Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Tradizioni’ Category

venerdì
Dic 7,2012

466-santambrogio_mosaicosacello.jpg

Oggi 7 Dicembre ricorre la festività di Sant’Ambrogio, protettore della città di Milano. Una ricorrenza molto importante per i milanesi perchè apre il periodo delle festività Natalizie.

Infatti il “Ponte di Sant’Ambrogio rappresenta la prova generale del Natale tra chi ne approfitta per decorare albero e presepe e chi si dedica all’acquisto dei regali.

Per Sant’Ambrogio, come da tradizione, un milanese su sei si dedicherà allo shopping natalizio, soprattutto alla fiera degli Oh bej Oh bej o nei mercatini di Natale. E quest’anno chi sceglierà di acquistare i regali nei mercatini ambulanti, in oltre otto casi su dieci sarà servito da uno straniero. Il commercio ambulante, a Milano è infatti ormai terra di conquista con appena il 16% delle attività itineranti in mano a italiani, straniero l’83%”.

I più attivi nello shopping? I trentenni e i quarantenni . Mentre i pensionati sono quelli che passeranno più tempo in famiglia, quasi il 70%. La tradizione del patrono milanese è ancora forte tra le imprese: nella provincia di Milano sono 78 quelle che portano il nome del santo patrono del capoluogo meneghino. Sia nella versione classica “Sant’Ambrogio” (68 imprese sul totale provinciale delle imprese che hanno scelto come denominazione sociale il nome del Santo) che in quella “Sant’Ambroeus” (10 imprese sul totale). Quasi la metà del totale delle imprese italiane con lo stesso nome (155 “Sant’Ambrogio” e 13 “Sant’Ambroeus”).

Le attività a cui si dedicano sono le più varie: ci sono immobiliari, imprese di costruzioni, onoranze funebri ma anche manifatture di ceramiche, terme, scuderie e calzolerie. “Sant’Ambrogio  è un momento importante di festa per Milano, di aggregazione e ritrovo in una appartenenza condivisa per tutti i milanesi che amano la loro città. Una festa prima di tutta religiosa e delle famiglie e anche un’occasione per il rilancio dei consumi nelle prossime feste che, per le piccole imprese diffuse e per i negozi di vicinato, segnano l’andamento complessivo di tutto l’anno. Ecco perchá bisogna partecipare all’insegna dell’ottimismo e festeggiare in preparazione al Natale”.

 

mercoledì
Giu 20,2012

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

Salve,
leggendo il vostro notiziario on line, ho notato che date molto risalto ai nostri militari Alpini della Campania che svolgono servizio al Nord.
MI presento, sono Marco Scaperrotta, Presidente Regionale Associazione Nazionale Alpini, con sede a Napoli in Piazza del Plebiscito.
Molti chiedono: cosa centrano gli alpini con Napoli??
io rispondo: Il corpo degli alpini è stato fondato a Napoli nell’Ottobre del 1872, il decreto costitutivo fu firmato a Palazzo Reale da Re Vittorio Emanuele II.
Quest’anno ricade il 140° anniversario della costituzione.

Con l’occasione il 29-30 settembre p.v. ci sarà a Benevento il raduno del Centro Sud degli Alpini, con circa 3000 alpini provenienti dalle regioni del centro su italia.
quindi vi prego di publicizzare l’evento che ha un proprio sito web:  www.radunoalpinibenevento.it    oppure per sapere un pò di storia www.ananapoli.it

per qualsiasi chiarimento sono a completa disposizione

un saluto

Marco Scaperrotta


ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
SEZIONE DI NAPOLI

giovedì
Dic 22,2011

 

Il Natale, per zio Peppe, aveva sapori e profumi di casa sua, ma in tutta la città, per tutto il tempo dell’Avvento, aveva il suono delle zampogne e delle ciaramelle: non c’era casa a Napoli che non volesse la benedizione di quel suono.

Poveri pecorai, discesi dalla Ciociaria o dal Molise, gli zampognari arrivavano in città per guadagnarsi il pane mentre il freddo bloccava i pascoli e transumanze, lavoro invernale per chi non poteva permettersi una stagione di magra, dato che era già magra la loro vita.

Vestiti di pelli e coperti da mantelline, venivano ospitati in alloggi di fortuna, quasi sempre depositi o cellari, più indicati per botti di vino.

Arrivavano sempre ai primi di dicembre per la novena dell’Immacolata e si fermavano in città fino all’Epifania per suonare le nenie care all’attesa del bambinello.

Pastorali antiche che ripetevano il ritmo andante del solito inno al bambino divino, che nasce al freddo e al gelo.

Pochi spiccioli nel cappello e tanta gratitudine a chi con la sua presenza arricchiva la memoria della festa.

Le edicole votive di un quartiere avevano le madrine e padrini che mai nel tempo dell’Avvento avrebbero fatto mancare il suono della cornamusa al proprio santo protettore e, dato che in casa il presepe era un’edicola familiare, pure lì non poteva mancare la nenia degli zampognari.

Spesso la novena si faceva suonare anche dinanzi agli altari improvvisati, addobbati per l’occasione sul comò della camera da letto con le foto dei parenti trapassati.

Quartiere per quartiere, vicolo per vicolo, il suono dell’aria che gonfia la zampogna e del sibilo del soffio, si ripeteva casa dopo casa augurando di acchiappare nuova aria, nuova speranza di futuro.

Accadeva anche che le note parole che accompagnavano la nenia “Tu scendi dalle stelle, o re del cielo” si trasformassero in una canzonaccia che non era irriverente, ma frutto estemporaneo di un gioco innocente che si tramandava di padre in figlio: “Mò vene Natale e stò senza denare, me fumo ‘na pippa e me vaco a cuccà”. Quanno è stanotte ca sparano ‘e botte, me metto ‘o cappiello e vaco a vedè”.

 

LO ZAMPOGNARO

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?

“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.

Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?

“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?

” Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.

Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;

se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno

Gianni Rodari

martedì
Nov 8,2011

Palazzo Merolla

Convento

Tombolata

Una scena dello spettacolo


Da venerdì 11 novembre 2011, Città di Marano
TAM Tradizioni e Artigianato a Marano
Mostre, installazioni, degustazioni, visite guidate e spettacoli

Prenderà il via con l’evento inaugurale “Estate di S. Martino”, venerdì 11 novembre 2011 alle ore 20.30, negli spazi di Palazzo Merolla, la rassegna TAM Tradizioni e Artigianato a Marano, un ricco ed articolato programma di mostre, installazioni, degustazioni, visite guidate e spettacoli, che si protrarrà fino a domenica 11 dicembre 2011.
La manifestazione è ideata dall’Ufficio TMM “Terra Mater et Magister” del Comune di Marano, guidato dal Dr. Francesco Taglialatela, con il Contributo del Comune di Marano di Napoli e del Consiglio e della Giunta Regionale della Campania, unitamente al supporto di Ascom, Cantine Federiciane Monteleone, Salsamenteria Sarracino, Hotel Garden Rose, Pasticceria Muolin Rouge, Macelleria Belvedere, Taverna Neapolis, Caseificio Le Grazie, I.p.s.a.r. Petronio Pozzuoli
Il progetto “Terra Mater et Magistra” nasce con l’intento di promuovere le attività commerciali, artigianali e agricole e lo sviluppo del territorio, attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali, del patrimonio storico, architettonico, culturale, ambientale e paesaggistico.
Perché “Terra Mater et Magistra”? “Madre” perché la terra accudisce dolcemente e alimenta generosamente i propri figli. “Maestra” perché la terra, con la sua storia e le sue leggi, è custode d’insegnamenti e valori che trasmette alle generazioni future.
La realizzazione del progetto ha evidenziato l’esigenza di individuare un ufficio comunale, stabilmente dedicato alle finalità di “Terra Mater et Magistra”, incardinato presso il Servizio comunale per le attività produttive, per coordinare le iniziative già avviate. L’ufficio è stato istituito con Delibera di Giunta Comunale n. 54 del 6 maggio 2010.
L’obiettivo dell’Ufficio è quindi rafforzare l’identità territoriale, sostenere i processi di sviluppo dei sistemi produttivi locali, favorire il mantenimento della popolazione residente e nei territori marginali e promuovere l’attrattività dei sistemi turistici locali.
TAM Tradizioni e Artigianato a Marano s’inserisce a pieno titolo tra gli obiettivi perseguiti da TMM e dal Comune di Marano, proponendo diversi appuntamenti nell’arco di un mese. Sarà un viaggio nei luoghi e nei sapori del territorio maranese, alla scoperta delle tipicità locali e alla valorizzazione del territorio.
Per il raggiungimento di tali finalità, è stato ideato e realizzato un calendario di eventi sul territorio, che inizierà venerdì 11 novembre alle ore 20.30 a Palazzo Merolla con Estate di S. Martino, serata di presentazione di prodotti tipici con ricette rielaborate dallo chef Antonio di Fede.
Sempre da venerdì 11 novembre, e per l’intero mese di programmazione, la mostra Marano Città del Tufo, installazioni in città a cura di Angelo Marra.
Da sabato 12 novembre (repliche il 13, 26, 27, poi il 3 e 4 dicembre) alle ore 10.30 a Villa del Ciaurro, partiranno le visite guidate animate Tirone e i fantasmi del tufo, a cura del CRASC – Centro di Ricerca sull’Attore e Sperimentazione Culturale, con Bruno Toro, Beatrice Baino, Marco Luciano, Danila Sanniola, Davide Cimenti, Michele Violini.

Le visite partiranno dalla Villa del Ciaurro, per proseguire alla scoperta del territorio, guidate dalla Dr.ssa Fulvia Montella. Diversi i monumenti che saranno “riscoperti”, come il Mausoleo di Tirone, la Chiesa di S. Castrese, Palazzo Merolla e il Convento di S. Maria degli Angeli. Le storie, raccontate durante le visite guidate in maniera ironica e scanzonata, sono tratte da racconti di Matilde Serao, Gianbattista Basile, Annibale Ruccello, Antonio E. Piedimonte.
Da giovedì 24 novembre a domenica 4 dicembre si svolgerà la tredicesima edizione del Marano Ragazzi Spot Festival, per la direzione artistica di Rosario D’Uonno, evento, che, nel 2009, si è fregiato della Medaglia dal Presidente della Repubblica e del Premio Alta Qualità per l’Infanzia. Organizzata dall’Associazione Marano Ragazzi Spot Festival e dal Consorzio delle scuole di Marano di Napoli nell’ ambito delle attività coordinate dal Settore Educazione alla Legalità dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, la kermesse ha consolidato la sua posizione nel quadro delle iniziative di settore, divenendo ormai per le tante scuole italiane, che operano nel campo della produzione cine-televisiva, un appuntamento di grande rilevanza e prestigio.
Il Marano Ragazzi Spot Festival è il festival nazionale degli spot di pubblicità sociale realizzati dai ragazzi; è l’unico concorso-manifestazione al mondo che vede bambini e ragazzi di ogni età all’opera con telecamere e fantasia per raccontare e promuovere la legalità, la giustizia sociale, la pace, la difesa dell’ambiente, l’amicizia fra i popoli, il dialogo interculturale e interrazziale.
L’edizione 2011 è dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Per l’occasione saranno ospitati presso le famiglie di Marano di Napoli, dal 28 novembre al 4 dicembre, 150 ragazzi in rappresentanza di tante regioni italiane.
Dal 26 novembre al 4 dicembre a Palazzo Merolla, inaugurazione di Marano per LegAli al Sud, mostra sulle esperienze prodotte dalle scuole delle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia nell’ambito dei progetti del FSE 2007/2013, “LegAli al Sud” un progetto per la legalità in ogni scuola, PON azione C3.
A chiudere la manifestazione TAM Tradizioni e Artigianato a Marano, nei giorni 9, 10 e 11 dicembre, tradizionale periodo delle Sporte, spaselle e cuoppi, alle ore 20.00 al Convento S. Maria degli Angeli, sarà la Tombolata Show, classico spettacolo natalizio a cura del CRASC, con Emilio Massa. Lo spettacolo si rivela nella sua forma più popolare e la “chiammata” numerica è affidata al personaggio di un’anziana signora che, con la saggezza popolare, mescola al gioco la sua storia.
Coinvolge i presenti e li rende complici di una spettacolarità che per quanto legata alla fantasia della scrittura e perfettamente riscontrabile nella realtà. Al discorso del gioco, come puro e semplice divertimento, che è essenzialmente alla base di tutto, si unisce il discorso sulla tradizione e sul recupero linguistico-dialettale originario della tombola. Un gioco di animazione alimentato dalla fantasia popolare, che dai fatti della strada prende spunto per esplicarsi.
I premi saranno messi a disposizione da Caseificio Le Grazie e Taverna Neapolis, le degustazioni offerte da Hotel Garden Rose.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria (escluse le mostre),
fatta eccezione per la Tombolata Show che avrà un costo di euro 5
Info e prenotazioni ai numeri 39229662191, 3929287300 email crasc@teatrodiricerca.it
internet www.terramateretmagistra.it www.teatrodiricerca.it

Programma

Estate di S. Martino
11 novembre ore 20.30 – Palazzo Merolla
Serata di presentazione di prodotti tipici con ricette rielaborate dallo chef Antonio di Fede.
“Mi piacciono i sapori della terra e quelli del mare ,i colori dei nostri prodotti,mi inebriano i profumi dell’erbe aromatiche rispetto le loro stagionalita’ , che, uniti all’esperienza e alla tecnica, permettono di realizzare dei piatti decisamente mediterranei ,che aiuteranno a esaltare la loro presentazione, abbinati ai vini del territorio”
Antonio di Fede personal chef è la figura moderna di un antico mestiere, prima esisteva il cuoco di corte poi il cuoco personale attualmente il personal chef . E’ una figura professionale che oltre oceano ma anche in Europa e’ molto richiesta e da qualche anno anche in italia.

Dall’11 novembre all’11 dicembre
Mostra Marano Città del tufo
Installazioni in città a cura di Angelo Marra
Il tufo è il protagonista della mostra fotografica di Angelo Marra dedicata ai beni culturali e ambientali della città di Marano

12,13, 26,27 novembre, 3, 4 dicembre, ore 10.30 a Villa del Ciaurro
Visita guidata animata “Tirone e i fantasmi del tufo”
Visite guidate animate curate dal CRASC – Centro di Ricerca sull’Attore e Sperimentazione Culturale, con Bruno Toro, Beatrice Baino, Marco Luciano, Danila Sanniola, Davide Cimenti, Michele Violini
Le visite partiranno dalla Villa del Ciaurro, per proseguire alla scoperta del territorio, guidate dalla Dr.ssa Fulvia Montella.
Diversi i monumenti che saranno “riscoperti”: Mausoleo di Tirone, Chiesa di S. Castrese, Palazzo Merolla e il Convento di S. Maria degli Angeli.
Ad accompagnare il pubblico durante la visita ci sarà un “fantasma speciale”, Tirone, che, uscito dalla sua tomba, il mausoleo del Ciaurro, racconterà la sua storia, il suo rapporto con Cicerone, la sua straordinaria intuizione che lo portò a creare “le note tironiane”, una particolare scrittura progenitrice della moderna stenografia.
Tirone ci presenterà gli altri fantasmi e racconti che animeranno la visita. Ancora una volta sarà il tufo il filo conduttore delle storie. Tirone infatti racconterà che il tufo, vista la sua naturale porosità, è ambiente ideale per l’apparizione dei fantasmi che per questo si sono stabiliti sul territorio maranese.
Naturalmente il tutto rappresentato in maniera ironica e scanzonata. Le storie sono tratte da racconti di Matilde Serao, Gianbattista Basile, Annibale Ruccello, Antonio E. Piedimonte.

Il fantasma di Bianca
La storia è quella di una giovane orfana, Bianca, che viene accolta dai duchi di Laurino come damigella per donna Lorenza Spinelli, un’autentica megera divorata dalla gelosia e dall’invidia per la raffinata bellezza della fanciulla. Sentimenti che crebbero sino a spingere la nobildonna a punire in modo atroce la giovane damigella, colpevole, a suo dire, di aver incrociato lo sguardo del marito.
La bella Bianca fu dunque murata viva, ma prima che l’ultima pietra la seppellisse per sempre lanciò la sua maledizione: «Puoi murarmi viva, ma tu e la tua famiglia continuerete a vedermi, in allegria come in mestizia». E, ovviamente, si vuole che il fantasma di Bianca sia apparso alla donna e ai suoi famigliari sempre qualche giorno prima che avvenisse qualcosa, sia  di buono che di cattivo. E fino a qualche tempo fa il fantasma avrebbe continuato a frequentare il palazzo e i suoi inquilini ma, dicono, solo per annunciare liete novelle.

La vecchia scorticata
Sotto le stanze del re vivono due vecchiette bruttissime…
La curiosità del re, lo spirito d’iniziativa delle due e sette magnifiche fate ne faranno una storia divertente con l’immancabile morale per tutti:
l’invidia è fatta a coppi, e chi s’a piglia, schiatta in cuorp!

La storia di Rosa e dell’invidia
Rosa e sua sorella sono invitate a palazzo ad una grande festa. Rosa prima di uscire mangia una scodella di fagioli e durante il ballo non riesce a trattenersi… Sarà proprio la sua gaffe a fare la sua fortuna, peccato che a sua sorella, brutta e antipatica non andrà allo stesso modo, anzi a causa della sua invidia non toccherà una sorte diversa.

Donn’Anna
La storia della bellissima Donn’Anna, circondata dai suoi numerosi amanti verrà sconfitta in amore da sua nipote. A nulla varrà la sua bellezza, la sua potenza, la sua ricchezza. Nonostante la sua terribile vendetta si ritroverà sola nelle stanze del suo palazzo.

Ogni visita si concluderà con un incontro enogastronomico:
sabato 12 e 26 nov. e 3 dic. presso la Salsamenteria Saracino
domenica 13 nov. presso Cantine Federiciane Montenapoleone
domenica 26 nov. e 4 dicembre presso Pasticceria Muolin Rouge

Dal 24 novembre al 4 dicembre
Marano Ragazzi Spot Festival
Direzione artistica Rosario D’Uonno
Il Festival, che nel 2009 si è fregiato della Medaglia dal Presidente della Repubblica e del Premio Alta Qualità per l’Infanzia, giunge alla tredicesima edizione ed ha consolidato la sua posizione nel quadro delle iniziative di settore, divenendo ormai per le tante scuole italiane che operano nel campo della produzione cine-televisiva, un appuntamento di grande rilevanza e prestigio.
Il Marano Ragazzi Spot Festival è il festival nazionale degli spot di pubblicità sociale realizzati dai ragazzi; è l’unico concorso-manifestazione al mondo che vede bambini e ragazzi di ogni età all’opera con telecamere e fantasia per raccontare e promuovere la legalità, la giustizia sociale, la pace, la difesa dell’ambiente,l’amicizia fra i popoli, il dialogo interculturale e interrazziale.
Il festival è organizzato dall’Associazione Marano Ragazzi Spot Festival e dal Consorzio delle scuole di Marano di Napoli nell’ ambito delle attività coordinate dal Settore Educazione alla Legalità dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, si svolge ad ottobre di ogni anno coinvolgendo l’intera città, per dare un’ identità positiva e partecipativa ai giovani di un territorio troppo offeso, depredato e influenzato dalla camorra, dove la scuola è stata chiamata al gravoso compito di offrire motivazioni, riferimenti, esempi, affettività e progettualità.
Il festival, che ogni anno accoglie nelle famiglie maranesi centinaia di ragazzi e adulti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa, è la festa della creatività, dei sogni dell’amicizia e dell’impegno. Parteciparvi è un’occasione per incontrarsi, conoscersi, confrontarsi e crescere insieme. E’ vivere immagini e suggestioni, è condividere riflessioni e partecipazione, impegno sociale e sogni.
Il Marano Ragazzi Spot Festival 2011 è dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, per l’occasione saranno ospitati presso le famiglie di Marano di Napoli, dal 28 novembre al 4 dicembre, 150 ragazzi in rappresentanza di tante Regioni italiane.
Numerosi gli eventi in programma: tre concorsi nazionali, sei rassegne nazionali, due mostre, due tavole rotonde, sei spettacoli teatrali, un concerto, otto laboratori per ragazzi. Tra le sedi degli eventi il Cinema-Teatro Giancarlo Siani e Palazzo Merolla.
Fra i tanti: il concorso “40 anni di Pubblicità Progresso” dove la giuria dei ragazzi del festival voterà la migliore campagna; il gemellaggio “Qui Nisida… si può fare” l’’intensa esperienza di quattordici ragazze, vissuta con loro coetanee dell’Istituto Penale Minorile di Nisida; la rassegna di cartoni animati d’autore “Sguardi d’Animazione”; l’incontro “Sguardi di Memoria” con i familiari delle vittime innocenti di criminalità; la mostra delle esperienze delle scuole campane nel progetto PON “LegAli al Sud”, il concorso “LegAli al Festival” e il concerto “I nuovi mille” del rapper napoletano Lucariello: le nuove generazioni come i garibaldini 150 anni fa per costruire un’Italia migliore.

Dal 26 novembre al 4 dicembre a Palazzo Merolla
Mostra Marano per LegAli al Sud
Mostra sulle esperienze prodotte dalle scuole delle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia nell’ambito dei progetti del FSE 2007/2013, “LegAli al Sud” un progetto per la legalità in ogni scuola, PON azione C3

Sporte, spaselle e cuoppi
9/10 e 11 dicembre ore 20.00 al Convento S. Maria degli Angeli
“Tombolata Show”
Classico spettacolo natalizio a cura del CRASC con Emilio Massa.
Premi messi a disposizione da Caseificio Le Grazie e Taverna Neapolis e degustazioni offerte da Hotel Garden Rose
Lo spettacolo si rivela nella sua forma più popolare e la “chiammata” numerica è affidata al personaggio di una anziana signora che con la saggezza popolare mescola al gioco la sua storia. Coinvolge i presenti e li rende complici di una spettacolarità che per quanto legata alla fantasia della scrittura e perfettamente riscontrabile nella realtà.
Al discorso del gioco, come puro e semplice divertimento, che è essenzialmente alla base di tutto, si unisce il discorso sulla tradizione e sul recupero linguistico-dialettale originario della tombola.
La tombola infatti nasce come momento di forte aggregazione collettiva (e necessario per giocare la presenza di numerose persone) ed ha delle regole formali che possono variare a seconda delle esigenze o dei casi.
Difatti risulta essere un gioco abbastanza libero che non vieta la partecipazione ai bambini e perciò fonde nella stessa regola sia l’universo dell’adulto che quello dell’infanzia.
Parliamo di un gioco povero, di un premio simbolico (il premio e solo un’attrazione che può essere di grande o di piccolo valore) che non altera lo spirito del gioco; difatti non si gareggia, non e lasciato alla bravura o alla capacità del singolo, non si può favorire o barare, non c’è solitamente bisogno di alcuna spiegazione, bisogna solo tirare i numeri e puntare.
Il bello, il divertimento, sta nella conduzione, cioè nel chiamare i numeri dandogli voce e significato e nell’inventarsi o meglio nella capacita del conduttore di sapersi inventare le storie a seconda del numero estratto.
E’ infatti un gioco di animazione alimentato dalla fantasia popolare, che dai fatti della strada prende spunto per esplicarsi. Ogni quartiere ha il suo cabalista riconosciuto, cioè quello più capace di portare il cartellone, quello che con grande istrionismo e capace di sollecitare e di solleticare la fantasia dei partecipanti.

venerdì
Set 16,2011

Pontelatone – (Di Salvatore Candalino) – Reduci dall’ avventura di Treglia, di appena un paio di settimane fa, gli irriducibili ragazzi di Ambiente e/è Vita, si buttano a capofitto nel prossimo evento in programma nella loro serrata tabella di marcia.
Non si allontanano di molto, la tappa successiva del progetto Happy Wood sarà a Pontelatone, nella gradevole cornice di piazza Fontana, dove Luigi Giannico e Guglielmo de Stefano, i due intraprendenti coordinatori dell’evento, si dedicheranno, insieme con un gruppo di volontari a spiegare i giochi della tradizione come lo strummolo, la campana e i quattro cantoni.
Nel precedente appuntamento i bambini di Treglia e i genitori curiosi hanno avuto modo di apprezzare da vicino dimostrazioni e spiegazioni di alcuni dei giochi più belli ed antichi della tradizione campana ed italiana in generale, e -soprattutto- di toccare con mano un divertimento più sincero e puro, rispetto ai giochi odierni.
La catena di eventi “Happy Wood” è parte di un progetto patrocinato e fortemente voluto dalla Regione Campania, di riscoperta delle tradizioni dei bei tempi andati, quando l’agricoltura era l’attività primaria in Campania.
Potrete, se siete curiosi e vi siete persi l’evento precedente, prender parte alla manifestazione il fine settimana, nel pomeriggio di sabato 17 e nella mattinata di domenica 18. L’appuntamento successivo, sarà a Giano Vetusto.

venerdì
Giu 3,2011

di Mattia Branco

Ancora una volta ci dobbiamo rendere conto che ogni occasione è buona per apprezzare e conoscere aspetti della nostra storia che credevamo di conoscere. Grande sorpresa quando abbiamo visitato la mostra della scuola dell’infanzia di Via Settembrini dell’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Cancello ed Arnone diretto dalla professoressa Maria Martucci. Tutto era riprodotto in miniatura come i piccoli bambini che frequentano questo plesso scolastico. Erano eseguiti con una identità quasi perfetta tutti i prodotti della filiera bufalina e gli antichi e sempre attuali attrezzi per produrre la nostra immortale Mozzarella di Bufala Campana. Poi c’erano i dolci della nostra tradizione, tra cui “A pign e tarall”, “A Pastiera” “A Pizz e Crema” e il pane casareccio, ma quello che è stata una novità di cui conoscevamo solo i “Cucariell di S.Biagio” è stata che ad Arnone dove S.Biagio è il protettore, si fanno anche con il pane “La Croce di S.Biagio e il Bastone di S.Biagio”.C’erano anche strumenti musicali antichi del nostro popolo che hanno risvegliato anche i ricordi di chi non è più tanto giovane. Cartelloni con  riferimenti alla nostra Unità D’Italia e alla storia della produzione della mozzarella tutto in un contesto di colori e di allegria. Un plauso va alle maestre che hanno curato questo evento:Maria Rosaria Gentile,Maddalena Viola,Olimpia D’Alessio,Gioconda Prezioso,Mena Cacciapuoti, Teresa Petrella, Ketty Mirra. La mostra è stata preparata nei mesi precedenti fuori dall’orario scolastico, con l’impegno delle stesse maestre, del personale non docente, dei 105 bambini e dai genitori.

lunedì
Apr 25,2011

Prof. Raffaele Raimondo
cronista free lance
Via A.Diaz, 33
81046 GRAZZANISE (Caserta)
tel 0823-96.42.12 – 340-500.67.64

e-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it

COMUNICATO-STAMPA del 25 aprile 2011

E il Lunedì dell’Angelo sono tornati i “battienti” ad onorare la
Madonna dell’arco


GRAZZANISE (Raffaele Raimondo)
– Il Triduo pasquale ha raggiunto ancora una volta, come dappertutto, il culmine nella Liturgia della Resurrezione. Puntualmente rispettata, nelle quattro parrocchie del paese, la sequenza, liberante e purificatrice, aperta il 21 aprile, anniversario del Natale di Roma coincidente nel corrente 2011 col Giovedì Santo a memoria della “Missa in coena Domini” e della “Lavanda dei piedi”: la più alta vetta dell’umiltà che la Storia ricordi. Ma quest’anno il “memoriale” della consacrazione del pane e del vino della gioiosa mattina di Pasqua (in cui si proietta e radicalmente si capovolge tutto il dolore dell’ora nona del Venerdì Santo) ha lasciato, una tangibile eco nel già ricco pranzo pasquale. Grazie alle poche, anziane ma tenaci massaie, a livello domestico, e al Panificio Parente di Grazzanise – che ogni giorno lancia sul mercato provinciale ed oltre, più che ricercato, “Il pane di Brezza” -, è tornata sulle mense la “Croce di pane” con cinque uova cotte in forno a legna: ripresa così, con autentica devozione, un’antica tradizione contadina grazzanisana che vuole benedetti, col ramoscello d’ulivo intinto nell’acqua santa, prima di affondar le posate nelle vivande, ciascuno dei commensali in ginocchio attorno alla mensa imbandita e la “Croce di pane” vessillo della dura fatica dei campi, di sudore versato, delle buone speranze finalmente avveratesi in una terra in perdurante e tuttora forte ritardo economico. Nondimeno, in questa preoccupante epoca che attraversiamo, nella simbologia del pane a forma di croce latina – recante il nutriente companatico offerto delle ruspanti canterine sull’aia – è sembrato addensarsi inevitabilmente quel segnale di sofferenza che deriva dalla disoccupazione dilagante, dall’inarrestabile emigrazione giovanile, dalle conseguenti difficoltà finanziarie che stritolano la maggior parte delle famiglie. Veramente la “Croce di pane” ha palesemente concretizzato in un’immagine sola tutti i sacrifici che oggi si devono affrontare per mettere appunto “il pane in tavola”. Prima o poi qualcuno darà la giusta interpretazione delle cinque uova che, a vista, appaiono come cinque salvifici chiodi che restituiscono la figura del Crocifisso. Intanto, la “perfetta letizia” della Pasqua ha inglobato e neutralizzato, seppure per qualche ora, la tristezza delle “cose di quaggiù” che caparbiamente complicano l’alzare gli occhi al Cielo. E l’azzurro della volta celeste, infatti, non s’è visto, la mattina del giorno dopo, il Lunedì dell’Angelo (concomitante, in questo 2011, con al ricorrenza civile del 25 aprile). Nuvole basse han minacciato pioggia che non è caduta per un insistente venticello che ha consentito il normale svolgimento della sfilata dei “battienti” in onore della Madonna dell’Arco, clou del folklore di Grazzanise che resiste alla furia omologatrice pilotata dal megatotem della civiltà postindustriale. L’addobbato tosello della Vergine, nella fase conclusiva delle corse a piedi scalzi, circondato da una folla enorme si è mosso fra struggenti ricordi e tanta commozione, al canto-preghiera di una donna che strappava lacrime ai fedeli riuniti intorno alla sacra icona. Eppure, d’improvviso, una persona s’è sentita male e, giustamente, il cittadino Mario Izzo ha lanciato una vibrante obiezione sull’assenza di un’ambulanza subito disponibile. Circa cinque anni fa un “battente” trafelato perse la vita. Per fortuna quest’anno tutto s’è risolto da sé.

FOTOGRAFIE:


La “Croce di pane”

Canti, applausi e preghiere alla Madonna dell’Arco il Lunedì in Albis 2011

lunedì
Apr 25,2011

(Madonna Dell’Arco)

(Comunione Fujenti O’ Pallère)

(Paola Terracciano. Voce per la Madonna dell’Arco)

(Squadra di Zì Alfredo)

(Squadra Parrella O’ Patano)

(In Pellegrinaggio per Madonna dell’Arco)

(Chiamata per – Chi è devoto-)


COMUNICATO STAMPA del 25 Aprile 2011

Dopo la Settimana Santa di Passione, Morte e Resurrezione di Cristo è giunto quindi il lunedì dedicato, in Campania, alla Madonna dell’Arco. Anche a Brusciano la religiosità popolare con i fujenti di bianco vestiti si sono portati in pellegrinaggio con ceri, suppliche e ringraziamenti per grazie, da ricevere o già ricevute, al Santuario dei Padri Domenicani di Sant’Anastasia, in una continuità temporale originata dal primo miracolo della sacra immagine della Madonna dell’Arco, avvenuto il lunedì del 6 aprile del 1450.
La sveglia è stata data dai fuochi d’artificio poi le messe mattutine presso le tre parrocchie con Don Michele Lombardi per la Santa Maria delle Grazie, Don Giovanni Lo Sapio per la San Sebastiano Martire e Don Baldo Lombardi per la San Giovanni Battista. Quindi il correre per le vie del paese, le cerimonie dei saluti ai caduti di tutte le guerre, i canti, le “voci” poi il passo cadenzato destinato alla meta in Sant’Anastasia dove “A’ Mamma e ll’Arco” attende tutti i suoi figli. Ad assistere alle funzioni pubbliche dei fujenti bruscianesi  il Sindaco dott. Angelo Antonio Romano ed il Presidente del Consiglio, Antonio Di Palma nel giorno della coincidente festa religiosa con la Festa della Liberazione.
Le squadre di Brusciano, ognuna nel proprio arcaico patronimico, porta la memoria di chi non c’è più ed ha reso alle nuove generazioni il testimone mariano e l’impegno a continuare: O’ Patano; O’Pallère; O’Caparaglio; Zì Alfredo; Mangiapalomma. L’ultimo gruppo che si è costituito in questi giorni sotto una nuova Bandiera è quello familiare dei fratelli Di Maio.
Da una più attenta verifica storica la squadra più antica, a Brusciano, risulta essere quella appartenente a “O’ Patano” risalente a circa 80 anni fa che oggi continua con il gruppo coordinato da Francesco Parrella, Antonio Mocerino, Domenico Di Palma, Antonietta Mausolle, Pasquale Fornaro, Francesco De Longis portabandiera e con Paola Terracciano a distendere il messaggio canoro devozionale che a metà degli anni ’70 ha avuto in dono dalla mamma Antonietta, riservatissima voce di donna esclusivamente dedicata alla Madonna dell’Arco. Ma da Brusciano c’è anche Giuseppe Montanile, fujente da oltre 50 anni, quest’anno in marcia solitaria, sempre nella completa tenuta da fujente bianca  con fascia rossa per rendere riconoscibile e pubblica la figura del pellegrino elemosinante. Il sociologo Antonio Castaldo nel rilevare queste testimonianze ricorda che “Giuseppe è il papà di Antonio Montanile, danzatore coreografo, che calca i palcoscenici internazionali con notevoli successi. Uno tra i tanti è “Un fascio di nervi” riproposto il 2 dicembre 2009, nella decima edizione del Festival della Nuova Danza a Milano, dedicato al dolore umano. Qui si disvela una traccia dell’antica espressività dei fujenti nell’abbandono estatico dei tanti che hanno appena varcato la soglia del Santuario, fino al parossismo di alcuni al cospetto della miracolosa immagine della Madonna dell’Arco”.
Ancora da Brusciano giungono i lavori artistici del rinomato sassofonista Rocco Di Maiolo messi al servizio di rivisitazioni e sperimentazioni musicali della tradizione di suoni e canti dedicati alla Madonna dell’Arco. Altro similare contributo viene dato da Maurizio Saccone e dal figlio Michele.
Poi, nell’anonimato dei fedeli, le marce di tante donne che nottetempo a gruppi, in questa settimana, si sono recate a gruppi alla Madonna dell’Arco ognuna portando un pegno, una preghiera, un’afflizione da lenire. Tutte sono tornate a casa  con una speranza rinnovata nella salvifica fede posta nella Madonna dell’Arco, in questi giorni di memoria e riattualizzazione del dramma della Croce del dolore della Madre di Dio. Agli occhi dei bruscianesi si sono ripresentate, come ogni anno in transito per la Madonna dell’Arco, anche la squadra di Mariglianella, sempre unita, folta, ordinata ed orante e gli umili e ricchi di antichi atti devozionali, gruppi di Lausdomini.

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE DEL COMUNE DI BRUSCIANO
Responsabile dott. Antonio Castaldo Tel. 081.5218249 Fax 081. 5190191 e-mail: stampa@comune.brusciano.na.it

sabato
Mar 5,2011

o5 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA

IL CARTELLONE ‘CARNEVALE RUZZOLANDO’ PROPONE ANCORA TANTA MUSICA POPOLARE ED INIZIATIVE DEDICATE SOPRATTUTTO AI BAMBINI

Ultimi giorni per le sfide a lanci di formaggio  che animano il periodo carnevalesco a Pontelandolfo, centro della terra sannita al confine con il Molise. Il tradizionale gioco della Ruzzola del formaggio impegnerà gli atleti locali fino a Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale. I turisti potranno ammirare la grande preparazione atletica e soprattutto la grande abilità tecnica che connota i pontelandolfesi che hanno fatto di questa tradizione una vera e propria pratica sportiva. La Ruzzola è infatti una disciplina sportiva associata al Coni ed in paese è attiva la società ‘Asd Ruzzola del formaggio’ che partecipa alle gare nazionali predisposte dalla Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (FIGeST).
Intanto continuano anche gli appuntamenti inseriti nel cartellone di ‘Carnevale Ruzzolando’, predisposto dal Comune e dalla Pro Loco di Pontelandolfo, in collaborazione con il Forum dei Giovani, il gruppo locale della Protezione Civile, il gruppo  folk ‘Ri Ualanegli’, le Condotte Slow  Food ‘Alto Tammaro’ e ‘Benevento’ e la delegazione sannita dell’Associazione Italiana Sommelier. Nella giornata odierna saranno i scena i giovani del Forum che nel pomeriggio  proporranno ‘Pontelandolfo: alla ricerca del mondo perduto’, un percorso lungo il suggestivo centro storico che sarà animato dalla rappresentazione teatrale incentrata sui miti e le leggende del mondo contadino. Alle ore 20.00, nella sala Giovanni Paolo II, una serata all’insegna del ballo e tanta musica, con l’esibizione del gruppo ‘Le Deviazioni Band’. La giornata di domani, in mattinata offrirà ancora il gioco della ruzzola e la possibilità per i turisti di cimentarsi in lanci del formaggio. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14.00, l’associazione folk  ‘Ri Ualanegli’ darà inizio ad un  intrattenimento per bambini ed adulti con giochi carnevaleschi (la pentolaccia, tiro alla fune, caccia al tesoro). Martedì 8 marzo, ultimo giorno di Carnevale, presso la sala Giovanni Paolo II una grande festa di carnevale dedicata soprattutto ai bambini.
“Quest’anno – dichiara il presidente della Pro Loco, Nicola Diglio – si è notata una crescita dell’interesse verso l’antica tradizione della ruzzola, un gioco particolarmente cari ai pontelandolfesi. Questa antica tradizione – aggiunge – sopravvive e si fortifica grazie soprattutto alla passione dei nostri abili giocatori, tra cui si nota una grande presenza giovanile. Anche il cartellone di eventi collaterali ha suscitato interessamento, cosa che lascia ipotizzare che la formula lanciata è giusta. Bisogna ovviamente fare di più e mettere in campo iniziative sempre più stimolanti, che vanno ad affiancare questo gioco antico ma dal fascino moderno”.

Pasquale Carlo
Ufficio Stampa ‘Storie di Uliveti & Pascoli’
+39 329.7333423
pasqualecarlo@libero.it

lunedì
Dic 13,2010

LETINO – Il presidente Domenico Zinzi e il consigliere provinciale e sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto interverranno e rappresenteranno la Provincia che ha patrocinato l’iniziativa. Il “Calendario Artistico Fitp 2011” sarà presentato lunedì 13 dicembre alle ore 11 nella sala giunta dell’Ente di Corso Trieste. Un incontro con la stampa per illustrare i dettagli di un progetto fortemente voluto dalla delegazione di Caserta del Comitato Fitp (Federazione Italiana Tradizioni Popolari) in collaborazione con la Pro Loco Letizia ed il Comune di Letino e che vede la realizzazione di un calendario, quest’anno dedicato alla Campania, con attori protagonisti gruppi folk del Casertano. “Non un semplice calendario – spiega il presidente Fitp di Caserta Pasquale Di Meo (nella foto) che interverrà nel corso della conferenza stampa – Foto di gruppi di musica popolare che hanno reso unica e un’esperienza da ripetere la Festa del Folklore Casertano 2010 di Letino e che scandiranno e accompagneranno i mesi del prossimo anno. Una soddisfazione per Letino, l’Alto Casertano e l’intera provincia di Terra di Lavoro”. Culture e tradizioni popolari supereranno infatti i confini campani perché il calendario sarà diffuso in tutta la Penisola. Prenderanno la parola, tra gli altri, il presidente della Fitp Nazionale Benito Ripoli e della Campania Enzo Cocca, il primo cittadino di Letino Antonio Orsi e il presidente della Pro Loco di Letino Luigi Paolella. Non mancheranno giovanissime coppie in costume dei gruppi folk casertani.

Pietro Rossi

Categories