Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

Archive for the ‘Viaggi e vacanze’ Category

Sorrento my love

giovedì
Set 25,2014

http://www.cancelloedarnonenews.it/sorrento-my-love/

venerdì
Set 19,2014

 1

 

Alla settantottesima Fiera del Levante, inaugurata nei giorni scorsi a Bari dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, 40 sindaci del Salento, con il sindaco di Melendugno Marco Potì in testa, hanno manifestato il loro dissenso all’installazione del gasdotto della TAP, applaudendo quando il presidente della Regione Nichi Vendola  ha ribadito che la Puglia non è la pattumiera degli altri. Per il Presidente Renzi si può ancora discutere sull’approdo, ma il ministro dell’Ambiente Galletti, che ha da poco approvato il rapporto di Valutazione impatto ambientale della TAP, insiste sul fatto che l’approdo è ormai stato deciso con 58 prescrizioni. Di diverso parere è il ministero dei Beni culturali che è contrario al deturpare le coste salentine. Il gasdotto dovrebbe approdare su un’incantevole spiaggia la Caciulara San Basilio, a San Foca, una delle cinque marine di Melendugno, sul Mare Adriatico, insignita per ben quattro volte della Bandiera blu e delle cinque Vele di Legambiente, distante appena un chilometro e mezzo dalla riserva naturale di interesse internazionale, Le Cesine. «Siamo in una zona ad alta intensità turistica – ha detto Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge”  –  dove i giovani si sono inventati un lavoro puntando sul turismo e sulla tutela delle risorse naturali, tra numerosi siti di interesse comunitario e un sito archeologico di straordinaria bellezza, Roca Vecchia, la Micene del Salento. Su appena 500 metri di arenile, che viene puntualmente segnalato dalle riviste di turismo tra le spiagge più belle della Puglia, ci sono tre stabilimenti balneari e un albergo. Tra le dune depongono le uova le ormai rare tartarughe di mare, caretta caretta.  E la storia di questo gasdotto sta diventando una storia infinita.

2

La TAP AG ha progettato l’approdo di un gasdotto che parte dall’Azerbajian, risparmia le coste della Grecia, attraversa le montagne, per arrivare in Albania dalla cui costa dovrebbe immettersi in mare, poggiandosi per 111 chilometri sui fondali del Canale d’Otranto, un mare particolarmente esposto alle correnti e a forte rischio sismico. Il gasdotto approda poi su una delle marine di Melendugno.

Il tubo di acciaio ricoperto da cemento armato si immergerà sotto le dune di sabbia con un micro tunnel a una profondità di 18 metri. La voragine scavata nei fondali per ottenere l’immersione del gasdotto sarà ricoperta da cemento armato e malta.

È dal novembre dello scorso anno, che è stato presentato un contro rapporto al Ministero dell’Ambiente, curato da ben 25 esperti, coordinati dal professore del Politecnico di Bari Guido Borri. «Abbiamo convocato gli esperti – ha precisato il sindaco di Melendugno, Marco Potì – perché potessero liberare il Comitato No Tap e il territorio dall’accusa di campanilismo o sindrome Nimby. C’è un lavoro serio dietro le osservazioni presentate, non potranno dire che siamo degli estremisti incompetenti, ci sono dei grandi professionisti per svelare tutti i punti più controversi del progetto». Lo scempio sarà evidente perché il gasdotto dopo essere riemerso in pineta, che sarà praticamente rasa al suolo per due ettari, si snoderà via terra. Per consentirne il passaggio e creare le zone di sicurezza e la viabilità di emergenza intorno, saranno divelti 1900 ulivi secolari, in un paese che vanta di detenere il 4 per cento della produzione di olio, a livello regionale. A Melendugno, poi, in località Masseria del Capitano dove ci sono i dolmen preistorici Placa e Gurgulante sarà realizzata la centrale di depressurizzazione, con camini alti dieci metri per smaltire i fumi. Intorno il deserto: 12 ettari di terreno, vasto quasi quanto 24 campi di calcio, dove non sarà ammessa alcuna attività. I Consigli comunali dei Comuni interessati hanno peraltro deliberato inidoneo il luogo destinato ad ospitare la centrale di depressurizzazione perché si trova molto vicina ai centri abitati di Melendugno, Vernole e Calimera e perché sorge in una zona non industrializzata, fatta di masserie e uliveti che caratterizzano il tipico paesaggio salentino. Non si indica nel progetto dove si andrebbe ad attingere l’acqua necessaria a far funzionare l’impianto con il grave rischio di prosciugare il già delicato equilibrio delle falde freatiche salentine. Intanto il cammino del  gasdotto non finisce qui perché attraverserà anche i vigneti di Negroamaro del Nord Salento per arrivare ad immettere il gas nella centrale di Mesagne. Ironia della vicenda è che questa opera sarà dismessa tra 50 anni e i tubi di acciaio, ricoperti di cemento armato per un diametro di tre metri, saranno abbandonati in balia delle correnti marine e lentamente corrosi.

                                                                                        H.di P.                 

Guagnano e le Terre del Negroamaro

venerdì
Set 12,2014
2
 
 

 In settembre nel Salento è la vendemmia che subentra alla tanta voglia di mare che non abbiamo soddisfatto a pieno a causa delle avverse condizioni atmosferiche di quest’estate. Ma adesso, andiamo, è tempo di…vendemmiare! Il Salento ancora una volta offre molteplici possibilità di relax, che solo questa terra offre a piene mani a chi si reca anche solo per un week end. Nei vigneti del Negro amaro si uniscono profumi e sapori unici, frutto di una delle tradizioni agricole più importanti e ricche del territorio nazionale. È il Comune di Guainato che propone il turismo d’esperienza: fare la vendemmia nei vigneti di negro amaro, visitare le grandi cantine e conoscere la storia dei vini esportati in tutto il mondo, assistere alle Feste di tradizione e sonnecchiare sulle morbide e bianche spiagge del Salento tra lo Conio e l’Adriatico. Fino al 16 settembre un gruppo di tour operato si ritroverà in questo territorio per il ventiquattresimo educational, organizzato dal Comune di Guainato in collaborazione con la rivista di turismo e cultura del Mediterraneo “Spiagge” (www.mediterraneantourism.it), grazie all’utilizzo di fondi europei messi a disposizione della Regione Puglia – Assessorato al turismo. «Il nostro obiettivo – ha spiegato il sindaco di Guainato, Fernando Leone – è di mettere a fuoco il momento della vendemmia nelle nostre terre, esattamente come avviene per altri territori del Nord d’Italia più famosi, come il Chianti e il Brunello di Montalcini. Per noi la vendemmia dovrebbe essere alta stagione. Dobbiamo per questo valorizzarla al massimo per fare in modo che arrivino turisti da tutte le parti d’Italia e del mondo. In questo modo daremo a tutto il territorio la possibilità di svilupparsi e crescere, sulla scia del successo che i nostri vini ottengono già a livello internazionale». Per il direttore responsabile di “Spiagge”, Carmen Mancarella il tour, che viene sperimentato in questi giorni di settembre presenta un’offerta turistica integrata tra mare, vendemmia e città d’arte. «Infatti la mattina – ha detto la Mancarella – si visiteranno vigneti e cantine; nel pomeriggio si andrà alla scoperta delle stupende Marine di Melendugno del mare Adriatico e poi, tutti al mare, al lido “La Pineta” per il più grande spettacolo che la natura può offrire: il tramonto del sole su Torre Lapillo. La sera i partecipanti all’educational sono invitati ad una tipica festa di tradizione: quella in onore di San Niceta, patrono di Melendugno, quando, dopo la tradizionale processione il paese intero si illumina con mille e mille luci colorate che si ispirano al barocco». Infatti, lo ricordiamo, siamo nella zona del barocco leccese dove le facciate delle chiese sono dei capolavori che tutti dovrebbero almeno una volta vedere nella propria vita e per avere un saggio del barocco di pietra. Sarà possibile visitare il centro storico e la chiesa madre di Campi Salentina, ascoltando la storia della rassegna internazionale degli autori e degli editori del Mediterraneo, voluta nel ’95 dall’amministrazione comunale, che ha individuato nella cultura “il veicolo di riscatto del territorio”, finalizzato a dare ai giovani strumenti teorici, spunti di riflessione per una maggiore consapevolezza della “cosa pubblica”.

Guagnano, che ha poco più di seimila abitanti, è ricca di storia. Alla fine del secolo XIII, la località era feudo della Contea di Lecce. Divenuto poi possesso dei Signori Orsini del Balzo, principi di Taranto, passò successivamente a varie casate ed infine ai Filomarini, duchi di Cutrofiano. «L’attività economica più importante del comune – dice il Sindaco Leone – è quella legata alla coltivazione della vite, che ha permesso anche di creare un interessante Museo del Vino. La cittadina è collocata al centro della produzione doc del Salice Salentino e si attesta come il comune con maggiore estensione di vitigno Negroamaro. Rilevante è la produzione di uve da tavola ma anche quelle destinate alla vinificazione». Per valorizzare ed esportare i prodotti vitivinicoli sono sorte infatti diverse cantine e consorzi. A Guagnano, nel cuore di questo ricco territorio, ricoperto da un mare verde di vigneti, sei grandi cantine esportano Negroamaro in tutto il mondo. Praticamente ce n’è una ogni mille abitanti. Tra le aziende vitivinicole quella di Francesco Candido di San Donaci (www.candidowines.it) e quelle di Guagnano: Cantele ( www.cantele.it ), la Cantina Lucio Leuci (www.vinileuci.it), l’Azienda agricola vitivinicola Eredi Cosimo Taurino (www.taurinovini.it), Cantina Moros (www.cantinamoros.it), Cantina cooperativa Enotria (www.cantinasocialeenotria.it), Cantina Feudi di Guagnano (www.feudiguagnano.it). Non potrà mancare una sosta golosa a tavola per gustare le specialità della terra salentina. Noi consigliamo: il B&B e ristorante Fa.ro.mi, il Villaggio Boncore di Lecce (www.bbfaromi.com), il ristorante Il Giardino del Re di  Guagnano (Ilgiardinodelre.christian@gmail.com), il ristorante l’Aia Noa  (perfrancesca83@libero.it) il ristorante pizzeria la Favorita  (www.ristoranteHYPERLINK “http://www.ristorantefavorita.it/”lafHYPERLINK “http://www.ristorantefavorita.it/”avorita.it). E per dormire Casa Vacanze “I tre ulivi” a Salice Salentino (www.itreulivi.jimdo.com), B&B “Sogno Salento” (perfrancesca83@libero.it ) B&B e ristorante Fa.ro.mi.(www.bbfaromi.com), la Cantina Moros (wwHYPERLINK “http://www.cantinamoros.it/”w.cantinamoros.it) e, se proprio si vuole strafare per una location di alta classe, il Castello Monaci (www.castellomonaci.com) vi accoglierà a braccia aperte.  Perché si sa che in settembre il Salento sa regalare mille e una emozioni.

 

Harry di Pisco    

venerdì
Set 12,2014
1
 (I monumenti gotici di Torun)

 

Situata a nord di Varsavia, la cittadina polacca di Torun è suggestiva ammirarla al tramonto, entrando in città, attraverso un belvedere, che si apre al di là di un fitto parco, meta di tanti sposi che vogliono immortalare il loro momento più bello sulle rive della Vistola, con lo sfondo dei seducenti colori della città. A Torun si possono incontrare tanti giovani che frequentano l’Università “Nicolò Copernico”, contribuendo ad aumentare la popolazione locale (ogni sei cittadini infatti c’è uno studente). Le leggende non mancano in questo luogo che è già di per sé magico.

 

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(La Galaxy Gallery di Luciano Mariano a Torun)

Ce n’è una che ricorda come furono allontanate le tante rane, che invasero la città, da un certo Ivo che, suonando il violino, le portò fuori dall’abitato. In ricordo vi è una statua accanto all’antico municipio della città vecchia, che riproduce il giovane barcaiolo, il flisak e le sue rane. Nella piazza del Mercato c’è poi il monumento a Nicolò Copernico e sempre qui si può ammirare il palazzetto “Alla Stella”, un esempio valido di stile barocco, dove soggiornò il noto umanista italiano Filippo Buonaccorsi, detto Callimaco. A ben ragione nel 1997 l’Unesco ha inserito la città medievale di Torun nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.

 

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(Panorama di Torun)

  Per maggiori informazioni si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale  Polacco per il Turismo: www.polonia.travel/it. Siamo nel luogo di nascita di Copernico, il geniale astronomo padre della teoria eliocentrica. Nella sua casa, trasformata oggi in museo con gli arredi del tempo, non si potrà fare a meno di visitare la mostra “World of Torun Gingerbread”, collocata nei sotterranei del palazzo e il laboratorio “piernikarskiego”,  dove sarà possibile per i visitatori preparare personalmente, sotto l’attenta guida di Olga, il tradizionale pan di zenzero, utilizzando gli antichi stampi di legno. La cucina polacca in generale è sostanziosa, a base di dense minestre e salse, abbondanti quantità di patate e gnocchi, molta carne e poche verdure e tanti tanti dolci da leccarsi i baffi, come il dolce del Papa, la “kremowka” che, se si è fortunati, si può trovare nelle pasticcerie più accorsate. Il perché è presto detto: San Giovanni Paolo II  era di Wadowice e quando nel giugno del 1999 ritornò nella sua cittadina natale si lasciò prendere dalla nostalgia dei ricordi. Cominciò da quel giorno la fortuna del kremowki”. Gli aromi caratteristici dei piatti caldi sono aneto, maggiorana, semi di cumino e funghi selvatici; tra i piatti che si ritrovano più facilmente vi sono “bigos”(crauti e carne) e “barszcz”(minestra di barbabietole rosse). Le pietanze si potranno assaporare accanto a dell’ottima birra  o della vodka al ristorante Jan Olbracht, come anche all’Hotel 1231, che prende il nome dalla data di fondazione della città.  Risale infatti al XIII secolo, quando i Cavalieri Teutonici trasformarono la città in uno dei loro avamposti. Per la sua strategica posizione geografica sulle rive della Vistola, divenne, poi, un importante porto anseatico intorno al 1280, raccogliendo ricchezze che permisero la costruzione degli eleganti edifici gotici visibili ancora oggi come la splendida chiesa della Santissima Vergine Maria.

 

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(Torun sulla sponda del fiume)

Degna di nota è poi la Chiesa di San Giovanni, la più antica di Torun, diventata nel 1992 cattedrale, al cui interno si può ammirare il fonte battesimale gotico dove, secondo la tradizione, sarebbe stato battezzato Copernico e dove è esposto l’inginocchiatoio di San Giovanni Paolo II. In questi giorni grande interesse ha suscitato la VI edizione del Festival  Internazionale “Bella Skyway”, che ha trasformato la cittadina anseatica, attraverso giochi di luce, in un enorme laboratorio sperimentale.  Per cinque giorni alcune costruzioni effimere sono diventate parte del paesaggio urbano, mentre alcune facciate degli edifici si sono trasformate in schermi cinematografici 3D. Il direttore di Bella Skyway Festival targato 2014 è stato Krystian Kubjaczyk, mentre a curare la regia è stato Mário Jorge da Câmara de Melo Caeiro.  Nella principale via di Torun, punto di incontro per tutti i visitatori,  è stata ospitata – per la prima volta in Polonia – un’ importante installazione di luci del gruppo dell’artista salentino Luciano Mariano,  che catturando i segreti e i misteri della luce, ricrea la sua magia nelle piazze e nelle vie delle città di tutto il mondo. Quest’anno con la “Galaxy Gallery” è stata illuminata la notte di Torun, grazie ad un allestimento barocco, che ha permesso, agli oltre 300 mila visitatori, di entrare come in una navata centrale di una chiesa, fatta di sessantamila lampade e centosettantamila micro lampade scintillanti, attraverso un gigantesco portale luminosissimo e dagli effetti speciali. Le luminarie sono una vecchia tradizione meridionale, nata per  l’ illuminazione stradale e rappresentano oggi un approccio innovativo di tale nostro glorioso passato.

 

5 bis

(Il castello dei cavalieri teutonici a Torun)

                                                                                               Harry di Prisco

sabato
Set 6,2014

1

 

2 

«Venga il tuo Spirito e rinnovi il volto della terra, di questa terra!

La Polonia, situata nel cuore dell’Europa, è stata in passato un luogo di unione e di divisione tra l’Europa dell’est e dell’ovest e la sua capitale Varsavia è da sempre una città esuberante, movimentata e piena di vita. Nonostante una storia particolarmente tormentata, ha conservato caratteristiche che l’accomunano alle altre capitali dell’occidente europeo. Il brillante connubio tra antico e moderno, riscontrabile nell’architettura, si realizza nel pieno rispetto delle tradizioni, assecondando la spinta naturale verso l’evoluzione. Oggi la Polonia, che conta otto milioni di visitatori all’anno, è il paese che meglio risponde alle aspettative del turista e sono tanti i nostri connazionali che vengono nel Paese per poter visitare i luoghi di San Giovanni Paolo II. La Polonia è da sempre fortemente religiosa (il 90% degli abitanti è praticante). Le chiese sono sempre a tutt’oggi molto frequentate anche dai giovani, dove è sempre presente l’immagine di San Giovanni Paolo II. Il primo pellegrinaggio in Polonia del Santo, figlio della patria polacca, fu proprio fatto a Varsavia nel giugno del 1979 quando la Polonia era sotto il dominio sovietico e, durante la Santa Messa, davanti a cinquecentomila persone, raccolti nella piazza Pitsudski, pronunciò le significative parole «Venga il tuo Spirito e rinnovi il volto della terra, di questa terra! ». La caduta del comunismo possiamo dire è iniziata con la visita del Papa e le parole pronunciate che portarono alla nascita del sindacato Solidarnosc ed al riscatto del popolo.

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Varsavia è un punto di snodo per i trasporti nazionali e internazionali del Paese e l’aeroporto Warsaw Chopin è situato a soli 13 chilometri dal centro cittadino con cui è collegato con un efficiente servizio ferroviario metropolitano. La stazione ferroviaria principale “Centralina” si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Palazzo della Cultura e della Scienza, eretto in soli tre anni quale dono dell’Unione Sovietica e per questo non molto amato dalla popolazione che non ha dimenticato le sofferenze patite sotto l’invasione sovietica. Per le informazioni turistiche di Varsavia è attivo il sito www.warsawtour.pl. dell’Ufficio turistico di Varsavia diretto da Barbara Tekieli. Per informazioni sulla Polonia si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale  Polacco per il Turismo: www.polonia.travel/it.

Situata nel cuore della pianura della Masovia ha avuto sempre una storia travagliata, da cui ne è uscita sempre a testa alta. Per poter meglio comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco occorre visitare “Il Museo dell’Insurrezione di Varsavia” che risale a dieci anni fa e che a tutt’oggi ha registrato cinque milioni di visitatori. Su di una superficie di tremila metri quadrati si possono vedere mille reperti oltre ad un filmato in 3D che mostra la città distrutta dalla furia nazista. Per non dimenticare il lavoro di tanti che sacrificarono la loro vita, oggi ci sono alcuni anziani come il tipografo novantaseienne, Henryk Wasilewski, che fuggiti dai campi di concentramento, da volontari prestano il loro aiuto, testimoniando con silenziosa dignità il dramma della loro vita.

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 Una leggenda popolare racconta che due sorelle sirene, nuotando nel Baltico presero strade diverse, una approdò a Copenaghen e l’altra risalì la Vistola per riposarsi in un luogo che oggi è la città vecchia di Varsavia, dove prima fu catturata e  poi, mossa a pietà del suo pianto, fu liberata dal figlio di un pescatore  a cui avrebbe promesso aiuto in caso di difficoltà. Certo è che di statue della sirena a Varsavia ce ne sono ben tre (una in bronzo nella  piazza del mercato della città vecchia, un’altra in zinco è posta sul viadotto di Markiewicz e un’altra nella zona del Ponte Swietokrzyski). Ma naturalmente ce ne sono molte altre in giro per Varsavia che nessuno è riuscito a contarle e c’è anche chi pensa che la nostra sirena Partenope sia un’altra sorella questa volta più sfortunata che venne a morire sulle nostre rive, dando poi il nome Partenope alla nostra città. Varsavia è un fiorente centro culturale, con concerti di musica contemporanea in autunno e di jazz alla fine di ottobre. Da non dimenticare che Chopin, da bambino prodigio, fu educato a Varsavia e tanti sono i posti che lo ricordano. Molti sono i concerti, che propongono la musica del grande pianista, come quelli che si tengono ogni domenica, fino alla fine di settembre nel parco reale di Lazienki, nel giardino delle rose, sotto il monumento che lo ritrae come poeta del pianoforte. Nel parco ci si può sedere su panchine multimediali, uniche nel loro genere, installate nel 2010 nel duecentesimo anniversario della sua nascita, che permettono, premendo un pulsante, di poter ascoltare le sue composizioni più significative. Il Parco Lazienki è una delle mete preferite delle passeggiate dei cittadini di Varsavia e dei turisti. Incantevoli sono gli edifici storici all’interno del parco: il Palazzo sull’Acqua, che si riflette con il suo colore bianco nelle acque del laghetto, l’Anfiteatro estivo e il palazzo Mysliewicki. Il Tragitto Reale termina con il Palazzo del Belvedere, fino al 1994 residenza del capo dello Stato Polacco. Varsavia è una città molto estesa e i luoghi di interesse sono posizionati in varie parti della città; il centro storico per la sua perfetta ricostruzione post bellica, avvenuta dal 1949 al 1963, è stato inserito nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

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Andando in giro per la città si potrà anche gustare un dolce accompagnato da un bicchiere di vodka o un caffè presso le ottime pasticcerie del centro. Per scoprire la vera “cultura” della vodka si può scegliere un tour di degustazione di 3 ore che propone la visita di almeno tre diversi bar per assaggiare sei diversi tipi di vodka, ascoltando le storie e gli aneddoti sulla città e su questa bevanda tipica polacca. La vodka si sa è tipica dei paesi freddi del nord Europa, ma c’è un altro liquore gustoso  da provare. Si tratta dell’idromele, un liquore dolce ottenuto dalla fermentazione di una soluzione di acqua, miele e lieviti, che la leggenda vuole fosse la bevanda preferita da Odino re dei Vichinghi. E sempre sulla scia della sua forza propiziatoria pare che nella settimana successiva al matrimonio, fosse uso comune, consumare idromele per aumentare le probabilità di nascita di un erede maschio.

                                                                                                Harry di Prisco

 

 

 

 

 

venerdì
Set 5,2014

1 BIS

 

La propaggine appenninica compresa fra Positano e Salerno, la Costiera Amalfitana, genera un tratto di costa molto frastagliato che non offre possibilità per i grandi insediamenti. Soltanto allo sbocco di alcuni valloni le balze si addolciscono a formare delle spiagge per l’accumulo detritico dei torrenti che sfociano a mare.

Il lungo isolamento della Costiera Amalfitana (raggiungibile fino al secolo scorso prevalentemente attraverso il mare) ha favorito il perdurare di numerose tradizioni. Tale persistenza è+ evidente anche in campo architettonico dove l’elemento più caratterizzante è rappresentato dalla copertura a volta di numerose abitazioni.

La prima parte della costa, venendo da Salerno, inaccessibile dal mare, è la zona di Capo d’Orso.

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A Capo d’Orso rupi dolomitiche e macchia a lecci, corbezzoli, lentischi, eriche, mirti; sino a Baia Verde non si può raggiungere il mare da terra. E’ chiaro che detti luoghi si possono avvicinare da mare con gozzi e barche di qualsiasi dimensione; è però importante  informarsi prima sulle possibilità di attracco.

Passiamo a Vettica, arco naturale, caverne per gozzi ma anche abitazioni incassate da secoli nella roccia e monasteri. I fondali di Vettica, in passato ricchi di corallo, furono trent’anni fa la palestra dei corallari napoletani.

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anche a Conca dei Marini, una collana di casette, una spiaggetta, scalette ripidissime per chi non vuole usare la barca.

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E siamo alla Grotta più famosa, dello Smeraldo che, oltre all’ordinario accesso da terra, apre a quota da 7 a 11 il passaggio subacqueo che le conferisce la straordinaria colorazione. Mello Smeraldoformazioni di stalattiti subacquee sono dovute all’innalzamento successivo del livello del mare.

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Ma il punto più affascinante della costiera, da mare a terra, è il fiordo di Furore, forse perché v’immaginiamo bene l’angolo privilegiato di Greta Garbo e di Stokowski. Il suo minuscolo borgo, un’invenzione di Pollicino sulla mano di un gigante, può servire a risanare ogni animo inquieto, lasciandogli comunque la voluttà di essere tenebroso.

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Ancora case o anfratti che s’incassano nella roccia e che ne fanno parte indissolubile: Praiano, faraglioni e terrazze di limoni, pareti da scalata e pini che sfiorano il mare

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Da Fornillo a Punta Campanella è la costiera sorrentina più libera da case. Due curiosità la piccolissima isola di Isca è stata per anni proprietà di Eduardo De Filippo con coste inaccessibili se non all’imbarcadero; i tre isolotti dei Galli, ricoperti di macchia mediterranea furono per secoli luogo di punizione per i dogi amalfitani passibili di condanna.

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(Punta Campanella)

Dal mare sino alle colline il primo impatto morfologico è con i precipizi di natura calcareo-dolomitica incombenti sul mare e scanditi da numerose faglie cui corrispondono i profondi canaloni modellati dall’erosione. Per la vegetazione dai lussureggianti cespugli di Thapsia graganica, che con le sue fioriture giallo-verdi decora in primavera la fascia più prossima al mare, si passa ad una macchia cui non mancano origano e pungitopo, rosmarino e corbezzolo, mirto, caprifoglio, con strati arborei di leccio e pino marittimo, fino a trovare più in alto il querceto e nelle zone più interne belle foreste di castagni.

Ma, naturalmente, la Costiera Amalfitana è formata anche da:

PRAIANO

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Praiano è un piccolo comune di circa 2000 abitanti della Costiera Amalfitana, situato fra Positano e Furore. Bellissimo centro turistico meno noto della adiacente Positano, ma non per questo meno affascinante, offre un’accoglienza turistica che, sebbene non si possa assolutamente definire di massa, è sensibilmente meno costoso delle più blasonate località della costiera, e può offrire quella tranquillità ed il relax che cittadine più trafficate non riescono a regalare ai turisti che le visitano.

POSITANO

 

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Dopo Praiano la strada si allarga, i muri diventano più alti e i paesi finiscono. Ti sembra di perderti, ti chiedi se non hai sbagliato direzione. Così ti fermi, attraversi la strada e ti affacci oltre il muro, dalla parte del mare. Se il punto è di quelli giusti, avrai di Positano una visione abbagliante, misteriosa e fantastica: sarà la tua stella polare. Ti rimetti in cammino e dopo qualche chilometro ci arrivi. Percorri un lungo nastro che avvolge le case, al termine del quale la strada comincia a scendere in una specie di vortice fino alla Piazza dei Mulini. Pochi metri a piedi e sei sulla Spiaggia Grande. Ti giri e capisci che ti trovi come su un palcoscenico, circondato da grappoli di case che fanno da scenografia al grande spettacolo della vita. Devi solo scegliere se sei spettatore, protagonista o comparsa. Dipende solo da te: il mito non impone nulla.

AMALFI

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Le origini di Amalfi sono ammantate di leggenda, fondata del divino Ercole forse, che la sua spiaggia scelse per seppellirvi l’amata Amalfi, la ninfa dagli occhi color di mare… ma è certamente una favola, alla maniera classica, e furono piuttosto i pratici abitanti di Scala a fondarla nel VI sec…

Amalfi bisogna viverla per conoscerla ma viverla nei suoi anfratti, lungo i vicoli, su per le scalinate che portano alla parte alta della città, tra quelle case tinte ad acquerello che pare stiano sospese, incastonate nella roccia.
Ma bisogna soprattutto scoprirla, perché ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare e svelare al turista in cerca di novità, sia che si attardi ad ammirare le bellezze monumentali delle chiese, sia che vada a scoprire le pregiate cartiere nascoste nella Valle dei Mulini e gli Antichi Arsenali della Repubblica Amalfitana, o ad ammirare l’arcobaleno di colori della Grotta dello Smeraldo, o ricercare le lapidi che ricordano la sosta amorosa di personaggi illustri che fanno parte della storia.

 

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Cenni Storici: La cattedrale di Sant’Andrea è il principale luogo di culto cattolico di Amalfi, sede vescovile dell’omonima arcidiocesi. Dedicato a sant’Andrea apostolo, patrono della città, si trova in Piazza Duomo, nel centro della città. In origine le basiliche ad Amalfi erano due, ed entrambe a tre navate: la prima corrisponde al Duomo vecchio eretto dal duca Mansone II attorno all’anno 1000: la seconda eretta a metà del IX secolo. La basilica venne trasformata nei primi decenni del XIII secolo in un solo edificio a cinque navate. Ulteriori ampliamenti e ricostruzioni avvennero tra il XVI secolo e il XVIII secolo che gli ha conferito la veste attuale. All’architetto Errico Alvino dobbiamo la facciata neogotica preceduta da un corridoio che collega il campanile, il chiostro del Paradiso e la chiesa-cappella del Crocifisso.

ATRANI

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Stretta tra il monte Civita ad est ed il monte Aureo ad ovest, Atrani si estende lungo la valle del fiume Dragone, cosiddetto perché la leggenda vuole che ivi si nascondesse un terribile drago che sputava fuoco.

Per la bellezza dei vicoletti, degli archi, dei cortili, delle piazzette, delle caratteristiche “scalinatelle”, delle abitazioni, poste l’una sull’altra, per l’atmosfera suggestiva della sera, quando le luci sono accese, Atrani è stato più volte adoperato come set cinematografico per film e spot pubblicitari entrando a far parte dei borghi più belli d’Italia. Atrani, a soli 700 metri dalla più nota Amalfi, è l’unico paese della Costiera a conservare intatto il suo antico carattere di piccolo borgo di pescatori.

Le prime case si affacciano direttamente sulla spiaggia, per poi raccogliersi intorno alla piazzetta con la chiesa del San Salvatore e la fontana di pietra, salgono, infine, verso la valle e si arrampicano lungo le pendici rocciose della collina, attraversate dai giardini e dalle coltivazioni di limoni. Isolata dal traffico automobilistico, protetta dalle sue antiche case dai balconi fioriti, la piazzetta di Atrani accede direttamente alla spiaggia ed al mare, attraverso l’antico passaggio creato per mettere in salvo le barche dalle mareggiate. Il rispetto e l’attenzione alla semplice vocazione originaria fanno, dunque, di Atrani un raro esempio di sviluppo turistico equilibrato.

 

RAVELLO

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Sia che il nome derivi da “res bella” (cosa bella) o da “rebellum” (ribelle) con riferimento all’indole fiera ed indipendente, soprattutto nei confronti della vicina Amalfi, è incontestabile che Ravello rappresenti qualcosa di unico nel panorama turistico mondiale.

Si va a Ravello per un turismo squisitamente culturale grazie ai suoi tanti monumenti, alle splendide ville e al celebre Festival che ogni anno porta in Costiera Amalfitana eventi unici e di grande interesse.

Si va a Ravello per una vacanza rilassante e se poi il mare oltre che ammirarlo dall’alto vuoi anche raggiungerlo è proprio lì a pochi minuti.

S iva a Ravello semplicemente perché, anche solo passeggiare per le stradine del paese che all’improvviso si aprono su scenari mozzafiato, è un’esperienza che ritempra corpo e spirito.

 

SCALA

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Il Comune di Scala, nel cuore della splendida cornice della Costiera Amafitana, è Patrimonio dell’Unesco. Le sue origini si fanno risalire ai primi secoli dell’età cristiana, intorno al 330 a.C., aspetto questo che conferisce a Scala il primato di Comune più antico della Costiera. Con circa 1.500 abitanti, si estende per quasi 14 chilometri quadrati e si compone di 6 borghi: Centro di scala, San Pietro, Santa Caterina, Campidoglio, Minuta e Pontone.

MINORI

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Minori è un comune di quasi 3.000 abitanti della provincia di Salerno in Campania, nella Costiera Amalfitana. Minori, in epoca romana, aveva il nome di Reghinna minoris, allo scopo di essere differenziata dalla più grande e contigua Reginna Maiori. Nel 1932 è stata ritrovata una villa romana, a testimonianza che Minori era una località di soggiorno e vacanza di facoltosi romani. Per secoli l’economia di Minori si è basata sulla pesca e sulla produzione di pasta a mano. Nel centro del paese erano presenti numerosi mulini, alimentati dall’acqua del fiume che attraversa la valle in cui è situata Minori. Tale produzione si è progressivamente spostata a Gragnano, centro oggi tra i più famosi in Italia per la produzione della pasta. Negli ultimi decenni a Minori c’è stata una notevole urbanizzazione ed attualmente è una delle piccole gemme della Costiera. Dal 1997 è stata dichiarata dall’Unesco, insieme a tutta la costiera amalfitana, Patrimonio dell’umanità. Il principale monumento di Minori è la Basilica di Santa Trofimena, al cui interno sono conservate le spoglie della Santa Trofimena. Da visitare anche la Villa Marittima Archeologica Romana del 1° sec. d.C., che contiene preziosi reperti, mosaici e decorazioni tuttora ben conservati. Segnaliamo, inoltre, l’Arciconfraternita medioevale del SS. Sacramento del XVI secolo, il Campanile dell’Annunziata del XII secolo di architettura arabo-normanna, il Convento medioevale di San Nicola in località Forcella. Tra le diverse manifestazioni che si tengono a Minori, ricordiamo il “Gusta Minori” un’interessante evento enogastronomico che si tiene ogni anno ad inizio settembre abbinato al premio per la letteratura enogastronomica. Le frazioni di Minori sono: Montecita, Torre Paradiso, Via Monte, Via Pioppi, Via Torre, Villa Amena.

MAIORI

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Un luogo tra Amalfi e Salerno, che si stende lungo il golfo, un caratteristico paesino un tempo chiamato “Reghinna Maior” che possiede, come la vicina Minori, un’ampia offerta di bed and breakfast dislocati in uno sfondo naturale fatto da delicate coltivazioni di agrumeti e giardini colorati che fanno da cornice alla lunga spiaggia sabbiosa, attrezzata ma con delle aree libere e arricchita da chioschi e ristoranti caratteristici.

Possiamo concludere dicendo che la Costiera Amalfitana, immersa in un paesaggio unico e meraviglioso… è il tratto più bello dell’intera costa tirrenica italiana per i suoi valori paesaggistici e artistici e quando si capita da quelle parti si finisce per percorrere ad occhi spalancati il classico tratto da Positano ad Amalfi”.
Non sono tutte rose e fiori, durante il periodo estivo il traffico è tremendo,specialmente a causa dei numerosissimi autobus turistici.

A cura di Matilde Maisto

 

 

 

 

 

mercoledì
Ago 13,2014
 

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La novità di quest’estate è il ponte-passerella sopraelevato che porta al Mont Saint Michel, che è stato aperto ai pedoni da poco, permettendo per la prima volta ai visitatori di raggiungere il Mont senza passare per la strada-diga che portava fino a lì. Questa elegante architettura, dalla forma curva su 760 metri, offre una passerella ricoperta di quercia e una carreggiata centrale che sarà pronta ad ottobre per potervi circolare con i veicoli. L’ultimazione del ponte-passerella, firmata dall’architetto franco-austriaco Dietmar Feichtinger, sarà completata per l’estate 2015. Per fine settembre sarà ultimata la larga spianata ai piedi dei bastioni, dove arriva il ponte, dall’ autunno e per 6 mesi la strada-diga sarà distrutta e il secondo canale sarà scavato per permettere il passaggio del flusso delle maree e del Couesnon verso l’Est del Mont, mentre in primavera/estate, una volta terminati i lavori, il mare circonderà il Mont per quasi la metà dell’anno.

Situato al confine tra Normandia e Bretagna appare Mont St. Michel, soprannominato la “meraviglia dell’Occidente” per la sua bellezza. Si tratta di un luogo magico tra i tre siti turistici più visitati in Francia dopo la Tour Eiffel e il Castello di Versailles, con tre milioni e mezzo di visitatori, inserito dal 1979 nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Le maree nella sua baia sono veramente impressionanti: due volte al giorno e per 365 giorni all’anno il mare la invade. Secondo la posizione della luna e della sua forza d’attrazione più o meno grande, le maree saranno più o meno forti.  L’espressione tipica è “torna alla velocità di un cavallo al galoppo”. Oggi il Mont-Saint-Michel è circondato dall’acqua e diventa un’isola solamente durante le grandi maree d’equinozio, cinquantatre giorni all’anno, per qualche ora. Per potergli conferire il suo status originario, nel 2005 sono stati avviati importanti lavori di ripristino della baia che permetteranno di ricostituire l’isola a tutti gli effetti.

Per maggiori informazioni è consultabile il sito www.rendezvousenfrance.com. Sulla sommità del monte si erge l’ imponente abbazia, una meravigliosa architettura monastica, costruita a partire dal 709 per resistere alle guerre e restituita ai monaci benedettini nel 1966. Il convento offre ai visitatori uno scenario favoloso con i suoi 900 metri di circonferenza e 80 metri di altezza. Secondo la mitologia celtica Mont Saint Michel era uno dei cimiteri marini che accoglievano le anime dei morti. La sua storia è legata alla leggenda che vuole il vescovo di Avranches vedere in sogno per tre volte l’arcangelo Michele che gli chiese di costruire un luogo di culto a lui intitolato. La grande abbazia, che fu anche una prigione sotto il regno di Luigi XI, fu costruita in  un originale miscuglio di stili architettonici. Accanto si trova la “Merveille”, un articolato complesso su vari livelli alla cui sommità si trova il chiostro e il refettorio. Più in basso si può ammirare la cappella, la cripta, il dormitorio e lo scriptorium. Costruite sulla sabbia sono sorte invece, alle pendici del Mont, le case circondate da fortificazioni.

Un monte sospeso nel tempo dove si respira un’aria magica che ci ricorda i cavalieri medioevali che si recavano a cavallo all’Abbazia.

Harry di Prisco

La Croazia tutta da scoprire in agosto

mercoledì
Ago 13,2014
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La Croazia, la nuova stella del turismo dell’Unione europea,  promette tante novità per quest’estate. Ha aperto a Lussino il primo albergo a cinque stelle, l’ Hotel Bellevue a Lussinpiccolo, che ha accolto i suoi primi ospiti già da metà luglio. Situato a Cikat, nella baia più elegante di Lussino con una lunga tradizione di accoglienza dell’élite austroungarica, l’hotel è noto dal 1966 come meta edonistica per eccellenza. In seguito alla ristrutturazione dell’albergo, voluta dal gruppo Jadranka, il Bellevue dispone di 185 camere e 21 appartamenti, zona lounge, numerosi contenuti e servizi aggiuntivi, come per esempio il trasporto degli ospiti con un aereo speciale, un particolare SPA Clinic che offre trattamenti di ringiovanimento, programmi antistress per il rafforzamento del sistema immunitario, piscina interna ed esterna con acqua marina, bar e ristoranti con un’ampia scelta di prelibatezze provenienti dall’entroterra e dal mare, come pure una vasta offerta di vini.

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Intanto già da metà luglio Zagabria ha una nuova offerta di svago, ricreazione e turismo sul fiume Sava. Si tratta del rafting panoramico sul fiume, chiamato affettuosamente dai croati ”La nostra bella Sava”, che percorrerà 12 chilometri per un percorso di una durata di 1-2 ore. In particolare la discesa che dal ponte di Jankomir arriva fino al lago Bundek offre una emozionante avventura sui gommoni in compagnia di guide professionali che si concluderà con un attraente giro turistico di Zagabria. Il progetto a lungo atteso è stato ufficialmente denominato il Rafting del fiume Sava, poiché è stato avviato appunto grazie a questo progetto socialmente responsabile, che opera ormai da sette anni e che vuole sfruttare al massimo il potenziale turistico della zona. Sul mare Adriatico ci sono poi altre novità. Il portale Daily News DIG, oltre alla raccomandazione di visitare la Croazia, ha messo in evidenza la bellezza di questa destinazione, le cui spiagge e le acque per la balneazione sono tra le più pulite al mondo. Il portale ha collocato infatti le spiagge di Primošten, Raduca e Mala Raduca, al quindicesimo posto della classifica delle 35 acque di balneazione più pulite al mondo, mentre la spiaggia Mala Raduca è stata inclusa tra le 10 spiagge più belle della Croazia. L’Agenzia europea dell’ambiente ha assegnato alla qualità del mare balneabile in Croazia le migliori valutazioni, collocandola tra le tre destinazioni top, e in questo modo la Croazia è rimasta in vetta alle classifiche europee, dove ormai da anni occupa i primi posti. Secondo i risultati delle votazioni fatte via internet e social network ricevuti da “European best destinations”, e dopo che Zagabria è stata nominata la seconda destinazione migliore d’Europa, la funicolare di Zagabria ha preso il secondo posto in classifica europea tra le altre funicolari note e attraenti. La funicolare di Zagabria è il mezzo di trasporto di passeggeri più antico di Zagabria, rispetto al tram a cavalli e, paragonandola alle altre funicolari per il trasporto pubblico, con il suo percorso lungo 66 metri, è anche la più breve al mondo. Dato che l’esterno e l’infrastruttura sono stati completamente preservati, la funicolare di Zagabria è legalmente protetta come monumento culturale ed è una delle attrazioni e simboli principali della città.  L’apertura della Marina Trogir che si trova sulla parte settentrionale dell’isola di Ciovo, di fronte alla storica città vecchia, in luglio ha consentito a Trogir di inserirsi gloriosamente nella mappa nautica croata. Si conclude così la prima fase dell’investimento di 77 milioni di kune con il quale Trogir ha ricevuto 133 ormeggi in mare e 80 posti barca a secco, con sei grandi pontoni costruiti secondo tutti i standard nautici ed ecologici. La specificità della Marina Trogir sono i quattro ormeggi per megayacht fino a 50 metri di lunghezza, mentre l’obiettivo finale dell’investitore è una marina a cinque ancore.

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 Intanto il mese di agosto  offre ancora di più… parola dell’ Ente Nazionale Croato per il Turismo di Milano (it.croatia.hr).  Dal 22 al 31 agosto è  di scena lo Špancirfest, il festival di emozioni positive. Le vie e le piazze di Varaždin e della sua città vecchia accoglieranno anche quest’anno, per la sedicesima volta, questo festival che rappresenta poi l’occasione di presentare questa località del Quarnero come destinazione che raduna la creatività, la cultura, la musica, la gastronomia e l’enologia. Il valore di questo brand turistico viene riconosciuto di anno in anno da un numero sempre maggiore di visitatori, e quest’anno dovrebbero partecipare più di 200 mila aficionados.  Ancora emozioni le regala dal 25 al 30 agosto, Vukovar film festival, l’ottavo festival dei paesi del Danubio, che quest’anno prevede di prioiettare in  7 location diverse 87 film, tra i quali anche i vincitori dei maggiori film festival mondiali. Tra essi spicca la Terrazza dell’Agenzia per i percorsi acquatici e il bellissimo parco del castello Eltz, mentre i visitatori continueranno a godere delle località ormai note, la casa di Ružicka, il cinema Borovo e l’isola fluviale di Vukovar. Tra i nuovi siti presentati vi è la tenuta di campagna Principovac, postazione denominata Cinema Ilok. Con un programma spettacolare e dopo il concerto d’apertura nell’Arena di Pola, torna dal 27 al 31 agosto per la terza volta alla Fortezza di Punta Christo a Stignano, nei pressi di Pola, “Dimensions festival”,  un festival di musica elettronica con un approccio specifico alla scelta di musicisti, DJ e produttori unici.   Il festival rinascimentale di Koprivnica  sarà di scena dal 28 al 31 agosto.

Si tratta di una manifestazione turistica, storica ed educativa, che riunisce circa 1000 partecipanti croati e stranieri in costumi originali. I visitatori possono ammirare le rappresentazioni sceniche della vita, cavalleria, assedio, musica, danza e burlesca medievale, come pure gustare i cibi medievali che si preparano sul posto secondo ricette originali dell’epoca.  Le immagini storiche viventi in quest’area d’Europa  affondano le origini nei fatti storici legati a Koprivnica, alla Podravina e alla Croazia del 15° e 16° secolo.

La Croazia, il Mediterraneo come era una volta, offre 1244 isole sparse lungo la splendida costa del mare Adriatico, ha sette località tutelate dall’UNESCO, otto parchi nazionali e un’infrastruttura turistica eccezionale. Dalla cultura dei caffè delle città storiche ai paesaggi stupendi della Croazia continentale, con un ricco calendario di festival e differenti eventi rappresenta una straordinaria offerta gastronomica ed enologica.

                 Harry di Prisco

 

 

Zurigo tutta da vivere

giovedì
Ago 7,2014

SWISS CITIES

Le manifestazioni estive a Zurigo sono tante e si può trovare senz’altro l’evento giusto per ogni esigenza. Un appuntamento molto atteso più vicino nel tempo è la cerimonia di inaugurazione del 12 agosto, che nel giro di mezz’ora promette uno show multimediale con musicisti ed artisti di calibro internazionale, effetti speciali e fuochi d’artificio. Ospite della cerimonia di apertura sarà l’idolo svizzero DJ BoBo, che si esibirà con la mascotte dei campionati, Freddy Nock, che farà trattenere il fiato ai presenti con le sue acrobazie sopra la pista di gara. Questo eroe degli sport estremi e funambolo di alta quota è entrato più volte nel Guinness dei primati. Dopo aver scalato le classifiche mondiali, il gruppo rock finlandese Sunrise Avenue offrirà un altro momento indimenticabile, grazie soprattutto alla voce straordinaria del cantante, Samu Haber, considerato uno degli artisti più espressivi e trendy dei giorni nostri. Ci saranno poi i protagonisti del mondo dello sport, con molti atleti che hanno scritto pagine importanti dell’atletica svizzera come Werner Günthör, mito vivente del lancio del peso. Ci saranno anche Anita Weyermann, Meta Antenen, André Bucher, Markus Ryffel e il tanto atteso maratoneta Viktor Röthlin, il campione europeo che difenderà il titolo nella gara che concluderà la sua strepitosa carriera.

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Dal 14 al 31 agosto la città elvetica si trasformerà in un palcoscenico con tante iniziative teatrali. L’evento “Teatro Spettacolo di Zurigo” ospita annualmente da 30 a 35 gruppi artistici o singoli artisti provenienti da tutto il mondo. Il Festival ha come location sia ristoranti e bar, che offrono intrattenimento all’aperto, sia sedi privilegiate, che si trovano proprio sul lago di Zurigo, sul “Landiwiese”, nel “Rote Fabrik”, nel “cortile”. Manifestazioni estemporanee saranno anche create dagli artisti di strada. La lunga notte dei musei si terrà per la quindicesima volta il 6 settembre e concorre a far parte del calendario culturale della città. Il percorso museale notturno invita ad esplorare tutte le forme di arte e cultura, dalla pittura al disegno. I musei aprono le porte ai visitatori con il loro bagaglio di arte, architettura, design, storia, scienze naturali. Per l’occasione sono 46 le istituzioni coinvolte che offriranno, inoltre, un ricco programma di musica dal vivo. Intanto dal 25 settembre al 5 ottobre si svolgerà il decimo Zurich Film Festival. Lo scopo dell’evento è quello di offrire al pubblico una panoramica del lavoro dei registi più promettenti provenienti da tutto il mondo nonchè di promuovere lo scambio di idee tra i cineasti affermati ed il pubblico. La stagione dedicata alle verdure da intagliare è ufficialmente aperta in autunno: zucche di ogni dimensione, colore e forma possono essere ammirate allo Juckerhof di Seegräben. A settembre, si svolgerà anche la regata delle zucche, dove i più temerari solcheranno le acque del Lago di Zurigo a bordo di zucche giganti svuotate e indossando costumi originali.

Per informazioni sulla città e sulle prossime iniziative si può accedere al sito “zuerich.com”, che rappresenta il primo punto di contatto e la fonte concreta di informazioni, mentre per informazioni generali sulla nazione elvetica è attivo il sito internet della Svizzera Turismo: www.svizzera.it. Dal responsabile del mercato italiano di Zurigo Turismo, Paolo Lunardi, apprendiamo che la città vanta la vita notturna più vivace della Confederazione, dal momento che da qualche anno è una destinazione amata dai giovani. Sono proprio i locali di Zürich-West, il quartiere di tendenza per eccellenza, che hanno fatto di Zurigo una metropoli delle feste. Qui si può trovare il pub alternativo di fronte al consueto bar, perché si usa affermare a Zurigo che dal vecchio nasce sempre qualcosa di nuovo.

L’ aeroporto internazionale di Zurigo-Kloten, che si trova a 15 km di distanza, corrispondenti a 20-30 minuti di auto, è ben collegato con il centro città e con le altre destinazioni elvetiche, grazie ad un’ampia e articolata rete ferroviaria. È la linea aerea Swiss International Air Lines (www.swiss.com) che collega Roma con Zurigo quattro volte alla settimana. La metropoli, ubicata nel cuore della Svizzera, gode di collegamenti ferroviari con oltre 180 destinazioni diverse e si trova a soli 10 minuti di treno dalla Hauptbahnhof, la stazione centrale, crocevia ferroviario europeo. Rappresenta un valido esempio di quanto si può offrire all’ospite, sia che si viaggi da soli o in coppia, sia che ci si muova con la famiglia. Anche lo sport è di casa a Zurigo, dove tutto è a portata di mano. La bicicletta è sicuramente un mezzo comodo e pratico per arrivare ovunque. Si possono reperire cicli nei pressi di Sihlpost e nelle immediate vicinanze del Museo Nazionale Svizzero, presso Globus City sulla Bürkliplatz, alla stazione ferroviaria di Enge e presso il Swissôtel Oerlikon. Sempre in tema di tempo libero al molo 7 del Limmatquai è possibile trovare pedalò, barche a remi e barche a motore. D’estate sono gli stabilimenti Tiefenbrunnen e Wollishofen ad affascinare, nonché la piscina all’aperto Allenmoos, con attrazioni realizzate su misura per i più giovani. Protagonisti della vita notturna estiva sono poi gli stessi stabilimenti balneari che si trasformano di notte in ritrovi al top per un drink accompagnato da buona musica. Anche il panorama culturale di Zurigo è notevole con più di 50 musei ed oltre 100 gallerie, collocate a pochi metri l’una dall’altra lungo la “via dell’arte”, la Rämistrasse. Tra i musei storici degni di nota il Kunsthaus, museo di arti figurative, che ospita ricche collezioni di dipinti, sculture, foto e video, un’ampia raccolta delle opere di Alberto Giacometti e 17 dipinti di Edvard Munch, la più grande selezione esposta fuori dalla Norvegia. A pochi passi dalla Stazione Centrale, poi, si può visitare, utilizzando la ZürichCARD (wwww.zuerichcard.ch) da 24 ore o da 72 ore (attiva anche per circolare liberamente su tram, autobus, treni, battelli e funicolare in tutta Zurigo e dintorni), il Museo Nazionale Svizzero, un edificio che ricorda un castello e che risale a più di 100 anni fa dove si può ammirare la più vasta collezione storico-culturale del Paese. Ma l’arte, a Zurigo, si vive anche al di fuori di musei e gallerie. Ne sono un esempio la Sala Giacometti nella Centrale della polizia, o le splendide vetrate di Marc Chagall nella chiesa Fraumünster.

Zurigo Turismo propone quest’anno la “Zurigo weekend special”, valida tutto l’anno che consente, a chi trascorre un weekend in città, di usufruire del 25% di sconto sul pernottamento presso uno degli alberghi convenzionati, dall’ostello all’hotel a cinque stelle, dando la possibilità a tutti di visitare questa splendida località.

  Harry di Prisco                                          

VACANZA A CONSTANTA SUL MAR NERO

lunedì
Ott 29,2012

VIAGGI  ED  ITINERARI

Reportage

La stazione ferroviaria di Constanta

Giuseppe Sangiovanni a Constanta sul Mar Nero

Giuseppe Sangiovanni a Constanta

Giuseppe Sangiovanni a Constanta

Constanta

 

La città più importante del Paese (dopo Bucarest), è gemellata con l’italiana Trapani.

VACANZA A CONSTANTA SUL MAR NERO

La  Montecarlo della Romania ogni anno visitata da milioni di turisti

Sviluppata durante l’occupazione dei romani, allora conosciuta con il nome di Tomis, e ricostruita molte volte

 

La  costa del Mar Nero comprende circa 150 miglia di territorio rumeno, con un sacco di sabbia e una stagione che va da maggio a ottobre. Il brutto sviluppo durante l’epoca comunista ha rovinato località come Mamaia e Neptun, ma la città portuale di Constanta ha carattere.

 

di Giuseppe Sangiovanni

 

La Romania è un luogo di mistero, una terra che ha ispirato la storia del conte Dracula in cui vivono molte leggende nel paesaggio incontaminato. Si tratta anche di un moderno e dinamico paese, un  paese desideroso di abbracciare il mondo esterno. Una delle più belle località della Romania è  Constanta, ricercata città balnerare, meta ambita di tantissimi turisti(tedeschi e inglesi in primis). Meno di 20 anni fa,  la città di Constanta(che affaccia sul Mar Nero) e tutta la Romania è stato un caso isolato, terra sconosciuta nascosta dietro la cortina di ferro, ma ora si tratta di un paese visitato da un numero crescente di visitatori curiosi. La costa del Mar Nero comprende circa 150 miglia di territorio rumeno, con un sacco di sabbia e una stagione che va da maggio a ottobre. Il brutto sviluppo durante l’epoca comunista ha rovinato località come Mamaia e Neptun, ma la città portuale di Constanta ha carattere: è una città  moderna, denominata la “Montecarlo della Romania”. Nelle ampie strade sfrecciano auto di grossa cilindrata. La globalizzazione ha portato anche qui  i suoi effetti. Invasa dai colossi  alimentari  e da una miriade di  concessionarie di auto, marchi tra i più prestigiosi al mondo.

CENTRO DI INTERSCAMBIO COMMERCIALE

 Constanţa è la città più vivibile della Romania: è un interessante centro di interscambio commerciale. E’  stata fondata tra il VII e il VI secolo a.C. da coloni greci e si è sviluppata durante l’occupazione dei romani, allora conosciuta con il nome di Tomis, e ricostruita molte volte. Solo nel V secolo la città cambia definitivamente nome, sotto l’impero di Costantino il Grande. Singolare il fatto che, a distanza di circa 3000 km dall’Italia, nella lingua rumena si trovino tantissimi termini usati da noi italiani, e addirittura in dialetto napoletano. Oggi, è divenuta la città più importante del Paese (dopo Bucarest), è gemellata con diverse città nel mondo, tra le quali l’italiana Trapani. Le sue principali fonti economiche sono il turismo, l’industria (in quasi ogni settore) ed il traffico di merci. Infatti, è il maggior crocevia dei Balcani, con i suoi porti mercantili sul Mar Nero e sul Danubio (è vero, il Danubio sfocia un po’ più in su, ma sono stati creati dei canali per ragioni, appunto, mercantili e il Delta, parco naturale, non si tocca!). L’aeroporto è piccolissimo. Il centro abitato è un susseguirsi di ville (d’epoca e di recente costruzione), condomini a quattro o otto piani, molti   casermoni.

ITER BUROCRATICI SNELLITI

“Sono rimasta sorpresa positivamente per alcune cose viste qui a Constanta e dintorni”- racconta Anna Maria- una signora di Roma, in vacanza  con il compagno. “Macchè mancanza di regole! Tante  le cose positive riscontrate: meno burocrazia, liberalizzazione del commercio, operazioni velocissime nelle banche, non protette da porte speciali o vigilantes(hai l’impressione di entrare in un ufficio della nostra Asl); meno di un minuto per acquistare una sim per il telefonino(puoi comprarla anche dal fruttivendolo), senza fornire alcun documento di riconoscimento, codice fiscale e senza sottoscrivere nulla; un Eden per gli accaniti fumatori, che possono acquistare le sigarette in ogni negozio della città(alimentari, etc); farmacie dislocate in ogni angolo della strada(in 100mq, ne puoi trovare anche quattro); i semafori senza il giallo, evitato con un intelligente contasecondi”. E le cose negative? “Viaggiando lungo le strade principali che portano a località vicine, abbiamo notato, centinaia di migliaia di metri quadrati di amianto su tantissime abitazioni(ndr. Causa di una aspettativa di vita di 70 anni per i rumeni?), cavi per l’elettrificazione penzolanti in aria ovunque, ed un esercito sterminato di cani randagi che vigilano la città( e specialmente Mangalia, località vicino a  Constanta). Tutto verificato e nel caso dei cavi selvaggi,  immortalati dal cronista. Molte civiltà hanno lasciato qui  la loro impronta, bellissimi castelli e palazzi si possono ammirare. I monasteri dipinti della Bucovina ortodossi sono un tesoro nazionale. Cibo e bevande: i prezzi sono bassi e di solito i piatti sono a base di carne, con grande uso di erbe. Completo di aromatizzanti e vini rossi sono una specialità della Transilvania. Pochi paesi in Europa, sono singoli, come la Romania. La sua turbolenta storia e lungo periodo di isolamento ha fatto si che è infinitamente affascinante, ed in rapida evoluzione: ora è il momento di provare una vacanza da queste parti.

NEWS  E COORDINATE PER IL VIAGGIO

Nome aeroporto: Constanta Mihail Kogalniceanu

Codice IATA aeroporto: CND

Città: Constanta

Nazione: Romania

Continente: Europa

Codice nazione: RO

Longitudine: 28° 29′ 17,998800” E

Latitudine: 44° 21′ 43,999200” N

Fuso orario: +02:00

Indirizzo: 4 Tudor Vadimerescu Street, Mihail Kogalniceanu 907195 , Constanta, Romania

Telefono: +40 (0)241 255100

Fax: +40 (0)241 508022

eMail: aeroport@mk-airport.ro

Le compagnie aeree che volano su Constanta Mihail Kogalniceanu CND sono 5

La compagnia aerea più popolare su Constanta Mihail Kogalniceanu CND è Ryanair . Il volo più frequente attualmente in partenza da Constanta Mihail Kogalniceanu CND è verso Milano Bergamo orio al serio BGY .Il volo più frequente attualmente in arrivo su Constanta Mihail Kogalniceanu CND parte da Milano Bergamo orio al serio BGY(e anche dall’aeroporto  Galilei di Pisa) .Le città collegate direttamente da Constanta Mihail Kogalniceanu CND sono 10

 

 

 

 

 

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