
Don Camillo e Peppone Bottazzi, sono personaggi nati dalla penna di Giovanni Guareschi, giornalista e scrittore nato a Fontanelle di Roccabianca (Parma); le loro storie vengono ambientate a Brescello, paese nella provincia di Reggio Emilia situato sulle sponde del “grande fiume”, il Po.
Simboleggiano due culture opposte che proprio negli anni 50 andavano a scontrarsi proponendo modelli sociali differenti: il modello cattolico e tradizionalista di Don Camillo, che nei racconti di Guareschi è il parroco del paese, contrapposto al modello comunista di Peppone, sindaco di Brescello, sempre nella fantasia del racconto .
Un contrasto fra due amici-nemici, che nelle lotte aspre di una politica che non risparmia colpi bassi, sanno trovare il comune amore per la patria e la giustizia sociale.
Personaggi che sono diventati caricature di pensiero ma che, molto facilmente, anche se con accenti meno forti, potevamo trovare in terra Emiliana.
Caricature di un periodo storico difficilissimo e poverissimo come quello del dopoguerra italiano, in cui la passionalità che caratterizzava questa terra di origini contadine era la molla che spingeva a cambiare ed a ricercare strategie che fossero per tutti possibilità di riscatto.
Le radici cristiane comuni dei due amici-nemici diventano, davanti ai grandi problemi della vita, l’unità di misura alla quale nemmeno il comunista Peppone si sente di rinunciare.
Parte della nostra storia recente è raccontata in queste novelle che sono state magistralmente trasportate in versione televisiva; indimenticabili le interpretazione dei due attori principali: Gino Cervi nei panni di Peppone e il comico francese Fernandel nei panni di Don Camillo.
Ed ecco un pezzo di filmato
COMUNICATO STAMPA
“EMIGRALEZIONE” con “Lontani dal Cuore”, la serie televisiva del regista Pino Tordiglione nelle Scuole della Campania, Calabria e Puglia è partita dal piccolo Comune di Pontelandolfo (BN) tra commozione ed applausi.
Dalla serie televisiva di Rai Italia è stato mostrato agli studenti il film documentario dal titolo “Loro Scoprirono l’America” -Un Viaggio nelle Terre d’America che racconta Storie e Contributi dell’emigrazione Italiana per la crescita sia degli Stati Uniti d’America che dell’Italia-
L’Iniziativa promossa dal Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni e sostenuta dalla Provincia di Benevento, Assessorato al Turismo, in occasione del suo 150° anniversario dalla fondazione e dal Comune di Pontelandolfo, ha inteso celebrare i Sanniti nel Mondo e lo fatto con gli Stati Uniti dove risiede la più grossa Comunità Campana dei Piccoli Comuni d’oltreoceano: la Comunità dei Pontelandolfesi di Waterbury nel Connicticut che annovera, dall’inizio secolo ad oggi, oltre 35.000 cittadini emigrati dal questo piccolo centro del Sannita.
L’evento ha annovererto la presenza di Tony Rubbo, presidente dei Pontelandolfesi in America e di Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni nonché del Sindaco di Pontelandolfo, Cosimo Testa, dell’Assessore provinciale, Carlo Falato ed il regista Pino Tordiglione il quale ha dichiarato:
” Congiuntamente ai Piccoli Comuni ed alla Provincia di Benevento abbiamo inteso celebrare un percorso culturale iniziato nel 2006, anno in cui ebbe inizio la produzione della serie televisiva Lontani dal Cuore, dedicata ai nostri connazionali d’oltreoceano; il filmato scelto mostrerà agli studenti del sud il sacrificio dei loro Padri nelle patria della democrazia, gli Stati Uniti; una narrativa filmica che focalizza anche il notevole contributo intellettuale italiano per la costituzione di questa grande Nazione, una lezione di “storia vera” raccontata direttamente ed indirettamente da coloro che furono i protagonisti del grande esodo, di quel processo di crescita culturale ed economica sia degli Stati Uniti che della nostra Italia, ricordare alle nuove generazioni il passato significa insegnare loro a sapere apprezzare il presente per progettare insieme un futuro umano, comprendere l’emigrazione significa tollerare l’immigrazione”.
“Ai giovani – precisa il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - abbiamo il dovere di spiegare davvero la nostra storia di emigrazione per aiutarli nelle difficile opera di integrazione dell’oggi per il domani. Il nostro è un futuro multietnico, multirazziale, multiculturale e tocca ai giovani affrontare e vincere questa sfida straordinaria. Non servono forme demagogiche, strumentalizzazioni politiche, ma solo tanta verità e buon senso. Noi siamo – conclude il leader di Piccoli Comuni – la frontiera di una nuova e moderna società che rispetta le origini e guarda con speranza al futuro con all’orizzonte un grande arcobaleno di pace”.
L’Addetto Stampa
Andrea Gisoldi
La vicenda della web tv del Comune di Napoli era partita male, come già ampiamente sottolineato da Ordine dei Giornalisti della Campania e Assostampa Campania, ma è finita peggio.
Ordine e Assostampa Campania esprimono la piena e totale solidarietà ai colleghi Francesco Bellofatto, Angela Mazzocchi e Lucilla Parlato, gli unici colleghi, a quanto pare, ad aver presentato domanda per la direzione della Web Tv, che hanno saputo di non essere stati ammessi da una notizia pubblicata su un sito internet e non già direttamente all’Amministrazione comunale.
La solidarietà ai colleghi, ovviamente, non è da intendersi a titolo personale: Ordine e Associazione, esprimendo solidarietà e vicinanza ai tre colleghi, intendono tutelare l’intera categoria professionale vigilando sulla corretta applicazione delle norme, delle leggi e dei regolamenti. In tal senso gli organismi di categoria perseguiranno sulla strada dell’intransigenza formale, come finora fatto in ogni circostanza, assicurando, nel caso specifico ai tre colleghi, sostegno non solo istituzionale ma anche e soprattutto concreto.
In una articolata nota inviataci congiuntamente, i colleghi denunciano, tra l’altro, che l’esclusione dal bando è da ricondursi al
fatto che nessuno dei tre colleghi ha presentato un progetto articolato per la web-Tv, pur se nel bando – come i colleghi sottolineano – questa fattispecie non era espressamente indicata e richiesta. E’ ovvio che ci si trova di fronte ad una situazione sulla quale è necessario fare chiarezza. Ordine e Assostampa, nel chiedere al Comune di Napoli di rendere pubblico quanto è successo nell’interesse della trasparenza e della verità dei fatti, saranno vicini ai colleghi, nelle forme e nei modi che la legge permette, laddove decideranno di adire le vie legali.
Ordine e Assostampa, infine, nel pieno rispetto delle autonomie decisionali, invitano gli enti pubblici, quando si parla di comunicazione e giornalismo, a confrontarsi preventivamente con gli organismi che rappresentano la professione. Si fosse fatto per la web tv, il Comune avrebbe evitato errori e polemiche.
Napoli, 10-02-2010
Care colleghe e cari colleghi,
di seguito i contenuti del nuovo contratto spiegati dal responsabile per la Fnsi Marco Gardenghi.
Un caro saluto, Enzo Colimoro
Fnsi e Aeranti-Corallo hanno firmato l’accordo per il rinnovo del contratto dell’emittenza radiotelevisiva locale. L’intesa arriva a oltre due anni dalla scadenza del precedente accordo ponte e dopo una lunga trattativa tra le parti.Dopo aver superato, non senza difficoltà, alcuni momenti di tensione tra le delegazioni trattanti che avevano portato a un passo dalla rottura, quando tutto cioè faceva presagire una svolta negativa che avrebbe lasciato senza contratto oltre mille cinquecento giornalisti, le delegazioni della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e quella di Aeranti-Corallo si sono rimesse al tavolo per cercare una soluzione che, negli auspici, era l’obiettivo di tutti quanti: rinnovare un vero e proprio contratto che sanasse un lungo periodo di “vacanza” e che fornisse certezze a un settore che, con il passaggio al digitale, sta attraversando un periodo quanto mai delicato.Si tratta del primo vero rinnovo del contratto firmato per la prima volta nell’ottobre 2000: fino ad oggi si è arrivati attraverso un accordo ponte biennale che di fatto aveva modificato solo la parte economica.Il rinnovo del contratto, che per la parte normativa ha validità dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2013, mentre per la parte economica ha validità dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2011, porterà già nella retribuzione di gennaio aumenti economici che, a regime, saranno di 154 euro per i tele-radiogiornalisti tv con oltre 24 mesi di attività lavorativa nel settore giornalistico (80 euro in busta paga a gennaio 2010), di 120 euro (80 euro in busta paga a gennaio) per i tele-radiogiornalisti radio con oltre 24 mesi di attività lavorativa e di 90 euro (50 euro in busta paga a gennaio) per i tele-radiogiornalisti con meno di 24 mesi di attività lavorativa.Definiti anche i termini di retribuzione delle ultime due ore “gratuite”, la 37.a e la 38.a: a partire dal 1° luglio 2010 sarà retribuita la 38.a ora di lavoro, mentre dal 1° gennaio 2010 sarà retribuita anche la 37.a ora.Il rinnovo del contratto di lavoro sancisce inoltre molte importanti novità nella parte normativa. E’ stata definita l’introduzione di una nuova figura, ossia del vice coordinatore, figura necessaria specie nelle redazioni dove l’organizzazione del lavoro è più complessa, una proposta avanzata dalla Fnsi che è il frutto, come tante altre richieste del Sindacato, dell’esperienza maturata sul campo dai colleghi che operano nel settore e che la Fnsi ha recepito nelle numerose assemblee che si sono tenute nella varie realtà regionali.Tra le parti che sono state modificate rispetto al vecchio contratto, c’è la riscrittura dell’articolo 4 sui contratti a termine secondo le nuove norme che hanno negli ultimi anni cambiato la gestione del settore: i contratti saranno al massimo di 36 mesi con la possibilità di un ulteriore contratto a termine di 12 mesi per arrivare a un periodo massimo di 48 mesi.Nel nuovo contratto è stato meglio chiarito il ruolo del direttore responsabile con norme più chiare e cogenti sulle comunicazioni alle rappresentanze sindacali e con l’obbligo per il direttore responsabile di illustrare entro dieci giorni dall’insediamento il proprio programma politico-editoriale.Nel testo è stato poi introdotto un nuovo articolo che permetterà al giornalista di risolvere il rapporto di lavoro per legittimi motivi in caso di cambiamento di indirizzo politico della testata o di situazione incompatibile con la dignità dello stesso giornalista.Un altro punto di grande rilevanza è quello che riguarda la giornata di riposo che d’ora in poi non potrà coincidere con una festività infrasettimanale.Importantissima novità riguarda la rappresentanza sindacale: nei primi nove anni di applicazione del contratto dell’emittenza locale si è verificata l’impossibilità da parte di molte testate di eleggere un proprio rappresentante sindacale. Con il rinnovo del contratto, si ovvierà parzialmente a tale problema abbassando da sei a cinque il numero di tele-radiogiornalisti necessari per eleggere un fiduciario. La Fnsi è da sempre convinta che la presenza nelle aziende di un rappresentante sindacale dei giornalisti serva oltre che ad avere una più diretta conoscenza delle diverse situazioni e dei problemi che quotidianamente ogni testata vive, a trovare soluzioni più rapide alle questioni che la vita di redazione impone: si tratta talvolta di piccoli problemi che possono essere affrontati e superati meglio da una rappresentanza sindacale interna alle diverse testate. Per questo, il nuovo contratto prevede un rafforzamento della rappresentanza sindacale con un allargamento dei suoi diritti-doveri che vanno esattamente nella direzione indicata precedentemente.La Fnsi ritiene anche fondamentale la riscrittura dell’articolo 30 che riguarda il rapporto tra informazione e pubblicità, dove le nuove norme introdotte rafforzano gli aspetti deontologici del lavoro dei giornalisti ribadendo quanto contenuto anche nei principi della legge ordinistica. Così come sarà riconosciuto ad ogni tele-radiogiornalista il diritto, in caso di dissenso, di fare ritirare, con la firma, la voce e l’immagine dal servizio già registrato.Per quanto riguarda infine le innovazioni tecnologiche, è stato introdotto un secondo nuovo articolo che norma l’evoluzione tecnologica delle testate radio-tv e che salvaguarda la riservatezza delle fonti del giornalista attraverso, tra l’altro, l’inviolabilità della posta elettronica di ogni singolo tele-radiogiornalista. L’introduzione di nuovi sistemi tecnologici di produzione dovrà prevedere un periodo di addestramento professionale per tutti i tele-radiogiornalisti interessati.Per ultimo, l’impegno della Fnsi ad accogliere le richieste di Aeranti-Corallo di essere rappresentata negli organismi degli Istituti previdenziali dei giornalisti (Inpgi e Fondo di pensione complementare) oltre a fare parte di un comitato permanente di coordinamento paritetico nell’ambito della Casagit, l’Istituto che sovrintende l’assistenza sanitaria integrativa

di Nunzio De Pinto
SAN NICOLA LA STRADA – Domani, lunedì 4 gennaio 2010, alle ore 10.05, nel corso del programma di Rai Tre “Cominciamo Bene” condotto da Fabrizio Frizzi, Elsa Di Gati e con la partecipazione di Rita Forte, saranno presenti in divise militari borboniche ed in abiti briganteschi i Rievocatori delle Associazioni Storico Culturali “Capo di Lupo” – Storia Cultura Arte e Tradizione – Antica Terra di Lavoro e “Lo Schioppo” – Briganti Patrioti Soldati. Negli studi televisivi della DEAR di Roma, entrerà il vessillo borbonico portato con fierezza dall’Alfiere del 1° Reggimento Estero del Real Esercito, di scorta alla bandiera saranno presenti Briganti Legittimisti che porteranno con onore i gigli borbonici cuciti sulle coccarde rosse. Argomento del programma sarà l’anniversario dell’Unità d’Italia. Interverranno al dibattito fra gli altri Paolo Mieli (giornalista) e il prof. Vittorio Zucconi (storico). Ci sarà la presenza anche del grande regista Mario Monicelli. Dopo il successo ottenuto nel corso del 2009, la partecipazione alla trasmissione ribadisce e rimarca l’assoluto livello d’eccellenza raggiunto in ambito nazionale da entrambe le Associazioni nei campi della ricerca e riscoperta della storia e delle antiche tradizioni di un ricco e glorioso territorio erroneamente definito “Ciociaria” e che storicamente rappresenta invece l’Alta Terra di Lavoro. I Rievocatori attivi da oltre un decennio, sono stati così promossi per l’impegno dimostrato nel difficile settore della rievocazione storica civile e militare di qualità del periodo compreso fra il 1799 ed il 1870.
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Dal:
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DIPARTIMENTO COMUNICAZIONI

La badessa di Castro
L’amore impossibile, durato dodici anni e conclusosi con la morte, tra Elena Campireali, d’illustre casata, e Giulio Branciforti, brigante e figlio di brigante, sullo sfondo della selvaggia campagna romana, nella prima metà del Cinquecento. Pubblicato a Parigi nel 1839, La Badessa di Castro di Stendhal – capolavoro del romanzo breve – è considerato dalla critica ‘la prova generale della Certosa di Parma ’.
E’ forse tempo di rivedere la storia dei Castelli Romani secondo un nuovo filone – diverso da quello consueto dell’araldica guerriera dei casati o del folklore e delle lodi per i vini locali – nel sinistro ricordo delle lame dei coltelli estratti a tradimento che Stendhal ci racconta. Lo scrittore trova ‘antropologicamente’ connaturato all’indole italiana questo alternarsi di bellezza e crudeltà, di arte universale e bassi intrighi di potere, di tiranni senza scrupoli o briganti amati dal popolo e Michelangelo, Giorgione, Leonardo e Raffaello. Uno sguardo all’Italia del ‘500 che forse può dar lumi sul modo di essere degli Italiani odierni.
Anno 1559: Elena, giovane fanciulla figlia dei signori di Campireali, nobile famiglia residente ad Albano, si innamora di Giulio Branciforte, un giovane né ricco né bello ma generoso e passionale. Il loro amore viene ostacolato dal padre e dal fratello Fabio; la madre di Elena cerca invece di proteggere la figlia, aiutandola a nascondere le lettere che Giulio le scrive. L’amore tra i due non vacilla neanche quando Giulio confessa ad Elena di essere figlio di un brigante e di lavorare al servizio del principe Fabrizio Colonna, ostile agli Orsini e quindi anche alla famiglia dei Campireali loro alleata.
Poco tempo dopo, nella foresta della Faiola, si svolge uno scontro tra i Colonna e gli Orsini al quale partecipano, su fronti opposti, sia Giulio che Fabio: Giulio cerca di evitare ogni contatto con Fabio ma quest’ultimo lo provoca e lo sfida a duello: Giulio reagisce e per difendersi uccide.
Ad Elena viene fatto credere che Giulio abbia deliberatamente ucciso il fratello; per evitare contatti, la giovane viene inviata dai genitori nel convento della città di Castro.
Fabio viene informato del trasferimento di Elena. Riesce a farle pervenire una lettera nella quale fornisce la sua versione dei fatti e chiede ad Elena di fuggire con lui. La giovane accetta. Giulio organizza il rapimento di Elena dal convento, ma il tentativo fallisce.
Giulio, sul quale ormai pende una condanna a morte, viene invitato da Fabrizio Colonna a rifugiarsi in Messico: vi rimarrà dieci anni, combattendo sotto falso nome nelle fila dell’esercito spagnolo.
Elena attende inutilmente notizie da Giulio: le lettere che il giovane scrive alla donna vengono infatti intercettate dalla madre di Elena, la quale alla fine riesce a convincere la figlia che Giulio è ormai morto. Elena si dispera.
Dopo dieci anni di reclusione nel convento di Castro, il turbamento di Elena è tale da indurla prima a farsi nominare badessa del convento (aiutata dalla madre che riesce a corrompere un vecchio cardinale), quindi a trasgredire le regole monastiche iniziando una relazione con il giovane vescovo di Castro: Elena rimane incinta.
I due amanti vengono scoperti e denunciati: processati dal tribunale dell’Inquisizione, Elena ed il vescovo vengono condannati al carcere perpetuo. La madre di Elena fa scavare un tunnel per cercare di liberare la figlia; intanto Giulio è tornato dal Messico ed è alla ricerca della sua amata. La notizia giunge ad Elena proprio nel momento in cui la salvezza sembra a portata di mano…

La fiction, “Il Falco e la Colomba” prodotta da Guido De Angelis e diretta da Giorgio Serafini, recentemente andata in onda in sei puntate su canale 5, si ispira al romanzo breve di Stendhal “La Badessa di Castro“, e parla della storia d’amore tra Elena Campireali, nobildonna appartenente ad un’ illustre famiglia, e Giulio Branciforti, uomo di umili origini e figlio di un brigante. La storia è ambientata nella prima parte del ‘500 sullo sfondo della campagna romana.
Nella fiction Giulio ed Elena si amano infinitamente, ma dovranno scontrarsi con le convenzioni sociali e con gli interessi di famiglia, con le rivalità politiche e con le gelosie. Ma alla fine il loro amore trionferà.