzata ad un serrato confronto riguardante la prossima gestione del ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Caserta. Parteciperanno rappresentanti istituzionali, politici, professionali e della società civile. Molte le adesioni già assicurate dall’Amministrazione provinciale, dagli Organi sanitari locali e da diversi Ordini professionali, proprio in virtù della multidisciplinarità scientifica necessaria per operare scelte oculate e finalmente responsabili in una provincia “ammalata” e mortificata da ripetuti errori gestionali. Gli Organi di stampa sono invitati a prendere parte attiva al convegno. Nel contempo, si auspica il libero intervento di medici (che per la loro peculiare professionalità possono diventare protagonisti di primo piano per una vasta sensibilizzazione di base tendente a scongiurare patologie derivanti da un nocivo trattamento dei rifiuti), di rappresentanti delle municipalità (sindaci ed assessori all’ambiente, in modo particolare, spettando proprio a loro le decisioni politiche e di controllo in riferimento al territorio di competenza), esponenti di comitati che tenacemente lottano -sul piano del volontariato- per la difesa dell’ambiente e semplici ma coraggiosi cittadini disponibili a collaborare per un nuovo corso in Terra di Lavoro circa la complessa materia della tutela della salute di tutti gli esseri viventi.
Il Presidente dell’Associazione
Medici per l’Ambiente di Caserta
Dr. Gaetano Rivezzi
Dr. Gaetano Rivezzi (nella foto)
Presidente Medici per l’ Ambiente della Provincia di Caserta ( ISDE-Caserta )
Ordine dei Medici Caserta Via Bramante
Ph.0823 232251-48
Cell. 330505548
e-mail: isdecaserta@gmail.com ; garivezzi@tin.it
Trasmettiamo il seguente comunicato di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato con preghiera di pubblicazione e/o radio-tele-web diffusione.
Paolo Russo
347 8437262
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Comunicazione del Tribunale per i Diritti del malato agli utenti del Servizio Sanitario Nazionale in Caserta
Il Tribunale per i Diritti del Malato di Caserta ha ricevuto nei mesi scorsi numerose segnalazioni da utenti del SSN in merito alla difficoltà di accesso al numero telefonico del Centro Unico Prenotazioni (CUP) dell’ASL Caserta 1.
A fronte della richiesta di adeguamento del servizio avanzata dal TDM, l’ASL comunicava che è ora possibile prenotare telefonicamente le prestazioni erogate dagli ambulatori dell’ASL operanti in Caserta utilizzando non solo il numero del CUP di Caserta, attualmente funzionante con una sola linea, ma anche altri CUP sul territorio, come di seguito riportato:
CUP Caserta: 0823 445947, dal lunedì al venerdì dalle 11,00 alle 13,30;
CUP Marcianise: 0823 518470, dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00;
CUP Maddaloni: 0823 445630, dal lunedì al venerdì dalle 12,00 alle 13,30;
CUP San Felice a Cancello: 0823 803319, dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00;
CUP Piedimonte Matese: 0823 544264, dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 19,00;
CUP Alife: 0823 787711, dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 17,00;
CUP Caiazzo: 0823 54401, dal lunedì al venerdì dalle 11,00 alle 13,30; il mercoledì anche dalle 14,00 alle 18,30.
Poiché l’accesso telefonico a più distretti consente un notevole alleggerimento delle difficoltà degli utenti, TDM ha inteso con il presente comunicato dare la massima diffusione alle nuove disposizioni dell’ASL. Eventuali disfunzioni del servizio potranno essere segnalati all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ASL.
Gli uffici del Tribunale per i Diritti del Malato, che hanno sede presso l’Ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta alla via Tescione, sono aperti dalle 10 alle 12,30 dal lunedì al venerdì e rispondono al numero di telefono 0823 232123; fuori orario è in funzione la segreteria telefonica.
Cittadinanzattiva
Assemblea territoriale di Caserta
Il Coordinatore Paolo Miggiano
La valutazione d’impatto sulla salute (VIS)
Fabrizio Bianchi (a,b) e Eva Buiatti (a)
(a) Osservatorio di Epidemiologia, Agenzia Regionale di Sanità Toscana
(b) Sezione di Epidemiologia, Istituto Fisiologia Clinica del CNR, Pisa
Premessa: Ambiente e salute: per una integrazione degli strumenti di
programmazione e valutazione
La programmazione regionale ambientale e sanitaria
Il Piano regionale di sviluppo promuove la integrazione fra le politiche regionali
finalizzate ad obiettivi comuni, fra i quali la salvaguardia della salute e del
benessere dei cittadini toscani.
Il PSR 2002-2004 indica nei Piani integrati di salute lo strumento che chiama
soggetti istituzionali diversi ad integrare le proprie politiche per raggiungere
obiettivi di salute a livello locale, fra i quali il miglioramento della salute
attraverso la qualità ambientale. Inoltre si indica nel rapporto organico fra
Agenzie regionali sanitaria ed ambientale uno strumento tecnico di supporto a
tali politiche.
Coerentemente, anche a livello di governo regionale occorre procedere verso
un coordinamento fra atti di indirizzo e di programmazione sanitari ed
ambientali.
In questa fase a livello nazionale ed in molte Regioni si semplifica la procedura
di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), abbassando così il livello di
protezione ambientale. Andare verso una programmazione delle grandi scelte
sulla base di un sistema integrato tra ambiente e salute colloca la Toscana in
prima fila anche a livello internazionale come luogo di esperienze innovative e
di alta sensibilità e rigore.
La salute al centro dell’attenzione delle comunità locali sulle le
tematiche ambientali.
Nell’ultimo decennio si è assistito ad una aumentata sensibilità delle comunità
locali rispetto alle tematiche ambientali. Questa si è espressa anche
attraverso movimenti e “comitati”, generalmente formatisi intorno ad una
specifica tematica (v. ad es. le onde elettromagnetiche), o ad uno specifico
intervento pubblico (v. ad es. i Piani di smaltimento dei rifiuti). Tale sensibilità
non sempre si accompagna ad una chiara comprensione del rischio, né ad una
strategia coerente con l’interesse collettivo; neanche è sempre chiara la
rappresentività dei comitati rispetto al “punto di vista” prevalente della
popolazione.
Nonostante questi limiti, è da tenere in debito conto l’esigenza che le
comunità esprimono di essere più partecipi delle scelte relative al proprio
territorio, e la chiara richiesta che l’impatto sulla salute sia posto “al
centro” delle scelte sull’ambiente.
Di fatto, la integrazione delle politiche che ci si propone di perseguire è già
integrazione di contenuti nelle coscienze di molti cittadini toscani.
Le valutazioni di impatto: l’evoluzione della VIA e la valutazione di
impatto sulla salute.
ià nei principi ispiratori della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è
contenuta la premessa per la integrazione. Infatti la L.R. n. 79 “Norme per
l’applicazione della valutazione di impatto ambientale” prevede che: “La
Regione, nell’ambito della programmazione territoriale, socio-economica, ed
ambientale rivolta al perseguimento di uno sviluppo sostenibile, garantisce che
le decisioni amministrative relative ai progetti ed agli interventi……., siano
prese nel rispetto delle esigenze di salvaguardia e tutela: a) della salute
umana, della conservazione delle risorse, nonché del miglioramento della
qualità della vita…” Tale premessa tuttavia non sempre riesce ad essere
applicata. La causa è da ricercare nel fatto che la tecnica della VIA si riferisce
al singolo impianto od opera, mentre l’ottica epidemiologica tiene conto
necessariamente dell’interazione dei fattori ai quali la popolazione residente è
esposta; inoltre, la VIA si applica a progettazione avvenuta, mentre è a
livello delle scelte di politica territoriale che può essere tenuto conto
dell’impatto sulla salute.
Nel sesto programma di Azione per l’ambiente della Commissione europea è
stata data enfasi all’approccio strategico articolato in indirizzi prioritari (fra i
quali: Integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche, indurre il
mercato a lavorare per l’ambiente, partecipazione dei cittadini e modifiche
comportamentali, pianificazione e gestione più sostenibili del territorio).
Dunque, passando da un approccio di valutazione ambientale ad un approccio
valutativo integrato emerge con maggiore evidenza la necessità di inserire la
salute nella metodologia di valutazione.
In questo contesto la valutazione di impatto sulla salute si inserisce nel solco
culturale e metodologico della VIA e dei suoi sviluppi. Questa scelta
innovativa, che viene incontro alle esigenze dei cittadini, ha implicazioni
complesse. Infatti, la valutazione di impatto sulla salute si avvale di
conoscenze e tecniche epidemiologiche, e queste sono meno “certe” ed
univoche rispetto a quelle utilizzate a livello ambientale. Necessariamente si
pone il problema, nella interpretazione e socializzazione dei risultati, di
sviluppare specificamente il processo di comunicazione e di condivisone da
parte dei cittadini.
Il processo decisionale
Nel momento in cui si incorporano le ricadute sulla salute nelle valutazioni di
impatto ambientale, proprio per la complessità e la delicatezza degli
argomenti trattati, è necessario sviluppare una strategia di condivisione delle
scelte e di crescita della “competenza“ della popolazione. Il modello che si
persegue è a carattere egualitario, ( i soggetti interessati partecipano alla
presa delle decisioni), contrapposto al modello elitario (le decisioni su materia
tecnicamente complessa debbono restare nelle mani di chi è in grado di
comprendere tale complessità), che non corrisponde più alla sensibilità civile e
democratica della popolazione.
Secondo tale modello, la valutazione di impatto sull’ambiente e sulla salute
inizia alla fonte delle decisioni e si applica prima di tutto alle grandi scelte di
indirizzo, e cioè a livello di governo regionale.
Successivamente, la pianificazione operativa che ne discende può essere a sua
volta oggetto di valutazione integrata, incorporando nelle Valutazioni
ambientali strategiche e nelle VIA gli aspetti legati alla salute delle popolazioni.
Fa parte integrante del processo decisionale anche la identificazione di un
percorso di condivisione e di comunicazione con i principali soggetti
interessati, ed in particolare con le comunità locali.
Una proposta operativa
Si possono individuare due livelli di integrazione degli strumenti di valutazione
ambientale e sulla salute: il livello regionale ed il livello locale.
A livello regionale sono coinvolti gli Assessorati all’Ambiente e del Diritto alla
Salute, che con una attività inter-dipartimentale, lavorano alla definizione delle
linee di indirizzo e di programmazione. Tale gruppo si avvale del contributo
congiunto di ARS ed ARPAT per la valutazione preliminare di impatto
sull’ambiente e sulla salute delle strategie individuate (Fase 1).
A livello locale, nella fase attuativa degli indirizzi regionali, gli Enti preposti
(Provincia, Comuni) si avvalgono dei tecnici di ARPAT e delle Aziende sanitarie
(Dipartimenti prevenzione) per la valutazione integrata in fase di costruzione
della pianificazione locale, e sulla base delle specifiche tecniche disponibili
(Fase 2).
Si tratterà quindi di attivare tutte le procedure necessarie per discutere le
scelte strategiche rilevanti con implicazioni su ambiente e salute, coinvolgendo
tutti i portatori di interessi e di responsabilità, sia a livello regionale sia a
livello locale, ove gli Enti preposti, nella fase di avvio dei piani e progetti,
individuano un percorso e modalità condivise di consultazione sulle scelte
operative che coinvolgono, oltre alle rappresentanze istituzionali, anche le
principali rappresentanze delle comunità locali.
ALLEGATO
Alcune specificazioni tecniche sulle caratteristiche della Valutazione di
Impatto sulla Salute (VIS)
Premessa
Mentre le potenzialità tecnologiche avanzano aumenta anche l’incertezza degli
effetti sulla salute di numerosi potenziali fattori di rischio.
Sempre più spesso vengono invocate misure precauzionali per la salute, tanto
che l’approccio cautelativo (principio di cautela, o di precauzione) è entrato a
far parte del quadro legislativo della UE.
Comunità locali e amministratori richiedono evidenze scientifiche “certe” per
proteggere la salute dai rischi ambientali, ma l’epidemiologia, specie nel
campo delle malattie cronico-degenerative, non è in grado di dare certezze ma
solo margini di incertezza delle misure di rischio, criteri e metodologie di
interpretazione.
Di fronte a tale incertezza si producono atteggiamenti e approcci assai
diversificati: da quello efficientistico, che non raccomanda azioni, perchè ha
piena fiducia nelle garanzie tecnologiche e gestionali, a quello cautelativo che
raccomanda azioni assumendo l’incertezza, ad impostazioni protese ad
assegnare pesi ai possibili effetti sulla base di una forte assunzione di
responsabilità (teoria delle decisioni).
Dovendo gestire situazioni caratterizzate da esposizioni potenzialmente
pericolose la necessità di essere cauti è condivisa da tutti, ma la scelta di
misure precauzionali specifiche resta controversa e le difficoltà si addensano
se si tratta di stabilire limiti e soglie di tutela dal rischio in assenza di evidenze
certe sulla relazione tra esposizione ed effetto (si vedano gli atti del WHO
Workshop on Precautionary Policies and Health Protection: Principles and
Applications, Rome 2001).
Da più parti si ricorre al principio di precauzione, ma esso deve essere
utilizzato con precauzione ! essendo uno strumento utile in presenza di
evidenze con ampio margine di incertezza, ma che deve lasciare il passo a
programmi o misure di prevenzione primaria quando i risultati sono più
affidabili e solidi.
Difficoltà specifiche emergono in particolare quando si è di fronte alla necessità
di fare valutazioni preventive di effetti sulla salute conseguenti ad interventi
antropici di diversa natura.
In tutti i casi alcuni elementi emergono con forte evidenza: la richiesta da
parte della comunità di informazioni sui rischi e di tutela della salute e la
necessità da parte degli amministratori di prendere decisioni, impongono
sempre più di dare risposte responsabili basate su evidenze scientificamente
valide, facendo ricorso a mezzi di comunicazione e di partecipazione
appropriati.
Accettabilità del rischio
Emerge subito con chiarezza come molti dei problemi ruotino attorno al tema
del rischio, che necessita di essere definito, dimensionato o stimato, valutato e
comunicato.
La valutazione del rischio è una attività assai complessa, composta da quattro
fasi, per ognuna delle quali sono richieste competenze ed esperienze diverse
che debbono operare in modo integrato. Troviamo utile riassumere le diverse
fasi:
Fase Risponde alla domanda
1. Identificazione del pericolo l’agente ambientale è potenzialmente
in grado di provocare effetti avversi
sulla salute ?
2. Determinazione della
risposta alla dose
qual’è la relazione tra la dosee l’incidenza sugli esseri umani ?
3. Valutazione dell’esposizione quali sono i livelli di esposizione a cui
la comunità è attualmente sottoposta ?
4. Caratterizzazione del rischio qual è l’incidenza stimata e il numero
di persone colpite all’ interno della
comunità ?
Mentre queste fasi sono affrontabili con una metodologia scientifica
formalizzata l’accettazione del rischio non è definibile scientificamente, ma
dipende dalle conoscenze dal livello culturale, sociale ed economico e da molte
altre variabili sociali (es.: rapporto rischio-benefici).
Molti sono i fattori che influenzano la tolleranza del rischio, tra questi si
elencano:
Rischi tollerati
Assunti volontariamente
Rischi non tollerati
Imposti da altri
Percezione di benefici
personali elevati
Nessuna percezione di
benefici personali
Gli scienziati sono d’accordo Gli scienziati sono in disaccordo
Non catastrofico Catastrofico
Di origine naturale Di origine industriale
Il pericolo non desta timore Si teme molto il pericolo
Evento comune Evento raro
Distribuiti equamente Distribuiti non equamente
I numerosi problemi inerenti il tema della accettabilità del rischio possono
essere descritti sinteticamente con cinque domande:
-chi ha l’autorità e la responsabilità per decidere qual’è il rischio accettabile ?
-quale deve essere la dimensione minima del rischio per essere considerato
accettabile ?
-perché un certo rischio dovrebbe essere accettabile se esso non è capito e
liberamente accettato da coloro che dovrebbero accettarlo ?
-come possono essere prese le decisioni di accettabilità del rischio, in
considerazione degli effetti dei limiti scientifici sulla comprensione del rischio ?
-come dovrebbero essere stabilite priorità per la riduzione o protezione del
rischio ?
Nel rispondere a tali domande occorre considerare il peso della disponibilità di
nuove tecnologie e dei cambiamenti sociali.
Inoltre debbono essere tenute in considerazione le diversità di punto di vista
degli operatori coinvolti nel settore ambiente e salute. I primi hanno come
compito principale l’attività regolatoria per la protezione dell’ambiente, rivolta
anche ai rischi più difficilmente compresi che sono spesso bassi per molti
individui (es: campi elettromagnetici ad alta frequenza) e che sono
generalmente di più difficile identificazione da parte degli studi epidemiologici;
i secondi sono più rivolti ai rischi di media o grande entità, generalmente ben
compresi e/o percepiti dai soggetti coinvolti o interessati.
Qualsiasi esame per cercare di produrre risposte a questo complesso di
domande necessita di una premessa sul modello epistemologico ed etico di
riferimento.
Il modello sottostante alle valutazioni preventive d’impatto, siano esse
ambientali o sulla salute, è ovviamente riferito al modello egualitario il che
presuppone una forte enfasi sulla trasparenza delle procedure e delle scelte e
sugli strumenti di comunicazione e di coinvolgimento.
Il RUOLO DELL’EPIDEMIOLOGIA E LA VIS
Nel presente contesto l’epidemiologia ha, in generale, il compito di produrre
elementi di informazione a supporto della presa di decisioni in materia di
sanità pubblica.
Nello specifico, anche per aiutare a rispondere alle cinque domande di
partenza, l’epidemiologia ha la necessità di definire la migliore stima del
rischio, con i dati disponibili o indicando le indagini e gli approfondimenti
necessari e provvedendo, inoltre, alla predisposizione degli opportuni
strumenti per la rassegna delle evidenze scientifiche e per la verifica di
appropriatezza dell’uso delle stesse.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, e in sintonia con la scelta di un
modello democratico partecipato, occorre definire un sistema dedicato di
comunicazione con i decisori, orientato soprattutto al trasferimento, in un
senso, di una corretta informazione scientifica (inclusi i limiti e le incertezze) e,
nell’altro senso, delle necessità relative alle questioni emergenti così da
pianificare appropriatamente le necessarie iniziative di studio.
In questo contesto l’approccio della valutazione d’impatto sanitario (VIS) si
inserisce nel solco culturale e metodologico della VIA, ma con la forte
peculiarità di una assunzione di responsabilità di operare in un contesto in cui
non tutto è misurabile e su molti aspetti i risultati scientifici sono tutt’altro che
conclusivi.
Dalla VIA alla Valutazione Ambientale Integrata (VAI) alla Valutazione
Ambientale Strategica (VAS)
Dalla esperienza della VIA sono maturati filoni di sviluppo sottesi ad una
maggiore visione strategica finalizzata allo sviluppo sostenibile ed alla
integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche settoriali.
Nel sesto programma di Azione per l’ambiente, varato dalla Commissione
europea il 24.1.2001, è stata data grande enfasi all’approccio strategico
articolato in cinque indirizzi prioritari (quattro dei quali sono: Integrazione
delle tematiche ambientali nelle altre politiche, indurre il mercato a lavorare
per l’ambiente, partecipazione dei cittadini e modifiche comportamentali,
pianificazione e gestione più sostenibili del territorio). Ne è emerso un indirizzo
di “valutazione ambientale strategica” (VAS) “.. rivolta a garantire che le
implicazioni ambientali dei progetti di infrastrutture e della pianificazione siano
debitamente affrontate e contribuiranno anche a garantire che le
considerazioni di ordine ambientale siano meglio integrate nelle decisioni di
pianificazione” (si veda anche la Direttiva 2001/42/CE concernente la
valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente).
Il riconoscimento della necessità di una VAS come forma partecipativa
avanzata di costruzione delle decisioni, indirizza ad una visione di questo
strumento come processo decisionale integrato, da attuarsi attraverso un
processo di valutazione ambientale integrata (VAI).
E’ ormai riconosciuto sia a livello comunitario che a livello degli stati membri,
Italia inclusa visti i documenti riportati sullo stesso sito web del Ministero
dell’Ambiente, che la valutazione integrata costituisce una importante
occasione per introdurre temi, ormai maturi, legati agli aspetti psicologici e
sociali della valutazione (percezione, mappaggio cognitivo, psicologia
ambientale) e dei processi decisionali (facilitors, conflict resolution,
environmental mediation).
In questo contesto, considerati anche gli altri strumenti di settore che
presentano analoghe finalità, come l’Agenda 21, appare matura la scelta di
completare l’integrazione valutativa con l’anello mancante: quello della salute.
Valutazione d’impatto sulla Salute (VIS)
La Legge regionale 3 novembre 1998, n. 79 “Norme per l’applicazione della
valutazione di impatto ambientale”, nel rispetto delle direttive 85-337-CEE,
97-11-CE e 96-61-CE, all’art 2 “finalità” prevede che “La Regione, nell’ambito
della programmazione territoriale, socio-economica, ed ambientale rivolta al
perseguimento di uno sviluppo sostenibile, garantisce che le decisioni
amministrative relative ai progetti ed agli interventi di cui all’art. 1, siano
prese nel rispetto delle esigenze di salvaguardia e tutela: a) della salute
umana, della conservazione delle risorse, nonche’ del miglioramento della
qualita’ della vita; b) della protezione e conservazione delle risorse naturali; c)
della sicurezza del territorio”.
Dunque passando da un’approccio di valutazione ambientale ad un approccio
valutativo integrato emerge, con maggiore evidenza, la necessità di inserire la
valutazione sulla salute nella metodologia di valutazione a fini decisionali.
La VIS si compone di due blocchi di attività:
-uno mirato alla pre-valutazione dello stato di salute della popolazione
residente in un particolare ambito territoriale, durante il quale il
programma/progetto viene celermente esaminato al fini di valutazione
generale sui potenziali effetti sulla salute della popolazione (fase di preselezione
o di screening)
-uno per definire la portata dell’intervento e il potenziale impatto sulla salute,
inclusivo anche delle fasi di raccomandazione ai decisori e di monitoraggio e
valutazione dell’applicazione delle scelte.
Gli obiettivi e l’articolazione dei due blocchi sono complessi (scheda), tuttavia
anche la loro sintetica descrizione è sufficiente a far comprendere come il
primo blocco di attività sia da inserire a livello degli strumenti per la
programmazione regionale, ovvero uno strumento pre-valutativo di aiuto (a
monte) alla definizione degli indirizzi generali, mentre il secondo blocco è
tipico degli strumenti valutativi di progetto o intervento specifico, dunque a
valle di scelte di indirizzo.
In una fase in cui a livello nazionale ed in molte Regioni si semplifica la
procedura di VIA, abbassando di conseguenza il livello di protezione
ambientale, andare ad una programmazione delle grandi scelte sulla base di
un sistema integrato tra ambiente e salute (VIAS), pone la Toscana a livello
delle esperienze di maggior sensibilità e rigore a livello internazionale.
SCHEDA
Valutazione di Impatto Sanitario (VIS): caratteristiche generali
Uno studio finalizzato a comprendere i potenziali rischi e benefici di qualsiasi
progetto che abbia un interesse per una comunità.
Avviene:
prima delle decisioni
per scelta
Ha l’obiettivo:
di produrre dati quantitativi di supporto alle scelte
Si inserisce:
in un processo a cui partecipano più soggetti portatori di interessi (stakeholders),
volto a trovare un accordo sulle scelte.
Comporta un uso integrato delle conoscenze ambientali ed epidemiologiche
(sulla salute)
Comporta il passaggio attraverso più fasi di:
indagine, discussione, condivisione dei risultati, decisione.
La VIS è:
Un bilancio
Un percorso
Uno strumento per prendere le decisioni;
La VIS non è:
Una valutazione degli interventi passati
Una risposta si/no
Un surrogato dei livelli decisionali.
Fasi della VIS (secondo le esperienze in uso in Inghilterra e Canada)
A. Screening della situazione: processo di pre-selezione durante il quale il
programma/progetto viene celermente esaminato al fini di valutazione
generale sul potenziali effetti sulla salute della popolazione.
B. Definizione della portata: fase essenziale per la valutazione, per
definirne la struttura e formalizzare le seguenti attività:
Definizione degli ambiti (e dei limiti e confini) per la valutazione dell’impatto
sanitario
Accordo su modalità e percorso per la gestione delle valutazione Allocazione
delle responsabilità per la presa delle decisioni
Accordo sul come monitorare e valutare il processo di VIS e gli outcomes per
la salute
C. Valutazione del potenziale impatto sanitario:
-analisi della proposta oggetto di VIS (es. scelta politica, nuova normativa,
programma, progetto)
-Identificazione e caratterizzazione della popolazione potenzialmente
esposta
-Identificazione e caratterizzazione dei rischi potenziali ai fini dell’impatto
sanitario
-Rapporti e documentazione
-Raccomandazioni per la gestione
D. Raccomandazioni ai decisori: coloro che dovranno gestire le decisioni
possono far parte o meno del gruppo di coordinamento della VIS. Tale scelta
viene effettuata in fase di definizione dello scopo (si veda anche il tema del
conflitto díinteressi).
Il gruppo di coordinamento ha, comunque, il compito di decidere sulla
proposta oggetto di VIS e di produrre le raccomandazioni per i decisori finali,
incluse le misure di mitigazione, avendo garanzie della separazione netta tra
queste due competenze e responsabilità.
E. Monitoraggio e valutazione: gli scopi principali sono:
-Valutare il livello di applicazione delle misure raccomandate
-Sorvegliare sul campo l’impatto delle scelte.
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I Medici per l’Ambiente a Zinzi: parliamo delle questioni ambientali
All’Ordine dei Medici la conferenza-stampa di presentazione del Convegno di martedì 15 giugno
(Gaetano Rivezzi)
CASERTA – Si è svolta presso la sede dell’Ordine dei Medici, la conferenza-stampa di presentazione del convegno che la sezione provinciale dell’Isde (International Society of Doctors for the Environment) ha programmato per martedì prossimo, 15 giugno, con inizio alle ore 16,30, nella stessa sala di Via Bramante, intorno ad un’esigenza cruciale così definita: “La salute al centro delle attenzioni delle comunità locali sulle gestioni ambientali”. Parimenti pressante il sottotitolo: “La valutazione d’impatto sanitario (Vis) nel rapporto fra ambiente e salute”. Ai cronisti presenti hanno illustrato le motivazioni dell’iniziativa il dottor Antonio Manzi, presidente dell’Ordine dei Medici, ed il dottor Gaetano Rivezzi, presidente dell’Isde casertana. Questi i nodi essenziali da sciogliere e che sono stati oggetto delle comunicazioni e, poi, dei chiarimenti chiesti dagli intervenuti: nella regione Campania -soprattutto nelle province di Caserta e Napoli, dove si assiste al massimo degrado territoriale e si registra un incremento delle patologie ambientali- è avvertita profondamente la necessità che la ‘Valutazione di impatto sulla salute’ si inserisca nella metodologia della Valutazione d’impatto ambientale, per contribuire a una corretta prevenzione della salute e ad appropriate scelte gestionali e tecnologiche. Le comunità -e con esse i medici, portatori naturali di un’adeguata prevenzione primaria- vogliono essere più partecipi delle scelte relative al loro territorio e chiedono fortemente che l’impatto sulla salute sia posto ‘al centro’ delle scelte sull’ambiente e che possa essere applicato anche in Campania un ‘sistema integrato fra Ambiente e Salute’. Il convegno del 15 si articolerà in due fasi: la prima -che vedrà in funzione di moderatori il dottor Angelo Cioffi e la dottoressa Carmela Buonomo (entrambi del Direttivo dei Medici per l’Ambiente di Caserta)- comincerà col saluto d’apertura del presidente Manzi e proseguirà con la relazioni “Perché i Medici si (pre)occupano d’Ambiente” (che terrà il presidente Rivezzi) e “La Valutazione d’Impatto Sanitario nel rapporto fra Ambiente e Salute” (affidata al dottor Fabrizio Bianchi dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa – Osservatorio di epidemiologia); la seconda fase coinciderà con una tavola rotonda sul tema “Scelte responsabili nella gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Caserta” e moderata dal dottor Pietro Carideo (del Direttivo provinciale dei Medici per l’Ambiente) e dal dottor Lupo Giacomo Pulcino (della Commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici di Caserta): sono stati invitati a partecipare il presidente della Provincia, Domenico Zinzi e l’assessore all’Ambiente, Umberto Arena .
giovedì 10 giugno 2010
E’ prevista la presenza, in prima mattinata, del Ministro della Salute, Onorevole Professor Ferruccio Fazio.
L’Associazione “G. Dossetti: i Valori” è lieta di invitarLa alla conferenza:
Farmaci Innovativi
Qualità Efficacia Appropriatezza
II GIORNATA
HTA: FATTORE DI CRESCITA O OSTACOLO ALL’INNOVAZIONE?
Mercoledì, 16 giugno 2010
ore 08.30 – 14.00
CAMERA DEI DEPUTATI
Palazzo Marini – Sala delle Conferenze
Via del Pozzetto, 158 – Roma (Piazza San Silvestro)
**** CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CONVEGNO ****
Scopo e obiettivi. La tendenza alla regionalizzazione ed alla devoluzione di competenze in materia
sanitaria nell’attuale congiuntura socio-economica, pone la necessità di effettuare una valutazione
multidisciplinare, che tenga conto dell’impatto della spesa sanitaria nella gestione delle risorse pubbliche e
della necessità di razionalizzare la spesa e garantire un accesso equo, certo e di qualità alle prestazioni. La
riforma sanitaria in senso federalista ha determinato la creazione di 21 sistemi sanitari differenti, con forti
disparità e conseguenze negative anche per ciò che concerne il progresso farmaceutico e la possibilità di
accesso ai farmaci innovativi.
Scopo del presente convegno è sottolineare la necessità di una politica di sostegno ed incentivi alle imprese
che investono in ricerca e sviluppo e promozione dell’innovazione al servizio della salute. In tal modo,
sarebbe possibile contrastare anche il problema della produzione e vendita di farmaci contraffatti, che cresce
con andamento esponenziale. In un simile contesto l’HTA, intesa come approccio multidimensionale per la
valutazione delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali in ambito
sanitario può essere intesa come strumento di grande efficacia. In questa sede, con una sessione di
approfondimento, si cercherà di valutare il grado di applicabilità di tale metodologia.
Metodo di lavoro
Relazioni
SONO STATI RICHIESTI I SEGUENTI PATROCINI:
Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Provincia di Roma, Comune di Roma
FARMINDUSTRIA, ANAAO – ASSOMED, ASSOGENERICI, A.S.SO.FARM., FIASO, FIMMG, FIMP,
FNOMCEO, FEDERFARMA, FOFI, FISM, SIF, SIFO, SIHTA, SIMG, SIP
16 GIUGNO
08.30 Registrazione dei partecipanti
08.45 Indirizzo di benvenuto Ombretta Fumagalli Carulli, Claudio Giustozzi
Saluto Istituzionale
Presidente Ombretta Fumagalli Carulli; Claudio Giustozzi
Moderatori Alessandra Binazzi; Claudio Giustozzi
09.15 HTA: FATTORE DI CRESCITA O OSTACOLO ALL’INNOVAZIONE?
Georges Paizis
09.30 I CONCETTI DI INNOVAZIONE E DI VALORE IN SOCIETA’
Andrea Messori
09.45 VALUTARE IL BENEFICIO DELL’INNOVAZIONE IN ITALIA
Marina Panfilo
10.00 HTA E MEDICINA PERSONALIZZATA
Francesca Paternello
10.15 SINERGIE TRA RICERCA ED HTA
Carlo Favaretti
10.30 HTA E FARMACI BIOSIMILARI
Claudio Pisanelli
10.45 DISCUSSIONE
11.15 VALUTAZIONE CRITICA DELLA RILEVANZA CLINICA
Massimo Di Maio
11.30 VALUTAZIONE ECONOMICA E HTA IN ITALIA PROBLEMI E PROSPETTIVE
Francesco Saverio Mennini
11.45 L’APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA HTA NELLA FARMACOTERAPIA
Marisa Dell’Aera
12.00 ESPERIENZA DELL’AGENAS NELL’HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT
Marina Cerbo
12.15 DISCUSSIONE
12.30 TAVOLA ROTONDA: LA PAROLA ALLE AZIENDE
13.15 PUBBLIC AFFAIRS ASSOCIATION: SCOPI E FINALITA’
Federico Serra
13.30 DISCUSSIONE
14.00 CONCLUSIONI E CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE
Per dare più spazio a tutti gli interventi, gli orari potrebbero essere soggetti a variazione.
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RELATORI E MODERATORI:
Alessandra Binazzi Direttivo Ass “G. Dossetti: i Valori”
Marina Cerbo Dir. Sez. Innovazione, Sperimentazione e Sviluppo, Agenas”
Marisa Dell’Aera Unità Operativa di Farmacia, Policlinico di Bari
Massimo Di Maio Unità di Sperimentazioni Cliniche, Ist. Nazionale Tumori, Napoli
Carlo Favaretti Presidente SIHTA; Dir. Gen. Az. Osp. Universitaria “S. Maria della Misericordia”, Udine
Ombretta Fumagalli Carulli Presidente Ass. “G. Dossetti: i Valori”
Claudio Giustozzi Segretario Nazionale Ass “G. Dossetti: i Valori”
Francesco Saverio Mennini CEIS Sanità, Facoltà di Economia, Univ. “Tor Vergata”, Roma
Andrea Messori Vice Presidente SIFO. Farmacia Az. Osp. Careggi, Firenze
Georges Paizis Health Policy Director sanofi-aventis
Marina Panfilo Institutional & Stakeholders Relations Director Pfizer Italia
Francesca Paternello HTA, Clinical Safety & Medical Information Director GSK Spa
Claudio Pisanelli Responsabile Area Culturale HTA SIFO, Lazio
Federico Serra Vicepresidente PA A; Pubblic Affairs Manager NOVONORDIK
SEGRETERIA DI PRESIDENZA Sonia Sgrò
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Rosa Schiano Lomoriello
INFORMAZIONI GENERALI
Modalità di Iscrizione
Per iscriversi al convegno è necessario compilare il modulo on-line disponibile all’indirizzo:
http://www.dossetti.it/convegni/schedaFarmaci1606.html
oppure comunicare i propri dati alla Segreteria Organizzativa:
Tel. +39 06 3389120; Cell. +39 348 8118752; Fax +39 06 30603259; E-mail: segreteria@dossetti.it
Posti disponibili: 100 per la Sala del Refettorio (11 giugno); 210 per la Sala delle Conferenze (16 giugno)
Per le specifiche di sicurezza e per le esigenze di protocollo delle Sedi Politiche istituzionali, l’accesso alla
sala del convegno prevede, pena il divieto di ingresso, la trasmissione all’Ufficio Sicurezza della Camera dei
Deputati della lista nominale di tutti i partecipanti ed un abbigliamento che comprenda – per gli uomini –
giacca e cravatta.
Per l’accesso è necessario essere muniti di un documento di riconoscimento valido.
La partecipazione alla manifestazione è gratuita
Le spese di viaggio e soggiorno sono a carico del partecipante
UFFICIO STAMPA
Accredito per la Stampa
La procedura dell’Ufficio Stampa della Camera dei Deputati prevede l’invio di un fax di accredito, completo
della richiesta di ingresso per apparecchi di registrazione e/o computer, al n. +39 06 6783082
Attestati
Al termine della manifestazione, sarà rilasciato un attestato di partecipazione a chi ne farà richiesta.
Modalità di iscrizione all’associazione
Compilare il modulo on-line http://www.dossetti.it/iscrizioni/iscrizioni2010.html
oppure Scaricare il modulo di iscrizione disponibile all’indirizzo
http://www.dossetti.it/iscrizioni/schedaiscrizione2010.pdf ed inviarlo via fax al num. 06 30603259
Si informa che tutti gli iscritti all’Ass. “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”
hanno diritto a partecipare gratuitamente agli eventi ECM promossi dall’associazione.
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Associazione culturale nazionale ONLUS “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”
Sede Nazionale Via Giulio Salvadori, 14/16 – 00135 Roma Tel. +39 06 3389120; Cell.+39 348 8118752;
Fax +39 06 30603259; e-mail segreteria@dossetti.it
Sede Regionale Lombardia Corso Monforte, 2 – 20122 Milano Tel. +39 02 89452122 – Fax +39 02 89452125 e-mail sedemilano@dossetti.it
Sede Regionale Sicilia Viale Leonardo da Vinci,17 – 90145 Palermo; Tel.+39 091 6827531
e-mail: sedesicilia@dossetti.it