Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Storia’ Category

mercoledì
Set 10,2014

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di Matilde Maisto

CANCELLO ED ARNONE – Nella gionata di ieri, 9 settembre 2014, il Sindaco Emerito, in qualità di primo cittadino, ha partecipato all’annuale celebrazione di commemorazione dei caduti del 9 settembre 1943. Alla presenza di autorità civili, politiche e religiose il Sindaco, dopo aver ringraziato tutti i presenti, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale e suo personale, ha ricordato gli eventi luttuosi che avvennero in quella fatidica mattinata del 9 settembre 1943. Siamo riuniti in questa giornata della memoria per glorificare i nostri martiri di una guerra ingiusta – egli ha detto. I bambini, le donne, gli uomini che impreziosirono, il 9 settembre 1943, con la loro fede operosa la città di Cancello ed Arnone. Dalla rassegna di testimonianze ho avuto la percezione degli accadimenti di quel giorno – Egli dice – Il piccolo centro rannodato attorno alla sua chiesa era in quella mattina in un clima di festa!!! Aleggiava un unico desiderio tra i nostri concittadini, condividere in preghiera un ringraziamento per la fine di una guerra tormentata e sanguinaria che tanto terrore aveva seminato. La comunità si raccolse verso le ore 10,30 di 71 anni fa nella Chiesa dedicata a Maria SS. delle Grazie, offrendo se stessa in olocausto, quasi ad espiazione di una resistenza passiva. Il ringraziamento fu funestato, da lì a poco, da un bombardamento anglo-americano, intervenuto in risposta di un attacco proferito da una contraerei tedesca. Le testimonianze raccontano di un tonfo assordante, una nuvola di fumo, e poi… Poi morte. Lo scenario desolante traspare in ogni ricordo, cumuli di macerie, distruzione di intere famiglie, di secolari sacrifici, di testimonianze dirette, di passati gloriosi e di memorie di vite vissute. Presumo, egli continua, che quei caduti immolati sull’altare sacrificale della comunità abbiano inciso con il loro sacrificio nelle coscienze di quanti si sono adoperati per la ricostruzione, stimolandone attivismo, solidarietà e laboriosità. Ancora oggi c’è chi piange i suoi affetti, l’amico tenuto per mano, la madre, il fratello complici nell’avvento alla salvezza, la lunga corsa verso la vita, spezzata, privata dall’amore domestico, aperta ad un futuro difficile di sofferenze, di paure e di ricordi indelebili. L’armistizio dell’8 settembre fu accolto con gli onori della festa della libertà, tuttavia lungi dall’essere la soluzione dei mali patiti, fino ad allora, per una guerra pretestuosa ed ingiusta, segnò l’inizio di efferatezze naziste nei confronti di una popolazione inerme accusata di tradimento. Io, figlio di una generazione che non ha conosciuto la guerra, non ha vissuto le ansie, le speranze, i tormenti, il rumore assordante delle bombe, raccolgo con onore il monito dei miei nonni e mi spingo affinchè il ricordo degli eventi bellici, sublimato dalla esperienza di questo popolo, costituisca vigile garanzia della dignità della persona umana. Mai più odio! Sì al progresso, alla giustizia, alla pace.

  • UNA PAGINA DI STORIA
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  • ALLE FRONDE DEI SALICI:  E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.Salvatore Quasimodo

 

  • La lirica del 1946, tratta dalla raccolta “Giorno dopo giorno”, documenta l’incontro della poetica ermetica con i temi resistenziali ed il tentativo di Quasimodo di creare una poesia impegnata, aperta alle fortissime suggestioni morali ed emotive di avvenimenti tanto tragici. Lo spunto è offerto dal salmo biblico della cattività babilonese (<<Sospendemmo ai salici le nostre cetre.Come potremmo cantare il cantico del Signore in una terra straniera?>>), utilizzato per esprimere l’impossibilità della poesia (da qui ermetismo, ossia poesia chiusa ermeticamente) di fronte alle atrocità commesse dagli occupanti tedeschi durante la guerra. La lirica si risolve in un lungo interrogativo, nel quale sono rappresentate tali atrocità <<i morti abbandonati nelle piazze>>, il <<lamento d’agnello dei fanciulli>>, l'<<urlo nero della madre>>, e in una frase conclusiva, in cui compaiono a simboleggiare la poesia le <<antiche cetre>> appese ai salici, oscillanti al <<triste vento>> dell’angoscia di quei giorni. Il testo, molto suggestivo, può essere letto anche come dichiarazione di poetica: la sospensione della poesia durante gli anni dell’oppressione sembra significare la volontà di fare poesia diversa e nuova, ora che tale oppressione ha lasciato un’impronta incancellabile nella coscienza degli uomini. E’ stata qui ricordata la bellissima poesia di Salvatore Quasimodo perché in modo realistico fa rivivere le atrocità vissute a Cancello ed Arnone in occasione del bombardamento del 9 settembre 1943. Dunque la storia di un paese simile alla storia di una città, di una nazione, di un continente, del mondo!
  • E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.

Foto scattate da Mattia Branco

lunedì
Gen 7,2013

 spread

 

Cari CDS vi invio un articolo apparso su Il Secolo XIX di Genova del 05.01.2013 che parla dello spread ai tempi dei Savoia, molto interessante per tutti noi perché scritto da Loretta Napoleoni che non è Napolitana.

Spero che sia una cosa gradita e “Forza e onore!”

Salvatore Bafurno.

Un grazie per la notizia a Salvatore Bafurno

Fiore Marro

http://www.duesicilieoggi.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=654:per-capire-meglio-la-crisi-economica-lo-spread-ai-tempi-dei-savoia&catid=1:ultime-notizie&Itemid=123

mercoledì
Gen 2,2013


 

(Mimmo Moro)
 
Bellona. 01-01-2013. La pubblicazione “Giovanni Limongi un audace aviatore bellonese decorato al Valor Militare” è un volume biografico dedicato alla memoria del Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (O.M.R.I.) Giovanni Limongi, Tenente Colonnello Pilota dell’Aeronautica Militare Italiana decorato con Medaglia di Bronzo al Valore Militare, una persona che, con i meriti riconosciuti a livello istituzionale, ha dato lustro alla Città di Bellona, sua città natale. Giovanni Limongi rappresenta, per la Città di Bellona, la figura di un degno cittadino che, con la sua ferma volontà, portò all’attenzione delle più alte Autorità nazionali ed internazionali il crudele evento del tragico 7 Ottobre 1943 che costò la vita a 54 uomini innocenti. Da qui l’inizio del suo cammino dedicato, insieme ad altri bellonesi, alla costituzione del Comitato Cittadino Pro-Erigendo Monumento in onore dei 54 Martiri che vide la presentazione, il 7 Ottobre 1945, 2º Secondo Anniversario dell’Eccidio, della stele commemorativa sulla cui facciata frontale fu incisa una epigrafe scritta dal filosofo abruzzese Benedetto Croce e l’opera completa del Mausoleo Ossario il 7 Ottobre 1968 in occasione del 25º Anniversario dell’Eccidio. L’autore, Dott. Domenico Valeriani, Presidente del Consiglio Comunale Città di Bellona: “Ho conosciuto personalmente il Cavaliere Giovanni Limongi ed ho avuto modo di poter apprezzare le sue doti e le sue qualità che lo hanno sempre contraddistinto. Grazie ai suoi consigli di vita militare, trascorsa maggiormente in zona di operazioni di guerra durante il Secondo Conflitto Mondiale, intrapresi anch’io l’esperienza della carriera militare rivelatasi molto bella e interessante. Nella certezza di rendere un giusto omaggio al Cavaliere Giovanni Limongi ed ai familiari, ho redatto, a seguito di ricerche presso i vari archivi storici, questo volume dedicandolo ad un Eroico Aviatore Bellonese, degna figura da tramandare alle future generazioni. Ringrazio le figlie Prof.sse Maria Teresa e Luciana, i nipoti Michele e Virginia, per il loro entusiastico consenso ed il Presidente Colonnello Antonio Cav. Arzillo ed i Soci dell’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Bellona, per la loro lodevole collaborazione.” La pubblicazione è stata presentata il 7 Ottobre 2011, in occasione del 68° Anniversario dell’Eccidio dei 54 Martiri e del Raduno Regionale dell’Associazione Arma Aeronautica, con la partecipazione della Fanfara del Comando Scuole Aeronautica Militare Italiana – 3^ Regione Aerea (Bari) presso l’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Bellona. Il 10 dicembre 2012, in occasione della festività della Madonna di Loreto, il cui legame con l’Aeronautica Militare risale ai primi decenni del XX secolo quando la Vergine Maria cominciò ad essere venerata quale protettrice degli Aviatori, è stata presentata la 2^ edizione della pubblicazione sempre presso l’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Bellona. Copie della presente pubblicazione sono state distribuite, a titolo gratuito, e donate alle seguenti biblioteche: – Palazzo del Quirinale Roma; – Ministero della Difesa Stato Maggiore dell’Aeronautica V Reparto Ufficio Storico Roma; – Consiglio Regionale della Campania Napoli; – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (A.N.F.I.M.) Presidenza Nazionale Roma; – Archivio di Stato Caserta; – Museo Provinciale Campano Capua; – Istituto Diocesano Capua; – Comune Città di Bellona; – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri Regione Campania Bellona; – Associazione Arma Aeronautica “Ten. Col. Pil. M.B.V.M. Cav. Giovanni Limongi” Sezione di Bellona (CE); – Rivista Mensile Aeronautica Roma; – Periodico Nazionale del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare Roma; – Associazione DEA Sport Onlus Bellona”. La pubblicazione è consultabile sul sito web: www.deanotizie.it, in otto puntate dal n.104 al n.112.

domenica
Dic 30,2012

I Comitati Due Sicilie parteciperanno allo spettacolo teatrale vincitore della borsa di studio “Scuola Holden” all’Home Festival dell’Irpinia d’Oriente, dal titolo “Brigantesse se more” per affiancare tutti coloro che sentono l’esigenza di scoprire un altro tassello di una storia mai raccontata. La Nostra storia. Queste le premesse con cui nasce lo spettacolo scritto da Rosaria Carifano, diretto da Grazia D’Arienzo, e messo in scena dalla compagnia dell’Associazione Culturale Iride.
martedì
Dic 18,2012

Ogni anno è usanza ….. non è “La Livella” di Totò ma un dato di fatto, i Comitati delle Due Sicilie ogni anno, il 27 dicembre si riuniscono per commemorare e celebrare una messa a suffragio di Francesco II, l’ultimo e sfortunato nostro re che la storia denigra ma in realtà è un personaggio di una levatura enorme, troppo ingombrante per il giovane regno d’Italia e per questo messo alla berlina,

Lo hanno definito in tanti modi, ma per noi è solo Francesco, affettuosamente il nostro Francesco.

http://www.comitatiduesicilie.it/index.php/eventi/234-francesco-ii-uno-di-noi-annuale-messa-a-suffragio-del-re

domenica
Dic 9,2012

Palermo 1866
Frammenti di verità sul “Risorgimento” e l’unificazione italiana continuano ad affiorare nonostante il clima di regime imposto con le celebrazioni per i 150 anni, del quale la recente legge che rende obbligatorio lo studio dell’Inno di Mameli e del Risorgimento a scuola costituisce un esempio eloquente.

LA FAMIGLIA CAIROLI E L’UNITA’ D’ITALIA

  • Filed under: Storia
domenica
Dic 2,2012

DENTRO LA STORIA – A cura di Andropos

         Da sinistra: Ernesto, Enrico, Benedetto, Luigi,
                                                                 Giovanni e seduta madre Adelaide Cairoli-Bono.
Carlo Cairoli,nel 1824, erede di agiati proprietari terrieri lomellini, medico, professore di chirurgia all’Università di Pavia, sposa Adelaide Bono (1806-1871), figlia di un antico prefetto napoleonico milanese, poi conte dell’Impero. La formazione di entrambi e l’impegno politico di Carlo che, nel 1848,è podestà durante il Governo Provvisorio di Pavia sono la base culturale dell’eduducazione dei  figli, che  indirizzerà le loro vite, che Adelaide continuerà  ad alimentare  anche  dopo la morte del marito. Finanziò anche giornali  patriottici, ospitò  un salotto politico letterario e intrattiene una fitta corrispondenza con gliintellettuali dell’epoca. Perse il marito nel 1849 e si trovò costretta ad affrontare la difficile situazione economica della famiglia. Riuscì a sostenere la famiglia con la vendita di alcuni terreni di proprietà del marito. Si spense il 27 marzo 1871 dopo una lunga malattia e venne sepolta nella tomba di famiglia a Gropello Cairoli. Benedetto (1825), il primogenito, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza,  nel 1844, fin da studente manifesta la sua posizione antiaustriaca, entrando in una cerchia di amici destinati a un ruolo importante
nella storia degli anni successivi. La sua partecipazione alle Cinque Giornate segna l’ingresso dei Cairoli nelle vicende risorgimentali e nella costruzione dell’Italia. Attivo combattente delle campagne risorgimentali, spesso a fianco dei fratelli, a lui toccherà in sorte di raccogliere l’eredità ideale della famiglia nella nuova nazione. Eletto deputato nel 1861 entra nelle file della sinistra, nel 1876 succede a Depretis per la sua prima  Presidenza del Consiglio, cui seguirà quella dal 1879 al 1881.
Ritiratosi poi a vita privata, muore nel 1889 nella villa reale di Capodimonte, ospite di Umberto I.
Ernesto (1833-1859), Luigi (1838-1860), Enrico (1840-1867) e  Giovanni (1841-1868), I fratelli più giovani, influenzati dal suo esempio, aderiranno all’ideale di patria con impegno attivo e totalizzante. Volontari nelle file garibaldine, daranno le loro giovani vite, lasciando a Benedetto l’eredità e il compito di dare forma all’Italia che avevano contribuito a creare. Accanto a loro anche due sorelle, Rachele (1826-1856) ed  Emilia  (1827-1856), alle quali pure la sorte riserva una vita breve. Solo Rachele avrà una famiglia.

mercoledì
Nov 14,2012
E’ trascorso poco meno di un anno da quando, speranzosi di un balzo in avanti nella costituzione della macroregione duosiciliana quale primo passo della ricostituzione dell’identità nazionale dell’ex Regno delle Due Sicilie, abbiamo aderito con sincero impegno alla costituzione della Confederazione Duosicilianainsieme ad altre realtà meridionaliste.
lunedì
Nov 12,2012

Francesco Iesu

 

Le manifestazioni dei docenti, sia precari che di ruolo, degli studenti, delle loro famiglie e dei sindacati, che in questi ultimi tempi si susseguono nel mondo scolastico, con la stessa rapidità, con cui, per usare una bella espressione del Manzoni, il fulmine tiene dietro al baleno, contro i molteplici provvedimenti ministeriali ritenuti penalizzanti l’intera categoria, i quali potrebbero generare nell’opinione pubblica un ingiusto disconoscimento della loro dignità sociale, così violando il principio universale del rispetto della dignità umana.

Invero, le loro richieste non sono espressioni di interessi meramente corporativistici, bensì trovano fondamento normativo in riforme pensate dalla saggezza e dalla lungimiranza di governanti di metà Ottocento.

Infatti, il Progetto di Riforma Scolastica del 22 Marzo 1848, che avrebbe dovuto restituire alla Scuola del Regno delle Due Sicilie di Ferdinando II il suo perduto prestigio, redatto da un’apposita Commissione che si ispirava al pensiero  del Filangieri  e del Cuoco, così recitava: “ Più che con i concorsi– la fortuna di un giorno non è certo guarentigia del valore di un uomo – la scelta del maestro si doveva fare dopo un tirocinio triennale nelle scuole pubbliche o private, oppure dopo un corso di studi in una scuola normale(cioè statale)”.

E’ un vero peccato che i nostri attuali governanti “tecnici” abbiano bandito l’inutile “ concorsone” e non abbiano seguito la strada indicata dagli antichi ed illuminati predecessori.

Non meno valido ed attuale è l’altro principio della stessa Commissione, secondo cui era necessario tutelare la carriera dei maestri(oggi pressoché inesistente) e la loro dignità (oggi vilipesa)”col concedere ad essi un soldo che renda tollerabile la loro esistenza, assicurare la loro sorte nella vecchiezza, avanzarli a soldi maggiori secondo il loro merito ed i loro servigi…proclamandoli pubblici funzionari,  talché nelle pubbliche solennità seguivano immediatamente il Sindaco del Comune, ed onorandoli in ogni occasione”.

Ahimè, quanto siamo caduti in basso nell’odierna società!

E’ il caso di ricordare che, fin dalla nascita delle prime scuole in Mesopotamia (3500 a. C), al vertice della scuola stava proprio “il professore”, chiamato anche “ padre della scuola”.

E pensare che al tempo dei Greci e dei Romani gli insegnanti erano esempi concreti del supremo valore della persona umana: ideale che attraverso il Rinascimento è arrivato fino a noi.

Ricordiamo l’importanza del loro ruolo, definito così da Aristotele: “Insegnare ciò che si è imparato, è la prova del sapere”.

Teniamo sempre presente, infine, che quando si scalfisce la dignità dei docenti, si scalfisce il valore della cultura.

Hoc est in votis.

Francesco Iesu, storico della Scuola.

GIOVANE ITALIA – CADUTA MURO DI BERLINO

venerdì
Nov 9,2012

Dichiarazione di Antimo Ferraro

Presidente provinciale della Giovane Italia Caserta

e-mail: antimoferraro@hotmail.it

 

CASERTA – Il presidente provinciale della Giovane Italia di Caserta, Antimo Ferraro, ricorda il XXIII anniversario della caduta del muro di Berlino.

‘L’evento, incredibile, della caduta del muro di Berlino ha rappresentato la definitiva liberazione dell’Europa da ogni forma di totalitarismo, e ricordarlo è l’occasione per riflettere, in profondità, sul processo di unificazione dei Popoli D’Europa, avviato proprio da questo avvenimento.

Un bilancio in pareggio, direi, che se non denota negatività non può certo vantarsi per positività. Vent’anni di liberismo ostentato, fallimentare nei fatti, convinto che con la semplice condivisone di una moneta, la firma di un trattato e la redazione di una costituzione, da soli, potessero bastare per definire l’identità di un popolo.

Il 9 novembre, il giorno della Libertà, così come riconosciuto con la legge 61/05, è, appunto, un momento per riflettere sullo stato dell’arte del Popolo Europeo.

Con certezza possiamo affermare di essere ancora molto lontani dal passaggio di un’Europa di Stati agli Stati Uniti d’Europa. Un processo che va accelerato riportando al centro di tutto l’uomo/il cittadino/il popolo con la sua capacità di autodeterminazione, il suo spirito solidale e la sua capacità di ritrovare un’identità partendo da quelle radici giudiaco-cristiane, proprie del Popolo Europeo.

Bisogna, insomma, risvegliare dal torpore quel concetto di Sociale, l’unico capace di sovvertire lo status quo che ha portato alla costruzione di una comunità europea fredda ed asciutta, incentrata esclusivamente sulla burocrazia e sull’economia finanziaria.’

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