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Di Matilde Maisto

Mostra Maria Pia Daidone

sabato
Set 20,2014

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Ù Arte opening

mercoledì 24 settembre

ore 19.00

 

Maria Pia Daidone

“ORO NERO”

24 settembre – 7 ottobre 2014

 

A cura di Tiziana De Tora

Artstudio’93

 

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Mercoledì 24 settembre, alle ore 19.00, le sale di Casa di Ù, in Via Carelli 19,

ospiteranno la prima mostra del progetto “U Arte”, dedicato all’arte contemporanea,

dal titolo “Oro Nero”, dell’artista Maria Pia Daidone.

 

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La mostra della scultrice napoletana segna l’inizio di un nuovo ciclo e celebra l’apertura di Ù Arte, un inedito spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni.

Oro Nero” è il titolo di un percorso attraverso le suggestive opere di Maria Pia Daidone, artista dall’impronta fortemente materica, dedita da anni alla manipolazione e trasformazione creativa dei materiali.

“Scultrice” è solo un’etichetta, perché la Daidone attraversa l’arte mediante l’uso di cartone, rame, legno, creando elementi scultorei, ma anche pittorico/segnici e immergendoli spesso in teche di plexiglas, per preservarne la memoria, componente sempre presente nelle sue creazioni, dai libri d’artista, alle valigie della memoria appunto, in cui ognuno può preservare/conservare le proprie esperienze, i sogni, gli incubi e le presenze dell’immaginario. Di volta in volta, un semplice brandello di cartone ci appare come “ordito” o corteccia d’albero, oppure tra le sue trame dorate scorgiamo un “uccello in volo” o dei “fiori dorati”.

“La ricerca della natura è fondamentale; è importante studiarla con l’occhio del cuore e della mente per scoprire ciò che nasconde. (…) La mia indagine attuale s’incentra sullo studio dei materiali. Ho privilegiato il rame, il cartone, il plexiglass. Il primo perché è duttile nella lavorazione, ricorda la sacralità, dà energia e ha la luminosità accesa dell’oro. Il secondo, con un’adeguata lavorazione, perde totalmente la propria identità e diventa altro. Il plexiglas usato come rivestimento esalta i materiali e li cristallizza in un’atmosfera senza tempo”.

Vedere le creazioni di Maria Pia Daidone è intraprendere un viaggio, con la mente e con il cuore, in mondi sospesi nel tempo, quasi mistici, in cui ogni elemento è impregnato di una sacralità inaspettata, che ci resta dentro lasciando un segno indelebile nella nostra memoria di osservatori.

 

La mostra resterà aperta fino al 7 ottobre 2014.


Scheda biografica di Maria Pia Daidone

a cura di Maurizio Vitiello

 

 

Maria Pia Daidone è nata a Napoli ed opera nello studio di Piazza IV Giornate, 64 (081.05.02.188). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Filippo Palizzi”. Conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia, ritorna negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi “L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee” per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall’ ’89 all’inizio del ’95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un’allegorica linea pittorica. Dalla prima metà del ’95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando una molteplicità di emozioni. Lieviti ed orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un’attendibile ricerca. Nel ’96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di “Cerchi Graffiti”. Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest’indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, ed ha evidenziato una raggiunta “cifra” pittorica, resa con asciutta misura dall’artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un ventaglio di emozioni approdando ad una selezione di lavori, intitolata “Nonsolocerchi”, sviluppata tra il ’97 e il ’98. Negli ultimissimi mesi del ’98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti “pop” e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate e ispirandosi alle figure degli “accertatori”, che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata “Accertamenti Metropolitani”. Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta. Dal 1995 ha intensificato quest’attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. Dopo la fortunata ed apprezzata serie “Accertamenti Metropolitani” e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato “Dame a Palazzo”, che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell’Associazione Culturale “Passaggio Bianco”, allocata nel Cortile d’Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei. I raffinati risultati, tra il pop e l’aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano ed il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie”  e “Zoophantasy”. Da ricordare, infine, che partecipa, dall’agosto 2005, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Di prestigio le seguenti esposizioni al “Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo”, di Vico Equense (Na), nel 2003, con la personale “Sagome per un Trittico”; al Museo Archeologico “Silio Italico”, sempre a Vico Equense (Na), nel 2004-5, con la personale “Sagome Mediterranee”; al “Museo dei Tarocchi”, di Riola di Vergato (Bo), nel 2007, con la partecipazione alla rassegna “22 Artisti per 22 Arcani”; all’illustre sede universitaria del “Museo Zoologico”, di Napoli, nel 2008-9, con la personale “Zoophantasy”; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) con la personale “Oronerorame”, a febbraio 2011; alla Biblioteca Comunale di Cameri (NO) con la collettiva “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile”, a settembre-ottobre 2011; al Palazzo degli Alessandri, a Viterbo, per il Padiglione Italia della 54^ edizione de “La Biennale” di Venezia, che per volontà di Vittorio Sgarbi è intitolato “L’Arte non è Cosa Nostra”, a novembre-dicembre 2011; allo Studio Arte Fuori Centro, con “Rossorame”, curata da Loredana Rea, dal 21 febbraio a 9 marzo 2012; alla “Casetta della Musica”, a Latina, con “33 donne amorose”, curata da Emanuela Bianchi e Massimo Pompeo, dal 25 febbraio al 13 aprile 2012; al “Lavatoio “Contumaciale”, a Roma, con “Eduardo Palumbo e Gli Amici”, curata da Leonardo Faccioli, Bianca Menna, Massimo Pompeo, dal 23 al 28 giugno 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dal 22 al 28 luglio 2012; a “Studio Arte Fuori Centro”, a Roma, con “Livres de poche”, curata da Loredana Rea, dal 26 giugno al 17 luglio 2012; al “Fortino di Sant’Antonio Abate”, a Bari, con “Contropiani Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dall’11 al 21 novembre 2012; a “Castel dell’Ovo”, a Napoli, con la “Biennale del libro d’artista”, II edizione, curata da Giovanni Donnarumma e Gennaro Ippolito, dal 1° al 16 dicembre 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei 2”, curata da Maurizio Vitiello, dal 3 all’11 agosto 2013; a “Open Space”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Radici e Novità”, curata da Marisa Rizzato e Maurizio Vitiello, dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014; a “Il Ramo d’Oro”, a Napoli, con “Fuori dalla Crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dall’8 al 23 febbraio 2014; al Centro Culturale “L’Approdo”, ad Avellino, con “Cavalcando la coda della crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dal 12 aprile al 12 maggio 2014; ad “Arte/Studio Gallery”, a Benevento, con “Ororossorame”, curata da Maurizio Vitiello, dal 24 aprile al 13 maggio2014; al PAN, a Napoli, con “Incendium”, a giugno 2013; al PAN, a Napoli, con “Napoli per Gabo”, dal 17 al 28 settembre 2014.

 

 

sabato
Set 20,2014

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Il 21 settembre 2014, alle ore 10, sarà finalmente consacrato il nuovo santuario di San Gabriele, in provincia di Teramo. Lo storico evento sarà presieduto dall’inviato speciale di Papa Francesco, il cardinale Ennio Antonelli, già arcivescovo di Firenze e presidente emerito del pontificio Consiglio per la famiglia, che guiderà la delegazione pontificia. In occasione della consacrazione Papa Francesco ha inviato al santuario una lettera speciale che sarà diffusa il 21 settembre.

La delegazione pontificia sarà accolta all’uscita del casello autostradale “S.Gabriele” dell’A24 e quindi in corteo, scortato da carabinieri e motociclisti del “Moto club Gran Sasso”, arriverà al santuario dove sarà accolto dal Vescovo di Teramo-Atri monsignor Michele Seccia, dal superiore generale dei Passionisti  padre Joachim Rego e dal Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Durante la celebrazione eucaristica il Cardinale Antonelli utilizzerà il nuovo e prezioso calice realizzato e offerto dalla ditta Ottaviani di Recanati (MC) e benedetto da Papa Francesco durante l’udienza generale del 17 settembre scorso. Inoltre sarà inaugurata un’artistica acquasantiera progettata dall’artista Mimmo Paladino.

 

 

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Alla consacrazione di uno dei più grandi santuari moderni d’Europa, frequentato ogni anno da due milioni di pellegrini, parteciperanno anche il vescovo di Teramo-Atri monsignor Michele Seccia, il vescovo di Sanggau (Indonesia) monsignor Giulio Mencuccini, il superiore generale dei Passionisti padre Joachim Rego, il consiglio generale dei Passionisti, il superiore provinciale dei Passionisti del settore centro-adriatico padre Piergiorgio Bartoli, oltre a numerosi sacerdoti, religiosi, autorità civili (tra cui il Presidente della Regione Abruzzo D’Alfonso, in veste ufficiale con il gonfalone della Regione, il Presidente della Provincia di Teramo Catarra, il Presidente della Provincia di Chieti Di Giuseppantonio, vari Sindaci) e autorità militari. Saranno presenti alcuni parenti di S.Gabriele provenienti da Roma e Jesi.

Ci saranno anche alcune delegazioni di associazioni di emigrati, in particolare sono già annunciate quelle da Philadelphia, Melbourne e Brisbane. Gli emigrati, soprattutto abruzzesi, hanno contribuito in maniera notevole alla costruzione del nuovo santuario. Si prevede l’arrivo di oltre 10 mila fedeli. Per questo i pellegrini che non riusciranno a entrare nel nuovo santuario potranno seguire il rito attraverso alcuni maxischermo.

 

 

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Al termine della celebrazione il Cardinale benedirà una targa-ricordo della consacrazione e una campana fusa dalla Pontificia ditta Marinelli di Agnone (CB).

 

Il rito di consacrazione sarà trasmesso in diretta dalle emittenti private Tv6 di Teramo e Telemolise,  visibili in Abruzzo, Molise, parte di Lazio e Marche e Puglia. Ci sarà anche una diretta streaming attraverso il sito del santuario www.sangabriele.org.

E’ già stato approntato un piano di accoglienza della grande massa di pellegrini. Il santuario potrà contare sulla collaborazione della “Protezione civile”, della “Croce rossa”, del “118”, della “Croce bianca” e di numerosi volontari.

 

 

 

 

NOTE INFORMATIVE:

 

UN SANTUARIO PER IL TERZO MILLENNIO

 

La costruzione del nuovo santuario, dedicato a San Gabriele dell’Addolorata, il santo dei giovani, iniziò il 26 febbraio 1970, sulla base di un progetto elaborato nella seconda metà degli anni Sessanta dagli Studi Associati, un gruppo di architetti e ingegneri (Buttura, Massoni, Pelizza, Casati, Ponzio, Maggi) di Milano, sotto la direzione dell’ingegnere Rino Rossi di Bologna. Nelle intenzioni dei professionisti milanesi si trattava di “Un progetto semplice e felice, come semplici e felici furono i giorni del giovane San Gabriele dell’Addolorata, come i luoghi dei suoi ultimi anni. Il santuario vuole esser un’isola di serenità nella serenità di questi luoghi, un grande giardino, un modo per stare insieme, una collina che sale lenta, a gradoni, quasi un invito per una passeggiata tra il verde, una passeggiata che concorre e ripropone il luogo della preghiera”.

 

Le dimensioni dell’opera si annunciano gigantesche: il nuovo santuario sarà nel complesso venti volte più grande della prima basilica (in totale si costruiranno quasi 12mila metri quadrati). La sola aula liturgica sarà dieci volte più capiente dell’antica basilica.

I lavori vanno avanti speditamente nei primi anni fino al 1974; le strutture portanti in brillante cemento bianco e le possenti travi in acciaio cor-ten (lunghe ognuna 32 metri, in assoluto il primo esempio in Italia, e forse in Europa, di utilizzo di travi cor-ten a così lunga gittata) risaltano davanti all’antica basilica. Negli anni 1975-1978 viene realizzata l’ardita e gigantesca cupola, a forma di tenda, in rame e acciaio cor-ten. Il santuario è ancora in costruzione, ma già in alcune domeniche del 1976 può ospitare le prime celebrazioni liturgiche. A fine anni Settanta la struttura portante del nuovo santuario è completata.

Negli anni seguenti si rendono necessari interventi di adeguamento liturgico e completamento delle strutture e per questo, nel 1981, viene indetto un concorso internazionale cui partecipano quattro gruppi di lavoro. Il concorso viene vinto dal gruppo guidato dall’architetto Eugenio Abruzzini di Roma, che progetta e realizza numerosi interventi nel nuovo santuario.

 

Il nuovo santuario (a forma di croce greca), lungo 90 metri e largo 30, è stato realizzato in cemento bianco, vetro, policarbonato, alluminio e acciaio cor-ten. Quasi un chilometro di fioriere e una ventina di grandi terrazze arricchiscono il complesso. Il nuovo santuario può contenere 10 mila persone, di cui 5 mila nelle navate. E’ uno dei santuari moderni più grandi d’Europa.

Al centro della basilica è collocato il grande presbiterio. Agli angoli delle quattro navate sei scalinate e una lunga rampa immettono nella grande e accogliente cripta del santo che viene solennemente benedetta dal Papa Giovanni Paolo II, durante la storica visita al santuario, il 30 giugno 1985. Il Papa inaugura anche l’innovativa Cappella della riconciliazione (che dispone di 30 moderni confessionali) dove, compiaciuto, si complimenta con l’architetto Abruzzini e i padri del santuario: ”Così voi ci aiutate a salvare il sacramento della riconciliazione!”. In pratica fin dal 1985 il santuario viene utilizzato tutti i giorni festivi dell’anno e in molte altre occasioni.

 

Nel 1985-1987 l’artista frate cappuccino Ugolino da Belluno realizza le prime stupende opere artistiche: il mosaico del mistero pasquale e la vetrata del Figliol prodigo nella Cappella della riconciliazione, il mosaico del miracolo della moltiplicazione dei pani e pesci, il tabernacolo in bronzo, l’originalissimo crocifisso in bronzo e i mosaici dell’altare e dell’ambone nella navata feriale. Nel 1991-1993 viene realizzato, su progetto dell’architetto Abruzzini, il pavimento dell’aula liturgica e il presbiterio dal prezioso pavimento cosmatesco su cui spiccano l’altare e l’ambone, in marmo bianco jugoslavo. Nel 1998 il pittore Omar Galliani dipinge due grandi tavole per il nuovo santuario, raffiguranti la Passione e la Risurrezione. Nel 2002 l’artista Mimmo Paladino progetta una grande vetrata battesimale in uno dei locali del nuovo santuario. Il Portale centrale del santuario, in acciaio, vetro istoriato e cosmati, dedicato a “Cristo-Porta”, viene costruito nel 2004 dall’artista Guido Strazza di Roma.

Nel 2008 l’artista Nino Di Simone di Castelli (TE) realizza due grandi sculture in ceramica ai lati dell’altare, dedicate alla Risurrezione e alla Crocifissione.

Nel 2012 il nuovo santuario si arricchisce di un grandioso organo a canne Opus 737, costruito nel 1961 dalla ditta tedesca Späth e assemblato, rinnovato e ampliato dalla ditta Anselmi Tamburini di Asciano (SI). E’ un organo a trasmissione elettrica con consolle elettronica, composto da 49 registri, tre tastiere e 3.200 canne.

Nel 2013 l’artista Paolo Annibali di Grottammare (AP) scolpisce in bronzo la grandiosa “Porta degli emigrati” (metri 4×5). La Porta, che ha un peso di 60 quintali, è il giusto ringraziamento che il santuario ha voluto offrire a tutti gli emigrati che nel mondo hanno diffuso la devozione al santo dei giovani. Nel 2014 l’artista suor Agar Loche, del centro “Domus Dei” di Roma, progetta le vetrate istoriate della gigantesca cupola, mentre l’artista Mimmo Paladino crea due acquasantiere, realizzate dalla bottega ceramica “Gatti” di Faenza (RA).

 

La costruzione del nuovo santuario è durata più di un quarantennio. Non è stato facile portare avanti una simile gigantesca e costosa opera, ma grazie all’impegno economico del santuario, al contributo di numerosissimi devoti di san Gabriele (tra i quali spiccano per generosità le varie associazioni di emigrati abruzzesi sparse in tutti i continenti), degli abbonati al mensile del santuario L’Eco di san Gabriele, di alcuni grandi benefattori e di qualche ente pubblico, si è arrivati alla conclusione, pressoché totale, della costruzione del nuovo santuario.

Molti di coloro che negli anni Sessanta si chiedevano perplessi a cosa sarebbe servita una così gigantesca costruzione, visto che già si intravvedevano i segni di quella crisi religiosa che avrebbe portato a svuotare le chiese e alla secolarizzazione, si sono dovuti presto ricredere. Vedere il nuovo santuario affollato in quasi tutti i periodi dell’anno, e in più occasioni pieno come un uovo, induce anche i più scettici alla riflessione e dimostra che i progettisti avevano ragione, quando si auguravano di creare “un’opera destinata all’uomo di oggi e ancora più a quello di domani, perché nel silenzio e nella serenità l’uomo possa riaprire un colloquio con se stesso e con Dio per darsi ragione dei suoi giorni, per amare e credere ancora”.

Il nuovo santuario, che sarà consacrato il 21 settembre 2014, sarà secoli segno perenne della presenza di Dio tra il suo popolo, luogo di convocazione della comunità ecclesiale, memoria delle meraviglie operate dal Signore attraverso il suo servo fedele san Gabriele dell’Addolorata.

 

 

 

Dati tecnici essenziali del nuovo santuario

 

Totale metri quadri area coperta       mq. 11.852

Totale metri cubi vuoto per pieno      mc. 96.818

Superficie totale aula liturgica                       mq. 4.620

Superficie cripta                                 mq.   1.007

Superficie confessionali                                  mq.     478

Superficie museo Stauròs                   mq.     829

Superficie terrazzi                              mq.   5.610

 

Inoltre…

  • Centinaia di tonnellate di cemento, acciaio cort-ten,

 

ferro, granito, marmo, travertino

  • Centinaia di quintali di vetro, alluminio,

 

legno e policarbonato           

 

Tempi di costruzione                         

Struttura principale                            1970-1980

Rifiniture, opere d’arte, arredi                       1981-2014

 

venerdì
Set 19,2014

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Alla settantottesima Fiera del Levante, inaugurata nei giorni scorsi a Bari dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, 40 sindaci del Salento, con il sindaco di Melendugno Marco Potì in testa, hanno manifestato il loro dissenso all’installazione del gasdotto della TAP, applaudendo quando il presidente della Regione Nichi Vendola  ha ribadito che la Puglia non è la pattumiera degli altri. Per il Presidente Renzi si può ancora discutere sull’approdo, ma il ministro dell’Ambiente Galletti, che ha da poco approvato il rapporto di Valutazione impatto ambientale della TAP, insiste sul fatto che l’approdo è ormai stato deciso con 58 prescrizioni. Di diverso parere è il ministero dei Beni culturali che è contrario al deturpare le coste salentine. Il gasdotto dovrebbe approdare su un’incantevole spiaggia la Caciulara San Basilio, a San Foca, una delle cinque marine di Melendugno, sul Mare Adriatico, insignita per ben quattro volte della Bandiera blu e delle cinque Vele di Legambiente, distante appena un chilometro e mezzo dalla riserva naturale di interesse internazionale, Le Cesine. «Siamo in una zona ad alta intensità turistica – ha detto Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge”  –  dove i giovani si sono inventati un lavoro puntando sul turismo e sulla tutela delle risorse naturali, tra numerosi siti di interesse comunitario e un sito archeologico di straordinaria bellezza, Roca Vecchia, la Micene del Salento. Su appena 500 metri di arenile, che viene puntualmente segnalato dalle riviste di turismo tra le spiagge più belle della Puglia, ci sono tre stabilimenti balneari e un albergo. Tra le dune depongono le uova le ormai rare tartarughe di mare, caretta caretta.  E la storia di questo gasdotto sta diventando una storia infinita.

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La TAP AG ha progettato l’approdo di un gasdotto che parte dall’Azerbajian, risparmia le coste della Grecia, attraversa le montagne, per arrivare in Albania dalla cui costa dovrebbe immettersi in mare, poggiandosi per 111 chilometri sui fondali del Canale d’Otranto, un mare particolarmente esposto alle correnti e a forte rischio sismico. Il gasdotto approda poi su una delle marine di Melendugno.

Il tubo di acciaio ricoperto da cemento armato si immergerà sotto le dune di sabbia con un micro tunnel a una profondità di 18 metri. La voragine scavata nei fondali per ottenere l’immersione del gasdotto sarà ricoperta da cemento armato e malta.

È dal novembre dello scorso anno, che è stato presentato un contro rapporto al Ministero dell’Ambiente, curato da ben 25 esperti, coordinati dal professore del Politecnico di Bari Guido Borri. «Abbiamo convocato gli esperti – ha precisato il sindaco di Melendugno, Marco Potì – perché potessero liberare il Comitato No Tap e il territorio dall’accusa di campanilismo o sindrome Nimby. C’è un lavoro serio dietro le osservazioni presentate, non potranno dire che siamo degli estremisti incompetenti, ci sono dei grandi professionisti per svelare tutti i punti più controversi del progetto». Lo scempio sarà evidente perché il gasdotto dopo essere riemerso in pineta, che sarà praticamente rasa al suolo per due ettari, si snoderà via terra. Per consentirne il passaggio e creare le zone di sicurezza e la viabilità di emergenza intorno, saranno divelti 1900 ulivi secolari, in un paese che vanta di detenere il 4 per cento della produzione di olio, a livello regionale. A Melendugno, poi, in località Masseria del Capitano dove ci sono i dolmen preistorici Placa e Gurgulante sarà realizzata la centrale di depressurizzazione, con camini alti dieci metri per smaltire i fumi. Intorno il deserto: 12 ettari di terreno, vasto quasi quanto 24 campi di calcio, dove non sarà ammessa alcuna attività. I Consigli comunali dei Comuni interessati hanno peraltro deliberato inidoneo il luogo destinato ad ospitare la centrale di depressurizzazione perché si trova molto vicina ai centri abitati di Melendugno, Vernole e Calimera e perché sorge in una zona non industrializzata, fatta di masserie e uliveti che caratterizzano il tipico paesaggio salentino. Non si indica nel progetto dove si andrebbe ad attingere l’acqua necessaria a far funzionare l’impianto con il grave rischio di prosciugare il già delicato equilibrio delle falde freatiche salentine. Intanto il cammino del  gasdotto non finisce qui perché attraverserà anche i vigneti di Negroamaro del Nord Salento per arrivare ad immettere il gas nella centrale di Mesagne. Ironia della vicenda è che questa opera sarà dismessa tra 50 anni e i tubi di acciaio, ricoperti di cemento armato per un diametro di tre metri, saranno abbandonati in balia delle correnti marine e lentamente corrosi.

                                                                                        H.di P.                 

venerdì
Set 19,2014

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Casagiove (Ce) . Conferimento incarico

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Set 19,2014

elpidio russo web

 

CASAGIOVE. Il Sindaco ha conferito, con il decreto  prot. N. 13135 del 19.09.2014, il seguente incarico al Consigliere Comunale Marco Di Blasio: “incarico alle attività che riguardano la manutenzione degli immobili comunali e degli edifici scolastici comunali”. Dopo aver accettato l’incarico, il Consigliere Di Blasio ha dichiarato: “Sono onorato di questa scelta operata dal Sindaco Russo, al quale vanno i miei ringraziamenti. L’incarico che mi è stato conferito stamattina, estremamente delicato, è direttamente collegabile alle mie competenze lavorative poiché, oltre ad essere un tecnico nel settore edile, da circa tre lustri opero in tale campo. E’ mia intenzione organizzare, nei prossimi giorni, un incontro con il dirigente dell’area lavori pubblici e gli assessori ai lavori pubblici e Pubblica Istruzione, per definire le azioni da intraprendere, nel più breve tempo possibile, collegate alla manutenzione degli edifici scolastici nonché degli immobili di proprietà comunale”. 

 

venerdì
Set 19,2014

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  NAPOLI – Ai piedi del Vesuvio i nuovi mecenati sono cittadini ed imprenditori. Parte da Pollena Trocchia un nuovo modello di cittadinanza attiva per la promozione della cultura e la salvaguardia del patrimonio archeologico. Attraverso i fondi raccolti in occasione della tombalata in piazza Amodio, lo scorso 5 gennaio, promossa dalla Confesercenti e da Antonio di Sapio,  giovane imprenditore componente della Giunta provinciale della Confesercenti di Napoli,  è stato possibile contribuire al restauro dell’arco del sito archeologico di Pollena Trocchia. L’azione rientra nell’«Apolline project», il programma di ricerca «multidisciplinare sul “lato oscuro” del Vesuvio: il versante settentrionale del vulcano, il cui progetto-bandiera è lo scavo integrale delle terme romane di Pollena Trocchia. Per ringraziare i cittadini della generosità, sabato 20 settembre alle 10.30 Ferdinando Simone, responsabile «Apolline project», ha organizzato una visita guidata al sito. «Il contributo da noi ricevuto, pari ad 8 mila euro – scrive Simone in una lettera – di per sé già rilevante, appare ancora più importante perché proviene da gente comune e imprenditori sensibili. A questo proposito vorrei invitare tutti a partecipare alla visita guidata e brindare insieme, augurandoci un futuro migliore».

venerdì
Set 19,2014

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    «Roby Facchinetti al Belvedere di San Leucio: un pezzo di storia della musica italiana e non solo con un monumento simbolo della nostra storia, un binomio fantastico per propagandare il nome di Caserta». Presenta così Lucrezia Cicia, vicecapogruppo di Forza Italia e madrina della serata, lo spettacolo Parsifal di domani sera sabato 20 settembre in programma presso il Real Sito. Sul palco con Faccinetti saliarà la Grande Orchestra di Udmurtia (Russia) diretta dal Maestro Leonardo Quadrini (docente titolare presso il Conservatorio di Napoli – San Pietro a Majella), supportata dal coro sinfonico rumeno “Carmina Nova”, dal Coro Hirpini Cantores,  dal trio In Cantus e dai Palasport, la band ufficiale dei Pooh. «Assieme all’amministrazione, abbiamo deciso di sostenere l’evento perché riteniamo che lo sviluppo del turismo a Caserta passi attraverso la valorizzazione delle sue opere e la creazione di eventi di portata nazionale ed internazionale che possano portare in città visitatori da ogni parte della Penisola pronti a spendere nei nostri negozi, nei nostri bar, nei nostri ristoranti, nei nostri alberghi – ha spiegato – per fare in modo che il turismo non si limiti ad un mero dato di presenze che non lascia indotto, bisogna creare le condizioni per movimentare l’economia, di modo che a raggiera, tutti possano beneficiare dei visitatori. Fare in modo che in un palazzo di grande suggestione come il Belvedere, ci siano presenze di livello assoluto come quella di Facchinetti è, sicuramente un atto che si muove in questa direzione».   Caserta, 19 settembre

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Set 19,2014
giaquinto-per-web
L’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Caserta Stefano Giaquinto, in sinergia con l’Assessore al Turismo Gabriella D’Ambrosio e la condivisione dell’iniziativa da parte del Presidente Domenico Zinzi, ha convocato per martedì 23 settembre alle ore 16.30, presso la sede della Provincia-Settore Agricoltura, un primo incontro con il coordinamento delle Pro Loco della Media Valle del Volturno. Un seguito all’impegno assunto lo scorso 4 luglio nella sede dell’Ept di Caserta, in occasione della presentazione delle iniziative 2014 delle 10 Pro Loco riunite in coordinamento. “Le Province non scompariranno e in particolare la Provincia di Caserta andrà al voto con il nuovo sistema elettivo soltanto in autunno – chiarito questo l’assessore Giaquinto aggiunge – l’intento e quello di calendarizzare le iniziative da svolgersi nel 2015. Iniziative rivolte alla valorizzazione dei prodotti agricoli, alle eccellenze enogastronomiche ed alla conoscenza del patrimonio artistico-culturale di Terra di Lavoro. Un primo incontro con le Pro Loco, che sono già riunite in un coordinamento, per condividerne la loro esperienza e, insieme ad altre della provincia di Caserta, ideare un progetto integrato di valorizzazione del territorio. Un percorso che avviamo – continua Giaquinto – tenendo conto anche della legge sul turismo approvata dalla Regione Campania che affida alle Province e alle città metropolitane competenza nel settore, provvedendo a molteplici compiti, incluso quello di valorizzare, come giusto che sia, il ruolo delle Pro Loco”. I sodalizi coinvolti in questo incontro, il primo di una lunga serie da realizzare in tutta la provincia di Caserta sono: Alvignano, Caiazzo, Dragoni, Ruviano, Castel Campagnano, Pontelatone, Formicola, Castel di Sasso, Liberi e Piana di Monte Verna. Sono stati invitati a partecipare il presidente regionale dell’Unpli Campania Mario Perrotti ed il commissario provinciale dell’Unpli Nicola Marano, la cui presenza è stata già confermata.
venerdì
Set 19,2014

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Personale di pittura di un’artista napoletana alla Reggia di Caserta, salone di rappresentanza della Pro Loco

 

Leonilde Fappiano e la sua realtà ingenua

 

Sabato 20 settembre, alle ore 17:00, nella Reggia di Caserta – salone di Rappresentanza della Pro Loco – avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale di pittura dell’artista Leonilde Fappiano dal titolo “La realtà ingenua”; alla cerimonia di inaugurazione, presenziata dal Presidente della Pro Loco ing. Carlo Roberto Sciascia, parteciperà l’arch. Vega de Martini della Soprintndenza di Caserta.

Questa personale dell’artista Leonilde Fappiano – ha affermato il Presidente della Pro Loco di Caserta – apre, dopo la pausa estiva, le attività culturali della Pro Loco di Caserta, che con il suo contributo propositivo ed organizzativo prosegue in un’azione a tutto campo in grado di stimolare le potenzialità artistiche di Terra di Lavoro e di proporre eventi ed iniziative culturali a livello nazionale ed internazionale. La mostra in questione offre la possibilità di conoscere un’artista del territorio che riesce a coniugare la fresca delizatezza cromatica con un’espressività incisiva e coinvolgente”.

 

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L’artista napoletana, dopo una lunga pausa durante la quale a proseguito nella sua accezione della realtà in continua evoluzione, si “rimette” in gioco con questa mostra, che ha quale prologo una citazione di Marcel Proust: «Questo fenomeno che voi chiamate pittura naive, non è altro che il sogno di un sogno, ricordatevelo. E allora perché non sognare».

E, a tal riguardo, l’arch. Vega De Martini, nella sua prosentazione della mostra, ha affermato: “Questa è l’opinione di Proust, quello di <La Recherche du temps perdu>, intellettuale dei più raffinati degli inizi del Novecento, in contatto con la migliore <intelighentia> parigina, amante della musica e dell’arte. Ed è proprio a Parigi, tra la fine del secolo XIX e gli inizi del secolo successivo, che nasce, con Henri Rousseau il Doganiere (1844-1910), il fenomeno dell’arte <naive> che si caratterizza per una primigenia spontaneità, ponendosi al di fuori di ogni movimento figurativo allora in auge, e per una visone della realtà, talora ingenua, talora disincantata, talora sognante, appunto. Data al 1884 – appena due anni prima di quel fatidico 1886 che vide in contemporanea l’ultima mostra degli impressionisti e la pubblicazione del manifesto simbolista – l’ingresso ufficiale nel mondo dell’arte di Rousseau che fino ad allora era stato impiegato, e per molti anni, presso l’Amministrazione Doganale. Il suo successo, sponsorizzato da intellettuali e critici del calibro di Alfred Jarry e soprattutto di Guillaume Apollinaire, fu immediato. Convergeranno nell’ammirazione per il pittore neofita, praticamente autodidatta, sia i neoimpressionisti (meglio definibili come postimpressionisti) ed i simbolisti come Gauguin, Signac, Redon, sia i rappresentanti delle avanguardie artistiche contemporanee come Kandinskij, Delaunay e Picasso. Di fatto l’opera naive (ingenua) del Doganiere conquistava i primi per la sua valenza postimpressionista, per la monumentalità, l’esotismo e la suggestione delle sue creazioni; interessava i secondi per la sua ingenuità, la sua goffaggine da arte popolare, il suo antiaccademismo. Tutti elementi proposti da Apollinaire quale manifesto della ribellione nei confronti dell’arte fatta ancora secondo canoni tradizionali. Dopo l’esordio di Rousseau il termine <naif> sviene attribuito comunemente dalla critica a quei pittori autodidatti, definiti di volta in volta neoprimitivi, pittori popolari della realtà, artigiani del sogno. Una definizione quest’ultima che si attaglia perfettamente alla personalità di Leonilde Fappiano”.

 

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Ed infine Vega Martini conclude: “Ma non c’è dubbio che, anche per Leonilde, come per tutti i <naifs>, è il mondo interiore il soggetto dell’arte che è realtà più concreta del mondo reale: quasi tutto è fuori posto, fuori prospettiva ed in libertà nel suo coloratissimo, sognante ed ingenuo – ma nello stesso tempo emozionalmente intensissimo – cosmo da fiaba”.

Carlo Roberto Sciascia ha precisato: “Leonilde Fappiano rappresenta il mondo filtrato dalla sua visione della vita, si libera dai condizionamenti imposti dalla razionalità e interpreta la realtà mediante il linguaggio figurativo dei bambini, privo di ogni influenza sociale e/o ambientale; questa intima condizione atipica, sorretta dal sentimento e dalla sensibilità ingenua e sognante, le permette di accedere da un’espressività dal tocco delicato e fine, vista con un luminoso colorismo che impone alla chiarezza spaziale una soffusa e sottile bellezza. Sa conservare l’espressività integrale e l’originale dell’immagine e percepire l’essenza ed il carattere del mondo circostante, trasferito in un paesaggio spirituale dalla semplicità e dalla schiettezza rassicurante. Nelle sue opere fiori sgargianti ed animali, alberi dai rami rigogliosi o contorti ma volti verso l’alto, calmi corsi d’acqua si affiancano all’uomo ed al suo lavoro, mentre i residui dell’anima infantile fanno risaltare tutti gli elementi migliori, quelli più veri e schietti, seguendo il segreto “spiritus rector” delle azioni essenziali ed accogliendo nella memoria solo “cose” dai contorni ben precisi. Nella sua visuale psicologia del mondo la spontaneità e la grazia ingenua dell’istinto vitale offre la possibilità di far emergere il profondo supportato da una fantasia immaginosa, anche se viene proposta una realtà oggettiva. Solo così la visione dell’artista diventa un “pensiero astratto ma vero”, che va alla ricerca dei significati semplici ma esistenziali ai quali riferirsi … e tutto si ammanta di un sognante velo che non riesce a celare la bellezza della vita”.

La mostra proseguirà fino al 4 ottobre c.a., con il seguente orario: ogni giorno 9:30 – 12:30, martedì escluso o su appuntamento (Novelli A. 0834/27 74 28 – C. R. Sciascia 338/79 22 753)

 

 

venerdì
Set 19,2014

vesparaduno

 

DOMENICA IL 3° RADUNO VESPA CITTA’ DI CASERTA

 

Si svolgerà domenica prossima 21 settembre, con partenza in corso Trieste – lato Monumento ai Caduti, il 3° Raduno Vespa Città di Caserta, organizzato dal Vespa Club Caserta con il patrocinio dell’Amministrazione comunale del capoluogo.

L’appuntamento per gli appassionati della famosa due ruote è alle 8.30 per il ritrovo, l’apertura delle iscrizioni e l’esposizione dei mezzi. Alle 11,00 i vespisti, che giungeranno da ogni parte d’Italia comprese Sicilia e Sardegna, partiranno per la loro passeggiata tra Caserta e dintorni, con sosta e visita al Belvedere di San Leucio. L’arrivo è previsto alle 12,00 nuovamente sul corso Trieste dove la mattinata si concluderà con l’aperitivo per i partecipanti, la premiazione ed i saluti dei responsabili del Vespa Club Caserta.

“Il Vespa Club Caserta dà appuntamento a tutti gli appassionati– spiega il presidente Gaetano Biscardi – per domenica prossima sul centralissimo corso Trieste. Siamo certi di replicare, se non di superare, le presenze dello scorso anno quando a Caserta arrivarono quasi 400 vespisti dalla provincia, dalla regione e dal resto d’Italia.L’obiettivo dell’associazione è promuovere, diffondere l’attività vespistica nell’ambito turistico, culturale e ricreativo, organizzare eventi e manifestazioni al fine di far conoscere le storicità dei pezzi d’epoca alla città di Caserta e non solo”.

 

 

 

 

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