Cancello ed Arnone News

Di Matilde Maisto

domenica
Set 21,2014

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Aversa – Manca poco meno di un mese al fischio d’inizio che inaugurerà il prossimo campionato di B1, ed in casa Exton il lavoro continua duro ed incessante. Si è appena conclusa la terza settimana di preparazione all’ insegna di allenamenti giornalieri suddivisi tra palestra e parquet; stanno via via aumentando i carichi di lavoro e, dalla prossima tranche settimanale, l’Exton Aversa sarà impegnata anche in una serie di amichevoli precampionato che costituiscono una tappa fondamentale del percorso che porta alla migliore condizione per l’esordio in campionato. Venerdì 26 Settembre, alle h 19.00, infatti, arriveranno al PalaJacazzi i cugini campani della Gis Pallavolo Ottaviano, avversaria dell’Exton, in più di un’occasione durante lo scorso campionato di B2 che, quest’anno, mira ad avere un ruolo da protagonista nella corsa ai playoff della prima serie nazionale. Il confronto con altre squadre, in questa fase della stagione, diventa di fondamentale importanza, così come può confermare uno dei nuovi arrivi rossoblu, Diego Figliolia:

Le amichevoli costituiscono un punto di riferimento per l’allenatore, anche se questa sarà la nostra prima partita, per noi, sarà importante iniziare con il piede giusto”.

Figliolia, napoletano classe 80’, schiacciatore – ricevitore, lo scorso anno è stato uno dei protagonisti della promozione in A2 della Pallavolo Tuscania guidata dall’ ex azzurro Paolino Tofoli, quest’anno torna a giocare in Campania dopo ben quattordici anni:

Nonostante sia cresciuto pallavolisticamente all’ombra del Vesuvio, ho avuto la fortuna di giocare in tutta Italia, dopo tanto tempo non mi sarei mai aspettato di tornare, mi fa un po’ strano ma sono molto contento – continua il giocatore con il sorriso sulle labbra – Aversa è una città vivace, è stata una piacevolissima sorpresa, inoltre, sono approdato in una società ben organizzata che ha tanta voglia di crescere, questo per me, non può che essere un ulteriore stimolo”.

Città diverse come Cosenza, Pineto e Potenza nel suo curriculum, lo stesso, che gli permette di dare una valutazione oculata sui gironi di B1 dell’imminente stagione:

“Ogni anno è storia a se. Ci sono state stagioni in cui il livello di gioco dei gironi del centro-nord è stato molto alto, quest’anno invece, il girone sud, quello nostro, si presenta molto più competitivo, il livello è cresciuto tanto, ci sono quattro o cinque squadre molto forti, una tra tutte Civita Castellana”.

Lo schiacciatore napoletano non arriva ad Aversa da perfetto sconosciuto. Durante la sua carriera ha già incontrato Scialò, Libraro A. e lo stesso coach Draganov:

“La squadra mi ha accolto benissimo, con quelli che già conoscevo è stato un piacere ritrovarsi, con gli altri e stato facile legare, soprattutto con i ragazzi di Aversa. – Prosegue riferendosi al Mister – Sono stato con lui a Potenza, è un allenatore che pretende poche cose ma fatte bene, è una persona scrupolosa che tiene molto alla serenità del gruppo, E’ la persona giusta al posto

giusto, un riferimento non solo per la squadra ma per tutta la società”.

Parole, quelle di Diego, che fanno ben sperare per il futuro targato Exton e che ben si riassumono in un’unica frase:

“Speriamo di divertirci, voglio vedere il palazzetto pieno ogni settimana!”.

domenica
Set 21,2014

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La pubblicazione del rapporto “Sentieri”  nell’aprile scorso, ha visto l’impegno di n.90 esperti e 10 enti: per la prima volta, relativamente al Litorale Domizio Flegreo, per l’eccesso di mortalità riscontrato, così come per tutti i SIN ( Sito di Interesse Nazionale), si  raccomanda di approfondire in maniera analitica per confermare e precisare evidenze di associazioni causali con esposizioni ambientali specifiche; nello stesso tempo, i dati vengono considerati già utilizzabili per indicare e modulare misure obbligatorie (definite “cogenti” )di prevenzione primarie.  Lo stesso rapporto –  pg. 69 Discussioni e conclusioni – recita testualmente … “ la presente indagine ha fatto emergere specifici segnali sullo stato di salute della popolazione residente nel SIN che richiedono una riflessione, in merito alla presenza di siti di smaltimento illegale di rifiuti industriali pericolosi che caratterizzano questa area”. Lo stesso rapporto  – pg. 71-  dichiara “ Pur considerando che agli eccessi riscontrati possono aver contribuito diversi fattori di rischio  ( come per esempio l’infezione da HCV, il fumo ed altri stili di vita) l’insieme dei presenti risultati e delle indagini precedenti nella medesima area e in aree con caratteristiche ambientali simili confermano un carico di patologie per le quali un ruolo eziologico di esposizioni ambientali a inquinanti rilasciati da rifiuti industriali pericolosi smaltiti in maniera non idonea è ipotizzabile. Finalmente, in sintesi, non si esclude, che nei nei territori in prossimità dei SIN si possa “morire avvelenati” per le enormi quantità di rifiuti pericolosi sotterrati e bruciati per 30 anni e a quanto sembra, dalle notizie della rete , ancora si continua. Sono stati necessari interventi del Papa, di intellettuali, di  confessioni di pentiti, di un decreto ad hoc sulla Terra dei Fuochi, di una serie di dossier, di studi e pubblicazioni, di una grande campagna stampa mediatica, del lavoro incessante di tutti gli organi di polizia e della magistratura e una serie estenuante di convegni (ove si è dichiarato tutto e il contrario di tutto), per svegliarci con la consapevolezza che vivere in prossimità di discariche, peggio ancora se di rifiuti pericolosi, non fa bene alla salute. Al di là del legittimo scoramento, c’è da essere indignati perché sono stati sprecati troppi anni e troppe risorse economiche per dimostrare un teorema che, indagini scientifiche ed epidemiologiche a parte,  era palese da molti anni e si potevano evitare tanti “ipotizzabili” lutti e malattie. Ma andiamo per gradi. Marzo 2005 – la Regione Campania – Assessorato alla Sanità – pubblica l’Atlante della mortalità in Campania negli anni 1982-2001. Un rapporto dettagliato di n.318 pagine in cui si analizzano tutti le cause di morte in Campania, patologia per patologia, provincia per provincia, asl per asl, distretto per distretto. Ebbene, per molte delle patologie tumorali analizzate, i valori di SMR  sono molto vicini a quelli pubblicati nel rapporto Sentieri: l’SMR esprime, in percentuale, l’eccesso o il difetto di mortalità, esistente tra l’ASL/distretto in oggetto e la Regione al netto delle influenze esercitate dalla diversa composizione per età delle due popolazioni. Chissà perché ogni volta che si è provato a far  riferimento al suddetto rapporto, l’argomento è stato “dribblato”; per malafede o per indolenza? Probabilmente non lo sapremo mai; in ogni caso, ci saremmo attesi almeno che le istituzioni competenti, nel rispetto delle risorse pubbliche spese per realizzare il suddetto rapporto, si fossero chieste, come mai in alcuni distretti, il valore SMR ritrovato era nettamente superiore a quello atteso. Se ciò fosse avvenuto, avremmo quanto meno risparmiato 10 anni di esposizione inconsapevole ai veleni disseminati nella nostra provincia/regione (alcuni esempi: l’SMR relativo ai tumori maligni della provincia di Caserta era pari a 104,5 per gli uomini, con punte superiori a 110/100 per alcuni distretti – Per i tumori Maligni allo stomaco: SMR provincia di Caserta =135/100 con valori puntiformi, in alcune zone del territorio casertano, particolarmente eclatanti di 141/100; 199/100; 212/100; 168/100). Analogo discorso vale per il censimento dei siti inquinati. Nel marzo 2005 la Regione Campania ha pubblicato anche un PIANO REGIONALE di BONIFICA – n.182 pgg. – in cui veniva riportato il censimento dei siti  inquinati. Il suddetto elenco andava sicuramente aggiornato, ma non rifatto da capo. Nonostante la quasi contemporaneità delle suddette pubblicazioni, nessuna istituzione si è mai preoccupata di incrociare i dati e di provare a dare un senso ai numeri relativi alle patologie verificatesi nei territori ove insistevano i siti contaminati. Il 5 febbraio us il Senato ha approvato il decreto sulle emergenze ambientali e industriali che porta dei cambiamenti nella gestione della Terra dei fuochi  – (un’area tra la provincia di Napoli e quella di Caserta) e dell’Ilva di Taranto. (Il provvedimento è passato con 174 voti favorevoli, 58 contrari e 12 astenuti. –  La legge prevede, in sintesi,  l’introduzione del reato di combustione di rifiuti depositati in aree non destinate a discarica. La condanna prevista è da due a cinque anni di carcere che può essere aggravata se ad appiccare il rogo sono aziende e non individui. A distanza di 7 mesi dalla pubblicazione, il suddetto decreto, non ha portato risultati sensibili; al di là dell’applicazione di alcuni comma, la suddetta normativa è stata redatta come se fossimo all’anno zero. In realtà, già esistevano normative in merito – Norme in Materia Ambientale / D.L.vo n.152/2006 -, con  chiare attribuzioni di competenze e responsabilità per gli addetti ai controlli. Nel 2009 è stato istituito anche il Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania) che di fatto, tra scandali e complessità del sistema,  non è mai stato operativo (il 19.8 us è stato annunciata una rivisitazione per la quale è prevista una gara europea). Le sanzioni, forse piuttosto che inasprirle, sarebbe bastato, probabilmente applicarle, e sarebbe stato sicuramente un buon deterrente. Considerata la data di pubblicazione delle normative preesistenti, sono stati sprecati n.8 anni.- Non esistono più dubbi in merito al rischio di salute relativo all’esposizione di sostanze chimiche : il Ministero dell’Ambiente con il registro Reach – Registration, Evaluation, Autorisation of Chemical –  monitora coerentemente alle direttive della comunità europea, continuamente le oltre 30.000 sostanze chimiche che impattano l’ambiente e lo stesso progetto DETOX del Wwf Internazionale aveva dimostrato già nel 2003 la bio-accumulabilità di circa 320 sostanze chimiche tra cui i PCB a cui fa riferimento anche il rapporto Sentieri. Per il suddetto motivo, considerando che la febbre non si cura con il termometro, è indispensabile fare una grande operazione “trasparenza” in cui si aggiornino costantemente i cittadini sullo stato delle bonifiche della porzione del territorio, 2%, compromesso dalle sostanze tossiche e dare giustizia, invece agli imprenditori casertani/campani onesti, che, travolti da una giustificata psicosi collettiva sono in grosse difficoltà per le commesse dei prodotti agroalimentari. Ed ora? E’ legittimo sperare in atti concreti e non più in proclami per evitare che la gente continui ad ammalarsi, che i siti contaminati vengano sottoposti, in attesa della bonifica, almeno alla messa in sicurezza e che i colpevoli, vengano finalmente puniti? Possiamo sperare che i soldi pubblici non vengano dilapidati in inutili commissioni, sottocommissioni che portano all’immobilismo operativo? Gli esperti del Ministero e gli epidemiologi hanno fatto un eccellente lavoro ora bisogna cambiare pagina e passo: è un’esigenza non più procrastinabile; ora tocca ai nostri politici dare prova, almeno una volta, di concreta responsabilità. Un’opportunità irripetibile. I documenti e le indagini esistono e sono consultabili da chiunque abbia voglia, sensibilità e tempo, mancano invece, le azioni politiche forti e questo  fa sospettare una trama oscura per affossare definitivamente l’ economia del nostro territorio. Fonti: http://www.salute.gov.ithttp://www.minambiente.ithttp://www.regione.campania.it http://www.arpacampania.ithttp://www.wwf.ithttp://www.wwfcaserta.org rassegna stampa principali organi di informazione Raffaele Dott. Lauria Presidente WWF Caserta email:lauriaraffaele@gmail.com caserta@wwf.it http://www.wwfcaserta.org

domenica
Set 21,2014

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Tante, tantissime sono le startup made in Italy, parecchie sono quelle che scelgono come settore la rete e la tecnologia, una delle ultime nate è Addlance.

La storia di Addlance è differente: perché?

Scopriamola insieme.

Addlance è una startup italiana fondata alla fine del 2013, quando tre amici trentenni, appassionati di tecnologia e

di innovazione, decidono di creare un progetto differente al passo con i tempi. Nasce così da un piccolo sogno che diventa realtà, un progetto utile per chi opera in rete ed è un freelance. La start up Addlance ha un marketplace che si candida ad essere uno dei più innovativi luoghi di incontro e confronto fra aziende e freelance.

Come nasce Addlance?

I fondatori ci raccontano che l’idea è nata dalla combinazione di alcuni eventi: un viaggio nella Silicon Valley che ha confermato quanto i tre amici sapevano già, ovvero quanto sia importante l’imprenditorialità. E’ questo una sorta di mantra delle nuove generazioni che diventano imprenditori e che spesso lo sono di se stessi. La realtà economica attuale è fatta di tantissimi giovani e no che sono imprenditori di sé stessi: freelance.

Come creare una start up? Difficile saperlo se non si è del settore, agli amici sembra qualcosa di complicato “come dotarci del know-how necessario per avviare una startup?” una domanda che sembra un rebus ma ecco che si accende una lampadina: serve un consulente, qualcuno che possa collaborare a creare il progetto di startup. Un freelance! Certo un freelance un consulente freelancer.

E, come fare a reperire il freelancer con le competenze giuste?

“Ma dove trovarli? Come facciamo a fidarci? Quanto costano? “

Domande di non facile risposta infatti i giovani, paradossalmente, stavano invertendo il tradizionale ordine delle cose: prima serve un’idea e poi gli strumenti per eseguirla. Loro invece ci raccontano “ Noi stavamo partendo dell’esecuzione senza avere un’idea!”

E non finisce qui. La discussione e l’analisi continua sino a quanto capita che un amico del gruppo è costretto a rimanere a casa dal lavoro per diversi mesi per problemi di salute.

Si tratta di un programmatore. Questo evento fa sì che si aggiunga un altro importantissimo dato “lavorare da casa” .

Lavorare da casa in remoto è importante e nessuno meglio di un freelancer può saperlo.

Da casa si può lavorare in qualsiasi orario del giorno e della notte con colleghi e clienti distribuiti in Paesi diversi senza mai incontrarli fisicamente.

Gli amici mettono a fuoco l’idea: dare la possibilità a imprenditori e piccole medie imprese di lavorare online con liberi professionisti.

Così nasce Addlance, un mercato del lavoro, marketplace, un luogo idoneo ai freelance ma anche alla piccola media impresa che in questo modo può usare il prezioso strumento dell’outsourcing.

I benefici del lavoro in remoto sono tantissimi tra i quali, da non sottovalutare mai, i due fondamentali: ridurre notevolmente i costi e i tempi.

Le grandi società si possono permettere squadre di consulenti, le piccole medie imprese e società invece

possono trovare una risposta alle necessità di innovazione o di sviluppo delle vendite nei professionisti freelance trovati online.

La rete è utile e va sfruttata sia da chi cerca collaboratori ma anche da chi si offre per collaborazioni in freelance.

“E’ nata cosi AddLance: per sviluppare la nostra iniziativa, sottolineano i fondatori, non ci limitiamo solo al nostro lavoro ma una parte notevole degli sforzi viene data agli stessi freelance iscritti sul sito. Il tutto gestito in modalità “cloud” cioè online: AddLance si sviluppa e cresce grazie al contributo degli stessi utenti!”

Sito web: www.addlance.com

Trasmette:

Eleonora Casula

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Ufficio stampa

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domenica
Set 21,2014

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Il drammaturgo arriverà dagli USA per l’uscita del libro con 6 opere, con la prefazione di Lucilla Sergiacomo

PESCARA – Giovedi 25 settembre, alle ore 17 e 30, presso la sala “Figlia di Iorio” della Provincia di Pescara, in Piazza Italia, sarà presentato il libro: “Nuovi drammi” di Mario Fratti (Edizioni Noubs). Partecipano: Germano D’Aurelio (in arte ‘Nduccio), Lucilla Sergiacomo, Goffredo PalmeriniGeneroso D’Agnese, Giovanni Legnini, già Sottosegretario di Stato, Marco Alessandrini, Sindaco di Pescara, Giovanni Di Iacovo, Assessore alla cultura del Comune di Pescara.

L’AUTORE

Mario Fratti (L’Aquila, 5 luglio 1927) è un drammaturgo celebre negli Stati Uniti, dove vive. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere alla Università Ca’ Foscari a Venezia, Fratti avvia alla fine degli anni cinquanta una ricca produzione drammatica. È del 1959 il suo primo dramma “Il nastro”, vincitore del premio RAI, che però non fu mai radiotrasmesso. Giudicato allora sovversivo, il dramma narra il rifiuto di confessare sotto tortura di alcuni partigiani, poi fucilati dai fascisti. Oggi la sua produzione assomma oltre 90 opere. Negli Stati Uniti, sin dal suo arrivo, nel 1963, lo accoglie con favore la critica. Il suo stile è perfettamente compatibile con l’indole americana, aliena dalle ridondanze, dalle metafore e dalle sfumature tipiche del teatro europeo. Le sue opere, tradotte in 20 lingue, sono state rappresentate in 600 teatri di tutto il mondo. Dall’America all’Europa, dalla Russia al Giappone, dal Brasile alla Cina, dal Canada all’Australia. Esse si connotano per l’immediatezza della scrittura teatrale, asciutta e tagliente come la denuncia politica e sociale senza veli che egli vi trasfonde.

L’OPERA

I sei testi teatrali compresi nei Nuovi Drammi di Mario Fratti confermano, se ancora ce ne fosse necessità per chi conosce la sua valida e nutrita produzione drammaturgica, la poliforme istintività del suo talento, che sul piano stilistico gli consente la costruzione di dialoghi espressivi e immediati e su quello contenutistico apre i cassetti alla brevità incisiva di situazioni sceniche che facilmente si evolvono e capovolgono, lasciando nella mente dello spettatore testimonianze pregnanti e intelligenti di come si vive nella società occidentale. […] Sono sempre, in maggiore o minor misura, lacerazioni umane quelle che Mario Fratti rappresenta nei suoi Nuovi Drammi e in tutto il suo teatro, in cui il mondo appare bipartito dualisticamente in buoni e cattivi, ingenui e furbi, puri e infidi. Ma che sia leone o volpe o pecora o lupo, come lo scrittore ha dichiarato, “Io scrivo sull’uomo, per essere capito dagli uomini. Il mio interesse principale è l’affanno di vivere, i conflitti di ogni giorno, il grottesco della società”.

Goffredo Palmerini
S.S. 17 bis, 28/a – Paganica
67100 L’AQUILA – Italy
Tel.       +39 0862 68416
Mobile +39 328 6113944
domenica
Set 21,2014

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  (Antonio Luisè) – Ha fatto il suo ingresso in società ed ha già un gran numero di corteggiatori. Parliamo della Volalto car, uno splendido modello di Mini messo a disposizione dalla M Car di Gaetano Pascarella alla società rosanero. Bianca, griffata sugli sportelli con i loghi del club rosanero, ma anche di McLaren, Bmw e Power Gas, è stata data in consegna alla croata Percan. Da oggi,rigorosamente rispettando i limiti di velocità, la vedremo girare per le vie della nostra città. “ Ringrazio vivamente la famiglia Pascarella per la vicinanza dimostrata ancora una volta verso il club rosanero – le parole del presidente volaltino, Agostino Barone- La concessione dell’auto aziendale griffata Volalto e arricchita dai marchi McLaren, Bmw e Powergas è per noi motivo di grande soddisfazione e ci onora che aziende così importanti come le su citate abbiano avuto fiducia in noi. Il loro supporto- conclude Barone- è per noi linfa vitale. Ci da energia positiva nel proseguire il nostro progetto di crescita, ben consci di non essere soli, ma di avere tante persone dietro di noi pronte a sostenerci”.

Vangelo di Domenica 21 Settembre 2014

domenica
Set 21,2014

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  La gratuità che salva il mondo

Vangelo Matteo 20, 1-16

Così, infatti, è il regno di Dio. Un tale aveva una grande vigna e una mattina, molto presto, usci in piazza per prendere a giornata degli uomini da mandare a lavorare nella sua vigna. Fissò con loro la paga normale: una moneta d’argento al giorno; e li mandò al lavoro. Verso le nove del mattino tornò in piazza e vide che c’erano altri uomini disoccupati. Gli disse: “Andate anche voi nella mia vigna; vi pagherò quello che è giusto”. E quelli andarono. Anche verso mezzogiorno e poi verso le tre del pomeriggio fece la stessa cosa. Verso le cinque di sera uscì ancora una volta e trovò altri uomini.Disse. “Perché state qui tutto il giorno senza far niente?”. E quelli risposero: “Perché nessuno ci ha preso a giornata”. Allora disse: “Andate anche voi nella mia vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore. “Chiama gli uomini e da’ loro la paga, cominciando da quelli che son venuti per ultimi”. Chiamò dunque quelli che eran venuti alle cinque di sera, e diede una moneta d’argento, ciascuno. Allora cominciarono a brontolare contro il padrone. Dicevano: “Questi sono venuti per ultimi, hanno lavorato soltanto un’ora, e tu li hai pagati come noi che abbiamo faticato tutto il giorno, al caldo”. Rispondendo a uno di loro, il padrone disse: “Amico, io non ti ho imbrogliato: l’accordo era che ti avrei pagato una moneta d’argento, o no? Allora prendi la tua paga e sta’ zitto. Io voglio dare a questo, che è venuto per ultimo, quello che ho dato a te. Non posso fare quello che voglio con i miei soldi? O forse sei invidioso perché io son generoso con loro?”. Poi Gesù disse: “Così, quelli che sono gli ultimi saranno i primi, e quelli che sono i primi saranno gli ultimi”.

La questione del lavoro è drammatica, per la percentuale crescente, non calante delle persone, specie giovani senza lavoro, per le migliaia di fabbriche chiuse, per l’impressionante numero di lavoratori e lavoratrici licenziate, in cassa integrazione nelle diverse e precarie condizioni. Per chi lavora c’è la questione di una remunerazione giusta, equa e l’altra del lavoro sommerso o, nell’espressione più usata, in nero che coinvolge un numero impressionante di persone italiane e straniere, di cui non si parla, a cominciare da chi esprime giudizi sprezzanti nei loro confronti. Il lavoro  non è solo l’impegno per poter vivere con dignità la propria vita, ma ancor prima e più profondamente riguarda la dignità stessa della persona, il suo crescere nella società e poter esprimere le sue qualità e capacità, anche se poi tante volte le persone si trovano a svolgere un lavoro meno adatto o per nulla adatto alle proprie possibilità. Il Vangelo di questa domenica (Vangelo di Matteo 20, 1-16) ci comunica una parabola che vede come protagonisti il proprietario di una grande vigna e alcuni operai che lui invita a lavorare in momenti diversi della giornata: alcuni li manda al lavoro al mattino, molto presto; altri verso le nove; altri ancora verso mezzogiorno; perfino alle cinque di sera ne manda alcuni vedendoli in strada, senza fare nulla. Alla sera c’è il momento della paga. Con i primi operai della mattinata il proprietario aveva fissato la paga normale di una moneta d’argento al giorno. Ora nel pagamento il proprietario sconvolge ogni procedura; invita il suo fattore a pagare per primi gli ultimi che avevano lavorato solo un’ora e a dare loro una moneta d’argento, come ai primi. Questi protestano perché avvertono una evidente ingiustizia nel confronto. Il proprietario della vigna ricorda loro di essere fedele e corretto con la decisione pattuita al mattino; che lui può dare agli altri per sua personale decisione quello che vuole. L’insegnamento della parabola non riguarda i contratti salariali, ma la dimensione della gratuità che pretende la giustizia, la afferma e poi va oltre; esserci, dedicarci, impegnarci con gratuità solo per una dimensione interiore, perché ci si crede, senza considerare esiti e risultati. La gratuità potrà contribuire a salvare l’umanità perché rompe il vincolo della necessità fra dare per avere, fare per ricevere. Senza gratuità si diventa funzionari della vita, organizzatori e professionisti senz’anima, funzionari della religione senza misericordia, protagonisti attenti al proprio successo e non al bene comune; persone prive di risonanze interiori, di riferimento a un’ulteriorità che guida di un ideale che motiva e di cui le realizzazioni non sono mai complete. La gratuità esprime profondità, speranza, perseveranza. La gratuità è espressione dell’amore e solo l’amore potrà salvare il mondo.

sabato
Set 20,2014

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Doppio oro per i giovani tiratori casertani Tammaro Cassandro (GS Forestale) e Domenico Simeone (GS Fiamme Oro) a Granada in Spagna in occasione del 51° Campionato del Mondo di Tiro a Volo per la specialità skeet. I due portacolori del Gruppo Sportivo Falco di Capua hanno contribuito egregiamente con le loro prestazioni individuali al successo dell’Italia nella classifica a squadre, sia a livello assoluto che tra gli juniores.

Tammaro Cassandro (16°), nipote ed erede di Ennio Falco, ha vinto la classifica a squadre tra gli assoluti con gli altri due azzurri Luigi Lodde (6°) e Riccardo Filippelli (12°) con un totale di 362 punti, precedendo gli Usa a 359 e la Francia a 358; Domenico Simeone, casertano di Baia e Latina, ha vinto la classifica a squadre tra gli junior con gli altri due azzurri Gabriele Rossetti e Christian Benet.

“Un grande successo per i due giovani tiratori casertani -sottolinea il Delegato Provinciale Coni Michele De Simone- che conferma la bontà di una scuola abituata a produrre campioni e quindi in grado di garantire il futuro di una disciplina in cui la nostra provincia da Angelo Scalzone a Ennio Falco, oltre a centrare l’oro olimpico, ha sempre conquistato titoli assoluti a livello nazionale, europeo e mondiale. Una garanzia per i prossimi Giochi di Rio de Janeiro, dove bisognerà centrare la partecipazione con la conquista delle carte olimpiche nei prossimi appuntamenti indicati dalla Federazione internazionale”.

sabato
Set 20,2014

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ALVIGNANO – Il baritono di Alvignano Francesco Landolfi,  reduce dalle riuscitissime performance siciliane di “Aida” e “Tosca”, è impegnato nuovamente in Germania, e precisamente a Lipsia, con il celebre “Nabucco”, terza opera scritta da Giuseppe Verdi, portata in scena per la prima volta il 9 marzo del 1842 al Teatro alla Scala di Milano. Il cantante lirico dell’Alto Casertano vestirà i panni di “Nabuccodonosor”, re di Babilonia, e farà parte di un cast internazionale. L’opera si compone di quattro atti ed è stata definita l’opera “più risorgimentale” dell’autore bussetano. Le recite saranno l’occasione per ascoltare il celebre coro “Va pensiero, sull’ali dorate”, la stessa opera in cui il baritono alvignanese si cimenterà nell’aria “Dio di Giuda” e nel duetto del terzo atto con Abigaille “Donna, chi sei?”. Gli spettacoli sono in programma a Lipsia il 21 e 27 settembre.

sabato
Set 20,2014

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CASERTA Non solo a Milano, sabato 25 ottobre prossimo, dalle ore 15 alle 17, si terrà anche a Caserta il Corteo nazionale per la vita contro l’aborto e l’abrogazione referendaria della legge 194. Un appuntamento, molto importante, organizzato dal comitato No194, guidato a livello nazionale dall’avv. Pietro Guerini e che presenta come coordinatore casertano il preside Paolo Mesolella. Un corteo per dire un forte SI alla Vita e un NO fermo alla legge 194, legge iniqua e assassina che ha causato dalla sua entrata in vigore ad oggi almeno 6 milioni di bambini soppressi con l’aborto nel grembo materno. Legge che ci rende complici di questi delitti in quanto commessi nei nostri ospedali e pagati con i soldi delle nostre tasse.

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La manifestazione nazionale di sabato 25 ottobre prossimo a Milano partirà alle ore 15 da piazzale Cadorna mentre quella di Caserta partirà alla stessa ora da Piazza Vanvitelli ed arriverà in piazza Carlo III di fronte alla Reggia . Un’importante occasione di crescita e di visibilità per le associazioni pro life, e per l’associazione No194 che a Caserta già si è fatta conoscere per le “9 ore di preghiera per la vita” (che si tengono dalle ore 9 alle 18 il primo sabato dei mesi dispari all’esterno della clinica Sant’Anna), e per le ore di adorazione per la vita (che si tengono ogni primo sabato dei mesi pari all’interno della chiese Sant’Anna e Buon Pastore. “L’aborto e l’eutanasia – scrive papa Giovanni Paolo II nell’Evangelium Vitae – sono due crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare. Leggi di questo tipo non solo non creano nessun obbligo per la coscienza ma sollevano piuttosto un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse”.

 

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Al corteo per la vita di Caserta parteciperanno sezioni provenienti anche da altre province d’Italia: oltre a quella casertana, infatti, ci saranno quelle di Napoli, Roma, Campobasso, Avellino, Salerno, Foggia, Bari e Catania. “L’appuntamento – spiega il preside Mesolella – è particolarmente significativo se si pensa ai 6 milioni di concepiti che non sono nati perché soppressi dall’entrata in vigore della legge 194. Un legge che d’altra parte non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia, sono oltre 30 mila all’anno. A dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell’aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L’aborto, del resto non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa anche 5 mila euro per i contribuenti. Il movimento referendario “No194″(diventato anche Associazione con oltre 25 mila iscritti, oltre ad avere referenti in tutta Italia, ha un proprio portale on line all’indirizzo www.no194.org. “L’ iniziativa – conclude il preside Mesolella – non è finalizzata alla sola denuncia del fenomeno dell’aborto o della legge 194/1978 che lo disciplina nel nostro ordinamento, ma è diretta alla revisione della stessa legge per via referendaria”.

 

sabato
Set 20,2014

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(Il Generale Figliuolo con la Presidente del Kosovo Atifete Jahjaga)

Pristina, 20 settembre 2014. Il Comandante della Forza Multinazionale NATO KFOR, Generale di Divisione Francesco Paolo Figliuolo, ha concluso nei giorni scorsi una serie di incontri con le principali autoritá civili e politiche di Pristina, i capi delle missioni Europee e delle Nazioni Unite, i rappresentanti della Comunitá Internazionale e gli ambasciatori dei Paesi accreditati in Kosovo.

Il Generale Figliuolo, che ha assunto il comando della missione KFOR lo scorso 3 settembre, nel corso degli incontri ha confermato l’impegno di KFOR per garantire sicurezza e libertá di movimento nella regione e in particolare a nord dove c’é una maggiore concentrazione della comunitá serba.

Questi incontri periodici, basati sul dialogo e sulla cooperazione, rappresentano un importante fattore di successo per la missione NATO KFOR e per il miglioramento delle relazioni tra Pristina e Belgrado.

“KFOR rappresenta una presenza fondamentale che contribuisce in maniera determinante alla sicurezza e al progresso del Kosovo”, ha recentemente ribadito la Presidente del Kosovo, Atifete Jahjaga.

La presenza di KFOR si è ridotta gradualmente negli anni, in termini di truppe operanti sul terreno.

La forza presente oggi é di dieci volte inferiore a quella del 1999 mentre la sicurezza percepita é di gran lunga superiore.

Dei 55mila militari schierati all’inizio della missione, infatti, ne sono rimasti ora circa 5500, provenienti da 31 nazioni, che operano al comando del Generale Figliuolo.

Maggiore Massimiliano Rizzo

 

Public Affairs Office

HQ KFOR Film City

Prishtina, Kosovo

mobile phone 366 622 0805

mobile phone 049750376

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