
L’ADASC associazione per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini, ha partecipato al consiglio comunale di Milazzo in adunanza aperta. Mi preme ringraziare il presidente dott. Saro Pergolizzi e tutto il consiglio comunale, dichiara il Presidente Giuseppe Maimone, per averci dato la possibilità per la prima volta di relazionarci con il Civico Consesso in forma ufficiale. Durante l’intervento relazionato sono emersi degli elementi che devono rimanere all’attenzione di chi ha veramente a cuore il dannoso problema ambientale. Innanzitutto, in un’Area industriale ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, e Sito di Interesse Nazionale, come la Valle del Mela si rende urgente l’attuazione di una politica di risanamento. Durante la relazione si è anche discusso dello studio OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dove si evince che il centro di Milazzo è una delle zone maggiormente esposte ad agenti inquinanti, che i disturbi respiratori in età infantile, nella Valle del Mela, sono più frequenti che in altre aree nazionali. L’OMS inoltre ha chiesto la riduzione delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria indipendentemente dai limiti di legge. Altri studi sono stati relazionati come quello del Dipartimento Epidemiologico della Regione Siciliana, che indica un aumento esponenziale sia per quanto concerne la mortalità, sia per i ricoveri; quello sulla qualità dei suoli Envireg, dove è stato evidenziato il superamento di alcuni metalli pesanti. Come ultimo studio ambientale relazionato, in merito alle acque marine, studiosi tedeschi hanno dichiarato che sono seriamente inquinate da composti chimici provenienti dal polo industriale. Quindi l’attenzione è stata in questa prima fase rivolta a studi scientifici ambientali e sanitari. L’intervento è continuato in merito all’attuale rete di monitoraggio che non risulta adeguata alle reali necessità del territorio rispetto alle diverse classi di inquinanti. Non accettiamo il principio del controllore-controllato, ha dichiarato il presidente Maimone in aula. Un attacco forte è stato rivolto ai colossi industriale che innanzitutto devono essere trasparenti con la popolazione che ha bisogno di sapere cosa sta accadendo dentro la stabilimento in caso di emergenza. Non sono i padroni del nostro territorio, aggiunge il presidente Giuseppe Maimone, o rispettano tutte le leggi esistenti oppure smantellano, bonificano e lasciano il nostro territorio a modelli di sviluppo economici che creano un ritorno positivo alla città di Milazzo e ai suoi abitanti. Non ci dobbiamo fare intimorire dal ricatto occupazionale aggiunge il presidente, nessun territorio è disposto ad accettarli per il grave impatto che creano, dobbiamo continuare a camminare sul nostro binario.
Il presidente ha inoltre sollecitato ad attivare un monitoraggio delle altre matrici ambientali e dell’inquinamento elettromagnetico vista la presenza di ripetitori nel centro cittadino. La nostra associazione ha già dato mandato ad un legale per redigere un esposto per danno ambientale con successivo risarcimento danno. A termine dell’intervento il presidente ha presentato delle proposte al consiglio comunale: come l’istituzione della commissione comunale ambiente, redigere un esposto per danno ambientale presso la procura della repubblica e la corte europea, chiedere ispezioni dentro gli impianti, cercare di trovare un modello alternativo a quello industriale, impedire la costruzione di altri impianti, elaborare dei piani di emergenza esterni, costruire un dissalatore a carico delle industrie, convertire a metano la centrale termoelettrica, attuare il piano di risanamento, e considerare le richieste formulate dalla nostra associazione in merito alla costruzione di centri utili per la popolazione a carattere scientifico. Ambientale-sanitario, come un centro d’eccellenza oncologico, un centro di monitoraggio ambientale e sanitario ecc.
L’associazione parteciperà a tutte queste iniziative per cercare di procedere all’adozione di una politica comune per difendere la salute dei cittadini.
Infine da segnalare che l’associazione denuncia il problema dell’inquinamento marino nella città di Milazzo. Resto sbigottito in merito alla contrapposizione dei risultati fra quelli della Provincia che indicano un grave inquinamento marino e quelli dell’ASP che indicano la balneabilità’ delle acque, dichiara il Presidente, quindi e’ opportuno effettuare ulteriori analisi anche con terzi per avere una visione più chiara e limpida possibile del grave danno che si sta registrando purtroppo in questi giorni. Bisogna fare inoltre anche chiarezza e capire la fonte di questo inquinamento ambientale che impedisce ai milazzesi di poter godere del suo mare, oltre a creare un danno economico ai commercianti e soprattutto ai lidi. In conclusione l’associazione comunica che nei giorni scorsi ha inviato all’attenzione dell’amministrazione comunale una nota con proposte per tutelare il nostro territorio dalle varie forme di inquinamento.
UFFICIO STAMPA “A.D.A.S.C.”
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COMUNICATO STAMPA
Dopo avere appreso la notizia, attraverso una televisione locale, della stipula del contratto con una società per utilizzare i terreni della Fondazione Lucifero per la produzione di oli e vini, l’“A.D.A.S.C.” – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini, si dichiara contraria a tale atto.
Le finalità della Fondazione sono di assistenza socio-culturale-ricreativa, come si evince dallo statuto dichiara, Assunta Sciacca segretaria, è inaccettabile concedere ad una società l’unico polmone verde della nostra città. Chiediamo, dichiara il Presidente Giuseppe Maimone, che venga annullato tale contratto e di attivare tutte le finalità riportate nello statuto della fondazione. Facciamo appello all’Amministrazione Comunale di Milazzo e a tutti gli altri enti e/o istituzioni che compongono il Consiglio di Amministrazione della Fondazione di convocare urgentemente una riunione con tutti i soggetti portatori di interesse per arrivare ad una soluzione comune sul futuro di una delle parti più belle di Milazzo, che dal nostro punto di vista, deve diventare riserva naturale in modo da proteggere tutto quello che ancora noi uomini non siamo riusciti a distruggere. Chiediamo aiuto anche alle altre Associazioni territoriali al fine di unire tutte le nostre forze per far valere le battaglie portate avanti in questi anni.
Ufficio Stampa.
COMUNICATO STAMPA.
Interessante iniziativa del Consiglio Comunale di Milazzo in merito alla trattazione della questione ambientale che affligge la nostra città. È un punto di partenza per intraprendere un percorso di collaborazione fra tutti i soggetti che veramente hanno a cuore il dannoso problema ambientale, dichiara Antonella Di Natale direttivo, la situazione è diventata inaccettabile. Alcune volte siamo costretti a rinchiuderci nelle nostre case per gli odori molesti che percepiamo. Milazzo purtroppo è una città abbandonata al suo triste destino: “lo sviluppo industriale” dichiara il Presidente Giuseppe Maimone, non possiamo e non permettiamo a nessuno di vendere la nostra città e la nostra salute ad un gruppo di industriali che hanno come unico obiettivo il ritorno economico. Adesso bisogna cambiare rotta, bisogna adottare la politica dei fatti, basta delle parole. Ci sono tutti i presupposti aggiunge, il Presidente, per inviare all’Autorità Giudiziaria un esposto per per danno ambientale. Abbiamo già dato mandato al nostro legale per redigere un esposto, dichiara Assunta Sciacca segretaria, credo che verrà presentato i primi di agosto. Bisogna convocare un tavolo tecnico urgente con la collaborazione di tutti i Consigli Comunali della Valle del Mela e con il contributo delle Associazioni territoriali al fine di decidere una politica comune di tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.
In occasione dell’iniziativa “fabbrica aperta” organizzata dalla Raffineria di Milazzo, dichiara Micaela Polistena direttivo, abbiamo chiesto insieme ad altre Associazioni di non concedere sponsorizzazioni al Comune di Milazzo per manifestazioni e/o opere inutili dal nostro punto di vista, ma di collaborare per la creazione di un centro grandi ustionati, un centro di oncologia d’eccellenza, un centro di ricerca scientifico- ambientale, un centro per patologie cardio-respiratorie, ma anche opere con lo scopo di incentivare il turismo nella nostra Città.
Chiediamo al Civico Consesso di Milazzo: istituzione della commissione comunale ambiente con la presenza di esperti provenienti dall’Università degli Studi di Messina, dal CNR con la partecipazioni delle Associazioni territoriali; intraprendere con la collaborazione di altre Istituzioni ed Enti, con il supporto anche delle Associazioni territoriali un percorso giuridico per chiedere un risarcimento per danno ambientale; elaborazione dei piani di emergenza esterni; costruzione di un dissalatore a carico delle industrie; conversione a metano della centrale Edipower; tenere in considerazione le nostre richieste formulate alla Raffineria di Milazzo in occasione di “fabbrica aperta”; convocare tutti gli stakeholders prima di prendere decisioni che possano creare impatto sulla salute dei cittadini e sull’ambiente; non chiedere sponsorizzazioni e finanziamenti per manifestazioni e opere a nostro modesto parere inutili (piazze, fontane, alberi); richiesta dati esenzioni per patologie all’ASP di Messina; attivazione del Piano di Risanamento Ambientale elaborato dall’Ufficio Speciale Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale; controllo dello stato di inquinamento delle tre matrici ambientali.
Ufficio Stampa.
Palermo- Memoria Anniversario Strage Via D’Amelio. Onore a Paolo Borsellino (foto a sx) giudice antimafia e condanna ai colpevoli del gravissimo atto di vandalismo a danno delle due statue dei giudici Falcone e Borsellino che sono state installate ieri pomeriggio e che sono state gravemente danneggiate stanotte. Ma quale storia e quale memoria vogliamo ricordare? Quale civiltà vogliamo costruire se assictiamo di continuo a scene di violenza e di arroganza? La colpa di chi é? Ogni volta che di fronte ad un atto di incoscienza, di ingiustizia e di indifferenza si indietreggia, assumendo quel comportamento del far finta di nulla (é egoismo), di no n vedere, di non sentire e di non udire (é omertà) …ogni volta che diciamo a noi stessi: non ho tempo ho altro a cui pensare(é stoltezza), oppure: non ho tempo per impegnarmi devo pensare alla famiglia (sono scuse, la nostra famiglia é il mondo-comunità intorno a noi..se il mondo sta male anche noi finiremo per risentire di quel male, il tempo inoltre lo facciamo uscire quando vogliamo fare solo cose che ci piacciono…).. ogni volta che diciamo: non mi interessa, sono c…i- fatti loro(é omertà), ogni volta che diciamo: é inutile, é troppo difficile, tanto non potrà mai cambiare nulla (é vigliaccheria, irresponsabilità)… ogni volta che stiamo lì a criticare e puntare il dito sull’ operato altrui (é arroganza, presunzione).. che preferiamo guardare da spettatori anziché avere il ‘coraggio’ di scendere in campo, dare il nostro contributo ed impegnarci quindi in prima persona per il cambiamento di rotta (é cinismo..)… NOI permetteremo all’ ingiustizia (mafia, male..) di allargare sempre più i suoi tentacoli e di avvelenare come una cancrena in metastasi le giovani pianticelle ancora verdi (i giovani futuro del mondo..). Ma non solo, quest’atteggiamento di superficialità, di ciniscmo e di irresponsabilità é una gravissima offesa alla ‘Memoria’ di quanti hanno sacrificato la vita per difendere Verità e giustizia, fra questi proprio ‘Paolo Borsellino’, di cui oggi ricordiamo l’anniversario della morte, e tantissimi altri…Quando accade un male la colpa non é mai di uno solo ma dell’ interà comunità…In un certo senso siamo tutti complici proprio a causa del disinteresse collettivo e degli atteggiamenti appena citati… Dove stiamo andando? La ricorrrenza odierna sia un motivo in più per riflettere sul nostro stile di vita, sulle nostre scelte (sono consapevoli? sono etiche? sono sobrie? sono solidali con l’umanità intorno a noi..?!?!?)..Prendiamo esempio da questi ‘grandi’ che hanno segnato la storia e facciamo anche noi la nostra parte di cittadini attivi e responsabili che hanno a cuore le sorti di questo tempo, in particolare le sorti del futuro dei nostri figli e dei giovani, sempre più incerto e buio.. Siamo veri educatori della civiltà del futuro(giovani) e non distruttori..Apriamo gli occhi e interessiamoci su quanto accade intorno a noi, partecipiamo alla vita attiva nel ns territorio, impariamo a capire cosa significa difendere il Bene Comune, mettiamoci insieme per confrontarsi, per educarci e per istruirci all’impegno civile, per discutere su cose serie e non solo su stupidaggini e pettegolezzi vari…DOVE stiamo andando? C’é un bisogno di cambiare…..Buona Resistenza, nel nome della Pace! (By: Agnese Ginocchio-Movimento per la Pace). Guarda il video dedicato a questa Memoria: http://www.youtube.com/watch?v=B0JJQ5CGoDU
COMUNICATO STAMPA.
L’ “A.D.A.S.C.” Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini, denuncia la mancanza di informazione fra la Raffineria di Milazzo e la popolazione. È mancanza di trasparenza – afferma Antonella Di Natale componente direttivo – non poter sapere ciò che accade dentro lo stabilimento petrolifero nelle situazioni di emergenza, consapevoli, i cittadini, del rischio che il comprensorio corre vista la presenza di impianti altamente pericolosi. Per due giorni consecutivi abbiamo solo potuto osservare colonne di fumo che si alzavano dall’industria. Ho contattato per ben tre volte l’azienda, senza mai ottenere nessuna risposta in merito – aggiunge il Presidente Giuseppe Maimone – non accettiamo un tale comportamento. Era doveroso da parte dell’industria inviare una nota alla popolazione e chiarire i problemi che hanno investito lo stabilimento nei giorni scorsi. Abbiamo dichiarato più volte che bisogna rispettare tutte le regole, le leggi, altrimenti smantellano, bonificano e lasciano il nostro territorio per creare altre forme di sviluppo ecocompatibili senza compromettere posti di lavoro. Facciamo appello a tutte le istituzioni – dichiara Micaela Polistena direttivo – affinchè venga elaborato e soprattutto reso pubblico a tutta la popolazione un piano di emergenza esterno. Inoltre gli abitanti di Milazzo in questi giorni hanno dovuto sopportare odori molesti, – dichiara Assunta Sciacca segretaria – noi non possiamo più accettare una situazione del genere. Milazzo deve diventare un polo turistico nazionale e non solo, ma in queste condizioni resterà solo una città di passaggio caratterizzata dalla presenza di cattivi odori ma anche di un patrimonio naturale storico inestimabile. Chiediamo a viva voce alle amministrazioni comunali dei comuni interessati dal dannoso problema dell’inquinamento industriale di organizzare urgentemente un tavolo tecnico per adottare una politica comune di tutela del nostro territorio e della salute dei cittadini, anche con esposti, richiesta di ispezioni da parte delle varie commissioni di ogni ordine e grado per avere una visione chiara delle condizioni degli stabilimenti. Milazzo e la Valle del Mela hanno subito e continuano a subire un danno ambientale. Le Associazioni, insieme alle Istituzioni possono iniziare un iter giudiziario per chiedere un risarcimento per danno ambientale, e costruire delle opere utili a tutta la popolazione. In conclusione l’Associazione chiede chiarimenti in merito all’impianto fotovoltaico che dovrà sorgere in contrada Mangiavacca, di proprietà dell’azienda “Termica Milazzo”.
COMUNICATO STAMPA
L’ “ A.D.A.S.C.” Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini, sollecita l’Amministrazione Comunale di Milazzo ad effettuare le analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque marine balneabili nel territorio comunale con successiva pubblicazione.
Ci sentiamo di fare questo appello all’Amministrazione Comunale di Milazzo guidata dall’Avv. Carmelo Pino, dichiara il Presidente Giuseppe Maimone, vista la preoccupazione della popolazione per i problemi che si sono registrati l’estate scorsa.
Ufficio Stampa “A.D.A.S.C.”
COMUNICATO STAMPA
L’ “A.D.A.S.C.” – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini, dopo aver appreso la notizia da un quotidiano nazionale in merito alla costruzione di un termovalorizzatore a Milazzo, si dichiara immediatamente contraria.
E’ una scelta scellerata del Governatore di Sicilia, On Raffaele Lombardo – dichiarano Antonella Di Natale e Micaela Polistena direttivo “A.D.A.S.C.” – pensare di peggiorare ulteriormente la già precaria situazione ambientale che attanaglia questo territorio. Dobbiamo cercare di sostituire lo sviluppo industriale con uno sviluppo turistico, valorizzando le bellezze che la natura ci ha donato.
É inaccettabile parlare di costruzione di un termovalorizzatore nella nostra zona, dichiarata Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e Sito di Interesse Nazionale – aggiunge il Presidente Giuseppe Maimone – dobbiamo pensare ad attivare immediatamente il Piano di Risanamento elaborato dall’Ufficio Speciale della Regione Siciliana, ente che il Presidente della Regione ha deciso di chiudere circa un anno fa. Noi diciamo basta ad un ulteriore industrializzazione del nostro territorio, martoriato, flagellato da scelte assunte negli anni 50; bisogna cercare di puntare sul riciclaggio, riutilizzo, sulla tanto nominata raccolta differenziata per cercare di far fronte ad un dannoso problema che affligge le nostre città: la gestione dei rifiuti. Abbiamo segnalato più volte che è opportuno ritornare alla gestione attraverso i comuni. L’Associazione si dichiara sul piede di guerra contro la costruzione del termovalorizzatore e si opporrà in tutte le sedi opportune. Lanciamo un appello a tutte le Associazioni territoriali, dichiara Assunta Sciacca segretaria “A.D.A.S.C”, alle Amministrazioni Comunali, alla Provincia Regionale di Messina, a tutti i politici del nostro territorio per attivare congiuntamente tutte quelle procedure per evitare la costruzione di un ulteriore impianto dannoso per la salute dei cittadini!
PRESIDENTE COSTRUISCA L’IMPIANTO NELLA SUA CITTA’!!
Ufficio Stampa “A.D.A.S.C.”
Gent.mo direttore,
Spett. Redazione
In nome e per conto del “Comitato Territoriale di Barcellona per l’aeroporto nella Piana di Milazzo” trasmetto un lungo ed articolato comunicato stampa che prende lo spunto da una recente nota sintetica a firma del referente regionale WWF per le aree ad alto rischio dott. Giuseppe Falliti .
Ritenendo che solo le inderogabili regole del giornalismo possano giustificare la laconicità delle argomentazioni addotte e con spirito di libero e genuino contraddittorio è intenzione del nostro Comitato che vengano rese pubbliche le argomentazioni sintetizzate nel documento di cui sopra .
Trattasi di affermazioni che trovano oggettivo riscontro in dati statistici, in contributi documentali e tecnico-scientifici con il solo fine di contribuire all’innalzamento delle conoscenze nella opinione pubblica, ovvero in quella componente del confronto democratico che più di ogni altra ha il diritto di essere correttamente informata .
E’ ovvio che l’argomento non può trovare esaustiva trattazione con la pubblicazione dell’odierno documento ma è comunque una dettagliata presa di posizione su alcune tematiche che verranno ulteriormente approfondite in alcuni prossimi incontri che si terranno nei centri più importanti della nostra amata provincia
Con i dovuti ringraziamenti per l’attenzione che verrà riservata al presente contributo,
Gaetano Recupero
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In via preliminare il Comitato desidera esprimere stima per la genuina attività da sempre svolta dal dott. Falliti a favore dell’ambiente, e parimenti è in noi la speranza che solo la necessità di sintesi giornalistica lo abbia indotto a “forzare” alcune osservazioni ed a formulare giudizi generici e talvolta demagogici così definibili perché non supportati da dati statistici, né da riferimenti normativi e bibliografici .
Anzitutto riteniamo che vadano opportunamente giustificati gli aggettivi contenuti nel titolo dell’articolo .
Sotto quale profilo l’aeroporto è giudicato inutile?
E’ inutile per la bassa consistenza dell’utenza? O per motivi economico-imprenditoriali? Ovvero per scarsa funzionalità trasportistica? O anche per motivi occupazionali? O forse per localizzazione territoriale? O ancora per lo scarso consenso popolare? O chissà per quale altro motivo?
Sotto quale profilo è giudicato dannoso?
Procura danno all’ambiente? Oppure all’uomo? O forse agli aeroporti vicini?
UTILITÀ O INUTILITÀ
E’ inutile perché l’utenza numericamente insufficiente causerebbe perdite d’esercizio?
In base a quali altri dati statistici si può teorizzare l’insostenibilità economica di una infrastruttura trasportistica che può vantare un bacino di influenza esteso da Cefalù a Giardini che solo per il settore turistico conta quasi il 33% degli arrivi turistici di tutta la Sicilia (525.880 su 1.602.308) ? .
Basta costruire una matrice origine–destinazione per ricavare il dato che il movimento aereo dovuto agli stranieri nella provincia di Messina supera abbondantemente la soglia delle 600.000 unità anno (dati 2008) .
E’ inutile perché il traffico stimato a tre anni dall’avviamento pari a 1.400.00 passeggeri/anno produrrebbe disavanzo economico alla società di gestione?
A questo proposito nella Comunicazione della Commissione Europea 2005/C 312/01 si dice testualmente che “non esistono cifre assolute che possono indicare quale sia la soglia di redditività” …. piuttosto questa “è funzione dei paesi e delle modalità organizzative dei singoli aeroporti” .
Questo riferimento è fondamentale per iniziare a far chiarezza sulla questione della sostenibilità aziendale dell’iniziativa in questione .
A tal proposito, è’ importante evidenziare che i ricavi delle società di gestione sono somma della componente “lato aria” (business for aviaton) rappresentata dai diritti e dalle tasse aeroportuali regolamentati dagli Stati nazionali, e dalla componente “lato terra” (business for non aviaton) legata ai servizi resi alla clientela e quindi alle attività economiche collaterali condotte in regime di libero mercato .
Con analisi di benchmarking condotte sui principali gestori italiani ed europei si perviene alla conclusione che il sistema aeroportuale italiano non è maturo né evoluto per cui genera bassi profitti I maggiori aeroporti italiani sono soggetti economici piccoli rispetto ai migliori concorrenti europei
La AdR (società di gestione Aeroporti di Roma) produce il 25% dei ricavi resi dagli aeroporti di Parigi ed il 16% di quelli londinesi; AdR ricava mediamente 15 euro/pax, contro 22 euro di quelli londinesi e 25 euro di quelli parigini
In generale gli aeroporti italiani ancora oggi stentano a diversificare il proprio business al contrario degli operatori europei .
Tutto questo trova oggettiva conferma nel fatto che gli aeroporti italiani nella generalità delle classifiche europee non si trovano mai ai primi posti per quantità e qualità dei servizi resi all’utenza
Le aerostazioni italiane sono poco confortevoli sono dei cosiddetti “non luoghi” dai quali il viaggiatore fugge prima possibile senza lasciare traccia valutaria del suo passaggio .
In definitiva rincorrere il numero dei passeggeri per individuare la “soglia di redditività” o altrimenti per quantificare il “margine operativo lordo (EBITDA)” della società di gestione (a proposito perché è stato evocato il “limite di profittabilità”?) nel caso italiano è inappropriato, fuorviante e poco significativo .
E’ inutile sotto il profilo occupazionale perché le migliaia di nuovi posti di lavoro con possibilità di reclutamento sul posto sembrano insufficienti?
La stima di 1.400.000 passeggeri/anno a tre anni dallo start-up autorizza la previsione di un’occupazione diretta pari a 1.400 unità ed un’occupazione direttamente connessa almeno di altre 5.000 unità .
Per certi versi si può ritenere inutile perché il livello occupazionale previsto è solo di 4,6 occupati ogni 1.000 passeggeri (6500 addetti per 1.400.000 pax/anno) è nettamente inferiore a quello di Malpensa pari a 5,71 ogni mille nel 2009 (100.000 occupati e 17.500.000 pax/anno) e soprattutto dei dati previsti al 2015 pari a 6,92 (173.000 occupati per 25.000.000 pax/anno) ed al 2030 pari a 6,28 (314.000 addetti per 50.000.000 pax/anno) .
I dati di Malpensa sono contenuti in un recente studio dell’Università Bocconi (vedi Agenzia Ansa del 6 maggio 2010) .
Il livello occupazionale stimato per l’aeroporto di Barcellona è in linea con i livelli occupazionali medi di quegli aeroporti comunitari che assicurano un livello di servizio agli utenti tale da giustificare utili piuttosto che perdite di esercizio .
E’ cosa inutile la creazioni di siffatti nuovi posti di lavoro?
E’ forse inutile per scarsa funzionalità in quanto la localizzazione prevista a cavallo del T. Mela e dei territori di Barcellona e Milazzo è determinante per la costituzione di una piattaforma quadrimodale prima in Italia per velocità di scambio intermodale atteso che nel raggio di 8 Km si trovano 2 stazioni ferroviarie su linea a doppio binario, due caselli autostradali della ME-PA, un porto naturale e un pianificato autoporto?
E’ inutile perché costruendo la curva isocrona a 50 minuti intorno a Milazzo la stessa comprende Lipari, Tusa e Taormina?
E’ ancora inutile per difetto di localizzazione territoriale in quanto è posizionato “quasi” al centro del tratto di costa che congiunge Tusa con Giardini e cioè di quella costa la cui lunghezza (dati Ministero per la Salute) pone la provincia di Messina come seconda provincia d’Italia per lunghezza di coste balneabili (342 Km) e certamente supererebbe Sassari (349 Km) se si potesse considerare la lunghezza di costa sacrificata alle aree industriali di Giammoro e di Villafranca Tirrena?
E’ inutile per lo scarso consenso popolare in quanto le 70.000 adesioni alla petizione popolare promossa per primo da questo Comitato in sinergia con il Centro Studi Civis di Milazzo ed in ultimo con altri Comitati Territoriali sembrano poche? Provvederemo ad aumentarle .
DANNI O VANTAGGI
Questa non è certamente la sede più adatta per trattare le osservazioni del dott. Falliti sulle implicazioni ambientali connesse all’ipotesi in discussione e certamente risulterà più utile il confronto in occasione di un prossimo convegno .
Comunque è utile tratteggiare alcune linee direttrici di validità generale
E’ bene premettere che sebbene la nascita ufficiale della questione ambientale venga sancita da un rapporto pubblicato nel 1972 da un gruppo di studiosi del MIT di Boston, tuttavia la sensibilità verso le tematiche ambientali non è nuova all’intelligenza ed alla sensibilità umana basti citare Seneca che nel 61 d.C. stigmatizzava “il fetore, la fuliggine e la pesantezza dell’aria di Roma” oppure pensare alla decisione del re Edoardo I di Inghilterra quando nel 1285 nominò una commissione con l’incarico di migliorare la qualità dell’aria di Londra .
Siamo certi che il dott. Falliti non vorrà disconoscere che non vi sarebbe sviluppo sulla terra per l’uomo se non fosse per gli interventi antropici sul territorio .
Tutto resterebbe allo stato naturale, in ossequio ad un obiettivo strettamente naturalistico in cui l’uomo, anziché far parte integrante del suo ambiente, ne diventa uno spettatore neutrale o peggio uno fra i tanti elementi della fauna con caratteristiche etniche e culturali da conservare nei secoli .
Questa in effetti fu la condizione delle comunità preistoriche .
Con l’avvento delle civiltà potamiche fu avviata la più potente, la più estesa e forse la più drammatica azione di trasformazione dell’ambiente naturale, anche se non la più insidiosa .
La nascita dell’agricoltura, segnando il passaggio dalla preistoria alla storia, ha marcato il passaggio dalla semplice economia di raccolta alla coltivazione della terra e quindi ad un complesso di attività che trasformano l’ambiente per renderlo adatto alla crescita dei vegetali ed all’allevamento degli animali da cui derivano prodotti indispensabili alla vita dell’uomo .
Un dato per tutti, negli ultimi due secoli la crescita della popolazione delle socìetà agricole tradizionali ha causato in tutto il mondo la deforestazione di 15.000.000 di Kmq pari al 10% della superficie terrestre .
Per tutte queste ragioni si può allora giudicare come dannosi la sopravvivenza ed il miglioramento della civiltà umana ? .
In conclusione, fin tanto che le valutazioni sull’opportunità di trasformare il paesaggio si ostineranno a concentrarsi sulle ripercussioni negative, come se l’ambiente dovesse rimanere per sempre invariato, l’interpretazione sarà sempre aperta a strumentalizzazioni di parte che nulla hanno a che vedere con un’onesta valutazione dell’effettiva opportunità di realizzare un’opera .
Passando al contenuto dell’articolo
E’ possibile conoscere quali opere infrastrutturali nella provincia di Messina sono ritenute inutili?
O forse è meglio dire che sono inutili perché gli EE.LL. colpevolmente non hanno trovato l’interesse a completarle o peggio ancora non hanno provveduto all’indispensabile manutenzione ?
Per quanto riguarda i sovrabbondanti centri commerciali è bene chiarire che se ben si analizza la dinamica a livello americano ed europeo di questo particolare tipo di “business” è facile dedurre ed evidenziare che l’evoluzione di queste iniziative è contrassegnata dalla sequenziale creazione di nuovi centri sempre più grandi, attraenti e confortevoli in danno dei più piccoli .
Quindi non si tratta di sovrabbondanza ma di connaturata e sperimentata dinamica di questo importante comparto economico .
Per quanto riguarda la presunta intenzione di Enac di ridurre e specializzare gli aeroporti si commette una piccola inesattezza .
L’Enac fra i suoi compiti istituzionali (D. Lgs 25/07/1997 n° 250) non annovera anche quello di pianificare la distribuzione territoriale degli aeroporti, piuttosto si occupa di “regolamentazione tecnica, di attività ispettiva e sanzionatoria, di certificazione, di controllo, di tenuta degli albi e dei registri aeronautici” .
E’ vero piuttosto che, nel 2006, su proposta del ministro Bianchi è stata proposta la redazione del primo Piano Nazionale degli Aeroporti di cui a tutt’oggi non si ha notizia .
Nel 2009 l’Enac su indicazione del Ministero per le Infrastrutture ha espletato la gara per la redazione di uno studio conoscitivo preliminare alla successiva redazione del sopracitato PNA .
In attesa della divulgazione di detto studio, la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha ritenuto utile impegnarsi nell’espletamento di un’indagine conoscitiva sul complesso degli aeroporti italiani .
Ne è emerso che in Italia sono aperti al traffico civile troppi aeroporti, ma la stessa Commissione ha avuto il buon senso di non negare la possibilità di autorizzare la costruzione di nuovi aeroporti altrimenti Viterbo, Grazzanise-Caserta, Agrigento, Benevento ed altre località potrebbero considerare senza futuro le iniziative e gli investimenti prodotti per la realizzazione dei loro scali .
Ad ulteriore riprova della possibilità di nuovi aeroporti basta consultare la pagina 87 del Rapporto 2009 Enac che parla appunto delle nuove infrastrutture programmate di Viterbo e Caserta .
E’ tutto da dimostrare che il traffico veicolare sarebbe reso più caotico, anzi, probabilmente, sarebbe quello ad essere razionalizzato, perché gran parte del turismo su gomma che oggi visita la nostra bellissima provincia sarebbe invogliato ad utilizzare il mezzo di trasporto più veloce e sicuro di cui disponiamo al giorno d’oggi.
Ormai si sa che il tempo impiegato e la velocità sono i parametri che condizionano maggiormente ogni nostra azione, quindi anche la vacanza!
Nell’articolo si paventa che trattasi del “solito intervento di cementificazione.”.
Forse che la realizzazione di un grande parco suburbano con all’interno una striscia di asfalto come una strada lunga 2400 mt e larga 45 mt e cioè il doppio in larghezza della vicina autostrada Me-Pa e con delle basse costruzioni per ospitare l’aerostazione e le strutture complementari lungo il perimetro esterno possono essere considerarsi interventi di trasformazione ambientale più invasivi di quanto non possano essere estese lottizzazioni ed innumerevoli interventi edilizi ? .
Noi riteniamo che sia velleitario pensare che le aree indicate per la realizzazione dell’aeroporto possano conservare l’attuale destinazione urbanistica a verde agricolo, piuttosto la loro cementificazione sarà l’ineluttabile prezzo che quelle aree pagheranno in ossequio alla moda urbanistica imperante alle nostre latitudini che vuole l’affermazione della cosiddetta “città diffusa” .
Piuttosto, l’aeroporto ed il circostante parco suburbano saranno la garanzia che le prossime generazioni disporranno certamente di un polmone di verde e quindi una verde anomalia immersa nel grigio cemento circostante nei riguardi del quale poco avranno potuto fare il dott. Falliti ed i suoi successori perché poco si può fare nei confronti della richiesta di nuovi insediamenti edilizi .
L’ultimo argomento è il richiamo alle autostrade del mare .
Questa soluzione, sebbene particolarmente affascinante per un paese come l’Italia ricco di coste e di approdi marittimi, tuttavia subisce ingiustamente perniciosi effetti dovuti ad una oggettiva sovraesposizione mediatica che per un verso incoraggia improponibili contrapposizioni rispetto alle altre modalità di trasporto e per l’altro induce ingiustifìcate e pretenziose aspettative nell’opinione pubblica .
La soluzione delle autostrade del mare combinata ad un potenziamento del trasporto fluviale è stata proposta e favorita dalla Unione Europea con la pubblicazione, nel 2001, del Libro Bianco.
Proprio in quel documento si esalta il miglior rendimento del trasporto lungo i fiumi e precisamente ivi si afferma che : “in termini di efficienza energetica un chilo di petrolio permette di spostare di un chilometro 50 tonnellate su strada, 97 tonnellate pere ferrovia e 127 tonnellate per via navigabile .
Il trasporto fluviale è affidabile e particolarmente adatto al trasporto di sostanze pericolose e di più grandi quantità ad un costo contenuto sulle lunghe distanze (prodotti pesanti, materiale industriale alla rinfusa, prodotti di costruzione, materiali di scarto)”.
Da quanto testè riportato si deduce che la soluzione delle vie navigabili sebbene si adatti ai lunghi viaggi mal si adatta all’oggetto del trasporto in quanto le persone sono utenza diversa dalle merci e le esigenze di velocità dei turisti sono incompatibili con le velocità commerciali dei battelli lungo i fiumi .
I mezzi più utilizzati in Italia per la navigazione lungo le autostrade del mare sono le navi Ro-Ro, che hanno velocità di esercizio di 16 al più di 20 nodi.
Non è un dato casuale perché gli armatori sanno benissimo che con le attuali tecnologie a parità di carico trasportato da mezzi pesanti su gomma, l’efficienza energetica dei mezzi navali è superiore per velocità di esercizio inferiori a 18 nodi (33,33 Km/h) .
Si conclude che i collegamenti attivi lungo le autostrade del mare lenti, per le limitazioni testè richiamate, sono poco interessanti e non utilizzati dalle persone e soprattutto dai turisti .
In conclusione, l’aeroporto è utile e produce benefici effetti perché il prodotto principale che questa terra può offrire non può essere esportato e quindi, in questo caso, “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna” (Nebrodi e Peloritani inclusi!)
Il comitato pro aeroporto del Mela di Barcellona
Messina 18/06
Falliti del Wwf Sicilia «L’aeroporto del Mela è inutile e dannoso
Andrea Italiano
Milazzo
C’è chi vuole l’aeroporto del Mela e chi no. E ritenendolo “inutile” invita alla riflessione sulla sua paventata realizzazione, in una zona già fin troppo martoriata da industrie, sovrabbondanti parchi commerciali ed inutili infrastrutture. Il referente del Wwf Sicilia aree ad alto rischio Giuseppe Falliti, richiama all’attenzione dei politici la situazione logistica ed ambientale della provincia, ed in particolare della Valle del Mela.
L’aeroporto del resto sarebbe anche una soluzione controcorrente, se si tiene conto che a livello nazionale l’Enac ha in progetto di ridurre o specializzare gli aeroporti per realizzare così maggiori economie in scala.
Il nucleo del problema è – ad avviso di Falliti – la gestione pubblica che mischia gli interessi politici con gli interessi delle società aeroportuali, con il risultato che il vero scopo della istituzione di nuovi aeroporti ed il mantenimento dei vecchi non è quello di razionalizzare, ma di privatizzare con finanziamenti pubblici. Una politica, ovviamente, che in Sicilia non serve per evitare sprechi, mentre ciò che occorre è invece una maggiore parsimonia e soprattutto l’uscita della politica dalla gestione diretta delle imprese.
L’aeroporto del Mela – come sostiene il referente del Wwf – non può raggiungere l’eventuale “limite di profittabilità”, ed il problema degli aiuti allo sviluppo che ne conseguirebbe sarebbe nefasto per l’economia siciliana, profilandosi utile soltanto per soddisfare la politica locale.
Ma una delle argomentazioni fondamentali per dissuadere tutti dal progettare una siffatta infrastruttura, che aggraverebbe il già pesante bilancio di inquinamento atmosferico ed acustico, che acuirebbe il caotico traffico veicolare, che non consentirebbe ottimizzazioni, nè l’ulteriore sfruttamento delle risorse naturalistiche e turistiche della provincia di Messina, è la questione ambientale.
L’aeroporto – aggiunge ancora Giuseppe Falliti – si profilerebbe solo come il solito intervento di cementificazione. Inoltre, prima di affrontare qualsivoglia ipotesi di nuove infrastrutture devono essere compiuti atti ormai indifferibili per risanare il comprensorio. Più logico e utile – conclude il referente – è puntare sulle autostrade del mare».
Si sono svolti a Siracusa dal 24 al 27 giugno, i 105 esimi “Campionati Italiani Assoluti Individuale ed i Campionati Italiani di Serie A1” a squadre di scherma.
In pedana 540 atleti, fra i quali 20 medaglie olimpiche, 1000 le presenze tra tecnici, staff e dirigenti intorno alle pedane e sugli spalti, 82 le società presenti, oltre a tutti i Gruppi sportivi militari.
Ben 96 le medaglie assegnate tra quelle valide per i titoli tricolore e per i titoli militari, 2500 le presenze al Teatro Greco nella serata del 24 giugno e ben 5000 gli spettatori presenti sulle tribune del Pala “Lo Bello” nei quattro giorni di gare affiancate da presentazioni culturali e iniziative sociali.
Fra i partecipanti nelle gare individuali anche i portacolori della società schermistica “Pietro Giannone” di Caserta, Francesca Boscarelli (terza classificata alla gara individuale e seconda a squadre con il team dell’Esercito Italiano per il quale gareggia allenandosi a Caserta) e Vincenzo Parisella (che ha chiuso con due vittorie nel girone ma non è riuscito a qualificarsi per gli incontri di eliminazione diretta ed ha chiuso al 33° posto).
Nel campionato a squadre di A1, al quale partecipano le prime dodici squadre d’Italia, tra queste le più blasonate come Carabinieri, Polizia ed Aereonautica, il team del “Giannone” si è classificato ottavo con in pedana Pasquale D’Andrea, Francesco Concilio, Vincenzo Parisella e Mario Renzulli.
La formula prevede due fasi: la prima con tre gironi da quattro squadre.
Dopo la fase a girone ci sono gli incontri di eliminazione diretta: le prime otto si incontrano per l’assegnazione del titolo nazionale nei play off; le ultime quatto si incontrano per la lotta salvezza nei play out.
Il girone del team casertano era il più difficile, da neopromossi gli allievi del maestro Rossacco hanno affrontato il Gruppo Sportivo Aereonautica (con Matteo Tagliariol campione olimpico e vicecampione del mondo in carica, Paolo Pizzo, Stefano Carozzo vincitore della coppa del mondo 2009 e Salvatore Viola), la Mangiarotti di Milano ed il Cus Padova (con Bollati campione italiano 2009), nello “score” finale i ragazzi della “Giannone” hanno perso con la Mangiarotti Milano e dopo un assalto eccezionale contro l’Aereonautica dove hanno rischiato di vincere, alla fine hanno dovuto soccombere per 45-39, poi è arrivata la vittoria contro il Cus Padova per 45-42.
Nella seconda fase dei play off, partendo dall’ottava posizione, il team della “Giannone” si è scontrato di nuovo con il GS Aereonautica perdendo 45-36.
Nonostante la sconfitta il team casertano ha conservato la permanenza in serie A1, che rappresenta un traguardo eccezionale per la società del G.S. “Pietro Giannone” .
La spedizione casertana torna da Siracusa senza medaglie, ma con la certezza che la massima serie rappresenta un premio per il presidente Enzo Vozza, il maestro Clemente Rossacco, per i ragazzi scesi in pedana a Siracusa dove li ha accompagnati e sostenuti il maestro Mario Masi.